Tempio di Adriano

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Coordinate: 41°54′00″N 12°28′46″E / 41.9°N 12.47944°E / 41.9; 12.47944

Il tempio di Adriano oggi
Il tempio di Adriano inglobato nell'edificio del XVII secolo in un'opera di Giovanni Battista Piranesi
Ricostruzione in un plastico conservato all'interno della Borsa

Il tempio di Adriano (o Hadrianeum, oppure Adrianeo) è un tempio romano che si trova a Roma, in piazza di Pietra, toponimo che deve il suo nome proprio alla persistenza secolare dei resti dell'edificio nell'antica regione del Campo Marzio.

Indice

Storia [modifica]

Il tempio venne eretto in onore dell'imperatore Adriano, divinizzato dopo la sua morte. È probabile che il cantiere dell'edificio fosse stato già avviato sotto Adriano stesso per dedicarlo alla moglie Vibia Sabina, morta e divinizzata nel 136. A lavori forse appena iniziati, la vera e propria costruzione del tempio si deve dal suo successore, Antonino Pio, e venne terminato intorno al 145. I suoi resti sono inglobati in un edificio del XVII secolo, eretto da Carlo Fontana. L'edificio era in principio una dogana vaticana e, dal 1831, è stato adibito a sede della Borsa Valori di Roma.

L'edificio era in passato conosciuto erroneamente con il nome di tempio di Nettuno.[1]

Caratteristiche [modifica]

Il tempio era un periptero ottastilo (con 8 colonne sulla fronte) e presentava 13 colonne sui lati lunghi. Oggi rimangono solo 11 colonne corinzie del nord, alte 15 metri, innalzate sopra un podio di peperino alto 4 metri, oggi interrato rispetto alla piazza per via dell'innalzamento del livello stradale. Al di sopra delle colonne si conserva anche un tratto della loro trabeazione, che prosegue, rifatta modernamente, anche sulle ali laterali dell'edificio che ha inglobato il tempio.

Il muro della cella era in origine ricoperto di marmo, come dimostrano i fori di fissaggio delle lastre. I resti della cella sono visibili all'interno dell'edificio della Borsa: questa era priva di abside, ritmata da semicolonne e coperta da una volta a botte con cassettoni.

Il tempio era circondato da una grande piazza porticata, con colonne di marmo giallo antico, che si apriva verso la via Lata (ora via del Corso) con un arco monumentale. Questo arco è stato identificato con quello definito "di Antonino", conosciuto anche come "di Claudio" e "dei Tosetti", dal nome della famiglia che abitava in piazza Sciarra, oggi scomparsa in seguito all'allargamento della via del Corso. L'arco, seppur rovinato e diroccato, dava ancora nel XVIII secolo il nome alla via dell'Archetto. Venne demolito proprio a causa delle scarse condizioni in cui versava.

Secondo recenti indagini, la piazza doveva presentare, per lo meno sul lato settentrionale, un'ampia esedra sul modello di quelle del Foro di Augusto e del Foro di Traiano.

Nei Musei Capitolini, nel cortile del Palazzo dei Conservatori, si conservano una serie di rilievi con province romane, che si alternavano a pannelli, più rientranti con dei trofei. Questa decorazione era stata attribuita ad un podio a risalti sopra cui si innalzavano le lesene che decoravano le pareti interne della cella, ma più recentemente si è ipotizzata una loro collocazione sull'attico dei portici che circondavano la piazza.

I rilievi riflettono la politica più pacifica di Adriano rispetto al suo predecessore, Traiano. Essi mostrano una rassegna dei popoli e delle regioni che componevano l'impero romano con l'obiettivo di esaltare la potenza di Roma e il raggiungimento di un nuovo periodo di sostanziale pace che non si aveva dai tempi di Augusto.

Bibliografia [modifica]

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Claridge A., Rome. An Oxford Archaeological guide, Oxford, Oxford University Press, 1998.
  • Cozza L., Tempio di Adriano, Roma, 1982.
  • La Rocca E., Parisi Presicce. C., Lo Monaco A.L'età dell'equilibrio, 98-180 d.C.: Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio, Roma, Musei Capitolini, MondoMostre, 2012.
  • Novelli R., Hadrianeum, Roma, Cammera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, 2005.

Note [modifica]

  1. ^ Rodolfo Lanciani, Forma Urbis Romae, 1893-1901.

Voci correlate [modifica]

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