Papa Innocenzo XII

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Papa Innocenzo XII
Innocenzo XII
242º papa della Chiesa cattolica
C o a Innocenzo XII.svg
Elezione 12 luglio 1691
Insediamento 15 luglio 1691
Fine pontificato 27 settembre 1700
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Alessandro VIII
Successore papa Clemente XI
Nome Antonio Pignatelli
Nascita Spinazzola, 13 marzo 1615
Morte Roma, 27 settembre 1700
Sepoltura Basilica di San Pietro

Papa Innocenzo XII (in latino: Innocentius PP. XII, nato Antonio Pignatelli di Spinazzola; Spinazzola, 13 marzo 1615Roma, 27 settembre 1700) fu il 242º papa della Chiesa cattolica dal 1691 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Innocenzo XII, 1695

Successore di Alessandro VIII, nacque a Spinazzola da Francesco, 4º marchese di Spinazzola, e da Porzia Carafa, principessa di Minervino Murge. La testimonianza di questa illustre nascita, alla data del 21 gennaio 1626, è conservata, secondo alcuni, nel registro della chiesa di San Giovanni Battista di Regina di Lattarico. Venne educato nel collegio dei gesuiti di Roma. A vent'anni divenne un funzionario della corte di papa Urbano VIII. Sotto i papi successivi servì come vicelegato di Urbino e poi come governatore di Perugia.

Divenne - quindi - inquisitore nell'isola di Malta nel 1646. Due anni dopo fu governatore di Viterbo; nel 1652 nunzio apostolico a Firenze; nel 1660 in Polonia e successivamente, nel 1668, nella prestigiosa città di Vienna. Nel 1671 ebbe l'incarico di guidare la diocesi di Lecce ma il suo episcopato durò soli due anni, in quanto fu incaricato del segretariato della Congregazione dei vescovi e dei regolari.

Il 1º settembre 1681 fu nominato cardinale; l'anno dopo arcivescovo di Faenza e legato di Bologna; nel 1687 arcivescovo di Napoli. Alla morte di Alessandro VIII, avvenuta il 1º febbraio 1691, il conclave si protrasse per cinque mesi, ed egli fu eletto il 12 luglio, come candidato di compromesso tra i cardinali francesi e quelli del Sacro Romano Impero.

Immediatamente dopo la sua elezione, prese posizione contro il nepotismo, che troppo e troppo a lungo era stato uno dei grandi scandali della Chiesa; la bolla Romanum decet Pontificem, emanata nel 1692, proibiva ai Papi in qualsiasi momento, di concedere proprietà, incarichi o rendite a qualsiasi parente; inoltre, nessun parente poteva essere innalzato al cardinalato. In tutto il suo pontificato rimase fedele a questo principio; nessun suo familiare ebbe incarichi in Vaticano e negò perfino la porpora del cardinalato all'arcivescovo di Taranto, perché era suo parente. Nominò invece assistente al soglio pontificio il vescovo di Spoleto, Pietro Gaddi da Forlì.

Nello stesso tempo cercò di contrastare la compravendita di cariche presso la Camera Apostolica, e a questo scopo introdusse alla sua corte uno stile di vita più semplice e più economico. Egli stesso disse "i poveri sono i miei nipoti", paragonando il nepotismo di molti tra i suoi predecessori con la sua politica di beneficenza pubblica. Nel 1694 istituì la Congregazione per la disciplina e la riforma degli Ordini Regolari, con l'intento di riformare verso una maggiore spiritualità la Chiesa.

Monumento nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

Innocenzo fece diverse riforme necessarie e molto utili negli Stati della Chiesa, e - per la migliore amministrazione della giustizia - fece erigere il Forum Innocentianum. Nel 1693 spinse i vescovi francesi a ritirare le quattro proposizioni legate alle "Libertà gallicane", che erano state formulate dall'assemblea del 1682. Nel 1699, si schierò dalla parte di Jacques-Bénigne Bossuet, nella controversia tra tale prelato e Fénelon, circa l'Explication des Maximes des Saints sur la Vie Intérieure scritta da quest'ultimo.

Sul piano del recupero della città di Roma e dei suoi dintorni varò un piano di recupero del porto di Anzio che serviva a sud la capitale.

In politica estera, il suo pontificato contrastò con quello di una serie di suoi predecessori, per la sua inclinazione verso la Francia invece che la Germania. Questo papa benevolo, pieno di abnegazione e pio, morì il 27 settembre 1700. Dopo la sua morte il suo amico e conterraneo, il cardinale don Vincenzo Petra dei duchi di Vastogirardi, fece erigere a proprie spese un monumento funebre in suo onore a San Pietro, in Vaticano, commissionandolo a Ferdinando Fuga; il monumento è abbellito da due statue che rappresentano la Giustizia e la Carità dello scultore Filippo Valle. Egli fu l'ultimo pontefice a portare barba e baffi abitualmente[1]. Gli successe Clemente XI.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cfr. *apocalisselaica.net

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Alessandro VIII 12 luglio 1691 - 27 settembre 1700 Papa Clemente XI
Predecessore Arcivescovo titolare di Larissa Successore Archbishop CoA PioM.svg
Onorato Visconti 1652 - 1671 Johann Hugo von Orsbeck
Predecessore Nunzio apostolico per la Polonia Successore Flag of the Vatican City.svg
Pietro Vidoni 1660 - 1668 Galeazzo Marescotti
Predecessore Nunzio apostolico per l'Austria Successore Flag of the Vatican City.svg
Carlo Carafa della Spina sino al 1664
Sede Vacante (1664-1668)
1668 - 1671 Sede Vacante (1671-1675)
dal 1675 Francesco Bonvisi
Predecessore Vescovo di Lecce
(titolo personale di arcivescovo)
Successore BishopCoA PioM.svg
Luigi Pappacoda 4 maggio 1671 - 12 gennaio 1682 Michele Pignatelli
Predecessore Cardinale presbitero di San Pancrazio fuori le mura Successore CardinalCoA PioM.svg
Pietro Vidoni 1681-1691 Bandino Panciatichi
Predecessore Vescovo di Faenza
(titolo personale di arcivescovo)
Successore BishopCoA PioM.svg
Carlo Rossetti 1682 - 1686 Giovanni Francesco Negroni
Predecessore Arcivescovo di Napoli Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Innico Caracciolo 1686 - 1691 Giacomo Cantelmo

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