Perugia

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Perugia
comune
Perugia – Stemma
Panoramica su Piazza IV Novembre
Panoramica su Piazza IV Novembre
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Andrea Romizi (FI) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Perugia)Coordinate: 43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Perugia)
Altitudine 494 m s.l.m.
Superficie 449,92 km²
Abitanti 166 003[1] (30-11-2013)
Densità 368,96 ab./km²
Frazioni Vedi sezione
Comuni confinanti Assisi, Bastia Umbra, Corciano, Deruta, Gubbio, Magione, Marsciano, Panicale, Piegaro, Torgiano, Umbertide, Valfabbrica
Altre informazioni
Cod. postale 06121-06135
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054039
Cod. catastale G478
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti perugini
Patrono san Costanzo,
sant'Ercolano,
san Lorenzo
Giorno festivo 29 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perugia
Posizione del comune di Perugia all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Perugia all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Perugia (IPA: /pe'ruːʤa/) è un comune italiano di 166.003 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Umbria.
Città d'arte, ricca di storia e monumenti, fondata dagli Etruschi, è polo culturale della regione, meta turistica e sede universitaria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

« Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell'uomo, sorge improvvisamente su di un'altura »
(Charles Dickens Pictures from Italy, Londra 1846)

Il centro storico di Perugia si adagia su un'acropoli che sorge all'altezza di ca 450 m s.l.m.. Nel punto più alto, Porta Sole, l'altezza è di 494 m, caratteristica che ne fa la città italiana più popolata fra quelle poste ad un'altitudine superiore a 250 metri. Il centro storico si sviluppa intorno a questo punto e sul crinale dei colli che da esso dipartono, formando una acropoli e cinque borghi medievali prolungati su cinque porte. All'originaria cinta delle mura etrusche, lunghe 3 km, si aggiunse nel Duecento e nel Trecento una nuova e definitiva murazione lunga 9 km, quasi del tutto integra e che delimita una superficie di 120 ettari. La città storica è quindi prevalentemente allungata sui crinali, con un asse maggiore di 3 km tra Monte Ripido (a nord) e San Costanzo (a sud) e un asse minore di 1,5 tra S. Francesco e Monteluce. I quartieri storici sono: Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta S. Susanna, Porta Eburnea e Porta S. Pietro, a cui corrisposero per secoli i rispettivi spicchi del territorio rurale, soggetto alla città fin dalle origini del governo comunale. Ogni quartiere si incardina su una via principale o Corso su cui convergono le trame dei vicoli; vi campeggiano conventi, campanili, basiliche, chiese, oratori, cappelle, palazzi gentilizi (un centinaio), palazzi minori e altri edifici, poi ci sono le case a schiera dei vicoli. Il territorio oltre il centro storico scende tutto intorno fino ai 280 m s.l.m. del Pian di Massiano. Il territorio del comune arriva a 170 m s.l.m., toccati lungo il corso del fiume Tevere, che a sud ne segna i confini con il comune di Torgiano. Perugia è situata nell'entroterra dell'Italia centrale nel punto più largo della Penisola. È la città più grande tra Firenze e Roma, collocata in posizione intermedia: distante ca 150 km da Firenze, Roma e Ancona, ca 400 km da Milano, Genova e Napoli.

Il territorio comunale ha un'area, tra le maggiori in Italia, di 449,92 km², la densità di popolazione è di 373,8 ab./km². Si estende sul territorio del suo storico contado, trapuntato di frazioni, castelli, ville, case rurali. Si articola in colline, monti e di pianure, conta 85 tra quartieri e frazioni, oltre cento edifici scolastici, 54 cimiteri, circa 3.000 km di strade. L'area urbana contemporanea, che dal centro storico e le prime periferie, oggi tocca e ingloba i centri abitati viciniori sviluppatisi dal secondo dopoguerra, si conforma in un tessuto urbano sfrangiato e discontinuo, inframmezzato di coltivi e residui di campagna, lungo circa 20 km da Villa Pitignano a San Martino in Campo, da Taverne di Corciano a Ferriera di Torgiano e Ospedalicchio, ovvero sommando di fatto i comuni contermini di Corciano (21.000 ab.), Torgiano (6.000 ab.) e Bastia Umbra (22.000 ab.).

L'acropoli perugina sembra costruita su una sola collina ma in realtà sono due: il colle del Sole e il colle Landone. La massima depressione tra le due alture si estende dal fosso di Santa Margherita, a est, al fosso della Cupa, a ovest. Gli Etruschi scelsero quest'area in quanto ricca d'acqua, ma presto ci si accorse che il terreno è anche franoso, cosa che nei secoli ha dato luogo a poderose fondazioni e fortificazioni che tuttora impongono in più punti costanti interventi di manutenzione.

A nord monte Tezio e monte Acuto la separano dal comune di Umbertide, ad ovest un lembo di territorio arriva a toccare le alture che circondano il lago Trasimeno. Ad est i primi contrafforti collinari dell'Appennino Umbro-Marchigiano la dividono dai territori comunali di Assisi e Gubbio.

Foto aerea sul centro storico
« Intra Tupino e l'acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov'ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d'esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Orïente, se proprio dir vuole. »
(Dante Alighieri Divina Commedia - Paradiso: Canto XI)

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Perugia Centro e Stazione meteorologica di Perugia Sant'Egidio.

Perugia gode di un clima temperato di tipo sublitoraneo interno con una temperatura media annua di poco superiore a 13 °C. Il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di 4,2 °C, il più caldo luglio, con medie leggermente al di sotto i 23 °C. Le precipitazioni annue sono generalmente comprese fra 800 e 900 mm (850 mm per il periodo 1961-1990, distribuite su 96 giorni). Talvolta in inverno le precipitazioni assumono carattere nevoso. Di seguito riportiamo i dati climatici più significativi rilevati nel periodo 1961-1990. L'osservatorio cittadino è situato a 520 m s.l.m..[2]

PERUGIA CENTRO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,9 8,4 11,7 15,7 20,4 24,9 28,2 28,0 23,6 17,6 12,0 8,1 7,8 15,9 27,0 17,7 17,1
T. mediaC) 4,2 5,2 7,9 11,4 15,7 19,8 22,8 22,7 19,1 14,0 9,1 5,5 5,0 11,7 21,8 14,1 13,1
T. min. mediaC) 1,5 2,0 4,1 7,1 10,9 14,7 17,3 17,4 14,6 10,4 6,2 2,9 2,1 7,4 16,5 10,4 9,1
Precipitazioni (mm) 61 60 70 79 76 64 39 45 76 102 103 75 196 225 148 281 850

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Perugia e Perusia.
Cavalieri Etruschi, pannelli in argento con rilievi. Parte di un corrado funerario risalente al VI sec. a.C. e rinvenuto nel perugino
Le origini del nome

Il toponimo "Perugia" è quasi certamente di origine etrusca e viene reso dai romani come "Perusia". La più antica attestazione del nome pare essere in una stele etrusca del VII sec. a.C. rinvenuta a Vetulonia, dedicata al guerriero Irumina Phersnachs (Phersna: Perugia e -ch: proveniente da, quindi il perugino). Vi è incertezza sul significato del nome, ma sappiamo che spesso i nomi delle città derivavano da una divinità o da una famiglia. In passato il nome Perugia è stato fatto derivare anche dal greco "periousa", ovvero "che sta in alto", ma l'origine greca del nome di una città etrusca pare infondata.[3]

Gli etruschi[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti conosciuti risalgono ai secoli XI e X a.C., con la presenza di villaggi nei pressi delle falde dell'altura perugina e a partire dal sec. VIII anche sulla sommità del colle dove sorge la città. Il rapido sviluppo di Perugia è favorito dalla posizione dominante rispetto all'arteria del fiume Tevere e dalla posizione di confine con le popolazioni Umbre.

Il nucleo di Perugia si forma attorno alla seconda metà del VI secolo a.C., dalla disposizione delle necropoli etrusche abbiamo una testimonianza indiretta dell'espansione del primo tessuto urbano. Perugia diventa in breve una delle più importanti città etrusche e una delle 12 lucumonie, dotandosi nel IV secolo a.C. di una cinta muraria ancor oggi visibile.

Perusia romana[modifica | modifica sorgente]

Con la battaglia di Sentino (295 a.C.), Perusia e gran parte del resto dell'Umbria entrano nell'orbita romana, conservando l'uso

dell'etrusco, documentato in città fino a tarda età repubblicana e mantenendo una sia pur limitata autonomia municipale. Durante la II guerra punica la città si mantiene fedele a Roma e dà rifugio ai romani sconfitti nella Battaglia del Lago Trasimeno (217 a.C.).

A partire dal I secolo a.C., in seguito alla Guerra Sociale, Perugia si integra con Roma, con la concessione nell'89 a.C. della cittadinanza. La città è uno degli scenari della Guerra civile tra Ottaviano e la fazione di Marco Antonio, con protagonista il fratello di quest'ultimo, Lucio. Viene incendiata nel 41 a.C. durante il Bellum Perusinum. Qualche anno dopo l'imperatore Augusto ricostruisce la città e le permette di fregiarsi del titolo di Augusta Perusia. Rimodellata secondo stilemi romani, Perugia si espande mantenendo nel nucleo centrale l'assetto

viario etrusco.

In età imperiale la città si sviluppa oltre la cinta etrusca. Nella seconda metà del III secolo d.C. l'imperatore Vibio Treboniano Gallo, nato a Perugia, le dà lo ius coloniae.

Il periodo bizantino[modifica | modifica sorgente]

Importante centro di collegamento tra la via Amerina e la Flaminia, nel 493 Perugia viene conquistata dagli Ostrogoti di Teodorico. Nel 537 le truppe bizantine di Belisario si scontrano con quelle Ostrogote di Vitige proprio nei pressi di Perugia. Nel 548 Totila espugna dopo un lungo assedio la città ed uccide il vescovo Ercolano. Con la fine degli Ostrogoti e sino all'VIII secolo la città resterà sotto il dominio bizantino, eccettuati due brevi periodi di occupazione da parte dei longobardi sul finire del VI secolo.

A partire dalla seconda metà dell'VIII secolo Perugia entra nella sfera di influenza del Papato, a sua volta vincolato in vario modo all'Impero Carolingio, ed è retta nei due secoli successivi da un Governo vescovile.

Il Comune[modifica | modifica sorgente]

Perugia medievale
Il Grifo di Perugia in un codice medievale

Nel 1139 si ha la prima attestazione del Governo dei Consoli e della nascita del Comune. Agli inizi del XII secolo il potere è diviso tra i Consoli, un'assemblea generale (l'Arengo) ed un consiglio minore. Nella seconda metà del secolo Perugia ha un'ampia sfera d'influenza nel contado circostante, avendo espanso i propri territori verso Gubbio e Città di Castello a nord e verso Città della Pieve, il lago Trasimeno e la Val di Chiana a ovest-sudovest. Nel 1198 la città accetta la protezione di Innocenzo III, rimanendo guelfa. Nel 1286 si contano ben 41 arti.

Nel XIII secolo il Comune estende la sua sfera d'influenza su Assisi (1205) e Foligno (1289) e conosce un imponente sviluppo urbano che si protrarrà fino alla metà circa del Trecento. La città è amministrata all'epoca da un governo mercantile, esercitato dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, e con sede nel Palazzo dei Priori (XIII-XV secolo). Nel 1308 viene istituita l'Università, mentre nel 1342 viene redatto lo Statuto in volgare. Nonostante la peste nera e le sue vittime, Perugia dà ancora delle prove di forza nel 1352 e nel 1358, quando sconfigge prima Bettona, distruggendola, e poi Siena e Cortona (Battaglia di Torrita).

Il dominio Pontificio[modifica | modifica sorgente]

Stemma della signoria di Perugia

Nel 1370 Perugia torna sotto il pieno controllo della Chiesa a seguito della sconfitta nella guerra contro Urbano V. A causa delle lotte interne e del tentativo di sottrarsi al dominio papale, si succedono diverse signorie (Michelotti, Visconti, Fortebracci). Con Braccio Fortebracci da Montone si realizzano importanti opere pubbliche come, ad esempio, la residenza di Braccio in piazza, della quale rimangono solo le logge, o il Sopramuro. Assumerà forme di Signoria anche il dominio sulla città della famiglia Baglioni, tra il 1438 e gli inizi del XVI secolo.

Nel XV secolo e nei primi decenni del secolo successivo, la città si impone come un importante centro artistico (basti pensare al Pinturicchio e al pievese Perugino) e culturale (fra i tanti che riceveranno la propria formazione a Perugia ci saranno anche il grande Raffaello Sanzio e Pietro Aretino).

Nel 1540, a seguito di una sfortunata guerra contro Paolo III Farnese, la città perde le sue libertà civiche e la sua secolare autonomia e passa nuovamente alle dirette dipendenze dello Stato della Chiesa che obbliga la cittadinanza a costruire l'imponente Rocca Paolina, dove si insedia una guarnigione pontificia.

L'età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Stragi di Perugia

A partire dalla metà del XVI secolo e fino al momento della sua ricongiunzione all'Italia (1860), Perugia vivrà un lungo periodo di stagnazione demografica e economica, omologandosi al resto delle province pontificie. Purtuttavia, sotto il profilo architettonico e artistico, la città continuerà ad arricchirsi di edifici di pregio e ad avvalersi dell'opera di una serie di esecutori di alto livello professionale. Sono di questo periodo molte delle residenze patrizie che al giorno d'oggi abbelliscono Perugia (fra cui i palazzi Donini, Della Penna, Gallenga-Stuart e Conestabile della Staffa) e alcune prestigiose chiese barocche, prima fra tutte quella dedicata a San Filippo Neri.

Il 20 giugno del 1859 si consumano le cosiddette "stragi di Perugia", perpetrate dai reggimenti svizzeri inviati da Pio IX contro i patrioti cittadini che si erano ribellati al dominio dello Stato della Chiesa. Il 14 settembre 1860 le truppe piemontesi, 15.000 uomini al comando del generale Fanti, riescono a penetrare nella città[4] e a conquistarla, dopo aver costretto alla resa l'ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca Paolina. In seguito quindi alla battaglia di Castelfidardo (18 settembre), tutti i territori di Umbria e Marche furono annessi al Regno di Sardegna. L'annessione verrà ufficializzata con il plebiscito del 4 novembre 1860.

Dopo l'Unità d'Italia (1861), il nuovo Stato italiano privilegerà proprio Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che si estende fino alla Sabina. Solo qualche decennio dopo, negli anni venti del XX secolo, tale territorio verrà ridimensionato: Perugia resta il capoluogo della regione, ma vengono sanciti il passaggio della Sabina al Lazio, e la costituzione della nuova provincia umbra di Terni, determinando così il definitivo assetto geografico e amministrativo della regione Umbria, tuttora vigente.

Nel 1922 da Perugia (Hotel Brufani) viene diretta la Marcia su Roma.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, le operazioni clandestine di soccorso agli ebrei perseguitati sono coordinate a Perugia da don Federico Vincenti (1885-1955), parroco della chiesa di Sant'Andrea a Porta Santa Susanna, in collegamento con padre Aldo Brunacci e la DELASEM di Assisi. Per questo impegno di solidarietà, il 16 luglio 1997, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Federico Vincenti l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[5]

Il 20 giugno 1944, pochi giorni dopo l'abbandono della zona da parte dei soldati tedeschi, entrano in città, da Porta San Pietro, le truppe alleate britanniche.

Il 24 settembre 1961, promossa dall'intellettuale antifascista Aldo Capitini, venne organizzata la prima Marcia per la pace Perugia-Assisi.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il grifone di Perugia allatta Braccio da Montone e Niccolò Piccinino, verso della medaglia di Niccolò Piccinino di Pisanello (1439-1440)

Gli animali-simbolo di Perugia sono il grifo ed il leone.

Lo stemma della Città è costituito da uno scudo rosso coronato turrito a cui è sovrapposto un grifone rampante argenteo e coronato d'oro.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città di Perugia è la nona tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni patriottiche che ebbero luogo nella città nel periodo per l'indipendenza dallo Stato Pontificio.

Città benemerita del Risorgimento nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Città benemerita del Risorgimento nazionale
«A ricordare le eroiche gesta compiute dalla cittadinanza di Perugia nel 1859. Nel giugno del 1859 si consumarono le cosiddette "stragi di Perugia", una serie di asperrimi combattimenti fra i difensori della città, che si era ribellata al governo di Roma, e i reggimenti svizzeri, che riconquistarono successivamente le altre città ribelli dell'Umbria e delle Marche.[6]»

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

« Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno. »
(Henry James, Transatlantic Sketches, 1875)

La Fontana Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Perugia

La Fontana Maggiore (1275-1278) è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale.

È costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono decorate a

bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano: in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell'anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici.

Arco Etrusco o di Augusto[modifica | modifica sorgente]

Arco Etrusco, III secolo a.C.

L'Arco Etrusco è la più grande e monumentale delle porte di accesso alla città vecchia, parte della cinta muraria etrusca (IV-III secolo a.C.) orientata verso nord, guarnita di poderosi bastioni laterali realizzati in blocchi megalitici di travertino (dimensione media cm 100x60 in facciata). Il contrafforte sinistro è sormontato da elegante loggia rinascimentale e ornato alla base di fonte seicentesca, a sua volta sormontata da due tipici falli etruschi. Nell'arco a tutto sesto è incisa la scritta "Augusta Perusia".

Rocca Paolina[modifica | modifica sorgente]

Interni Rocca Paolina

Costruita tra il 1540 e il 1543 per volere di papa Paolo III, la Rocca Paolina ha rappresentato, fino al 1860, il simbolo del potere papale sull'antico comune. Su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, l'imponente fortezza si estendeva in origine dalle attuali Piazza Italia a Largo Cacciatori delle Alpi. Oggi, dopo le demolizioni post-unitarie, restano gli imponenti sotterranei con i basamenti degli edifici medievali dell'antico borgo di Santa Giuliana e delle case dei Baglioni che, insieme alla Porta Marzia, vennero inglobati nella fortezza. Oggi la Rocca Paolina è attraversata da un percorso di scale mobili che collegano Piazza Partigiani a Piazza Italia, in centro.

Torre del Cassero

Aree archeologiche[modifica | modifica sorgente]

  • Il Pozzo etrusco risale alla seconda metà del III secolo a.C. ed è stato in antichità la principale fonte di approvvigionamento idrico della città. Profondo circa 40 m, ha svolto anche la funzione di cisterna, e si trova in piazza Danti.
  • Il Mosaico di Orfeo e le fiere o di Santa Elisabetta è un'opera di maestranze romane del II secolo, sorgeva nei pressi delle antiche terme romane.
  • Strada romana di Piazza Cavallotti.
  • Sotterranei del Museo del Duomo.
  • Ipogeo di Villa Sperandio (II secolo a.C.).
  • L'Ipogeo dei Volumni è una tomba ipogea etrusca della seconda metà del II secolo a.C. Situata nella Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.) e localizzata nell'odierna frazione di Ponte San Giovanni, costituiva la tomba della famiglia di Arnth Veltimna Aules.
  • Tomba etrusca di San Manno (III secolo a.C.), nel quartiere Ferro di Cavallo.

Le mura di Perugia e la città vecchia[modifica | modifica sorgente]

Mura medievali in via Sant'Antonio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mura di Perugia.

Perugia possiede due cinte murarie: le mura etrusche sorsero tra il IV ed il III secolo a.C. e furono costruite in modo piuttosto unitario; la seconda cerchia di mura, di età medievale, raggiunse lo sviluppo di circa 6 km ed inglobò i borghi creatisi in corrispondenza delle cinque antiche porte.

Le Mura e le Porte etrusche[modifica | modifica sorgente]

Porta Marzia
Arco della Mandorla
  • L'Arco Etrusco o di Augusto rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadine. Costruito nella seconda metà del III secolo a.C., è costituito da una facciata attraversata da un solo fornice e da due torrioni trapezoidali.
  • La Porta Marzia costruita in travertino, fu smontata e ricostruita nel 1540 da Antonio da Sangallo per incastonarla nella muraglia della Rocca Paolina; presenta un arco a tutto sesto inquadrato da lesene con capitelli a rosetta centrale, sormontato da una balaustra scandita da quattro pilastri in stile italo-corinzio dalla quale sporgono cinque sculture: Giove tra i Dioscuri Castore e Polluce, e due cavalli alle estremità.
  • La Porta Trasimena, situata in via dei Priori, venne rifatta nel XIV secolo. Dell'originale porta etrusca rimane ben poco, l'arco è infatti ogivale e non più a tutto sesto, e la scultura di forma leonina è stata anch'essa aggiunta nel Medioevo.
  • Porta Sole era una delle più antiche porte d'ingresso di Perugia. Citata da Dante Alighieri nel Paradiso, aveva la sua collocazione originaria nel punto più alto della città, l'omonimo colle del Sole. Oggi non più esistente nella forma originaria, ne ha ereditato il nome l'Arco dei Gigli, situato in via Bontempi e ricostruito nel Medioevo. L'area venne fortificata nel XIV secolo, ma la cittadella militare fu abbattuta dopo una sommossa popolare nel 1376.
  • Arco della Mandorla o Porta Eburnea.
  • Arco di Sant'Ercolano o Porta Cornea.
  • Le mura sono ancora visibili in alcuni lunghi tratti (Verzaro, via Battisti, via Bartolo, Campaccio, Canapina), oltre che nei pressi delle porte sopra elencate. Poi sussistono visibili altri tratti minori, sia all'aperto che soprattutto nei piani interrati di molti edifici pubblici e privati sorti sopra di esse. Altri lunghi tratti non sono più visibili anche se ne è nota l'ubicazione, si tratta di porzioni o rimosse oppure particolarmente profonde. Le Mura etrusche si caratterizzano tutte per la consistenza in grossi blocchi squadrati (megaliti) di travertino, giustapposti senza uso di malta legante, a volte montati ad incastro mediante opportuna sagomatura delle superfici di contatto.

Le Porte e le Mura medievali[modifica | modifica sorgente]

Lungo i 9 chilometri del perimetro murario si aprono numerose porte, alcune più antiche altre più recenti, alcune chiuse e riaperte o viceversa nella successione delle epoche. Elenchiamo solo le maggiori, tra cui le corrispondenti agli estremi dei cinque quartieri.

  • La Porta di Sant'Angelo è la più grande delle porte medievali delle mura di Perugia. Situata nel rione di Sant'Angelo, al termine di corso Garibaldi, si apre nel Cassero, fortificazione merlata inserita nella cinta urbica del XIV secolo. È orientata a nord.
  • La Porta di Corso Bersaglieri in cima all'omonima via, trecentesca, orientata verso est.
  • La Porta di San Pietro o Porta Romana, si trova alla fine di Corso Cavour, all'inizio di Borgo XX Giugno. La facciata esterna è stata realizzata in travertino da Agostino di Duccio e Polidoro di Stefano tra il 1475 ed il 1480, mentre la facciata interna è rimasta nelle forme medievali, con la caratteristica singolare di un doppio fornice. È orientata a sud verso la valle fertile e popolosa del Tevere.
Porta San Pietro
  • Replica della precedente sullo stesso versante sud è la Porta di San Costanzo, di fine Cinquecento, posta a sistemazione dell'area del Frontone; sostituisce un'altra porta medievale ora interna all'Orto Medievale nel convento dell'abbazia di San Pietro.
  • La porta di via delle Forze, corrispondente al quartiere di Porta Eburnea, ora costituita da un arco trecentesco; guarda a sud-ovest.
  • A servizio dello stesso quartiere bensì in direzione leggermente diversa si apre la Porta Crucia, cinquecentesca, ora al termine di via Eburnea.
  • La Porta di Santa Susanna, o Porta di Sant'Andrea, è situata in via della Sposa a coronamento del quartiere di S. Susanna, orientata verso est.
  • Porta Conca, appartenente al quartiere S. Angelo ma orientata ad ovest; trecentesca, in pietra calcarea ed arenaria.
  • I lunghi tratti tra una porta e l'altra sono segnati dalla presenza delle tipiche "tele" di murazione medievale, in pietre di pezzature molto più piccola del muro etrusco, legate con malta di calce, di roccia calcarea o arenaria; mura alte e strette, adatte a resistere all'assalto militare del tempo che consisteva nella scalata dall'esterno all'arma bianca.
  • La buona conservazione delle mura medievali è dovuta al fatto che, finita la funzione militare nel volgere del Cinquecento, esse sono state usate fino al Novecento come efficace barriera daziaria.
  • Prima del definitivo perimetro medievale, si hanno notizie e lacerti di una prima murazione medievale più ristretta: se ne trovano segni inequivoci nell'"Arco dei Tei" nel largo di Porta Pesa e nell'"Arco di S. Elisabetta" sotto l'Università per Stranieri.
  • La Torre degli Sciri appartenuta all'omonima famiglia gentilizia, spicca nel paesaggio circostante per la forma squadrata e per il caratteristico colore chiaro della pietra utilizzata. È l'unica delle torri medievali ad essere rimasta integra in tutta la città, tra le molte decine che nei XII e XIII secoli distinguevano il rango delle maggiori famiglie, come testimoniato da molti dipinti e pure dall'epiteto di "Turrenia" che Perugia ebbe proprio per la numerosità delle sue torri. Le altre torri nel corso dei secoli sono state inglobate in edifici adiacenti o sono scomparse per crolli, distruzioni belliche o nuove edificazioni.
Interventi posteriori[modifica | modifica sorgente]
  • Il crocevia dei Tre Archi o Porta Santa Croce fu costruito nel 1857 durante un riassetto viario urbano.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • La facciata duecentesca di Palazzo dei Priori.
    Il monumentale Palazzo dei Priori, ottimo esempio di palazzo pubblico dell'età comunale, fu edificato nella sua parte originaria tra il 1293 e il 1297, poi con due aggiunte medievali successive fino al 1443. Ultima aggiunta realizzata da Galeazzo Alessi nel Cinquecento. In stile gotico, vi si accede sia dal Corso Vannucci attraverso il portale trecentesco ornato dalle statue del grifo e del leone, sia dalla Piazza Maggiore (oggi IV Novembre) attraverso la notevole Sala dei Notari, aula medievale caratterizzata da grandi arconi e tutta affrescata, deputata all'assemblea popolare del libero Comune. È ancora oggi sede del Municipio. Alterato nei secoli della dominazione pontificia, fu

restaurato dopo il 1860.

  • Al piano terra del Palazzo dei Priori è il Collegio del Cambio (XV secolo) impreziosito da bancali intarsiati in legno tra il XVI ed il XVII secolo. La Sala delle Udienze venne completamente affrescata da Pietro Perugino e dalla sua Scuola tra il 1498 ed il 1507.
  • Sempre al piano terra del Palazzo dei Priori è il Collegio della Mercanzia, sede dell'omonima corporazione medievale, è costituito da una sala rettangolare dalle pareti e dalle volte completamente rivestite in legno intarsiato. Al di sopra del tribunale è posto lo stemma della Mercanzia, un grifo dorato su una balla di panni.
  • Il Palazzo del Capitano del Popolo o di Giustizia venne realizzato tra il 1472 ed il 1481 dagli architetti Bartolomeo da Torgiano e dai lombardi Gasparino di Antonio e Leone di Matteo. È una struttura rinascimentale con qualche richiamo al gotico.
  • Palazzo della Vecchia Università (1490-1514), in piazza Matteotti, attualmente sede del Palazzo di Giustizia.
  • Palazzo degli Oddi Marini Clarelli, sito in via dei Priori, 84, fu edificato alla metà del XVI secolo e ampliato nel secolo XVIII. Conserva intatti tutti gli arredi e le suppellettili originali. Attualmente è adibito a casa museo e aperto al pubblico (ingresso a offerta libera) il lunedì pomeriggio e il venerdì mattina.
  • Palazzo Sorbello in Piazza Piccinino, tipica e integra dimora gentilizia del XVI secolo, dotata di museo e biblioteca aperte al pubblico.
  • Palazzo Gallenga Stuart, o Antinori (1748-1758), oggi sede dell'Università per Stranieri, è un palazzo dalla facciata in stile barocco, progettato dall'architetto Francesco Bianchi (architetto).
  • Palazzo Della Penna (XVI-XIX secolo), edificato sui resti di un anfiteatro romano (visibili in parte), già appartenuto alla famiglia dei Vibi, nell'Ottocento ospitò una Biblioteca ed una collezione di dipinti e disegni, oggi sede di un Museo.
  • Il Palazzo della Provincia venne edificato nel 1870 su disegno di Alessandro Arienti.
  • Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale dell'Umbria, opera di Guglielmo Calderini, conserva il maggiore ciclo di affreschi in stile Liberty della città, realizzati da Annibale Brugnoli e Domenico Bruschi.

Teatri[modifica | modifica sorgente]

  • Il Teatro Morlacchi (1777-1780), già Teatro del Verzaro, è il maggiore teatro della città. Progettato dall'architetto Alessio Lorenzini, si articola in una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e un loggione.
  • Teatro del Pavone (1717-1723) è il primo teatro aperto al pubblico, costituito dai nobili perugini dell'Accademia del Casino. La struttura attuale è del 1765, su progetto dell'architetto Pietro Carattoli, con decorazioni di Carlo Spiridione Mariotti.
  • Teatro Turreno (1890-1891), realizzato su disegno dell'architetto Alessandro Arienti. Nel 1896 qui si ebbe la prima rappresentazione cinematografica della storia di Perugia. Nel 1953 venne riedificato su progetto dell'architetto Pietro Frenguelli come cineteatro e raggiunge un capienza di 2000 posti.[7]
  • Teatro Bertold Brecht (2009), si trova nel quartiere di San Sisto e ospita spettacoli di teatro contemporaneo e per ragazzi.
  • Teatro della Penna, nel quartiere storico di Porta S. Angelo.
  • Teatro Figura, dei Burattini e delle Marionette, nel quartiere storico di Porta S. Pietro.
  • Teatro del Cortone, nella omonima via del quartiere S. Pietro.
  • Teatro di Sacco, in piazza Giordano Bruno, quartiere S. Pietro.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Perugia.
Interni cattedrale San Lorenzo
Cattedrale di San Lorenzo
Basilica di San Pietro
Deposizione dalla croce, Federico Barocci (Cattedrale di San Lorenzo)
  • La cattedrale di San Lorenzo venne realizzata tra il 1345 ed il 1490. Il rivestimento esterno non fu mai completato. All'interno, del tipo Hallenkirche, è conservato il Sacro Anello, la reliquia dell'anello nuziale della Vergine Maria. La più importante opera conservata nel duomo è la Deposizione dalla croce di Federico Barocci del 1569.
  • La Basilica di San Domenico, fondata nel 1304 e ampiamente ricostruita su disegno di Maderno nel XVII secolo, è la più grande struttura religiosa di tutta l'Umbria. Autentico capolavoro della scultura del XIV secolo, conservato nella basilica, è il monumento funebre a Benedetto XI. Di notevole pregio è anche il coro ligneo della fine del XV secolo e la vetrata absidale del 1411, la seconda in Italia per grandezza (m 22x8) dopo quella del duomo di Milano. Sopra le volte e sotto le due falde del tetto sussistono le singolari "soffitte di S. Domenico", ampi vani di risulta della ricostruzione Seicentesca, ricche di suggestioni e reperti della originaria struttura gotica, con accesso diretto al poderoso campanile (XVI sec) con vista panoramica estesa dalla Romagna all'Abruzzo, dalle Marche alla Toscana.
  • La Basilica di San Pietro venne edificata intorno al 996 sopra la precedente cattedrale, la prima sede vescovile di Perugia, esistente sin dal VII secolo.
    Chiesa di Filippo San Neri

L'entrata della chiesa è sul lato sinistro del chiostro seicentesco. Domina la basilica il campanile poligonale, costruito nel 1463-68 a linee gotiche fiorentine.

Affresco di Raffaello e Perugino, Cappella di San Severo.
  • Cappella di San Severo (all'interno si trova un affresco dipinto nella parte superiore da Raffaello nel 1508, ed in quella inferiore dal Perugino nel 1521). La cappella è attigua ad una chiesa -omonima- costruita nel XVIII secolo ed infatti la citata cappella è un ambiente residuo di una precedente costruzione;
  • La chiesa di Sant'Agostino, edificata nel XIII secolo, ha forme gotiche, ma internamente ha subito molti rimaneggiamenti, alcuni dei quali sono di epoca moderna (XVII secolo). La chiesa custodisce alcuni affreschi di valore: una Madonna in trono e una Crocifissione, quest'ultimo attribuito a Pellino di Vannuccio (XIV secolo).
  • La chiesa del Gesù venne edificata nella seconda metà del XVI secolo. Il soffitto interno è arricchito da pregevoli intagli e le volte sono affrescate da soggetti biblici dipinti da Giovanni Andrea Carlone. Al di sotto della pianta principale sono ubicati tre oratori: quello della Congregazione dei Coloni, della Congregazione degli Artisti e della Congregazione dei Nobili.
  • chiesa di San Bevignate (XIII secolo), recante un cicolo pittorico affrescato di estrema importanza per la storia dei Templari.
  • La chiesa di Sant'Ercolano fu eretta agli inizi del XIV secolo a ridosso delle mura etrusche. Sia la scalinata anteriore di accesso, che gli affreschi interni di Giovanni Andrea Carlone, sono però degli anni 1666-1669. Sotto l'altare maggiore è posto un sarcofago romano di età imperiale in cui, secondo la tradizione, riposano i resti del santo cui l'edificio è dedicato.
  • La chiesa di San Fiorenzo ha una struttura gotica duecentesca, ma gli interni furono profondamente rimaneggiati nel XVIII secolo. L'edificio custodisce un bel gonfalone quattrocentesco, opera di Benedetto Bonfigli.
    Interni Chiesa San Filippo Neri
  • La Chiesa di San Filippo Neri o chiesa della Santissima Concezione è un edificio barocco realizzato fra il 1626 e il 1663, anno in cui venne completata la facciata. Progettata dall'architetto romano Paolo Maruscelli, la chiesa racchiude al suo interno pregevoli affreschi che si ispirano a vari soggetti biblici, dipinti da Giovanni Andrea Carlone, Francesco Appiani e Francesco Martini.
  • La chiesa di San Costanzo è un edificio eretto nel XII secolo in forme romaniche, con aggiunte successive e ampiamente rimaneggiato alla fine dell'Ottocento dal massimo architetto perugino dell'epoca: Guglielmo Calderini. Di particolare pregio l'altare della prima metà del XIII secolo.
Tempio di Sant'Angelo, colonne.

Maggiori vie e piazze storiche e tipiche[modifica | modifica sorgente]

Un'altra vista di Corso Vannucci
Corso Vannucci.
  • Corso Vannucci è la via principale di Perugia: secondo l'antico assetto viario etrusco romano ricalca infatti il percorso del cardo decumanus, unendo il Colle del Sole al Colle Landone. A partire dalla seconda metà del Novecento il corso è stato completamente pedonalizzato.
  • Corso Cavour, di origine medievale, forma un unico percorso con il Borgo XX Giugno e insieme costituiscono la più lunga strada piana del centro di Perugia e il fulcro del cosiddetto Borgobello.
  • Corso Bersaglieri.
  • Via dei Priori e Via della Sposa.
  • Via Bontempi e Via del Roscetto.
  • Piazza Italia
    Giardino Carducci
    Via Bonazzi e Via Caporali.
  • Via Oberdan e Via Marzia.
  • Via della Cupa e Via delle Forze.
  • Via Baglioni.
  • Corso Garibaldi e Via del Tempio.
  • Via Ritorta.
  • Piazza IV Novembre, già Platea Magna (Piazza Grande) o Platea Communis.
  • Piazza Morlacchi e Piazza Cavallotti.
  • Piazza Giordano Bruno.
  • Piazza Rossi Scotti e Piazza Biordo Michelotti.
  • Piazza Italia.
  • Piazza Matteotti.
  • Piazza Piccinino.
  • Piazza del Duca.
  • Piazza Fortebraccio.
  • Piazza Domenico Lupattelli.
  • Piazza dell'università.
  • Piazza di S. Francesco al Prato.
  • Piazza del Circo.
  • Piazza di Monteluce.
  • Largo Cacciatori delle Alpi.
  • Piazza Nuova (già Piazza del Bacio).
  • Piazza Vittorio Veneto.
  • Giardini Carducci.
  • Giardini del Frontone e Orto Botanico.
  • Giardini del Pincetto.
  • Giardini di Santa Giuliana.
  • Giardini della Cupa.

Parchi e aree verdi[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai giardini storici citati nel paragrafo precedente, in epoca moderna nei valloni digradanti dai cinque borghi storici, sono stati realizzati parchi urbani e aree verdi di pubblico godimento:

  • Parco di S. Anna.
  • Parco di S. Angelo.
  • Parco di S. Margherita.
  • Parco della Pescaia (ex Parco della Verbanella).
  • Giardini della Canapina.
  • Nuovo Orto Botanico.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Dall'Unità d'Italia ad oggi l'evoluzione demografica nel comune appare in crescita costante. A partire dagli anni cinquanta la crisi della mezzadria che caratterizza le campagne umbre e il conseguente fenomeno dell'urbanesimo comporta un boom demografico e al censimento del 1961 viene superata la soglia dei 100.000 abitanti. Complessivamente, tra il 1951 e il 1971 la popolazione residente nel comune si accresce di oltre un terzo passando da 95 a 130 000 abitanti. Dopo il 2001 si è avuto un altro grande incremento della popolazione residente, che ha superato le 160.000 unità alla fine del 2008, supportato da consistenti fenomeni migratori.

La popolazione residente nel comune di Perugia al 31 dicembre 2006[8] è costituita al 48% da maschi ed al 52% da femmine. Le famiglie sono 66.509 (con un numero medio di 2,4 componenti) e le convivenze registrate sono 118.

Per quel che concerne la struttura per età della popolazione, l'indice di dipendenza è pari a 52,2, in linea con la media nazionale, mentre l'indice di vecchiaia, 163,5, è molto alto, e si assesta ben al di sopra della media nazionale (139,9), in quanto la popolazione di età pari o maggiore ai 65 anni costituisce il 21% del totale.

Tuttavia, Perugia mantiene un aspetto di città giovane grazie all'apporto della popolazione studentesca universitaria, che per gran parte dell'anno accresce il numero degli abitanti di circa 20.000 unità.[9] Inoltre, soprattutto grazie ad una maggiore natalità nelle famiglie composte da immigrati, la popolazione di età inferiore ai 5 anni è in forte crescita.

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente a Perugia ammonta al 12,9%[11], percentuale nettamente superiore a quella rilevata a livello nazionale. Le nazionalità presenti sono 131 ed i Paesi di provenienza sono così classificati:

  1. Romania: 3.450
  2. Albania: 2.726
  3. Ecuador: 2.243
  4. Marocco: 1.679
  5. Perù: 1.288
  6. Ucraina: 1.097
  7. Moldavia: 828
  8. Filippine: 715
  9. Cina: 637
  10. Polonia: 617

Criminalità[modifica | modifica sorgente]

La città di Perugia è considerata uno dei crocevia italiani del traffico di stupefacenti[12][13][14][15], in particolare eroina e cocaina, secondo i dati forniti dalla relazione della Direzione Nazionale Antimafia del 2011[16]. La città di Perugia ha il più alto rapporto decessi per overdose/popolazione in Italia (cinque volte il dato nazionale), ai primi posti anche in Europa.[17][18]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

L'Università degli Studi di Perugia fu una tra le prime libere università sorte in Italia, eretta a Studium Generale l'8 settembre 1308. Un'istituzione che educava alle arti della medicina e della legge esisteva comunque sin dagli inizi del Duecento, finanziata dal Comune di Perugia. Oggi conta più di 34.000 iscritti[19].

L'Università per stranieri, nata nel 1925, è la più antica università italiana prevalentemente orientata agli stranieri ed è specializzata nell'insegnamento e la diffusione della lingua e della civiltà italiane in tutte le loro forme, come l'arte e la cultura. Conta circa 8.000 studenti.

Altre istituzioni culturali[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Polittico di Sant'Antonio, Piero della Francesca (Galleria Nazionale dell'Umbria)

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina perugina, come gran parte della cucina tradizionale umbra, si basa sui prodotti agricoli e dell'allevamento locale e comprende diverse pietanze a base di cacciagione. Si tratta di una cucina semplice che tende ad esaltare il gusto delle materie prime.

Torcolo di San Costanzo.

Il pane caratteristico della città di Perugia (come nel resto della regione) è simile al pane toscano e marchigiano, ovvero sciapo: la tradizione sciapa viene fatta risalire alla cosiddetta guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1531 per l'uso del sale. Con fette di pane intere abbrustolite, strofinate con uno spicchio d'aglio, un pizzico di sale e poi condite con olio extravergine d'oliva si prepara la tipica bruschetta. Focaccia caratteristica del territorio, a Perugia e nel resto della provincia, è la torta al testo.

Fra i primi degni di nota gli gnocchi di patate al sugo d'oca, le tagliatelle al ragù con rigaglie di pollo e i cappelletti in brodo.

Per quanto concerne i secondi, tipicamente perugini sono il piccione arrosto ripieno e in carrozza, la porchetta di maiale, e gli arrosti misti alla brace.

L'erba, ovvero diverse erbe campestri selvatiche lessate e ripassate in padella con olio e aglio, rappresenta il contorno più tradizionale.

I dolci tipici sono il torcolo di San Costanzo, caratteristico per i festeggiamenti del Patrono (29 gennaio), a forma di ciambella con pinoli, semi di anice, uvetta e canditi, e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca, dolce tipicamente pasquale. Biscotto tipico per il periodo della Commemorazione dei Defunti (2 novembre), sono le fave dei morti, a base di pasta di mandorle. Frappe e strufoli sono i dolci tipici del carnevale.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Jazz Band per le strade di Perugia durante Umbria Jazz
  • Umbria Jazz: è la più importante rassegna di Jazz in Italia e una delle più importanti al mondo, il festival cade nel mese di luglio dal 1973.
  • Eurochocolate: la kermesse europea del cioccolato, si svolge in ottobre dal 1993.
  • Grifonissima: gara di corsa podistica, agonistica ed amatoriale, per le strade ed i vicoli della città, nata nel 1981. All'edizione 2008 hanno partecipato in circa 16000.[21]
  • Fiera dei Morti: una grande fiera popolare che si tiene la prima settimana di novembre sin dal Medioevo. Anticamente si svolgeva in centro, a partire dagli anni settanta del secolo XX si svolge nella vasta area del parcheggio di Pian di Massiano.
  • Festa di San Costanzo, in onore del santo patrono: il 29 gennaio, quasi tutti gli anni, viene organizzata una fiera lungo Borgo XX Giugno.
  • Marcia per la pace Perugia-Assisi, con cadenza biennale, si svolge solitamente in ottobre.
  • Festival internazionale del giornalismo, si svolge ogni anno in aprile.
  • Bagliori d'autore, rassegna letteraria iniziata nel 2005, si svolge per circa una settimana a febbraio/marzo, con un'edizione parallela a Milano ed eventi a Roma, Terni, Assisi, Macerata.

Persone legate a Perugia[modifica | modifica sorgente]

Pietro Vannucci detto il Perugino, autoritratto
Statua di Giulio III vicino al duomo di Perugia

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta S. Susanna, Porta Eburnea, Porta S. Pietro (Borgo XX Giugno), Porta Pesa, Monteluce, Filosofi, Fontivegge, Elce, Cupa, Pallotta, Piscille, Montebello, San Vetturino, Sant'Erminio, Cavalabreccia, Oliveto, Ponte Rio, Montelaguardia, Montegrillo, Ponte d'Oddi, San Marco, S. Lucia, Case Bruciate, Cortonese, Madonna Alta, Settevalli, Ferro di Cavallo, Olmo, Ponte della Pietra, Prepo, San Sisto, Ponte San Giovanni.

Circoscrizioni[modifica | modifica sorgente]

La vecchia suddivisione in circoscrizioni del territorio del comune di Perugia

Il comune di Perugia era suddiviso in 13 circoscrizioni, comprendenti più quartieri e frazioni:

In base alla legge finanziaria del 2008, il numero delle circoscrizioni doveva essere ridotto (una Circoscrizione ogni 30 000 abitanti). La Giunta comunale, valutando la popolazione di Perugia 161.944 abitanti (al 1º gennaio 2007, Istat), propose 5 Circoscrizioni. L'opposizione presentò ricorso in quanto, secondo la loro interpretazione della legge, il numero degli abitanti doveva essere riferito all'ultimo censimento (21 ottobre 2001) che, con meno di 150 000 abitanti, avrebbe "concesso" solo 4 Circoscrizioni.[22] Il 10 febbraio 2009 il deputato Pietro Laffranco presentò al Ministero competente un'interrogazione a risposta scritta sulla vicenda. In particolare si riferiva ai parametri di applicazione (numero dei residenti) unico elemento necessario per procedere alla riforma delle Circoscrizioni. Il Ministero dell'Interno fornì, il 30 marzo, una risposta scritta, secondo la quale Il parametro per il calcolo della popolazione residente, in base al quale stabilire il numero massimo delle Circoscrizioni da istituire, è quello desumibile dai risultati dell'ultimo censimento ufficiale, ossia del 21 ottobre 2001; tale risposta fu ritenuta dai rappresentanti del centrodestra, inequivocabile. Il Ministero comunicò al Prefetto di Perugia la situazione, con invito ad informare il Sindaco ed il Consiglio Comunale dell'orientamento, segnalando, inoltre che appariva complicato, visti i tempi, procedere ad una tempestiva convocazione dei comizi elettorali per procedere nel giugno 2009 anche alle elezioni circoscrizionali.[23] Per questo motivo, alle elezioni amministrative del 2009, non si votò per il rinnovo delle Circoscrizioni che, di fatto, vennero considerate "decadute" nelle loro attività e competenze.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Bagnaia, Bosco, Casaglia, Capanne, Casa del Diavolo, Castel del Piano, Cenerente, Civitella Benazzone, Civitella d'Arna, Collestrada, Colle Umberto I, Cordigliano, Colombella, Farneto, Fontignano, Fratticiola Selvatica, La Bruna, Lacugnano, Lidarno, Migiana di Monte Tezio, Monte Bagnolo, Monte Petriolo, Mugnano, Parlesca, Pianello, Piccione, Pila, Pilonico Materno, Poggio delle Corti, Ponte Felcino, Ponte Pattoli, Ponte San Giovanni, Ponte Rio, Ponte Valleceppi, Pretola, Ramazzano-Le Pulci, Rancolfo, Ripa, Resina, San Fortunato della Collina, San Giovanni del Pantano, Santa Maria Rossa, San Marco, San Martino dei Colli, San Martino in Campo, San Martino in Colle, San Sisto, Sant'Andrea d'Agliano, Sant'Andrea delle Fratte, Sant'Egidio, Sant'Enea, Sant'Orfeto, Solfagnano, Villa Pitignano.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Boneggio, Colle della Trinità, Monte Malbe, Monte Morcino, Monte Pulito, Monte Vile, Pieve di Campo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le imprese registrate nel comune di Perugia al 31 dicembre 2006[24] appartengono prevalentemente al macrosettore d'attività dei Servizi (63%). Il comparto Industria (27,1%) è incentrato soprattutto nei settori del tessile abbigliamento e alimentare dolciario. Le imprese che si riconducono all'Agricoltura sono il 9,9% del totale. Il Prodotto Interno Lordo, indicatore della ricchezza prodotta in un anno, è pari a 25.500 € pro capite (2004), e con questo dato la città si piazza al di sopra per il 25% della media nazionale[25].

L'attività industriale, che ha avuto il suo picco negli anni settanta (42% della forza lavoro), vede ora rimaste solo alcune realtà importanti, come le industrie dolciarie Nestlè-Perugina e Piselli, l'industria tessile Luisa Spagnoli e comparto del Cachemire, l'industria meccanica e grafica, e da un buon numero di imprese medio-piccole dislocate nelle numerose zone industriali di periferia (via Settevalli e S. Andrea delle Fratte) e delle frazioni (San Sisto, Santa Sabina, Ponte San Giovanni e Ponte Felcino, etc.).

Nell'ultimo ventennio forte sviluppo ha avuto il commercio di grande distribuzione che, frammisto alle zone industriali, ha concorso potentemente allo strutturarsi della odierna "città diffusa", con grave sofferenza per il centro storico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto ferroviario nel comune di Perugia è caratterizzato dalla presenza della rete delle Ferrovie dello Stato e da quella della Ferrovia Centrale Umbra. È posta all'incrocio tra la linea RFI Foligno-Terontola e la linea FCU Terni-Sansepolcro.

Ferrovie dello Stato[modifica | modifica sorgente]

La stazione FS di Fontivegge

Le stazioni F.S. sono:

  • Perugia Fontivegge (è la stazione principale, serve l'area urbana, ed è in connessione con l'omonima fermata del Minimetrò);
  • Perugia Ponte San Giovanni (nodo di scambio con la FCU, serve 5 diverse direttrici);
  • Perugia Capitini (di fronte all'omonimo centro congressi, serve lo stadio Curi ed il terminal di valle del Minimetrò);
  • Perugia Silvestrini (serve il polo ospedaliero e la frazione di San Sisto);
  • Perugia Università (serve la facoltà di ingegneria ed il quartiere Santa Lucia).

Ferrovia Centrale Umbra[modifica | modifica sorgente]

La stazione FCU di Sant'Anna

La Ferrovia Centrale Umbra si snoda lungo il percorso del Tevere e collega Sansepolcro a Terni passando per Città di Castello, Umbertide, Marsciano, Todi e Sangemini. Dispone di diverse stazioni e fermate nel territorio comunale di Perugia, sia nella periferia della città che nelle frazioni. Gestita per lungo tempo dalla Ferrovia Centrale Umbra s.r.l., dal 1º dicembre 2010 è passata in gestione ad Umbria Mobilità.

Le principali stazioni di Perugia servite dalla Ferrovia Centrale Umbra sono:

Sono presenti anche altre stazioni ferroviarie all'interno del comune di Perugia a servizio delle omonime frazioni e quartieri: Solfagnano-Parlesca, San Bartolomeo-Resina, Ponte Pattoli-Civitella Benazzone, Ramazzano-Passo dell'Acqua, Villa Pitignano, Ponte Felcino, Pretola, Balanzano, San Martino in Campo-Torgiano.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Perugia è servita dall'Aeroporto di Perugia, situato a 12 km ad est dalla città, nella frazione Sant'Egidio.

L'aeroporto è servito da diverse compagnie, tra cui Belle Air e il vettore low-cost Ryanair.

Nel 2011, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia, per i quali l'aeroporto di Perugia è stato designato tra le strutture di missione, è stato completamente riammodernato con un nuovo terminal su progetto dell'architetto Gae Aulenti.[26].

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver sperimentato il tram elettrico, attivo tra il 1901 e il 1940,[27] quando venne dismesso per l'arrivo degli autobus e (1943) di filobus, questi ultimi in servizio fino al 1975, negli anni ottanta la città si dota di percorsi meccanizzati per facilitare l'accesso al centro storico, costituiti da sistemi di scale mobili, prima all'interno della Rocca Paolina (1983), poi alla Cupa-Pellini (1989) e infine al Piazzale Europa (1993). A questi si aggiunge un ascensore pubblico (al Pincetto) attivo dal 1971.[28] Parallelamente a questi interventi, l'accesso automobilistico al centro storico veniva regolamentato con l'istituzione di una zona a traffico limitato, la prima nel 1971 interessante il solo Corso Vannucci, poi ampliata nel 1986 all'acropoli etrusco-romana, e infine nel 2001 a tutto il centro storico.

Umbria Mobilità è l'azienda che opera con autobus il servizio pubblico a Perugia, collegando vari punti del territorio comunale ed extra-comunale.

I trasporti interregionali sono invece gestiti dalla S.U.L.G.A. (Società Umbro Laziale Gestione Autolinee).

Fermata Cortonese

Minimetrò[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minimetrò.
Minimetrò

Il 29 gennaio 2008, festa del patrono san Costanzo, è stato inaugurato il Minimetrò, un sistema di trasporto automatizzato su sede propria (in gran parte binari sopraelevati, ma con tratti anche sotterranei in prossimità del centro storico) che collega la zona di Pian di Massiano con l'acropoli, attraversando la porzione sud-occidentale dell'area urbana.

Il tracciato segue un percorso di circa 4 km, si sviluppa su due terminal e cinque stazioni intermedie ed attraversa due gallerie. Dal terminal di città, denominato "Pincetto", si accede al centro storico mediante tre scale mobili sotterranee.

La rete dovrebbe essere successivamente ampliata, collegando il Pincetto al quartiere di Monteluce e alla Stazione FCU di Sant'Anna (grazie ad un tratto interamente sotterraneo).[29]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 settembre 1860 3 maggio 1861 Nicola Danzetta Destra storica Sindaco
31 maggio 1861 14 marzo 1868 Reginaldo Ansidei Sindaco
15 marzo 1868 6 marzo 1870 Evelino Waddington Sindaco
7 marzo 1870 3 luglio 1879 Reginaldo Ansidei Sindaco
4 luglio 1879 20 maggio 1885 Ulisse Rocchi Democratico-radicale Sindaco
21 maggio 1885 17 novembre 1889 Tiberio Berardi Sindaco
18 novembre 1889 26 aprile 1893 Paolo Angeloni Sindaco
27 aprile 1893 29 marzo 1902 Ulisse Rocchi Democratico-radicale Sindaco
30 marzo 1902 14 luglio 1919 Luciano Valentini Sindaco
28 ottobre 1920 4 maggio 1921 Ettore Franceschini PSI Sindaco
febbraio 1923 dicembre 1926 Oscar Uccelli PNF Sindaco
1º febbraio 1930 26 aprile 1934 Giovanni Buitoni Sindaco
30 ottobre 1934 6 giugno 1940 Colombo Corneli PNF Sindaco
7 giugno 1940 3 settembre 1943 Giulio Agostini PNF Sindaco
4 luglio 1944 26 gennaio 1946 Fausto Andreani PSI Sindaco
27 gennaio 1946 16 febbraio 1948 Ugo Lupattelli PSI Sindaco
17 febbraio 1948 23 aprile 1953 Aldo Manna PSI Sindaco
24 aprile 1953 28 dicembre 1964 Alessandro Seppilli PSI Sindaco
29 dicembre 1964 23 luglio 1970 Antonio Berardi PSI Sindaco
24 luglio 1970 21 luglio 1975 Mario Caraffini PSI Sindaco
22 luglio 1975 3 luglio 1977 Giovanni Perari PSI Sindaco
4 luglio 1977 6 luglio 1980 Stelio Zaganelli PSI Sindaco
7 luglio 1980 24 maggio 1987 Giorgio Casoli PSI Sindaco
22 maggio 1987 17 giugno 1990 Mario Silla Baglioni PSI Sindaco
18 giugno 1990 12 maggio 1995 Mario Valentini PSI Sindaco
13 maggio 1995 30 giugno 1999 Gianfranco Maddoli L'Ulivo Sindaco
1º luglio 1999 23 giugno 2009 Renato Locchi DS Sindaco
24 giugno 2009 7 giugno 2014 Wladimiro Boccali PD Sindaco
8 giugno 2014 in carica Andrea Romizi FI Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Perugia è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Baseball[modifica | modifica sorgente]

In forte espansione, il baseball perugino conta di 5 squadre principali: la Fortebraccio Baseball Perugia, la Libertas Baseball Perugia, il Perugia Baseball Club, il CUS Unistra Perugia (la squadra dell'Università per Stranieri di Perugia) e la Amatori Libertas Perugia.

Basket[modifica | modifica sorgente]

Il Perugia Basket è nato nel 2005. Milita in Serie C regionale, dopo aver raggiunto come suo apice la Divisione Nazionale A a cavallo degli anni duemila e duemiladieci.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

In ambito maschile, la più importante formazione calcistica della città è l'AC Perugia Calcio. Fondata nel 1905, è stata successivamente rifondata nel 2005 e poi ancora nel 2010, dopo due fallimenti dovuti a problemi di tipo economico-finanziario. Dalla stagione 2014-2015 milita in Serie B. In Italia, la squadra ha disputato 13 campionati di Serie A con buoni piazzamenti, fino a raggiungere, guidata dal presidentissimo Franco D'Attoma, il secondo posto in massima serie nell'annata 1978-1979, diventando al contempo la prima formazione a chiudere un torneo di A senza subire sconfitte: da quest'imbattibilità, e per la seconda piazza in campionato, quella squadra è conosciuta come Perugia dei miracoli. In campo internazionale, ha partecipato per due volte alla Coppa UEFA, nel 1979-1980 e nel 2003-2004; quest'ultima grazie alla vittoria della Coppa Intertoto nel 2003, primo trofeo UEFA vinto dalla società.

Vi è inoltre una seconda squadra cittadina, l'ASD Pontevecchio della frazione di Ponte San Giovanni. Nata nel 1945, ha ottenuto come maggior risultato la conquista della Coppa Italia Dilettanti nella stagione 2006-2007. Dal 2007-2008 milita in Serie D, massima categoria raggiunta nella sua storia.

In città è praticato anche il calcio a 5 grazie al Perugia C5, formazione sorta nel 1996 che, nel suo palmarès, vanta la conquista nel 2005 di uno scudetto e di una Supercoppa italiana; a ciò si aggiungono inoltre alcuni titoli nelle categorie minori, e una partecipazione europea alla Futsal Cup nell'annata 2005-2006. Inattiva dal 2008 al 2012, la squadra è ritornata in vita grazie al Truffarelli C5, altra società perugina che ne ha acquisito il titolo sportivo. Dal 2012-2013 milita in Serie C1.

Per quanto concerne il calcio femminile, dal 1992 è presente nel capoluogo umbro l'AFD Grifo Perugia, squadra che dalla stagione 2012-2013 milita nella principale categoria nazionale, la Serie A.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

In campo maschile, la città si è affacciata per la prima volta nel massimo campionato nazionale all'inizio degli anni duemila, col Perugia Volley che, nato nel 2001, ha militato in Serie A1 dal 2002 al 2010, vincendo la Challenge Cup 2009-2010 e raggiungendo la finale scudetto nella stagione 2004-2005. Nel 2010, tale squadra ha cambiato denominazione in Umbria Volley e si è trasferita a San Giustino; nello stesso anno è arrivata nel capoluogo umbro una nuova società, la Sir Safety Umbria Volley (originariamente nata a Bastia Umbra nel 2001), che dal 2012 milita in A1.

In campo femminile, la città vantava una delle più titolate formazioni d'Italia e d'Europa, la Sirio Perugia, con un palmarès che comprendeva tra gli altri tre scudetti e due Champions League, oltre a vari trofei in ambito nazionale e internazionale; la società, fondata nel 1970, si è sciolta nel 2011. Nello stesso anno, è nata un'omonima formazione che ne ha ereditato il titolo sportivo, attualmente militante nel campionato di Prima Divisione.

Pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Perugia ha due squadre (maschili) la L.R.N. Perugia e la Gryphus le due squadre giocano nel campionato regionale di Serie C (Umbria-Marche).[senza fonte]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

A Perugia c'è la presenza di due squadre maschili, il CUS Rugby Perugia e l'Amatori Rugby Perugia, e una femminile, la Rugby Perugia Ragazze. Vi è anche la sezione "minirugby" cioė il rugby dei bambini divisi per etá: categoria u 6,u 8, u 10, u 12 e u 14 dopo le quali inizia il vero e proprio rugby.Anche gli over 50 però hanno la possibilitá di correre assecondando i lori figli con la categoria old rugby le cui regole equivalgono a quelle dell' u 10.[senza fonte]

Arti marziali[modifica | modifica sorgente]

Le arti marziali a Perugia sono presenti dagli anni sessanta con le tecniche cinesi, a cui ha fatto seguito il judo. In un secondo momento sono approdate anche karate contact (chiamato successivamente kickboxing), karate, taijiquan, jūjutsu, kendo, aikido, taekwondo e, in questi ultimi anni, il krav maga.[enciclopedico? fonti?]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Centro sportivo di Pian di Massiano[modifica | modifica sorgente]

Personalità sportive legate a Perugia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico (dati provvisori) al 30/09/2013
  2. ^ Tabella climatica
  3. ^ Caro Viario, Maria Rita Zappelli, Guerra Edizioni, 1999
  4. ^ Il punto in cui le truppe piemontesi riuscirono a penetrare nella cerchia muraria della città è l'arco che si trova fra via XIV Settembre e via Snella. Accanto all'arco una lapide ricorda l'episodio, e la via sottostante l'arco, infatti, ha preso il nome proprio di via XIV Settembre in memoria della storica giornata. Un'altra via, a ridosso del centro storico di Perugia, è stata intitolata al generale Manfredo Fanti che nell'occasione comandava le truppe.
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.237-38.
  6. ^ Onorificenze della Presidenza della Repubblica
  7. ^ Ottorino Guerrieri. Il Teatro Turreno in Perugia. Rivista Augusta Perusia, 1954
  8. ^ Statistiche demografiche al 31 dicembre 2006, ISTAT Statistiche demografiche ISTAT .
  9. ^ Stima del numero di posti letto richiesti da studenti fuori sede al 2001 Piano Perugia - Europa 2003-2013, dinamiche demografiche.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Statistiche demografiche al 31 dicembre 2010, ISTAT Statistiche demografiche ISTAT
  12. ^ Perugia. Presidente Corte d'Appello: siamo crocevia stupefacenti - fuoriluogo.it
  13. ^ Droga/ Bocci (Pd) interroga il ministro sulla situazione di Perugia
  14. ^ Escalation Overdosi In Umbria. Radicali: Servono Nuovi Strumenti Per Ridurre Il Danno
  15. ^ La dura realtà e il riscatto che Perugia merita
  16. ^ Allarme dell'antimafia: Perugia crocevia del traffico e dello spaccio di droga | Giornale dell'Umbria
  17. ^ L'Umbria cuore nero d'Italia per le morti di overdose
  18. ^ Inchiesta La7 su droga a Perugia, Boccali replica "Allarme eroina non sottovalutato. Mancano fondi"- Video La7
  19. ^ Dati dell'ufficio di statistica del MUR 2006
  20. ^ Cfr. il sito della Perugina
  21. ^ Podisti.net
  22. ^ Articolo su Corriere dell'Umbria
  23. ^ Risposta del Ministero al Pdl
  24. ^ Istat
  25. ^ Rur-Censis, 2004
  26. ^ Aeroporto internazionale dell'Umbria Perugia S.Egidio - Struttura di Missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia
  27. ^ Perugia al passaggio del secolo. La prima fase modernizzante fra Otto e Novecento. Editoriale Umbra, AA VV. Perugia, 2000.
  28. ^ Comune di Perugia, Dalle scale mobili al minimetrò
  29. ^ Minimetrò S.p.A. Minimetrò S.p.A. - L'opera di trasporto pubblico per Perugia.
  30. ^ (EN) Città gemellate con Bratislava dal suo sito ufficiale. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  31. ^ (RO) Città gemellate dal sito di Costanza. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  32. ^ Città gemellate dal sito di Perugia. URL consultato il 9 maggio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Crispolti, Perugia Augusta, Perugia, Tomasi e Zecchini, 1648
  • Pompeo Pellini, Dell'historia di Perugia, Venezia 1664 (ristampa anastatica: Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1968, ISBN 88-271-0276-0)
  • Luigi Bonazzi, Storia di Perugia dalle origini al 1860, Perugia, Tipografia di Vincenzo Santucci, 1875-1879
  • Giovanni Battista Rossi Scotti, Guida illustrata di Perugia Perugia, Tipografia di G. Boncompagni e C., 1878
  • Roberto Abbondanza (a cura di), Il notariato a Perugia, Mostra documentaria e iconografica per il XVI Congresso Nazionale del Notariato (Perugia, maggio-luglio 1967), in Fonti e Strumenti per la Storia del Notariato Italiano, I, Roma, Consiglio Nazionale del Notariato, 1973
  • Alberto Grohmann, Le città nella storia d'Italia. Perugia, Roma-Bari, Laterza, 1981, ISBN 88-420-1877-5
  • Ottorino Gurrieri, Storia di Perugia, Perugia, Simonelli, 1982
  • Margaret Symonds, Lina Duff Gordon, Perugia, la sua storia, i suoi monumenti, Bologna, Atesa Editrice, 1986, ISBN 0-8115-0865-X
  • Raffaele Rossi, Storia illustrata delle città dell'Umbria, Perugia Milano, Elio Sellino Editore, 1993, ISBN 88-236-0051-0
  • Uguccione Ranieri di Sorbello, Perugia della Bell'Epoca Perugia, Volumnia, 2005, ISBN 88-89024-31-3
  • Mauro Menichelli, Templum Perusiae. Il simbolismo delle porte e dei rioni di Perugia, Perugia, Futura, 2006, pp. 367.
  • Paolo De Bernardi, Storia di Perugia Perugia, Midgard Editrice, 2007, ISBN 978-88-95708-01-0

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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