Enrico Giovannini

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Enrico Giovannini
Enrico Giovannini - Festival Economia 2014.JPG

Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Elsa Fornero
Successore Giuliano Poletti

Presidente dell'ISTAT
Durata mandato 24 luglio 2009 –
28 aprile 2013
Predecessore Luigi Biggeri
Successore Giorgio Alleva

Dati generali
Partito politico Indipendente

Enrico Giovannini (Roma, 6 giugno 1957) è un economista e statistico italiano. Sposato con due figli, è stato Chief Statistician dell'OCSE dal 2001 all'agosto 2009, Presidente dell'ISTAT dall'agosto 2009 all'aprile 2013. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta. E’ Professore ordinario di statistica economica all'Università di Roma "Tor Vergata", Senior Fellow della LUISS School of European Political Economy, membro del Club di Roma, membro del “Council for Growth and Full Employment” del Ministro dell’Economia francese Arnaud Montebourg e membro di numerosi Board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali. Il 29 agosto 2014 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon lo ha nominato Co-chair dell' "Independent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development"[1] per aiutare le Nazioni Unite a mettere a punto l’agenda dello sviluppo post 2015.

Enrico Giovannini al Festival della Scienza, Genova 2011

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureatosi con il massimo dei voti nel 1981 in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nel dicembre del 1982 è assunto come ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), occupandosi di contabilità nazionale ed analisi economica. Nel dicembre del 1989 si trasferisce presso l'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO) ove, come dirigente di ricerca, assume la responsabilità delle analisi di carattere monetario e finanziario. Nel gennaio del 1992 torna all'ISTAT come responsabile del servizio studi econometrici e nel dicembre dell'anno successivo è nominato responsabile del Dipartimento di contabilità nazionale e analisi economica. Dal gennaio 1997 al dicembre 2000 assume la direzione del Dipartimento delle statistiche economiche.

In quegli anni si occupa dello sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana. In particolare, costruisce un modello econometrico di medie dimensioni (circa 80 equazioni) integrato del settore reale e del settore monetario-finanziario utilizzando dati a frequenza mensile. Inoltre, è consulente del Centro Studi Confindustria e del Ministero del Tesoro per lo sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana e per la previsione del bilancio pubblico. Presso l'ISTAT cura, tra l'altro, l'ideazione e lo sviluppo del "Rapporto Annuale" sullo stato del Paese[1], la cui prima edizione viene pubblicata nel 1993. Segue, in rappresentanza dell'Italia, la predisposizione dei dati statistici per l'avvio dell'Unione Monetaria Europea.

E' stato membro dei Consigli Direttivi della Società Italiana di Statistica e del Centro Interuniversitario di Econometria[2], del Comitato strategico per l'introduzione dell'Euro in Italia[3] istituito presso il Ministero del Tesoro, del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS) istituito presso il Ministero del Tesoro e di numerosi comitati scientifici di istituzioni di ricerca italiane (OCSM, Excelsior, ISCONA, INSOR, Fondazione Mattei).

Dal 2001 ad agosto del 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi. Sotto la sua direzione l'OCSE ha realizzato una riforma complessiva del proprio sistema statistico, sviluppato un sistema informativo statistico i cui componenti sono utilizzati da altre istituzioni internazionali (ONU, Fondo Monetario Internazionale, UNESCO, ecc.) e profondamente innovato i propri prodotti. Nel 2004 ha organizzato il primo Forum Mondiale su "Statistica, Conoscenza e Politica"[4], a partire dal quale ha lanciato il "Global Project on Measuring the Progress of Societies" [1], progetto di ricerca globale sulla "Misurazione del progresso delle società", condotto dall'OCSE in collaborazione con la Commissione Europea, la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, avente lo scopo di promuovere lo sviluppo di indicatori chiave (in campo economico, sociale ed ambientale), per fornire un quadro completo di come si evolve il benessere di una società. Il Global Project ha stimolato la nascita di un movimento mondiale per andare "oltre il PIL", grazie al quale sono nate numerose iniziative nazionali ed internazionali di natura scientifica e politica (si veda il sito www.wikiprogress.org). Ha fondato il Journal of Business Cycle Measurement and Analysis[5], del cui Comitato Editoriale è stato presidente.

È stato professore a contratto in numerose università italiane e dal 2002 è professore ordinario di Statistica economica presso l'Università degli studi di Roma "Tor Vergata".

Dal 24 luglio 2009 al 28 aprile 2013 ha ricoperto la carica di Presidente dell'ISTAT. Durante la sua presidenza ha promosso l’avvio e la realizzazione di numerosi progetti innovativi, sia sul piano metodologico e statistico, sia su quello della gestione, della comunicazione pubblica e dell’infrastruttura tecnologica, che hanno consentito all’ISTAT di divenire uno degli istituti di statistica più apprezzati a livello internazionale. Anche grazie a tali iniziative, tutti gli indicatori di utilizzo dell’informazione statistica sono cresciuti in modo molto consistente, così come quelli relativi all’utenza dei prodotti dell’Istituto, ivi compresa quella di natura scientifica. Ha avviato il progetto per la misura del “Benessere Equo e Sostenibile (BES)”[6], sviluppato in collaborazione con il CNEL. Infine, ha istituito la Scuola Superiore di Statistica[7] e ha promosso lo sviluppo di una fitta rete di collaborazione con enti di ricerca, istituzioni accademiche, enti pubblici e privati, soggetti del Terzo Settore, nazionali e internazionali, che hanno reso l’ISTAT l’istituto di statistica europeo più attivo nelle reti di ricerca continentali.

Dal 2011 al 2013 è stato presidente della Conferenza degli statistici europei, organismo della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite, e del Board del progetto "International Comparison Programme" condotto dalla Banca Mondiale per il calcolo delle parità dei poteri d'acquisto a livello mondiale. È stato membro della "Commissione Stiglitz" istituita dal Presidente francese N. Sarkozy, presidente del Global Council sulla "Valutazione del progresso delle società" creato dal World Economic Forum e membro dell'International Expert Working Group[8] istituito dal Re del Bhutan per la definizione di un nuovo paradigma di sviluppo in vista dell’elaborazione degli indicatori di sviluppo sostenibile da parte delle Nazioni Unite. E' stato membro del Board del Canadian Index of Wellbeing[9] e del Board dell’iniziativa sulla misurazione del benessere del Regno Unito[10], nonché consulente del Commissario europeo all’Ambiente Janez Potočnik.

Nel 2011 è stato chiamato dal Governo Berlusconi a presiedere il "Gruppo di lavoro Economia non osservata e flussi finanziari", sulle misure di contrasto all'evasione fiscale[11], e la "Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa", per studiare il taglio dei costi della politica e la differenza fra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli del resto d'Europa[12].

Il 30 marzo del 2013 viene nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un pool di "saggi"[13] con il compito di indicare le priorità per uscire dalla crisi economica e istituzionale.

L'attività di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali[modifica | modifica sorgente]

Il 28 aprile 2013 lascia la Presidenza dell'ISTAT per assumere la carica di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo Letta, carica che ha ricoperto fino al 22 febbraio 2014.

Numerose sono state le iniziative prese dal governo in materia di politiche del lavoro e di politiche sociali[14] perseguendo sei obiettivi strategici: salvaguardare al massimo i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica; stimolare la creazione di nuova occupazione; riformare e potenziare le politiche attive del lavoro; migliorare le regole di funzionamento del mercato del lavoro, accrescendo la flessibilità in entrata, aumentando le tutele per i lavoratori e riducendo gli oneri per le imprese; rafforzare le politiche sociali per conseguire una maggiore equità della società italiana, istituendo uno strumento universale per la lotta contro la povertà; affrontare la questione “esodati” e migliorare l’equità del sistema previdenziale, anche in una prospettiva di lungo termine.

Nel campo delle politiche del lavoro le principali azioni hanno riguardato i seguenti aspetti:

  • al fine di evitare che oltre 250.000 persone perdessero il posto di lavoro, il Governo ha triplicato i fondi degli ammortizzatori in deroga per il 2013, disegnando anche la riforma di questo strumento;
  • sono stati avviati i fondi di solidarietà bilaterale e il cosiddetto “fondo residuale”, grazie ai quali 2,8 milioni di lavoratori verranno coperti da strumenti di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro;
  • per favorire la creazione di nuova occupazione si è operato su tre fronti: a) istituendo nuovi incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani, dando attuazione a quelli per l’assunzione di donne e ultracinquantenni e sostenendo la creazione di nuove iniziative imprenditoriali e progetti sociali; b) riducendo, per la prima volta da molti anni, il costo del lavoro per le imprese; c) modificando le regole del mercato del lavoro, superando alcune rigidità della legge 92/2012 (“riforma Fornero”) per aumentare la flessibilità in entrata e semplificando la gestione dei contratti;
  • il potenziamento delle politiche attive del lavoro è stata realizzato attraverso: a) il disegno del sistema per la "Garanzia Giovani", poi realizzato dal successivo Governo; b) l’istituzione di un nuovo fondo per le politiche attive, per finanziare iniziative, anche sperimentali, di ricollocazione dei lavoratori disoccupati o fruitori di ammortizzatori sociali; c) il disegno della “Banca dati delle politiche attive e passive”, nella quale far confluire tutte le informazioni sulle azioni svolte dai centri per l’impiego per i beneficiari dei vari ammortizzatori sociali, allo scopo di consentire una piena integrazione delle diverse politiche sull'intero territorio nazionale. In particolare, il sistema per la "Garanzia Giovani" realizza una vera riforma strutturale del mercato del lavoro, prevedendo una serie di azioni da avviare dal momento in cui il giovane si registra al programma. Tra queste: definizione di percorsi finalizzati all'inserimento lavorativo, esperienze di tirocinio, servizio civile, formazione professionalizzante e accompagnamento all’avvio di iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo. Il giovane che si iscrive alla "Garanzia Giovani" viene inserito in un sistema informativo integrato per l’intero territorio nazionale, in cui viene registrato il suo percorso, che sarà accessibile a tutti i soggetti abilitati a fornire i servizi previsti dal sistema, come i centri per l’impiego e le agenzie autorizzate. Per la prima volta vengono adottati criteri di contendibilità dei giovani tra le strutture autorizzate e di premialità per quelle più efficienti, adottando un innovativo sistema di costi standard. A livello centrale è poi possibile monitorare in tempo reale le azioni e il percorso del giovane che si è registrato, intervenendo in via sussidiaria in caso di incapacità delle Regioni (che svolgono le diverse attività sul territorio) a svolgere le azioni previste;
  • attraverso l'adozione di nuove norme è stato colmato un ritardo storico rispetto ad altri paesi nel campo del rapporto tra scuola e lavoro, fase che idealmente precede l’intervento della “Garanzia Giovani”. In particolare, è stato previsto:
    • l’orientamento al lavoro nell’ultima classe della scuola media inferiore e nel corso della scuola media superiore;
    • l’alternanza scuola-lavoro per le ultime due classi della scuola media superiore;
    • incentivi per le università che stipulano accordi con le imprese per svolgere tirocini curriculari universitari, che favoriscano l’alternanza università-lavoro;
  • la lotta allo sfruttamento del lavoro “nero” e all’evasione contributiva è stata rafforzata attraverso vari interventi. In particolare:
    • sono state aumentate, e indicizzate all’inflazione, le ammende per sanzioni in casi di mancato rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro e lavoro irregolare;
    • è stata estesa anche ai co.co.pro. e ad altre categorie di lavoratori la normativa contro le cosiddette “dimissioni in bianco”, mentre è stato chiarito che i requisiti di igiene, salute e sicurezza valgono verso tutti i lavoratori e non solo nei confronti dei lavoratori subordinati;
    • sono state raddoppiate le risorse messe a disposizione del sistema produttivo per finanziare investimenti volti a migliorare la sicurezza sul lavoro e le aliquote INAIL sono state legate all'incidentalità registrata dalle singole imprese;
    • è stato aumentato l’indennizzo per danno biologico e le misure monetarie a favore dei superstiti vittime di gravi infortuni sul lavoro, che per molti anni non erano state adeguate all’inflazione.

Nel campo delle politiche sociali:

  • è stata approvata la riforma dell’Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE), strumento fondamentale per migliorare l’equità sociale;
  • è stato disegnato uno strumento universale per la lotta contro la povertà (Sostegno per l’Inclusione Attiva – SIA), una forma di reddito minimo che verrà sperimentato nel corso del 2014 per entrare a regime nel 2015. Il SIA prevede non solo un sostegno al reddito dei nuclei familiari in povertà, ma anche interventi di accompagnamento al lavoro e all’inclusione sociale uniti ad un impegno da parte del beneficiario per assicurare il rispetto dell’obbligo scolastico e le visite pediatriche previste dai protocolli sanitari per i figli minori, con un controllo periodico dell’effettivo stato di povertà;.
  • sono stati rifinanziati per il 2014 i fondi per vari capitoli delle politiche sociali, con un aumento del 50% rispetto al 2013;
  • è stato predisposto il decreto che istituisce il Casellario dell’assistenza, strumento indispensabile per valutare la condizione socio-economica di ogni singolo fruitore di trasferimenti sociali, così da migliorare il targeting degli interventi realizzati a livello nazionale e locale.

Infine, nel campo delle politiche previdenziali:

  • sono stati salvaguardati complessivamente altri 35.000 esodati, con una particolare attenzione verso le categorie più deboli, come i licenziati individuali;
  • sono stati rimossi i blocchi all’andata in pensione anticipata di persone (soprattutto donne) impegnate in attività di valore sociale, come coloro i quali assistono disabili o familiari, i donatori di sangue, ecc.;
  • è stata ripristinata l’indicizzazione all’inflazione non solo per chi riceve trattamenti pari a tre volte in minimo (circa 1.500 euro mensili), ma anche per chi ha trattamenti superiori, con adeguamenti via via decrescenti;
  • è stato istituito un contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 90.000 euro, crescente al crescere degli importi percepiti. I fondi derivanti dal contributo restano, al contrario di quanto avvenuto nel passato, all’interno del sistema previdenziale, andando a finanziare anche interventi per gli esodati;
  • allo scopo di evitare il cumulo di redditi, è stato inserito un limite alla cumulabilità di pensioni pubbliche e emolumenti pagati dalle pubbliche amministrazioni;
  • è stata chiarita la situazione contabile dell’INPS, dopo l’incorporazione dell’INPDAP, fugando così i dubbi sulla presunta insostenibilità del sistema pensionistico.

Attuali incarichi[modifica | modifica sorgente]

Conclusa l'esperienza alla guida del Ministero, ha ripreso la sua attività accademica presso il Dipartimento di Economia e Finanza della Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".

E' Senior Fellow della LUISS School of European Political Economy, membro ordinario dell'Aspen Institute Italia, della Società Italiana di Statistica e dell'International Statistical Institute, del cui Consiglio fa parte a partire dal 2011, del Club dell'economia[15] e del Consiglio Italiano delle Scienze Sociali[16], nonché membro onorario dell'Associazione Italiana degli Studi sulla Qualità della Vita[17].

Il 29 agosto 2014 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon lo ha nominato Co-chair dell' "Independent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development"[1] per aiutare le Nazioni Unite a mettere a punto l’agenda dello sviluppo post 2015.

E' attualmente:

  • Presidente dell’Advisory Board statistico per l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite e membro dell’Advisory Board per il Rapporto sullo Sviluppo Umano[18];
  • Presidente dell’Advisory Board del progetto europeo E-Frame[19] per la misura del benessere e dell’Advisory Board del progetto europeo Web-COSI[20] per la promozione della partecipazione sociale al dibattito sull’utilizzo, anche ai fini del disegno delle politiche, delle nuove misure di benessere;
  • Co-presidente, insieme al prof. J. Stiglitz, dello Strategic Forum[21] per la misurazione del benessere, iniziativa congiunta dell’International Statistical Institute e dell’International Economic Association;
  • Membro dell’High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG)[22], istituito dall’OCSE per proseguire il lavoro della “Commissione Stiglitz”;
  • Membro dell’Advisory Council of the Institute for Economics and Peace[23], del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Agnelli, del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Aurelio Peccei, del Board di Save the Children Italia, del Consiglio di Amministrazione della Fondazione ENEL, del Comitato Scientifico del WWF Italia[24], dell’Assemblea dell’Istituto Sturzo, dell’Advisory Board della Human Foundation[25], del Comitato Scientifico della Rivista “East”, del Comitato Scientifico della Fondazione Francesco Saverio Nitti, del Comitato Scientifico della Fondazione Memoriale Caduti per la Pace, del Comitato di redazione della Rivista Internazionale di Scienze Sociali.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

È autore di oltre 90 articoli in campo statistico ed economico pubblicati su riviste nazionali ed internazionali (l'ultimo su Nature[26]) e di quattro libri: il primo Fabbisogno pubblico, politica monetaria e mercati finanziari pubblicato nel 1992 da Franco Angeli, il secondo Le statistiche economiche edito nel 2006 da Il Mulino, il terzo Understanding economic statistics, pubblicato nel 2008 dall'OCSE (pubblicato anche in giapponese e ceco), il quarto Scegliere il futuro. Conoscenza e Politica al tempo dei Big Data, edito da Il Mulino nel 2014.

Ha curato, inoltre, alcuni volumi della collana Annali di Statistica dell'ISTAT e volumi editi da Il Mulino, da Il Sole-24 Ore e da Liguori. Ha collaborato con i quotidiani Il Sole-24 Ore, La Repubblica e Il Corriere della Sera. Collabora con la rivista on line lavoce.info.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 ha ricevuto il Premio “Best in Class” dalla Facoltà di Economia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Per il suo lavoro sul tema della misurazione del benessere delle società, nel 2010 ha ricevuto dal Centro Internazionale Pio Manzù la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica. Nel 2012 è stato insignito di un premio alla carriera da parte dell’International Society for Quality-of-Life Studies (ISQOLS)[27]. Nel 2011 ha ricevuto il Premio “Non sprecare”[28] per la sezione “personaggio” conferito dal portale www.nonsprecare.it diretto dal giornalista Antonio Galdo. Nel 2013 ha ricevuto il “Premio di cultura Gian Piero Orsello – Città di Civitavecchia” nella sezione Europa[29].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Successore Emblem of Italy.svg
Elsa Fornero 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Giuliano Poletti
Predecessore Presidente dell'ISTAT Successore
Luigi Biggeri 24 luglio 2009 - 28 aprile 2013 Giorgio Alleva

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  1. ^ Rapporto annuale sulla situazione del Paese.
  2. ^ Centro interuniversitario di econometria.
  3. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/08/07/098G0320/sg in Decreto di costituzione (Gazzetta Ufficiale).
  4. ^ OECD World Forum.
  5. ^ Journal of Business Cycle Measurement and Analysis.
  6. ^ Benessere Equo e Sostenibile.
  7. ^ Scuole superiore di statistica.
  8. ^ International Expert Working Group.
  9. ^ Canadian Index of Wellbeing.
  10. ^ Measuring National Wellbeing.
  11. ^ Commissione per l'economia non osservata e i flussi finanziari.
  12. ^ Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa.
  13. ^ http://www.corriere.it/politica/foto/03-2013/saggi-negoziatori/saggi-negoziatori/chi-sono-saggi-negoziatori-chiamati-napolitano-_e21a814c-995d-11e2-be8a-88dcfd04ece6.shtml#1 in Corriere della Sera.
  14. ^ http://www.lavoro.gov.it/AreaComunicazione/comunicati/Documents/Governo%20Letta_con_firma.pdf in Le politiche del lavoro e le politiche sociali del Governo Letta.
  15. ^ Club dell'economia.
  16. ^ Consiglio italiano per le scienze sociali.
  17. ^ Associazione italiana per gli studi sulla qualità della vita.
  18. ^ Rapporto 2013 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Umano.
  19. ^ Progetto E-frame.
  20. ^ Progetto Web-COSI.
  21. ^ Strategic Forum IEA-ISI.
  22. ^ High Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress.
  23. ^ Institute for Economics and Peace.
  24. ^ WWF Italia.
  25. ^ Human Foundation.
  26. ^ Nature.
  27. ^ International Society for Quality-of-Life Studies.
  28. ^ Premio "Non sprecare".
  29. ^ Il Messaggero, "Premio città di Civitavecchia" intitolato a Gian Piero Orsello: tra i premiati il sito web Youreporter. URL consultato il 22 Agosto 2014.