Parma

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Parma
comune
Parma – Stemma Parma – Bandiera
Parma – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Federico Pizzarotti (M5S) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°48′00″N 10°20′00″E / 44.8°N 10.333333°E44.8; 10.333333 (Parma)Coordinate: 44°48′00″N 10°20′00″E / 44.8°N 10.333333°E44.8; 10.333333 (Parma)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 260,77 km²
Abitanti 187 938 (31-12-2013)
Densità 720,7 ab./km²
Frazioni (Vedi sezione)
Comuni confinanti Collecchio, Felino, Fontanellato, Fontevivo, Gattatico (RE), Langhirano, Lesignano de' Bagni, Mezzani, Montechiarugolo, Noceto, Sala Baganza, Sissa Trecasali, Sorbolo, Torrile, Traversetolo, Sant'Ilario d'Enza (RE)
Altre informazioni
Cod. postale da 43121 a 43126
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034027
Cod. catastale G337
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 502 GG[2]
Diffus. atmosf. bassa
Nome abitanti parmigiani
Patrono Sant'Ilario di Poitiers[1]
Giorno festivo 13 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parma
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Parma (Pärma in dialetto parmigiano[3]) è una città di 187.938 abitanti[4], capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria dal XI secolo[5]. Dal 2002 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1990 dell'Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo) dal 1956 del Magistrato per il Po, diventata poi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO). Dal 1994 vi ha sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l'Italia Settentrionale. A Parma sono presenti importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Capoluogo dell'omonima provincia.

« Come capitale le competeva un fiume, a Parma, ma siccome è una piccola capitale le è toccato un torrente, spesso asciutto. »
(Attilio Bertolucci)

Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell'Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive.

All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il lungoparma appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente Parma, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.[6] Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza, che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia. Le prime propaggini dell'Appennino Parmense si trovano circa a 15 Kilometri in direzione Sud, al di fuori del territorio comunale, nei comuni limitrofi di Traversetolo, Lesignano de' Bagni, Langhirano, Felino, Sala Baganza e Collecchio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Parma Aeroporto e Stazione meteorologica di Parma Università.

Il clima di Parma è tipicamente continentale: le estati sono calde e afose con temperature diurne di circa 30 °C (il 6 agosto 2003 è stato stabilito il nuovo record dal 1878 come giornata più calda in assoluto; la temperatura massima è stata di 39,3 °C),[7][8] punteggiate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Gli inverni sono rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (il record fu raggiunto il 10 gennaio 1985 quando la temperatura scese a -25 °C (dato riferito al centro città, mentre nelle campagne circostanti si registrò -33 C*). Nell'inverno 2011 si è registrato -24 C*[7][9][10] frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. In autunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della Via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 91 mm, il più secco è il mese di luglio con una media di 36 mm (medie mensili riferite al periodo 1961-1990).[11]

In base alla media trentennale 1961-1990 la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,3 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +24,4 °C. Le precipitazioni medie annue si attestano a 777 mm, con minimi relativi in estate e in inverno, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera. L'eliofania assoluta media annua fa registrare il dato medio di 6,4 ore giornaliere, con massimo di 10,2 ore medie giornaliere in luglio e minimo di 2,6 ore medie giornaliere in dicembre.[12]

PARMA UNIVERSITÀ
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,1 7,5 13,2 18,0 22,8 27,3 30,1 29,3 24,8 17,8 10,3 5,4 5,7 18,0 28,9 17,6 17,6
T. min. mediaC) -1,5 0,4 4,5 8,3 12,5 16,3 18,6 18,2 15,0 10,1 4,8 0,4 -0,2 8,4 17,7 10,0 9,0
Precipitazioni (mm) 57 55 65 76 73 56 37 48 67 96 84 63 175 214 141 247 777
Giorni di pioggia 7 7 8 9 9 7 4 5 6 9 9 8 22 26 16 24 88
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,8 4,1 5,6 7,1 8,3 9,8 10,2 9,3 8,1 5,7 3,1 2,6 3,2 7,0 9,8 5,6 6,4

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Parma.
Le origini del nome

Grazie ad indagini archeologiche riacquista consistenza la tesi, sostenuta anche dal Prof. Pittau (autore di studi relativi a questioni di linguistica, filologia, filosofia del linguaggio), di una derivazione del toponimo dai nomi documentati di tribù etrusche «Parmeal», «Parmni» o «Parmnial» che risiedettero nell'attuale territorio. Da non escludere la possibile derivazione dalla voce latina parma/parmae. Ai tempi della fondazione romana infatti, questo termine si utilizzava per designare lo scudo rotondo utilizzato dall'esercito romano e, forse, richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Si osserva comunque che questo termine militare latino a sua volta era probabilmente di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.[14]

« Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto La Certosa, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun'altra città d'Italia. »
(Marcel Proust, La strada di Swann)

Per Giuseppe Vallardi, invece, nel suo libro Itinerario d'Italia, una tra le più famose guide italiane dell'Ottocento, il nome della città deriverebbe dell'omonimo fiume che l'attraversa. Nelle pagine descriventi la città si poteva leggere:

« Parma è fabbricata in un suolo fecondo, sul fiume che le dà il nome e la divide in due parti. »
Alessandro Farnese, in un dipinto di Otto Vaenius (ca. 1585). 3º Duca di Parma e figlio di Ottavio (nipote di papa Paolo III), fu considerato uno dei più grandi capitani del suo secolo.

L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare.

Per gli storici, e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca, malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale.[15] Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata da popolazioni celtiche, ed in particolare dal popolo dei Boi.

Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del fiume Parma, dando origine alla Strada delle cento miglia che collegava Parma a Luni. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis.

In tempi successivi, la crisi dell'Impero Romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377 obbligò l'Imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila del 452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l'appellativo di Crisopoli (Città d'oro).

Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del Re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi lombardi e nell'879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di Conti-Vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un Podestà e da un Capitano del Popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1174 dalle città riunite nella Lega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l'autonomia cittadina.

Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale Castelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobuono de' Terzi. Ai Visconti, che vi insediaranno periodicamente i Terzi di Parma, succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi.

L'assedio di Parma (1247-1248)
La disfatta degli Svevi
Nel 1247 grazie alla momentanea assenza da Parma di Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II di Svevia, i guelfi, vinti i partigiani ghibellini nella battaglia di Borghetto di Noceto, approfittarono per tornare al governo della città. L'Imperatore, furibondo, decise di rinviare l'assedio di Lione dirigendosi su Parma alla testa di un vendicativo esercito e con il chiaro intento di distruggerla in maniera esemplare. A ovest della città, nel giugno del 1247, fece costruire in località Grola (identificata da alcuni con l'attuale frazione di Fognano) una città-accampamento cui diede il nome augurale di Vittoria, composta da case in muratura, una chiesa e una zecca. L'assedio fu durissimo per la popolazione parmigiana e per il contado già allo stremo delle forze. Approfittando dell'assenza dell'Imperatore, impegnato in una battuta di caccia nella valle del Taro, il 18 febbraio del 1248 le truppe parmensi seguite da tutti i cittadini uscirono dalle mura attaccando e distruggendo la città imperiale e le truppe assedianti. L'imperatore Federico II riuscì a stento a rifugiarsi, con pochi seguaci, nella vicina Borgo San Donnino. Tra le macerie nemiche i parmigiani trovarono e si impossessarono di un ambito trofeo, la corona imperiale, simbolo estremo del loro trionfo.

Nel 1521 l'esercito pontificio e spagnolo, dopo un assedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel 1545 il papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana manterrà il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.

Ai Farnese succedettero i Borbone con l'Infante di Spagna Carlo I, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna. La dinastia dei Borbone-Parma, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa, subì un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annetté il ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro).

Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, ed il successivo Congresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli Asburgo. Maria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'Imperatore Francesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conserverà il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono ad eredi. Nello stesso anno 1847 i Borbone-Parma tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con Roberto I di Parma che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre Luisa Maria di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Con l'Armistizio di Villafranca il Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo.

Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale La Gazzetta di Parma,[16] con lo scopo di cederlo al Comitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, partigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Durante l'Assemblea Costituente ci fu il tentativo da parte del Sen. Giuseppe Micheli e alcuni politici di creare la regione Emilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l'articolo Mortati.

Parma-Stemma.png
La ex torre civica di Parma in una cartolina dell'800, crollata nel 1606, era il vero simbolo di Parma. Con i suoi 130 metri di altezza era la torre più alta d'Italia

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che tradotto significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.

« Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l'imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti. »
(Salimbene de Adam, Chronica, 1281-1288)

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Il Gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i bizantini avevano coniato per la città: Crisopoli.

(LA)
« Chrysopolis dudum Graecorum dicitur usu, aurea sub lingua sonat haec urbs esse latina; scilicet urbs Parma, quia Grammatica manet alta, Artes ac septem studiose sunt ibi lectae »
(IT)
« All'uso dei Greci ancora Parma viene chiamata Crisopoli, che in greco significa città d'oro; come a dire che primeggia nella grammatica e che in essa sono coltivate con passione tutte e sette le arti »
(Donizone, Vita della contessa Matilda, 1115)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 settembre 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[17]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera delle secolari tradizioni della vittoria sulle orde di Federico Imperatore, le novelle schiere partigiane rinnovavano l'epopea vincendo per la seconda volta i barbari nipoti, oppressori delle libere contrade d'Italia. L'impari lotta, sostenuta con la stessa fede dei padri e col sangue dei figli migliori, cominciava per merito dei primi volontari della libertà all'alba del 9 settembre 1943 e si concludeva il 25 aprile 1945 con la sollevazione del popolo tutto che, affiancando i settemila e cinquecento fratelli partigiani combattenti, costrinse alla resa e vide la fuga del nemico. L'ombra del glorioso gonfalone ornato dell'aurea gemma del valore riconosciuto dalla Patria grata, aleggia e custodisce la sacra memoria dei seicentonovanta quattro caduti con le armi in pugno per la redenzione dell'Italia, dei quattrocento sepolti sotto le macerie della città straziata dai bombardamenti aerei, che, unitamente ai cinquecentotredici feriti, mutilati e invalidi, ai ventuno dispersi, ed ai centonovanta deportati nelle gelide e mortifere lande dei paesi stranieri, costituirono la parte eletta del popolo che seppe difendere e riconquistare le patrie libertà.»
— 9 settembre 1943 - 25 aprile 1945

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

In città sono repertoriati 330 beni culturali, tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici.[18]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Parma.

Edifici situati nel quartiere Parma Centro (detto anche Parma Nuova)[modifica | modifica sorgente]

Tra Duomo e S. Giovanni
Battistero
Veduta notturna del Duomo

Sorto tra i secoli XI e XII a ridosso della cinta muraria romana e al posto dell'antica basilica, il Duomo è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia e la cupola è stata dipinta dal Correggio. A fianco del campanile, sulla stessa piazza, si erge il Battistero, di Benedetto Antelami, un imponente monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico. Queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città. Nei pressi, rivolgendo la prospettiva verso est, attraverso il campanile del Duomo ed il Battistero, si scorgono la facciata ed il campanile dell'Abbazia di San Giovanni Evangelista un complesso monastico con la relativa chiesa la cui cupola fu affrescata dal Correggio.

Nella vicinanze, tra piazza Duomo e il Palazzo della Pilotta, fu fondato nell'XI secolo il Complesso di San Paolo. In questo monastero benedettino, sorto come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio, è conservata La camera di San Paolo, un affresco realizzato tra il 1519 e il 1520 dal Correggio. Questa opera fu portata a termine su commissione della badessa del monastero Giovanna Piacenza.

Sempre a poca distanza, nelle immediate adiacenze a piazza Garibaldi (il centro cittadino), si impone la pianta a croce greca della chiesa di Santa Maria della Steccata, un bellissimo edificio con absidi su ogni braccio, fondato nel 1521 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine. L'architetto a capo dei lavori fu Giovanfrancesco Zaccagni, insieme al padre Bernardino. Il Vasari nelle Vite ne attribuisce il progetto al Bramante ma si pensa pure a Leonardo Da Vinci. È uno degli esempi più significativi di chiese a piano centrale della prima metà del XVI secolo. Il grande arco del presbiterio rappresenta un capolavoro di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Al suo interno sono presenti inoltre numerose decorazioni e opere di artisti di grande rilievo, tra cui Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto Malosso. La cupola fu dipinta da Bernardino Gatti detto Sojaro. L'esterno bianco della cupola della Steccata è perfettamente visibile dalla piazza centrale (piazza Garibaldi) sulla quale si prospetta la facciata di stile neoclassico della chiesa medioevale di San Pietro Apostolo, realizzata da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto del Petitot.

A fianco del Palazzo del Comune, sull'attuale via della Repubblica, è visibile una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale, la Chiesa di San Vitale. Completamente riedificata a metà del XVII secolo e restaurata recentemente, conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria.

Più a nord, quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, sorge la costruzione del XIII secolo di San Francesco del Prato, chiesa a carattere gotico, antica sede dei Francescani, la cui lunghezza supera perfino quella del Duomo. Nei secoli successivi divenne una delle chiese più importanti della città, ma dall'Ottocento fino agli inizi degli anni novanta fu adibita a carcere cittadino. Al centro dell'abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi. L'espansione di una cappella della chiesa stessa vide la nascita dell'Oratorio dell'Immacolata Concezione. Costruito nel XVI secolo, con pianta a croce greca, quest'ultimo ospita pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L'Oratorio si è salvato dalla trasformazione in carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso. In stile gotico è anche la chiesa di Santa Maria del Carmine, utilizzata dal 2008 come Auditorium a servizio dell'attiguo Conservatorio di musica, situato all'interno del suo ex convento.

Edifici situati nel quartiere Oltretorrente (detto anche Parma Vecchia)[modifica | modifica sorgente]

Dal quartiere Parma Centro, attraversando il Ponte di Mezzo si arriva direttamente nel quartiere popolare dell'Oltretorrente dove, a pochi metri di distanza dal torrente, sorge la chiesa S.S. Annunziata, un edificio religioso di forma ellittica a cappelle radiali annesso al monastero francescano maschile. Rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. È un'opera di Giambattista Fornovo che la disegnò nel 1566 su commissione del Duca Ottavio Farnese.

Sempre nella zona, detta anche Capo di Ponte, ossia la parte dell'Oltretorrente più antica e a ridosso del Ponte di Mezzo, venne edificata nel 1617 la chiesa Santa Maria delle Grazie quale sede della confraternita delle Stigmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del soccorso. Conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il Duomo e, nelle cappelle laterali, due dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini. Sulla principale arteria dell'Oltretorrente, l'attuale via D'Azeglio, corrispondente al tracciato della via Emilia, si trova l'Oratorio di Sant'Ilario di Parma. Dedicato al patrono della città, esso è collocato all'interno del complesso storico dell'Ospedale Vecchio. L'Oratorio, di piccole dimensioni, si compone di tre navate scandite da pilastri a sezione quadrata e dalle superfici scanalate ed ha assunto l'attuale aspetto dopo i lavori di ristrutturazione del 1663.

A fianco dell'Ospedale Vecchio è anche visibile uno dei monumenti più importanti e caratteristici del quartiere Oltretorrente, una facciata barocca composta da due torri, dette dei Paolotti, uniche strutture conservate del convento e della chiesa di San Francesco di Paola ed edificate tra il 1625 ed il 1632.

Proseguendo verso ovest, in corrispondenza di una delle porte principali del centro storico, è posizionata l'antica chiesa Santa Croce, un manufatto religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della Strada Romea.

Un altro antico edificio, costruito nel 1619, completa la principale offerta monumentale religiosa del popolare quartiere: è la chiesa di Santa Maria del Quartiere, a forma di prisma esagonale, con uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi di Pier Antonio Bernabei che raffigurano il Paradiso. La costruzione della struttura viene comunemente attribuita a Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, realizzatore del Teatro Farnese.

Va infine sottolineato che i cavalieri templari avevano la loro chiesa in questo quartiere e che essa era di tale importanza da essere utilizzata fino al 1812 per la sepoltura dei principi di Parma: si tratta della chiesa di Santa Maria del Tempio, in via Bixio, sconsacrata.

Edifici situati fuori dal centro storico[modifica | modifica sorgente]

Situata a pochi chilometri dal centro storico, nel punto in cui la città lascia il posto alle campagne della bassa parmense, sorge l'Abbazia Cistercense di Valserena. Comunemente ed erroneamente definita La Certosa di Parma, ispirò Stendhal ed è sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. La sua costruzione iniziò per volere del cardinale parmigiano Gherando Bianchi nel maggio del 1298. Luogo romantico e misterioso dell'architettura cistercense, comprende una chiesa a croce latina in stile gotico lombardo e un presbiterio arricchito da affreschi del Baglione, è conosciuta anche sotto il nome di Certosa di Paradigna e Abbazia di San Martino dei Bocci.

A ridosso della città, e situato in prossimità della tangenziale nord, si erge un altro monastero, forse meno rinomato ma di uguale valore storico: la Certosa, fondata nel 1285 da Rolando Taverna. È un edificio ricco di opere d'arte e di pregevole fattura architettonica, nel quale i monaci abitarono per 483 anni, fino al 1805, quando la Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma vi si stabilì; ospita negli anni duemila la Scuola di Polizia Penitenziaria. Nella popolosa frazione di Vicofertile sorge su un percorso molto frequentato dai pellegrini (ovvero la Via Francigena) la Chiesa di San Geminiano, risalente al XI secolo, il cui fonte battesimale presenta bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio. Nella frazione di Gaione si trova invece la Pieve di Gaione, un importante edificio romano contenente reperti archeologici di rilievo e affreschi del XVII e XVIII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo della Pilotta visto dal ponte Verdi.
Archi della Pilotta
Palazzo Ducale del Giardino
Palazzetto Sanvitale
Palazzo del Governatore
  • Palazzetto Eucherio Sanvitale. Situato all'interno del Parco Ducale, è un esempio significativo dell'architettura Rinascimentale a Parma. All'interno sono presenti interessanti decorazioni del XVI secolo attribuite a Gianfrancesco d'Agrate. In una delle sue sale restaurate è possibile ammirare frammenti di un affresco del Parmigianino.
  • Palazzo del Governatore. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. In attesa del completamento della nuova sede destinata all'authority alimentare, nel palazzo sono provvisoriamente collocati alcuni uffici amministrativi dell'EFSA. Dopo un importante rinnovo delle parti interne, dal gennaio 2010 il Palazzo del Governatore aspira a diventare un centro di esposizione permanente di arte moderna e contemporanea.[19]
  • Palazzo Episcopale. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell'epoca il palazzo era situato all'esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni ma sono ancora perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura.
  • Palazzo delle Poste. Pregevole manufatto del centro storico, situato a due passi dalla Cattedrale, venne realizzato nel 1905 in puro stile liberty da Moderanno Chiavelli.
  • Palazzo Tarasconi. Fu eretto nel Cinquecento ed al suo interno nel 1860 venne aperto il primo sportello della cassa di Risparmio di Parma. Il retro del palazzo ospitò, durante 20 anni, la tipografia della Gazzetta di Parma.
  • Palazzo Carmi. In stile neoclassico.
  • Palazzo Imperiale dell'Arena. Fu costruito per volere di Federico II di Svevia ed in seguito, tra il 1836 ed il 1847, venne ristrutturato da Nicola Bettoli su incarico della Duchessa Maria Luigia; è la sede del Convitto Nazionale.
  • Palazzo Pallavicino. Edificio in stile barocco a pianta quadrata costruito per volere di Alfonso Pallavicino nel 1646. Pregevole la monumentale balconata ed il porticato; è la sede del Tribunale Amministrativo Regionale.
  • Palazzo Marchi. Fu eretto nel 1770 ed ospita la sede della Fondazione Arturo Toscanini. Possiede una collezione privata di oggetti provenienti dalla corte ducale.
  • Palazzo Meli-Lupi. In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli-Lupi; è la sede dell'Unione Industriali Parmense.
  • Palazzo Tirelli. Si trova in borgo San Vitale 6 ed appartiene dall'inizio del XIX secolo ai marchesi Tirelli, famiglia proveniente da Guastalla, ove nel 1696 Giulio Tirelli fu insignito del titolo nobiliare da Francesco Farnese, duca di Parma. Questo palazzo rappresenta uno dei pochi esemplari rimasti di palazzo padronale del primo Rinascimento con influsso lombardo. La sua facciata quattrocentesca presenta due finestre rinascimentali centinate e contornate da un alto davanzale sorreggente lesene sovrastate da timpano triangolare. L'androne d'ingresso, che offre una volta con tratti di decorazioni a racemi su fondo chiaro in cui è inserito il simbolo cristologico di San Bernardino, immette in un ampio cortile porticato.
  • Casino Petitot. È uno tra i primi Cafè costruiti in Italia. L'opera fu realizzata da Ennemond Petitot nel 1766 su volere del primo ministro ducale Du Tillot, contestualmente al rifacimento dello Stradone Farnesiano, effettuato con l'intento di renderlo simile ai boulevard parigini ed esaltare il mito che puntava a riaffermare Parma quale nuova Atene d'Italia.
  • Palazzo Boselli. È uno fra i pochi palazzi cittadini del XIV-XV secolo. Si trova in strada XXII luglio.
  • Palazzo dell'Università. Imponente edificio del XVI secolo fu eretto dai padri gesuiti per ospitare i seminaristi della Compagnia del Gesù; è la sede centrale dell'Università di Parma ed ospita il Museo di storia naturale.

Teatri storici[modifica | modifica sorgente]

Teatro Regio
  • Teatro Regio. Simbolo della passione melodrammatica della città e massimo teatro cittadino è sede di rappresentazioni liriche, concertistiche e di danza con artisti di livello nazionale ed internazionale.Fu inaugurato dalla duchessa Maria Luigia con la Zaira di Vincenzo Bellini il 16 maggio 1829.
  • Teatro Farnese. Opera lignea dell'architetto Giovan Battista Aleotti, coadiuvato nei lavori da Giovan Battista Magnani, realizzato all'interno del maestoso Palazzo della Pilotta. Nacque nel 1617 per volontà del duca di Parma Ranuccio I Farnese, al fine di festeggiare degnamente la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici. Fu il primo teatro europeo a scena mobile.Dopo un'inattività durata tre secoli, il teatro è tornato ad ospitare rappresentazioni concertistiche e teatrali all'interno del Festival Verdi organizzato dalla fondazione Teatro Regio di Parma.
« Il gran Teatro (Teatro Farnese), disegno del Magnani, è il più bello e il più grande d'Italia. Ha 300 piedi di lunghezza e contiene comodamente 9.000 spettatori. Siccome è benissimo immaginato, non ha il difetto di quelli d'altri Architetti, nei quali una parte degli spettatori non vede: questo è disposto in modo che tutti godono lo spettacolo, e dal fondo del Teatro all'estremità opposta si sente anche un uomo che parli sottovoce; e alzandosi la voce non v'è eco, né confusione »
(Dalla guida Itinerario d'Italia, di Giuseppe Vallandri - 1815)

Porte[modifica | modifica sorgente]

Le antiche mura della città erano contornate da numerose porte, alcune delle quali in parte ancora visibili.

  • Porta San Francesco. Fu edificata nel 1261 in seguito all'espansione della città verso sud, e rappresentava l'uscita verso i grandi feudi della montagna. È situata nell'Oltretorrente in corrispondenza di piazzale Tommaso Barbieri (chiamato comunemente barriera Bixio perché vi termina via Bixio). È formata da una barriera composta da quattro pilastri decorati con statue allegoriche all'estremità superiore, da statue di leoni alla base, da tre cancellate in ferro e da una scultura raffigurante un'immagine simbolica femminile, opera di Cristoforo Marzaroli. Da questa porta i pellegrini lasciavano la città per recarsi a Roma attraverso la Via Francigena.
    L'antico edificio a fianco della porta, al termine di viale dei Mille e viale Vittoria, è in ottimo Stato di conservazione dopo i restauri e ospita il circolo ricreativo-culturale Famija Pramzana.[20]
  • Porta Santa Croce. Fu costruita nel XIII secolo ad ovest della città, in direzione Piacenza; sono ancora visibili la chiesa omonima, costruita nello stesso periodo, e l'edificio del Cinquecento voluto da Papa Paolo III, che pochi anni dopo i Farnese ampliarono con l'aggiunta di un sopralzo e di sei camere decorate.[21]
  • Porta San Michele. Situata ad est del centro storico lungo la via Emilia, al termine di strada della Repubblica (in precedenza strada San Michele), vi si trova un piazzale chiamato barriera della Repubblica, con al centro una grande fontana circolare. L'antica porta è stata demolita alla fine dell'Ottocento ed è rimasta al suo fianco la chiesa dalla quale prese il nome.[22]
  • Porta Nuova. Anticamente situata in fondo a strada dei Genovesi (nel duemila via Farini) e fatta erigere da Ferdinando I di Borbone, fu demolita nel 1901 dal Comune, che ne eresse un'altra nel 1915 all'angolo con viale Umberto I. Lo stemma dei Borboni con la cornucopia dell'abbondanza che ne sormontava la facciata fu salvato dalla demolizione e rimontato nel cortile della Rocchetta in Pilotta.[23]
  • Porta San Barnaba. Situata in fondo all'odierna via Garibaldi, essa proteggeva il lato nord della città. Prende il nome dalla omonima chiesa individuabile in via Affò dove sorgeva. Nel 1830 la costruzione di una nuova barriera su via Garibaldi ne decretò la completa distruzione.[24]

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Ingresso principale della Cittadella
Monumento a Giuseppe Verdi
L'ex Monumento a Verdi nel 1920 andato poi distrutto in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
  • Cittadella. Grande fortezza costruita alla fine del XVI secolo su ordine del duca Alessandro Farnese, a margine delle mura storiche di Parma, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale. La sua costruzione fu anche l'occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. Di forma pentagonale, l'architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa; il suo interno è un vasto e frequentatissimo spazio dedicato a verde pubblico, attrezzato con impianti sportivi e giochi per bambini.
  • Pons Lapidi. Detto anche Ponte Romano o Ponte di Teodorico. Questo antico ponte in muratura di età Augustea fu ricostruito da Teodorico nel 493 e rimase in area asciutta dopo l'inondazione del 1177 che deviò il corso del torrente. Rimangono visibili due delle undici arcate. Un progetto di recupero ambientale in corso favorirà la valorizzazione delle arcate visibili del manufatto. Il resto delle arcate rimane tuttora sepolto sotto l'attuale via Mazzini.[25]
  • Ospedale Vecchio. Creato nel 1250 sul lato nord dell'attuale via d'Azeglio, fu in seguito ricostruito. Prima manifestazione del Rinascimento dell'architettura parmigiana, l'attuale edificio è databile tra il XV ed il XVI secolo su progetto e realizzazione di Gian Antonio da Erba. All'interno del complesso è collocato l'Oratorio di Sant'Ilario. Dal 1948 è sede dell'Archivio di Stato e della Biblioteca Comunale. Un importante intervento di riqualificazione consentirà un utilizzo differente di questa antica struttura medievale.[26]
  • Monumento a Verdi. In granito e bronzo, l'opera dello Ximenes, costruita nel 1913 dall'architetto Lamberto Cusani, è dedicata al grande maestro Giuseppe Verdi. Il monumento visibile è solo una parte di un complesso più vasto, sacrificato, non senza polemiche, in nome dell'espansionismo urbanistico del dopoguerra.
  • Monumento a Bottego. Monumento bronzeo realizzato nel 1907 dallo Ximenes, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell'esploratore parmigiano Vittorio Bottego. La zona in cui sorge il monumento è sottoposta ad una vasta operazione di ristrutturazione e riqualificazione urbana, seguendo un progetto dell'architetto catalano Oriol Bohigas. Da una vasca d'acqua emerge un piedistallo formato da macigni su cui è posta la statua di Bottego con ai lati due guerrieri galla che rappresentano i fiumi Omo e Giuba.
  • Monumento alla Vittoria alata. Obelisco, posto in viale Toschi, fu inaugurato nel 1931 dal re Vittorio Emanuele III. La parte bronzea è stata realizzata dallo Ximenes. Il monumento, il cui autore fu Lamberto Cusani, è costituito da un'alta colonna di marmo avvolta da un fregio bronzeo che ferma una lunghissima spada. Una figura femminile alata, la Vittoria, posta su una sfera bronzea, conclude la colonna alta circa dieci metri.
  • Monumento a Filippo Corridoni. Il monumento dedicato al sindacalista caduto nel 1915 sul Carso, fu eretto nel quartiere Oltretorrente fra il 1925 e il 1927, su disegno dell'architetto parmigiano Mario Monguidi e modellato nel marmo e nel bronzo dallo scultore Alessandro Marzaroli. La statua in bronzo, restaurata nel 2009, misura 4,50 metri di altezza. L'intero manufatto poggia su una base di gradini di porfido ed è alto 13 metri. Dal basamento quadrato, con quattro teste scolpite nel marmo, quattro aquile e quattro scritte di Corridoni, si innalza la stele bianca con altorilievi. L'epigrafe è del poeta parmigiano Ildebrando Cocconi.
  • Monumento a Ercole e Anteo. È un'opera in rame dell'artista fiammingo Teodoro Vandersturck risalente agli anni tra il 1684 e 1687 e nota anche con il nome de I du brasè (in dialetto parmigiano i due abbracciati). In origine doveva ornare la vasca collocata davanti a Palazzo Ducale, ma venne più volte trasferita. Fino al suo ultimo restauro la statua era situata a fianco del Palazzo del Comune, dove è ancora visibile una copia, mentre oggi è collocata all'interno del cortile di Palazzo Cusani, sede della Casa della Musica.
Monumento al Correggio
  • Monumento al Correggio. Statua del 1870 realizzata in marmo dallo scultore Agostino Ferrarini e posta in piazza Garibaldi. Rappresenta l'artista Antonio Allegri da Correggio nell'atto di guardare una propria opera tenendola, a distanza, con una mano sopra al proprio ginocchio.
  • Monumento a matt Sicuri. Enzo Sicuri, il filosofo da marciapiede, era un personaggio contemporaneo molto noto in città per aver sempre vissuto in strada, dormendo in scatole di cartone e veniva chiamato familiarmente dai parmigiani matt Sicuri. Il monumento in bronzo, realizzato da Maurizio Zaccardi, ne celebra la figura mentre siede su una scatola di cartone appoggiato a una bicicletta.
  • Monumento al Parmigianino. È una statua in marmo bianco del 1879 finanziata dall'Ordine Costantiniano e dal Comune. Con base a sezione quadrata divisa in tre piani, fu realizzata da Giovanni Chierici e raffigura Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. L'ubicazione in piazzale della Steccata non è casuale: l'artista, infatti, aveva lavorato all'interno della vicina Chiesa della Steccata, realizzandone alcuni affreschi, tra il 1531 e il 1539.
  • Monumento al Partigiano. È un'opera ideata dallo scultore Marino Mazzacurati e dall'architetto Guglielmo Lusignoli, raffigurante tre aspetti della guerra e della resistenza: un combattente con il mitragliatore in mano, un partigiano caduto e un muro per le fucilazioni ricavato da mattoni di case parmigiane distrutte dai bombardamenti. L'inaugurazione avvenne nel luglio 1956 in occasione della visita del Presidente Giovanni Gronchi.
  • Monumento a Garibaldi. Opera in bronzo dello scultore Davide Calandra, fu scoperta nel 1893. È posta nell'omonima piazza, di fronte al palazzo del Governatore. La statua, alta più di tre metri e posata su un alto basamento che reca tre bassorilievi raffiguranti la difesa di Roma, la battaglia di san Fermo e lo sbarco a Marsala, ritrae l'Eroe dei Due Mondi in piedi con le mani appoggiate sull'elsa della spada.
  • Monumento a Padre Lino. Ricorda Padre Lino Maupas, un frate francescano dalmata, assai amato dai parmigiani per le sue virtù cristiane, morto a Parma nel 1924. La statua, in bronzo e senza basamento, opera della scultrice Jucci Ugolotti, fu collocata nel 1998 in piazzale Inzani, vicino al Convento dell'Annunziata in cui Padre Lino visse dal 1893 alla morte. Il frate è rappresentato nell'atto di camminare offrendo i pani che stringe nelle mani.
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre. È stato ottenuto da Mario Monguidi modificando opportunamente l'antica Torre di San Paolo in via Macedonio Melloni. Esso è costituito principalmente da una grande lapide di marmo bianco con una epigrafe, da cinque teste coronate da filo spinato a ricordo dei soldati in trincea, da una lampada votiva, da una statua inginocchiata (la Stirpe Italica) e da medaglioni con i simboli delle armi. La torre è munita di una cella con una grande campana. Fu inaugurato nel 1961 dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
  • Monumento ad Arturo Toscanini. Opera di Maurizio Zaccardi, ritrae Arturo Toscanini, a grandezza naturale, nell'atto di dirigere l'orchestra. La statua, posta su un massiccio basamento di marmo, è stata sistemata all'ingresso del Barilla Center in via Emilia Est, in attesa di essere spostata in una piazza vicino alla casa natale del grande Maestro.
  • Monumento a Padre Pio da Petrelcina. Il monumento in bronzo e senza piedistallo, di Padre Pio è stato posto dalla devozione popolare in piazzale Salvo d'Acquisto nel 1991. Il frate, a grandezza naturale, è ritratto in atteggiamento di preghiera. È andato perso il nome dell'autore.
  • Arco di San Lazzaro. È un arco trionfale con una struttura a tre fornici e decorato secondo un gusto barocco. Venne costruito in occasione delle nozze tra il duca di Parma Odoardo Farnese e Margherita de' Medici e più volte restaurato nel corso dei secoli, dapprima per festeggiare il matrimonio tra Elisabetta Farnese e Filippo V di Spagna, in seguito, nel 1805, in occasione dell'arrivo di Napoleone I e nel 1825 per la visita di Francesco I e la figlia Maria Luigia.
Tempietto d'Arcadia (1769) creato dal Petitot
  • Tempietto di Arcadia. Nel 1769, su progetto del Petitot, si decise di costruire un edificio all'interno del Parco Ducale di Parma, In occasione delle nozze fra il Duca Ferdinando e Maria Amalia d’Austria celebrate nel 1769 dove venne decisa la costruzione del tempietto in forma di rovina, ispirandosi al tempio della Sibilla sull'Aniene. All'interno vi era presente una vasca. Il Tempietto d'Arcadia presenta sette colonne su dodici e l’imposta, una volta a cupola, ornata da riquadrature a cassettoni. Questi cassettoni negli ultimi quattro anni hanno perso parte del loro colore sbiadendosi in modo evidente.

Monumenti scomparsi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti scomparsi di Parma.

Tutte le città sono in continua evoluzione: anche Parma ha perso, per varie ragioni, tanti dei suoi monumenti nel corso dei secoli.

Aree naturali e vivibilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parchi e giardini di Parma.
Parco Ducale. In primo piano la statua di Sileno ed Egle (1785) sullo sfondo il Tempietto d'Arcadia (1769).
Gli argini verdi del torrente rappresentano un'importante arteria ecologica per la città.

Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini e aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico. La percentuale di verde urbano sulla superficie comunale è pari all'1,8% (ossia circa 4,68 km²) mentre ammonta a 26,6 m² il verde urbano per ogni abitante.[27] Il verde fruibile pro-capite nell'area urbana è di 14,57 m² per abitante e la città si è posizionata al 5º posto in Italia ed al 1º in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2009. A Parma sono censiti 100.000 alberi,[28] 28 milioni di m² di manto erboso, oltre 80 aree gioco per i bimbi allestite e situate in contesti verdi[29] e una quarantina di aree dedicate ai cani.[30]

Sono in corso interventi di riforestazione e riqualificazione ambientale nell'area a nord del comune che andranno a costituire la Kyoto Forest, estesa su una superficie compresa tra gli 80 e i 90 ettari, nella quale ci si prefigge di ricostruire i principali ambienti della pianura e cioè il bosco planiziale, una zona umida con stagno e sistemi di macchia-radura e aree di bosco percorribili tramite una rete di percorsi pedonali e ciclabili.[31] Il verde fruibile pro-capite nell'area urbana è di 14,57 m² per abitante e la città si è posizionata al 5º posto in Italia ed al 1º in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2009 (nella scorsa edizione era all'8º posto).

In città crescono le medie sia di No2 che di polveri sottili (PM10): Parma è anche la città più inquinata della regione da quanto emerge dal rapporto 2012 sulla qualità dell'aria dei capoluoghi di provincia italiani[32], ma aumenta la raccolta differenziata a compensazione di una produzione pro-capite di rifiuti urbani ancora molto alta; aumentano anche i metri di suolo urbano destinato alle bici e sono in corso numerosi progetti per estendere la rete di piste ciclabili. La rete ciclabile si è infatti notevolmente sviluppata negli ultimi anni, passando dai 51 km del 2003 agli attuali 71,5 km e con le nuove realizzazioni l'estensione supererà quota 90 km. In media il 22% dei parmigiani effettua spostamenti in bicicletta nei giorni feriali contro una media regionale del 6% e nazionale del 2,9%.[33] Anche le politiche energetiche ottengono buoni risultati e Parma si posiziona ai primi posti (11º) per i metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata per abitante (0,64 m²/abitante). Insieme alle città di Ferrara, Mantova, Modena e Ravenna, il capoluogo ottiene il massimo punteggio dell'indice di partecipazione ambientale quale buon auspicio per il proseguimento di politiche sensibili al rispetto della qualità ambientale dell'area urbana.[34]

Orto Botanico

I gravi problemi di inquinamento, riscontrabili anche in numerose città della Pianura Padana, obbligano un crescente investimento nei confronti dell'ambiente. Prima città in Europa a dotarsi di una rete di distribuzione delle merci "ecosostenibile", le consegne ad esercizi commerciali, bar e alberghi sono possibili solo con mezzi alimentati a metano oppure con mezzi accreditati con una speciale certificazione ambientale.[35] Come già avviene in molte altre città, quando le condizioni meteorologiche sono sfavorevoli alla dispersione delle polveri sottili, vengono regolarmente adottati provvedimenti di contrasto all'inquinamento atmosferico, quali il blocco del traffico ai veicoli più inquinanti il giovedì pomeriggio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Parma è terza in Italia (analisi Censis 2010) per aumento della popolazione residente, grazie alla tenuta del tasso di natalità, alla diminuzione di quello della mortalità e all'aumento del tasso migratorio, con un ringiovanimento dell'età media e un'alta percentuale di residenti stranieri.[36] Sulla base della procedura DMA (Dynamic Metropolitan Areas), che consiste nel partire dai centri con oltre 50.000 abitanti e nell'aggregarvi i comuni contigui che abbiano almeno un tasso del 15% di pendolarismo per lavoro o studio verso di loro, l'area metropolitana di Parma viene considerata DMAs di livello B con una popolazione complessiva di 444.395 abitanti (dati dic. 2008, il dato sui flussi pendolari è desunto dal Censimento 2001 dell'Istat).

Evoluzione al XX secolo

Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del 183 a.C., la valenza strategica territoriale della città le permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d'insediamento da molti immigrati al seguito di Carlo Magno.[37] Nel 1400 si giunse a circa 12 000 cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti.[38] Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17 000, ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato, il numero degli abitanti raggiunse i 26 000 e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza, toccò i 46 000, per poi ridursi a 30 000 dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di Maria Luigia, (durato dal 1814 al 1847), il numero degli abitanti passò a 45 000, e nel 1861, anno della proclamazione del Regno d'Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia, che posizionavano la città alla ventesima posizione nel Paese.[39]

Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un'involuzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico proseguì anche negli anni successivi, attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città come ventiseiesimo capoluogo italiano.[40] Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello Stato e della corte ducale, che provocò la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.

« [...] il pubblico ricorre col pensiero a quei tempi in cui abbondavano gli uffici e la Corte spendeva, tempi che si ricordano da molti non senza qualche compiacenza, poiché del passato si sogliono ripetere le cose liete piuttosto che le tristi e dolorose [...]. La città di Parma, come altre volte si è osservato, è forse quella fra tutte le italiane, che nel nuovo ordine di cose, per esser spoglia di propri spedienti e di forze locali, ebbe più a soffrire ne' materiali interessi. Il visibile e continuo deperimento rattrista e commuove questa popolazione [...] »
(Lettera di doglianza indirizzata al Ministero degli Interni scritta nel 1865 dal prefetto di Parma avv. Carlo Verga)

Nel 1901 il Comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti, mentre il successivo censimento, avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti.

Residenti dal 2000 ad oggi

Solo con gli inizi del nuovo millennio, ed in particolare grazie ai flussi migratori, si verifica un incremento costante dei residenti nel territorio comunale. Ad esempio, tra gli inizi del 2005 ed il 2006, la popolazione della città è passata da 174.471 a 175.789 unità, con un incremento complessivo di 1.318 individui (558 maschi e 760 femmine)[41], aumento complessivo reso possibile da un saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati) pari a 1.634 unità, a compensazione di un saldo naturale negativo di -316 unità.[42] Un ulteriore incremento di 1.280 abitanti, pari allo 0,7%, si è verificato nel biennio successivo portando la popolazione residente nel capoluogo a 177.069 abitanti, con una presenza di residenti stranieri pari al 9,1%. Confrontando il decennio 1997-2007 la popolazione del capoluogo è aumentata del 6,1%, corrispondente a 10.189 unità. Un ulteriore aumento dello 0,9% si è verificato nel 2007 rispetto all'anno precedente, portando il 1º gennaio 2008 il numero totale dei residenti a 178.718, mentre alla fine dello stesso anno la popolazione ha raggiunto le 182.389 unità (+ 3.671 abitanti), un livello record mai toccato nella lunga storia del capoluogo.[41]. Secondo l'Ufficio statistica della Provincia di Parma, la popolazione residente del capoluogo a fine 2012 è di 190.522 abitanti[43]. Questo dato è provvisorio e suscettibile di variazioni, a seguito delle revisioni post-censuarie in corso.

Abitanti censiti[44]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

A fine 2009 la percentuale di stranieri residenti a Parma rappresenta il 12,9% sul totale della popolazione.[45] Secondo le analisi dell'ufficio statistica comunale, si evince che nel 2007 il 37,6% di quanti hanno deciso di stabilirsi a Parma proviene dall'estero, mentre solo il 28% proviene dall'Emilia-Romagna. Sul fronte dell'emigrazione circa il 63% di coloro che hanno lasciato Parma si sono diretti in località della regione, per un totale di 3.037 individui: tra questi, l'80% ha scelto Comuni della provincia, in particolare i centri confinanti con il capoluogo.[46]

Dei 26.424 immigrati regolari che vivono a Parma, circa la metà di essi proviene da paesi europei circostanti, seguita da nordafricani:

  1. Moldavia, 4504
  2. Albania, 2554
  3. Romania, 2152
  4. Filippine, 2051
  5. Tunisia, 1964
  6. Marocco, 1121
  7. Ucraina, 1091
  8. Ghana, 924

Religione Cattolica[modifica | modifica sorgente]

Sono numerose le famiglie religiose sorte a Parma e tuttora fiorenti: le Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1575 e riformate da Maria Lucrezia Zileri dal Verme nel XIX secolo; le Maestre Luigine, sorte verso il 1755 ad opera di Rosa Orzi ed unite alle Suore Domenicane della Beata Imelda; le Ancelle dell'Immacolata, fondate da Anna Maria Adorni per l'assistenza alle donne traviate e alle ragazze pericolanti; le Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondate nel 1865 da Agostino Chieppi; la Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, fondata nel 1895 da Guido Maria Conforti, di cui esiste il ramo femminile delle suore della Società Missionaria di Maria, fondata da Celestina Bottego e Giacomo Spagnolo.

I monaci benedettini dell'abbazia di San Giovanni sono presenti in città dal 983 e il loro monastero fu riformato nel 1852 dai sublacensi. A Parma sorgono anche i monasteri claustrali delle Carmelitane Scalze (presso Santa Maria Bianca), fondato nel 1635 a istanza di Margherita Aldobrandini con religiose provenienti da Cremona, e delle Clarisse Cappuccine (presso Santa Maria degli Angeli), fondato nel 1682 per volere di Ranuccio II Farnese con alcune monache provenienti da Guastalla.

I frati minori vennero introdotti a Parma nel 1220 da san Francesco d'Assisi e in seguito si divisero nei rami degli osservanti, presso la chiesa della Santissima Annunziata, e dei conventuali, presso San Francesco del Prato (poi ridotti all'oratorio dell'Immacolata Concezione).

I Carmelitani Scalzi, già presenti dal 1623, tornarono definitivamente a Parma nel 1881 e officiano la chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù; i Salesiani giunsero presso la chiesa di San Benedetto nel 1889 e vi fondarono un collegio maschile, al quale si aggiunse poi quello femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice; i Fratelli delle Scuole Cristiane aprirono la loro prima sede a Parma nel 1836; gli Stimmatini giunsero in città nel 1876 e dal 1969 hanno la cura della parrocchia delle Sacre Stimmate; i Preti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram hanno la cura della parrocchia di Sant'Andrea, fondata nel 1977.

A Parma sono presenti anche: le Figlie della Croce, Suore di Sant'Andrea, introdotte nel 1851 da Luisa Maria di Borbone-Francia; le Suore Ancelle del Santuario, nate a Piacenza e attive presso la casa di cura "Città di Parma"; le Suore della Divina Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata, provenienti da Piacenza, giunte nel 1924 per il servizio nell'ospizio di San Giuseppe; le Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, dedite all'assistenza ospedaliera.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Enti e organismi pubblici a Parma.

Nel corso degli anni a Parma si sono insediati numerosi organismi di ricerca e controllo in particolare legati al settore agro-alimentare e scientifico. Già sede dell'AIPO (Agenzia Interregionale per il Fiume Po - ex Magistrato per il Po) e dell'Autorità di bacino del fiume Po, nel dicembre del 2003 Parma è divenuta sede dell'EFSA, una delle più importanti agenzie di controllo dell'Unione Europea. La posizione geografica e la presenza di una prestigiosa università hanno inoltre consentito lo sviluppo di altre importanti strutture pubbliche, punti di riferimento per aree geografiche che oltrepassano i confini provinciali, come l'Ospedale di Parma, che nel corso degli anni è divenuto uno dei principali poli ospedalieri della regione Emilia-Romagna, il Consorzio italiano per la sicurezza e la ricerca sulla qualità degli alimenti, il Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative (TEFARCO), la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) o i laboratori di ricerca, innovazione e consulenza legati all'industria alimentare SIQUAL e TECAL. Grazie all'indotto economico dovuto alla stretta collaborazione tra questi organismi e l'industria locale, a Parma si sta sviluppando parallelamente un importante settore legato alla congressistica e al turismo d'affari con conseguenti ripercussioni sull'economia locale, sul tenore di vita rappresentato dalla presenza in città di numerosi scientifici e funzionari e sullo sviluppo di alcune infrastrutture quali l'aeroporto, la rete viaria, l'industria alberghiera.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Le aristocratiche tradizioni ed una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'Opera, da secoli molto seguite ed apprezzate da vari strati della popolazione.

Henri Beyle detto Stendhal, autore del romanzo La Certosa di Parma

Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (I secolo a.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell'arte e degli scambi commerciali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, il Correggio, Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni, i Fratelli Amoretti, Ferdinando Paër, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot, abate di Condillac, Attilio Bertolucci, sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine.

Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle) che la visitò per la prima volta nel 1814 e la sognò nelle pagine della sua "Chartreuse" (La Certosa di Parma); successivamente fu desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann (La strada di Swann).

Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma "l'Atene d'Italia" mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'Unione Europea con l'assegnazione di un'importante agenzia comunitaria, la città sta preparando e progettando il proprio futuro in funzione di questa investitura destinata a produrre un processo di internazionalizzazione e crescita sociale e culturale, riaffermando l'antica tradizione di piccola capitale.

« Parma acquisirà un respiro internazionale. E dovrà prepararsi a parlare il francese e l'inglese tanto quanto l'italiano. »
(Giorgio Calabrese, docente universitario, unico membro italiano del Consiglio di amministrazione dell'European Food Security Agency, 14 dicembre 2003)
« Sono altresì affascinato dalle molteplici influenze storiche che hanno forgiato la Parma moderna, quella del dinamismo industriale ed agroalimentare, delle università di punta, dell'arte del saper vivere. Parma è proprio un bel campione d'Europa – varia e aperta al mondo. »
(José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione Europea. 11 gennaio 2008 in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico del Collegio Europeo di Parma)

Biblioteche pubbliche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Palatina, piazza della Pilotta n.3
  • Biblioteca Civica, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Bizzozzero, vicolo Santa Maria n.5
  • Emeroteca Comunale, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Balestrazzi, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Guanda, vicolo dell'Asse n.5
  • Biblioteca Alice, via Ildebrando Bocchi n.33
  • Biblioteca Cesare Pavese, via Newton n.16/A
  • Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, vicolo dell'Asse n.5
  • Biblioteca Germinal, c/o Centro studi movimenti, via Testi n.4

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Parma il Liceo ginnasio statale Giovanni Domenico Romagnosi, fondato nel 1860 con il nome di Regio Liceo e intitolato all'illuminista Gian Domenico Romagnosi, tre licei scientifici statali (il "Guglielmo Marconi", fondato nel 1923, il "Giacomo Ulivi", istituito nel 1972, e l'"Attilio Bertolucci", nato nel 2008) e l'Istituto Tecnico Industriale Leonardo Da Vinci dal 1961. Il Convitto Maria Luigia è sede di scuole superiori parificate (liceo scientifico, liceo classico e liceo classico europeo); al Centro Salesiano San Benedetto è connesso un liceo scientifico parificato; lo storico liceo artistico "Paolo Toschi"; infine vi è la Scuola per l'Europa, che dispensa un insegnamento multilingue.

Formazione superiore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Collegio Europeo di Parma.

Il Collegio Europeo di Parma, istituito nel 2003, è un istituto di formazione superiore, analogo a quello di Bruges in Belgio, che propone un diploma avanzato in studi europei, finalizzato alla formazione di laureati sul processo d'integrazione europea.

Università[modifica | modifica sorgente]

In città sono presenti 20 sedi universitarie.

Università degli Studi di Parma[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi di Parma.
Campus: Ingegneria

Parma è la sede della prestigiosa Università degli Studi di Parma, dotata di infrastrutture scientifiche d'avanguardia. Annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo in alcune classifiche,[47] è in grado di formare dei professionisti nei settori giuridici, scientifici e umanistici. Si distingue in particolare per le sue competenze nella formazione e la ricerca relative al settore agro-alimentare. Sulla base di quanto sostenuto dallo storico tedesco Ernest Dümmler, secondo cui sin dall'XI secolo la città è una nota sede di studi in Europa,[48] si può porre la data di fondazione dell'Università in questo periodo; l'Università di Parma conta 1.022 professori tra i quali 597 di prima e seconda fascia e 425 ricercatori, 936 unità di personale tecnico e amministrativo e circa 30.000 studenti (di cui più di 18 000 provenienti da altre province) che frequentano le dodici facoltà, cui afferiscono 41 corsi di laurea, 40 corsi di laurea magistrale, 6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico,[49] scuole di specializzazione, corsi di perfezionamento e master. L'Ateneo partecipa ad una cinquantina di corsi di dottorato, molti dei quali con sede amministrativa a Parma. Nella classifica stilata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in merito alle Università pubbliche italiane più efficienti, l'Università degli studi di Parma si è posizionata al quattordicesimo posto (classifica del luglio 2008).[50]

Facoltà e strutture pertinenti[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti le facoltà di Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche.

Inoltre sono presenti due Corsi Interfacoltà: Laurea Specialistica in Biotecnologie per la salute e Studi Internazionali ed Europei.

Da segnalare è anche il campus universitario: un insediamento di settantasette ettari che rappresenta il polo scientifico dell'Università degli Studi di Parma. Appare come una struttura simile a quella dei campus americani: spazi erbosi, numerose strutture sportive (unica in Italia con il campo da golf) che, insieme ai dipartimenti, formano un complesso curato e inusuale nel panorama universitario italiano. A differenza dei Campus americani la struttura architettonica è però molto disomogenea, mentre la disordinata allocazione degli spazi mostra chiaramente la mancanza di un'adeguata pianificazione. Nonostante l'elevato numero di studenti e docenti che orbitano su questa nuova struttura, sono assenti alcune strutture irrinunciabili, una libreria universitaria e strutture di aggregazione per gli studenti.[senza fonte] Sono state costruite di recente delle residenze per studenti provenienti da altre province.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei di Parma.

Il sistema museale parmense comprende differenti tipologie, molte delle quali incentrate sulla storia, l'arte, le tradizioni culturali ed enogastronomiche del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di castelli o dei più prestigiosi palazzi del capoluogo quali, per citarne alcuni, il Palazzo della Pilotta, l'Ospedale Vecchio, l'abbazia Benedettina di San Paolo, il Palazzo Cusani.

Media[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime radio libere d'Italia

Grazie all'idea di Virginio Menozzi, un imprenditore di Sala Baganza (PR), una radio cittadina tuttora esistente, Radio Parma, è stata tra le prime radio private a trasmettere in Italia.[51] Dalla piccola sede di via Farnese, nel dicembre 1974 ci furono le prime trasmissioni sperimentali. Poco lontano e pochi giorni prima, il 23 novembre del 1974, Radio Bologna per l'accesso pubblico aveva iniziato una settimana di trasmissioni violando volutamente la legge in vigore con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione della libertà di utilizzo delle frequenze. In questo contesto, la diffusione ufficiale dei programmi di Radio Parma ebbe inizio il 1º gennaio 1975 (le successive furono Radio Milano International nel marzo 1975 e Radio Roma il 16 giugno 1975). La radio iniziò immediatamente con un programma giornaliero di quasi 9 ore proponendo un palinsesto assai completo, ricco di informazione, approfondimenti e cronache locali.

« Radio Parma ha cambiato il costume e in qualche modo la vita degli italiani affidando alla città un primato che la onora rendendola degna di passare alla storia. »
(Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma, in occasione del Premio Sant'Ilario 2005)

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani[modifica | modifica sorgente]

La città è sede di uno dei più antichi quotidiani d'Italia (assieme alla Gazzetta di Mantova, fondata nel 1664): la Gazzetta di Parma, fondata nel 1735 e il più diffuso quotidiano in città e provincia, con una media autodichiarata di 42.088 copie vendute ogni giorno[52] ed una media giornaliera di 233.000 lettori.[53] Tra i tipografi che nel passato hanno contribuito alla stampa del quotidiano occorre ricordare la storica figura di Giovanni Bodoni. A Parma erano distribuiti altri tre quotidiani: Polis Quotidiano, nato come quotidiano nel 2003 dopo una precedente esperienza con tiratura settimanale, dapprima in due fogli e dal marzo del 2008 con una foliazione di 16 pagine colori e poi chiuso nel 2012, L'Informazione di Parma, nato nel 2005 e chiuso nel 2011 dopo un cambio di nome in ParmaQui; infine nel marzo 2011 vide la luce La Sera che aveva la particolarità di uscire in edicola a metà pomeriggio e di essere distribuito tramite una rete di strilloni. Venne chiuso lo stesso anno. Da sottolineare la dinamicità del settore quotidiani telematici a partire dal capostipite: nel 2004 la testata indipendente Lungoparma.it, fu il primo quotidiano online cittadino regolarmente registrato come testata telematica (superando le 4.000 visite giornaliere il 4 aprile 2006),[54] dal 2006 in poi vi fu un fiorire di nuove testate: ParmaDaily.it, la versione telematica della Gazzetta di Parma Gazzettadiparma.it, La Rebubblica Parma Parma.Repubblica.it, ParmaToday.it, ParmaSera.it (sospeso), ParmaOggi.it (chiuso), ParmaOk.it (chiuso), Il Mattino di Parma, ParmaNews24.com (chiuso) di proprietà dell'associazione universitaria UDU e infine ParmaQuotidiano.info e RossoParma.it.

Settimanali[modifica | modifica sorgente]
  • Vita Nuova: antico settimanale diocesano fondato nel 1919 e tra i più autorevoli settimanali cittadini.
  • Zero7: nato nel 2006, con oltre 10.000 copie distribuite nella modalità a pagamento e gratuito.
  • Lungoparma: quotidiano online, pubblica anche un'edizione cartacea di 16 pagine con oltre 10.000 copie distribuite a settimana.[55]
  • La Voce di Parma: settimanale d'attualità, cronaca e sport.
  • Il Nuovo di Parma (chiuso nel 2012).
Mensili[modifica | modifica sorgente]

Da undici anni si pubblica un mensile di cultura e spettacoli, Il Caffè del Teatro, diffuso anche nelle province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia.

Dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile di attualità e cultura locali Il Mese di Parma e Provincia. Grazie al sostegno di Comune, Provincia, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma e numerosi altri enti cittadini, le 8.000 copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull'intero territorio provinciale. Un'altra Fondazione bancaria (la Fondazione Monte di Parma) e l'Università degli Studi di Parma hanno dato vita ad un progetto di produzione editoriale comune con la creazione della Monte Università Parma Editore S.r.l., realizzando il quadrimestrale di letteratura Palazzo Sanvitale, in continuità con una tradizione di mecenatismo letterario che è parte integrante della vita culturale della città di Parma. La rivista coinvolge scrittori, poeti, critici e intellettuali di tutta Italia.

Con lo scopo di far scoprire il territorio parmense, nasce nel 2002 la rivista Insieme Dove che si occupa di ambiente, cultura, turismo. Dal 2005 ha ampliato il suo raggio d'azione anche nel piacentino, nel cremonese, nel mantovano, nel reggiano, in Lunigiana, nello spezzino e nel genovese. Questo mensile si pone anche l'obiettivo di creare un legame costante con gli emigrati di Parma e della Regione Emilia-Romagna in generale.

Emittenti televisive[modifica | modifica sorgente]

  • TV Parma: emittente storica della città, appartiene alla casa editrice della Gazzetta di Parma ed è fortemente legata al quotidiano locale. Le origini risalgono al 1974, con il nome di TeleParma, quando la stazione televisiva trasmetteva via cavo grazie alla prima cablatura delle strade centrali. A seguito della liberalizzazione delle trasmissioni in ambito locale (decisa dalla Corte Costituzionale) e dopo una successiva fase sperimentale durata alcuni mesi, nel 1978 iniziano le prime trasmissioni ufficiali via etere con una programmazione pomeridiano-serale.
  • Teleducato: emittente indipendente con una copertura provinciale.
  • È TV: presente a Parma con una sede operativa.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rinascimento parmense.

L'Archivio Giovani Artisti[modifica | modifica sorgente]

Parma è coinvolta in prima persona nella valorizzazione e promozione della creatività giovanile. L'Archivio Giovani Artisti è un servizio offerto dal Comune di Parma che si rivolge a tutti i giovani che operano nel campo delle Arti Visive, delle Arti Applicate, delle Immagini in movimento e della Letteratura, al fine di documentare, offrire servizi ed organizzare attività promozionali. Realizza iniziative direttamente o con la partecipazione a manifestazioni artistiche in Italia e all'estero, volte a favorire una costante circolazione di informazioni ed eventi, attraverso scambi nazionali ed internazionali e l'adesione a reti, quali il GAI (Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani) e la Bjcem (Associazione Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo).

Archivio delle Istituzioni e delle Associazioni Culturali[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Parma ha censito ed organizzato in una banca dati tutte le libere associazioni e le istituzioni che si occupano di promuovere ed organizzare eventi culturali nella città.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Parma Capitale della Musica[modifica | modifica sorgente]

La passione dei parmigiani: opera e bicicletta
Arturo Toscanini. Nacque nel popolare quartiere dell'Oltretorrente; la sua casa natale è diventata un museo dedicato al grande direttore d'orchestra

Con lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture, il dei Trasporti e il Comune di Parma costituirono la Fondazione Parma Capitale della Musica; la struttura è stata poi sciolta per i mancati trasferimenti economici da parte dei fondi Arcus. Altre importanti fondazioni continuano ad assicurare il ruolo della città nel contesto musicale nazionale, come la Fondazione Arturo Toscanini, costituita nel 1994, dispone di diversi complessi artistici quali la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all'esecuzione del grande repertorio sinfonico; l'Orchestra stabile, per le attività concertistiche e le produzioni operistiche; il Coro della Fondazione Toscanini; l'Accademia Musicale Verdi-Toscanini. La Fondazione Teatro Regio si propone di valorizzare l'antica tradizione del teatro lirico italiano organizzando inoltre, importanti stagioni concertistiche e di danza che si svolgono nel principale teatro cittadino e all'Auditorium Paganini. Altre due importanti istituzioni cittadine aperte al pubblico valorizzano il ruolo della musica a Parma: La Casa della Musica, anch'essa ospitata nel Palazzo Cusani, che conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri e la Casa del Suono, situata negli spazi dell'ex chiesa di Santa Elisabetta, che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.

« Nel passato le varie attività presenti nella città emiliana si sono sovrapposte, sono entrate in competizione, quindi c'era bisogno di un coordinamento e della possibilità di ampliare l'offerta ad un pubblico che, grazie anche all'Authority, diventerà sempre più europeo. »
(Pietro Lunardi ex Ministro delle Infrastrutture in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati di Roma il 5 luglio 2005.)
« A Parma c'è una tradizione affermata che mi fa sostenere che il merito di questa iniziativa, più che del Sindaco o dei due Ministeri, sia della competenza e della tradizione del pubblico di Parma. »
(Rocco Buttiglione ex Ministro dei Beni e delle Attività culturali sempre in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati di Roma il 5 luglio 2005.)

Musica classica[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Verdi. Ogni anno, in ottobre, mese di nascita del grande compositore, si svolge a Parma un festival di rinomanza mondiale dedicato alle sue Opere
Niccolò Paganini. L'ottocentesco cimitero della Villetta conserva le spoglie del musicista e quelle di Ildebrando Pizzetti, unite in un monumento funebre costruito su progetto di Giuseppe Coconcelli

Parma è sede dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna "Arturo Toscanini" e del Conservatorio di Parma istituito nel 1819 dalla duchessa Maria Luigia. Fondata nel 1990 in città, è inoltre presente l'unica orchestra italiana da camera stabile composta interamente da strumenti a fiato. Già nel XVI secolo, sensibile all'importanza sociale di quest'arte, la corte farnesiana si occupò di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria vennero impartite lezioni di canto (da Giulio Buonaggiunta) e di liuto (da Galeazzo Cacciardino). Nel 1601 fu fondato il Collegio dei Nobili tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel1603 fu fondata la Compagnia dei violini in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento dello opere teatrali, mentre nel 1757 venne istituita la Reale Scuola di Ballo e fu nominato direttore Pierre Delisle, accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornerà alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (Corneille, Racine e Molière) e di moderni sia nel Teatro ducale di Parma che in quello bibienesco di Colorno.

« Attualmente Parma sembra essere un'accademia per formare bravi ballerini e può forse in breve tempo fornire all'Italia i migliori danzatori così come fa ora Parigi per la Francia. »
(Edmund Rolfe, 1761)

Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali occupati nel duemila dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la Reale Scuola de' Cantanti o Scuola di Canto ad uso del Ducale Teatro, il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato.

La musica ha quindi sempre avuto un ruolo importante per la città ma la vera cultura musicale si afferma tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna (tra le mura della città vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi), Parma divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell'orchestra. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, influenzerà le prime disposizioni di quello che in seguito diventerà il concetto moderno di orchestra. In onore al Maestro Niccolò Paganini sorge, a due passi dal centro e su progetto dell'architetto Renzo Piano, un auditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici ed acustici che ne assicurano la massima funzionalità.

« Ho nelle mani il modo di rendere felice quattrocentomila anime: di proteggere le scienze e le arti [...]. I parmigiani, melomani e gourmet, non chiedono di meglio come programma politico. »
(Maria Luigia, duchessa di Parma. Lettera ai familiari, 1816)

Musica rock[modifica | modifica sorgente]

Il rock parmigiano ha i suoi primi esponenti già negli anni sessanta e settanta con il gruppo storico degli Snakes e dei Corvi, che rimane una delle band più rappresentative del beat italiano. A loro si aggiungono The Rangers, precursori del genere beat, i Baronetti, i Gref 84, i Moschettieri e i Gentlemen. Più tardi si affermano i Gemini 4, gli Acqua Fragile (Gino Campanini, Piero Canavera, Maurizio Mori, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti, che passerà poi alla PFM). Negli anni ottanta si afferma sulla scena nazionale il cantante Scialpi, che rimane il fenomeno principale in ambito di musica leggera che Parma ha saputo produrre. Altro cantautore importante della scena parmense è Raffaele Fiume.

Al periodo punk sono ascrivibili gli Slash, i Boito Kids e i Suicide Commando. All'underground i Pale TV. Al jazz-rock i Vidya (Vincenzo Mingiardi, Pampa Pavesi, Ugo Manfredi, Otello Gorreri, Oscar Abelli)19751985. Nello stesso periodo René Rosetti & Nana's Françisco Band, Lega Mettallica, Posto Blocco 19. Sulla scena degli anni ottanta si affermano The Planets, Garage Band, Gene Glamour, Phono, Zero in condotta, Undercut, Metro. Più raffinato il sound dei Gino Glaz, Kind of Cthulhu e Razza Ventura. Da evidenziare, per importanza produttiva e risonanza internazionale la new wave dei Kirlian Camera, molto apprezzata in Germania. Negli anni novanta il panorama è estremamente variegato e attraversa diversi generi del rock, dal new wave all'heavy metal, dalla musica d'autore al nuovo folk. Si affermano i solisti Simone Valeo, cantante, e Lelio Padovani, chitarrista, oltre a numerose band: i Dogana di Matteo Barbacini, vincitori di Rock Targato Italia, gli Après-midi, E. B. Band, i T.A.C., i Sourgrapes, Wild Bunch e i gruppi heavy the Wyvern e i Distruzione, oltre a due esperienze musicali del comico Gene Gnocchi: i Getton Boys e i demenziali Desmodromici.

Un capitolo a parte merita il rock dialettale (autodefinito agrirock) dei Ciois, vincitori di Rock Targato Italia. Sulla loro scia, nel decennio successivo, si muovono i Mè Pek e Barba. Anche il rap e l'hip hop si affermano con diverse esperienze: gli Oltretorrente, Razzo & The Cocktail Party, gli RHpositivo. Nel primo decennio del 2000 nuovi gruppi e solisti si presentano alla ribalta, supportati anche dall'iniziativa Rockaparma, un sito specifico sulla musica rock locale: in ambito cantautorale i Terramare, gruppo folk-rock costituitosi nel 1998, sono quelli che riscuotono maggiori consensi di critica e pubblico. Tra i solisti si afferma Dente, al secolo Giuseppe Peveri, fidentino, cantautore innovativo e ironico, con diversi album prodotti a livello nazionale. Tra il 1998 e il 2002 sono attivi i Malice di Feel Cavalca, Cesare Mezzatesta, Giuseppe Tortorelli, Davide Guidetti e Dallasta Mattia che portano il loro progressive in giro per l'Italia. Anche il cantautore Francesco Camattini e la pianista Roberta Di Mario pubblicano album con musicisti di ottimo livello. Tra gli altri cantautori si segnalano Daniele Nova, Manuel Badu, La Spina, Bianca Benzedrina, Kabarè Voltaire, Ethel, Maria Teresa Lonetti, ManìnBlù. In ambito di band, si affermano i Pecksniff, considerati tra i più originali in ambito indie, Isabel at Sunset, Winter dies in june e Karin. Tra tutte le band degli ultimi anni gli Hidea sono quelle che hanno maggiore riscontro per qualità e quantità delle produzioni. Per quello che riguarda la "nuova ondata" di gothic metal, troviamo Winter Haze e Domina Noctis. Infine, si segnala gli ottobre Scirocco, che mescolano il blues delle radici, il cantautorato ricercato e la riproposta di brani di Giuseppe Verdi rivisitati in chiave blues.

Grande successo di vendite e di pubblico a cavallo tra il 2008 ed il 2009 è stato ottenuto dal gruppo Gli Antonio Benassi con un country-rock a cavallo tra l'ironia e il demenziale sulla scia di riusciti videoclip e del rifacimento dell'inno del Parma F.C. Da ricordare anche gruppi come la Skarnemurta, i Culpable e The June.

Musica Bandistica[modifica | modifica sorgente]

A Parma, nel Quartiere Molinetto, in Via Argonne, nell'omonimo Centro Culturale, ha sede il Corpo bandistico municipale Giuseppe Verdi di Parma, ossia la Banda Cittadina.

Prosciutti di Parma

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina parmigiana.

Parma è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano e per il Prosciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai rispettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.

« [...] ed eravi una montagna di Parmigiano grattugiato sopra la quale stavan genti che niun'altra cosa facevan, che farev maccheroni et ravioliet cuocergli in brodo di cappone. »
(Boccaccio, 1348)

I piatti tipici di Parma sono:

Antipasti Primi piatti Secondi piatti Prodotti da forno Dolci
Prosciutto di Parma Tortelli d'erbetta* Arrosto di maiale Torta di riso La Violetta allo zucchero
Salame di Felino Anolini in brodo Spongata Pasta ripiena
Spalla Cotta di San Secondo Stracotto di manzo e gallina Castagnaccio (Patòn'na) Torta di mandorle
Culatello di Zibello Tortelli in savor Punta al forno Viennese al cioccolato
Fiocchetto Soufflé di Parmigiano Rosa di Parma*** Scarpette di S. Ilario
Prosciutto di Parma con melone Timballo di riso con crema di formaggio Trippa parmigiana ("buzèca") Zuppa Inglese
Parmigiano-Reggiano Risotto alla parmigiana Cima ripiena o "picàja" Baci
Cicciolata Tagliatelle al prosciutto di Parma Vécia (peperonata, patate e carne) Dolce al Nocino
Maltagliati al Culatello Bolliti misti Crostata di noci
Culaccia Quadrucci alla verza e prosciutto Prosciutto di Parma in crosta Meringata di castagne
  • * pasta con ripieno a base di ricotta, Parmigiano ed erbette, da non confondere con spinaci
  • *** piatto composto da arrosto di manzo, prosciutto e parmigiano
Parmigiano-Reggiano

La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi Farnese.

Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il lambrusco un vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC) un vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5º). La "Fortanina" è vino tipico della Bassa Parmense, un tempo assai diffuso, prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo.

« A Parma si è golosi come in tutta l'Emilia, ma ci si vanta d'essere più raffinati, di svolgere, direi gli stessi temi con maggiore capriccio. Si entra qui nella terra dell'Italia dove il cibarsi è un aspetto della cultura, e quasi dell'erudizione [...] »
(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1975)

Persone legate a Parma[modifica | modifica sorgente]

Il corredo di caratteri del font tipografico Bodoni

Sono numerose le personalità che nel corso dei secoli, grazie alle loro opere o alle loro azioni, hanno legato il loro nome alla storia della città marcandone il carattere degli abitanti, l'architettura e la cultura:

Arte, musica, cinema e teatro[modifica | modifica sorgente]

Spettacolo[modifica | modifica sorgente]

Letteratura, poesia e giornalismo[modifica | modifica sorgente]

Agronomia[modifica | modifica sorgente]

Esploratori[modifica | modifica sorgente]

Personaggi storici[modifica | modifica sorgente]

Società, sport e industria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport a Parma.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principali manifestazioni culturali a Parma.

In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il Festival Verdiano, interamente dedicato alle opere del grande compositore parmense Giuseppe Verdi.

Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione, ma ampio spazio viene consacrato alle arti letterarie come l'annuale svolgimento del ParmaPoesiaFestival che si pone come punto di riferimento per la poesia nazionale ed internazionale e la città richiamando decine di poeti da tutto il mondo, autori di grande popolarità e nuove voci della poesia nazionale ed internazionale.

Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel 1300 ripropone ogni anno in settembre il Palio di Parma, una celebre competizione incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine.

Sempre a Parma, dal 2009, si svolge il Gong Festival, rassegna musicale internazionale Progressive rock.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione urbanistica di Parma.

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Cartografia storica dei territori di Parma
in rosso, il Comune di Parma, entro le mura
San Donato e Marore si uniscono, formando San Lazzaro
in rosso, il Comune di Parma si estende anche fuori le mura
i Comuni limitrofi, annessi al Comune di Parma come Delegazioni
Delegazioni e Quartieri agglomerati in Circoscrizioni
i Quartieri del Comune di Parma, dal 2002 a oggi

Durante l'epoca Napoleonica, mentre il Comune di Parma era circoscritto entro le mura dei bastioni (riconoscibili dallo "Stradone" che circonda il centro cittadino e la Parma Vecchia, o Oltretorrente), i terreni circostanti vennero eretti a Comuni ("Mairie"), e consistevano in ampie zone agricole e piccoli centri abitati, che erano:

Nel 1870 i due comuni di San Donato e Marore vennero accorpati nel Comune unico di San Lazzaro Parmense (emblematica, nell'antico stemma comunale, la stretta di mano simbolica tra i due territori).

Con due Regi Decreti nel 1923 e 1924, il Comune di Parma allargò i propri confini inglobando in sé, parti dei comuni limitrofi.

Con il Regio Decreto 337 del 1943, gli interi comuni limitrofi vennero sciolti e annessi come Delegazioni del Comune di Parma. In seguito nacquero i nuovi quartieri "Pablo" (in parte da Golese e in parte da San Pancrazio), "Molinetto" (da San Pancrazio), "San Leonardo" (da Cortile San Martino), "Lubiana" e "Cittadella" (da San Lazzaro[56]).

Nel 1979 le Delegazioni e i Quartieri vennero agglomerati in Circoscrizioni (oltre a "Parma Centro", c'erano "Oltretorrente-Molinetto", "Pablo-Golese-San Pancrazio", "San Leonardo", "Lubiana-San Lazzaro", "Cittadella", e "Montanara-Vigatto").

Nel 2002 vennero abolite le Circoscrizioni, riformulate alcune aree territoriali, e il Comune venne nuovamente diviso in Quartieri (ognuno con i propri organi istituzionali elettivi).

Nel 2010, per effetto delle revisioni degli enti locali, cessarono le funzioni istituzionali ed elettive dei Quartieri, ora solo nominali.

Quartieri di Parma e popolazione residente al 31/12/2011[57].

N° Q.re Quartiere Popolazione (ab.) Var. % tra 2004-2011
1 Parma-Centro 19.718 +5,5%
2 Oltretorrente 8.517 +5,8%
3 Molinetto 18.083 +3,0%
4 Pablo 15.035 +3,7%
5 Golese 9.488 +25,8%
6 San Pancrazio 9.486 +18,0%
7 San Leonardo 19.251 +3,9%
8 Cortile San Martino 6.275 +10,9%
9 Lubiana 24.982 +7,7%
10 San Lazzaro 10.910 +6,8%
11 Cittadella 22.701 +6,9%
12 Montanara 13.533 -0,8%
13 Vigatto 10.716 +19,9%


Parma-Centro[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 1

Si estende ad est del torrente Parma, all'interno delle vecchie cinte murarie, proseguendo fino a via Mantova, a nord della via Emilia e a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna. È il cuore della città, il quartiere in cui si possono ammirare i più importanti monumenti storici cittadini. Elegante e raffinato, rappresenta al meglio la storia ducale cittadina.[58]

Oltretorrente[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 2
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oltretorrente.
Quartiere Oltretorrente visto dal Lungoparma. Sulla destra è visibile il Ponte di Mezzo.

Si estende a sud-ovest su una superficie globale di 1,1 km², tra il torrente Baganza e la linea ferroviaria Parma-La Spezia, e comprende il centro storico ad ovest del torrente Parma.[59] È un quartiere antico, che rappresenta al meglio il carattere dei parmigiani: autentico, schietto e generoso. Circa il 16% dei residenti è di origini etniche differenti (6.659 italiani e 1.255 stranieri) contro una media cittadina del 9,1%, ma l'integrazione sembra per ora realizzarsi senza eccessive tensioni. I progetti del Comune tendono a rivalorizzare molte aree del quartiere abbellendo le strade, dislocando alcune strutture, ristrutturando alcuni palazzi e monumenti e programmando iniziative commerciali (mercatini), spazi di divertimento e socialità. Queste iniziative, unite al carattere aperto della popolazione, hanno finora contribuito a rendere pacifica e promettente questa convivenza multirazziale.

(Dialetto parmigiano)
« Balbo, a' te' pasè l'Atlàntic mo miga la Pärma »
(IT)
« Balbo, hai passato l'Atlantico ma non il [torrente] Parma »
(Scritta apparsa sui muri dell'Oltretorrente dopo la rivolta popolare del 1922 che contrastò con barricate le milizie fasciste comandate da Italo Balbo)

Molinetto[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 3

Popoloso quartiere che si sviluppa attorno a via La Spezia, faceva parte fino al '43 dell'antico Comune di San Pancrazio. È delimitato a ovest dal torrente Baganza, a sud il comune di Collecchio, a ovest la linea ferroviaria Parma-La Spezia, Via Volturno, Via Fleming (civico 42), confine area padiglione ospedaliero Rasori, Viale Rasori, Viale dei Mille.[60]

Frazioni
  • Scarzara
  • Vigheffio

Pablo[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 4

Si tratta del quartiere nel quale sorge l'Ospedale Maggiore. Costituito nel secondo dopoguerra, dalle zone cittadine dell'ex Comune di Golese e dell'ex Comune di San Pancrazio, in onore del partigiano Giacomo di Crollalanza detto "Pablo". Nel 1979 entra a fare parte della "III Circoscrizione" (Pablo-Golese-San Pancrazio) e nel 2002 torna ad essere quartiere autonomo con funzioni elettive (ma fino al 2010). Comprende la zona di via Reggio più tutta l'area delimitata a nord e a ovest dalla ferrovia Parma-La Spezia, a est da viale dei Mille, piazzale Santa Croce e viale Pasini e a sud dall'Ospedale Maggiore compreso.[61] Le arterie stradali principali attorno alle quali si sviluppa sono viale Piacenza, viale Gramsci e via Abbeveratoia.

Golese[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 5
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Golese.
Lo stemma dell'ex Comune di Golese

Il quartiere Golese (Comune autonomo fino al 1943) è il secondo quartiere più esteso: situato a nord-ovest del Comune, compreso tra il fiume Taro e il torrente Parma e confina a nord con i comuni di Trecasali e Torrile e a sud con il quartiere di San Pancrazio e il quartiere Pablo. Nel suo interno importanti infrastrutture quali l'aeroporto "Giuseppe Verdi" e il polo fieristico della città.[62]

Frazioni

San Pancrazio[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 6
Lo stemma dell'ex Comune di San Pancrazio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Pancrazio Parmense.

Comune autonomo fino al 1943, si estende a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna tra il fiume Taro e la linea ferroviaria Parma-La Spezia fino ai confini con il comune di Collecchio.[63]

Frazioni

San Leonardo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Leonardo
Quartiere 7

Si tratta di un quartiere caratterizzato da un'alta densità abitativa e varietà di negozi, oggetto di ampi interventi di riqualificazione. Il quartiere prende il nome dalla Chiesa di San Leonardo, attorno alla quale si sviluppa e nasce nel '43 dall'ex Comune di Cortile San Martino. Altri elementi importanti del quartiere sono la stazione ferroviaria di Parma sul confine sud, il centro commerciale Euro Torri, l'ex area industriale della vetreria Bormioli (in corso di riqualificazione) e il Parco Nord. È delimitato a ovest dal torrente Parma, a nord dalla tangenziale, a est da via Benedetta e via Mantova e a sud dalla ferrovia.[64]

Cortile San Martino[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 8

Comune autonomo fino al 1943, si estende a nord della città oltre la tangenziale ed è delimitato a sud dalla tangenziale nord e da via Benedetta, a ovest dal torrente Parma, a est dal comune di Sorbolo e a nord da quello di Torrile. È tagliato in due dall'autostrada A1 e dalla linea ferroviaria ad alta velocità. Il quartiere negli ultimi anni ha visto uno sviluppo frenetico ed ospita importanti realtà industriali e commerciali della città: il centro commerciale Centro Torri, l'Ikea e il quartiere industriale SPIP.[65] Simbolo storico del quartiere è l'antica abbazia di Valserena, anche chiamata convento di San Martino, ispiratrice del romanzo di Stendhal La Certosa di Parma e sede del CSAC.

Frazioni
  • Baganzolino
  • Borghetto (o Castelnovo a mane)
  • Case Vecchie
  • Moletolo
  • Paradigna
  • Pedrignano
  • Pizzolese
  • Ravadese
  • San Martino
  • Santa Elisabetta
  • Ugozzolo

Lubiana[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 9

Il quartiere Lubiana è un popoloso quartiere residenziale dove vivono più di 24.000 abitanti e vanta di essere il quartiere più abitato della città di Parma. Si estende nella zona sud-est della città e faceva parte dell'antico Comune di San Lazzaro. È delimitato a nord dalla via Emilia e ad ovest da via Zarotto e via Traversetolo. Confina a nord con il quartiere San Lazzaro, a ovest con il quartiere Cittadella, a sud con il comune di Montechiarugolo e ad est con la provincia di Reggio Emilia. Centro del quartiere è piazzale Lubiana.[66]

Frazioni
  • Coloreto
  • Marore
  • Martorano
  • San Prospero
Arco di San Lazzaro

San Lazzaro[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma dell'ex Comune di San Lazzaro
Quartiere 10

Già sede di un proprio comune autonomo (fino al '43) nato nel 1870 dall'unione degli antichi comuni di San Donato e di Marore, si estende su lato est della città ed è sostanzialmente delimitato, a ovest da via Mantova, a nord dalla strada comunale per Casaltone, a est dal fiume Enza che segna il confine con la provincia di Reggio Emilia e a sud dalla via Emilia.[67] L'elemento caratterizzante del quartiere è l'Arco di San Lazzaro del 1628. Importante complesso storico è la Certosa di San Girolamo, costruita a partire dal XIII secolo come convento di Certosini. Ora è sede della Polizia Penitenziaria.

Frazioni
  • Beneceto
  • Casalbaroncolo
  • Casaltone di Parma
  • Casello
  • Il Moro
  • San Donato
  • Vicopò
Cittadella

Cittadella[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 11

I confini di questo quartiere sono segnati da viale Berenini, Stradone Martiri della Libertà, piazzale Risorgimento, viale Partigiani d'Italia, via Zarotto, via Traversetolo, strada Salvini, strada Bassa Nuova, strada Bertoli adiacenze strada Sant'Anna in Malandriano, il Comune di Montechiarugolo e il Torrente Parma. Zona facente parte, prima della soppressione nel '43, dell'ex Comune di San Lazzaro. Si tratta di uno dei quartieri più esclusivi della città. L'elemento caratteristico del quartiere è la fortezza della Cittadella, da cui prende il nome, oggi uno dei parchi più belli e importanti della città. Altri elementi caratteristici sono il Petitot e lo Stradone, progettati dal famoso architetto francese Ennemond Alexandre Petitot e rimasti centrali nella struttura urbanistica della città, e lo stadio Ennio Tardini.[68]

Frazioni
  • Botteghino
  • Malandriano
  • Marano
  • Mariano
  • Porporano
  • Pilastrello

Montanara[modifica | modifica sorgente]

Quartiere 12

Fino al 1923 facente parte dell'ex Comune di Vigatto, si estende a nord della tangenziale sud tra il torrente Parma e il torrente Baganza. Prima degli anni trenta del Novecento vi era solo Villa Ombrosa e le abitazioni dei contadini. Poi durante il regime fascista vi si insediarono alcune migliaia di persone, per lo più cittadini considerati indesiderabili dal regime. La parola capannoni indicava indistintamente questi abitanti e le loro abitazioni. Il nome ufficiale del quartiere in quel periodo era Baia del Re. Il quartiere da allora ha conosciuto una progressiva riqualificazione urbanistica e sociale.[69]

Vigatto[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma dell'ex Comune di Vigatto
Quartiere 13
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vigatto.

Comune autonomo fino al '43, rivendicò la propria autonomia presso il Ministero dell'Interno, ottenendola, ma creando un contenzioso con il Comune di Parma e uno status amministrativo non chiaro. Solo nel 1962, Vigatto passò definitivamente all'amministrazione cittadina. Si estende a sud della città oltre la tangenziale sud, tra il torrente Parma e il torrente Baganza e si tratta del quartiere più esteso del Comune di Parma. A sud confina con i comuni di Langhirano e di Felino. Comprende il Campus universitario.[70]

Frazioni
  • Alberi
  • Carignano
  • Corcagnano
  • Gaione
  • Panocchia
  • San Ruffino
  • Vigatto

Economia[modifica | modifica sorgente]

La Violetta di Parma
La Duchessa Maria Luigia
La Violetta di Parma è un profumo che ormai fa parte della memoria storica e imprenditoriale cittadina, intrecciandosi profondamente al mito e al ricordo della Duchessa Maria Luigia, che amava questo fiore tanto quanto la città da lei stessa governata. La Duchessa favorì in ogni modo le ricerche di alcuni abili alchimisti frati fino all'ottenimento di un'essenza al profumo di violetta e quando fu costretta ad abbandonare il Ducato durante i moti del 1831, scrisse nel suo diario la frase «Souvenir de Parme malheureuse» custodendola tra i colori ed il profumo di alcune violette essiccate tra le pagine. Un amore che la città ha sempre ricambiato facendole avere ogni anno un mazzetto di violette sulla tomba nella Chiesa dei Cappuccini di Vienna, dove si trova la cripta dei sepolcri imperiali degli Asburgo. Nel 1880, dieci anni dopo l'inizio del suo percorso imprenditoriale nella profumeria, il parmigiano Ludovico Borsari, venuto a conoscenza della formula per ottenere il prezioso distillato del profumo alla violetta, ebbe l'idea di farlo diventare un prodotto destinato ad un largo pubblico fino a diventare, ai giorni nostri, un simbolo famoso quale espressione del gusto e della raffinatezza della "petite Capitale" stendhaliana e contribuendo non poco a veicolare il "marchio" Parma in tutto il mondo.

Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano, si è affiancata in queste terre una moderna industria agro-alimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale: pomodoro, pisello e mais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano.

L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni.[71]

Ciò detto, è importante anche menzionare che, sebbene Parma sia una delle zone più ricche d'Italia, è anche fra le zone a più alto costo della vita, con una grande sproporzione fra i redditi dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi, forbice peraltro in netto aumento e che reca forte malessere nelle numerose famiglie a reddito fisso.

Il distretto agro-alimentare[modifica | modifica sorgente]

Parma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio parmigiano-reggiano), di salumi (prosciutto di Parma, culatello, salame, spalla (maiale)), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.

« Parma è una città rimarchevole, posta fra le colline degli Appennini e il Po. I suoi pascoli sono così gustosi e dolci che si crede che nessun luogo d'Europa si possa paragonare a questo per gli eccellenti formaggi che produce, onde il nome di Parma è conosciuto dappertutto. »
(William Thomas, diplomatico inglese, The Historye of Italye, Londra, 1561)

Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, e risulta baricentrico rispetto ad un'area di circa 2.411 km². Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l'80% del prosciutto crudo della regione, mentre l'export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti.

Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare ed industriale tra loro collegate che consentono di definire l'area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell'ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002).

Come previsto nel documento unico di programmazione sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Parma, dal Comune di Parma e dalle rappresentanze delle organizzazioni economiche e sociali a Parma verrà insediato un Tecnopolo all'interno del campus universitario, composto da centri di ricerca che opereranno in diversi settori industriali:

  • Biopharmanet_Tec: centro interdipartimentale per l'innovazione dei prodotti per la salute;
  • Cim: centro interdipartimentale misure;
  • Cipack: centro interdipartimentale per l'imballaggio;
  • Comt: centro interdipartimentale di oncologia molecolare e translazionale;
  • Rfid&Vis Labs: centro interdipartimentale sulle tecnologie di identificazione in radiofrequenza e con visione artificiale;
  • Siteia.Parma: centro interdipartimentale sulla sicurezza e le tecnologie per l'industria alimentare.

La tutela dei prodotti locali[modifica | modifica sorgente]

In merito al numero delle denominazioni tutelate ed i prodotti certificati (DOP - denominazione di origine protetta, IGP - indicazione geografica protetta e STG - specialità tradizionale garantita), Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa, mentre il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell'area provinciale rispetto al totale nazionale.[72]

I dati economici e occupazionali[modifica | modifica sorgente]

Globalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435, in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità.

Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli Usa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale.[73] Globalmente, la crescita nel 2007 rispetto al 2006 è stata pari all'11,8% del fatturato, all'8,8% della produzione, al 10,6% dell'export, al 6,1% degli investimenti (rispetto al fatturato) e al 3,4% dell'occupazione: l'industria parmense consente all'economia di questo territorio di viaggiare a ritmi europei, con una sostanziale piena occupazione e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia.

« Si riscontra come nonostante Parma sia l'undicesima provincia per crescita economica in Italia e la sesta per benessere, la distribuzione della ricchezza non è uniforme e a pagare di più sono i settori dove maggiormente si fa ricorso a contratti di tipo flessibile »
(Estratto dall'analisi formulata dal Presidente della Camera di commercio Andrea Zanlari in merito al rapporto sull'economia della provincia di Parma nel 2007)

Nel 2006 sono stati creati 3.000 posti di lavoro in più nei servizi, è cresciuta l'occupazione femminile e quella dei lavoratori nella fascia di anni 55-64.

Nel dettaglio, l'occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% del 2005 al 61,4% nel 2006, mentre la disoccupazione femminile, risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006, percentuale che supera di quattro punti gli obiettivi di Lisbona; contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni) è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%).[74]

Secondo i dati Istat relativi al 2007 la provincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del "Sistema Parma"” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale ed al crack finanziario Parmalat del 2003. Ha un lavoro il 72,4% della popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni, pari a 200.000 persone.

Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior Pil pro capite attestandosi a 32.388 euro per abitante.[75] Nell'anno 2009 si sono persi 1458 posti di lavoro ma il trend si è capovolto tra luglio 2009 e giugno 2010. L'attività imprenditoriale nel periodo 2007-2010 registra un saldo positivo del 4% (in controtendenza rispetto a regione e nazione). Nel 2008 il 7,9% dell'imprenditoria locale era straniera, un dato che colloca Parma al terzo posto in regione. L'export, dopo la brusca contrazione del 2009, segna nel 2010 un importante +22,9% a livello provinciale contro il 3,8% regionale. Il Censis colloca la realtà geo-economica di Parma al 12 posto in Italia.[36]

Le multinazionali[modifica | modifica sorgente]

Settore alimentare[modifica | modifica sorgente]

A Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse multinazionali del settore alimentare: Barilla S.p.A. e Parmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di New York, la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione, essendo la più conosciuta nel mondo.[76] Parmalat si è piazzata al 22º posto.

Altri settori[modifica | modifica sorgente]

Parma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico-farmaceutico tra le quali l'inglese GlaxoSmithKline (l'altra sede italiana si trova a Verona) e la Chiesi Farmaceutici S.p.A, un'azienda nata in città nel 1935 e che conta nel mondo 22 filiali dirette, 3 impianti produttivi e quattro centri di ricerca.[77] Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi S.p.A (sede a Parma), specializzata nella produzione in vetro di flaconi per profumeria e articoli per la tavola e Bormioli Rocco & Figli S.p.A., fondata a metà dell'Ottocento da Rocco Bormioli. Il Gruppo Bormioli Rocco & Figli possiede 9 stabilimenti (uno per il vetro ed uno per gli stampi situati in provincia), 3 atelier di decorazione e 11 outlet. Opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti.[78]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Parma fa parte del circuito Città dell'arte della pianura padana, un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e tre residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11%, passando da 365.000 a 408.000, il numero di camere è lievitato del 70%, passando da 870 a 1.478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi.[79][80] Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465 000 presenze delle quali 315 000 provenienti dall'Italia e 150 000 dall'estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65 000 presenze.[81]

Terme[modifica | modifica sorgente]

In Provincia di Parma è ubicato uno dei più noti ed importanti poli termali italiani: Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme. Di rilievo è anche il centro termale con acque sulfuree-solfate e salsobromoiodiche di Monticelli Terme, frazione del Comune di Montechiarugolo. Queste terme sono in funzione dal 15 maggio 1927 con la costruzione dello stabilimento termale che si trova in un grande parco secolare di conifere esteso 35 ettari.

Fiere di Parma[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere fieristico è situato a ridosso dell'autostrada A1 a Baganzola, vicino alle frazioni di Ronco Pascolo ed Eia ed occupa una superficie di 300.000 m², di cui 100.000 adibiti a superficie espositiva coperta e attrezzata. Le principali manifestazioni sono Cibus (salone internazionale dell'alimentare), Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), Dolce Italia (dolciario), Mercanteinfiera e Emporium (modernariato, antichità e collezionismo), Gotha (antiquariato), Bagarre (collezionismo e antichità).

« Cibus ha un compito: continuare a testimoniare, come ha sempre fatto, l'alta qualità della tradizione alimentare italiana nel mondo. »
(Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, 4 maggio 2006)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Trasporti a Parma.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Parma è ben servita sotto il profilo stradale. Esistono due autostrade che servono la città: l'Autostrada A1 Milano-Bologna tramite l'omonimo casello, e l'Autostrada A15 Parma-La Spezia, tramite l'uscita Parma ovest. Le principali vie di accesso sono: la Strada statale 9 Via Emilia, che percorre l'intero nucleo urbano da est a ovest; la Strada statale 62 della Cisa e la Strada Statale Asolana.

Un anello di tangenziali cinge l'intera città.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Parma è posta sulla linea ferroviaria Milano-Bologna. Dalla stazione cittadina si diramano le linee per La Spezia, Brescia e Suzzara, quest'ultima di competenza delle Ferrovie Emilia Romagna. Dal dicembre 2010, l'interconnessione di Parma est collega l'impianto ferroviario alla linea ad alta velocità Milano-Bologna.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

La città si serve di un aeroporto, aperto al traffico commerciale nazionale e internazionale.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto urbano viene gestito dalla TEP - Tranvie Elettriche Parmensi, che fornisce alla città 13 linee, è inoltre attiva una rete filoviaria di quattro linee.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Parma.

L'attuale sindaco è Federico Pizzarotti appartenente al Movimento 5 Stelle.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

A Parma sono presenti i consolati onorari di Francia e Lituania.[82]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La città è gemellata[83] con:

Scambi internazionali[modifica | modifica sorgente]

L'Agenzia per l'internazionalizzazione creata dalla Provincia di Parma ha realizzato accordi turistico-commerciali e culturali con le città di: Manchester e Stockton nel 1998, Reutlingen nel 2002 e Cluj-Napoca nel 2003.[84]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport a Parma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo Ireneo Affò i parmigiani elessero a loro patrono Sant'Ilario di Poitier nel 1266, dopo che la società dei crociati di Parma, insieme a Carlo I d'Angiò, sconfisse il ghibellino Oberto II Pallavicino, che voleva impadronirsi di Parma. Ciò in onore del fatto che Ilario di Poitier era il santo protettore dell'esercito di Carlo d'Angiò.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  4. ^ Dati ISTAT al 31 dicembre 2013
  5. ^ Sito Università di Parma
  6. ^ La cassa di espansione del torrente Parma (DOC), agenziapo.it, 26 novembre 2005. URL consultato il 29 dicembre 2010.
  7. ^ a b Clima Parma - Medie climatiche, ilmeteo.it. URL consultato il 3 gennaio 2011.
  8. ^ I record termici dell'agosto 2003 in Italia (per non dimenticare), meteolive.it, 19 agosto 2009. URL consultato il 3 gennaio 2011.
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