Provincia di Chieti
| Provincia di Chieti provincia |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Chieti | ||||
| Presidente | Enrico Di Giuseppantonio (UDC) dal 18/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
42°21′0″N 14°10′0″E / 42.35°N 14.16667°ECoordinate: 42°21′0″N 14°10′0″E / 42.35°N 14.16667°E | ||||
| Superficie | 2 588,35 km² | ||||
| Abitanti | 397 415 (30-11-2011) | ||||
| Densità | 153,54 ab./km² | ||||
| Comuni | 104 comuni | ||||
| Province confinanti | Pescara, Campobasso, Isernia, L'Aquila | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 66010-66100-66012, 66014-66023, 66026, 66030-66034, 66036-66038, 66040-66043, 66045-66047, 66050-66052, 66054 | ||||
| Prefisso | 085, 0871, 0872, 0873 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 069 | ||||
| Targa | CH | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Chieti (prëvingia dë Chitë in abruzzese) è una provincia italiana dell'Abruzzo di 397.415 abitanti[1]. Si estende su una superficie di 2.588,35 km² e comprende 104 comuni.
È la provincia più popolata d'Abruzzo e la seconda per estensione; confina a nord-ovest con la provincia di Pescara, a sud-ovest con la provincia dell'Aquila e con il Molise (a sud provincia di Isernia e a sud-est provincia di Campobasso). A nord-est è bagnata dal Mare Adriatico. La provincia è chiamata anche provincia teatina, per l'antico nome di Chieti, Teate, da cui deriva anche il nome degli abitanti del capoluogo, teatini.
Indice |
Geografia[modifica]
La provincia di Chieti presenta un territorio prevalentemente collinare e montano, con un'orografia molto varia. Il territorio è caratterizzato da un susseguirsi di valli parallele, nella maggior parte delle quali scorrono corsi d'acqua di varia portata. Nella parte più settentrionale il paesaggio si presenta più aspro e disabitato, nella parte meridionale, più dolce e ricco di piccoli insediamenti sparsi. Il territorio pianeggiante è presente solo in corrispondenza delle valli. Le principali sono la Val Pescara e la Val di Sangro. Nella provincia si trova anche buona parte del massiccio della Majella (2.793 m.s.l.m.), il secondo degli Appennini per altezza. I principali fiumi sono l'Alento, l'Aterno-Pescara, l'Aventino, il Sangro, il Foro, il Sinello e il Trigno.
A delimitare il territorio provinciale è a nord il fiume Pescara, che segna il confine con la provincia omonima. A nord-est è bagnato dal Mar Adriatico. A sud-est il fiume Trigno, che segna il confine anche con la regione Molise (provincia di Campobasso). A sud ovest vi è il fiume Sente a separare la provincia di Chieti con la provincia di Isernia. Da sud-ovest a nord-ovest, il confine è segnato prima dal monte Secine e successivamente dai monti della Majella.
Molte zone della superficie presentano aree boschive. Per questo nella provincia vi sono molte riserve naturali, atte a salvaguardare, valorizzare e promuovere il patrimonio di boschi che vanta il territorio. Nella zona meridionale si trovano ampie superfici coperte da abeti, con due riserve naturali. In prossimità della costa vi è una lecceta, interessata dalla Riserva naturale guidata Lecceta di Torino di Sangro. Presso la Maiella, territorio compreso nell'omonimo Parco Nazionale, la flora è ricca di numerose piante pregevoli, come l'Acero di Lobel, la Betulla, il Pino Nero di Fara San Martino e il Faggio, grazie al selvaggio ambiente incontaminato.
I fiumi[modifica]
La provincia, grazie ai fenomeni carsici delle montagne ed in particolare della Majella, è molto ricca di risorse idriche, in prevalenza sotterranee. Tuttavia sono presenti anche numerosi corsi d'acqua in superficie, i cui principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno, ma altri fiumi importanti sono l'Alento, l'Aventino, il Foro e il Sinello. Minori sono invece il Dendalo, il Feltrino, l'Osento, il Sente, il Treste e il Venna.
Una caratteristica negativa che accomuna quasi tutti i fiumi della provincia teatina è l'elevato tasso di inquinamento, che in alcuni casi risulta particolarmente elevato, come per il fiume Pescara, le cui condizioni sono aggravate dalla presenza di una discarica tossica, ritenuta addirittura la più grande d'Europa, nel comune di Bussi sul Tirino[2], che causano anche l'inquinamento del mare nel punto in cui essi sfociano. Questa drammatica situazione è dovuta all'insieme di molti fattori, quali lo scarico di sostanze tossiche delle fabbriche circostanti i fiumi (in particolare nel caso del Pescara, Sangro e Trigno), i prodotti chimici provenienti dall'agricoltura o a causa della presenza di discariche tossiche.
Un'altra particolarità, specialmente per i fiumi minori, è il regime quasi torrentizio, con fiumi ricchi d'acqua nei mesi piovosi e nevosi ma pressoché asciutti nei mesi di secca.
I laghi[modifica]
Nella provincia di Chieti non vi sono grandi laghi naturali. Tuttavia vi sono due laghi artificiali, il lago di Bomba e il lago Sant'Angelo, costruiti sbarrando il corso rispettivamente dei fiumi Sangro e Aventino. Entrambi i fiumi vengono sfruttati per la produzione di energia idroelettrica che viene convogliata a Roma.
- Il lago di Bomba è sito tra Villa Santa Maria e Bomba, nella valle del Sangro. Venne iniziato nel 1956 e completato nel 1962, considerato come un punto di riferimento dell'ingegneria idraulica. La diga in terra battuta di oltre 4 milioni di metri cubi rappresenta l'opera più grande mai costruita con questa tecnica in Europa. Vanta una lunghezza di 7 km, 1,5 km di larghezza e 57,50 metri di profondità, con una capacità di oltre quattro milioni di metri cubi d'acqua. Nel luglio 2009 vi si sono svolte le prove e le gare su acqua dei XVI Giochi del Mediterraneo.
- Il lago Sant'Angelo, più comunemente detto lago di Casoli per il comune in cui è sito. Fu costruito nel 1958. Grazie al suo affluente, il fiume Aventino, nel lago giungono anche trote, cavedani, carpe, tinche e persici reali.
Un altro lago artificiale, di dimensioni minori, è il lago di Serranella, nella Riserva naturale controllata Lago di Serranella, tra i comuni di Casoli, Altino e Sant'Eusanio del Sangro. Costruito nel 1981 come bacino per l'irrigazione, il lago è diventato ben presto un ambiente umido di notevole interesse, fino a diventare nel 1990 Riserva naturale. Si trova alla confluenza del fiume Sangro con l'Aventino e con altri affluenti minori, quali il Gogna e il Pianello.
I monti[modifica]
| Per approfondire, vedi Majella. |
Il territorio della provincia teatina è caratterizzato dalla mole calcarea della Maiella, la seconda montagna più alta della catena degli Appennini (con i 2793 m. della sua vetta più elevata, il monte Amaro) dopo il Gran Sasso d'Italia. La sua orografia include 61 monti e 75 colline diversificate. Come la maggior parte dei massicci calcarei la Maiella è ricca di fenomeni carsici e di conseguenza, povera di acque superficiali. Le acque meteoriche infatti ricompaiono a valle, con sorgenti che talvolta raggiungono dimensioni poderose, come quelle del fiume Verde, a Fara San Martino. Nel versante orientale il massiccio è tagliato da gole e valloni, mentre ad occidente è piuttosto omogeneo e caratterizzato da una sola incisione, la Macchia di Caramanico.
Il mare e la Costa dei Trabocchi[modifica]
Il Mar Adriatico bagna a nord-est le coste della provincia. Il litorale teatino possiede un nome particolare, Costa dei Trabocchi, per la presenza dei trabocchi, pittoresche macchine da pesca in legno, oggi diventate attrazione per turisti. Essa è una delle più diversificate della regione; vi si alternano tratti di spiaggia bassa e sabbiosa o di ciottolame a tratti alti e rocciosi che degradano sul mare. Partendo da nord, in corrispondenza di Francavilla al Mare vi si trova una lunga striscia di sabbia dorata, caratterizzata dall'alternarsi di piccoli tratti di spiaggia libera a una fitta rete di stabilimenti balneari. La spiaggia ortonese è unica nel suo genere per le numerose insenature che vi si trovano. Da San Vito Chietino poi fino a Torino di Sangro, passando per Rocca San Giovanni e Fossacesia, la spiaggia si presenta stretta e prevalentemente a ciottoli, con tratti a sabbia. La località più famosa di questa zona è il lido Le Morge. Da Casalbordino a Vasto e San Salvo invece la fascia costiera è prevalentemente più larga e sabbiosa.
Clima[modifica]
Parchi, Riserve ed Aree protette[modifica]
Parco nazionale della Majella[modifica]
Il parco nazionale della Majella copre un ampio territorio, che per il 55% supera i 2000 m.s.l.m., in cui sono racchiuse vaste aree di natura selvaggia, con un pregiato patrimonio nazionale di biodiversità.
Venne istituito con la Legge 6 dicembre 1991, n. 394. L'ente del parco invece venne istituito con il Decreto del presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, con sede legale a Guardiagrele e sede operativa a Campo di Giove (AQ). Copre una superficie di 74.095 ettari tra le provincie di Pescara, L'Aquila e Chieti. I comuni interessati, della provincia di Chieti, sono: Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Rapino, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro e Taranta Peligna.
Ospita il 78% delle specie di mammiferi (cetacei esclusi) presenti in Abruzzo e il 45% in Italia; il 65% della flora abruzzese, il 37% di quella italiana ed il 22% di quella europea. I principali esemplari di fauna presenti ad alta quota sono il camosci appenninici e la vipera dell'Orsini. La fascia di arbusti, al di sotto degli ambienti culminali è costituita dal Pino mugo, che vanta il primato di essere sulla Majella l formazione vegetale più estesa degli Appennini. La fascia boschiva, tra i 1800 e gli 800 m s.l.m. è costituita da faggeta, puntellata da prati e pascoli, dove si possono trovare esemplari di Lupo appenninico e Orso bruno marsicano. Altre specie di pregio che costituiscono il ricco patrimonio di biodiversità sono la Lontra, l'Arvicola delle nevi, la salamandra dagli occhiali, l'Aquila reale, il Gracchio corallino, il Lanario, il Piviere tortolino, il Colubro di Riccioli, il Ferro di cavallo maggiore e il Vespertilio smarginato per quanto riguarda la fauna.
I principali esemplari di flora sono costituiti dall'Erba unta di Fiorii, la Soldanella del calcare, l'Aquilegia della Majella, l'Adonide curvata, l'Androsace abruzzese, la Viola della Majella, il Fiordaliso della Majella, l'Acero di Lobel, la Stella alpina appenninica, il Ginepro sabino, la Betulla, il Pino nero di Fara San Martino (Pinus nigra Arnold subsp. nigra Hoss var. italica Hochstetter), la Scarpetta di Venere, l'Assenzio rupestre, il Ciombolino abruzzese e la campanula napoletana.
Storia[modifica]
La provincia di Chieti venne istituita con l'Unità d'Italia, nel 1860, succedendo alla provincia dell'Abruzzo Citra del Regno delle Due Sicilie.
Inizialmente era suddivisa nei circondari di Chieti, di Lanciano e di Vasto.
Nel 1927 parte del territorio provinciale venne distaccato ed assegnato alla nuova provincia di Pescara[3].
Trasporti e collegamenti[modifica]
Collegamenti stradali principali[modifica]
Autostrade[modifica]
La provincia di Chieti è attraversata dall'autostrada A14, che corre parallelamente alla linea dell'Adriatico. Poco più a nord di Chieti, all'altezza di Pescara, dall'A14 parte la A25 che termina a Torano di Borgorose, dove si innesta all'A24, procedendo per Roma.
| Uscita | ↓km↓ | ↑km↑ | Provincia |
|---|---|---|---|
| 380,0 | 362,4 | CH | |
| 388,9 | 354,5 | CH | |
Francavilla al Mare |
392,6 | 350,8 | CH |
| 393,9 | 349,5 | CH | |
| 404,6 | 338,8 | CH | |
| 413,8 | 329,6 | CH | |
| 422,0 | 321,4 | CH | |
| 428,8 | 314,6 | CH | |
Casalbordino |
437,3 | 306,1 | CH |
| 441,8 | 301,6 | CH | |
Montenero di Bisaccia San Salvo |
454,6 | 288,8 | CH |
Strade Statali[modifica]
Principalmente le strade statali permettono il collegamento dei comuni dell'entroterra con i comuni costieri o i comuni delle valli. Molte di esse seguono il corso delle vallate, risalendo fino alle località interessate dai collegamenti.
Le strade statali che percorrono la provincia sono:
Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria: Roma - Pescara
Strada statale 16 Adriatica: Padova - Otranto
Strada statale 81 Piceno Aprutina: Ascoli Piceno - Casoli
Strada statale 84 Frentana: Roccaraso - San Vito Chietino
Strada statale 650 di Fondovalle Trigno: Isernia - San Salvo Marina
Strada statale 652 di Fondo Valle Sangro: Cerro al Volturno - Fossacesia Marina
Vi sono inoltre numerose ex strade statali:
Ex Strada statale 86 Istonia: Forlì del Sannio - Stazione di Vasto Marina
Ex Strada statale 152 Teatina: Chieti - Francavilla al Mare
Ex Strada statale 154 della Valle del Sangro: Selva di Altino - S.S. 16 presso Fossacesia
Ex Strada statale 263 di Val di Foro e di Bocca di Valle: Ponte Foro, Francavilla al Mare - Lama dei Peligni
Ex Strada statale 363 di Guardiagrele: Sant'Eusanio del Sangro - Bocca di Valle, Guardiagrele
Ex Strada statale 364 di Atessa: Stazione di Casalbordino - Colledimezzo
Ex Strada statale 524 Lanciano Fossacesia: Lanciano - Stazione di Fossacesia
Ex Strada Statale 538 Marrucina: Ortona - Orsogna, innesto con la S.S. 363
Ex Strada Statale 539 di Manoppello: Manoppello - Pretoro, innesto con la S.S. 263
Ex Strada statale 558 Sangritana seconda: Piane d'Archi - Castel di Sangro
Ex Strada statale 649 di Fondo Valle Alento: Francavilla al Mare - Chieti
Ex Strada statale 656 Val Pescara-Chieti: Casello di Chieti - Pescara Ovest
Collegamenti ferroviari[modifica]
Collegamenti marittimi[modifica]
I collegamenti marittimi sono assicurati dalla presenza di due porti, quello di Ortona e quello di Vasto. Il porto di Ortona è uno dei più importanti porti commerciali d'Abruzzo, ma ha anche funzione mercantile, turistica ed una buona attività cantieristica. Viene utilizzato anche come riparo per le tonnare della Sicilia e del Tirreno nel periodo della migrazione dei tonni nel Mar Adriatico[4]. Il porto di Vasto, detto di Punta Penna (per la zona in cui si trova) ha uso turistico e della pesca[4]. Altri porti di dimensioni decisamente ridotte sono i quelli di Fossacesia "Marina del Sole" e quello di San Salvo "Le Marinelle", per le piccole imbarcazioni turistiche. Sono in cantiere inoltre la realizzazione di un nuovo porto turistico di dimensioni maggiori a San Salvo ed uno a Francavilla al Mare.
Collegamenti aerei[modifica]
La provincia di Chieti è servita dall'aeroporto internazionale d'Abruzzo che in parte è sito sul territorio della provincia teatina. Esso assicura i movimenti aerei per mete nazionali e internazionali, come per Milano, Torino, Cagliari e Bergamo per quanto riguarda i voli nazionali, Toronto, Tirana, Barcellona, Eindhoven, Francoforte e Londra per quelli internazionali.
Sanità[modifica]
Sul territorio teatino vi sono due Asl, quella di Chieti e quella di Lanciano-Vasto.
- Asl Chieti:
l'Asl Chieti serve 28 comuni della parte settentrionale della provincia, dai paesi montani della Majelletta alla costa, con una popolazione totale di 176.075 abitanti (al 1º gennaio 2007), distribuita su una superficie di 638,51 km²[5]. Dispone di tre presidi ospedalieri:
- Il policlinico "SS. Annunziata", Chieti
- L'ospedale "G. Bernabeo", Ortona
- L'ospedale "M. SS. Immacolata", Guardiagrele.
- Asl Lanciano-Vasto:
L'Asl Lanciano-Vasto comprende i 76 comuni del settore meridionale della provincia, con un bacino di utenza di circa 214.000 abitanti, distribuiti su un territorio di 1.948 km²[6]. È dotata di cinque strutture ospedaliere:
- Ospedale "F. Renzetti", Lanciano
- Ospedale "San Pio da Pietrelcina", Vasto
- Ospedale "Vittorio Emanuele II", Atessa
- Ospedale "G. Consalvi", Casoli
- Ospedale civile, Gissi
Istituto di ricerche Mario Negri Sud[modifica]
Il Consorzio Mario Negri Sud, nato il 5 dicembre 1980, è un centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica gestita dall'omonima fondazione senza scopo di lucro, situato nel comune di Santa Maria Imbaro. Possiede inoltre un campus, alloggio per ricercatori e visiting scientist. Le attività del centro iniziarono il 1º febbraio 1988, nella ricorrenza del 25º anniversario del della fondazione dell'Istituto Mario Negri di Milano.
Il centro si occupa di formare e qualificare i ricercatori del Meridione d'Italia ed è divenuto oggi un'importante struttura di ricerca d'eccellenza a livello internazionale. Opera nei settori della biologia cellulare e molecolare, oncologia molecolare e clinica, malattie cardiovascolari, coordinamento di studi clinici controllati sul diabete, infarto miocardico, tumore della mammella e malattie mieloproliferative, epidemiologia assistenziale e farmacoepidemiologia, ricerca clinica ed epidemiologica e formazione in medicina generale, sistemi informativi e politiche sanitarie, rapporti tra salute ed ambiente e metodologie analitiche per il monitoraggio ambientale.
Comuni[modifica]
| Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Chieti. |
La provincia di Chieti comprende 104 comuni, di seguito elencati. I dati relativi dalla popolazione sono relativi al febbraio 2011 (ISTAT).
Turismo[modifica]
Chiese[modifica]
Le maggiori chiese in provincia sono:
| Chieti | Cattedrale di San Giustino |
| Chiesa di San Francesco | |
| Chiesa di Santa Chiara | |
| Lanciano | Basilica cattedrale della Madonna del Ponte |
| Chiesa di San Francesco | |
| Chiesa di Santa Maria Maggiore | |
| Vasto | Duomo di Vasto |
| Chiesa di Santa Maria Maggiore | |
| Ortona | Basilica di San Tommaso Apostolo |
| Atessa | Cattedrale di San Leucio |
| Chiesa di Santa Croce | |
| Chiesa di San Michele | |
| Guardiagrele | Duomo di Santa Maria Maggiore |
| Chiesa di San Francesco | |
| Chiesa di San Nicola | |
| Fossacesia | Abbazia di San Giovanni in Venere |
| Chiesa di San Donato | |
| Casalbordino | Santuario della Madonna dei Miracoli |
| Chiesa di San Salvatore | |
| Castel Frentano | Chiesa di Santo Stefano protomartire |
| Chiesa di Santa Maria della Selva |
Abbazia di San Giovanni in Venere[modifica]
L'abbazia di San Giovanni in Venere è un'abbazia benedettina sita nel territorio del comune di Fossacesia, su un promontorio che si affaccia sul mare della Costa dei Trabocchi. Vanta una storia antichissima che secondo la tradizione ebbe inizio nell'anno 540, quando un frate, Martino, fece costruire in loco un piccolo cellario per frati benedettini, dotato di una cappella, demolendo un antico tempio pagano in abbandono situato sul posto e intitolato a Venere. L'edificio che si presenta oggi è però frutto dei grandi lavori di ricostruzione operati nel 1165 dall'abate Odorisio II, quando l'abbazia raggiunse il culmine del suo splendore. Dopo un breve periodo di splendore, fu soggetta ad un lento ed inesorabile declino, che causò il degrado della struttura, che ebbe il culmine con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dal 1954 vi si è stabilita una Congregazione di Padri Passionisti, che si occupano della manutenzione della chiesa. Interventi di restauro infine negli anni cinquanta hanno restituito all'abbazia il suo splendore.
L'imponente mole della basilica è composta da tre navate, che terminano con un grande presbiterio rialzato che termina con tre absidi, sotto il quale si trova una cripta con affreschi duecenteschi. All'interno del complesso vi è un chiostro, coevo alla chiesa, che collega il monastero alla basilica. Dalle terrazze panoramiche dell'abbazia si possono ammirare suggestive vedute del golfo di Venere, della Costa dei Trabocchi e della Val di Sangro.
Santuario della Madonna dei Miracoli[modifica]
Dopo alcune costruzioni precedenti, divenute troppo piccole per ospitare i numerosi fedeli giunti in pellegrinaggio, nel 1962 venne ultimata l'attuale chiesa e consacrata l'11 agosto dello stesso anno. Sorge sul luogo dove risulta essere apparsa la Vergine Maria l'11 giugno 1576 ad un anziano contadino, Alessandro Murzio, proveniente dal vicino paese di Pollutri.
La tradizione racconta che mentre egli si apprestava a raggiungere il suo piccolo campo di grano per verificare i danni causati da una tempesta avvenuta il giorno precedente, udito il suono delle campane di Casalbordino, si inginocchiò in adorazione con animo penitente. In quel momento gli apparve la Madonna, che lasciò all'uomo il messaggio di richiamare al suo parroco il dovere della santificazione del giorno di festa; la Vergine gli assicurò inoltre che il suo campo non aveva subito alcun danno. Dopo aver verificato le parole della Madonna riguardo al suo terreno, l'anziano si recò subito ad informare dell'accaduto l'arciprete don Mariano Diddonno. Nel 1899, su disposizione di papa Leone XIII si ebbe la cerimonia di incoronazione della Beata Vergine dei Miracoli, presieduta dall'arcivescovo di Chieti-Vasto e da 200.000 fedeli[5].
Altre chiese[modifica]
- Cattedrale di San Giustino
- Duomo di San Leucio
- Basilica della Madonna del Ponte
- Duomo di Santa Maria Maggiore
- Basilica di San Tommaso Apostolo
- Duomo di San Giuseppe
Siti archeologici[modifica]
| Archi | Sito archeologico di Fonte Tasca |
| Atessa | Sito archeologico di Porcari |
| Casoli | Zona archeologica di Cluviae |
| Guardiagrele | Necropoli protostorica di Comino |
| Montenerodomo | Parco archeologico di Juvanum |
| Mura megalitiche | |
| Pennapiedimonte | Zona archeologica Fontana Monumentale |
| Pretoro | Zona archeologica del Crocifisso |
| Quadri | Parco archeologico di Trebula |
| Rapino | Grotta del Colle |
| San Vito Chietino | Sito archeologico di Murata Bassa |
| Schiavi di Abruzzo | Santuario italico |
| Ruderi del monastero di Santa Maria in Valle Rotana | |
| Roccascalegna | Ceramiche ed industrie litiche di Colle Longo-Ruderi di un edificio del III secolo a.C. |
| Tornareccio | Parco archeologico naturalistico di Pallanum |
| Vasto | Sito archeologico di Histonium |
Castelli[modifica]
La provincia era dotata in passato di numerosi castelli, distribuiti nei numerosi borghi che vi so sono stanziati intorno. Purtroppo buona parte di essi sono andati distrutti nel corso del tempo per svariati motivi. Tuttavia rimangono diversi castelli, alcuni dei quali famosi per le loro peculiarità. Prevalentemente essi risalgono al periodo longobardo-medievale, come il caratteristico castello di Roccascalegna, che domina l'omonimo borgo dallo sperone roccioso su cui è adagiato.
| Archi | Castello baronale |
| Atessa | Casa De Marco |
| Civitella Messer Raimondo | Castello Baglioni |
| Carpineto Sinello | Castello ducale |
| Borgo fortificato di Policorvo | |
| Casoli | Castello Masciantonio |
| Crecchio | Castello ducale |
| Gamberale | Castello |
| Guardiagrele | Torrione Orsini |
| Torre San Pietro e Torre Adriana | |
| Lanciano | Torri Montanare |
| Lentella | Castello Manno |
| Montazzoli | Castello Franceschelli |
| Monteodorisio | Castello |
| Mozzagrogna | Castello di Septe |
| Ortona | Castello Aragonese |
| Palena | Castello ducale |
| La castelletta | |
| Palmoli | Castello marchesale |
| Pizzoferrato | Castello baronale |
| Ripa Teatina | Torri |
| Rocca San Giovanni | Torrione dei Filippini (e parte della cinta di mura) |
| Roccascalegna | Castello |
| Vasto | Castello Caldoresco |
| Castello Miramare | |
| Castello Aragonese |
Manifestazioni ed eventi[modifica]
- Festa dei banderesi a Bucchianico.
- Festa delle farchie a Fara Filiorum Petri
Amministrazione[modifica]
| Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Chieti. |
| Periodo | Presidente | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 7 maggio 1995 | 27 giugno 1999 | Manfredi Giovanni Pulsinelli | centro-sinistra | Presidente | |
| 28 giugno 1999 | 27 giugno 2004 | Mauro Febbo | Alleanza Nazionale | Presidente | |
| 28 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Tommaso Coletti | La Margherita poi Partito Democratico | Presidente | |
| 8 giugno 2009 | in carica | Enrico Di Giuseppantonio | Unione dei Democratici Cristiani e di Centro | Presidente | |
Note[modifica]
- ^ Bilancio Demografico Novembre2011, dati ISTAT
- ^ Lo scandalo della discarica tossica Montedison in Abruzzo
- ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
- ^ a b [mareinitaly.it 17-10-2009]
- ^ a b aslchieti.it. URL consultato in data 15-10-2009.
- ^ asllancianovasto.typepad.com. URL consultato in data 15-10-2009.
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Provincia di Chieti