Via del Corso (Roma)

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Coordinate: 41°54′12.22″N 12°28′45.8″E / 41.903394°N 12.479389°E41.903394; 12.479389

Via del Corso vista dal Vittoriano (sulla sinistra Palazzo Bonaparte, dove visse e morì Letizia Ramorino, madre di Napoleone)
San Marcello al Corso
Palazzo Chigi
San Carlo al Corso
Via del Corso da Piazza del Popolo
Via del Corso e palazzo dell'Unione Militare in una foto del 1983

Via del Corso, altrimenti detta il Corso, è una nota strada storica del centro di Roma che collega piazza Venezia a piazza del Popolo e misura all'incirca 1,6 chilometri. È l'arteria centrale del complesso stradale conosciuto come Tridente.


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato rettilineo della strada ricalca quello dell'antico tratto urbano della Via Flaminia, chiamato nell'antichità e nel Medioevo via Lata.

Nel Medioevo il rettilineo originario, soggetto alle esondazioni del Tevere a causa del basso livello altimetrico, sarebbe stato abbandonato a favore di una strada sita ad una quota più elevata: secondo un recente studio[1] si tratterebbe dell'antica via Biberatica, che, a partire dal Foro di Traiano, seguiva le attuali vie delle Tre Cannelle e di Sant'Eufemia, piazza dei Santi Apostoli, via di San Marcello, piazza dell'Oratorio, via di Santa Maria in Via (tratto oggi interrotto dalla Galleria Sciarra), piazza San Claudio, piazza San Silvestro, via del Gambero, e si riconduceva quindi sull'antica via Flaminia all'altezza della chiesa di San Lorenzo in Lucina.

Papa Paolo II nel 1467 provvide a rettificare il tracciato della strada riconducendolo sostanzialmente a quello antico; qui trasferì le corse del Carnevale, molto seguite dai romani, che si erano fin allora svolte al Monte Testaccio; involontari protagonisti delle corse erano in primo luogo gli ebrei, costretti a correre tra le ingiurie, ma molto attesa era anche la corsa dei cavalli, detti bàrberi (Berbero) poiché provenienti dalla Barberia (Africa settentrionale). La corsa, che si è svolta fino al 1883 quando un incidente mortale portò alla sua abolizione, si disputava lungo il tratto compreso tra lo scomparso Arco di Portogallo (all'altezza di via della Vite) fino a piazza Venezia, e ha portato all'affermazione del nome di via del "Corso".

Il nome della via cambiò in Corso Umberto I dopo l'assassinio del sovrano nel 1900; nel 1944, divenne Corso del Popolo; e due anni dopo venne reintrodotto quello che è il toponimo attuale.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Su via del Corso si trovano un gran numero di palazzi gentilizi e chiese. Partendo da Piazza Venezia incontriamo il seicentesco Palazzo Bonaparte, o Misciattelli, poi il barocco Palazzo Salviati, e Palazzo Odescalchi del XIX secolo. Quindi si incontra il Palazzo Doria con la Galleria Doria Pamphilij e Palazzo Marignoli, fatto costruire dal marchese Filippo Marignoli, Senatore del Regno, dopo il 1878[2]. Più avanti troviamo la chiesa di San Marcello e il Palazzo Sciarra Colonna.

Lungo la strada si trova Piazza Colonna, con la Galleria Alberto Sordi (ex Galleria Colonna), edificata in luogo del demolito Palazzo Piombino agli inizi del Novecento, il cinquecentesco Palazzo Chigi, Palazzo Ferraioli e Palazzo Wedekind. Subito dopo, all'altezza di Via del Tritone è la chiesa di Santa Maria in Via.

Altro edificio di interesse è Palazzo Ruspoli, sede del Museo della Fondazione Memmo; poco più avanti è Largo Goldoni, dove Carlo Goldoni visse, incrocio con il lungo rettilineo Via dei Condotti-Via della Fontanella Borghese: la prima celebre strada conduce, tra boutique d'alta moda, a Piazza di Spagna, la seconda termina in Piazza Borghese dov'è l'omonimo Palazzo.

La chiesa di San Carlo al Corso, più oltre, ha una grande cupola realizzata da Pietro da Cortona. Di seguito troviamo altre due chiese, quella di Gesù e Maria e quella di San Giacomo in Augusta (XVI secolo), con l'annesso ospedale del XIV secolo.

Al termine di via del Corso si trovano le due chiese di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, che affacciano su Piazza del Popolo (Roma), ove al centro è collocato obelisco Flaminio. La Porta del Popolo costituisce storicamente l'accesso settentrionale alla città: da essa inizia la via Flaminia.

Al civico 18 vi è la casa di Goethe.

Il Tridente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tridente (Roma).

Via del Corso è la strada centrale del Tridente, ampio intervento urbanistico compiuto tra il XV e il XVII secolo, che riordinò le tre strade che dalla porta principale di Roma, Porta del Popolo, veicolavano il traffico verso le basiliche maggiori:

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Flaminio e Spagna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Via Lata nel Medioevo su Medioevo.Roma a cura di Fabrizio Alessio Angeli ed Elisabetta Berti.
  2. ^ Guida d'Italia, Roma, Touring Editore, nona edizione 1999, p. 252

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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