Papa Zaccaria

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Papa Zaccaria
00Zaccaria Papa.jpg
91º papa della Chiesa cattolica
Elezione 29 novembre 741
Insediamento 10 dicembre 741
Fine pontificato 15 marzo 752
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Gregorio III
Successore Papa Stefano II
Nascita Santa Severina, 679
Morte Roma, 15 marzo 752
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano
San Zaccaria

Romano Pontefice

Nascita Santa Severina, 679
Morte Roma, 15 marzo 752
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 15 marzo

Zaccaria (Santa Severina, 679Roma, 15 marzo 752) fu il 91º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo, dal novembre 741 (consacrazione il 10 dicembre) alla sua morte.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Poco si sa della sua vita precedente all'elezione al Soglio pontificio. Proveniente da una famiglia greca della Calabria, era stato diacono lavorando in stretta collaborazione con Gregorio III, al quale succedette nel novembre 741.

Pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Relazioni con i Longobardi[modifica | modifica wikitesto]

Zaccaria fu un diplomatico saggio e sottile. Scoprendo che l'alleanza del suo predecessore Gregorio III con il duca longobardo di Spoleto non proteggeva le città dell'Esarcato d'Italia (di cui Roma faceva parte) dagli attacchi dei Longobardi, Zaccaria sospese l'alleanza con il duca di Spoleto Trasamondo II e si rivolse direttamente al re Liutprando, incontrandolo a Terni nella primavera del 742. Il pontefice ottenne la restituzione di tutti i prigionieri, quella dei territori confiscati, di alcune città e una tregua ventennale fra Roma ed i Longobardi. Pochi mesi dopo incontrò nuovamente Liutprando a Pavia (28 giugno 742). Fu grazie a questo suo secondo intervento che l'Esarcato venne risparmiato dall'attacco longobardo.

Relazioni con l'imperatore bizantino[modifica | modifica wikitesto]

Questo intervento gli valse probabilmente la riconoscenza successiva dell'imperatore bizantino Costantino V nel 743, che al suo ritorno in trono dopo la parentesi del regno di Artavasde, donò alla Santa Sede i possedimenti bizantini nel Lazio di Norma e di Ninfa (oggi Cisterna di Latina), nonostante la fede iconoclasta dell'imperatore, fortemente contestata dal predecessore di papa Zaccaria, Gregorio III al predecessore (e padre) di Costantino, Leone III Isaurico.[2] Fonti storiche a lui contemporanee (come il Liber pontificalis) parlano principalmente della grande influenza personale di Zaccaria su Liutprando e sul suo successore Rachis.

Governo della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 745 papa Zaccaria convocò a Roma un concilio o sinodo provinciale, confermò la condanna, già espressa dal vescovo Bonifacio, e sospese Adalberto, arcivescovo di Magdeburgo[3]: costui era accusato di compiere opere di magia tramite l'invocazione di angeli e si riteneva che fosse aiutato da Uriel per produrre grandi fenomeni[4].

La raccolta di lettere, ampia e di grande interesse, tra Zaccaria e il vescovo Bonifacio ((Wynfrith), missionario in Germania, mostra quanto grande fu l'influenza di questo papa sugli eventi che avvennero all'epoca in Francia e in Germania: egli incoraggiò la deposizione dell'ultimo re merovingio dei Franchi, Childerico III, e fu con la sua approvazione che lo stesso Bonifacio incoronò il suo successore Pipino il Breve a Soissons nel 752.

Amministrazione del patrimonium Sancti Petri[modifica | modifica wikitesto]

Abile amministratore, Zaccaria seppe controllare molto bene le milizie papali e l'amministrazione civile della città di Roma. Sviluppò inoltre il sistema della domus cultae, l'assegnazione a fittavoli di terre incolte ed abbandonate di proprietà della Chiesa[5]. Fece restaurare ed abbellire inoltre numerose chiese ed in particolare il Palazzo del Laterano, ove riportò la residenza papale[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Uomo di grande erudizione, tradusse i Dialoghi di san Gregorio Magno per i monasteri greci di Roma e d'Italia. Le lettere e i decreti di Zaccaria sono pubblicati in: Jacques Paul Migne, Patrologia latina, LXXXIX, pp. 917–960.

Zaccaria morì a Roma il 15 marzo 752 all'età di 73 anni. Il suo successore, Stefano, però, morì solo quattro giorni dopo per un ictus, e non avendo ricevuto la consacrazione a vescovo di Roma, non è incluso nella lista dei papi. Al posto di quest'ultimo, venne eletto papa un cardinale di nome omonimo, ovvero papa Stefano II.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

È celebrato come santo dalla Chiesa cattolica e la sua commemorazione liturgica ricorre il 15 marzo.

Così lo ricorda il martirologio romano:

« 15 marzo - A Roma, san Zaccaria, papa, che arginò la veemenza dell’invasione longobarda, indicò ai Franchi quale fosse il giusto governo, dotò di chiese i popoli germanici e tenne salda l’unione con la Chiesa d’Oriente, governando la Chiesa di Dio con somma accortezza e prudenza. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biagia Catanzaro, Francesco Gligora, Breve Storia dei papi, da San Pietro a Paolo VI, Padova 1975, p. 83.
  2. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 248
  3. ^ Da non confondersi con l'omonimo vescovo vissuto due secoli dopo
  4. ^ In particolare, il motivo della condanna risiedeva in una preghiera "miracolosa", composta da Adalberto, che, accanto ai nomi già noti di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel, includeva nomi di angeli "sospetti": Raguel, Tubuel, Ineas, Tubuas, Sabaoc, Siniel. Negli atti del sinodo si ribadiva che nelle Sacre Scritture sono resi noti soltanto tre nomi di angeli: dunque, si riteneva che gli altri angeli invocati nella preghiera di Adalberto fossero autentici demoni.[senza fonte]
  5. ^ a b John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 249

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 1989, ISBN 88-384-1326-6

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Gregorio III novembre 741 - 15 marzo 752 Papa Stefano II
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