Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla MIT
Istituito 2001
da Governo Berlusconi II
Ministro Maurizio Lupi
Vice ministro
Sottosegretario
Riccardo Nencini
Umberto Del Basso De Caro
Indirizzo piazzale di Porta Pia, 1 - 00161 Roma
Sito web www.mit.gov.it

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche MIT, è il dicastero del Governo italiano che ha competenza sulle reti infrastrutturali (stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale) a servizio dei mezzi di trasporto, e che esprime il piano generale dei trasporti e della logistica, nonché i piani di settore per i trasporti, compresi i piani urbani di mobilità.

L'attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è Maurizio Lupi.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'antesignano dell'attuale Ministero, per la componente delle infrastrutture era il Ministero dei Lavori Pubblici, esistente già dal 1861 col Governo Cavour, il primo dell'Italia unita, sino al suo accorpamento nel 2001 nell'attuale ministero.

Il precedente storico del MIT, afferente alla componente dei trasporti era il Ministero dei Trasporti, presente dal 22 giugno 1916 col Governo Boselli, con la denominazione di Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari. Col Governo Nitti II dal 21 maggio 1920 il dicastero viene soppresso ed accorpato col Ministero dei Lavori Pubblici. Con decreto luogotenenziale del 12 dicembre 1944, n. 413, il Ministero dei Trasporti viene scorporato dal Ministero delle Comunicazioni, ove già da tempo un sottosegretario si occupava di trasporti, ferrovie e strade. La parte restante relativa a telefoni, telegrafi e simili venne eretta in Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Col Governo Leone I, nel 1963, viene aggiunta la componente sull'Aviazione civile, con conseguente cambiamento di denominazione in Ministero dei Trasporti e dell'Aviazione Civile. Con il Governo Moro IV, nel 1974, perde la competenza sull'Aviazione civile, e ritorna Ministero dei Trasporti. Nel 1993-1994, nell'ambito della prima razionalizzazione dell'organizzazione ministeriale viene accorpato con il Ministero della Marina Mercantile, e col Governo Berlusconi I nel 1994 viene denominato Ministero dei Trasporti e della Navigazione.

Con la Riforma Bassanini, del D. Lgs. n. 300/1999, attuata dal Governo Berlusconi II nel 2001 e sino al 2006, viene istituito il nuovo Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accorpando parte del Ministero dei Lavori Pubblici col Ministero dei Trasporti. La parte residua del dicastero dei Lavori Pubblici è trasferita al Ministero dell'Ambiente, che sempre in virtù della Riforma Bassanini viene ridenominato Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Nel 2006, col Governo Prodi II viene suddiviso in due: Ministero dei Trasporti e Ministero delle Infrastrutture, per essere, poi, riaccorpato nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal Governo Berlusconi IV, in virtù della finanziaria, legge n. 244/2007.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si occupa di tutte le infrastrutture e dei lavori pubblici di competenza nazionale, fermo restando le competenze delle Regioni e delle Province autonome, delle reti di comunicazione stradali, autostradali, ferroviarie, lacuali, aeree e aeroportuali, marittime e portuali, attraverso le Capitanerie di Porto. Inoltre si occupa dell'edilizia residenziale, pubblica e privata, e sovraindente alla pianificazione degli appalti pubblici di competenza statale del Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui al D. Lgs. n. 163/2006, fermo restando le competenze delle regioni e dell'autorità indipendente: l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici - AVCP. Esercita le competenze sulle vie stradali previste dal Codice della Strada, di cui al D. Lgs. n. 285/1992; le competenze in ambito marittimo e della navigazione, compresa la marina mercantile, e la navigazione aerea, entrambe regolate dal Codice della Navigazione, di cui al r.d. n. 327/1942.

Il settore delle infrastrutture e dei contratti pubblici è poi sottoposto alla vigilanza dell'autorità amministrativa indipendente del settore, ossia l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, di cui al Codice dei contratti pubblici, ai sensi del D. Lgs. n. 163/2006, già Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici ex lege n. 109/1994.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero è stato riorganizzato per l'accorpamento appena avvenuto, a seguito del DPR 3 dicembre 2008 n. 212, recante Regolamento di riorganizzazione degli uffici di diretta collaborazione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e DPR 3 dicembre 2008, n. 211 recante Regolamento di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entrambi in GURI n. 3 del 5 gennaio 2009.

Strutture centrali[modifica | modifica sorgente]

Gli uffici del dicastero si strutturano in uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero.

Sono uffici di diretta collaborazione del ministro i seguenti:

  • l'Ufficio di Gabinetto;
  • l'Ufficio Legislativo;
  • l'Ufficio Stampa;
  • la Segreteria del Ministro;
  • la Segreteria Tecnica del Ministro;
  • il Consigliere per gli Affari Internazionali;
  • il Servizio di Controllo Interno;
  • le Segreterie dei vice Ministri, ove nominati;
  • le Segreterie dei Sottosegretari di Stato.

Il dicastero è diviso in due dipartimenti:

  • il Dipartimento per le Infrastrutture, gli Affari Generali ed il Personale, diviso in 9 Direzioni Generali:
    • DG per il personale e degli affari generali;
    • DG per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali;
    • DG per l'edilizia statale e gli interventi speciali;
    • DG per le politiche abitative;
    • DG per le infrastrutture stradali;
    • DG per la regolazione e i contratti pubblici;
    • DG per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture;
    • DG per le infrastrutture ferroviarie e per l'interoperabilità ferroviaria;
    • DG per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche.
  • il Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, diviso in 9 direzioni generali:
    • DG per la motorizzazione;
    • DG per la sicurezza stradale;
    • DG per il trasporto stradale e per l'intermodalità;
    • DG per il trasporto ferroviario;
    • DG per il trasporto pubblico locale;
    • DG per il trasporto marittimo e per vie d'acqua interne;
    • DG per i porti;
    • DG per gli aeroporti ed il trasporto aereo;
    • DG per i sistemi informativi, statistici e la comunicazione.

Operano nell'ambito del Ministero:

  • il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che è il l'organo tecnico consultivo del ministero cui è garantita l'indipendenza di giudizio e di valutazione, in materia di opere pubbliche. Ha autonomia funzionale, organizzativa e tecnico-scientifica, di cui al DPR 27 aprile 2006, n. 204;
  • la Consulta Generale per l'Autotrasporto e la Logistica, che esercita le funzioni consultive in ambito di autotrasporto e logistica ex D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 284;
  • il Comitato Centrale per l'Albo Nazionale Autotrasportatori, che si occupa della tenuta e della pubblicazione dell'Albo Nazionale degli Autotrasportatori di cose per conto terzi nonché di indirizzo e coordinamento in merito alla formazione, tenuta e pubblicazione degli Albi Provinciali degli autotrasportatori;
  • la Struttura Tecnica di Missione prevista dall'art. 163 del Codice dei contratti pubblici, D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163;
  • il Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici, quale organo di verifica sui lavori e opere finanziate con risorse pubbliche, prevista dall'art. 1 legge 17 maggio 1999, n. 144;
  • l'Ufficio per la Regolazione dei Servizi Ferroviari, deputato a svolgere i compiti di controllo, monitoraggio e regolazione in ambito ferroviario con particolare riferimento alla vigilanza sulla concorrenza nei mercati del trasporto ferroviario ed alla risoluzione del relativo contenzioso, ex art. 37 D. Lgs. 8 luglio 2003 n. 188;
  • la Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie, chiamata a svolgere le inchieste in caso di incidenti o disastri ferroviari, ex art. 18 D. Lgs. 10 agosto 2007 n. 162.

Il Ministero esercita, altresì, le funzioni di vigilanza sulla Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e le funzioni di Organismo investigativo, secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 18 del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162.

Altri uffici:

  • l'URP - Ufficio relazioni con il pubblico;
  • la Biblioteca;
  • l'Ufficio relazioni sindacali;
  • l'SPP - Servizio prevenzione e protezione.

Strutture periferiche[modifica | modifica sorgente]

Sono strutture periferiche del ministero:

  • i Provveditorati Regionali Interregionali per le Opere Pubbliche, in numero di 9, si occupano delle competenze ministeriali sul territorio, funzionalmente dipendenti dal Dipartimento per le Infrastrutture, gli Affari Generali ed il Personale. Essi raggruppano le attività su ambiti sovraregionale:
    1. Piemonte, Valle d'Aosta, con sede in Torino, articolato in 4 uffici;
    2. Lombardia, Liguria, con sede in Milano e sede coordinata in Genova, articolato in 7 uffici;
    3. Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, con sede in Venezia e sedi coordinate in Trento ed in Trieste, articolato in 12 uffici;
    4. Emilia-Romagna, Marche, con sede in Bologna e sede coordinata in Ancona, articolato in 7 uffici;
    5. Toscana, Umbria, con sede in Firenze e sede coordinata in Perugia, articolato in 8 uffici;
    6. Lazio, Abruzzo, Sardegna, con sede in Roma e sedi coordinate in l'Aquila ed in Cagliari, articolato in 12 uffici;
    7. Campania, Molise, con sede in Napoli e sede coordinata in Campobasso, articolato in 9 uffici;
    8. Puglia, Basilicata, con sede in Bari e sede coordinata in Potenza, articolato in 7 uffici;
    9. Sicilia, Calabria, con sede in Palermo e sede coordinata in Catanzaro, articolato in 9 uffici.
  • le Direzioni Generali Territoriali, anche DGT, in numero di 5, funzionalmente dipendenti dal Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici, che sono così strutturate:

Per quanto concerne la competenza territoriale, le DGT sono 5 così organizzate:

  • DGT del nord-ovest, con sede a Milano responsabile per gli Uffici motorizzazione civile, CPA e USTIF del Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Liguria;
  • DGT del nord-est, con sede a Mestre (VE) responsabile degli Uffici motorizzazione civile, CPA e USTIF del Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Emilia-Romagna;
  • DGT del centro-nord, con sede a Roma responsabile per gli Uffici motorizzazione civile, CPA e USTIF della Toscana, Umbria, Marche e Lazio;
  • DGT del centro-sud e Sardegna, con sede a Napoli responsabile degli Uffici motorizzazione civile, CPA e USTIF della Campania, Abruzzo, Molise e Sardegna;
  • DGT del sud e Sicilia, con sede a Modugno (BA) responsabile degli Uffici motorizzazione civile, CPA e USTIF della Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Capitanerie di Porto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitaneria di Porto.

Presso il Ministero opera il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera, quale corpo specializzato della Marina Militare - Ministero della Difesa, con compiti di sorveglianza marittima, guardia costiera e del demanio marittimo. Il Corpo dipende dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'organizzazione territoriale è la seguente:

  • il Comando generale, che ha funzioni di coordinamento generale del centro nazionale di soccorso in mare;
  • n. 15 direzioni marittime, cui fanno capo 15 sotto centri di soccorso;
  • n. 53 compartimenti marittimi - capitanerie di porto;
  • n. 48 uffici circondariali marittimi;
  • n. 126 uffici locali marittimi;
  • n. 38 delegazioni di spiaggia.

Il Corpo della guardia costiera dispone di un organico complessivo di circa 11.000 persone tra ufficiali, sottufficiali e truppa.

Enti partecipati[modifica | modifica sorgente]

dati aggiornati al 19 giugno 2014[1]

Enti vigilati[modifica | modifica sorgente]

Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti vigila su taluni enti di cui nomina i vertici o eventuali commissari. Essi sono:

Elenco dei Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti[modifica | modifica sorgente]

L'elenco contiene in verità i nomi di tutti i titolari del dicastero dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, a far data dal 1946, unificati in un unico elenco. Dal 2001, data di entrata in vigore l'accorpamento, in seguito alla riforma Bassanini il nominativo è ovviamente uno. Da sottolineare che nel 2006, col Governo Prodi II, il dicastero venne diviso, per essere nuovamente riaccorpato nel 2008 col Governo Berlusconi IV.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Direzione Generale per le dighe, le infrastrutture idriche ed elettriche»
— 12 aprile 2011[2][3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti > Società partecipate. URL consultato il 7 settembre 2014.
  2. ^ Protezione Civile > Benemerenze. URL consultato il 7 settembre 2014.
  3. ^ Protezione Civile > Decreto. URL consultato il 7 settembre 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]