Zona 30

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Segnale stradale indicante l'inizio della Zona 30

La zona 30 è una forma di intervento urbanistico per la moderazione del traffico nella viabilità urbana.
È stata introdotta in Italia nel 1995 all’interno delle direttive per la redazione dei Piani Urbani del Traffico (PUT).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano.
La minore velocità consentita permette una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni.
Le Zone 30 si possono realizzare in qualsiasi città, purché nelle strade adiacenti il limite di velocità sia di 50 chilometri orari.
Nelle Zone 30 il progetto deve prevedere interventi che favoriscono pedoni e ciclisti come la riduzione dello spazio per la circolazione delle auto a favore di quello riservato alle piste ciclabili e ai percorsi pedonali, e la creazione di aree adibite a scopi sociali.
Per ridurre la velocità dei veicoli si possono usare rallentatori ottici e/o acustici, dossi, rialzi agli incroci, cuscini berlinesi, rotatorie e isole spartitraffico, senza creare ostacoli ai mezzi di soccorso.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

L’istituzione di una Zona 30 comporta un aumento della sicurezza stradale: abbassando la velocità dai 50 km/h ai 30 km/h si riduce di oltre la metà lo spazio di arresto e si aumenta il raggio del cono visivo di chi conduce il veicolo. Le statistiche indicano che nelle Zone 30 si riduce il numero di incidenti e di feriti, e le lesioni fisiche sono meno gravi. A Londra, tra il 1986 e il 2006, nelle zone 20 (20 miglia orarie equivalgono a circa 32 km/h) si è registrata una diminuzione del 42% del numero totale di incidenti e del 46% di quelli che hanno provocato morti o feriti gravi[1].

Con l’istituzione di una Zona 30 si riduce la fase di accelerazione dei veicoli, con conseguente diminuzione del consumo di carburante e di emissioni inquinanti. In un esperimento[2] condotto a Madrid si è misurata una diminuzione del consumo di benzina (-15%) e delle emissioni inquinanti (-27% ossidi di azoto, -20% monossido di carbonio, -22% polveri sottili). Anche la rumorosità del traffico si riduce: a Graz è stata registrata una diminuzione compresa tra 2 e 2,5 dB[3]. In presenza di siepi e di alberi la rumorosità diminuisce ulteriormente.

Nella pubblicazione "Speed Limits: A review of evidence" della RAC Foundation (Royal Automobile Club) [1] i grafici a pag. 4 "Pollutant emissions as a function of speed" e il grafico a pag. 5 "The relationship between speed and fuel consumption", mostrano che le differenze delle emissioni e dei consuni con il limite a 30 Km/h (20Mph) e il limite a 48 Km/h (30Mph) sono insignificanti, anzi a 48 Km/h alcune emissioni e i consumi sono leggermente minori.

Si è portati a pensare che una diminuzione a 30 km/h del limite di velocità porti a un aumento consistente dei tempi di viaggio. In realtà, a causa di fattori come il traffico cittadino, i semafori, gli attraversamenti pedonali, la presenza di pedoni e ciclisti, i passaggi a livello e la ricerca di parcheggio, i tempi di percorrenza aumentano solo di poco. Nello studio condotto a Madrid[2] si è misurata una velocità media di 16,1 km/h nelle zone 30 e di 16,2 km/h nelle zone 50.

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Le zone 30 sono molto utilizzate in nazioni come la Germania, nella quale già intorno al 1980 era incentivata dal Governo la loro sperimentazione per mezzo di finanziamenti, in Austria, in Francia, in Svizzera e in Belgio.
Graz (in Austria) è stata la prima città ad adottare la zona 30 in tutto il centro.

Segnaletica ed esempi europei[modifica | modifica wikitesto]

I cartelli stradali utilizzati in Francia e scorci di zone 30 in altri paesi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grundy C, Steinbach R, Edwards P, Wilkinson P and Green J.,20 mph Zones and Road Safety in London: A report to the London Road Safety Unit., 2008, London, LSHTM
  2. ^ a b Casanova J., Fonseca N., Environmental assessment of low speed policies for motor vehicle mobility in city centres, 2012, Universidad Politécnica de Madrid
  3. ^ Politiques d'apaisement du trafic, 2002-2003, ADEME.

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