Tempio di Adriano

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Coordinate: 41°32′24″N 12°17′04.56″E / 41.54°N 12.2846°E41.54; 12.2846

Tempio di Adriano
Roma, Piazza di Pietra - Tempio di Adriano.JPG
Civiltà romana
Utilizzo Tempio
Stile antonino
Epoca II secolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Amministrazione
Patrimonio Centro storico di Roma
Ente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il comune di Roma
Visitabile
sito web

Il tempio di Adriano (o Hadrianeum, oppure Adrianeo) è un tempio romano che si trova a Roma, in piazza di Pietra, toponimo che deve il suo nome proprio alla persistenza secolare dei resti dell'edificio nell'antica regione del Campo Marzio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia degli Antonini.

Il tempio venne eretto in onore dell'imperatore Adriano, divinizzato dopo la sua morte. È probabile che il cantiere dell'edificio fosse stato già avviato sotto Adriano stesso per dedicarlo alla moglie Vibia Sabina, morta e divinizzata nel 136. A lavori forse appena iniziati, la vera e propria costruzione del tempio si deve dal suo successore, Antonino Pio, e venne terminato intorno al 145.[1]

I suoi resti sono inglobati in un edificio del XVII secolo, eretto da Carlo Fontana. L'edificio era in principio una dogana vaticana e, dal 1831, è stato adibito a sede della Borsa Valori di Roma. Restano ancora visibili undici delle tredici colonne originarie del lato nord.[1]

L'edificio era in passato conosciuto erroneamente con il nome di tempio di Nettuno.[2]

Topografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo Marzio.

Secondo i Cataloghi regionari il tempio si trovava nella Regio IX, il Campo Marzio ed era posto in relazione con il vicino Tempio di Matidia, dedicato dallo stesso Adriano alla suocera, Salonina Matidia. Quest'area iniziò ad fortemente monumentalizzata proprio da questo imperatore (vedi Pantheon) e, inseguito, adibita ai funerali imperiali. Qui, infatti, furono innalzate due ustrini e due colonne onorarie, dedicate rispettivamente ad Antonino Pio e a Marco Aurelio, la seconda delle quali traeva ispirazione dalla Colonna Traiana. A questi monumenti fu aggiunta anche la costruzione di una nuovo tempio, dedicato a Marco Aurelio, collocato nei pressi della colonna a lui intitolata.

Il tempio presentava una accesso ad arco, dal quale potrebbero essere stati prelevati alcuni pannelli (oggi conservati nei Musei Capitolini), più tardi inseriti nell'arco di Portogallo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arte adrianea e Arte dei primi Antonini.

Il tempio era un periptero ottastilo (con 8 colonne sulla fronte) e presentava 13 colonne corinzie di marmo bianco proconneso sui lati lunghi. Oggi rimangono solo 11 colonne corinzie lungo il lato nord, alte 15 metri e del diametro di 1,44 metri, innalzate sopra un podio di peperino alto 4 metri (in origine rivestito di marmo), oggi interrato rispetto alla piazza per via dell'innalzamento del livello stradale. Al di sopra delle colonne si conserva anche un tratto della loro trabeazione, che prosegue, rifatta modernamente, anche sulle ali laterali dell'edificio che ha inglobato il tempio.[1]

Il muro della cella era in origine ricoperto di marmo, come dimostrano i fori di fissaggio delle lastre.[1] I resti della cella sono visibili all'interno dell'edificio della Borsa: questa era priva di abside, ritmata da semicolonne e coperta da una volta a botte con cassettoni. Queste semicolonne poggiavano su piedestalli, dove erano rappresentate le province romane, mentre negli spazi intermedi erano inserite delle rappresentazioni di trofei. Il significato di queste rappresentazioni riguarda la politica adrianea di pacificazione e di riordino dei territori imperiali, al termine di un periodo di grandi conquiste del predecessore, Traiano.[3]

Il tempio era circondato da una grande piazza porticata (100 x 90 metri circa), con colonne di marmo giallo antico, che si apriva verso la via Lata (ora via del Corso) con un arco monumentale, del quale si conservano due rilievi, presso il Museo dei Conservatori e Palazzo Torlonia a Roma.[3] Questo arco è stato identificato con quello definito "di Antonino", conosciuto anche come "di Claudio" e "dei Tosetti", dal nome della famiglia che abitava in piazza Sciarra, oggi scomparsa in seguito all'allargamento della via del Corso. L'arco, seppur rovinato e diroccato, dava ancora nel XVIII secolo il nome alla via dell'Archetto. Venne demolito proprio a causa delle scarse condizioni in cui versava.

Secondo recenti indagini, la piazza doveva presentare, per lo meno sul lato settentrionale, un'ampia esedra sul modello di quelle del Foro di Augusto e del Foro di Traiano. È assai verosimile che un ambiente identico dovesse trovare posto nel lato meridionale del recinto. Insieme, questi due ambienti, dovevano ospitare attività legate alla giurisdizione.

Rilievi dei piedestalli delle colonne[modifica | modifica sorgente]

Nei Musei Capitolini, nel cortile del Palazzo dei Conservatori, si conservano una serie di rilievi con province romane, che si alternavano a pannelli, più rientranti con dei trofei. Questa decorazione era stata attribuita ad un podio a risalti sopra cui si innalzavano le lesene che decoravano le pareti interne della cella, ma più recentemente si è ipotizzata una loro collocazione sull'attico dei portici che circondavano la piazza.

I rilievi riflettono la politica più pacifica di Adriano rispetto al suo predecessore, Traiano. Essi mostrano una rassegna dei popoli e delle regioni che componevano l'impero romano con l'obiettivo di esaltare la potenza di Roma e il raggiungimento di un nuovo periodo di sostanziale pace che non si aveva dai tempi di Augusto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Coarelli 2012, p. 385.
  2. ^ Rodolfo Lanciani, Forma Urbis Romae, 1893-1901.
  3. ^ a b Coarelli 2012, p. 386.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1984.
  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Roma-Bari, Laterza, 2012, ISBN 978-88-420-8589-8.
  • Claridge A., Rome. An Oxford Archaeological guide, Oxford, Oxford University Press, 1998.
  • Cozza L., Tempio di Adriano, Roma, 1982.
  • La Rocca E., Parisi Presicce. C., Lo Monaco A.L'età dell'equilibrio, 98-180 d.C.: Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio, Roma, Musei Capitolini, MondoMostre, 2012.
  • Novelli R., Hadrianeum, Roma, Cammera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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