Papa Giovanni XXI

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Papa Giovanni XXI
GiovanniXXI.jpg
187º papa della Chiesa cattolica
C o a Giovanni XXI.svg
Elezione 8-15 settembre 1276
Consacrazione 20 settembre 1276
Fine pontificato 20 maggio 1277
Predecessore papa Adriano V
Successore papa Niccolò III
Nome Pietro Juliani, detto Ispano
Nascita Lisbona, 1210 circa
Morte Viterbo, 20 maggio 1277
Sepoltura Cattedrale di San Lorenzo, Viterbo

Giovanni XXI, nato Pedro Julião detto Petrus Iuliani o Pietro di Giuliano o Pietro Ispano o Petrus Hispanus (Lisbona, 1210 circa [2]Viterbo, 20 maggio 1277), fu il 187º papa della Chiesa cattolica dal 1276 alla morte.

Formazione e insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Petrus Hispanus o Petrus Iuliani nacque quasi certamente a Lisbona in un anno imprecisato tra il 1205 ed il 1220; fu forse figlio del noto medico Juliào Rebelo[3], anche se recentemente gli storici portoghesi più accreditati fanno notare come le notizie più attendibili sulla sua vita siano posteriori al 1250[4]. Studiò probabilmente all'Università di Parigi, dedicandosi alla teologia, con un'enfasi particolare sulla dialettica, la logica, e soprattutto la fisica e la metafisica di Aristotele. Studiò quindi medicina a Montpellier, o forse a Salerno. È probabile che, tra il 1235 ed il 1245, abbia insegnato logica in Spagna e quindi in Francia, forse a Tolosa.

Dal 1245 al 1250 un Pietro Ispano risulta essere stato presente a Siena come medico e docente di medicina presso lo Studium universitario finanziato dal Comune di Siena, dove, con grande probabilità, avrebbe anche scritto molte opere importanti tanto da essere definito dai suoi contemporanei «magnus sophista, loycus et disputator atque theologus»[5], soprattutto per il suo compendio di logica formale Summulae Logicales, che fu il manuale di riferimento sulla logica aristotelica in uso nelle università europee per più di 300 anni. Divisa in sette parti l'opera nelle prime sei esponeva i principi fondamentali della logica aristotelica così come l'aveva sistemata Boezio e nella settima, De proprietatibus terminorum, trattava dell'apporto che la nova logica medioevale aveva portato a quella classica.

Di Pietro Ispano sono anche i commentari al De anima e al De animalibus sempre di Aristotele. Tra gli scritti di medicina si ricordano i Problemata, la Summa medicinae, il Liber de conservanda sanitate, il trattato di oftalmologia De oculo ed il celebre Thesaurus pauperum (Il tesoro dei poveri), famosissimo manualetto di cure mediche ad uso dei meno abbienti.

Thesaurus pauperum

Raggiunse intorno al 1250 il culmine della sua attività accademica, quando gli fu conferito il titolo di magister presso la prestigiosa Università di Parigi, come riconoscono concordemente gli storici, anche se non è ben chiaro in quale disciplina abbia svolto il suo magistero.

Alcuni storici hanno recentemente ipotizzato che, viste le rilevanti difficoltà di attribuzione, solo pochissime delle opere attribuitegli sarebbero state scritte effettivamente dal Pietro Ispano divenuto papa[6]

Vita ecclesiastica e pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Sigillo Pontificio da una bolla di Giovanni XXI

A partire dal 1250 il nome di Pietro di Giuliano si trova frequentemente in documenti relativi alla Chiesa per incarichi o controversie di varia natura: nel primo di questi documenti, datato 11 giugno 1250, il re Alfonso III del Portogallo lo designa come suo portavoce in una disputa con il clero portoghese; all'epoca Pietro era già arcidiacono di Braga. Da quell'anno si susseguirono gli impegni religiosi che lo portarono nelle principali città portoghesi e nei più importanti centri della curia papale, da Roma a Orvieto, da Anagni a Viterbo; dal 1262 fu molto vicino al cardinale Ottobono Fieschi, il futuro Adriano V, in alcune missioni diplomatiche. Grazie al cardinale Fieschi, incontrò Papa Gregorio X, che nel 1272 lo avrebbe nominato suo archiatra, cioè medico personale, ma non tutti gli storici concordano su questa nomina. Nel maggio 1272 fu eletto, con voto unanime, arcivescovo di Braga, e nello stesso periodo fu consacrato sacerdote.

Nel concistoro del 3 giugno 1273 Gregorio X lo creò cardinale come cardinale vescovo con titolo di Frascati. Con questo titolo partecipò ai lavori del secondo Concilio di Lione: le indicazioni conciliari sull'unità con i cristiani della Chiesa d'Oriente saranno presenti in maniera significativa nel suo pontificato. Morto Gregorio X nel gennaio 1276, partecipò al breve conclave aretino che elesse Innocenzo V e quindi, morto anche quest'ultimo dopo soli cinque mesi, prese parte al conclave lateranense che elesse Adriano V, conclave che vide i cardinali sottoposti a pesanti vessazioni e restrizioni a opera di Carlo d'Angiò, che voleva influenzare i porporati per far loro scegliere un papa a lui gradito[7]. Dopo un brevissimo pontificato di 39 giorni anche Adriano V morì a Viterbo, il 18 agosto 1276, e i membri del Sacro Collegio si ritrovarono in quella città per procedere alla terza elezione papale in meno di nove mesi.

Va osservato come, dopo l'importante regno di Gregorio X, che - per la prima volta dopo decenni - aveva restituito alla Chiesa e al papato un ruolo centrale al di sopra delle parti, i cardinali si trovassero nuovamente in difficoltà, in quei mesi, per le forti pressioni del sovrano angioino, intenzionato a riportare la chiesa dalla sua parte. Così, anche quel conclave viterbese, svoltosi tra la fine di agosto e i primi di settembre 1276, ebbe luogo tra problemi di vario genere: anzitutto i cardinali non volevano essere rinchiusi, visto che Adriano V aveva sospeso la costituzione apostolica Ubi Periculum relativa all'elezione papale, dopo le angherie subite in Laterano da parte di Carlo d'Angiò; in realtà la decisione di Adriano era giunta in un concistoro segreto tenuto nella camera da letto del papa appena eletto e non era mai stata formalizzata con un documento ufficiale, vista anche la precoce scomparsa del pontefice: il popolo viterbese dunque non ne voleva sapere e pretendeva che il conclave iniziasse quanto prima[8]. A questi malumori popolari non era probabilmente estraneo lo stesso Carlo d'Angiò, che, dal canto suo, si era portato con tutta la corte nella cittadina di Vetralla, a soli dieci chilometri da Viterbo, con l'evidente intento di tenere sotto pressione il Sacro Collegio.

I cardinali furono così costretti a riunirsi in conclave; a questo punto, secondo diversi storici, sarebbe stato eletto papa rapidamente, nel pomeriggio del 5 settembre, il cardinale piacentino Vicedomino Vicedomini[9], un umile e modesto francescano, nipote di Gregorio X, che però, ritenendosi indegno della nomina, avrebbe chiesto una pausa di riflessione preannunciando che, in caso di accettazione, si sarebbe chiamato Gregorio XI, ma sarebbe poi morto nella notte tra il 5 e il 6 settembre, prima ancora di accettare, senza che l'elezione potesse essere proclamata, tanto che non vi è alcuna notizia ufficiale di questo papa effimero, e i porporati avrebbero ripreso il conclave senza indugio, arrivando ben presto (sembra con l'intervento del potente cardinale Giangaetano Orsini) a eleggere Pietro di Giuliano, che scelse di chiamarsi Giovanni XXI. L'elezione sarebbe avvenuta (gli storici non sono concordi su questa data) tra l'8 ed il 15 settembre 1276, mentre è certa la data dell'incoronazione, che avvenne nella Cattedrale di Viterbo il 20 settembre 1276 proprio ad opera del cardinale protodiacono Giangaetano Orsini, il futuro Niccolò III.

Il nuovo papa non aveva certo grande esperienza della vita curiale ma, ricordando bene anch'egli le vessazioni subite a opera dell'Angiò nel conclave lateranense, abrogò pubblicamente la costituzione Ubi Periculum in occasione del suo primo discorso durante la cerimonia d'incoronazione. Sin dai primi giorni del suo pontificato Giovanni XXI ebbe non pochi problemi nei rapporti con la maggior parte degli ecclesiastici della curia, che non erano certo abituati a trattare con un medico, filosofo e scienziato, e lo guardavano con preoccupata perplessità, se non addirittura con malcelato sospetto, considerandolo un mago, un sapientone, un mezzo eretico. Giovanni da parte sua non fece nulla per far tacere le malelingue, comportandosi sempre con disinvolta spontaneità, aprendo ai derelitti il suo palazzo, finendo insomma per essere un papa onesto, religioso, serio ed energico[10]. Di fronte ad alcuni gravi problemi insorti nell'Università di Parigi sostenne apertamente l'iniziativa dell'arcivescovo di quell'arcidiocesi, Etienne Templier, per il controllo dell'ortodossia teologica dei maestri parigini, che culminò il 7 marzo 1277 con la pubblicazione di un decreto mirante a frenare le tendenze innovative in materia di antropologia teologica e nei rapporti tra cosmologia e teologia.

In politica, probabilmente seguendo i consigli di Giangaetano Orsini, mantenne un atteggiamento discretamente favorevole a Carlo d'Angiò, senza peraltro sbilanciarsi troppo; mandò inoltre legazioni presso i regni di Francia e di Castiglia per evitare - purtroppo inutilmente - che scoppiasse tra quei due regni una guerra per motivi di successione[11]. Innamoratosi poi della città di Viterbo, decise di stabilirvisi, anche per evitare i contrasti degli ambienti romani; si fece così costruire nel Palazzo papale di quella città una grande stanza con splendida vista, da utilizzare come camera da letto e studio. Il soffitto di quella stanza crollò improvvisamente nella notte tra il 10 e l'11 maggio 1277, seppellendo il papa tra le rovine; estratto dalle macerie ancora in vita ma in gravissime condizioni, Giovanni XXI morì a Viterbo il 16 maggio 1277[12][13]. Per ironia della sorte va detto che il pontefice, sentendosi di tempra robusta, era abituato a dire a tutti, nella sua genuina e un po' spavalda sincerità, che era sicuro di vivere a lungo[14].

La sua tomba si trova tuttora nella Cattedrale di Viterbo. Nel maggio 2000 una speciale tomba onorifica venne collocata nello stesso tempio per volere di Giovanni Paolo II. È uno dei pochissimi papi collocati da Dante nel Paradiso[15] ed è inoltre, a oggi, l'unico portoghese salito sul Trono di Pietro, visto anche che San Damaso, che fu papa nel IV secolo, secondo le più recenti ricerche storiche sembra essere nato a Roma e non in Portogallo[16].

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di papa Giovanni XXI conservata nella cattedrale di Viterbo

Prima di lui il nome di Giovanni era stato scelto nel 1024 da papa Giovanni XIX (che in realtà in vita si chiamò "XVIII" e non "XIX") mentre non è mai esistito un papa Giovanni XX perché Pietro Ispano, come gran parte degli storici della Chiesa del suo tempo, era convinto che, dopo Giovanni XIV (983-984), tra Bonifacio VII (984-985) e Giovanni XV (985-996), fosse esistito un Papa Giovanni in più, Ioannes XIV Bis (985), e che l'Antipapa Giovanni XVI (997-998) fosse stato vero Papa, tra Gregorio V e Silvestro II.

Gli storici corressero successivamente i nomi dei Papi Giovanni XVI, XVII e XVIII in XVII, XVIII e XIX, così come li conosciamo oggi; lui poi corresse i nomi di Giovanni XV, XVII, XVIII e XIX in "XVI", "XVIII", "XIX" e "XX" per inserirvi Ioannes XIV Bis come "Papa Giovanni XV", e contò l'Antipapa Giovanni XVI come "Papa Giovanni XVII", per rimediare a quello che considerava un errore: l'esclusione dalle liste di Ioannes XIV Bis era dovuta al fatto che sarebbe morto dopo soli quattro mesi di papato, prima di essere consacrato; perciò Giovanni XV, consapevolmente e legittimamente, ne avrebbe ripreso il numerale (come accadde al prete Stefano e a Papa Stefano II nel 752). Così divenne "Giovanni XXI" anziché, come sarebbe stato giusto, "Giovanni XIX". Comunque sia il nome pontificale di Giovanni rimane quello maggiormente scelto dai papi della Chiesa cattolica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dante, Paradiso - Canto dodicesimo, vv.134-135
  2. ^ http://thesaurus.cerl.org/cgi-bin/record.pl?rid=cnp01466624
  3. ^ Salvador Miranda: The Cardinals of the Holy Roman Church,2010, testo on-line http://www2.fiu.edu/~mirandas/bios1273.htm -Il testo del Miranda costituisce come sempre una ricchissima fonte sia di notizie che di bibliografia.
  4. ^ José Francisco Meirinhos: Giovanni XXI in Enciclopedia dei Papi,Ist. Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2000, vol. II, pagg. 427-28, testo on-line su Treccani.it. Il lavoro del Meirinhos costituisce una delle più corpose e precise biografie di Giovanni XXI, con un'attenta distinzione tra le notizie certamente documentate e quelle meno sicure.
  5. ^ In Raffaello Franchini, Le origini della dialettica, Rubbettino Editore, 2006, nota 4, p. 25.
  6. ^ J.F. Meirinhos, op. cit., pag.435.
  7. ^ Ferdinand Gregorovius: Storia della Città di Roma nel Medioevo, Einaudi, Torino, 1973, pag.1371. Il Gregorovius descrive con puntualità il clima creato da Carlo d'Angiò nel conclave lateranense che elesse Adriano V.
  8. ^ Cesare Pinzi: Storia della Città di Viterbo, Tip. Camera dei Deputati, Roma, 1889, lib. VII, pagg.336 e segg.. Questo episodio storico svoltosi a Viterbo viene descritto dal Pinzi con dovizia di particolari e grande attenzione alle fonti bibliografiche.
  9. ^ Gaetano Moroni: Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica, Venezia, 1835, vol. XXXII, pagg.278 e segg.. Il Moroni, nella sua monumentale opera, fornisce un'attenta analisi della vicenda, indicando anche le posizioni degli storici fino ai suoi tempi.
  10. ^ C.Pinzi, op.cit., vol. VII, pag.341.
  11. ^ C.Pinzi, op. cit.,vol. VII, pag.342.
  12. ^ John N. D. Kelly, Grande Dizionario illustrato dei Papi, Ed. PIEMME, Casale Monferrato, 1989 ISBN 88-384-1326-6, pag.510
  13. ^ C.Pinzi, op. cit., vol. VII, pagg. 344-45.
  14. ^ C.Pinzi, op. cit., vol. VII, pag.344.
  15. ^ Canto XII, v. 134 e 135
  16. ^ Carlo Carletti: Biografia di papa Damaso I nell'Enciclopedia dei Papi Treccani. Carletti, nella sua importante opera biografica su san Damaso, precisa come, in base a numerose epigrafi, si debba considerare Roma come città di nascita del papa, ove il padre era emigrato dalla penisola iberica prima della nascita di Damaso.

Bibliografia e fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, I papi, storia e segreti, 2005, Roma, Ed. Newton Compton.
  • Josè Francisco Meirinhos, Giovanni XXI in Enciclopedia dei Papi, 2000, Roma, Ist.Enciclopedia It.Treccani anche on-line.
  • Cesare Pinzi, Storia della Città di Viterbo, 1887-89, Roma, Tip. Camera dei Deputati.
  • Salvador Miranda The Cardinals of the Holy Roman Church 2010, The Cardinals of the Holy Roman Church - Biographical Dictionary - Consistory of June 3, 1273
  • Ferdinand Gregorovius, Storia della Città di Roma nel Medioevo, 1973, Torino, Einaudi.
  • Giovanni XXI, Thesaurus pauperum, Firenze, Bartolomeo de' Libri, circa 1500.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Adriano V 8-15 settembre 1276 - 20 maggio 1277 Papa Niccolò III
Predecessore Arcivescovo di Braga Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Martinho II Geraldes 1273-1275 Sancho III
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Eudes de Châteauroux 1273-1276 Ordoño Álvarez

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