Save the Children

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International Save the Children Alliance
International Save the Children Alliance
Tipo ONG
Fondazione 19 maggio 1919
Scopo tutela dei minori
Sede centrale Regno Unito Londra
Segretario generale Svezia Charlotte P. Gornitzka
Sito web

Save the Children è la nota rete di associazioni umanitarie nazionali facenti capo a International Save the Children Alliance, organizzazione non governativa con sede a Londra.

Presente in 27 paesi, in Italia è rappresentata da Save the Children Italia, che ha lo status di ONLUS.

L'International Save the Children Alliance ha status consultivo presso il consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Save the Children, al pari di altre ONG, presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.

Le sue attività principali sono nell'ambito dell'educazione (istruzione), nella risposta alle emergenze, la riduzione della povertà, la lotta all'Aids, la salute e il contrasto allo sfruttamento e abuso dei bambini, come il fenomeno dei bambini soldato, della tratta, dello sfruttamento sessuale.

Tra i più recenti interventi dell'organizzazione figura quello a seguito dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì le popolazioni del sud-est Asia: Save the Children fu impegnata nella ricostruzione del tessuto sociale andato distrutto dalla catastrofe.

I suoi interventi hanno riguardato e riguardano la protezione dei bambini, il ricongiungimento con i familiari nel caso degli orfani, la ricostruzione del sistema scolastico.

Dopo il terremoto che ha devastato il Pakistan nell'ottobre 2005, Save the Children si è impegnata in molti interventi di ricostruzione e protezione dei minori. Save the Children è presente in zone di guerra come Afghanistan, Libano, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, o in zona di post conflitto dell'area balcanica (Kosovo e Serbia).

È presente da molti anni in quasi tutti i paesi dell'Africa: in quelli colpiti più volte da siccità come l'Etiopia, o da quelli che affrontano un difficile transizione dopo anni di conflitti, come l'Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia. O in quelli che hanno problemi sanitari gravissimi, come il Malawi (a causa della diffusione dell'HIV-AIDS).

Save the Children sviluppa progetti anche in tutto il Centro e Sud America, in tutta l'Asia e in Oceania.

L'Alliance è presieduta da un segretario generale, carica che da gennaio 2008 è ricoperta dalla svedese Charlotte Petri Gornitzka, già a capo di Save the Children nel suo paese[1]; nella filiazione associativa del Regno Unito la massima carica esecutiva è quella di direttore generale, ricoperta da Jasmine Withbread[2] (mentre la carica di presidente è conferita ad honorem alla principessa Anna); Save the Children Italia è invece rappresentata da un presidente che, sempre da gennaio 2008, è Claudio Tesauro[3]; in Svizzera l'associazione è altresì presieduta da un responsabile, che attualmente è Asa Sjöberg, svedese.

Campagne[modifica | modifica sorgente]

Le principali campagne di Save the Children riguardano la riduzione della povertà, il contrasto al problema dei bambini soldato e l'educazione e i garantiti servizi sanitari.

A tal proposito, nel settembre 2006, Save the Children ha lanciato a livello planetario una campagna denominata Riscriviamo il Futuro, con l'intento di dare istruzione di qualità a 8 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto o post-conflitto, entro il 2010. Save the Children opera secondo un quadro di buone prassi che mettono il bambino al centro della sua attività, che tendono a farlo partecipare in maniera attiva, detto il Child Right Programming.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Save the Children nasce a Londra nel 1919. La sua fondatrice, Eglantyne Jebb, un'infermiera volontaria, intende creare un'organizzazione in grado di alleviare le terribili sofferenze dei bambini durante la Prima Guerra Mondiale.

Eglantyne Jebb, nel 1923, scrive la prima Carta dei Diritti del Bambino, adottata dalla Lega delle Nazioni, e successivamente dalle Nazioni Unite. Sulla stessa carta, si basa la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, del 1989.

Il lavoro di Save the Children in Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1920 Save the Children ha portato sovvenzioni all'Italia come quelle per la Casa dei Bambini Sofferenti creata dal Vaticano e per la Lega Italo-Britannica. Nel 1923 alloca una somma di denaro per completare un sanatorio per bambini in Calabria, sull'Aspromonte. Si legge sul sito ufficiale che dopo la seconda guerra mondiale, Save the Children ha sostenuto la creazione di asili infantili e la formazione di donne per l'insegnamento negli asili nido. La costruzione di asili infantili di Civitaluparella, in provincia di Chieti, di Lanciano e di Scandale in Calabria, è proseguita negli anni cinquanta. Negli anni sessanta assiste i terremotati del sud Italia.

Dal 1998 è presente in Italia con Save the Children Italia Onlus, che, oltre a sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo, opera in Italia con progetti di protezione dell'infanzia.

I principali ambiti di attività in Italia sono quelli relativi ai minori migranti, non accompagnati, presenti sul territorio italiano. Altri ambiti sono quelli per i minori vittime di tratta, sfruttati sessualmente o nel lavoro minorile.

Save the Children Italia è fortemente attiva nell'Educazione allo Sviluppo e nel contrasto alla pedo-pornografia in internet e nella sensibilizzazione all'uso sicuro di Internet e telefonini da parte dei bambini e dei ragazzi.

È anche molto impegnata nella promozione di politiche che tutelino i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il 26 agosto 2010 la società di calcio della Fiorentina ha annunciato l'adozione sulle proprie maglie del logo di Save the Children al posto di un vero e proprio sponsor ufficiale.[4]

Partner[modifica | modifica sorgente]

Dal suo avvio in Italia, Save the Children ha stretto accordi di partnership con oltre 70 aziende, molte delle quali sono al suo fianco da diversi anni.

Nel 2012 è stato avviato un nuovo progetto di educazione di base in Tigray, Etiopia, una delle regioni più povere al mondo, con l'obiettivo di scolarizzare oltre 800 bambini costretti a restare a casa per aiutare le loro famiglie nel lavoro sui campi. Safe Bag,Ace Europe, Gruppo Credem, sono alcune delle aziende che hanno aderito al progetto con donazione diretta.

Altre aziende scelgono invece dei tipi di campagne ad hoc in cui è l'utente stesso che collabora in prima persona alla raccolta di fondi, come la campagna lanciata dalla Coop e la Fastweb per promuovere l'invio di sms devoluti interamente in beneficenza.

Ikea nel 2011 ha invece lanciata la campagna Soft Toys Campain, con la vendita di piccoli peluche a €1 il cui ricavo andava integralmente a sostegno di 8 paesi dell'Asia Orientale.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per la concordia (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la concordia (Spagna)
— 1994

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Charlotte Petri Gornitzka appointed Secretary General of the International Save the Children Alliance. URL consultato il 15-9-2009.
  2. ^ (EN) People. URL consultato il 15-9-2009.
  3. ^ Save the Children Italia: Claudio Tesauro nuovo Presidente. URL consultato il 15-9-2009.
  4. ^ Fiorentina e Save the Children uniti per il futuro, ViolaChannel, 27-8-2010. URL consultato il 19-9-2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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