Prima coalizione

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Guerre della prima coalizione
Philippoteaux Felix - Bonaparte a la bataille de Rivoli.jpg
Data 1793 - 1797
Luogo Francia, Europa centrale, Italia, Belgio, Olanda, Spagna, Caraibi
Esito Vittoria francese
Modifiche territoriali Belgio, Renania e alcune isole veneziane alla Francia
Parte della Repubblica di Venezia al Sacro Romano Impero
Schieramenti
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Si chiamò prima coalizione l'alleanza formatasi nel 1793 (e che durò fino al 1797) tra le potenze europee contro la Francia rivoluzionaria.

I fatti che portarono all'istituzione di questa alleanza furono in primo luogo la dichiarazione di guerra francese al Sacro Romano Impero Germanico il 20 aprile 1792, e quindi l'attacco della Prussia in seguito alla pubblicazione del manifesto di Brunswick (25 luglio 1792). Le provocazioni francesi come l'esportazione della rivoluzione e il ghigliottinamento di Luigi XVI nel gennaio 1793, nonché dell'offensiva condotta sulla Schelda, convinsero definitivamente alcuni stati (elencati nel successivo paragrafo) dell'esigenza di stipulare un'alleanza militare per fermare il comune nemico nel 1793.

Tali potenze lanciarono una serie di offensive alla Francia per terra e per mare. In particolare, la Prussia e la Germania lanciarono offensive dall'Olanda e dal Reno, mentre il Regno Unito si impegnò a supportare le rivolte delle provincie francesi e l'assedio di Tolone.
La nuova repubblica francese subì pesanti sconfitte, come nel caso della battaglia di Neerwinden, e ribellioni interne (guerre di Vandea) a cui rispose il 6 aprile 1793 con il Comitato di salute pubblica e con il servizio militare obbligatorio di massa nell'agosto dello stesso anno. I risultati positivi che ne derivarono portarono all'instaurazione della Repubblica Batava nel maggio 1795 e alla firma, avvenuta un mese prima, con la Prussia, della prima pace di Basilea, seguita il 22 luglio dalla seconda pace di Basilea, quando anche la Spagna del primo ministro Godoy uscì dal conflitto. L'Arciduca Carlo resisté per altri due anni ma alla fine, colpito duramente da Napoleone in Italia, firmò anch'esso i trattati di Loeben e Campoformio sancendo di fatto la sconfitta della prima coalizione.

Indice

[modifica] Stati membri

[modifica] Premesse

Nel tardo 1791, le monarchie europee guardavano allarmate lo sviluppo della Francia, e presero in considerazione l'ipotesi di intervenire in aiuto del re Luigi XVI o per approfittare del caos che regnava in quello che fino a poco tempo prima era il suo regno. Il personaggio chiave di questo periodo fu il Sacro Romano Imperatore Leopoldo II, fratello della regina francese Maria Antonietta: il 27 agosto, insieme al re Federico Guglielmo II di Prussia, emanò la dichiarazione di Pillnitz in cui si esprimeva tutto l'interesse dei due monarchi per il ritorno al potere di Luigi XVI e della sua famiglia, altrimenti si sarebbero verificate gravi conseguenze.

Oltre ai motivi ideologici di attrito, fra gli stati era da tempo in atto una disputa per i territori dell'Alsazia.

[modifica] La Francia dichiara guerra

Alla fine, il 20 aprile 1792, l'Assemblea legislativa francese dichiarò guerra alla Prussia e al Sacro Romano Impero nonostante l'opposizione del generale Dumouriez (costui in seguito si avvicinò alle posizioni rivoluzionarie e cercò di far cadere il governo girondino, ma non ci riuscì ed emigrò in Austria).

I rivoluzionari girondini, sotto l'influenza di Jacques Pierre Brissot, speravano che la guerra, oltre ad esportare i loro ideali, creasse un'emergenza nazionale delle potenze nemiche tale da accelerare la loro sconfitta[6], mentre i monarchici cercarono di provocare l'intervento straniero che secondo loro avrebbe ristabilito l'ordine[6]. Inoltre già nel 1791 Luigi XVI sperava in un'entrata in guerra del suo paese, sperando che una sconfitta forse lo avrebbe riportato in auge, ed incoraggiò anche i girondini per conseguire il comune obiettivo.

[modifica] Alti e bassi della Francia

Subito Dumouriez preparò l'invasione dei possedimenti asburgici in Olanda, ma l'esercito francese era disorganizzato ed insufficiente per far fronte al nuovo compito, così all'inizio si verificarono sconfitte e diserzioni.
Mentre la Francia tentava di arginare questi problemi, il generale prussiano Carlo Guglielmo Ferdinando stava assemblando un esercito presso Coblenza, con il quale iniziò l'invasione del suolo francese nel luglio 1792 conquistando facilmente le fortezze di Longwy e Verdun, quindi pubblicò uno scritto del principe emigrato Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé con il quale faceva presente il suo intento di restaurare la monarchia e di reprimere ogni forma di ribellione. Anziché spaventare i rivoluzionari, queste azioni servirono piuttosto a motivarli e a far arrestare Luigi XVI.

L'avanzata proseguì, ma il 20 settembre 1792 i prussiani subirono una battuta d'arresto nella battaglia di Valmy anche per merito del generale francese Kellermann. La constatazione del fatto che la guerra stava diventando troppo lungo e costosa, indusse Carlo Guglielmo Ferdinando a ritirare il suo esercito per evitare altre sconfitte.
Nel frattempo l'esercito rivoluzionario aveva conseguito brillanti successi riuscendo ad occupare parte del Ducato di Savoia, Nizza e numerose città tedesche lungo il Reno (generale de Custine), mentre Dumouriez lanciò una nuova offensiva in Belgio strappando al Sacro Romano Impero la vittoria nella battaglia di Jemappes il 6 novembre, prendendo possesso di tutto il paese entro la fine dell'inverno.

[modifica] Le guerre dal 1793 al 1797

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Guerre rivoluzionarie francesi.

Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI venne ghigliottinato per ordine del governo rivoluzionario dopo un breve processo. Spagna, Napoli e Olanda si unirono alla prima coalizione, e anche il Regno Unito, inizialmente riluttante, entrò a farne parte. La risposta francese non si fece attendere molto, e iniziò così il reclutamento di massa della popolazione abile al servizio militare per incrementare le file dell'esercito.
Inizialmente comunque i rivoluzionari furono costretti a lasciare il Belgio e scoppiarono rivolte ad ovest e a sud, ma entro la fine dell'anno furono ristabiliti i confini prebellici e domate tutte le insurrezioni.

Il 1794 vide le forze francesi vincenti eccetto nel Piemonte e nelle colonie, dove la flotta inglese catturò Martinica, Santa Lucia e Guadalupa (quest'ultima riconquistata dalla flotta francese): in Spagna venne preso possesso di San Sebastián, in Belgio fu vinta la battaglia di Fleurus e occupata la Renania.

Nel 1795, dopo aver catturato l'Olanda l'inverno dell'anno precedente, la Francia vi fondò la Repubblica Batava, dando così vita ad uno stato fantoccio. Più tardi la Prussia firmò la pace (Pace di Basilea del 5 aprile) riconoscendo alla Francia il possesso della Renania, seguita poco tempo dopo dalla Spagna (Pace di Basilea del 22 luglio) che ottenne in cambio il ritiro delle truppe nemiche dai Pirenei.
Il Regno Unito cercò invece invano di rinforzare i ribelli in Vandea e di fomentare rivolte a Parigi, ma anche qui fallirono a causa del pronto intervento di Napoleone Bonaparte, capo del Direttorio. Una nota negativa per i francesi fu quella causata dal generale Jean-Charles Pichegru, che si ritirò dal Reno evacuando la città di Mannheim determinando la sconfitta del collega Jean-Baptiste Jourdan che stava assediando Magonza.

Il 1796 vide le truppe francesi intente ad organizzare una grande offensiva simultanea volta alla conquista di Vienna: Jourdan e Moreau, partiti dal Reno, si sarebbero dovuti incontrare in Tirolo con Napoleone, che nel frattempo avrebbe dovuto conquistare il nord Italia, e da qui proseguire per la città austriaca.
Mentre Moreau compì una rapida avanzata, Jourdan fu sconfitto dall'Arciduca Carlo e si dovette ritirare. Napoleone invece ebbe pieno successo riuscendo a sconfiggere separatamente gli eserciti del Regno di Sardegna e del Sacro Romano Impero, costringendo il primo a firmare il trattato di Parigi obbligandolo a cedere il Ducato di Savoia e Nizza. I suoi uomini entrarono a Milano, e mentre assediarono Mantova sconfissero gli asburgici dei generali Würmser e Alvinczy.
Non riuscì invece il generale Lazare Hoche, a causa della presenza della Royal Navy, a far sbarcare i suoi uomini in Irlanda.

Nell'ultimo anno di vita della prima coalizione, il 1797, Napoleone terminò vittoriosamente l'assedio di Mantova facendo 18.000 prigionieri e conquistò il Tirolo. A questo punto Il Sacro Romano Impero firmò l'atto di resa, anche perché Moreau e Hoche avevano iniziato un nuovo attacco lungo il Reno. Il trattato di Campoformio fu quindi siglato in ottobre, e in esso si specificava la cessione del Belgio, della Renania alla Francia, l'antica Repubblica di Venezia venne divisa tra le due nazioni e fu riconosciuta la Repubblica Cisalpina. Anche se la Gran Bretagna restava ufficialmente in guerra, la prima coalizione ebbe termine con questo trattato.

Seguì il Congresso di Rastatt, il cui fallimento diede la stura alla seconda coalizione.

[modifica] Note

  1. ^ Neutrale dalla pace di Basilea (5 aprile 1795) del 5 aprile 1975
  2. ^ Alleata della Francia dal 1795 per effetto della pace di Basilea
  3. ^ Alleata della Francia dal 1976 in seguito al trattato di San Ildefonso
  4. ^ Virtualmente tutti quelli esistenti all'epoca, incluso lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia
  5. ^ Arrivate in seguito allo scioglimento della Confederazione Polacco-Lituana nel 1795 e alla terza spartizione della Polonia
  6. ^ a b Enciclopedia Collier 1993, P.F. Collier.

[modifica] Voci correlate

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