Autovelox

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Autovelox è un marchio registrato dell'azienda fiorentina Sodi Scientifica[1][2] ed è il nome commerciale di una famiglia di misuratori di velocità dei veicoli.

L'autovelox propriamente detto è un misuratore di velocità che utilizza una coppia di laser paralleli, posizionati ad una determinata distanza l'uno dall'altro, il cui raggio viene interrotto dai veicoli in transito permettendo così il calcolo della velocità per effetto del calcolo del tempo di percorrenza della distanza fra i due laser stessi. Gli ultimi modelli si avvalgono inoltre di un terzo laser per la determinazione della distanza tra l'apparecchio ed il veicolo rilevato.

Nel tempo, per antonomasia, il nome commerciale è divenuto genericamente un sinonimo di "misuratore di velocità dei veicoli" o "velocimetro". La denominazione di tutti i rilevatori come autovelox è però imprecisa; apparati come ad esempio la pistola laser non rientrano propriamente in questa definizione, più adatta ai sistemi operanti con metodi simili a quello dell'Autovelox.

La commercializzazione degli Autovelox in Italia è iniziata nel 1972, come attrezzatura destinata alle forze dell'ordine, in particolare Polizia Stradale e Polizia Municipale, per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità sulle strade.

Indice

[modifica] Tipi di autovelox

Esistono diversi tipi di autovelox, classificati in base al funzionamento. Alcuni di essi non permettono la contestazione immediata dell'infrazione, in quanto la rilevazione e lo scatto della fotografia sono contemporanei o posteriori al transito del veicolo.

[modifica] Apparati a fotocellule

Gli autovelox a fotocellula sono i più diffusi.

Dispongono solitamente di due fotocellule a riflessione: il passaggio della testa di un veicolo attraverso il fascio della prima cellula, interrompendolo, dà inizio al rilevamento facendo partire un timer, mentre il passaggio attraverso il secondo fascio blocca il timer. Nota la distanza tra le due cellule, la velocità è calcolata in funzione del tempo impiegato ad attraversare i due fasci, ed è espressa sempre in chilometri orari (o miglia orarie) v = {s \over t}. Se la velocità rilevata supera il valore impostato, l'apparecchio provvede a scattare una fotografia del veicolo.

Recentemente sono stati introdotti nuovi modelli a tre cellule: la terza (centrale) serve a calcolare la distanza tra il veicolo e l'apparecchio. Questo dato aggiuntivo consente una più efficace formazione della prova dell'avvenuta trasgressione su strade a più corsie (se un veicolo si trova in fase di sorpasso, e quindi dinanzi all'apparecchio transitano più veicoli nello stesso momento, potrebbe non essere agevole individuare con chiarezza quale di essi stia superando il limite).

I modelli più avanzati dispongono inoltre di un collegamento via radio con una seconda postazione di operatori di polizia, posta più avanti sulla stessa strada, possibilmente a vista del punto di rilevamento della trasgressione (per l'aspetto giuridico della flagranza, requisito generale dell'azione sanzionatoria per queste materie): ciò permette di fermare il veicolo e procedere alla contestazione immediata dell'infrazione.

Gli apparecchi a fotocellula sono adoperati anche negli autobox, postazioni fisse in genere racchiuse in piccoli manufatti edili situati ai bordi della carreggiata e spesso visibili agli automobilisti. Le infrazioni registrate da queste postazioni sono raccolte ad intervalli regolari da operatori di polizia che accedono all'apparecchio e ne prelevano i dati, che saranno elaborati in ufficio.

[modifica] Apparecchi laser

Telelaser dotato di Microdigicam per acquisizione immagini.

Gli apparecchi laser, detti in generale telelaser, sono solitamente tenuti in mano dall'operatore e puntati sui veicoli da esaminare.

Il funzionamento si basa sulla tecnologia del Laser. Un fascio laser ad alta frequenza viene emesso dall'Autovelox ed un sensore ottico integrato rileva il segnale di ritorno generato dalla riflessione del laser sulla carrozzeria del veicolo.

Alcuni strumenti sfruttano l'effetto Doppler per determinare la velocità poiché la frequenza di partenza del laser torna indietro modificata in funzione della velocità del veicolo puntato.

Altri modelli invece calcolano la velocità dell'automobile derivandola dalla misura della distanza del veicolo. La misura della distanza del veicolo si ottiene dalla formula della cinematica del moto rettilineo uniforme d = c * t dove c è la velocità della luce e t il tempo impiegato dal laser ad andare e tornare indietro.

Il Telelaser misura la distanza d migliaia di volte al secondo e dunque può calcolare la variazione della distanza d del veicolo nel tempo, ovvero la sua velocità. La misura avviene in poche frazioni di secondo.

Per approfondire, vedi la voce Effetto Doppler.

[modifica] Apparecchi video e da inseguimento

Un'altra tipologia di velocimetri è quella che elabora le immagini di una telecamera per calcolare la velocità dei veicoli. Non esistono al momento apparecchi fissi (sebbene Autostrade per l'Italia affermi in alcuni suoi comunicati stampa che le telecamere di sorveglianza sulle autostrade contribuiscono al rilevamento degli eccessi di velocità), ma l'uso principale di questa tipologia di apparecchi è a bordo delle auto della Polizia Stradale. L'apparecchio rileva la velocità relativa dei veicoli che precedono la pattuglia, e la confronta con i dati del tachimetro di bordo, ricavando la velocità effettiva.

[modifica] Apparecchi radar

Meno diffusi sono gli apparecchi basati su tecnologia radar. Il velocimetro radar effettua la misurazione della velocità valutando l'eco di un segnale radar emesso su determinate frequenze. Si tratta di un dispositivo basato sugli stessi principi dei radar aerei.

In Italia comunque i misuratori di velocità a tecnologia radar (conosciuti come Multanova, furono i primi a essere stati installati nel nostro Paese fin dagli anni 70) sono stati definitivamente soppiantati dagli Autovelox.

[modifica] SICVE o Safety tutor

Per approfondire, vedi la voce Tutor (dispositivo).

Il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety tutor, è un dispositivo sviluppato e brevettato da Autostrade per l'Italia e gestito dalla Polizia Stradale, che pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox poiché rileva principalmente la velocità media dei veicoli. Attualmente è utilizzato in larga parte in Italia sulle autostrade. Un sistema SICVE controlla un tratto autostradale dai 15 ai 20 km.

È utilizzato anche nella città di Torino come sistema per la rilevazione della velocità istantanea tramite un sensore per ogni corsia su entrambe le carreggiate di corso Regina Margherita; è utilizzato inoltre per il rilevamento della velocità media su una breve tratta di strada extraurbana alle porte di Roma, precisamente sulla strada statale detta "via del mare".

Il veicolo in transito nel tratto controllato dal SICVE viene inizialmente fotografato (con data e ora) da apposite fotocamere installate su un "pannello messaggi". Il passaggio viene rilevato attraverso due spire annegate nell'asfalto. Prima di raggiungere il punto di controllo finale, il veicolo può attraversare ulteriori cavalcavia o pannelli: se esso ha viaggiato ad una velocità media oltre il limite stabilito, delle segnalazioni luminose invitano il conducente a rallentare. All'altezza del punto di controllo, il veicolo viene nuovamente fotografato con data e ora, ma se la sua velocità media è stata inferiore o uguale al limite massimo, le due foto vengono scartate dal sistema. Le rimanenti sono quelle di chi ha viaggiato ad una media superiore al limite. Il calcolo della velocità media stabilisce con certezza che durante la tratta l'automobilista ha viaggiato, almeno per un istante, ad una velocità uguale alla media calcolata.

Per approfondire, vedi la voce Teorema di Lagrange.

[modifica] Normativa italiana

La legge italiana prescrive che tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, con l'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi [3]. A differenza di quanto prevedeva la normativa precedente, le ultime disposizioni introdotte dal decreto legge citato impongono l'obbligo di presegnalazione non solo per le postazioni di controllo fisse, ma anche per quelle mobili (i controlli effettuati con il telelaser), perciò anche in caso di contestazione immediata. Restano esclusi dall'obbligo di presegnalazione soltanto i "dispositivi di rilevamento mobili destinati a misurare in maniera dinamica la velocità" (cioè quelli installati a bordo dei veicoli di servizio).

In particolare il decreto del 15 agosto 2007,[4] stabilisce dettagliatamente le modalità del preavviso obbligatorio prima di ogni postazione di controllo. Ad esempio è necessario che il segnale di preavviso sia posizionato ad una distanza tale da poter essere visto per tempo, e comunque non superiore a 4 km dal luogo di effettivo controllo. Deve poi essere ripetuto dopo ogni intersezione stradale, in modo che tutti siano egualmente informati. Inoltre, per essere validi, i cartelli di segnalazione del posto di controllo devono riportare necessariamente la formula completa "controllo elettronico della velocità" oppure "rilevamento elettronico della velocità" e devono essere del colore di fondo proprio del tipo di strada sul quale sono installati (bianco nei centri abitati, blu nei percorsi extraurbani, verde in autostrada). Tali prescrizioni sono state confermate anche dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 11131 del 13 Marzo 2009.

Tutte le apparecchiature in uso [5] devono essere debitamente omologate ed approvate dal Ministero dei Lavori Pubblici: tra i requisiti vi è la chiara visibilità agli automobilisti (in alcuni Stati gli autovelox vengono nascosti o camuffati). All'atto della rilevazione della velocità eccessiva gli agenti di controllo devono intimare l'ALT al veicolo e contestare immediatamente la violazione al conducente salvo le seguenti eccezioni:

  • Il Prefetto emana un decreto nel quale sono segnalate le strade in cui, per tasso di incidentalità e condizioni strutturali, non è possibile il fermo del veicolo senza rischi per la sicurezza dei cittadini e delle forze dell'ordine[6].
  • Al di fuori di questi tratti stradali, la contestazione immediata è la norma, tranne nei casi, debitamente descritti nell'eventuale verbale, quando il fermo immediato del veicolo del trasgressore metta in pericolo l'incolumità del conducente, degli operatori di Polizia o la sicurezza del traffico.

Comunque, in generale, l'art. 384 del D.P.R. 495/92 autorizza alcuni casi di contestazione differita di infrazioni al Codice della Strada.

All'atto della rilevazione, è necessario decurtare dalla velocità rilevata una tolleranza pari al 5% della velocità rilevata (non inferiore a 5 km/h). Se la velocità risultante eccede il limite vigente sulla strada, si applicano le seguenti sanzioni (art 142):

  • Per chi supera il limite massimo di non oltre 10 km/h, sanzione amministrativa da 36 e 148
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 10 km/h, ma non di oltre 40 km/h, sanzione amministrativa da 148 a 594 e decurtazione di 5 punti patente
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 370 a 1458 , decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 1 a 3 mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i 3 mesi successivi alla restituzione della patente di guida(identica la sanzione in caso di conducente neopatentato).
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 500 a 2000 , decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 6 a 12 mesi (in caso di conducente neopatentato sospensione da 6 a 12 mesi).

I punti decurtati dalla patente sono raddoppiati nel caso in cui il titolare l'abbia conseguita da meno di 3 anni. Per tutti i conducenti di veicoli indicati alla lettera b),e),g),h),i)e l) del comma 3 art 142 la sanzione è raddoppiata (art.142 c11). Per tutte le sanzioni pecuniarie citate è sempre ammesso il pagamento in misura ridotta del minimo edittale (la sanzione minima indicata). Per quanto riguarda la durata della sanzione accessoria (sospensione della patente di guida), dipenderà dalla gravità e delle conseguenze dell'infrazione commessa ed è a discrezione del prefetto (solitamente il minimo in assenza di precedenti).

[modifica] Dispositivi anti-autovelox

Il contenuto di questa pagina o di questa sezione potrebbe contenere una descrizione, anche sommaria, delle modalità di esecuzione di una pratica considerata illegale in alcuni stati. Tale descrizione ha soltanto fine illustrativo - Leggi le avvertenze


Alcuni automobilisti utilizzano pratiche legali e illegali per rilevare la presenza degli autovelox o, addirittura, per disturbarne il funzionamento. Le pratiche più diffuse sono:

  • Mappa degli autovelox: in Italia la posizione degli autovelox è nota perché ogni anno riviste specializzate e siti di utenti pubblicano mappe aggiornate dei dispositivi di rilevamento. Le informazioni possono essere integrate nei software per il navigatore satellitare in modo da potere rilevare la loro presenza con anticipo. Inoltre alcuni navigatori satellitari sono già provvisti di tali mappe oppure prevedono l'installazione di tali mappe vendute separatamente.[7] La polizia di stato rilascia settimanalmente un elenco degli autovelox fissi e delle possibili postazioni mobili.
  • Dispositivi di rilevamento (AVX): questi dispositivi tentano di rilevare la presenza di un autovelox esaminando le frequenze d'onda utilizzate dai vari modelli radar o laser per avvertire in tempo l'utente. Tuttavia la rilevazione del puntamento di un telelaser non è di utilità all'automobilista che intende superare di molto i limiti, in quanto la rilevazione di velocità è estremamente rapida rispetto ai tempi di reazione e frenata del conducente.
  • Dispositivi anti-autovelox: sono dispositivi molto sofisticati, in grado di disturbare il segnale che l'apparecchio emette durante il rilevamento. Sono efficaci per molti modelli di autovelox, ad eccezione di quelli a video e il SICVE. Il più popolare negli Stati Uniti è l'anti-telelaser: una volta rilevata la presenza del telelaser, esso emette un contro-impulso laser che acceca l'apparecchio e gli fa restituire una lettura palesemente falsa. Di contro il telelaser dispone di un avvisatore acustico quando la misurazione viene falsata da tali sistemi. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge [8], mentre sono liberamente in commercio in altre parti del mondo come, ad esempio, in alcuni stati degli USA[senza fonte].

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Scheda su Roadtraffic
  2. ^ Decreto di omologazione
  3. ^ Art. 3, comma l, lettera b del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117.
  4. ^ In attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, pubblicato sulla G.U. il 23 agosto 2007
  5. ^ Art. 142 comma 6 del Codice della strada
  6. ^ Art 4 legge 1/08/2002 n. 168
  7. ^ TomTom lancia il servizio autovelox
  8. ^ Art. 31 L. 472 del 7/12/1999

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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