Ministero della Salute

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Ministero della Salute
MinisteroSalute.jpg
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Istituito 2001
da Governo Berlusconi II
Ministro Beatrice Lorenzin
Sottosegretario Vito De Filippo
Indirizzo viale Giorgio Ribotta, 5 - 00144 Roma
Sito web http://www.salute.gov.it

Il Ministero della Salute è un dicastero con portafoglio del Governo italiano, con compiti in materia sanitaria, di profilassi e raccordo con le istituzioni internazionali ed europee nel campo della salute.

L'attuale Ministro è Beatrice Lorenzin.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del Ministero sono da ricercare nel Regio Decreto n. 255 del 9 ottobre 1861 che abolendo il Segretariato Generale del Ministero dell'Interno, istituiva quattro direzioni generali, tra cui la Direzione Generale per le Opere Pie e Carità.
Tuttavia il R.D. n. 482 del 10 marzo 1862 ricostituì il segretariato generale sopprimendo nuovamente le direzioni generali. Successivamente, con il Regio Decreto n. 4707 del 3 luglio 1887 nasce la Direzione Generale della Sanità Pubblica, sempre inquadrata presso il Ministero dell'Interno[1].

La situazione rimane immutata fino nell'immediato secondo dopoguerra, quando con decreto legislativo luogotenenziale n. 417 del 12 luglio 1945, si giunge alla soppressione della Direzione Generale ed alla formazione di un Alto Commissariato per l'Igiene e la Sanità presso la Presidenza del Consiglio.

Formalmente infine il dicastero della salute nacque come Ministero della Sanità', con la legge 13 marzo 1958, n. 296 per scorporo dal Ministero dell'Interno, sotto il Governo Fanfani II, e con l'accorpamento delle funzioni dellAlto Commissario per l'Igiene e la Sanità.

Da semplice raccordo delle strutture sanitarie con la riforma di cui alla legge n. 833/1978 divenne il capofila del Servizio Sanitario Nazionale. Le sue funzioni variarono molto con il progressivo aumento delle competenze delle Regioni: infatti l' art. 117 Cost. che poneva la sanità tra le materie riservate alla competenza regionale.
Con le riforme Bindi e Bassanini durante gli anni novanta le competenze del dicastero a livello centrale rimasero veramente poche, anche per la ulteriore modifica dell'art. 117 Cost. che demandò completamente le competenze di organizzazione sanitaria alle Regioni (riforma del Titolo V della Costituzione, costituzionalizzando quanto già fatto anni addietro con legge ordinaria ad opera dei governi dell'Ulivo).

Per tali ragioni la Riforma Bassanini sulla organizzazione di Governo, il D. Lgs. n. 300/1999, lo abolì (ma solo a far data dal 2001) allorché le sue residue competenze sarebbero dovute passare all'istituendo Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, detto comunemente Ministero del Welfare. In realtà, prima della reale attuazione della riforma Bassanini, tali competenze passarono, al Ministero della Salute, istituito con la legge n. 317 del 3 agosto 2001, dall'allora Governo Berlusconi II, scorporandolo dal predetto Ministero, il cui nome venne modificato in Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La legge finanziaria per l'anno 2008, (legge n. 244 del 24 dicembre 2007) dispose la ricostituzione dei 12 ministeri previsti dalla Riforma Bassanini del D. Lgs n. 300/1999, con il conseguente accorpamento del Ministero della Salute nel predetto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Dopo solo circa un anno si ritiene comunque necessario lo scorporo delle competenze sanitarie dal nuovo dicastero ed il Governo presenta un disegno di legge per la reistituzione del Ministero della Salute.

Con la legge 13 novembre 2009 n. 172, entrata in vigore il 13 dicembre 2009, si prevedé infine lo scorporo del Ministero della Salute dal predetto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e la contestuale reistituzione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero della Salute è l'organo centrale del Servizio Sanitario Nazionale, cui sono attribuite le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute umana, di coordinamento del Sistema sanitario nazionale, di sanità veterinaria, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, di igiene e sicurezza degli alimenti, fermo restando le competenze esclusive delle Regioni che le esercitano tramite le Aziende Sanitarie Locali. Predispone il Piano sanitario nazionale. Rappresenta l'elemento di raccordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS o anche WHO e con l'Agenzia europea per i medicinali - EMEA.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero è organizzato in uffici a diretta responsabilità del vertice politico e uffici propri del ministero, in via di riorganizzazione.

Nel vertice politico troviamo:

  • il Ministro;
  • i Sottosegretari di Stato;
  • gli Uffici di diretta collaborazione;
  • il Segretariato Generale.
  • la Biblioteca;

L'organizzazione propria del dicastero è strutturata in quattro Dipartimenti che a loro volta sono divisi in Direzioni Generali:

  • il Dipartimento della Qualità, suddiviso in 3 Direzioni Generali:
    • DG Programmazione Sanitaria, Livelli di Assistenza e Principi Etici di Sistema;
    • DG Risorse Umane e Professioni Sanitarie;
    • DG Sistema Informativo.
  • il Dipartimento dell'Innovazione, suddiviso in 3 Direzioni Generali:
    • DG Farmaci e Dispositivi Medici;
    • DG Ricerca Scientifica e Tecnologica;
    • DG Personale, Organizzazione e Bilancio;
  • il Dipartimento Prevenzione e Comunicazione, suddiviso in 3 Direzioni Generali:
    • DG Prevenzione Sanitaria;
    • DG Comunicazione e Relazioni Istituzionali;
    • DG Rapporti con l'Unione Europea e Rapporti Internazionali;
  • il Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, suddiviso in 2 Direzioni Generali ed 1 Segretariato:
    • DG Sanità Animale e Farmaco Veterinario;
    • DG Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione;
    • Segretariato nazionale della Valutazione del Rischio della Catena Alimentare.

Strutture periferiche[modifica | modifica wikitesto]

Dal ministero dipendono i seguenti uffici territoriali:

Comando Carabinieri per la Tutela della Salute[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comando Carabinieri per la Tutela della Salute.

Dal Ministro della Salute dipendono funzionalmente il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, già NAS, con un Comando Centrale, 3 Comandi di Gruppo Tutela Salute (Gruppi T.S.) e 35 Nuclei Anti-Sofisticazioni (N.A.S.), presenti in tutto il territorio nazionale.

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la supervisione del ministro della Salute solo posti, altresì, vari enti che compongono il Servizio Sanitario Nazionale, che trovavano nel ministero il proprio referente nazionale. Essi sono:

  • il Consiglio Superiore di Sanità, istituito dal Regio editto da Re Carlo Alberto del 30 ottobre 1847, è l'organo consultivo tecnico-scientifico del Ministro della Salute. L'attuale organizzazione e funzionamento del Consiglio Superiore di Sanità sono regolati dal D. Lgs. 30 giugno 1993, n. 266 e dal DM 6 agosto 2003 n. 342, che prevedono cinque sezioni, le quali si occupano delle varie tematiche di natura sociale e sanitaria.
  • l'Istituto Superiore di Sanità, regolato da D. Lgs. 29 ottobre 1999, n.419, quale organo tecnico-scientifico del Sistema Sanitario Nazionale. Ha funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, documentazione e formazione per quanto concerne la salute pubblica. È composto da laboratori di controllo e di ricerca.
  • l'Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro - ISPESL, è l'ente pubblico che esercita, in materia di salute, funzioni e compiti tecnico-scientifici e di coordinamento tecnico. È organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale ed è centro di riferimento nazionale di informazione, documentazione, ricerca, sperimentazione, controllo e formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro;
  • l'Agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali - AGENAS, è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico che svolge un ruolo di collegamento e di supporto decisionale del Ministero e le Regioni sulle strategie di sviluppo del Servizio sanitario nazionale;
  • gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - IRCCS, sono Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari, sotto la vigilanza del Ministero;
  • gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali - IZS, sono enti sanitari di diritto pubblico dotati di autonomia gestionale ed amministrativa, che rappresentano lo strumento tecnico ed operativo del Servizio Sanitario Nazionale per quanto riguarda: la sanità animale, il controllo di salubrità e qualità degli alimenti di origine animale, l'igiene degli allevamenti ed il corretto rapporto tra insediamenti umani, animale ed ambientale. Sono 10 e raggruppano in ambito sovraregionale le competenze in materia;
  • l'Agenzia italiana del farmaco - AIFA, è organismo di diritto pubblico che opera sulla base degli indirizzi e della vigilanza del Ministero, in autonomia, trasparenza ed economicità, in raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, le Associazioni dei pazienti, i medici e le società scientifiche, le imprese produttrici e distributrici di farmaci, al fine di definire gli standard;
  • la Croce Rossa Italiana - CRI, quale ente di assistenza sanitaria in collegamento con la Croce Rossa Internazionale ove occorra soccorso, sia in tempo di guerra che di pace.

Commissioni ed organi consultivi[modifica | modifica wikitesto]

Presso il dicastero hanno sede diverse commissioni e comitati consultivi:

  • Commissione nazionale per la lotta contro l'Aids;
  • Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive;
  • Commissione consultiva per i biocidi;
  • Gruppo di lavoro sullo stato vegetativo e di minima coscienza;
  • Commissione interministeriale in materia di biotecnologie;
  • Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie (CCM);
  • Commissione Unica sui Dispositivi Medici (CUD);
  • Tavolo di lavoro sugli interventi sanitari e di riabilitazione in favore delle persone con disabilità;
  • Commissione Nazionale per la Formazione Continua in Medicina;
  • Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici in sanità;
  • Comitato Pari Opportunità (CPO);
  • Osservatorio nazionale per la libera professione intramuraria;
  • Commissione sulla appropriatezza delle prescrizioni;
  • Commissione Nazionale per la definizione e l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza;
  • Gruppo Paritetico per l'attuazione del programma "Guadagnare Salute";
  • Commissione Nazionale della Ricerca Sanitaria;
  • Gruppo di lavoro tecnico - scientifico nel settore della ricerca biomedica;
  • Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale;
  • Commissione per la protezione degli animali da allevamento e da macello;
  • Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA);
  • Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione;
  • Commissione Consultiva per i prodotti fitosanitari;
  • Commissione consultiva per il rilascio delle licenze di pubblicità sanitaria.

Elenco dei Ministri della Salute[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei ministri della Sanità e della Salute della Repubblica Italiana.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008,
"5. Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strutturazione del Ministero dell'Interno (Documento 648 di 58223) dal sito del Consorzio Roma Ricerche

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]