Papa Stefano VI

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Papa Stefano VI
Stefano VI
113º papa della Chiesa cattolica
Elezione maggio (?) 896
Insediamento tra il 26 aprile e l'11 giugno 896
Fine pontificato 14 agosto 897
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Bonifacio VI
Successore papa Romano
Nascita Roma, ?
Morte Roma, ottobre 897

Stefano VI (Roma, ... – Roma, ottobre 897) fu il 113º papa della Chiesa cattolica dal 22 maggio 896 al 14 agosto 897.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e carriera ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, sarebbe stato di origine romana e figlio di un prete di nome Giovanni[1][2]. Fu nominato, nell'891[3], vescovo di Anagni da papa Formoso[1], forse contro la sua volontà, in quanto l'essere a capo di una diocesi implicava l'esclusione dall'elezione a vescovo di Roma[4]. Infatti Stefano, come lo sarà in seguito Sergio III, fu l'esponente della fazione filo-spoletina[1] che si era venuta a creare in seno alla città di Roma.

Elezione al pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Morto Bonifacio VI di podagra dopo appena quindici giorni di pontificato, Stefano fu eletto in un momento imprecisato tra il 26 aprile[5] e l'11 giugno 896[2], primo documento che lo attesta come papa. Come ricordato prima, Stefano era legato a Lamberto II di Spoleto e alla madre di lui Ageltrude. Fu pertanto nominato grazie alla loro influenza[1], prima che l'imperatore Arnolfo di Carinzia potesse influire nominando qualche suo partigiano sul soglio pontificio[2].

Papato[modifica | modifica wikitesto]

Governo della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Il Concilio del Cadavere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Formoso.

Nel gennaio dell'897[2], Stefano VI ordinò un processo per sacrilegio, chiamato poi "sinodo del cadavere" (synodus horrenda): l'imputato fu infatti il cadavere riesumato del defunto Formoso, pontefice dall'891 all'896, ritenuto colpevole di una serie di crimini: l' essere salito al soglio pontificio grazie all'appoggio del partito filogermanico[6]; l'essere stato consacrato Papa benché fosse già vescovo di Porto e per aver violato il giuramento fatto a Giovanni VIII nell'878 durante il concilio di Troyes[7]. Dopo un processo farsa, in cui un Il cadavere fu spogliato degli abiti pontificali; le dita della mano destra (con cui si effettuano le benedizioni e la consacrazione presbiterale e vescovile) gli vennero amputate[8]. Istigatori di Stefano furono i vecchi nemici di Formoso, l'imperatore "rinnegato" da Formoso[9] Lamberto II di Spoleto e sua madre Ageltrude[6], che avevano ristabilito il proprio prestigio a Roma verso l'inizio dell'897 e che intendevano vendicarsi del papa "traditore".

L'annullamento delle ordinazioni di Formoso[modifica | modifica wikitesto]

Del breve pontificato di Stefano VI (appena un anno e tre mesi) si ricordano, oltre alla synodus horrenda, pochissimi altri atti. Tra questi, ci furono le forzate dimissioni di alcuni vescovi ordinati da Formoso. Quest'atto è, però, da intendersi come vendetta nei confronti di un nemico politico, e non come "autolegittimazione" da parte di Stefano, anche lui vescovo di un'altra sede: annullando le consacrazioni del papa defunto, Stefano sarebbe stato legittimato a diventare vescovo di Roma[2]. Si ricordano, inoltre, la concessione di speciali privilegi ad alcune chiese, come quella di Narbonne e di Vézelay[2].

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Il processo, con il conseguente strazio del cadavere, suscitò pochi mesi dopo (estate 897[2]) una rivolta popolare in tutta Roma (animata dal partito filo-germanico[8]). Papa Stefano venne catturato, deposto e imprigionato a Castel Sant'Angelo, e ucciso per strangolamento nell'agosto[8][2] dello stesso anno. Le sue spoglie verranno poi sepolte in San Pietro dall'amico Sergio III, nel 907[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Claudio Rendina, I Papi. Storia e segreti, Ariccia, Newton&Compton Editori, 2005, p. 302.
  2. ^ a b c d e f g h i Vito Loré, Stefano VI nell'Enciclopedia dei Papi, Treccani, 2000. URL consultato il 3/1/2015.
  3. ^ "Stefano era stato per cinque anni vescovo di Anagni, prima di ascendere al soglio pontificio" (Stefano VI nell'Enciclopedia dei Papi)
  4. ^ Esisteva però un precedente: lo stesso papa Formoso, già vescovo, era stato eletto contro questo principio.
  5. ^ Giorno in cui morì Bonifacio VI. (cfr. Bonifacio VI)
  6. ^ a b C. Rendina, I Papi, p. 303.
  7. ^ Cfr. Formoso, paragrafo La scomunica
  8. ^ a b c C. Rendina, I Papi, p. 304.
  9. ^ Consacrato co-imperatore nell'892 a Ravenna, quando il padre Guido morì (894) Lamberto chiese di essere consacrato imperatore a Roma. Formoso, preoccupato per l'avanzata della casa spoletina in Italia, chiamò Arnolfo dalla Germania. (Cfr. Formoso)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, I Papi. Storia e segreti, Newton&Compton Editori, Ariccia 2005

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Bonifacio VI 22 maggio 896 - 14 agosto 897 Papa Romano
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