Papa Clemente II

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Papa Clemente II
ClemensII.jpg
149º papa della Chiesa cattolica
Elezione 24 dicembre 1046
Consacrazione 25 dicembre 1046
Fine pontificato 9 ottobre 1047
Predecessore papa Gregorio VI
Successore papa Benedetto IX
Nome Suidgero di Morsleben e Hornburg
Nascita Hornburg, 1005
Morte Pesaro, 9 ottobre 1047
Sepoltura Cattedrale di Bamberga

Clemente II, nato Suidgero dei signori di Morsleben e Hornburg (Hornburg, 1005Pesaro, 9 ottobre 1047), fu il 149º papa della Chiesa cattolica dal 25 dicembre 1046 alla sua morte.

Vescovo di Bamberga e Cancelliere di Enrico III[modifica | modifica sorgente]

Nato in Bassa Sassonia dal matrimonio tra Konrad Morsleben von Horneburg con Amulrade[1], Suidgero (Suitger) era persona stimata sia da Corrado II che dal figlio di Enrico III, il quale lo nominò cappellano personale e poi cancelliere. Da qui, l'ascesa nella gerarchia ecclesiastica: fu infatti nominato dall'imperatore come vescovo di Bamberga, prendendo possesso della diocesi l'8 settembre 1040, in seguito alla morte del primo vescovo Eberhard[2]. Il 28 dicembre 1040, Suidgero, ancora diacono, fu consacrato vescovo di Bamberga dall'arcivescovo di Magonza Bardo.[3]

Il legame con la diocesi fu sempre stretto e legato da un profondo legame d'amore: Suidgero la considerava, infatti, come un "sponsa dulcissima"[4]. Grazie alle sovvenzioni del re di Germania Enrico, infatti, poté fondare monasteri. In qualità di cancelliere del sovrano, scese con quest'ultimo in Italia partecipando prima alle trattative piacentine con Gregorio VI, per poi partecipare al Concilio di Sutri, che vide la deposizione di Papa Silvestro III (già deposto il 10 marzo 1045) l'abdicazione di Papa Gregorio VI, decise ambedue il 20 dicembre 1046, e la deposizione di Papa Benedetto IX decisa il 24 dicembre.

Il Pontificato[modifica | modifica sorgente]

Elezione[modifica | modifica sorgente]

Deposti i tre papi, Enrico doveva scegliere un nuovo pontefice. L'intereferenza dell'imperatore nell'elezione pontificia era una prassi di consuetudine nel Medioevo, specie per quegli imperatori germanici appartenenti alla dinastia di Sassonia e dei Salii[5]. Questi, per consolidare il loro dominio, ponevano a capo dei feudi imperiali dei prelati, in quanto non potevano avere figli e quindi impossibilitati a trasmettere i benefici a degli eredi legittimi. Alla loro morte, infatti, i feudi sarebbero ritornati nel demanio imperiale. Nel caso dell'elezione pontificia, l'avere sul trono di Pietro un uomo fedele all'imperatore (meglio se tedesco) era sicuramente una garanzia per i buoni rapporti tra Santa Sede e l'Impero di Germania. Inoltre Enrico, uomo pio e vicino al movimento riformatore di Cluny, intendeva porre fine agli abusi della nobiltà romana e pertanto propose una rosa di prelati tedeschi rinomati per l'illibatezza dei costumi. In primo luogo, Enrico aveva scelto Adalberto arcivescovo di Amburgo-Brema come candidato, ma, al rifiuto di questi, si diresse subito sul suo cappellano, Suidgero, che subito accettò[6]. L'elezione fu confermata anche con il beneplacito del clero e del popolo romano.[7]

Pontificato (1046-1047)[modifica | modifica sorgente]

Il suo breve papato iniziò con la consacrazione, nel giorno di Natale, di Enrico III e di sua moglie Agnese di Poitou a San Pietro come imperatori del Sacro Romano Impero Germanico. Nel gennaio dell'anno successivo, Clemente fece sentire il suo spirito autenticamente riformatore: convocò difatti un concilio in cui vennero promulgati dei decreti contro la simonia[8]. In questo concilio spiccò per il suo contributo il vescovo Poppone di Bressanone, destinato a succedergli come Papa Damaso II. Il potere di Clemente, però, si basava sulla forza militare di Enrico: qualora il sovrano avesse deciso di ritornarsene in Germania, Clemente sarebbe stato travolto dalle forze dell'ex pontefice Benedetto[9]. Infatti, il papa tedesco seguì Enrico in Germania, per poi ritornasene definitivamente a Roma nell'ottobre del 1047.

La morte per avvelenamento[modifica | modifica sorgente]

Deciso a fronteggiare da solo i Tuscolani, Clemente morì prima ancora di rimettere piede a Roma. Morì infatti il 9 ottobre 1047 nel monastero di S.Tommaso sull'Aposella nei pressi di Pesaro[10], avvelenato secondo alcuni dall'ex-papa Benedetto,[11]come venne riferito da alcuni contemporanei, e venne seppellito nel Duomo di Bamberga. Fu l'unico papa della storia ad essere sepolto in Germania.[12] Il sarcofago di Clemente II fu aperto il 22 ottobre 1731 per volere di papa Clemente XII e si scoprì che il Papa era biondo e alto 1,90 m.[11] Il sarcofago fu riaperto il 3 giugno 1942 per volere di papa Pio XII e nelle ossa fu riscontrato un alto tasso di piombo, il che confermerebbe l'ipotesi dell'avvelenamento.[11]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/clemente-ii_%28Enciclopedia_dei_Papi%29/
  2. ^ Ibidem
  3. ^ Ibidem
  4. ^ Regesta Pontificum Romanorum, nr. 4149, citato in "Clemente II" in "Enciclopedia dei Papi online"
  5. ^ Massimo Montanari, Storia Medievale, Laterza
  6. ^ Enciclopedia dei papi online, "Clemente II"
  7. ^ Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, Newton&Compton editori, pag.370
  8. ^ I papi...pag.370
  9. ^ I papi...pag.371
  10. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/clemente-ii_%28Enciclopedia_dei_Papi%29/
  11. ^ a b c John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p.392
  12. ^ I papi...p. 371

Bibliografia/Sitografia[modifica | modifica sorgente]

  1. (DE) Karl Mittermaier, Die deutschen Päpste. Benedikt XVI. und seine deutschen Vorgänger, 2006
  2. John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 1989, ISBN 88-384-1326-6
  3. Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, Newton&Compton editori
  4. Regesta Pontificum Romanorum
  5. Massimo Montanari, Storia Medievale, Laterza

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  1. www.treccani.it/enciclopedia dei Papi

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Papa Gregorio VI 24 dicembre 1046 - 9 ottobre 1047 Papa Benedetto IX
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Eberardo I 1040-1046 Hartwig von Bogen

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