Tumulo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce sull'argomento architettura è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
Un tumulo è un monticello di terra e pietre, spesso di grandi dimensioni, posto sopra una sepoltura o più sepolture, a formare una specie di collina artificiale.
I tumuli possono avere forma circolare o allungata, e si possono trovare in gran parte del mondo. Un tumulo costituito soprattutto o esclusivamente da pietre è spesso definito "cairn".
[modifica] Origine
I tumuli cominciano ad essere utilizzati per coprire le sepolture nell'età della pietra e quindi nell'età del rame e del bronzo.
Originariamente consisteva in una pila di rocce che ricoprivano direttamente il corpo, ma la sua struttura fu modificata nel corso dei secoli e crebbe di dimensioni fino ad arrivare a trasformarsi in camere funerarie in cui riposavano il defunto con i suoi oggetti più importanti.
[modifica] Distribuzione geografica in Europa
Tombe coperte da tumuli si trovano in tutta Europa:
- In Russia, Ucraina e Asia Centrale: cultura dei Kurgan
- In Scandinavia: le tombe a tumulo sono state utilizzate fino all'XI secolo
- In Turchia: vi sono stati rinvenuti tumuli fra i più grandi al mondo (Bin Tepeler e altri tumuli della Lidia, Frigia e Commagene)
- In Macedonia: famoso è il tumulo di Vergina, tomba di Filippo, padre di Alessandro Magno
- In Grecia: un celebre esempio sono le monumentali tombe a tholos di Micene
- In Italia: le più famose sono le tombe a tumulo etrusche, spesso utilizzate per secoli dalla stessa famiglia patrizia, ma si trovano anche in altre aree
- Nelle Isole Britanniche: tumuli preistorici si trovano in molti luoghi. Famosi sono i tumuli di Tara e di Newgrange
- In Repubblica Ceca
- In Ungheria
- Nel Belgio, presso la ciutat galloromana de Tongeren, ci ne sonó più di 180
[modifica] I tumuli etruschi
Questi tumuli possono presentarsi raccolti in gruppi (necropoli) oppure isolati.
Necropoli famose per le tombe a tumulo si trovano a Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Vetulonia, Populonia. Numerosi tumuli si trovano anche presso Cortona e nell'area della Toscana interna (province di Siena, Firenze, Arezzo).
Nella necropoli dei Monterozzi di Tarquinia sono noti alcuni tumuli monumentali fra cui spiccano, in località Doganaccia, due grandiose strutture note con i nomi popolari di tumulo "del Re" e tumulo "della Regina", disposte in posizione dominante sull'antico accesso al sepolcreto tarquiniese. Solo il tumulo orientale, il tumulo "del Re" o "I tumulo" della Doganaccia, è stato esplorato. Gli scavi, condotti nel 1928, hanno messo in luce la camera sepolcrale a pianta rettangolare, parzialmente scavata nella roccia e completata nella parte superiore con filari di blocchi squadrati. La copertura mostra una volta a profilo ogivale caratterizzata alla sommità da un'ampia fenditura longitudinale sigillata da lastroni di nenfro. La camera è preceduta da un largo dromos a cielo aperto, una vera e propria anticamera quadrangolare con le pareti anche qui in parte ricavate nel banco di roccia e in parte costruite. Il monumentale tumulo (quasi 36 metri di diametro) è delimitato da uno zoccolo (tamburo) sagomato nella roccia e rivestito originariamente da uno o più filari di blocchi squadrati. Sotto il tumulo corre un lungo cunicolo sotterraneo in forte pendenza (utilizzato per il drenaggio delle acque superficiali) il cui ingresso si apre sotto l'accesso al dromos. Il sepolcro, subito dopo lo scavo, è stato pesantemente restaurato con cortina di mattoni. La tomba fu trovata saccheggiata e del corredo originario furono recuperati alcuni frammenti ceramici, su uno dei quali era dipinto il nome di Rutile Hipucrates, un greco etruschizzato il cui gentilizio non è altro che la trascrizione in etrusco del greco Ippocrate e che ha adottato un prenome di derivazione latina (Rutilus = "il Rosso"). L'iscrizione potrebbe fornirci il nome non tanto del proprietario della tomba, quanto di colui che ha prodotto o donato il vaso. Si tratta probabilmente di un personaggio greco stabilitosi a Tarquinia ed integratosi nel corpo sociale cittadino, in singolare analogia con le vicende, narrateci dalle fonti, del nobile mercante corinzio Demarato, padre del re romano Tarquinio Prisco. Un progetto di scavo e di valorizzazione dei due tumuli principeschi della Doganaccia è stato avviato dall'Università degli Studi di Torino in collaborazione con il Comune di Tarquinia, la Soprintendenza archeologica per l'Etruria meridionale e l'UNESCO.

