Marco Vipsanio Agrippa

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Marco Vipsanio Agrippa
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Agrippa Gabii Louvre Ma1208.jpg
Busto marmoreo di Agrippa.
Nome originale Marcus Vipsanius Agrippa
Titoli corrector totius Orientis
Nascita 63 a.C.
Arpino
Morte 12 a.C.
Roma
Coniuge Pomponia Cecilia Attica
Claudia Marcella maggiore[1]
Giulia maggiore[1]
Figli Vipsania Agrippina,
Vipsania Marcella,
Gaio Cesare,[2]
Vipsania Giulia Agrippina (Giulia Minore),[2]
Lucio Cesare,[2]
Agrippina Maggiore,[2]
Agrippa Postumo[2]
Gens Vipsania
Consolato 37 a.C.

Marco Vipsanio Agrippa (in latino: Marcus Vipsanius Agrippa; Arpino, 63 a.C. circa – Campania, 12 a.C.) è stato un politico, militare e architetto romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Amico di Ottaviano, il futuro imperatore Augusto, fu suo fedele collaboratore e anche suo genero. Agrippa[3] fu artefice di molti trionfi militari di Ottaviano, il più considerevole dei quali fu la vittoria navale nella battaglia di Azio contro le forze di Marco Antonio e Cleopatra.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Agrippa (marmo lunense, fine I sec. a.C.), dagli scavi di Via del Mare, 1937, conservato presso Centrale Montemartini.

Nato forse ad Arpino (ma la questione è dibattuta), di origini modeste, [4] era della stessa età di Ottaviano e i due erano amici intimi dall'infanzia. Ottaviano e Agrippa avevano servito come ufficiali di cavalleria sotto Cesare nella battaglia di Munda nel 45 a.C. Dopo la battaglia e il ritorno a Roma, Cesare adottò Ottaviano come suo erede legale. Mentre le fazioni senatoriali a Roma diventavano sempre più aggressive, Cesare inviò Ottaviano e Agrippa a studiare ad Apollonia con le legioni macedoni. Cesare inviò anche il figlio di uno dei suoi amici, Gaio Cilnio Mecenate, a studiare con loro, e anch'egli si legò di amicizia con Ottaviano e Agrippa.

Agrippa ottenne grande favore tra i legionari macedoni e dimostrò notevoli capacità di comando. In Grecia si occupò inoltre di architettura, acquisendo le capacità che avrebbe usato più tardi nella sua vita. Ad Apollonia li raggiunse la notizia dell'assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C. quando Ottaviano partì immediatamente per Roma.

Ascesa al potere[modifica | modifica sorgente]

Dopo il ritorno di Ottaviano a Roma, Agrippa in Grecia assunse il comando delle legioni macedoni (e principalmente la Legio IIII Macedonica) e le diresse a Roma in aiuto dell'amico. Con il sostegno delle legioni, Ottaviano poté concludere il patto con Marco Antonio e Lepido noto come "Secondo triumvirato" per contrastare gli assassini di Cesare. Agrippa combatté accanto a Ottaviano e ad Antonio come il più importante generale di Ottaviano nella decisiva battaglia di Filippi (42 a.C.).

Dopo il ritorno a Roma, Ottaviano inviò Agrippa (41 a.C.) a dirigere la guerra contro Lucio Antonio e Fulvia Antonia, rispettivamente fratello e moglie di Marco Antonio, che si concluse con la loro cattura a Perusia nel 40 a.C. Due anni più tardi, represse una sollevazione degli Aquitani in Gallia e attraversò il Reno per punire le aggressioni delle tribù germaniche. Al suo ritorno rifiutò il trionfo offertogli, ma accettò il suo primo consolato (37 a.C.).

In quel periodo Sesto Pompeo aveva il controllo del mare sulle coste dell'Italia. La prima cura di Agrippa fu di provvedere un porto sicuro per le sue navi, fece collegare il lago d'Averno al lago Lucrino, che aveva uno sbocco verso il mare, costruendo il portus Iulius. In questo periodo Agrippa sposò Pomponia, figlia dell'amico di Cicerone, Tito Pomponio Attico.

Ottaviano stesso combatté contro Sesto Pompeo, ma venne sconfitto nella battaglia navale di Messina nel 37 a.C. e di nuovo nell'agosto del 36 a.C. Agrippa, nominato comandante in capo della flotta, sottopose i suoi equipaggi ad uno stretto addestramento e nel 36 a.C. sconfisse Sesto Pompeo a Mylae e a Nauloco e in un mese distrusse completamente la forza navale di Sesto, ricevendo la corona navale per le sue vittorie in Sicilia.[5]

Cursus honorum[modifica | modifica sorgente]

Agrippa con la Corona Navale, per commemorare le sue gesta nella battaglia di Azio

Nel 33 a.C. fu eletto edile, carica in cui fece uso delle sue conoscenze di architettura: restaurò gli acquedotti più antichi e ne costruì due nuovi (l'Aqua Iulia e, più tardi, nel 19 a.C., l'Aqua Virgo), restaurò e ripulì la Cloaca massima e attuò la politica edilizia di Augusto nel Campo Marzio, costruendo terme, portici e giardini.

Agrippa fu richiamato di nuovo per prendere il comando della flotta quando scoppiò la guerra contro Antonio e Cleopatra. La vittoria di Ottaviano ad Azio nel 31 a.C., che gli diede il controllo di Roma, fu principalmente dovuta ad Agrippa. Per facilitare la sua ascesa al potere, Ottaviano lo associò alla famiglia imperiale, costringendolo a separarsi dalla moglie Claudia Marcella Maggiore, sposata nel 28 a.C., per sposarsi invece con Giulia, la figlia di Augusto, rimasta vedova.[1] Inoltre ottenne un secondo consolato con Ottaviano lo stesso anno. Nel 27 a.C., anno in cui Ottaviano ottenne il titolo di Augusto, Agrippa rivestì per la terza volta il consolato insieme all'amico.

Nello stesso anno costruì e dedicò il Pantheon, ricostruito in seguito sotto l'imperatore Adriano, che ripeté sulla trabeazione il testo dell'iscrizione dell'edificio, eretto da Agrippa durante il suo terzo consolato. Fece erigere anche il Campus Agrippae nella VII regio e a sua sorella compete invece l'erezione della Porticus Vipsania.

Gli anni seguenti al suo terzo consolato, Agrippa li passò in Gallia, riformando l'amministrazione provinciale ed il sistema tributario ed occupandosi della costruzione di un efficace sistema di strade e di acquedotti.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Lawrence Alma-Tadema, Un'udienza da Agrippa. Il fenomeno dei clientes era molto sviluppato in età imperiale, e anche le donne poterono quindi divenire patrone. Alcuni clienti si appropriarono del patrimonio di Matidia, la prozia di Marco Aurelio, causando un discusso caso.

Sembra che la sua amicizia con Augusto si sia appannata a causa dei contrasti con il cognato Marco Claudio Marcello. Svetonio racconta infatti che, col pretesto di un lieve raffreddore, lasciò tutti e si ritirò a Mitilene, anche se la vera ragione era che l'imperatore gli preferiva Marcello.[6]

Agrippa fu governatore in Siria, che governò dall'isola di Lesbo tramite un legato. Alla morte di Marcello, in quello stesso anno, fu richiamato a Roma da Augusto. Augusto, forse anche per consiglio di Mecenate, decise di legarlo alla famiglia imperiale rendendolo suo genero e Agrippa divorziò da Marcella per sposare Giulia maggiore nel 21 a.C., da poco vedova di Marcello.[1]

Nel 19 a.C., Agrippa fu impiegato per spegnere una rivolta dei Cantabrici in Spagna. Fu nominato governatore della Siria una seconda volta nel 17 a.C., e lì la sua amministrazione giusta e gestione prudente gli fece guadagnare rispetto e benevolenza, particolarmente della popolazione ebraica. Agrippa inoltre ristabilì un efficace controllo romano sul Chersoneso Cimmerico (l'attuale Crimea) durante il suo governatorato.

L'ultimo servizio pubblico reso da Agrippa fu l'avvio della conquista della regione superiore del Danubio, regione che si sarebbe poi trasformata nella provincia romana della Pannonia nel 13 a.C. Morì in Campania nel marzo del 12 a.C. all'età di 51 anni. Dopo la sua morte nacque da Giulia l'ultimo dei suoi figli Marco Vipsanio Agrippa Postumo. Augusto onorò la sua memoria con un funerale magnifico ed egli stesso passò più di un mese in lutto. Successivamente Augusto adottò i figli di Agrippa e di sua figlia Giulia, Gaio Cesare e Lucio Cesare, come suoi successori designati.[2]

« Augusto comprò [Lucio e Gaio Cesare] dal padre Agrippa per un asse ed una libbra e, ancora molto giovani, li fece partecipare all'amministrazione della Res publica e quando furono designati consoli li inviò nelle province e presso gli eserciti»
(SvetonioAugustus, 64.)

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Il Pantheon di Adriano, che riporta sulla trabeazione l'iscrizione del precedente tempio costruito da Agrippa M·AGRIPPA·L·F·COS·TERTIVM·FECIT ("Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, fece")

Agrippa inoltre si occupò di geografia: sotto la sua supervisione venne redatta una completa mappa dell'impero, che più tardi fu incisa su marmo da Augusto ed in seguito esposta in un colonnato da sua sorella Polla. Fra i suoi lavori è citata ancora un'autobiografia, ora persa.

Agrippa ebbe numerosi figli:

Marco Vipsanio Agrippa, con Gaio Cilnio Mecenate ed Ottaviano, fu un personaggio centrale nella creazione del principato, il sistema di governo dell'Impero romano che perdurò fino alla crisi del III secolo e la nascita del sistema della dominatio.

Agrippa nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Marco Vipsanio Agrippa è co-protagonista, insieme ad un giovanissimo Ottaviano, del videogioco di ruolo per PlayStation 2 Shadow of Rome.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d SvetonioAugustus, 63.
  2. ^ a b c d e f g h i j k SvetonioAugustus, 64.
  3. ^ Il nome Agrippa veniva dato ai bambini che nascevano con parto podalico.
  4. ^ Syme, op. cit., p. 69.
  5. ^ Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 129.1-4.
  6. ^ SvetonioAugustus, 66.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Letteratura storiografica

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Norbano Flacco
e
Appio Claudio Pulcro
(37 a.C.)
con Lucio Caninio Gallo
Marco Cocceio Nerva
e
Lucio Gellio Publicola

Controllo di autorità VIAF: 6352894 LCCN: n85017329