Mausoleo di Augusto

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Coordinate: 41°54′21.54″N 12°28′34.77″E / 41.905982°N 12.476324°E41.905982; 12.476324

Mausoleo di Augusto
L'ingresso del Mausoleo di Augusto.
L'ingresso del Mausoleo di Augusto.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Amministrazione
Patrimonio Centro storico di Roma
Ente Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale
Responsabile Umberto Broccoli
sito web

Il mausoleo di Augusto, anche noto come Augusteo, è un imponente monumento funerario del I secolo a.C., di pianta circolare, situato a Roma. Originariamente occupava parte dell'area nord della zona chiamata Campo Marzio. Questa la descrizione che ci fa Strabone:

« Il più notevole [tra i monumenti] è il cosiddetto Mausoleo, grande tumulo che sorge su un'alta base di marmo bianco nei pressi del fiume [Tevere], coperto ovunque, dalla sommità, di alberi sempreverdi. Sulla sommità si trova una statua in bronzo di Cesare Augusto, mentre sotto il tumulo ci sono le tombe dello stesso imperatore, dei suoi parenti e degli amici più intimi. Dietro c'è un grande bosco sacro che offre splendide passeggiate. Nel mezzo del campo c'è un recinto, sempre di marmo bianco, costruito intorno al crematorio di Augusto, che ha una balaustra circolare in ferro ed all'interno ci sono dei pioppi. »
(Strabone, Geografia, V, 3,8.)

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Età augustea.

Il mausoleo venne iniziato da Augusto nel 28 a.C. al suo ritorno da Alessandria (durante il suo sesto consolato[1]), dopo aver conquistato l'Egitto e aver sconfitto Marco Antonio nella battaglia di Azio del 31 a.C. Fu proprio durante la visita ad Alessandria che ebbe modo di vedere la tomba in stile ellenistico di Alessandro Magno, probabilmente a pianta circolare, da cui trasse ispirazione per la costruzione del proprio mausoleo. I riferimenti all'ellenismo, oltre alle scelte politiche di Ottaviano, trovano conferma nella decisione di erigere una sepoltura dinastica simile sia a quella di Alessandro Magno che al Mausoleo di Alicarnasso, costruito attorno al 350 a.C. in onore del re Mausolo.

Il primo ad essere stato seppellito nel Mausoleo fu Marco Claudio Marcello, il nipote di Augusto morto nel 23 a.C., insieme alla madre di Augusto, Azia maggiore. Seguirono poi Marco Vipsanio Agrippa, Druso maggiore, Lucio e Gaio Cesare. Augusto venne sepolto nel 14, seguito da Druso minore, Germanico, Livia e Tiberio. Svetonio racconta che il corpo di Augusto venne trasportato da Nola (dove era morto) a Bovillae e poi a Roma. Ebbe due orazioni funebri: una di Tiberio davanti al tempio del Divo Giulio, l'altra di Druso, il figlio di Tiberio, dall'alto dei rostri antichi. Subito dopo i senatori lo portarono a spalla fino al Campo Marzio dove venne cremato. Un vecchio pretoriano giurò di aver visto salire al cielo il fantasma di Augusto, subito dopo la sua cremazione. I personaggi più influenti dell'ordine equestre, in tunica, senza cintura, a piedi nudi, deposero i suoi resti nel mausoleo a lui dedicato, fatto costruire tra la via Flaminia e la riva del Tevere durante il suo sesto consolato, avendo poi aperto al pubblico i boschetti e le passeggiate da cui era circondato.[1] In seguito le ceneri dei suoi successori, della dinastia giulio-claudia, vennero qui deposte.

Non sappiamo se Vespasiano e Claudio vennero sepolti qui (il primo probabilmente venne tumulato nel tempio dei Flavi con i figli). Caligola posò le ceneri della madre Agrippina e dei fratelli Nerone Cesare e Druso Cesare; in seguito vi furono portati i resti dell'altra sorella, Giulia Livilla, di Drusilla e di Caligola stesso. Nerone, come in precedenza la figlia di Augusto, Giulia maggiore, venne escluso dalla tomba dinastica e messo nel mausoleo della famiglia paterna, i Domizi Enobarbi.

L'ultimo ad essere seppellito all'interno del Mausoleo fu Nerva, nel 98. Il suo successore, Traiano, venne infatti cremato e le sue ceneri vennero poste in un'urna d'oro ai piedi della Colonna Traiana, mentre Adriano costruirà un nuovo mausoleo, la Mole adriana, dove verranno poste le ceneri degli imperatori del II secolo.

Nel XII secolo fu trasformato in roccaforte dai Colonna, poi in giardino e vigna, nel XVIII secolo in anfiteatro e poi in sala da concerti, e divenne l'Anfiteatro Correa[2].

Tra il 1936 e il 1938 le costruzioni che erano cresciute attorno e a ridosso del mausoleo vennero demolite dal fascismo intento a celebrare, nella figura di Augusto, l'appena proclamato impero fascista. Il Mausoleo si trova oggi al centro della sistemazione urbanistica, in ordine con il piano regolatore del 1931 che prevedeva la sistemazione del Mausoleo, realizzata dall'architetto Vittorio Ballio Morpurgo negli anni a cavallo tra il 1937 e il 1940.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Simulazione grafica dell'architettura originaria dell'Augusteo di Luigi Canina

Il monumento, devastato da secoli di saccheggi e definitivamente liberato dagli scavi solo nel 1936, non ha tuttora una pianta ben definita[non chiaro]. La complessa struttura a piani sovrapposti è determinata da un basamento in travertino alto 12 metri e forse terminato in alto da un fregio dorico a metope e triglifi, sul quale poggia l'edificio circolare composto da sette anelli concentrici, collegati tra loro da muri radiali. Altre due linee di muri formavano una seconda serie di concamerazioni. Vi era infine il primo ambiente praticabile, al termine del lungo corridoio d'ingresso: un settore ad arco di cerchio, fronteggiato in origine da un muro di grande altezza e spessore rivestito di travertino, nel quale si aprivano due ingressi. Questo muro, conservato in piccola parte, costituisce certamente la sostruzione di un tamburo che doveva emergere dal tumulo, creando un secondo ripiano: siamo quindi di fronte ad una struttura complessa, a piani sovrapposti. Al di là del muro un corridoio anulare praticabile reggeva la cella anch'essa circolare, munita di un ingresso assiale e di tre nicchie simmetriche, in corrispondenza degli assi. Al centro un grande pilastro conteneva una stanzetta quadrata, che dovrebbe corrispondere alla tomba di Augusto, in significativa corrispondenza con la statua bronzea dell'imperatore che sorgeva alla sommità del pilastro.

Davanti all'ingresso furono posti i due pilastri con affisse le tavole bronzee sulle quali era incisa l'autobiografia ufficiale dell'imperatore (Res gestae Divi Augusti) la cui copia, incisa sul tempio di Augusto e di Roma ad Ankara e in edifici di altre province, è giunta fino a noi.

I due obelischi in granito, portati dall'Egitto per ornare l'ingresso del mausoleo, sono stati successivamente riutilizzati e si trovano tuttora nella piazza del Quirinale e in quella dell'Esquilino. La tomba era ispirata a modelli orientali ed etruschi, che sulla sommità erano ricoperti di terra con piante sempreverdi. Alberi di cipresso sono stati piantati alla sommità nei recenti tentativi di restauro, ma il rudere rimane essenzialmente irriconoscibile, essendo stato assoggettato, nella sua lunga storia, a trasformazioni, forse più di qualunque altro monumento romano. Infatti è stato trasformato in fortezza, usato come cava di materiali, come vigneto, come arena per la corrida dei tori, come teatro e nell'Ottocento anche come ospizio per vecchie signore indigenti. Nel 1936 veniva ancora utilizzato come sala per concerti.

Per figurarci il sepolcro com'era originariamente, immaginiamo una grande recinzione muraria intorno alla base, e, al di sopra, due o più tronchi di cilindro sovrapposti, contornati da colonne. Il tutto rivestito di marmo e culminante in una statua di Augusto[3] Il mausoleo doveva trovarsi all'interno di grandi giardini voluti da Augusto e aperti a tutti.[4]

Restauri[modifica | modifica sorgente]

Il progetto di restauro che interessa l'area nel corso del 2008 si concentra sulla parte interna del Mausoleo e si prefigge come finalità principale il recupero del monumento attraverso uno scavo stratigrafico che permetta di delimitare la struttura originaria del Mausoleo consentendone il recupero e la conservazione.

La prima fase del progetto prevede la realizzazione di strutture temporanee per la sistemazione dei materiali archeologici, giacenti all'esterno della cella sepolcrale, e una serie di scavi per poter elaborare, attraverso l'esame degli elementi rinvenuti, la ricostruzione dell'aspetto della struttura.

Gli altri interventi saranno mirati a consolidare le parti meno salde della struttura e alla messa in sicurezza dell'intera area in modo da poter valorizzare questo monumento antico.

Nel marzo 2014 è stato approvato dal Consiglio Comunale un importante intervento di restyling dell'omonima piazza adiacente, dopo le importanti riqualificazioni degli anni '30. In futuro, con un intervento di circa 12 milioni di €, verrà rinnovato il pavé della piazza, installati nuovi decori e alberi e realizzata una cavea per spettacoli ricreativi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b SvetonioAugustus, 100.
  2. ^ Tina Squadrilli,Vicende e monumenti di Roma, Staderini Editore,1961,Roma,pag.247
  3. ^ Mauro Lucentini, La grande Guida di Roma,
  4. ^ Svetonio, Vita Augusti, 100 : "..Id opus inter Flaminiam viam ripamque Tiberis sexto suo consulatu exstruxerat circumiectasque silvas et ambulationes in usum populi iam tum publicarat..."

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Elisa Garcia Barraco, Il Mausoleo di Augusto, 1ª ed., Roma, Arbor Sapientiae Editore, 2014, ISBN 978-88-97805-22-9.
  • Maria Elisa Garcia Barraco, Il Mausoleo di Augusto, 2ª ed., Roma, Arbor Sapientiae Editore, 2014, ISBN 978-88-97805-27-4.
  • Paolo Montanari, Sepolcri circolari di Roma e suburbio. Elementi architettonici dell'elevato, Roma, Fabrizio Serra Editore, 2009, ISBN 978-88-6227-198-1.
Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • Sovraintendenza Comunale ai Musei Gallerie Monumenti e Scavi, Gli anni del Governatorato (1926-1944), Collana Quaderni dei monumenti, Roma, Edizioni Kappa, 1995. ISBN 88-7890-181-4
Anna Cambedda, Maria Grazia Tolomeo Speranza, La sistemazione di piazza Augusto Imperatore, pp. 93-97.
Anna Cambedda, Maria Grazia Tolomeo Speranza, L'apparato decorativo di Piazza Augusto Imperatore, pp. 157-160.
Paola Virgili, I lavori al Mausoleo di Augusto, pp. 99-104.
Anna Lio, L'Arciconfraternita di San Rocco e la sistemazione del piazzale di accesso all'Augusteo, pp. 105-108.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]