Bormida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Bormida (disambigua).
Bormida
comune
Bormida – Stemma
Il municipio di Bormida
Il municipio di Bormida
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Daniele Galliano (Lista civica "Galliano Sindaco") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°16′43.77″N 8°14′00.1″E / 44.278825°N 8.233361°E44.278825; 8.233361 (Bormida)Coordinate: 44°16′43.77″N 8°14′00.1″E / 44.278825°N 8.233361°E44.278825; 8.233361 (Bormida)
Altitudine 585 m s.l.m.
Superficie 22,43 km²
Abitanti 398[1] (31-12-2011)
Densità 17,74 ab./km²
Frazioni Chiesa (sede comunale), Piano Soprano, Piano Sottano
Comuni confinanti Calice Ligure, Calizzano, Mallare, Osiglia, Pallare, Rialto
Altre informazioni
Cod. postale 17040
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009014
Cod. catastale B048
Targa SV
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 678 GG[2]
Nome abitanti bormidesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bormida
Posizione del comune di Bormida nella provincia di Savona
Posizione del comune di Bormida nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Bòrmida (Búrmia[3] o Bormia[4] in ligure) è un comune italiano di 398 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria. La sede comunale è situata presso la frazione di Chiesa.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è ubicato nell'alta val Bormida, nei pressi del ramo del fiume Bormida di Pallare, tra le vette montane del Settepani (1386 m), del Ronco di Maglio (1108 m) e della Rocca Roluta (877 m).

Il territorio comunale è compreso tra un'altitudine minima di 420 m e una massima di 1386 m della vetta del Settepani tra boschi di castagni e faggi. Proprio la massiccia presenza di aree boscose - circa i 4/5 dell'intero territorio - fanno di Bormida il comune più boscoso[5] della Liguria.

La circoscrizione del Comune è costituita dalle tre frazioni di Chiesa (sede comunale), Piano Soprano e Piano Sottano per una superficie territoriale di 22,43 km2. Lo statuto riconosce inoltre gli agglomerati di Baltera, Costa, Delfini, Fornelli, Navoni, Pirotti, Resi e Romana[6]

Confina a nord con il comune di Pallare, a sud con Calizzano e Rialto, ad ovest con Osiglia, ad est con Mallare e Calice Ligure. Dista circa 31 km ad ovest di Savona e 85 km ad ovest di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le vallate bormidesi furono sicuramente abitate già nell'antichità dai Liguri Statielli.

Rimaste spopolate dalle incursioni saracene, probabilmente fu solo dopo il 1179, favorite dalle nozioni apportate dai frati dell'abbazia di Fornelli, che si svilupparono le prime borgate. Anticamente Bormida faceva parte con Osiglia di un'unica comunità, se ne affrancò invece dal punto di vista ecclesiastico costruendo una propria parrocchiale titolata a San Giorgio nel 1481.

Dominio dei marchesi Del Carretto del ramo di Millesimo, fu nel corso del XIV secolo che passò ai Del Carretto del ramo di Finale. Nel 1393 il territorio, come da omaggio del marchese carrettesco, rientrò tra i possedimenti di Teodoro II del Monferrato nel marchesato omonimo. Fu Manuele Del Carretto, signore di Finale, nel 1417 a cedere al suo parente marchese Marco Del Carretto quella parte del territorio dello stato monferrino comprendente gli attuali borghi di Bormida, Calizzano, Massimino, Osiglia e Pallare al nuovo ramo carrettesco di Calizzano, quest'ultimo più vicino alla politica genovese e meno a quella finalese.

Alla fine del Cinquecento saranno gli stessi marchesi di Calizzano a cedere ogni diritto e bene ad Alfonso II Del Carretto, signore del marchesato di Finale. Proprio al XVI secolo risalirebbe la prima citazione ufficiale su Bormida in un atto notarile del marchese carrettesco concedente privilegi alla popolazione locale. Il marchesato verrà in seguito ceduto agli spagnoli (1601) e del quale Bormida ne seguì le sorti rientrando, assieme ad Osiglia, nella podesteria retta da un podestà nominato dal governatore spagnolo di Finale.

Conobbe un periodo di sviluppo attorno alla metà del XVII secolo per la presenza di tre ferriere e un molino, ma soprattutto per la costruzione nel 1666 della nuova via carrozzabile di fondovalle dell'ingegnere Gaspare Berretta - detta "via della Regina" o "di Spagna" - così chiamata perché costruita in occasione del passaggio di Margherita Teresa di Spagna in viaggio verso Vienna per raggiungere il suo sposo, l'imperatore Leopoldo I d'Asburgo, che collegava il porto di Finale a Milano.

Tra il 1713 e il 1714 la Repubblica di Genova acquistò le terre del marchesato finalese, omettendo per ragioni commerciali la manutenzione dell'importante arteria viaria che divenne ben presto a larghi tratti impraticabile. Dopo le prime avvisaglie delle guerre napoleoniche, nel 1795, i bormidesi inaugurarono in fretta la nuova parrocchiale della quale stavano terminando i lavori di ampliamento, terminata poi nel 1814. Nel 1796 la devastazione e la distruzione segnò il passaggio delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte nella prima campagna d'Italia; una trincea fu realizzata presso le pendici del Ronco di Maglio poco prima della celebre battaglia di Montenotte del 12 aprile.

Con la dominazione francese il territorio di Bormida rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del IX Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Bormida fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861; risale al 1834 la separazione delle due località di Bormida e Osiglia in due distinti comuni autonomi. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale bormidese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Bormida-Stemma.png
« Semipartito troncato: il PRIMO, di verde, alla sbarra diminuita e ondata, di azzurro, fluttuosa di argento; il SECONDO, d'oro, alle cinque bande, di rosso; il TERZO, di azzurro, alle tre montagne di verde, fondate in punta, la montagna centrale più alta e più larga, con i declivi visibili, le montagne laterali con i declivi in banda e in sbarra parzialmente celati dalla montagna centrale. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[9])
« Drappo partito di giallo e di verde »
(Descrizione araldica del gonfalone[9])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati concessi con il Decreto del Presidente della Repubblica datato al 20 ottobre 2003[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Ex oratorio della confraternita di Santa Maria Maddalena, del XVII secolo e attiguo alla parrocchiale di San Giorgio, oggi convertito e trasformato in teatrino comunale.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo "la Ferriera" presso la frazione di Piano Soprano. Circondato da un ampio e colorito parco, deriva il suo nome dalla precedente lavorazione del ferro, principale attività del borgo praticata dal XVII al XIX secolo.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale di Bormida sono presenti e preservati due siti di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il primo sito - condiviso con Osiglia, Mallare e Pallare - è collocato nell'area boschiva del Ronco di Maglio e zone adiacenti in cui insistono faggete (Fagus sylvatica) e boschi misti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area il giglio martagone (Lilium martagon) e la campanula toscana (Campanula medium). Tra gli uccelli il picchio muratore (Sitta europaea) e il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus); tra gli invertebrati il Carabus solieri liguranus, Philorhizus liguricus e Haptoderus apenninus[10].

Il secondo - condiviso con Bardineto, Boissano, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Loano, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto (Italia)| e Toirano - è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell'Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros)[11].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La navata centrale della parrocchiale di San Giorgio di Bormida

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[13] i cittadini stranieri residenti a Bormida sono 17, pari al 4,17% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le principali risorse locali provengono dall'agricoltura e dai suoi prodotti naturali. Tra le produzioni locali si rammentano i prodotti caseari, formaggi, e raccolta di cereali. Oltre che all'allevamento del bestiame, di pregio è la lavorazione e il commercio del legno.

Sul crinale che separa la valle di Osiglia dalla Bormida di Pallare, tra i comuni di Osiglia e Bormida, è stata installata una fattoria di energia eolica gestita da entrambi i comuni.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Bormida è attraversato principalmente dalla strada provinciale 38 che permette il collegamento stradale con Osiglia, ad ovest, e Mallare ad est; un'ulteriore collegamento viario è la provinciale 15 per Pallare, a nord, e Carcare a sud.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Mauro Core Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Mauro Core Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Graziano Falciani Lista civica Sindaco
1999 2004 Graziano Falciani Lista civica Sindaco
2004 2009 Bruna Cambise Lista civica Sindaco
2009 2014 Bruna Cambise Lista civica "Bormida la nostra terra" Sindaco
2014 in carica Daniele Galliano Lista civica "Galliano Sindaco" Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Bormida, così come in altri comuni della val Bormida e del Basso Piemonte, viene praticato il gioco del pallone elastico, detto localmente balon, con tornei estivi e campionati in diverse categorie in un apposito sferisterio dal 1986.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 107.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dal sito istituzionale del comune di Bormida. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  6. ^ Fonte dallo statuto comunale di Bormida. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 15 novembre 2012.
  11. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 16 novembre 2012.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria