Dichiarazione di Pillnitz

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Dichiarazione di Pillnitz del 1791 di Johann Heinrich Schmidt

La Dichiarazione di Pillnitz fu un'intesa raggiunta dai regnanti di Austria e Prussia dal 25 al 27 agosto del 1791 nel castello di Pillnitz, nelle vicinanze di Dresda. Questa dichiarazione venne interpretata, dall'Assemblea nazionale francese, come una dichiarazione di guerra delle potenze europee.

I partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Alla Convenzione presero parte:

Dopo consultazioni con il conte di Artois (più tardi Carlo X di Francia). I temi principali dei negoziati fra le due maggiori potenze tedesche furono la spartizione della Polonia e la fine della guerra in corso fra Austria ed Impero ottomano. Il principe di Sassonia Federico Augusto I fu l'anfitrione dell'evento ma non partecipò alle conversazioni.

La dichiarazione venne redatta all'ultimo minuto e per l'insistenza dei francesi rifugiati in Austria, che temevano un intervento internazionale. L'obiettivo fu: "consentire al re di Francia di decidere in completa libertà la forma di governo più utile al sovrano interesse della Francia". Ciò significava la coalizione delle potenze europee contro la Rivoluzione francese. Ciò implicava che l'Austria sarebbe entrata in guerra soltanto se fossero entrate le altre potenze europee.

Leopoldo II fece questa dichiarazione per assecondare i desideri dei rifugiati francesi in Austria e per evitare di entrare in guerra. Egli era a conoscenza che il primo ministro britannico, William Pitt il Giovane, non era molto d'accordo e se la Gran Bretagna non fosse entrata in guerra neanche l'Austria l'avrebbe fatto. Tuttavia, l'Assemblea di Parigi interpretò il documento come una dichiarazione di guerra che fece aumentare l'influenza dei deputati radicali, come Brissot, che la chiedevano apertamente.

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