Udine

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Udine
comune
Udine – Stemma Udine – Bandiera
In senso orario: piazza Libertà con la loggia di S. Giovanni ed il castello, l'angelo del castello, il duomo, piazza San Giacomo, la loggia del Lionello, via Mercatovecchio
In senso orario: piazza Libertà con la loggia di S. Giovanni ed il castello, l'angelo del castello, il duomo, piazza San Giacomo, la loggia del Lionello, via Mercatovecchio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Furio Honsell (centrosinistra) dal 2008
Territorio
Coordinate 46°04′00″N 13°14′00″E / 46.066667°N 13.233333°E46.066667; 13.233333 (Udine)Coordinate: 46°04′00″N 13°14′00″E / 46.066667°N 13.233333°E46.066667; 13.233333 (Udine)
Altitudine 113 m s.l.m.
Superficie 56,81 km²
Abitanti 100 514[1] (30-11-2012)
Densità 1 769,3 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Reana del Rojale, Remanzacco, Tavagnacco
Altre informazioni
Lingue italiano, veneto, friulano
Cod. postale 33100
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030129
Cod. catastale L483
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 323 GG[2]
Nome abitanti udinesi
Patrono santi Ermacora e Fortunato
Giorno festivo 12 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Udine
Posizione del comune di Udine nell'omonima provincia
Posizione del comune di Udine nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Il capo e metropoli del Friuli e Udine […] La ditta e nobilissima e grande e populosa.

E in meggio di essa siede uno belissimo Castello fabricato sopra un Monte fatto manualmente… »

(Giovanni Andrea Vavassori, detto il Guadagnino - 1553)

Udine (IPA: [ˈudine][3], Udin in friulano[4], Udine in veneto, Videm in sloveno, Weiden in tedesco antico, Bain in timavese) è un comune italiano di 100.514 abitanti[5], capoluogo dell'omonima provincia in Friuli-Venezia Giulia.

La città è al centro di un'area urbana di circa 177.000 abitanti ed è considerata la capitale storica e capoluogo odierno del Friuli[6].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città è situata al centro della regione friulana. Dista, in linea d'aria, poco più di 20 km dalla Slovenia, e circa 54 km dall'Austria. Ciò la pone in una posizione strategica, presso l'intersezione delle direttrici europee est-ovest (Corridoio 5) e nord-sud (Via Iulia Augusta, ora riconosciuta dall'Unione Europea come parte del Corridoio Baltico-Adriatico[7]), sulla via che porta verso l'Austria e verso l'est europeo.

Sorge in alta pianura, intorno ad un colle isolato (secondo la leggenda edificato da Attila per ammirare l'incendio che lui stesso provocò alla città di Aquileia), in cima al quale è situato il castello, a pochi chilometri dalla fascia collinare, ed è costeggiata dal torrente Cormor a ovest e dal torrente Torre ad est.


Vedute dal Castello
Vista panoramica dal castello della città di Udine verso l'orizzonte nord occidentale, nord e nord orientale del Friuli
Vista sud
Vista sud-ovest
Vista ovest
Vista nord-ovest
Vista nord-ovest

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Udine è prevalentemente continentale, con temperature abbastanza elevate d'estate e relativamente rigide d'inverno, ma con minor continentalità rispetto alle città della pianura Padana centrale e occidentale. L'inverno è la stagione meno piovosa, mentre d'estate sono frequenti i fenomeni temporaleschi, anche accompagnati da forti grandinate. Risulta essere la terza città capoluogo di provincia più piovosa d'Italia dopo Avellino (1.354 mm medi annui il capoluogo irpino) e Gorizia.[senza fonte]

Udine risulta una delle zone meno nevose delle pianure settentrionali, con circa 10 cm di precipitazioni nevose annuali. La decrescita rispetto ai primi decenni del secolo scorso tuttavia è minore rispetto a molte città del Nord-Ovest italiano (13 cm la media a Udine nel 1910, Torino invece ha perso ben 23 cm di nevosità, passando da 55 a 27). Dopo il decennio 1991-2000, con una bassissima media nevosa (4 cm), il decennio attuale mostra un discreto aumento (media di 12 cm), grazie alle abbondanti nevicate del 2005 e 2010. Le nevicate più abbondanti dal gennaio 1985 (50 cm di accumulo) furono:

  • gennaio 1987 (40 cm)
  • 31 dicembre 1996 (30 cm)
  • 21 febbraio 2005 (20–25 cm)
  • 3 marzo 2005 (15 cm)
  • 29 dicembre 2005 20-25 cm)
  • 17 dicembre 2010 (20–25 cm).

Spesso sono differenti gli accumuli da nord a sud della città: verso nord infatti c'è meno disturbo eolico e spesso maggior esposizione alle correnti di SW, vere fautrici delle rare nevicate udinesi. La classica configurazione da neve per Udine è la formazione di un minimo depressionario nel golfo ligure e la sua traslazione verso il golfo di Venezia, con la formazione contemporanea di un minimo ad occhiale. Eccezione alla regole fu il gennaio '85, dove resistette ai venti di scirocco (non troppo forti però) un cuscino freddo formatosi con le straordinarie temperature dei giorni passati (record di freddo con -14,8 °C).

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 7 9 13 17 22 25 28 28 24 19 13 8 17,7
Temperatura minima media (°C) -1 1 3 7 11 15 17 17 13 9 4 0 8,2
Piogge (mm) 89 72 103 119 126 136 79 90 99 124 107 104 1248
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Udine Centro, Stazione meteorologica di Udine Campoformido e Stazione meteorologica di Udine Rivolto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Udine.
Le origini del nome

Toponimo preromano, G. Frau ipotizza una formazione dalla radice *oudh- / *udh- ʿmammellaʾ > ʿcolleʾ, seguita da un suffisso «non del tutto chiaro». Attestazioni: Udene (983), Utinum (latz.[non chiaro] da Ud-; attorno al 1000) altri studiosi fanno derivare il nome da il culto per le ninfe undine che venivano venerate in questo luogo in epoca preromana e romana.

Capitale della regione storica del Friuli, abitata dal neolitico[8], accrebbe presto la sua importanza grazie al declino di Aquileia prima e Cividale poi. Citata in occasione della donazione del castello cittadino da parte dell'Imperatore Ottone II nel 983 con il nome di Udene, dal 1222 divenne una delle residenze dei Patriarchi di Aquileia, grazie al Patriarca Bertoldo di Andechs che si trasferì da Cividale a Udine in seguito ad un terremoto che lesionò la sua residenza (25 dicembre). Per la sua centralità fu sempre più preferita dai Patriarchi, che vi fecero in seguito erigere il palazzo patriarcale. Nel XIV secolo Udine divenne la città più importante della regione per il commercio e i traffici a scapito di Aquileia e Cividale del Friuli. Il 7 giugno 1420, in seguito alla guerra tra Venezia e il Patriarcato di Aquileia, la città venne conquistata dalle truppe veneziane, segnando la caduta e la fine del potere temporale dei Patriarchi. Famiglia nobile friulana di riferimento per conto della serenissima in città quella dei Savorgnan il cui stemma di famiglia diventa, di fatto, quello della città.

La guerra civile del 1511[modifica | modifica sorgente]

Pianta prospettica del 1652 attribuita a Joseph Heintz il Giovane, è conservata presso i civici musei del Castello

La città di Udine fu interessata, a partire dal 27 febbraio 1511, da una guerra civile passata alla storia con il nome di crudel zioba grassa che si rivelò sanguinosa e che si estese presto a tutto il Friuli. Ad aggravare le condizioni della popolazione fu, nei giorni immediatamente successivi, un violento terremoto in seguito al quale si svilupparono numerosi incendi ed il crollo del castello cittadino. Buona ultima, giunse poi la peste a far sì che la situazione peggiorasse ulteriormente.[9] Legato alla Zioba Grassa è l'origine friulana di Romeo e Giulietta, due giovani, Lucina e Luigi, appartenenti alle famiglie rivali dei Savorgnan e dei Da Porto.[10]

Dal dominio veneziano alla prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Tina Modotti, attrice fotografa e rivoluzionaria, come appare nel film del 1920 "Pelle di tigre"

Sotto il dominio della Repubblica di Venezia dal 1420 al 1797, Udine divenne la settima città della Repubblica per importanza e popolazione (la prima se si considera il territorio dell'odierno Friuli-Venezia Giulia) e lo fu sino alla fine del XVIII secolo[11].
Alla parentesi francese dovuta alle campagne napoleoniche, in seguito alla Restaurazione Udine vide il passaggio al Regno Lombardo-Veneto, stato posto sotto la sovranità dell'allora Impero austriaco.
Nel 1848 durante la Prima Guerra d'Indipendenza, la città insorse contro gli austriaci insieme col resto del Friuli. Venne creato un Governo Provvisorio a Palmanova sotto la guida del generale Carlo Zucchi. L'esercito asburgico prese Palmanova, incendiò molti paesi vicini, e infine bombardò Udine, che capitolò. Queste vicende vennero appassionatamente raccontate dalla scrittrice Caterina Percoto, testimone oculare dei fatti. Nel 1866, ci fu l'annessione al Regno d'Italia.

Dalla prima guerra mondiale alla fine del Novecento[modifica | modifica sorgente]

Gaetano Perusini, neuropsichiatra, scopritore insieme ad Alois Alzheimer della malattia di Alzheimer

Durante la prima guerra mondiale Udine fu, fino alla disfatta di Caporetto, sede dell'alto comando italiano, tanto da ricevere l'appellativo di "capitale della guerra". L'ospedale psichiatrico di Sant'Osvaldo, a pochi chilometri dal comando militare delle operazioni di guerra, era stato trasformato nel 1916 in un ospedale militare. I malati di mente vennero trasferiti in altri ospedali italiani ma l'ospedale ospitava comunque un migliaio di degenti, in parte militari. Proprio nei pressi dell'ospedale si costituì un deposito di munizioni. Il 27 agosto del 1917 alle ore 11.00 il deposito di munizioni esplose, causando un disastro del quale non venne mai riconosciuto il numero esatto delle vittime civili e militari e che causò la completa distruzione delle abitazioni di una vastissima zona, della chiesa di Sant'Osvaldo e dell'asilo di Sant'Osvaldo. Il disastro, causato probabilmente dalla sottovalutazione del pericolo di stoccaggio di munizioni e gas da parte dei militari italiani, passò sotto censura da parte delle autorità militari, peraltro in quei mesi presenti in città per dirigere la guerra, e viene ricordato dalla popolazione udinese con il nome di "scoppio di Sant'Osvaldo" o "la Polveriera di Sant'Osvaldo".[12] Meno di due mesi dopo seguì la Disfatta di Caporetto, il 24 ottobre 1917.

Nel primo dopoguerra la città divenne capoluogo della Provincia del Friuli, che comprendeva l'allora provincia di Gorizia (fino al 1927), e le attuali province di Pordenone (fino al 1968) e Udine. Dopo l'8 settembre 1943 venne posta sotto la diretta amministrazione militare del III Reich nell'ambito del Zona d'operazioni del Litorale adriatico che cessò con la fine dell'occupazione tedesca nell'aprile 1945.

Il 6 maggio 1976 la città venne colpita dal disastroso terremoto del Friuli. Sebbene a Udine il numero delle vittime non fu elevato, il Comune e la cittadinanza contribuirono in modo sostanziale alla ricostruzione, organizzando gli aiuti alla popolazione colpita. In seguito al disastroso terremoto, venne nominato dal Governo italiano commissario per la Protezione civile Giuseppe Zamberletti. Proprio in quella occasione nacque una moderna e organizzata Protezione civile italiana.

Gli anni di piombo colpirono anche la città. Nel 1978 ne fu vittima il maresciallo Antonio Santoro.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune

Lo stemma del Comune di Udine è uno scudo bianconero sormontato da una corona ducale, che peraltro riprende lo stemma della Famiglia Savorgnan. Sulla corona ducale è posto un cavallo nascente. Lo scudo è circondato da un ramo di alloro e un ramo di quercia, legati insieme da un nastro tricolore al quale è appuntata la medaglia d'oro al valor militare.

Altri simboli di Udine sono:

  • Ercole e Caco, ovvero le due statue settecentesche poste in piazza Libertà e familiarmente chiamate dagli udinesi in friulano "Floreàn e Venturìn". Le due statue, confiscate dalla città alla famiglia dei Torriani, sono le uniche vestigia superstiti alla distruzione del Palazzo dei Torriani, orginariamente posto in Piazza XX settembre, deliberato dalla Serenissima nel 1717 per punire i potenti e cattivissimi della Torre, originari di Milano.[13]
  • i due mori posti sulla Loggia di Piazza Libertà, di epoca ottocentesca.
  • la squadra di calcio dell'Udinese, che porta i colori cittadini, ovvero il bianco e il nero, ed è una delle più antiche d'Italia essendo nata nel 1896.
  • il Castello di Udine

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città è stata decorata con la croce al merito di guerra (1915-1918).

Udine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fedele alle tradizioni dei padri, anelante a riscattarsi dalla tirannide e a rinascere a libertà, il popolo Friulano, dopo l'8 settembre 1943, sorgeva compatto contro l'oppressione tedesca e fascista, sostenendo per 19 mesi una lotta che sa di leggenda. A domarne la resistenza, il tedesco guidava e lanciava, in disperati sforzi, orde fameliche di mercenari, mentre il livore fascista a servizio delle barbarie tradiva il generoso sangue del popolo. La fede ardente e l'indomito valore delle genti Friulane vincevano sulle rappresaglie, sul terrore, sulla fame. Nelle giornate radiose dell'insurrezione, i suoi ventimila partigiani, schierati dai monti al mare, scattavano con epico eroismo per ridonare a vita ed a libertà la loro terra. Duemilaseicento morti, milleseicento feriti, settemila deportati, ventimila perseguiti sentono ancora nello spirito le ansie e i patemi e nelle carni il bruciore delle ferite e delle torture, testimoniano il cruento e glorioso sacrificio offerto dal popolo, alla madre comune, e dai roghi ardenti dei paesi distrutti si leva al cielo la sacra fiamma dell'amore per l'Italia e per la libertà. Quirinale, 14 giugno 1947[14]»
— Settembre 1943 - maggio 1945

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Le ricorrenze principali della città di Udine:

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Vista di Via Mercatovecchio, nel cuore della città

Tra i monumenti più famosi: il Castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, la piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio. Per quanto riguarda le opere moderne, da segnalare il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, inaugurato nel 1997, il progetto porta la firma dell'ingegner Giuliano Parmegiani e dell'architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore.


Loggia del Lionello
La Loggia del Lionello
La Loggia del Lionello in notturna
La facciata
La Loggia e piazza Libertà
Sotto il porticato
Sotto il porticato
Sotto il porticato
Sotto il porticato con la visuale della Loggia di S. Giovanni

Architetture di piazza Libertà e del castello[modifica | modifica sorgente]

  • Loggia del Lionello
    Affacciata sulla centrale piazza Libertà (in precedenza chiamata Contarena e "Vittorio Emanuele II"), è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali. Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.
  • Loggia e tempietto di San Giovanni
    Di fronte alla loggia del Lionello si trovano la loggia ed il tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall'architetto lombardo Bernardino da Morcote. La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. L'opera che ne risultò ha un vago sapore brunelleschiano. La chiesa, anticamente dedicata a san Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti. Sempre di fronte alla loggia del Lionello, si ergono le statue di Ercole e Caco, attribuite ad Angelo de Putti.
Loggia di San Giovanni e Torre
La loggia di San Giovanni con la torre dell'Orologio
Il porticato di San Giovanni, sullo sfondo la tozza torre del campanile del duomo
Particolare della torre dell'Orologio
Particolare lato della torre dell'Orologio
Particolare del retro della torre dell'Orologio
La loggia di San Giovanni con il castello
La loggia di San Giovanni
La loggia di San Giovanni
  • Torre dell'Orologio
    Inglobata nella loggia di San Giovanni, la torre fu costruita nel 1527 su disegno di Giovanni da Udine che si ispirò alla torre veneziana di piazza San Marco. Alla sua sommità sorgono i due mori che battono le ore su una campana, le attuali sculture in rame risalgono al 1852 ed hanno sostituito quelle originali in legno.
  • Arco Bollani e chiesa di Santa Maria in Castello
    Da piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, progettato da Andrea Palladio e sormontato dal leone di San Marco. Si percorre quindi la loggia del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città. Alla chiesa di Santa Maria è addossata la "casa della Confraternita", edificio medievale restaurato nel 1930. Accanto sorge l'"arco Grimani" eretto nel 1522 in onore del doge omonimo, originariamente situato in via Portanuova e qui ricomposto nel 1902, attraverso l'arco si giunge al piazzale del castello.
  • Il castello
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Udine.
La facciata posteriore del castello e il piazzale
L'imponente costruzione domina il colle e l'intera città di Udine. Da tempo immemorabile, era presente sul colle un sito fortificato testimoniato dai resti neolitici e romani ritrovati sul colle del castello. Dopo numerosi rimaneggiamenti quest'ultimo fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1511. Il 2 ottobre 1517 fu dato avvio alla ricostruzione, che tuttavia si protrasse a lungo nel tempo, per mancanza di fondi, vastità e complessità dei lavori. Questi vennero inizialmente affidati a Giovanni Fontana, che però lasciò la città rinunciando all'incarico nel 1519.
La casa della Contadinanza

L'aspetto romano-cinquecentesco dell'edificio, che lo rende più simile ad una residenza signorile che ad un'infrastruttura militare, è dovuto all'intervento di Giovanni da Udine, che, a partire dal 1547, riprese e portò a termine il cantiere. Altre modifiche interne furono apportate nei secoli successivi per poterlo adibire agli usi più vari: carcere, caserma, sede municipale ecc. Il castello ospita il salone del Parlamento della Patria del Friuli risalente al XII secolo è uno dei più antichi d'Europa.

  • Casa della Contadinanza
    Sullo spiazzo erboso alla sommità del colle del castello, sorge la casa della Contadinanza in cui risiedevano i rappresentanti dei contadini friulani, terzo corpo politico della Patria del Friuli. Quella attuale è la copia qui ricomposta nel 1931 di un edificio risalente al XVI secolo che si trovava tra via Vittorio Veneto e via Rauscedo. L'edificio ha in seguito ospitato l'armeria del castello e nei tempi più recenti è stato adibito a locale per la degustazione di prodotti tipici friulani.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Udine è sede arcivescovile.

La facciata del Duomo

Edificato a partire dal 1236 per volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania. La costruzione venne ultimata in un centinaio di anni. A fianco del Duomo si trova il campanile con il battistero, sede di un piccolo Museo del Duomo.

Particolare della facciata della chiesa di Sant'Antonio Abate con stemma della famiglia Dolfin
In origine era un edificio in stile gotico risalente al XIV secolo, venne eretta per volere del patriarca Nicolò di Lussemburgo, e poi trasformata nel 1733 con la facciata ad opera di Giorgio Massari, si trova nei pressi di piazza Patriarcato. Oggi sconsacrata, è utilizzata come auditorium ed ospita mostre ed esposizioni.
Al suo interno si trovano le tombe degli ultimi quattro Patriarchi di Aquileia: Francesco Barbaro, Ermolao Barbaro, Daniele Dolfin e Dionisio Dolfin.
  • Chiesa della Beata Vergine del Carmine
    Costruita dai frati Carmelitani nel XVI secolo s'incontra percorrendo via Aquileia, all'interno è custodito il sarcofago del Beato Odorico da Pordenone.
  • Chiesa della Madonna della carità
    Situata presso l'Istituto Filippo Renati, risalente al 1762 è oggi sede della parrocchia ortodossa romena
  • Chiesa della presentazione di Maria al tempio
    Detta chiesa delle zitelle fa parte dell'antico convitto di via Zanon fondato nel 1595.
La chiesa del Redentore
  • Chiesa del Redentore
    Risale al 1733, in stile neoclassico, si trova in via Mantica.
  • Chiesa di San Cristoforo, oggi sede della Missione Romena Unita a Roma "San Cristoforo" (dal 2002/2003)
    Qui si può ammirare il bel portale in puro stile rinascimentale scolpito nel 1518 dallo scultore lombardo Bernardino da Bissone.
  • Chiesa di San Francesco
    La chiesa fu consacrata nel 1266 e con l'attiguo convento costituisce l'inizio della penetrazione dell'ordine dei frati francescani nel Patriarcato di Aquileia. I frati furono introdotti dal patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, amico personale di san Francesco d'Assisi. È ritenuta una delle chiese più belle della città per la sua pura e semplice linea francescana. All'interno, formato da un'unica navata che termina con tre absidi, sono visibili affreschi trecenteschi, molto deperiti; rappresentano i più antichi esempi di pittura in città. Attualmente la chiesa (oggi sconsacrata) è utilizzata per mostre temporanee, mentre il convento è la sede del Tribunale.
  • Chiesa di San Giacomo
    Eretta nel 1378 per volere della "Confraternita dei pellicciai", inizialmente come cappella poi ingrandita, è situata nell'antica "piazza delle Erbe", oggi piazza Matteotti, ma più conosciuta come piazza San Giacomo. La facciata attuale risale al 1525 ad opera di Bernardino da Morcote, mentre la cappella laterale fu aggiunta dopo il 1650. Accanto sorge la "Cappella delle anime" realizzata nel 1744 con all'interno una tela di Michelangelo Grigoletti.
  • Chiesa di San Giorgio
    Fu eretta a partire dal 1760, aperta al culto nel 1780 e terminata solo nel 1831 in borgo Grazzano. All'interno una pala del 1529 raffigurante San Giorgio che uccide il drago, opera di Sebastiano Florigerio.
La chiesa di San Pietro Martire
  • Chiesa di San Pietro Martire
    Si trova in via Valvason, faceva parte dell'antico convento duecentesco dei domenicani, fu consacrata nel 1285, l'attuale edificio risale al XIX secolo; Della costruzione primitiva conserva solo il portale lombardesco ed il campanile. L'interno è formato da una sola aula senza navate e a suo tempo era decorato con numerosi dipinti. La chiesa fu saccheggiata nel 1797 dalle truppe francesi, che vi si insediarono per un certo periodo. Sono conservate le tombe di nobili personaggi, un dipinto di Pomponio Amalteo raffigurante il Martirio di san Pietro ed alcuni altorilievi di Giuseppe Torretti, inoltre vi sono affreschi di Andrea Urbani.
  • Chiesa del Santo Spirito
    L'edificio originario, situato in via Crispi, risale al 1395, fu poi ricostruito su progetto di Giorgio Massari nel XVIII secolo. Ha pianta ottagonale e conserva due tele del pittore settecentesco Francesco Zugno.
  • Chiesa di San Valentino
    Risalente al 1574 si trova in via Pracchiuso, uno degli antichi borghi della città, qui si svolge annualmente la festa dedicata al Santo.
  • Chiesa della Santa Maria della Misericordia nell'ospedale civile
    Edificata nel 1959 su progetto di Giacomo Della Mea, all'interno presenta mosaici di Fred Pittino, bronzi di Giulio e Max Piccini e nel pronao graffiti di Ernesto Mitri.
  • Chiesa di Santa Chiara
    Si trova presso l'Educandato Uccellis, risalente al XVII secolo, all'interno presenta affreschi di Giulio Quaglio.
  • Tempio ossario dei Caduti d'Italia
    Realizzato tra il 1925 ed il 1936 per volere di mons. Cosattini su progetto di Provino Valle, con la sua mole domina l'antistante piazzale XXVI luglio 1866, all'interno sono conservate 25.000 salme di caduti durante la prima guerra mondiale.
  • Cappella Manin
    Edificio settecentesco del 1733 a pianta esagonale in stile barocco commissionato a Domenico Rossi dal conte Lodovico Alvise Manin, padre del futuro doge Ludovico Manin. Al suo interno sull'altare si può ammirare una Madonna con Gesù bambino, opera di Giuseppe Torretti. Sempre opera sua sono gli altorilievi presenti alle pareti: Nascita della Vergine, Visitazione, Presentazione di Gesù al tempio e Presentazione di Maria bambina al tempio.
  • Cappella di Santa Maria del Monte
    Annessa al palazzo del Monte di Pietà ospita opere di Giulio Quaglio.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo del Monte di Pietà in via Mercatovecchio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzi e Architetture del centro storico di Udine.
Palazzo D'Aronco, sede municipale
Giovanni da Udine, pittore e architetto rinascimentale
  • Palazzo del Comune
    Tipico esempio d'architettura in stile Liberty del XX secolo è il palazzo del Comune o D'Aronco dal nome dell'architetto friulano Raimondo D'Aronco che lo progettò. Fu costruito a partire dal 1911 sul luogo di un precedente edificio del Cinquecento, fu ultimato nel 1932.
  • Palazzo Valvason-Morpurgo
    Situato in via Savorgnana, in stile neoclassico risale al XVIII secolo e nel 1969 è stato donato al Comune di Udine, è dotato di un giardino con annessa loggetta. Dopo il restauro, ospita le "Gallerie del Progetto" che espongono gli archivi di architettura e design di proprietà dei Civici Musei; inoltre, è sede dell'Assessorato al Turismo e alla Cultura e di un punto d'informazioni turistiche.
  • Casa Cavazzini
    Storico palazzo, situato tra le vie Cavour e Savorgnana, di fronte alla sede municipale nel pieno centro storico. Oggetto di un lungo restauro, completato nel 2011, su progetto originario di Gae Aulenti, è ora sede del Museo di arte moderna e contemporanea. Il complesso è costituito dal cinquecentesco palazzo Savorgnan della bandiera e dalla contigua casa Cavazzini (donata al Comune dalla famiglia del commerciante e filantropo udinese Dante Cavazzini). I restauri hanno portato alla luce ritrovamenti archeologici visibili al piano terra attraverso il pavimento in vetro: una vasca-cisterna veneziana del XVI secolo e un deposito di vasellame protostorico databile alla prima metà del ferro (seconda metà dell'VIII secolo a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito. Nell'appartamento Cavazzini sono presenti inoltre affreschi di Afro Basaldella, Mirko Basaledella e Corrado Cagli; al primo piano del palazzo Savorgnan della Bandiera sono invece presenti degli affreschi assegnabili alla seconda metà del Trecento, testimonianze pittoriche di soggetto profano e di notevole importanza per lo studio della pittura gotica in area friulana. In una delle due sale dove sono stati ritrovati gli affreschi si sono conservate tracce di una decorazione raffigurante un tendaggio retto da giovinette e giovani a mezza figura secondo schemi ispirati all'iconografia di composizioni sacre. A giudicare dalla decorazione l'ambiente fu forse adibito ad alcova: i giovani infatti sorreggono il tendaggio come a proteggere l'intimità della stanza. Appartenente ad epoca successiva, invece, dovrebbe essere la decorazione della sala adiacente, con le pareti occupate interamente da comparti geometrici e da formelle quadrangolari a finto marmo con figure mostruose e fantastiche derivate dalle tradizioni del bestiario medioevale.
  • Palazzo Chizzola Mantica
  • Villa Veritti
    Annoverata tra i capolavori dell'architettura del XX secolo, progettata dall'architetto Carlo Scarpa.
  • Casa di Giovanni da Udine
  • Casa natale di Tina Modotti, Via Pracchiuso 89

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Questi sono i principali edifici cittadini che ospitano manifestazioni teatrali e di spettacolo (per quanto riguarda gli enti e le associazioni teatrali si veda la sezione Cultura/Teatro):

  • Teatro Nuovo Giovanni da Udine
  • teatro comunale Palamostre
  • teatro San Giorgio
  • auditorium Menossi di Sant'Osvaldo
  • auditorium A. Zanon
  • auditorium Tomadini

Altre architetture[modifica | modifica sorgente]

Essendo Udine una ex città industriale oggi convertita al terziario, sono presenti numerosi siti di archeologia industriale, su tutti il sito delle acciaierie SAFAU nella parte sud della città e lo stabilimento dismesso Dormisch - Birra Peroni. Altri importanti siti come quelli delle acciaierie Bertoli nella parte nord della città e lo stabilimento della Birra Moretti a poca distanza dal centro storico sono stati demoliti per la realizzazione di lottizzazioni residenziali, direzionali e commerciali.

Fontane[modifica | modifica sorgente]

Le principali fontane di Udine:

  • fontana del bergamasco Giovanni Carrara in piazza Libertà
  • fontana di piazza San Giacomo
  • fontana del monumento alla Resistenza disegnato da Gino Valle

Piazze[modifica | modifica sorgente]

Scorcio di piazza Matteotti, meglio conosciuta come piazza San Giacomo oppure piazza delle Erbe, con la chiesa di San Giacomo
  • Piazza Duomo
  • Piazza Garibaldi, anticamente e fino al 1866 era chiamata piazza dei Barnabiti o Antonini.
  • Piazza Libertà
  • Piazza Matteotti, chiamata in epoca medievale del mercato nuovo, in seguito detta piazza San Giacomo dopo la costruzione dell'omonima chiesa nel 1399 nome che popolarmente mantiene tutt'oggi.
  • Piazza I maggio, detta anche giardin grande, nel 1866 fu chiamata piazza d'armi e nel 1900 fu intitolata, anche se non ufficialmente, a Umberto I in seguito alla sua morte[15]. La data dell'intitolazione odierna fa riferimento all'anno 1945, in cui Udine fu liberata dall'occupazione nazista con l'arrivo in città delle truppe alleate.
  • Piazza Venerio, anticamente detta piazza della ghiacciaia e poi plazze dai lens ovvero piazza delle legna che ivi venivano smerciate. L'attuale piazza era occupata dal palazzo della famiglia nobile dei Savorgnan che nel 1549, su ordine dei veneziani, fu fatto radere al suolo in seguito alla condanna per omicidio di Girolamo Savorgnan, fu quindi popolarmente soprannominata la piazza della rovina.
  • Piazza XX settembre, detta anche piazza dei grani, in precedenza, era occupata da alcuni edifici della famiglia dei della Torre poi fatti demolire nel 1717 dal governo della Repubblica di Venezia, fu detta quindi piazza dei Torriani, nel 1868 fu acquisita dal comune. Dal 2011 è sede del mercato trasferitosi da piazza Matteotti.[16]
  • Piazzale Cella
  • Piazzale Chiavris
  • Piazzale Gabriele D'Annunzio
  • Piazzale Paolo Diacono
  • Piazzale Gugliemo Oberdan
  • Piazzale Osoppo
  • Piazzale XXVI luglio 1866, la data fa riferimento all'arrivo in città delle truppe italiane e alla fine del dominio austriaco.

Le rogge[modifica | modifica sorgente]

Delle sei rogge che l'attraversano nel Medioevo, sono sopravvissute la roggia del Ledra, la roggia di Udine e la roggia di Palma. Proprio lo studio dei salti delle rogge cittadine permisero ad Arturo Malignani di divenire un pioniere nello studio delle centrali idroelettriche.

Parchi e giardini[modifica | modifica sorgente]

  • Parchi
    • Parco del Cormôr: sorge lungo l'omonimo torrente, e si sviluppa anche nei comuni di Martignacco, Campoformido e Pozzuolo del Friuli. Il parco comprende due zone, quella a nord vicino alla fiera ha una superficie di 258.765 m², la zona a sud nei pressi del viale Venezia ha una superficie di 66.759 m².
    • Parco del Torre: sorge lungo l'omonimo torrente, e si sviluppa anche nel comune di Remanzacco, si estende su una superficie di 69.478 m².
    • Parco urbano "Moretti" (già "parco Alfredo Foni"): sorge nell'area un tempo occupata dal demolito stadio Moretti nei pressi del viale Venezia si estende su una superficie di 66.900 m².
    • Parco urbano "Ardito Desio": sorge nei pressi dello Stadio Friuli e occupa una superficie di 28.733 m².
  • Giardini storici
    • Parco della Rimembranza: è uno dei giardini storici della città, costeggia per tutta la lunghezza via Diaz, da viale della Vittoria a viale Trieste occupando una superficie di 17.044 m².
    • Giardino Loris Fortuna: piccolo parco di 5.765 m². a fianco della centrale piazza I maggio.
    • Area verde Giardin Grande: occupa la parte centrale di piazza I maggio con una superficie di 19.406 m².
    • Area verde del piazzale del Castello: posto sulla sommità del colle del Castello con una superficie di 4.478 m².
    • Giardini del Torso: sorgono accanto all'omonimo palazzo in via del Sale su una superficie di 1.261 m², sono stati usati in passato per le proiezioni del cinema all'aperto durante l'estate.
    • Giardino Ricasoli: si trova nei pressi di piazza Patriarcato con una superficie di 1.002 m², qui ha trovato posto il monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele II collocato in precedenza in piazza Libertà. È attraversato dalla roggia di Palma.
    • Giardino Giovanni Pascoli: sorge nella zona di via Carducci e via Dante su 992 m².
  • Aree verdi
    • Area verde Ilaria Alpi: parco attrezzato con campo da tennis, campo da basket e giochi per i bambini su 7.523 m² in via Melegnano.
    • Area verde Lord Baden Powell: adiacente al centro storico, attrezzato con giochi per bambini su 4.538 m².
    • Area verde Ambrosoli: sorge nei pressi del Liceo Classico su 5.633 m².
    • Area verde McBride: sorge nei pressi del Palamostre su 9.490 m².
    • Area verde Umberto Saba: sorge in via Joppi su 12.102 m².
    • Area verde Marchiol: sorge in zona Baldasseria su 9.700 m².
    • Area verde Salgari: sorge in via Del Bon su 9.000 m².
    • Area verde Marcello D'Olivo: sorge in viale Afro su 9.228 m².
    • Area verde Cesare Scoccimarro: sorge in zona San Gottardo su 10.860 m².
    • Area verde Giacomo Della Mea: sorge in zona viale dello Sport su 10.620 m².
    • Area verde Robin Hood: sorge in zona Paparotti su 5.500 m².

Altre aree verdi di minori dimensioni sorgono in ogni quartiere cittadino.[17]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Nonostante negli anni novanta ci sia stato un progressivo spopolamento del comune di Udine a favore dei comuni del circondario, l'andamento demografico nell'ultimo decennio è comunque positivo grazie all'immigrazione di cittadini stranieri. L'andamento demografico di Udine e del circondario nel suo complesso è quindi in crescita costante. Nel febbraio 2012 Udine ha di nuovo superato i 100.000 abitanti

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Dei 4 capoluoghi di provincia della regione Friuli-Venezia Giulia, al 31 dicembre 2010 Udine ha la seconda più alta percentuale di residenti stranieri: 13.488 presenze ovvero il 13,05% della popolazione totale, superiore alla media regionale dell'8%.[19][20]

  1. Romania, 2424
  2. Albania, 2190
  3. Ghana, 1178
  4. Ucraina, 978
  5. Serbia, 895
  6. Algeria, 503
  7. Kosovo, 437
  8. Marocco, 383
  9. Nigeria, 354
  10. Cina, 324

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua friulana e Dialetto veneto-udinese.

A Udine, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. La città è inserita nella lista dei comuni in cui si parla il friulano, lingua tutelata dallo Stato italiano con la L. 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche e nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[21], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

In città si parla, inoltre, un dialetto di tipo veneto, l'udinese, tutelato dalla L.R. n. 5 del 17 febbraio 2010 [22] [23]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

A Udine hanno sede la Provincia presso il palazzo Antonini-Belgrado in piazza Patriarcato, alcuni uffici e dipartimenti della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia ospitati presso il nuovo palazzo della Regione in via Sabbadini. La città è sede del comando Brigata Alpina Julia.

  • Le strutture ospedaliere della città sono:
    • Azienda Ospedaliero-Universitaria "Santa Maria della Misericordia", dotato di circa 1400 posti letto
    • Istituto di medicina fisica e riabilitazione "Gervasutta", dotato di circa 100 posti letto
    • Casa di cura Città di Udine, ospedale privato convenzionato col sistema sanitario regionale
  • Hanno sede a Udine diversi enti, istituzioni ed associazioni di vario tipo, tra cui:
    • Società Filologica Friulana[24], principale istituto regionale per lo studio, la valorizzazione e la promozione della lingua e della cultura friulana, riconosciuta dalla Regione autonoma e dal Ministero per i Beni culturali, fondata a Gorizia nel 1919;
    • Associazione Culturale Udine Sipario[25], è un'associazione no profit costituitasi nel 1996 che si occupa dell'organizzazione di numerose e importanti attività culturali cittadine e ha dato costante sostegno alle istituzioni teatrali esistenti sul territorio.
    • Associazione Vicino-Lontano, è un'associazione culturale costituitasi nel 2004, organizza ogni anno il "Premio letterario internazionale Tiziano Terzani".
    • Centro Internazionale per le Scienze Meccaniche, con sede in piazza Garibaldi presso Palazzo Mangilli-Del Torso, fu istituito nel 1968.
    • Deputazione di Storia Patria per il Friuli, con sede in via Manin, fu istituita nel 1918 al fine di «...raccogliere e pubblicare, per mezzo della stampa, studi, storie, cronache, statuti e documenti diplomatici ed altre carte che siano particolarmente importanti per la storia civile, militare, giuridica, economica ed artistica del Friuli».[26]
    • Ente Friuli nel Mondo, con sede in via del Sale, fu fondato nel 1953 per assistere i friulani all'estero e per coordinare le attività dei Fogolârs Furlans. Esso pubblica un mensile, Friuli nel mondo, che supera le 25.000 copie distribuite in 78 stati. Le attività dell'Ente sono informative, di collegamento e di mantenimento dell'identità friulana soprattutto tra le nuove generazioni.
    • Friuli-Venezia Giulia film commission, con sede in via Asquini, l'associazione opera dal 2000 grazie al sostegno dell'Ente Regionale che incentiva con un apposito fondo le produzioni cinematografiche e televisive in Friuli-Venezia Giulia.
    • Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, con sede in viale Ungheria, fu istituito nel 1970.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Udine con la sua provincia si attesta in buone posizioni nelle classifiche sulla qualità della vita stilate dai due maggiori quotidiani economici e da Legambiente.

Anno Qualità della Vita
(Sole 24 Ore)
Qualità della Vita
(Italia Oggi)
[27]
Rapporto
Ecosistema Urbano
(Legambiente)
[28]
2004
11° [29]
5°
17°
2005
16° (- 5)[29]
22°
18°
2006
13° (+ 3)[30]
56°
11°
2007
10° (+ 3)[31]
24°
20°
2008
17° (- 7)[32]
27°
22°
2009
17° (=)[33]
46°
33°
2010
15° (+2)[34]
11° (+35)[35]
30° (+3)[36]
2011
18° (-3)[37]
13° (-2)[38]
8° (+22)[39]
2012
16° (+2)[40]
13° (+0)[41]
9° (-1)[42]
2013
29° (-13)[43]
ND° (--)
13° (-4)[44]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La sede della sezione moderna della Biblioteca civica "Vincenzo Joppi"
  • Biblioteca civica Vincenzo Joppi
  • Biblioteche dell'Arcidiocesi di Udine:
    • Arcivescovile, è una biblioteca di tipo storico-conservativo e possiede circa 11.000 volumi
    • Bartoliniana, conta oltre 10.000 volumi
    • del Seminario, biblioteca pubblica specializzata in opere storiche e teologiche, possiede circa 90.000 volumi
  • Biblioteca d'arte dei civici musei, ospita oltre 35.000 volumi, attivata agli inizi degli anni sessanta solo dal 1987 è aperta al pubblico nella sede del Castello di Udine, non effettua prestiti ma solo la consultazione.
  • Biblioteca del Museo friulano di storia naturale, possiede circa 38.000 volumi
  • Biblioteca dell'Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, possiede 22.500 volumi
  • Biblioteca della Società filologica friulana "G. I. Ascoli", ospitata nella sede di Palazzo Mantica in via Manin, sono conservati circa 20.000 volumi divisi nelle sezioni: generale, ladino dolomitico, romancio, catalano, Venezia Giulia, lingua e cultura friulana. La biblioteca svolge sia il servizio di consultazione che di prestito.
La sede del liceo classico Jacopo Stellini in piazza I maggio con all'orizzonte le Alpi Giulie
  • Mediateca "Mario Quargnolo", aperta al pubblico nel 2009 è ospitata presso la struttura del cinema multisala Visionario gestita dal Centro Espressioni Cinematografiche, possiede attualmente 2.500 volumi e circa 3.000 DVD.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti in città 21 scuole primarie suddivise in quattro circoli scolastici, 8 scuole secondarie, 11 istituti d'istruzione superiore tra i quali il Liceo Classico Jacopo Stellini, dal 1981 inoltre vi è la possibilità di frequentare il Conservatorio statale di Musica Jacopo Tomadini. L'ISIS Arturo Malignani di Udine è tra le prime scuole in Italia che forniscono un'eccellente preparazione nel campo dell'aerotecnica, l'ex comandante delle Frecce Tricolori Marco Lant ha frequentato questo istituto, da qui anche la notorietà della scuola. L'ISIS ha in dotazione strumentazioni donate dalle industrie per formare adeguatamente gli studenti, inoltre nell'hangar sono presenti velivoli tra cui il Fiat G-91 e l'Aermacchi mb 326, altri costruiti dagli stessi studenti. Nel Liceo Scientifico Giovanni Marinelli ha studiato il Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia[45]. Alle suddette scuole pubbliche si affiancano alcuni istituti privati soprattutto nell'ambito delle scuole dell'infanzia.

Aermacchi MB-326 nell'hangar dell'ISIS A. Malignani

Università[modifica | modifica sorgente]

Targa in friulano all'ingresso di Palazzo Florio, sede del Rettorato

L'Università degli studi di Udine è stata fondata nel 1978 nell'ambito degli interventi per la ricostruzione del Friuli in seguito al terremoto del 1976.

L'istituzione dell'università, in particolare delle facoltà di medicina e di magistero, era stata richiesta fin dagli anni cinquanta: il Comitato per l'università friulana, presieduto da Tarcisio Petracco, aveva raccolto 125.000 firme a favore della fondazione dell'ateneo.

Ha tra i suoi obiettivi, oltre alla ricerca e alla formazione, comuni a tutti gli atenei, anche quello di "contribuire al progresso civile, sociale ed economico del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originari della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli"[46].

L'università ha promosso la costituzione de diverse istituzioni:

I progetti d'impresa presentati dall'ateneo hanno inoltre vinto il "Premio nazionale dell'innovazione nel 2003, 2004 e 2006.

Nel 2004 ha visto la luce, su spinta dei docenti laureatisi alla Scuola normale superiore di Pisa, la Scuola superiore dell'università di Udine, l'istituto d'eccellenza dell'ateneo friulano.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, Affresco, particolare di una scena biblica, Giacobbe
  • Civici musei e gallerie di storia e arte: dal 1906 hanno sede presso il Castello e si compongono di Museo Archeologico, Galleria d'Arte Antica, Galleria dei Disegni e delle Stampa, Museo Friulano della Fotografia, Fototeca e Collezioni Risorgimentali
  • Palazzo Giacomelli Museo etnografico del Friuli: allestito nel restaurato Palazzo Giacomelli in borgo Grazzano, ospita dal 2010 oggetti e manufatti della vita tradizionale friulana e del sacro, oggetti della vita quotidiana, dell'abbigliamento, delle maschere, del gioco, della musica e dello spettacolo.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani:

Periodici:

  • Il Friuli;
  • La vita cattolica;
  • La bancarella.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Dal 2000 grazie all'opera della FVG film commission si sono realizzate diverse produzioni cinematografiche che hanno avuto come location la città, tra queste: La ragazza del lago, Come Dio comanda, Riparo-Anis tra di noi di Marco Simon Puccioni.

Dal 1999 Udine è la sede del Far East Film Festival, un'importante rassegna cinematografica sul cinema del lontano Oriente.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Redazioni di Udine:

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Questi sono gli enti e le associazioni teatrali principali della città (per quanto riguarda gli edifici si veda la sezione Monumenti e luoghi d'interesse/Teatri):

  • CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia Giulia
  • Teatro Club Udine
  • Civica accademia d'arte drammatica Nico Pepe
  • Ente regionale teatrale del Friuli-Venezia Giulia
  • Associazione teatrale friulana

Il teatro Club di Udine organizza dal 1971 il Palio Teatrale Studentesco Città di Udine, che vede come attori da 40 anni gli studenti delle scuole superiori di Udine.

Cucina udinese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cucina friulana.
Il piatto più caratteristico della cucina udinese, il frico con le patate, offerto in un'osteria

La cucina friulana è caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, il frico, le minestre e i minestroni, i prodotti dalla macellazione del maiale, la brovada e il musetto, le frittate, soprattutto con le erbe del territorio, la selvaggina, generalmente accompagnati da vino bianco (taj di blanc) o rosso (taj di neri).

Recentemente si sono introdotti nella cucina locale piatti della tradizione slava, in particolare il gulasch e i cevapcici, accompagnati da polenta, e infine prodotti del territorio quali il prosciutto di San Daniele, la trota e gli asparagi. Relativa l'influenza della cucina goriziana (patate in tecia). Marginale, invece, l'influenza della cucina triestina su quella udinese, sopravvissuta quasi esclusivamente nell'offerta della jota e dei bolliti.

Importante la produzione di formaggi, in particolare del Montasio (detto in passato latteria), ingrediente principale del frico e dei salumi, fra i quali il prosciutto di San Daniele, il salame, la soppressa, il lardo, la lingua, il prosciutto cotto nel pane. Il pane ha la caratteristica forma del doppio cornetto. I piatti della cucina udinese si trovano nelle sopravvissute osterie udinesi.

Gubana
Strucchi

Fra i dolci, tipici sono la gubana e gli strucchi, i crostoli durante il periodo del carnevale e le favette fra i Dolci dei morti.

I principali vini della produzione locale sono, fra i grandi bianchi friulani, il Friulano, il Pinot, il Picolit, il Ramandolo, il Verduzzo, la Ribolla, e fra i rossi, il Merlot, il Cabernet, il Refosco. Notevole anche l'offerta delle grappe.

La cucina udinese, oltre che nelle osterie e nelle trattorie della cinta cittadina, si può trovare nelle sagre. In Borgo Grazzano, è tipica la sagra delle rane (crots). Da diversi anni Friuli Doc è un'importante vetrina dedicata alla cucina locale. Alcune pietanze vengono preparate in occasione di ricorrenze particolari. È il caso della trippa, preparata in brodo o in umido (vigilia di Natale), l'aringa con la cipolla il Mercoledì delle Ceneri, il vin brulè il giorno dell'Epifania.

La polenta[modifica | modifica sorgente]
(FUR)
« Polente e so sûr »
(IT)
« Polenta e poi ancora polenta »
(detto popolare)

Un capitolo a parte merita la polenta, piatto principale della dieta delle famiglie più povere dei friulani e degli udinesi per almeno cento anni, dalla metà dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale.

L'inchiesta Jacini sulle condizioni di vita della popolazione agricola italiana (1881-1886) riconosce come la polenta di granturco al momento dell'unificazione fosse l'unico alimento accessibile per la maggior parte delle famiglie friulane contadine. La grande prevalenza dell'uso del granturco sugli altri alimenti originava dalla distruzione dei raccolti delle patate a causa del fungo peronospora intorno al 1850 e dell'infezione della filossera per la vite, oltre che dalla generale crisi agraria. La dieta povera a base di polenta poteva causare la pellagra per avitaminosi. Cotta nella cjalderie (paiolo) di rame sul fogolâr (caminetto), la farina di granturco cotta nell'acqua faceva da colazione, pranzo e cena per le famiglie di contadini. La polenta, a differenza della pasta, non si presta a molte varianti nella cucina. Laddove la pasta può essere lessata e condita, ma anche riempita, oppure fatta al forno in forma di pasticcio, aggiunta alle minestre, e persino aggiunta alla frittata, la polenta è poco versatile, e può essere servita solo cotta nel paiolo o al massimo pasticciata, ovvero preparata a strati con ragù o funghi. Con il mutamento delle condizioni di vita della popolazione e l'accesso della donna nel mondo del lavoro è diventata una pietanza assai più limitata nel consumo per via dei tempi di cottura necessari che consistono in almeno 45 minuti. Sostituita dal pane e dalla pasta, è diventata soprattutto un accompagnamento per gli spezzatini, i gulasch e i piatti di selvaggina, in sostanza un piatto invernale e persino di festa, oppure viene servita a fette nelle sagre, sempre con diversi accompagnamenti.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Manifestazioni del ciclo Udine porta a Oriente:
    • Calendidonna (marzo), festival delle lettere, arti e scienze al femminile.
    • Far East Film Festival (aprile), dal 1997 Udine ospita una delle più importanti vetrine mondiali dedicate alla cinematografia asiatica. Organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, si svolge ogni anno tra aprile e maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nelle sale del cinema Visionario.
    • Vicino/Lontano - Premio Terzani (maggio), manifestazione culturale sul tema delle identità e delle differenze che si svolge dal 2005 dal giovedì alla domenica con dibattiti e conferenze tematiche che vedono la partecipazione di filosofi, scrittori, giornalisti e studiosi. Durante la manifestazione nella serata del sabato al Teatro Giovanni da Udine viene assegnato il Premio letterario internazionale intitolato al giornalista e scrittore Tiziano Terzani. Gli incontri, nelle prime edizioni si sono svolti presso la chiesa sconsacrata di San Francesco e all'ex mercato del pesce, nel 2008 si sono concentrati nella zona di piazza Libertà: nella sala Ajace della loggia e in un tendone appositamente allestito sullo sterrato della piazza.
  • Palio Teatrale Studentesco (aprile) è una rassegna teatrale che vede impegnati ogni anno da oltre 40 anni gli studenti delle scuole superiori di Udine.
  • Maratonina Città di Udine (maggio)
  • Festival internazionale di chitarra (giugno), si svolge nel salone del Parlamento al Castello
  • Free Cormor Rock (giugno), rassegna musicale e sportiva che si tiene presso il parco del Cormor
  • Udine Pedala (giugno), è una pedalata non competitiva che si tiene annualmente ed è aperta a tutti. La manifestazione è particolarmente famosa per essere entrata per ben due volte nel guinness dei primati col record di partecipanti, la prima volta nel 1999 in cui alla partenza si presentarono 33.000 iscritti. L'anno successivo, nel 2000, presero parte alla gara 48.015 persone battendo così il precedente record.[50] Nel 2006 ha cambiato denominazione in UdinBike.
  • Udinestate (giugno-agosto)
  • Udin&Jazz (giugno), rassegna musicale giunta alla diciottesima edizione (2008) cui hanno preso parte artisti quali Archie Shepp, Pat Metheny, Robert Fripp, B. B. King, Equality, Quintorigo, Dionne Warwick.
  • Rally del Friuli e delle alpi orientali (agosto)
  • Friuli doc (settembre), è una rassegna enogastronomica che si tiene dal 1995 nelle principali piazze e vie del centro storico cittadino in cui vengono allestiti stand e punti di ristoro. La manifestazione si svolge nell'arco di quattro giorni, dal giovedì alla domenica ed ha come motto vini, vivande, vicende, vedute. L'edizione che ha sinora avuto più successo (2007) ha visto la presenza di oltre un milione e duecentomila visitatori.

Eventi musicali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Friuli#Eventi musicali.

Udine grazie alla presenza dello Stadio Friuli ospita spesso importanti manifestazioni musicali a livello nazionale ed internazionale, nell'estate 2009 si sono tenuti 3 importanti concerti che hanno visto la presenza di circa 120.000 spettatori[51].

Persone legate a Udine[modifica | modifica sorgente]

Arte

Cinema e spettacolo

Cultura

Economia

Politica

Religione

Scienza e tecnica

Sport

Storia

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha un'estensione di 55,81 km² e ha un'altitudine di 113 m s.l.m..

  • Patto per il Sistema Urbano Udinese
    Il 30 gennaio 2009 è stato sottoscritto a Udine il patto per il Sistema Urbano Udinese[52] tra i Comuni di Udine, Campoformido, Martignacco, Tavagnacco, Pasian di Prato, Pradamano, Tricesimo, Pozzuolo del Friuli, Pavia di Udine, Remanzacco, Pagnacco e Povoletto, con l'obiettivo di promuovere la cooperazione a livello sovracomunale nell'ambito dei settori dell'ambiente, mobilità e pianificazione.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Frazioni di Udine
Rizzi
Paderno (Padiâr)
Sant'Osvaldo
Paparotti
San Ulderico
Baldasseria Bassa
Baldasseria Media
Cussignacco
Beivârs

Da quando esistono le circoscrizioni le frazioni sono considerate come quartieri cittadini. Alcune di esse sono periferiche al centro storico, come Cussignacco, Laipacco, Paparotti, Paderno, altre sono appena fuori, come Chiavris, una zona circostante ad una rotatoria inserita in piena città, per la quale oramai il termine frazione è del tutto fuorviante. In generale sono ancora poche le frazioni non conurbate alla città, e sono ancora di meno quelle che conservano una definita identità di paese. Tra queste possiamo ricordare Beivars, Godia, che si trova a circa 6 km a nord-est dal centro cittadino, e San Bernardo che è situata anch'essa nell'estrema periferia nord-orientale del comune udinese e lambisce i confini dei comuni di Reana del Rojale e Povoletto.

Le frazioni e le principali località e quartieri:

  • Baldasseria, Beivârs, Casali Sartori, Chiavris, Cormôr, Cussignacco, Gervasutta, Godia, Laipacco, Molin Nuovo, Paderno, Paparotti, Rizzi, San Bernardo, San Domenico, San Gottardo, Sant'Osvaldo, San Paolo, San Rocco, Sant'Ulderico, Vât, Villaggio del Sole.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Udine è amministrativamente suddivisa in sette circoscrizioni che comprendono quartieri e frazioni cittadine. Fino al 2008 erano dotate di propri organi amministrativi ad elezione diretta, con l'entrata in vigore della nuova legge finanziaria questi organi rappresentativi sono stati soppressi e sostituiti da un consigliere comunale che funge da rappresentante circoscrizionale.

Circoscrizioni del Comune di Udine
Circoscr. Denominazione Zone km² Nr. abitanti[53] Nr. stranieri Strutture comunali
1 Udine centro centro storico 2,98 19.437 3.019 1 biblioteca
2 Rizzi-San Domenico-Cormor-San Rocco nord-ovest e ovest: v.le Venezia-S. Rocco, Cormor, centro studi, S. Domenico, Villaggio del Sole, Rizzi-Università-Stadio 10,23 21.169 2.507 2 biblioteche, 1 ambulatorio, 1 centro di aggregazione
3 Laipacco-San Gottardo est: S. Gottardo, Riccardo Di Giusto-via Cividale, via del Bon-Laipacco 9,88 14.637 1.673 1 biblioteca, 1 ambulatorio, 1 consultorio, 1 centro di aggregazione
4 Udine sud sud: stazione FS, v.le Palmanova-Baldasseria, Gervasutta-Partidor 6,18 9.454 1.349 1 biblioteca, 1 ambulatorio, 1 consultorio
5 Cussignacco Cussignacco-Paparotti 7,58 5.446 693 1 biblioteca, 1 ambulatorio
6 San Paolo-Sant'Osvaldo sud-ovest: S. Osvaldo-via Pozzuolo-via Lumignacco 4,23 5.527 747 1 biblioteca, 1 ambulatorio, 1 consultorio
7 Chiavris-Paderno nord: ospedale, Chiavris, Paderno, v.le Vat, Parco Nord-Molin Nuovo, Godia, Beivars 15,70 23.401 2.168 1 biblioteca, 1 ambulatorio

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

A Udine sono presenti 7 borghi storici rientranti nell'area delimitata dalle antiche mura medievali oggi facenti parte del centro storico e quindi della 1 circoscrizione, inoltre si aggiungono alcune contrade storiche al di fuori delle mura come la frazione di Cussignacco. Attraverso il comitato dei borghi storici vengono organizzate feste e manifestazioni culturali in ogni borgo cittadino. I borghi sono:

  • Borgo Aquileia
  • Borgo Gemona
  • Borgo Grazzano
  • Borgo Poscolle
  • Borgo Pracchiuso
  • Borgo San Lazzaro
  • Borgo Villalta

Economia[modifica | modifica sorgente]

Udine è al primo posto tra i quattro comuni capoluogo della regione per reddito imponibile medio ai fini Irpef (dati 2010).[54][55] Le attività economiche peculiari del capoluogo friulano sono legate principalmente alla sua funzione amministrativa e culturale essendo sede di Provincia, Regione, ospedali, banche, scuole, università e vari enti e associazioni. Di grande importanza anche il ruolo del commercio che ha sempre caratterizzato Udine come città emporiale punto di riferimento per tutto il Friuli, di contro è andata via via perdendo il ruolo di città industriale, sono stati infatti chiusi i grandi stabilimenti soprattutto nel settore siderurgico ed alimentare, ad essi si sono sostituiti piccoli e medi insediamenti che hanno trovato spazi adeguati nella cosiddetta ZIU ovvero la Zona Industriale Udinese, presente a sud della città.

Industria[modifica | modifica sorgente]

All'industria pesante oggi in fase di generale declino, si è sostituito con successo il modello dell'azienda manifatturiera medio-piccola, a struttura generalmente familiare, derivante dall'esperienza dell'artigianato. Le industrie siderurgiche, un tempo presenti nel capoluogo friulano (acciaierie Bertoli, SAFAU) si sono trasferite nell'hinterland udinese (ABS di Cargnacco) oppure lontano dal capoluogo (Danieli di Buttrio e Pittini di Osoppo). Hanno cessato la loro attività anche importanti stabilimenti dell'industria alimentare come la Birra Moretti e la sede di imbottigliamento della Coca-Cola.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

I grandi stabilimenti industriali sono stati sostituiti da una fitta rete di distribuzione commerciale di dimensioni medio-grandi concentrata specialmente a nord della città, sulla cosiddetta Tresemane o strada degli acquisti. Il settore terziario, soprattutto nell'hinterland udinese, ha raggiunto un grande peso economico e rappresenta circa 2/3 dell'occupazione totale. Sono presenti numerosi insediamenti della grande distribuzione organizzata e specializzata, nel territorio comunale sorgono 1 parco commerciale e 3 ipermercati, nei vicini comuni dell'hinterland, insistono invece 5 centri commerciali (Martignacco, Pradamano, Tavagnacco, Cassacco e Basiliano) e 7 ipermercati. Sono presenti inoltre 2 grandi complessi cinematografici, i cosiddetti multiplex, rispettivamente con 2.500 posti in 12 sale e 2.122 posti in 11 sale. Nel centro cittadino opera un circuito di 5 sale ospitate in due cinema multisala con un totale di 722 posti.

Di una certa importanza anche il quartiere fieristico di UdineFiere[56], sorto nell'area che ospitava l'ottocentesco Cotonificio Udinese presso Torreano nel confinante comune di Martignacco. Il complesso occupa una superficie di 240.000 m² ed è dotato di 9 padiglioni che con le aree esterne offrono un'area espositiva di 31.000 m². Vi si svolgono una decina di eventi annuali tra cui il salone internazionale della sedia e la fiera Casa moderna[57]. Nel 2006 in seguito alla fusione con la fiera di Gorizia si è costituita la Udine e Gorizia Fiere spa, nel complesso il polo fieristico conta su circa 500.000 visitatori annui.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Essendo Udine una città situata in prossimità dei confini con Austria e Slovenia è interessata dal passaggio di strade internazionali. Fra le principali si ricordano:

La città è dotata di due tangenziali:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Udine è la più importante stazione della regione Friuli-Venezia Giulia per numero annuale di passeggeri[58] ed è capolinea di cinque linee ferroviarie:

Esistevano in precedenza progetti di collegamento con Majano di cui rimangono tuttora delle tracce come il viadotto che passa sopra il Cormor nei pressi di Pagnacco, un viadotto in rovina che doveva passare sopra viale Vat e il terrapieno che segue il percorso dalla periferia di Udine fino a Pagnacco. Altro progetto era la ferrovia Udine-Portogruaro il cui tratto comincia a Lestizza e termina nei pressi di Teglio Veneto; l'intero percorso ora è utilizzato come strada provinciale denominata SP 95.

Nel piazzale antistante la stazione ferroviaria è presente la fermata del bus ÖBB Intercity per Villaco e Klagenfurt.

Dall'8 giugno 2008, nel territorio comunale è presente una fermata ferroviaria situata nella zona orientale lungo la Udine – Cividale, la quale è denominata San Gottardo ed è a servizio dell'omonima frazione.

La città è dotata anche di altri impianti ferroviari, non aperti al servizio viaggiatori: il posto di movimento Vat, situato alla diramazione tra la ferrovia Pontebbana e la linea di cintura di Udine, e Udine Parco, sulla ferrovia Udine-Trieste.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il mezzo di trasporto più utilizzato è l'automobile, con una media di 64 auto private ogni 100 abitanti.[59].

Il traffico urbano, specie negli ultimi anni, è molto consistente, spesso critico nelle zone del centro come via Poscolle, via del Gelso, via Zanon o nei dintorni come viale Leonardo da Vinci, viale Cadore, piazzale Osoppo (la zona più inquinata dalle polveri sottili), viale della Vittoria, viale Palmanova e via Martignacco[senza fonte]. Nonastante questo, Udine è una tra le poche città capoluogo italiane a non aver superato nel 2012 la soglia limite di polveri sottili in un anno previste dal decreto legislativo 155/2010 (35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3)[60].

Il principale mezzo pubblico è l'autobus, che risulta essere molto utilizzato[senza fonte]. La Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF) gestisce il trasporto urbano. Sono attive 12 linee urbane, più altre linee speciali istituite nel periodo scolastico. Secondo lo studio divulgato da un'associazione ambientalista, nel 2012 Udine risultava la città italiana con il minor impatto ambientale dei mezzi pubblici[59].

Fra il 1887 e il 1952 a Udine era attiva una rete tranviaria, elettrificata nel 1908, a scartamento metrico; un tratto di essa era comune alle tranvie Udine-San Daniele e Udine-Tarcento, che avevano quale principale terminal urbano la scomparsa stazione di Udine Porta Gemona.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto di Udine-Campoformido è aperto al solo traffico turistico e sportivo. A pochi chilometri da Udine è presente l'aeroporto militare di Rivolto sede delle Frecce Tricolori.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Udine.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Fonte: Comune di Udine - ufficio gemellaggi

Città amiche[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Squadre minori udinesi - quartiere - campionato 2013-14[Sono tutte enciclopediche? Fonti? ]


  • Rugby: l'Udine RFC milita in serie A (realmente A-2 essendo presente un campionato superiore chiamato Super-10)
  • Pallavolo: sia la squadra maschile che quella femminile disputano il campionato di B-1
  • Pallamano: in serie A, dalla stagione 2008-09, milita la squadra femminile di pallamano del CUS Udine, l'Atomat, in serie B milita la squadra maschile di pallamano della Pallamano Malignani.
  • Scherma ASU: Associazione Sportiva Udinese, nata nel 1875 come Società di Ginnastica e Scherma. La sezione scherma ha contribuito a formare numerosi atleti, maestri e commissari tecnici di fama internazionale, come Dorina Vaccaroni, Margherita Granbassi e Andrea Magro. La squadra di calcio dell'ASU vinse nel 1896 il Primo campionato Nazionale del gioco del calcio, mai riconosciuto in quanto la Federazione Italiana Football venne creata solo nel 1898.[61]

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

Il 5 giugno 1983 la città vede l'arrivo della tappa finale del 66º Giro d'Italia, vinto da Giuseppe Saronni. Il 3 giugno 1990 si conclude invece la 13ª tappa del 73º Giro d'Italia con la vittoria di Mario Cipollini. Sempre nel mese di giugno dello stesso anno, Udine ospita 3 incontri del girone E dei mondiali di calcio di Italia '90.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Udine
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 20 marzo 2013.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ Comune di Udine
  6. ^ Fonte: Guide d'Italia del Touring Club Italiano - Udine e Provincia edizione 2009 pag.36
  7. ^ FVG: Riccardi, anche la Bassa Friulana avrà ruolo di rilievo nel corridoio Baltico Adriatico : Ferpress
  8. ^ Palazzo Mantica ritorna a splendere - Cronaca - Messaggero Veneto
  9. ^ Fonte: santuariocastelmonte.it
  10. ^ [1],
  11. ^ http://www.paolomalanima.it/default_file/Italian%20Economy/Urban_Population.pdf
  12. ^ Dedica di un'area verde alle vittime dello Scoppio di Sant'Osvaldo
  13. ^ Nel luogo dell’assenza dove sorgeva il bel palazzo del Don Rodrigo friulano - Cronaca - Messaggero Veneto
  14. ^ Sito del Quirinale
  15. ^ Giancarlo Gualandra, "Udine - vie piazze attività", 1995 Chiandetti
  16. ^ [2], testo aggiuntivo.
  17. ^ Fonte sito del Comune di Udine
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ [3]
  20. ^ cittadini stranieri Udine
  21. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  22. ^ L.R. 17 febbraio 2010 n.5.
  23. ^ L.R. 17 febbraio 2010 n.5.
  24. ^ Sito ufficiale della Società Filologica Friulana
  25. ^ Sito Associazione Udine Sipario
  26. ^ Tratto dal sito istituzionale
  27. ^ Qualità della vita - ItaliaOggi
  28. ^ Ecosistema Urbano, l'Italia delle cento città
  29. ^ a b IL SOLE 24 ORE
  30. ^ IL SOLE 24 ORE
  31. ^ Indagine de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia
  32. ^ Pagella finale - Il Sole 24 ORE
  33. ^ Graduatoria 2009 - Il Sole 24 ORE
  34. ^ Graduatoria 2010 - Il Sole 24 ORE
  35. ^ Graduatoria 2010 - Italia Oggi
  36. ^ Graduatoria 2010 - Legambiente
  37. ^ Graduatoria 2011 - Il Sole 24 ORE
  38. ^ Graduatoria 2011 - Italia Oggi
  39. ^ Graduatoria 2011 - Legambiente
  40. ^ Graduatoria 2012 - Il Sole 24 ORE
  41. ^ Trento č la cittŕ piů vivibile - News - Italiaoggi
  42. ^ Graduatoria 2012 - Legambiente
  43. ^ Graduatoria 2013 - Il Sole 24 ORE
  44. ^ Graduatoria 2013 - Legambiente
  45. ^ Premio Roma - albo d'oro 2001
  46. ^ Legge numero 546 del 1977, articolo 26.
  47. ^ Parco scientifico e tecnologico "Luigi Danieli" di Udine
  48. ^ Techno Seed
  49. ^ InnovAction
  50. ^ Sito dell'organizzazione
  51. ^ Fonte MessaggeroVeneto
  52. ^ Patto per il Sistema Urbano Udinese
  53. ^ Dati 2008 annuario statistico Comune di Udine
  54. ^ Maurizio Caprino, Francesca Milano,Marco Mobili,Giovanni Parente, Milano prima, calano i redditi alti in Il Sole 24 Ore, 16 maggio 2012, p. 24.
  55. ^ Maurizio Cescon, Redditi, Udine è la prima in regione in Messaggero Veneto (Udine), 17 maggio 2012.
  56. ^ Sito UdineFiere
  57. ^ Sito fiera casa moderna
  58. ^ http://www.centostazioni.it/flussi.html
  59. ^ a b Rapporto "Ecosistema Urbano 2012" di Legambiente
  60. ^ Rapporto "Mal'aria 2013" di Legambiente
  61. ^ Corsi sportivi - Udine - ASU Associazione Sportiva Udinese
  1. Sito "Il Quotidiano fvg"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Tullio Altan, Udine in Friuli, Casamassima, Udine 1982
  • Romano De Zorzi, Udine Millenaria, A.F.A. Pubblicità, Udine, 1983
  • Giuseppe Del Bianco, La guerra e il Friuli, Tipografia D. Del Bianco e Figlio, Udine 1937
  • Gianfranco Ellero, Dizionario autonomistico friulano, Istitût Ladin-Furlan Pre Checo Placerean, Codroipo 2007
  • Gianfranco Ellero e Giuseppe Bergamini (a cura di), Il Friuli. Una Patria, Provincia di Udine, Udine 2008
  • Giancarlo Gualandra, Udine - vie piazze attività, Chiandetti, Reana del Rojale 1995
  • Roberto Meroi, Cento anni di sport a Udine, Francorosso, Spilimbergo 2002
  • Roberto Meroi, Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Udine 2008
  • Roberto Meroi, Le chiese di Udine, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2000
  • Roberto Meroi, Tutti i volti di Udine assolutamente da scoprire e amare, Editoriale Programma, Padova 2011
  • Roberto Meroi, Stagioni di Udine, Selekta, Udine 2003
  • Roberto Meroi, Storia e attualità delle scuole udinesi, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2010
  • Aldo Rizzi, Udine tra storia e leggenda nell'arte e nell'iconografia, Udine 1983
  • Francesco Tentori, Udine, mille anni di sviluppo urbano, Casamassima, Udine 1982

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]