Vigiles
I vigiles (o più propriamente nella versione originaria estesa in latino: vigiles urbani, in italiano: vigili urbani) furono un corpo istituito nel 6 d.C. da Augusto a Roma per assicurare la vigilanza notturna delle strade e proteggere la città dagli incendi.[1] Al tempo di Settimio Severo vennero integrati nell'esercito. Alla data della fondazione del corpo il numero dei vigiles era di 600, poi fu ampliato fino a 7.000 uomini da Augusto.
Indice |
Struttura e storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Riforma augustea dell'esercito romano. |
Il loro comandante era il prefetto dei Vigili, scelto dall'imperatore nell'ordine equestre. Il nome ufficiale del corpo era Militia Vigilum Regime, poi diventò Cohortes Vigilum. Il loro motto era Ubi dolor ibi vigiles (Dove c'è il dolore ci sono i vigili).
La peculiarità dei corpo dei vigili era la possibilità di arruolamento nei propri ranghi di ex-schiavi, i liberti, tanto da meritarsi l'appellativo di libertini milites. I vigiles avevano un'organizzazione paramilitare; erano inquadrati in sette coorti suddivise a loro volta in sette centurie ciascuna, ognuna comprendente un centinaio di uomini a capo dei quali era il centurione. Il corpo dei vigiles era diretto dal Praefectus Vigilum o prefetto dei vigili.
Ad ogni coorte competevano due delle 14 regioni in cui Roma era stata suddivisa da Augusto. In una di esse veniva posta la statio, cioè la caserma, nell'altra un distaccamento o una postazione di guardia detta excubitorium. L'area da sorvegliare era tutta l'Urbe e comprendeva 423 quartieri con oltre 147.000 edifici, in larga parte insulae costruite in legno, dove abitavano più di un milione di abitanti.
La loro attrezzatura si componeva di strumenti semplici come asce, ramponi, zappe, seghe, pertiche, scale e corde, c'erano poi i centones, coperte bagnate utilizzate per soffocare le fiamme o i siphones, una sorta di idranti con le tubature in cuoio. In Via VII Coorte a Roma sono presenti i resti di una delle postazioni.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- R. Sablayrolles, Libertinus miles. Les cohortes de vigiles, Roma 1996.