Papa Leone XII
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| Leone XII Papa della Chiesa cattolica |
|
|---|---|
| Al secolo: | Annibale Sermattei della Genga |
| Nato | Genga, |
| Elezione al pontificato |
27 settembre 1823 |
| Consacrazione: | 5 ottobre 1823 |
| Fine del pontificato: |
10 febbraio 1829 |
| Deceduto | |
| Segretario personale: |
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| Predecessore: | papa Pio VII |
| Successore: | papa Pio VIII |
| Cardinali creati: | vedi categoria |
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Papa Leone XII, nato Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola Sermattei della Genga (Genga, agosto 1760 – Roma, 10 febbraio 1829), è stato il 254° Papa della Chiesa Cattolica (1823-1829).
Nacque dal conte Flavio della Genga, appartenente alla famiglia dei feudatari di questa cittadina marchigiana, e dalla contessa Maria Luisa Pariberti, di Fabriano. Annibale era il sesto di dieci figli. Tra i suoi antenati c’era il famoso artista Girolamo Genga.
Indice |
[modifica] La carriera
Educato presso l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici di Roma, fu ordinato sacerdote nel 1783. Nel 1790 si fece notare per un brillante sermone da lui pronunciato in commemorazione dell'imperatore Giuseppe II. Nel 1792 Pio VI lo nominò suo segretario particolare e successivamente, nel 1793, lo promosse arcivescovo titolare di Tiro, inviandolo a Lucerna in qualità di nunzio apostolico.
Nel 1794 Pio VI provvide a nominarlo vescovo, fu ordinato nella cattedrale di Frascati dal Cardinale Enrico Benedetto Stuart, quindi fu trasferito alla nunziatura di Colonia, ma, in seguito allo scoppio della guerra, spostò la sua residenza ad Augusta. Nei 12 anni trascorsi in Germania fu incaricato di svolgere delicate ed importanti missioni diplomatiche presso le corti di Dresda, Vienna, Monaco e Württemberg e presso Napoleone stesso.
In questo periodo andò incontro a ristrettezze economiche. In seguito allo scioglimento dello Stato della Chiesa, egli fu considerato dai francesi alla stregua di un prigioniero di stato, e trascorse alcuni anni nell'abbazia di Monticelli.
Nel 1814 fu scelto per recarsi a portare le felicitazioni personali del papa al re di Francia Luigi XVIII, in occasione della recente restaurazione della monarchia dopo la parentesi napoleonica; nel concistoro dell'8 marzo 1816 fu nominato cardinale soprintendente di Santa Maria Maggiore, e reso titolare della diocesi di Senigallia, carica da cui si dimise nel 1819 per poi ricevere, nel 1820 da Pio VII, l'ambita funzione di cardinale vicario. Nel conclave del 1823 l'appoggio dalla fazione degli zelanti gli consentì di essere eletto nonostante la decisa opposizione della Francia (28 settembre). Pare che la sua elezione sia stata facilitata dal fatto che si pensava avesse ormai poco da vivere; tuttavia, nonostante l'età e le precarie condizioni di salute, il suo pontificato durò 6 anni.
[modifica] Politica estera ed economica
Leone XII delegò la condotta della politica estera al Della Somaglia, e successivamente al più accorto Bernetti, i quali seguirono l'orientamento del loro predecessore Consalvi. In effetti riuscirono a stipulare diversi accordi e trattati particolarmente favorevoli allo Stato della Chiesa e al papato stesso. Leone era una persona fondamentalmente frugale, e questa sua indole si riflesse nella sua amministrazione, che riuscì a fare economie nella gestione della giustizia, a ridurre le imposte, ed anche a reperire le risorse per l'esecuzione di alcuni importanti lavori pubblici. Si impegnò alla riforma dell'amministrazione vaticana, portando a termine la riforma tributaria. Stabilì che tutti i parroci dovessero percepire la stessa congrua. Nonostante l'importanza e l'originalità delle suddette iniziative, è indubbio che l'avvenimento più conosciuto ed arduo del suo pontificato fu il grande Giubileo del 1825. Il Giubileo riscosse un notevole successo e registrò una imprevista partecipazione. Nonostante tutto ciò alla fine del suo pontificato la situazione delle finanze risultò essere peggiore rispetto a quella iniziale, e il Giubileo stesso non contribuì certo a migliorare le cose.
[modifica] Politica interna
È il periodo in cui i carbonari attaccano sistematicamente lo stato pontificio con complotti e azioni terroristiche, e la politica interna è spesso volta a combattere il fenomeno. Reintegrò il Cardinale Agostino Rivarola per reprimere giacobinismo e carboneria. Proibì le società bibliche, di stampo protestante e finanziate spesso dalla massoneria e, fortemente influenzato dai gesuiti, riorganizzò tutto il sistema scolastico. Pubblicò il codice Reformatio Tribunalium. Riordinò le Università del suo Stato con la bolla Quod divina sapientia, dell'agosto 1824, suddividendole in due classi: alla prima assegnò quelle di Roma e Bologna, con trentotto cattedre; alla seconda quelle di Ferrara, Perugia, Camerino, Macerata e Fermo, con diciassette cattedre. Istituì, nello stesso tempo, la Congregazione degli Studi, allo scopo di controllare l'operato delle Università stesse. Volle rivedere anche l'indice dei cosiddetti libri proibiti, e tra questi, con gesto profetico, fece togliere alcune opere di Galilei. Vari autori attribuiscono a Leone XII il divieto di vaccinazione contro il vaiolo:
| « Chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di Dio: il vaiolo è un castigo voluto da Dio, la vaccinazione è una sfida contro il Cielo. » |
Ma è una notizia falsa, come non autentica è pure la citazione, in quanto Papa Leone si limitò a togliere l'obbligatorietà della vaccinazione (invisa a larghi strati della popolazione per la sua pericolosità) pur mantenendone il carattere gratuito:
| « Rimane obbligo a Medici e Chirurgi condotti di eseguirla gratuitamente (la vaccinazione antivaiolosa, NdR) a quanti vogliano prevalersene, essendo questa la cura ed il preservativo di una malattia alla quale, come a tutte le altre, essi hanno l'obbligo di riparare. » | |
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(Leone XII, Circolare legatizia 15 settembre 1824 )
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Definì anche un progetto di riforma delle parrocchie romane, sopprimendone 17 e creandone 9.
Le severe misure restrittive nei confronti della comunità ebraica causarono l'emigrazione di molti ebrei. Dette una caccia spietata ai carbonari e ai massoni, e attuò misure repressive severissime contro i tumulti che spesso avevano luogo nei teatri.
Nel giugno del 1825 fu scoperta una delle cosiddette vendite (riunioni segrete carbonare) organizzata dal bresciano Angelo Targhini e dal romagnolo Leonida Montanari, che furono condannati a morte per lesa maestà e ghigliottinati nel novembre successivo in Piazza del Popolo. Sul posto è tuttora visibile una lapide.
Leone, di carattere rigido e irremovibile, continuò a lavorare fino all'ultimo, nonostante la malferma salute. Morì a Roma il 10 febbraio 1829.
[modifica] Curiosità
Pare[citazione necessaria] che Leone XII avesse ricevuto durante tutta la sua vita il sacramento dell'estrema unzione ben diciassette volte.
[modifica] Critiche a Leone XII
I detrattori di Leone XII lo accusarono di eccessiva rigidità nel governare lo Stato Pontificio, di essere un uomo d'ordine, ricordando che:
- Il 31 marzo 1824 emanò un provvedimento contro gli spacci di vino al minuto, facendo istituire sulle porte delle osterie i famosi cancelletti. Ne parla in un sonetto intitolato "Li cancelletti" anche il poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli, che in una nota scrisse: "Leone XII fece apporre alle porte delle bettole un cancello, onde per mezzo a quello si spacciasse il vino ed alcuno non si fermasse dentro a bere. Così tutti bevevano per le strade, con non minorazione di scandalo".
Parte di questo testo è la traduzione dell'articolo presente sull'Enciclopedia Britannica del 1911 ora di pubblico dominio.
| Predecessore: | Arcivescovo Titolare di Tiro | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1794-1816 | Giacomo Giustiniani |
| Predecessore: | Nunzio apostolico per la Germania | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Bartolomeo Pacca | 1794 - 1804 | Francesco Serra Casano |
| Predecessore: | Arcivescovo di Senigallia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giulio Gabrielli | marzo - settembre 1816 | Sede Vacante (1816-1818) dal 1818 Fabrizio Sceberras Testaferrata |
| Predecessore: | Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Francesco Maria Pignatelli | 1816-1823 | Giovanni Francesco Falzacappa |
separatore
| Preceduto da: | Papa | Succeduto da: |
| Papa Pio VII | Papa Pio VIII |

