Autovelox

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Autovelox è un marchio registrato dell'azienda fiorentina Sodi Scientifica[1][2] ed è il nome commerciale di una famiglia di misuratori di velocità su strada dei veicoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo modello di Autovelox, prodotto dalla tedesca Telefunken, fu messo a punto, prodotto in serie e installato sulle strade tedesche a partire dal 1957.

La commercializzazione degli Autovelox in Italia è cominciata nel 1972, come attrezzatura destinata alle forze dell'ordine, in particolare Polizia Stradale e Polizia Municipale, per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità sulle strade.

Nel tempo, per antonomasia, il nome commerciale è divenuto genericamente un sinonimo di "misuratore di velocità dei veicoli" o "velocimetro". La denominazione di tutti i rilevatori come Autovelox è però imprecisa: apparati come la pistola laser non rientrano propriamente in questa definizione, più adatta ai sistemi operanti con metodi simili a quello dell'Autovelox originale.

Tipi di autovelox[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diversi tipi di autovelox, classificati in base al funzionamento.

Apparati a fotocellule[modifica | modifica wikitesto]

Gli autovelox a fotocellula sono i più diffusi.

Dispongono solitamente di due fotocellule laser: il passaggio della testa di un veicolo attraverso il fascio della prima cellula, interrompendolo, dà inizio al rilevamento facendo partire un timer, mentre il passaggio attraverso il secondo fascio blocca il timer. Conosciuta la distanza tra le due cellule, la velocità è calcolata in funzione del tempo impiegato ad attraversare i due fasci v = {s \over t}. Se la velocità rilevata supera il valore impostato, l'apparecchio provvede a scattare una fotografia del veicolo, che nei modelli attualmente in commercio è in formato digitale.

Gli apparecchi a fotocellula sono adoperati anche negli autobox, postazioni fisse metalliche situate ai bordi della carreggiata e spesso visibili agli automobilisti, oppure in postazione mobile su tripode o all'interno dell'auto di pattuglia della Polizia. Le infrazioni registrate dalle postazioni fisse sono raccolte a intervalli regolari da operatori di polizia che accedono all'apparecchio e ne prelevano i dati, che sono elaborati in ufficio.

I sistemi più avanzati, grazie alla rilevazione di immagini digitali, possono trasmettere in via telematica dati e immagini a un computer centrale situato, ad esempio, presso il Comando di Polizia ed essere installati su ambedue i lati della strada, così da permettere il posizionamento anche in postazione fissa fra due carreggiate. Per procedere alla contestazione immediata dell'infrazione, l'autovelox può trasmettere le immagini rilevate a una pattuglia posta a valle del punto di rilevazione, mediante un sistema senza fili non intercettabile.

Va notato che gli autovelox definiti "fissi" poiché ospitati all'interno di queste postazioni non sono necessariamente fissi: spesso gli apparati vengono spostati tra una postazione all'altra e questi box rimangono quindi vuoti.

Apparecchi laser[modifica | modifica wikitesto]

Telelaser dotato di Microdigicam per acquisizione immagini.

Gli apparecchi laser, detti in generale telelaser, sono solitamente tenuti in mano dall'operatore e puntati sui veicoli dei quali l'operatore voglia esaminare la velocità.

Per il loro funzionamento viene utilizzato un fascio laser ad alta frequenza, emesso dal telelaser, e un sensore ottico integrato che rileva il segnale di ritorno generato dalla riflessione del laser sulla carrozzeria del veicolo.

Per determinare la velocità si utilizzano due differenti tecniche:

  • alcuni strumenti sfruttano l'effetto Doppler: infatti, la frequenza di partenza del laser torna indietro modificata in funzione della velocità del veicolo puntato;
  • altri modelli calcolano invece la velocità dell'automobile derivandola dalla misura della distanza del veicolo, ottenuta dalla formula della cinematica del moto rettilineo uniforme d = c \ *t dove c è la velocità della luce e t il tempo impiegato dalla luce del laser ad andare e tornare indietro: l'apparato è in grado di misurare la distanza d migliaia di volte al secondo e può dunque, in poche frazioni di secondo, ricavare la velocità del veicolo dalla variazione della distanza misurata nel tempo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Effetto Doppler.

Apparecchi video e da inseguimento[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra tipologia di velocimetri è quella che elabora le immagini di una telecamera per calcolare la velocità dei veicoli. Non esistono al momento apparecchi fissi (sebbene Autostrade per l'Italia affermi in alcuni suoi comunicati stampa che le telecamere di sorveglianza sulle autostrade contribuiscono al rilevamento degli eccessi di velocità), ma l'uso principale di questa tipologia di apparecchi è a bordo delle auto della Polizia Stradale. L'apparecchio rileva la velocità relativa dei veicoli che precedono la pattuglia, e la confronta con i dati del tachimetro di bordo, ricavando la velocità effettiva.

Apparecchi radar[modifica | modifica wikitesto]

Meno diffusi sono gli apparecchi basati su tecnologia radar. Il velocimetro radar effettua la misurazione della velocità valutando l'eco di un segnale radar emesso su determinate frequenze. Si tratta di un dispositivo basato sugli stessi principi dei radar aerei.

In Italia i misuratori di velocità a tecnologia radar, conosciuti come Multanova, furono i primi a essere installati nel nostro Paese fin dagli anni settanta, ma sono stati definitivamente soppiantati dagli Autovelox.

SICVE o Safety tutor[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi SICVE.

Il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety tutor, è un dispositivo sviluppato e brevettato da Autostrade per l'Italia e gestito dalla Polizia Stradale, che pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox in quanto rileva la velocità media dei veicoli.

Il veicolo in transito, il cui passaggio viene rilevato attraverso due spire annegate nell'asfalto, viene fotografato all'inizio del tratto controllato dal SICVE da apposite fotocamere installate su un "pannello messaggi". Il sistema memorizza la foto, la data e l'ora del passaggio e la targa del veicolo, estrapolata dall'immagine. All'altezza del punto di controllo finale, il veicolo viene nuovamente fotografato con data e ora. Il sistema associa quindi le due rilevazioni in base alla targa e calcola il tempo impiegato dal veicolo per percorrere il tratto controllato: se la velocità media del veicolo è minore o uguale al limite massimo, le due foto vengono scartate dal sistema; le foto rimanenti sono quelle di chi ha viaggiato a una velocità media superiore al limite.

Attualmente il SICVE è utilizzato in larga parte in Italia sulle autostrade, nelle quali controlla un tratto autostradale tra i 15 e i 20 km. È utilizzato inoltre per il rilevamento della velocità media su un breve tratto della strada provinciale 8 Via del Mare (SP 8) alle porte di Roma. Dal febbraio 2009 è attivo anche sulla Tangenziale di Napoli, su entrambe le carreggiate di marcia tra le uscite di Corso Malta e di Pozzuoli - ove vige il limite di velocità imposto a 80 km/h - e nel tunnel della Secante di Cesena - dove il limite è 90 km/h. Nella città di Torino un sistema simile viene utilizzato su entrambe le carreggiate di corso Regina Margherita per la rilevazione della velocità istantanea, tramite un sensore per ogni corsia.

Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]

La legge italiana prescrive che tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, con l'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi[3]. A differenza di quanto prevedeva la normativa precedente, le ultime disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 117/2007 impongono l'obbligo di presegnalazione non solo per le postazioni di controllo fisse, ma anche per quelle mobili (i controlli effettuati con il telelaser), perciò anche in caso di contestazione immediata. Restano esclusi dall'obbligo di presegnalazione soltanto i "dispositivi di rilevamento mobili destinati a misurare in maniera dinamica la velocità" (cioè quelli installati a bordo dei veicoli di servizio).

Cartelli e segnaletica di preavviso[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto del 15 agosto 2007,[4] stabilisce dettagliatamente le modalità del preavviso obbligatorio prima di ogni postazione di controllo.

È necessario che il segnale di preavviso sia posizionato a una distanza tale da poter essere visto per tempo, e comunque non superiore a 4 km dal luogo di effettivo controllo. Le distanze minime sono quelle indicate nel regolamento attuativo dell'art. 39 del Codice della strada per i segnali di prescrizione, ovvero 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h) e 80 metri sulle altre strade. L'avviso deve poi essere ripetuto dopo ogni intersezione stradale, in modo che tutti i conducenti siano egualmente informati. Per essere validi, i cartelli di segnalazione del posto di controllo devono riportare la formula completa "controllo elettronico della velocità" oppure "rilevamento elettronico della velocità" e devono essere del colore di fondo proprio del tipo di strada sul quale sono installati (bianco nei centri abitati, blu nei percorsi extraurbani, verde in autostrada).

Tali prescrizioni sono state confermate anche dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 11131 del 13 marzo 2009.

Vi è una circolare del Ministero degli Interni che fissa la distanza minima tra il segnale che fissa il limite di velocità e la postazione di rilievo, sulle strade extra-urbane, in almeno un km.[5]

Omologazione e taratura[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le apparecchiature in uso devono essere debitamente omologate e approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ne attesta la rispondenza a requisiti minimi di accuratezza di misura della velocità.[6] Il Codice della strada prevede, in via generale e ove possibile, la contestazione immediata dell'infrazione con alcune eccezioni, fra cui l'accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentano la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari. Qualora l'accertamento avvenga su alcuni tipi di strade e mediante rilievo con apparecchiature approvate per il funzionamento in modo completamente automatico, in postazione fissa, non è nemmeno necessaria la presenza degli organi di Polizia stradale.

Sanzioni[modifica | modifica wikitesto]

Sanzioni in vigore dal 1 gennaio 2011 con l'attuazione del D.M. 22/12/2010:

All'atto della rilevazione, è necessario decurtare dalla velocità rilevata una tolleranza pari al 5% della velocità rilevata (non inferiore a 5 km/h). Se la velocità risultante eccede il limite vigente sulla strada, si applicano le seguenti sanzioni (art 142):

  • per chi supera il limite massimo di non oltre 10 km/h, sanzione amministrativa da 39 e 159
  • per chi supera il limite massimo di oltre 10 km/h, ma non di oltre 40 km/h, sanzione amministrativa da 159 a 639 e decurtazione di 3 punti patente
  • per chi supera il limite massimo di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 500 a 2.000 , decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 1 a 3 mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i 3 mesi successivi alla restituzione della patente di guida (identica la sanzione in caso di conducente neopatentato).
  • per chi supera il limite massimo di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 779 a 3.119 , decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 6 a 12 mesi (in caso di conducente neopatentato sospensione da 6 a 12 mesi).

I punti decurtati dalla patente sono raddoppiati nel caso in cui il titolare l'abbia conseguita da meno di 3 anni. Per tutti i conducenti di veicoli indicati alle lettere b), e), f), g), h), i) e l) del comma 3 dell'art. 142 la sanzione è raddoppiata (art. 142, c. 11). Per tutte le sanzioni pecuniarie citate è sempre ammesso il pagamento in misura ridotta del minimo edittale (la sanzione minima indicata). Per quanto riguarda la durata della sanzione accessoria (sospensione della patente di guida), dipenderà dalla gravità e delle conseguenze dell'infrazione commessa ed è a discrezione del prefetto (solitamente il minimo in assenza di precedenti).

Fondo contro l'incidentalità notturna[modifica | modifica wikitesto]

Il D.L. n. 117/07, convertito nella legge n. 160/07, ha istituito il fondo contro l'incidentalità notturna finanziato dallo Stato con 500.000 euro l'anno per il triennio 2007/2009, dedicato a finanziare le attività di contrasto dell'incidentalità notturna (acquisto materiali e attrezzature, finanziamento campagne informative, ecc.).

Originariamente, quindi dall'ottobre 2007, era previsto che a tale fondo confluissero le multe extra di 200 euro che si andavano ad aggiungere a quelle previste per la guida sotto l'effetto dell'alcol, degli stupefacenti e del superamento dei limiti di velocità (artt. 141 e 142 C.d.S., vedi sopra) quando le violazioni erano commesse nella fascia oraria 20 (otto di sera) - 7 del mattino.

Dall'8 agosto 2009 il meccanismo è cambiato leggermente: la multa aggiuntiva non è più fissa ma è applicabile nella misura di un terzo di quella originale prevista per la specifica violazione (vedi sopra), nella fascia oraria 22 (dieci di sera) - 7 del mattino.[7]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Al di là del mancato rispetto dei limiti da parte degli italiani, le critiche più frequenti riguardano il fatto che di tali strumenti non venga fatto un uso deterrente (con opportuna segnalazione, con consegna della multa in tempi rapidi, con educazione stradale nelle scuole) ma esclusivamente repressivo. La legge ne prescrive l'uso in situazioni di pericolo, e la denuncia da parte di cittadini e associazione dei consumatori ha spinto i vari governi in carica a regolamentarne strettamente l'utilizzo. Negli ultimi anni è infatti riscontrabile un notevole aumento nel numero di multe effettuate[8].

Un parere critico, abbastanza concorde è espresso da riviste e quotidiani autorevoli: si contesta il posizionamento di questi strumenti (in punti focali a far cassa più che a fare sicurezza) e il fatto che vengano spesso nascosti. Alcuni si domandano se sia corretto parlare di prevenzione davanti a un numero così elevato di multe. Sui quotidiani abbondano articoli con evidenze di autovelox clonati, manomessi, privi di taratura e privi di un'adeguata segnaletica[9][10]

Dispositivi anti-autovelox[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Alcuni dei contenuti riportati potrebbero non essere legalmente accurati, corretti, aggiornati o potrebbero essere illegali in alcuni paesi. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli legali: leggi le avvertenze.

Alcuni automobilisti utilizzano pratiche legali e illegali per rilevare la presenza degli autovelox o, addirittura, per disturbarne il funzionamento. Le pratiche più diffuse sono:

  • Mappa degli autovelox: in Italia la posizione degli autovelox è nota perché ogni anno riviste specializzate e siti di utenti pubblicano mappe aggiornate dei dispositivi di rilevamento. Le informazioni possono essere integrate nei software per il navigatore satellitare in modo da potere rilevare la loro presenza con anticipo. Inoltre alcuni navigatori satellitari sono già provvisti di tali mappe oppure prevedono l'installazione di tali mappe vendute separatamente.[11] La polizia di stato rilascia settimanalmente un elenco degli autovelox fissi e delle possibili postazioni mobili.
  • Dispositivi di rilevamento (AVX): questi dispositivi tentano di rilevare la presenza di un autovelox esaminando le frequenze d'onda utilizzate dai vari modelli radar o laser per avvertire in tempo l'utente. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge[12].
  • Dispositivi anti-autovelox: sono dispositivi molto sofisticati, in grado di disturbare il segnale che l'apparecchio emette durante il rilevamento. Sono efficaci per molti modelli di autovelox, con l'eccezione di quelli a video e il SICVE. Il più popolare negli Stati Uniti è l'anti-telelaser: una volta rilevata la presenza del telelaser, esso emette un contro-impulso laser che acceca l'apparecchio e gli fa restituire una lettura palesemente falsa. Di contro il telelaser dispone di un avvisatore acustico quando la misurazione viene falsata da tali sistemi. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge[12], mentre sono liberamente in commercio in altre parti del mondo come, ad esempio, in alcuni stati degli USA[13].

Con il Cruise control il guidatore può limitare la velocità massima del veicolo al di sotto di quella consentita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scheda su Roadtraffic
  2. ^ Decreto di omologazione
  3. ^ Art. 3, comma l, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117.
  4. ^ In attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, pubblicato sulla G.U. il 23 agosto 2007
  5. ^ http://img.poliziadistato.it/docs/autovelox_%201km.pdf Distanza tra cartelli e postazione di rilievo
  6. ^ Art. 142, comma 6 del Codice della strada
  7. ^ D.L. n. 117/07 e legge n. 94/09 (legge "sicurezza") in vigore dall'8/8/09.
  8. ^ Articolo su Motori.it
  9. ^ Articolo su Motori24
  10. ^ Articolo su Motori.it
  11. ^ TomTom lancia il servizio autovelox
  12. ^ a b Art. 45, comma 9-bis C.d.S.: È vietata la produzione, la commercializzazione e l'uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all'articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni
  13. ^ Come sono fatti e come funzionano gli anti-autovelox

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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