Diocesi di Senigallia

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Diocesi di Senigallia
Dioecesis Senogalliensis
Chiesa latina
563SenigalliaDuomo.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Ancona-Osimo
Regione ecclesiastica Marche
  Diocesi di Senigallia.svg
Vescovo Giuseppe Orlandoni
Vicario generale Luciano Guerri
Vescovi emeriti Odo Fusi Pecci
Sacerdoti 94 di cui 77 secolari e 17 regolari
1.299 battezzati per sacerdote
Religiosi 17 uomini, 105 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 128.580
Battezzati 122.151 (95,0% del totale)
Superficie 580 km² in Italia
Parrocchie 57 (6 vicariati)
Erezione VI secolo
Rito romano
Cattedrale San Pietro Apostolo
Santi patroni Madonna della Speranza
Paolino di Nola
Indirizzo Piazza Garibaldi 3, 60019 - Senigallia (Ancona), Italia
Sito web www.diocesisenigallia.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Senigallia (in latino: Dioecesis Senogalliensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2010 contava 122.151 battezzati su 128.580 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Orlandoni.

Sono patroni della diocesi san Paolino di Nola (commemorato il 4 maggio) e la Madonna della Speranza (2 febbraio).

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi si estende sul territorio di 18 comuni delle Marche, 16 in provincia di Ancona (Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castel Colonna, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Corinaldo, Montemarciano, Monterado, Monte San Vito, Morro d'Alba, Ostra, Ostra Vetere, Ripe, Senigallia, Serra de' Conti) e 2 in provincia di Pesaro e Urbino (Mondolfo, Monte Porzio).

Sede vescovile è la città di Senigallia, dove si trova la basilica cattedrale di San Pietro Apostolo.

Il territorio è suddiviso in 57 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati foranei: zona est (Senigallia), zona sud (Chiaravalle), zona ovest (Arcevia), zona nord-est (Mondolfo), zona nord-ovest (Corinaldo), zona centro (Ostra).

Storia[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Senigallia risale al VI secolo ed inizialmente comprendeva il territorio della città romana di Sena Gallica e l'ager circostante. Il primo vescovo storicamente documentato è Venanzio, che partecipò al sinodo di Roma nel 502 sotto papa Simmaco. Allo stesso sinodo era presente anche Martiniano, vescovo della confinante diocesi di Ostra, che si estendeva nella media valle del Misa. Questa diocesi fu successivamente inglobata in quella di Senigallia, probabilmente in corrispondenza dell'abbandono della città romana di Ostra, circa alla metà del VI secolo.

Secondo la tradizione, all'epoca del presunto vescovo Sigismondo (fine del VI secolo) arrivarono miracolosamente a Senigallia via mare le reliquie Gaudenzio, martire e vescovo di Rimini, per il quale la regina Teodolinda avrebbe costruito una basilica a lui dedicata.

Nel 1057 papa Vittore II per sovvenire alla povertà del vescovo di Fossombrone, distaccò dalla diocesi di Senigallia la Massa di Sorbetolo e l'attribuì alla mensa vescovile di Fossombrone con tutti i diritti: così Loretello, Nidastore, Montesecco, San Pietro e Palazzo divennero parte integrante della diocesi di Fossombrone.

Al vescovo Benno e ai suoi successori, papa Onorio III, con la bolla In eminenti[1] del 29 maggio 1223, concesse e confermò tutti i privilegi ed i possedimenti della mensa episcopale di Senigallia. Oltre ad indicare le parrocchie ed i confini della diocesi, la bolla indica che all'epoca la cattedrale era dedicata a San Giovanni Battista. In seguito, dopo la distruzione della città ad opera dei Saraceni nel 1264, fu eretta la cattedrale in onore di San Paolino, consacrata dal vescovo Filippo il 4 maggio 1271.

Nel XIV secolo, il vescovo Giovanni d'Ancona, a causa della decadenza di Senigallia, chiese ed ottenne di trasferire la sede episcopale a Corinaldo.

Nel 1563 la diocesi, fino a quel momento immediatamente soggetta alla Santa Sede, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Urbino.

L'attuale cattedrale, la quinta della diocesi, fu voluta dal cardinale Bernardino Honorati; i lavori, iniziati nel 1762, furono ultimati nel 1790; la chiesa fu consacrata col titolo di San Pietro apostolo il 4 luglio 1790. La facciata invece fu rifatta nel 1877 e finanziata da papa Pio IX, originario di Senigallia.

L'11 marzo 2000 la diocesi è stata staccata dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado ed è stata resa suffraganea della sede metropolitana di Ancona-Osimo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 128.580 persone contava 122.151 battezzati, corrispondenti al 95,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 109.919 110.000 99,9 162 111 51 678 63 283 49
1970 109.960 110.000 100,0 151 111 40 728 42 281 57
1978 117.000 117.600 99,5 134 99 35 873 47 265 60
1990 117.450 118.250 99,3 130 89 41 903 44 213 56
1999 117.100 118.200 99,1 116 86 30 1.009 1 31 143 57
2000 117.100 118.200 99,1 112 86 26 1.045 1 27 141 57
2001 119.550 120.788 99,0 106 83 23 1.127 1 23 137 57
2002 117.145 120.148 97,5 104 83 21 1.126 1 21 130 57
2003 117.145 120.148 97,5 100 81 19 1.171 1 19 128 57
2004 118.200 122.829 96,2 98 79 19 1.206 1 19 138 57
2010 122.151 128.580 95,0 94 77 17 1.299 5 17 105 57

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 388-390.
  2. ^ Visidono, Guglielmo e Unichildo sono menzionati da Cappelletti, ma esclusi da A. Polverari (Cronotassi dei Vescovi di Senigallia, Editrice Fortuna, Fano 1992; cfr. cronotassi nel sito web della diocesi), che al loro posto menziona un Teberto nel 1103.
  3. ^ Secondo Cappelletti, questo anonimo potrebbe essere lo stesso Giacomo II.
  4. ^ Questo vescovo è escluso dal Cappelletti, che lo identifica con Trasmondo I.
  5. ^ Durante la vacanza della sede, fu nominato amministratore apostolico Giusto Recanati.
  6. ^ Durante la vacanza della sede, furono nominati amministratori apostolici: Giovanni Battista Pardini (1965 - 1968) e Costanzo Micci (1968 - 1971).

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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