ACF Fiorentina

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ACF Fiorentina
Calcio Football pictogram.svg
Stemma Ufficiale ACF Fiorentina.png
Viola, Gigliati
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Viola
Simboli Giglio di Firenze
Inno Canzone viola
Marcello Manni (1930)
riedita da Narciso Parigi (1965)
Dati societari
Città Firenze
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1926
Rifondazione 2002
Proprietario Italia Andrea Della Valle
Presidente Italia Mario Cognigni
Allenatore Italia Vincenzo Montella
Stadio Artemio Franchi
(43 147[1] posti)
Sito web it.violachannel.tv
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svg Coccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg Supercoppaitaliana.png Coppacoppe.png
Scudetti 2
Titoli nazionali 3 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 6 Coppe Italia
1 Supercoppe italiane
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Coppa Grasshoppers
1 Coppa Mitropa
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'ACF Fiorentina (Associazione Calcio Firenze nel 1926, Associazione Calcio Fiorentina dal 1927 al 2002 e Florentia Viola nel 2002-2003), più comunemente nota come Fiorentina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Firenze, fondata il 29 agosto 1926 dal marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano. Dal 2002, il club è di proprietà di Diego e Andrea Della Valle.[2]

Nel corso della sua storia, è stata per due volte campione d'Italia, nel 1955-1956 e nel 1968-1969. Ha vinto inoltre sei Coppe Italia e una Supercoppa italiana. In ambito internazionale, la Fiorentina è stata la prima squadra italiana a vincere una competizione UEFA, la Coppa delle Coppe nel 1960-1961, e una delle tredici squadre europee che hanno disputato le finali di tutte le tre principali competizioni continentali:[3] la Coppa dei Campioni (nel 1956-1957, prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale), la Coppa delle Coppe (nel 1960-1961 e nel 1961-1962) e la Coppa UEFA (nel 1989-1990).

Il colore sociale è il viola, scelta cromatica voluta espressamente dallo stesso Ridolfi nel 1929; altri segni distintivi della società sono la Canzone viola, inno ufficiale composto da Marcello Manni e reinterpretato ed arrangiato nel 1965 da Narciso Parigi, e lo stemma, caratterizzato da un giglio rosso su sfondo bianco, simbolo della città toscana. Inizialmente, la sede delle partite casalighe era lo Stadio Velodromo Libertas, mentre dal 1931 la squadra disputa i propri incontri casalinghi nello Stadio Artemio Franchi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'ACF Fiorentina.

Dalle origini al secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La Fiorentina per la prima volta in maglia viola nel 1929.

Il 29 agosto 1926, con la fusione tra la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas[4] e il Club Sportivo Firenze, appoggiata da Luigi Ridolfi e altre autorità sportive dell'epoca, venne fondata l'Associazione Calcio Firenze, denominata l'anno seguente Associazione Calcio Fiorentina;[5][6] il primo incontro ufficiale, valevole per il campionato di Prima Divisione 1926-1927 si tenne nello stadio di via Bellini il 3 ottobre 1926 contro il Pisa.[7] La prima maglia ufficiale era inquartata bianca e rossa, colori sociali di Firenze e dei club da cui è originata la Fiorentina, con sul petto il Giglio di Firenze.[8]

Dopo l'incorporazione nel club dell'Itala Football Club e la promozione a tavolino del 1927-1928 nonostante il caso Savoia-Fiorentina, per la volontà da parte della Federcalcio di creare un campionato a girone unico,[9] i Gigliati disputarono la prima loro stagione nella massima serie, la Divisione Nazionale, terminata all'ultimo posto in classifica; nonostante il regolamento prevedesse per loro la Prima Divisione, vennero ripescati e inseriti in Serie B.[10] Nel 1929, in una amichevole con la Roma, la squadra toscana indossò per la prima volta maglie di colore viola, volute esplicitamente dal marchese Ridolfi, primo presidente dei Gigliati.[11] I Viola vinsero il campionato 1930-1931, ottenendo così la promozione in Serie A.[7]

La premiazione della Coppa Italia '39-'40, primo trofeo vinto dai Viola.

Nel 1931, con la partita contro l'Admira Vienna, venne inaugurato lo Stadio Giovanni Berta.[12][13] L'esordio in Serie A avvenne il 20 settembre 1931, con un pareggio per 1-1 contro il Milan;[14] la prima stagione viola nella nuova struttura terminò al quarto posto, con 25 reti di Pedro Petrone, capocannoniere del torneo.[15] Anche gli anni successivi videro la Fiorentina stazionare nelle zone alte della classifica; il terzo posto del 1934-1935, in un campionato che li vide lottare per il titolo fino alla fine, consentì ai Viola di partecipare per la prima volta alle competizioni europee.[7][16] L'esordio in campo continentale avvenne il 16 giugno 1935 a Budapest, con l'incontro di Coppa dell'Europa Centrale Fiorentina-Újpest, vinto dalla squadra gigliata per 2 a 0.[17]

Dalla stagione 1935-1936, i Viola ebbero un calo da un punto di vista dei risultati, arrivando alla retrocessione nel 1937-1938;[18] tuttavia, con il primo posto nella successiva stagione di Serie B, ritornarono subito in massima serie.[19] Nel 1939-1940, la Fiorentina conquistò il primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia,[14] vincendo in finale contro il Genoa 1-0.[19] Nel 1943, dopo un terzo posto nel 1940-1941 e alcune stagioni che videro la squadra concludere in posizioni di centro classifica, il campionato venne sospeso per cause belliche.[19]

Gli anni cinquanta e sessanta[modifica | modifica sorgente]

La Fiorentina campione d'Italia 1955-1956.

Alla fine del conflitto, la Fiorentina partecipò al Campionato Misto Bassa Italia. Con il ripristino della Serie A, nel 1946-1947 la Fiorentina riuscì a salvarsi nelle ultime giornate, cominciando con la presidenza di Enrico Befani una crescita progressiva in termini di risultati,[20] che le consentirono di ritornare nelle posizioni più alte della classifica italiana;[19] arrivò infatti quarta nel 1951-1952 e terza nel 1953-1954. La definitiva consacrazione dei Viola avvenne nella stagione 1955-1956,[21] quando, allenati da Fulvio Bernardini,[22] vinsero il loro primo scudetto, con cinque giornate di anticipo.[19] I titolari di quella squadra erano Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Montuori, Virgili, Gratton e Prini, con spesso Orzan a subentrare.[19][21] La vittoria della Serie A consentì ai Viola di partecipare alla Coppa dei Campioni,[23] dove i Gigliati arrivarono in finale il 30 maggio 1957 al Santiago Bernabéu,[23] venendo battuti dal Real Madrid per 2-0;[24] ventidue giorni prima, il club fiorentino aveva vinto la Coppa Grasshoppers.[25]

Dalla stagione 1956-1957, la Fiorentina si classificò per quattro volte consecutive al secondo posto,[26] arrivando inoltre due volte in finale di Coppa Italia, sconfitta nel 1958 dalla Lazio per 1-0 e nel 1959-1960 dalla Juventus per 3-2;[27] in campo europeo, giocò come nazione la Coppa dell'Amicizia italo-francese 1959 e 1960. Nel 1960-1961, il club, guidato da Nándor Hidegkuti, vinse la coppa nazionale superando la Lazio 2-0,[26] la Coppa delle Alpi 1961 (come nazione) e la Coppa delle Coppe, battendo nella doppia finale i Rangers Glasgow per 2-0 in trasferta e per 2-1 in casa;[28] con questa vittoria divenne la prima squadra italiana a vincere una competizione UEFA per club.[26] I Gigliati arrivarono in finale di quest'ultima competizione anche l'anno successivo, venendo battuti dal Atlético Madrid per 3-0 nella ripetizione dell'incontro.[26]

La Fiorentina con la Coppa delle Coppe 1960-1961.

Per tutti gli anni sessanta, considerati il decennio d'oro della storia viola,[26] la Fiorentina stazionò nelle prime posizioni della Serie A, in particolare tra il terzo e il sesto posto. Raggiunse la finale della Coppa Mitropa 1965, sconfitta 1 a 0 dal Vasas; vinse però questo trofeo la stagione seguente,[29] battendo in finale il 19 giugno gli slovacchi del Jednota Trenčín per 1-0, con rete di Brugnera.[26] Nella stessa stagione, la squadra gigliata vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo contro il Catanzaro 2-1.[26] Dopo quattro quarti posti e un quinto posto tra il 1963 e il 1968, nella stagione 1968-1969 i Viola conquistarono il loro secondo titolo nazionale, davanti a Cagliari e Milan,[30] con in panchina l'argentino Bruno Pesaola.[26] Formata da molte giovani promesse,[31] per cui venne chiamata "Fiorentina Ye-Ye",[32] la formazione viola comprendeva Superchi, Brizi, Ferrante, Rogora, Mancin, De Sisti, Esposito, Rizzo, Merlo, Maraschi e Amarildo, con Chiarugi spesso impiegato a partita in corso.[33]

Gli anni settanta e ottanta[modifica | modifica sorgente]

I primi anni settanta videro la Fiorentina in un calo da un punto di vista dei risultati rispetto al decennio precedente; nel campionato 1970-1971 rischiò la retrocessione in Serie B, salvandosi solo per differenza reti.[34] Nelle stagioni successive tornò ai vertici della classifica, lottando nuovamente per il titolo nel 1971-1972;[35] in campo europeo, raggiunse le finali di Coppa delle Alpi 1970 (persa contro il Basilea 3-2), della Coppa Mitropa 1971-1972 (venendo sconfitta dal Čelik Zenica per un 1-0 complessivo)[36] e della Coppa Anglo-Italiana 1973 (battuta dal Newcastle 2-1).[37]

La Fiorentina nella stagione 1981-1982.

Tra le stagioni 1974-1975 e 1975-1976, i Gigliati tornarono a vincere; conquistarono la loro quarta Coppa Italia nel 1975, sconfiggendo il Milan 3-2,[34] e la Coppa di Lega Italo-Inglese, battendo il West Ham.[34] Dopo il terzo posto della Serie A 1976-1977, la Fiorentina rischiò la retrocessione nel 1977-1978, rimanendo nuovamente nella massima serie per differenza reti.[38]

Negli anni ottanta subentrarono alla presidenza della società i Pontello,[39] che attuarono alcune scelte societarie contestate dai tifosi, come il cambio dell'inno e dello stemma.[40] Dopo alcuni buoni campionati, nel 1981-1982 i Viola, con giocatori come Galli, Antognoni, Massaro, Bertoni e Graziani, contesero fino all'ultima giornata, caratterizzata da alcuni episodi dubbi,[41] lo scudetto alla Juventus.[39][42] Nelle stagioni successive, il rendimento dei Viola fu sempre alto, piazzandosi spesso nelle prime posizioni e arrivando per due anni consecutivi in semifinale di Coppa Italia, nel 1984-1985 e nel 1985-1986.[39]

Dalla stagione 1986-1987 cominciò un progressivo declino della squadra; il miglior piazzamento di questi anni fu un settimo posto nel 1988-1989, che permise alla Fiorentina, dopo uno spareggio con la Roma, di partecipare alla Coppa UEFA dell'anno successivo,[43] torneo concluso in finale, battuta nel computo del doppio confronto dalla Juventus, che ha visto per la prima volta due squadre italiane contendersi un trofeo confederale.[39]

Dagli anni novanta all'era Della Valle[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990, dopo notevoli polemiche per la cessione di Baggio alla Juventus,[44] i Pontello cedettero la società a Mario Cecchi Gori.[39] Nel 1992-1993, dopo 54 anni nella massima serie italiana, i Gigliati retrocedettero in Serie B, ottenendo tuttavia l'ammissione in Serie A dopo un anno.[45] Il nuovo ciclo, cominciato nel 1993 con la presidenza di Vittorio Cecchi Gori, ebbe risultati altalenanti in campionato nelle stagioni successive, arrivando due volte al terzo posto, nel 1995-1996 e nel 1998-1999, vincendo la Coppa Italia 1995-1996 contro l'Atalanta e la Supercoppa italiana,[46] superando 2-1 il Milan a San Siro, con doppietta di Batistuta.[45] Nella stagione 1999-2000, la Fiorentina tornò in Coppa dei Campioni dopo trent'anni,[47] uscendo nella seconda fase a gironi.[45] La sesta coppa nazionale venne conquistata nel 2000-01, superando nelle due gare il Parma,[48] squadra che aveva invece battuto i Gigliati nella stessa competizione nel 1998-1999.

Cesare Prandelli, allenatore dei Viola dal 2005 al 2010.

Nell'estate 2001, il tribunale civile di Firenze avviò una procedura di fallimento a carico della Fiorentina,[49] che, nonostante le cessioni dei giocatori più illustri come Batistuta, Rui Costa e Toldo, versava in una grave crisi di bilancio.[48] In questa difficile situazione finanziaria, nel 2001-2002 la Fiorentina arrivò penultima e retrocedette nel campionato cadetto.[48] A causa dei mancati pagamenti degli stipendi di calciatori e dell'impossibilità di sostenere gli sforzi economici relativi alla partecipazione al successivo campionato, la società non poté iscriversi alla Serie B e venne in seguito dichiarata fallita.[49]

Il 1º agosto 2002 venne fondata la Fiorentina 1926 Florentia da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze;[50] la nuova società, che venne iscritta alla Serie C2, venne acquistata da Diego Della Valle e rinominata Florentia Viola.[51] Il campionato venne vinto dai Gigliati, che, in seguito al caso Catania, vennero promossi direttamente in Serie B per meriti sportivi e per bacino d'utenza;[51] il 15 maggio 2003, Della Valle acquistò il marchio e i colori della vecchia A.C. Fiorentina.[52] Il 19 maggio la Florentia Viola tornò ad assumere ufficialmente il suo vecchio nome, diventando ACF Fiorentina.[51]

La stagione 2003-2004 vide la Fiorentina tornare in Serie A, dopo il sesto posto in campionato e lo spareggio contro il Perugia.[51] Dopo una salvezza ottenuta all'ultima giornata nel 2004-2005, i Viola furono coinvolti in Calciopoli,[53] che li penalizzò sia nella stagione 2005-2006, estromettendoli dalle coppe europee, sia in quella successiva, che, nonostante i punti di penalizzazione, li vide qualificarsi alla Coppa UEFA 2007-2008, che si concluse in semifinale dopo aver ceduto ai calci di rigore contro i Rangers Glasgow.[53][54] Nelle successive stagioni, guidata da Prandelli, ottenne per due volte la qualificazione alla Champions League, arrivando agli ottavi di finale nel 2009-2010.[55] Le successive due stagioni non furono esaltanti, con il nono posto nella stagione 2010-2011[56] e il tredicesimo in quella 2011-2012.[57] Nel 2012-2013, la Fiorentina, allenata da Montella, ha concluso il campionato al quarto posto, qualificandosi all'Europa League. Nella stagione 2013-2014 i viola, sempre allenati da Montella, raggiungono la finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli per 3-1, vengono sconfitti dalla Juventus negli ottavi di Europa League (1-1 a Torino, 0-1 a Firenze). In Serie A si classifica, per il secondo anno consecutivo, al quarto posto qualificandosi all'Europa League.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'ACF Fiorentina

Vincitrice del Campionato Toscano Riserve in Seconda Divisione
Vincitrice del Campionato Toscano Riserve nella Prima Divisione
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).

Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Finalista di Coppa dei Campioni.
Vincitrice della Coppa Grasshoppers.
Vincitrice del Campionato Toscano
Finalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Vincitrice della Coppa dell'Amicizia italo-francese (1º titolo) (come nazione).
Finalista di Coppa Italia.
4ª nella Coppa Mitropa (come nazione).
Vincitrice della Coppa dell'Amicizia italo-francese (2º titolo) (come nazione).

Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Coppacoppe.png Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
Vincitrice della Coppa delle Alpi (1º titolo) (come nazione).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Coppe.
Fasi a gironi della Coppa Mitropa.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa Piano Karl Rappan.
Primo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa delle Fiere.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Coppaeuropa.jpg Vincitrice della Coppa Mitropa (1º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
Semifinalista di Coppa Mitropa.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere.
Fase a gironi di Coppa delle Alpi.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Fiere.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
Finalista di Coppa delle Alpi.
Fase a gironi di Coppa Anglo-Italiana.

3ª in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Finalista della Coppa Anglo-Italiana.
Primo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
Fase a gironi di Coppa Mitropa.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa delle Coppe.
Coppa di Lega Italo-Inglese.png Vincitrice della Coppa di Lega Italo-Inglese (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.
3ª nella Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Girone di qualificazione di Coppa Italia.
Finalista di Coppa UEFA.

Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Supercoppaitaliana.png Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
Semifinalista di Coppa delle Coppe.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Seconda fase a gironi di Champions League.

Coccarda Coppa Italia.svg Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Primo turno di Coppa UEFA.
  • 2001-2002 - 17ª in Serie A. Retrocessa in Serie B. Fallimento della società.
Finalista di Supercoppa italiana.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 2002 - 1º agosto, la società rinasce come Florentia Viola, e viene iscritta in Serie C2 per meriti sportivi.
  • 2002-2003 - 1ª nel Girone B di Serie C2. Inizialmente promossa in Serie C1, viene successivamente promossa d'ufficio in Serie B per meriti sportivi, col nuovo nome di ACF Fiorentina.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Champions League.
Sedicesimi di finale Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di UEFA Europa League
Vincitrice della Copa EuroAmericana (come Confederazione).
Ammessa agli ottavi di finale di Coppa Italia.
Ammessa alla fase a gironi di UEFA Europa League

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colori e simboli dell'ACF Fiorentina.
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa storica della Fiorentina (1926)

La Fiorentina indossa generalmente una divisa di colore viola, spesso erroneamente associato anche alla città di Firenze, che invece ha nel suo simbolo il bianco e il rosso, utilizzati dalla squadra fiorentina agli inizi della sua storia,[58] come simbolo della fusione tra il Club Sportivo Firenze e la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas.[59][60]. Da ricordare, il dono delle maglie biancorosse, fatto dalla città di Colle di Val d' Elsa nel 1927, in onore della storica fratellanza tra Colle di Val d' Elsa e Firenze; entrambe guelfe durante il medioevo. Questi colori vennero usati fino al 22 settembre 1929, quando, in un'amichevole disputata contro la Roma, la Fiorentina indossò per la prima volta la maglia viola con il giglio rosso sul petto.[11] Secondo la tradizione, questo sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco-rosse in un fiume, che accadde effettivamente nel 1929, ma non fu la vera causa del cambio di colori; in realtà venne scelto direttamente da Luigi Ridolfi,[58] dopo un amichevole nel 1928 con l'Újpest Football Club.[61] Il colore piacque subito al pubblico e non venne più cambiato.[62]

Giancarlo Antognoni in azione con la classica divisa viola negli anni settanta.

Tra gli anni trenta e gli anni settanta, la tenuta non ebbe grandi modifiche; il colore base della maglia, di produzione artigianale e generalmente in lana, fu sempre il viola, mentre i calzoncini erano di colore nero o, più comunemente, bianco.[63][64] Nel 1978, durante il campionato, l'Adidas divenne il primo sponsor tecnico della società viola.[65] Con l'entrata in società dei Pontello, la maglia mutò notevolmente, mostrando un cerchio centrale con il "giglio alabardato" e con il colletto e i polsini rossi.[64][40] Nel 1986, la divisa tornò interamente viola, con i numeri di maglia gialli e il colletto a camicia.[66]

Nel 1995-1996 la Reebok introdusse un giglio sfumato sul petto,[67] mentre nella stagione 1997-1998, sulla maglia Fila comparvero all'altezza delle spalle delle linee dorate, sostituite da finiture bianche dal 1999 al 2002.[68] Dopo il fallimento della società, la Florentia Viola optò per una prima maglia bianca, con tre strisce trasversali viola.[69] Dopo l'acquisto del logotipo da parte dei Della Valle, la tenuta tornò viola, con finiture bianche con l'Adidas e dorate con la Lotto, sponsor tecnico della Fiorentina dal 2005 al 2012.[70] Dalla stagione 2012-2013, lo sponsor tecnico della Fiorentina è Joma che propone maglie quasi interamente viola con poche rifiniture.[71] Nel 2007, la divisa viola si è classificata 19ª nella lista delle 50 maglie più belle della storia del calcio, redatta dal quotidiano britannico The Times.[72]

Fin dalla sua introduzione nel 1947, la Fiorentina ha generalmente indossato una maglia da trasferta di colore bianco, a seconda delle annate più o meno decorata con inserti o bordi viola. Tuttavia nei primi anni della sua storia, quando la divisa era bianco-rossa, utilizzò una tenuta a strisce verticali di questi stessi colori, con pantaloncini e calzettoni neri.[60] Fin dagli anni cinquanta, negli incontri in cui viola e bianco potevano confondersi con le maglie degli avversari, la Fiorentina sfoggiava occasionalmente divise alternative rosse, gialle o verdi; la prima effettiva terza maglia venne introdotta soltanto a partire dal 1996.[63] Solitamente, da quando è stata prodotta, è di colore rosso, tuttavia vi sono state stagioni in cui questa era gialla; nel campionato 2000-2001 era invece di colore argenteo, tonalità riproposta nella stagione 2012-2013.[63] Eccezionalmente, la maglia gialla è stata scelta come seconda divisa nel campionato 2011-2012, relegando così quella bianca al ruolo di terza.[73] In alcune stagione venne nuovamente utilizzata la maglia inquartata rossa e bianca, per richiamare le origini della società.[64]

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

I gigli della Fiorentina
Lo stemma di Firenze, primo simbolo della squadra viola.
Giglio stilizzato compreso in un rombo, usato negli anni cinquanta e sessanta.
Il giglio alabardato adottato dai Pontello.
Giglio del comune senza scudo, utilizzato dalla Florentia Viola.
Lo scudetto adottato come logo societario dal 1991 al 2002 e riacquistato dai Della Valle nel 2003.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma della ACF Fiorentina.

Il simbolo della Fiorentina è da sempre un giglio bottonato di colore rosso in campo bianco,[58] principale segno distintivo di Firenze; i colori deriverebbero dallo stemma araldico di Ugo di Toscana.[74] Se nei primi tempi si usava direttamente lo stemma comunale, col tempo questo ha subìto varie modifiche, passando dal tradizionale scudo ad un campo bianco romboidale, disegnato direttamente dal marchese Ridolfi, al "giglio alabardato" dei Pontello.[74]

L'ultimo stemma societario venne adottato dalla dirigenza di Cecchi Gori nel 1991[75], inserendo un giglio stilizzato fiorentino (rosso in campo bianco) all'interno di una losanga bordata d'oro; le iniziali della società (bianche e rosse su fondo viola) sono poste in uno spazio compreso fra due ulteriori filetti d'oro che partono dagli angoli opposti della losanga per congiungersi al di sotto del suo angolo inferiore.[74] Solo nella stagione successiva al fallimento dalla Florentia Viola, quando gli fu preferito per evitare problemi legali il semplice giglio tradizionale senza contorni,[52] questo stemma non venne utilizzato.

Inno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inno della ACF Fiorentina e Canzone viola.

L'inno della Fiorentina, intitolato Canzone viola ma conosciuto anche come O Fiorentina, venne scritto nel 1930 da Marcello Manni e musicato da Marco Vinicio.[76] I primi tifosi della squadra toscana, riuniti nell'"ordine del Marzocco", fecero stampare un volantino con il testo di questa canzone, distribuendolo al pubblico dello stadio in Via Bellini, per farlo cantare a tutti i tifosi e facendolo così divenire l'inno della Fiorentina.[76] Narciso Parigi ne fece una cover nel 1954; alcuni anni dopo, nel 1964, la cantò nuovamente, modificandone significativamente il testo. Quest'ultima versione sostituì l'edizione originale come inno della Fiorentina e, da allora, viene eseguita allo stadio Franchi prima di ogni partita della squadra.[76]

Per molti anni la Fiorentina aveva anche un "co-inno" ufficiale, chiamato Alé Fiorentina, scritto da Corsini, Gallerini, Dolcino e interpretato sempre da Narciso Parigi.[76] Questa canzone veniva eseguita, nelle gare casalinghe, quando la squadra viola faceva il suo ingresso in campo nel secondo tempo;[76] l'usanza del doppio inno è poi caduta in disuso.[77] Nel 1981 la dirigenza della società viola adottò per un breve periodo un nuovo inno, La Fiorentina, che, pur essendo inno ufficiale sino al 1990, non venne mai amato dai tifosi, che continuarono a preferirgli il brano precedente.[77]

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio di via Bellini e Stadio Artemio Franchi.
Panorama interno del "Franchi".

Agli inizi della sua storia, tra il 1926 e il 1931, la Fiorentina disputava i suoi incontri interni nello stadio di via Bellini, in passato utilizzato dalla Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Tra il 1930 e il 1932 venne costruito, per volontà di Luigi Ridolfi,[12] un nuovo stadio, su progetto di Pier Luigi Nervi, chiamato "Stadio Giovanni Berta" e inaugurato il 13 settembre 1931 con la partita tra Fiorentina e Admira Vienna. L'opera, ricca di elementi architettonici innovativi, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona, è ritenuta come un capolavoro dell'architettura italiana degli anni trenta.[78] Un altro importante elemento è il terreno di gioco, il cui drenaggio è considerato tra i migliori in Europa.[12]

Alla fine del seconda guerra mondiale, con la caduta del fascismo, il nome dell'impianto venne cambiato in "Stadio Comunale"; nel corso della sua storia, fu sede di alcuni incontri calcistici dei Mondiali 1934, della XVII Olimpiade estiva e degli Europei 1968; in occasione del campionato mondiale di calcio 1990 l'impianto fiorentino ha subito importanti interventi strutturali, affidati all'architetto Italo Gamberini.[12] Dal 1993, lo stadio è intitolato ad Artemio Franchi, tra i più importanti dirigenti sportivi italiani.[79] Di proprietà del Comune di Firenze, l'impianto ha una capienza di 43 147 posti.[1] Con le esigenze del calcio moderno, l'impianto risulta obsoleto, con notevoli problemi di efficienza e funzionalità;[80] per questi motivi da tempo si parla della costruzione di un nuovo stadio a Firenze di proprietà della stessa società, inserito nel progetto chiamato "Cittadella Viola".[81]

Centro di allenamento[modifica | modifica sorgente]

Il centro di allenamento della Fiorentina, denominato "Campini" dal nome delle precedenti strutture presenti nel medesimo luogo, è situato a Firenze, nel presso dello Stadio Artemio Franchi.[82] Inaugurato il 10 settembre 2011 da Andrea Della Valle e Matteo Renzi, allora sindaco del capoluogo toscano, è una struttura polifunzionale che si estende su 1 600 e dispone di un campo da gioco regolamentare, una palestra, piscina con varie vasche per la riabilitazione, gli spogliatoi, sale per la ristorazione e altri spazi dedicati al relax e al confort degli atleti, sale proiezioni, una sala stampa, uffici e magazzini, per un costo totale di circa 5,7 milioni di euro.[83][84]

Società[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'ACF Fiorentina.
Diego Della Valle, patron della Fiorentina

Dall'agosto 2002, la società viola è interamente di proprietà di Diego e Andrea Della Valle. Nel corso del decennio la società viola ha avuto vari cambiamenti: dal 2002 a ricoprire la carica di presidente fu Andrea Della Valle fino alle proprie dimissioni, mentre Diego Della Valle fino al 30 marzo 2010 coprì la carica di presidente onorario della Fiorentina, dal 24 settembre 2009 fino al 10 giugno 2011 la carica di presidente della Fiorentina fu vacante, con Mario Cognigni come unico vicepresidente e Andrea Della Valle ricopre il ruolo di Consigliere e Azionista di Riferimento,[85][85] Dal 10 giugno 2011 a ricoprire la carica di presidente è Mario Cognigni.[85][86] La sede sociale della Fiorentina, il cui capitale sociale è pari a 7,5 milioni di euro, si trova presso lo Stadio Artemio Franchi, in Viale Manfredo Fanti 4, Firenze;[87] in origine la società aveva la propria sede in Via dei Saponai 1-3, spostandosi poi in Via Parioli 11 e ancora in piazza Savonarola.[39][88]

L'ACF Fiorentina è uno dei membri dell'European Club Association (ECA), l'organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA e alla UEFA.[89]

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Area direttiva[90][91]

  • Presidente onorario: Andrea Della Valle
  • Presidente esecutivo e Amministratore delegato: Mario Cognigni
  • Consiglieri delegati: Daniela Maffioletti, Sandro Mencucci
  • Direttore esecutivo e Resp. sviluppo progetti commerciali: Gianluca Baiesi
  • Responsabile segreteria sportiva: Fabio Bonelli
  • Responsabile amministrazione e finanza: Gian Marco Pachetti
  • Consiglieri: Paolo Borgomanero, Maurizio Boscarato, Giovanni Montagna, Maria Carmela Ostillio, Paolo Panerai, Gino Salica
  • Collegio sindacale: Franco Pozzi, Lisa Vascellari Dal Fiol, Giancarlo Viccaro

Area organizzativa[90]

  • Club manager: Vincenzo Guerini
  • Team manager: Laura Paoletti
  • Coordinatore sviluppo Settore Giovanile: Vincenzo Vergine
  • Stadium manager: Maurizio Francini
  • Responsabile pianificazione e controllo: Leonardo Limatola
  • Segretario risorse umane e affari generali: Grazia Forgione
  • Sviluppo del brand: Roberto Ripa
  • Magazzinieri: Romeo Floro, Leonardo Marchetti, Hamid Tali

Area comunicazione[90]

  • Responsabile comunicazione: Elena Turra
  • Responsabile Information Technology: Andrea Ragusin
  • Addetto stampa: Luca di Francesco
  • Business & Brand Development Manager: Sergi Bernadi

Area culturale - Fondazione Museo Fiorentina[90]

  • Presidente Onorario: Raffaele Righetti
  • Vice Presidente Onorario: Sandro Mencucci
  • Presidente: Andrea Claudio Galluzzo
  • Vice Presidente: David Bini
  • Direttore Generale: Alessandro Luzzi
  • Direttore Amministrativo: Massimo Cecchi

Bilancio 2012[modifica | modifica sorgente]

A differenza della maggioranza delle società calcistiche, la società gigliata chiude il bilancio al 31 dicembre, con l'anno solare, e non il 30 giugno.[92] Nel 2012 si è registrato il miglioramento del bilancio d'esercizio del conto economico, con un ritorno all'utile netto che si assesta a 1 155 691, diversamente dalle passività registrate nel 2011, pari a € 32 474 084.[92] Questo risultato è principalmente dovuto alle plusvalenze generate durante la sessione estiva di mercato del 2012, che hanno portato nelle casse della Fiorentina circa € 35,68 milioni a fronte di minusvalenze per circa € 2,5 milioni.[93] Analizzando lo stato patrimoniale, le immobilizzazioni totali sono passate da € 97 024 179 a € 104 648 795; in particolare le immobilizzazioni immateriali, che racchiudono il prezzo di acquisto dei calciatori professionisti (quantificabili in € 63 409 175), pari a € 82 222 524, sono in aumento di € 8 280 915 rispetto al bilancio precedente. I crediti sono passati da € 52 909 478 a € 74 328 620, mentre i debiti sono rimasti pressoché invariati, dai € 79 551 801 del 2011 al € 79 473 668 del 2012. Il patrimonio netto della società è passato da € 50 612 014 a € 75 667 705.[92]

Analizzando invece il conto economico, si ha un notevole aumento del valore della produzione, che passa da € 67 076 953 a € 109 060 686, in aumento di € 41 983 733; ad una diminuzione dei proventi dovuti alla vendita dei biglietti e degli abbonamenti e dai ricavi relativi alle sponsorizzazioni e alla pubblicità, si è registrato un notevole aumento delle plusvalenze da cessione dei diritti pluriennali dei calciatori, pari a € 35 680 826 rispetto ai € 392 406 del 2011; in particolare, la sola cessione di Matija Nastasić al Manchester City ha comportato una plusvalenza pari a € 21 375 590. I proventi relativi ai diritti televisivi sono stabili e pari a € 40 484 885, mentre i ricavi relativi ai biglietti sono passati da € 7 541 260 a € 6 947 878. I costi della produzione sono passati da € 116 849 424 a € 107 829 693, variazione dovuta in particolare alla diminuzione della voce relativa ai salari e agli stipendi e alla riduzione delle minusvalenze relative ai calciatori. Si ha dunque una differenza tra valore e costi di produzione pari a € 1 230 993, dai € 49 772 471 in perdita del 2010. Il risultato ante-imposte è positivo per € 3 635 933, mentre nel 2011 era negativo per 44 milioni di euro.[92]

[modifica | modifica sorgente]

Antognoni con la prima maglia della Fiorentina con lo sponsor tecnico.
Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali


Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

La Fiorentina è attiva nel campo sociale e umanitario, soprattutto durante l'era Della Valle, istituendo un "modello Fiorentina". Il 7 luglio 2008 venne costituita la Fondazione Fiorentina Onlus,[106] che si impegna attivamente per la difesa dei diritti fondamentali della persona, occupandosi di bambini, di malati, oltre che occuparsi della valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della Toscana e, in particolare, di Firenze.[108]

La società viola ha inoltre spesso collaborato con la Fondazione Stefano Borgonovo, per la raccolta di fondi per la ricerca di una cura contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), di cui era affetto l'ex-calciatore viola. A tal fine, l'8 ottobre 2008 venne giocato un incontro per beneficenza tra Fiorentina e Milan.[109]

Dall'agosto 2010, la Fiorentina è protagonista di una sponsorizzazione solidale, finanziando Save the Children, una delle maggiori Organizzazione non governativa, già supportata nel 2008,[110] che presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.[111] Il club viola, in particolare, adottò il progetto "Every One".[106]

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

Il settore giovanile della Fiorentina, il cui responsabile è Eduardo Macía, direttore tecnico della società, è formato da nove squadre che giocano nei campionati Primavera, Allievi Nazionali e Regionali, Giovanissimi Nazionali, Regionali, Esordienti Regionali e Provinciali A e B e Pulcini. Le formazioni più esperte giocano nel campo "Poggioloni" di Fiesole-Caldine, mentre le altre squadre nei campi minori di Firenze. La squadra Primavera, allenata da Leonardo Semplici dal 17 luglio 2011, presenta occasionalmente giocatori della prima squadra, soprattutto reduci da infortunio.[112] Nelle stagioni 2011-2012 e 2012-2013, gli Allievi Nazionali hanno partecipato al programma televisivo Calciatori - Giovani speranze.

Il vivaio viola risulta essere uno dei più titolati d'Italia, avendo vinto 3 scudetti Primavera (nel 1970-1971, nel 1979-1980 e nel 1982-1983),[113] 3 Campionati Allievi Nazionali e 8 Tornei di Viareggio (1966, 1973, 1974, 1978, 1979, 1982, 1988, 1992), primatista di vittorie in questa manifestazione,[114] oltre che 3 Coppe Italia Primavera (nel 1979-1980, nel 1995-1996 e nel 2010-2011) ed una Supercoppa Primavera.[115] La squadra Primavera viola ha vinto inoltre il Torneo Internazionale Under-19 Bellinzona nel 1962 e dieci edizioni del Torneo Città di Vignola, record in questa manifestazione, mentre gli Allievi Nazionali hanno vinto per cinque volte (1976, 1982, 1987, 1989, 1990) il Torneo Città di Arco e per due (1955, 1992) il Torneo Internazionale Sanremo.[116][117]

La Fiorentina nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni la Fiorentina, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo nella cultura italiana, grazie soprattutto ad artisti fiorentini e, in generale, toscani. Nel cinema, le prime citazioni del club fiorentino si notano nel film di Pietro Germi L'uomo di paglia (1958);[118] sono poi Francesco Nuti in Madonna che silenzio c'è stasera (1982) e Carlo Vanzina in Vacanze in America (1984) e in Un'estate al mare (2008)[119] ad accennare alla squadra viola nelle opere cinematografiche.[118] Anche alcune commedie degli anni ottanta dedicate al calcio, come Eccezzziunale... veramente (1982), Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982), L'allenatore nel pallone (1984) e Mezzo destro, mezzo sinistro (1985) contengono dei riferimenti ai Gigliati.[120]

Due pellicole di Alessandro Benvenuti, Benvenuti in casa Gori (1993) e il seguito Ritorno a casa Gori (1996), hanno come protagonisti Danilo Gori (Massimo Ceccherini), un tossicomane tifoso viola che scambia la folla radunata in Piazza San Pietro per la Curva Fiesole.[120] Nel loro ultimo film, Ci hai rotto papà (1993), Castellano e Pipolo mostrano la camera del protagonista con i simboli della Fiorentina.[120] Altri riferimenti alla squadra viola si hanno in La bella vita (1994) di Paolo Virzì, in I laureati (1995) di Leonardo Pieraccioni e in A spasso nel tempo.[121] Franco Zeffirelli mostra nel film del 1999 Un tè con Mussolini una partita di calcio tra alcuni ragazzi che indossano una maglia viola.

Nella letteratura, Indro Montanelli, tifoso viola e consigliere onorario della società negli anni novanta,[122] inserì la Fiorentina in numerosi suoi scritti; ne I rapaci in cortile di Incontri (1952) parla della squadra viola in termini di risultati e qualità,[123] mentre ne I conti con me stesso. Diari 1957-1978 racconta del club toscano, soprattutto degli anni del primo scudetto.[124] Sempre nel campo della letteratura due originali sostenitori della Fiorentina furono anche lo scrittore maremmano Luciano Bianciardi, che in un polemico scambio di battute con l'attore Gianrico Tedeschi, giustificava il suo attaccamento ai colori viola con graffiante ironia,[125] e Antonio Tabucchi che affermava di "tifare Fiorentina, Benfica" e "Pisa".[126][127] Anche nella musica, viene citata la società gigliata; nel luglio 1981, Enzo Jannacci pubblicò, in E allora...Concerto, Bandiera fiorentina,[128] mentre nel 1998, Pupo incise un brano, chiamato "È Fiorentina", proposto, senza esiti positivi, come nuovo inno ufficiale. Nel 1980 lo stesso Pupo aveva dedicato una parte di una strofa della canzone Firenze Santa Maria Novella alla Fiorentina e al suo capitano di allora Giancarlo Antognoni.

Presidenti e allenatori[modifica | modifica sorgente]

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'ACF Fiorentina.
Luigi Ridolfi, primo presidente della Fiorentina.

In oltre 80 anni di storia societaria, alla guida della Fiorentina si sono avvicendati 23 presidenti, il primo dei quali fu Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, che ricoprì la carica per 16 anni, primato che tuttora resiste nella storia viola; in questo arco di tempo, i Viola hanno ottenuto due promozioni in Serie A, conquistando inoltre una Coppa Italia.[129]

Sotto la dirigenza di Enrico Befani, dal 1951 al 1961 la società toscana vinse il suo primo scudetto, oltre ad una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia, mentre Nello Baglini fu presidente della Fiorentina dal 1965 al 1971, anni nei quali venne conquistato il secondo scudetto, una Coppa Italia e una Mitropa Cup.[129] Con il presidente Ugolino Ugolini dal 1971 al 1977, la Fiorentina vinse sia una Coppa Italia che una Coppa di Lega Italo-Inglese.

Tra gli imprenditori che sono stati proprietari del club si ricordano Ranieri Pontello, dal 1980 al 1990, e Mario e Vittorio Cecchi Gori, dal 1990 al 1993 il primo, dal 1993 al 2002 il secondo. Dal 24 settembre 2009, dopo le dimissioni di Andrea Della Valle, che resta comunque presidente onorario e proprietario della Fiorentina, la carica è stata vacante, venendo poi affidata a Mario Cognigni il 10 giugno 2011.[130] Diego Della Valle è stato presidente onorario della società fino al 30 marzo 2010.[131]

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allenatori dell'ACF Fiorentina.
Bruno Pesaola, allenatore della Fiorentina del secondo scudetto.

I Viola hanno avuto, nel corso della sua storia, 55 allenatori;[132] il primo di questi fu l'ungherese Károly Csapkay. Molti sono stati i tecnici stranieri dei Viola; tra le loro nazionalità prevale comunque quella italiana con 34 rappresentanti, seguita dall'ungherese (9), dall'argentina e dalla svedese (2). Chiudono questa graduatoria la nazionalità austriaca, brasiliana, turca e serba, tutte con un rappresentante.[132]

Il tecnico rimasto in carica più a lungo fu Fulvio Bernardini, che sedette sulla panchina della Fiorentina per sei anni, dalla stagione 1952-1953 al 1957-1958, vincendo un campionato nel 1955-1956.[133] L'altro allenatore che vinse uno scudetto con i Viola fu l'italo-argentino Bruno Pesaola, che conquistò il titolo nel 1968-1969.[133] Giuseppe Galluzzi fu il primo a vincere un trofeo sulla panchina viola, conquistando la Coppa Italia 1939-1940.[19] Sulla panchina gigliata, nella stagione 1960-1961, nella quale furono vinte sia la Coppa delle Coppe, sia la coppa nazionale, vi era l'ungherese Nándor Hidegkuti.[134] Nel 1965-1966, quando vennero conquistate la Coppa Mitropa e la terza Coppa Italia, l'allenatore della Fiorentina era Giuseppe Chiappella.[26] Gli altri tecnici che vinsero un trofeo sulla panchina viola sono stati Mario Mazzoni, subentrato a Nereo Rocco (Coppa Italia 1974-1975),[34] Claudio Ranieri (Coppa Italia 1995-1996 e Supercoppa italiana 1996)[45] e Roberto Mancini, subentrato a Fatih Terim (Coppa Italia 2000-2001).[45] Tre sono gli allenatori ad aver vinto il Seminatore d'oro, Fulvio Bernardini (1955-1956), Giuseppe Chiappella (1965-1966) e Bruno Pesaola (1969-1970), mentre Cesare Prandelli, sulla panchina viola dal 2005 al 2010, vinse per due anni consecutivi la Panchina d'oro, per le stagioni 2005-2006 e 2006-2007, oltre al premio della AIC per il migliore allenatore nel 2008.[135]

L'11 giugno 2012 viene nominato nuovo tecnico della prima squadra Vincenzo Montella, vincitore nel 2013 del Premio Nazionale Enzo Bearzot, dopo aver preso il posto di Delio Rossi e Vincenzo Guerini.[136]

Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori dell'ACF Fiorentina.
Kurt Hamrin (a sinistra) e Gabriel Batistuta (a destra), i due giocatori con il maggior numero di reti segnate in maglia viola, rispettivamente 208 e 207. Kurt Hamrin (a sinistra) e Gabriel Batistuta (a destra), i due giocatori con il maggior numero di reti segnate in maglia viola, rispettivamente 208 e 207.
Kurt Hamrin (a sinistra) e Gabriel Batistuta (a destra), i due giocatori con il maggior numero di reti segnate in maglia viola, rispettivamente 208 e 207.

In 84 anni di storia, oltre 850 calciatori hanno vestito la maglia della Fiorentina, in gran parte italiani; alcuni di questi ultimi hanno anche militato nella Nazionale italiana.[137]

Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Fiorentina figurano Giuliano Sarti, Giuseppe Chiappella, Francesco Rosetta, Sergio Cervato, campioni d'Italia nel 1955-1956,[19] Enrico Albertosi, vincitore del campionato europeo di calcio 1968,[138] Claudio Merlo, Giancarlo De Sisti e Luciano Chiarugi, campioni d'Italia nel 1968-1969,[30][33] Giancarlo Antognoni, considerato il calciatore-simbolo della Fiorentina,[137][139] Roberto Baggio, Pallone d'oro nel 1993, Francesco Toldo, portiere della nazionale italiana ad Euro 2000,[140] e Luca Toni, titolare nel campionato mondiale di calcio 2006 e Scarpa d'oro 2006.[141]

Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Fiorentina, inoltre, si segnalano l'ungherese Jan Posteiner, primo straniero della squadra gigliata,[142] Pedro Petrone vincitore nel campionato mondiale di calcio 1930 con l'Uruguay, il brasiliano Julinho e l'argentino naturalizzato italiano Miguel Montuori, protagonisti dello scudetto 1955-1956,[143] lo svedese Kurt Hamrin, 150 gol in Serie A con i Viola,[144] il brasiliano Amarildo, campione d'Italia nel 1968-1969,[33] l'argentino Daniel Passarella, campione mondiale nel 1978 e nel 1986,[145] il suo connazionale Gabriel Batistuta[146] e il portoghese Rui Costa,[147] protagonisti delle vittorie viola degli anni novanta.

Hall of Fame Viola[modifica | modifica sorgente]

La Fiorentina è stata la prima società di calcio italiana a presentare la propria Hall of Fame, con una cerimonia realizzata dal Museo Fiorentina che ha avuto luogo a Firenze il 6 ottobre 2012.[148][149] Di seguito i prescelti che hanno contribuito a fare la storia del club gigliato nelle categorie dei giocatori, allenatori, dirigenti e ambasciatori, entrati nella "Hall of Fame Viola"[150] e premiati con il Marzocco Viola:

Capitani[modifica | modifica sorgente]

Sergio Cervato (a sinistra) e Giuseppe Chiappella (a destra), capitani della Fiorentina, rispettivamente, negli anni 1957-1959 e nel 1959-1960. Sergio Cervato (a sinistra) e Giuseppe Chiappella (a destra), capitani della Fiorentina, rispettivamente, negli anni 1957-1959 e nel 1959-1960.
Sergio Cervato (a sinistra) e Giuseppe Chiappella (a destra), capitani della Fiorentina, rispettivamente, negli anni 1957-1959 e nel 1959-1960.

Il primo capitano della storia della Fiorentina fu Giuseppe Bigogno, nella stagione 1935-1936, seguito cronologicamente da Lorenzo Gazzari, dal 1936 al 1938, e da Renzo Magli, nella stagione 1938-1939. Augusto Magli portò la fascia viola per nove anni consecutivamente, dal 1945 al 1953, prima di cederla a Leonardo Costagliola, fino al 1955.[63]

Il capitano della squadra gigliata del primo scudetto fu Francesco Rosetta, ereditata da Sergio Cervato, dal 1957 al 1959, e Giuseppe Chiappella, nel 1959-60. Il primo calciatore non italiano a vestire la fascia da capitano fu l'argentino Miguel Montuori nella stagione 1960-1961, stagione in cui venne vinta la Coppa delle Coppe.[63] Giuliano Sarti, dal 1961 al 1963, Enzo Robotti, dal 1963 al 1965, e lo svedese Kurt Hamrin, dal 1965 al 1967, vincitore della Coppa Mitropa 1966, portarono la fascia prima di Giancarlo De Sisti, capitano viola per otto anni, dal 1967 al 1974, e del secondo titolo viola.[63]

Dopo Claudio Merlo (1974-76), Giancarlo Antognoni divenne capitano dei Gigliati, portando la fascia di capitano per dodici anni, dal 1976 a 1987,[139] seguito da Sergio Battistini (1987-90) e dal brasiliano Carlos Dunga (1990-92).[63] Stefano Carobbi, Stefan Effenberg e Francesco Baiano portarono la fascia per una sola stagione, dal 1992 al 1995, fino al periodo 1995-2000, quando l'argentino Gabriel Batistuta divenne capitano della Fiorentina. Il portoghese Rui Costa vinse con la fascia al braccio l'ultimo titolo vinto dai Viola, la Coppa Italia 2000-2001.[63] Angelo Di Livio fu invece capitano gigliato dal 2001 al 2004, rimanendo nella squadra nonostante la retrocessione in Serie C2 e il fallimento, seguito da Luca Ariatti, nel 2004-05, e da Dario Dainelli, dal 2005 al 2010. Dopo Riccardo Montolivo, la fascia da capitano venne assegnata ad Alessandro Gamberini. Dal 2012 il capitano è Manuel Pasqual.[63]

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Tra i calciatori che hanno vestito la maglia viola, Giancarlo Antognoni è colui ha siglato più presenze in maglia viola, dato che, tra il 1972 e il 1987, ha partecipato a 429 partite con la Fiorentina. Nella classifica delle presenze assolute con la squadra gigliata, il giocatore umbro precede Giuseppe Brizi, con 389 presenze tra il 1962 e il 1976, e Claudio Merlo, con 367 presenze tra il 1965 e il 1976.[151] Tre sono i calciatori hanno superato la soglia delle 300 presenze in Serie A con la squadra gigliata; Antognoni, con 341, Giuseppe Chiappella, con 329 partite giocate in viola tra il 1949 e il 1960, e Sergio Cervato, con 316 presenze in viola tra il 1948 ed il 1959.[152][153] Manuel Pasqual è il calciatore ancora in rosa con più partite con la maglia della Fiorentina.[154] In campo europeo, il giocatore che ha collezionato più presenze è il portiere francese Sébastien Frey, con 32 incontri giocati.[155]

I calciatori di nazionalità straniera hanno avuto sempre un ruolo importante nella storia del club, segnando le epoche più vittoriose della squadra; lo svedese Kurt Hamrin è il giocatore non italiano con più presenze in viola, 362 tra il 1958 e il 1967, seguito da l'argentino Gabriel Omar Batistuta, 333 presenze tra il 1991 e il 2000, e il portoghese Rui Costa, 277 presenze tra il 1994 e il 2001.

Inoltre sono tre i calciatori non italiani nei primi tre posti della classifica dei migliori marcatori della Fiorentina; Hamrin e Batistuta hanno entrambi superato quota 200, segnando rispettivamente 208 (150 in Serie A) e 207 (152 nella massima serie),[156] seguiti dall'argentino naturalizzato italiano Miguel Montuori con 84 (72 in Serie A).[157][158] Giancarlo Antognoni è il giocatore italiano con più marcature con la squadra fiorentina, 72 (61 in Serie A).[159] Kurt Hamrin è inoltre il più prolifico realizzatore viola nelle manifestazioni UEFA, con 12 reti.[157]

Premi individuali[modifica | modifica sorgente]

Pedro Petrone (25 gol, 1931-1932)
Aurelio Milani (22 gol, 1961-1962)
Alberto Orlando (17 gol, 1964-1965)
Gabriel Batistuta (26 gol, 1994-1995)
Luca Toni (31 gol, 2005-2006)
Gianfranco Petris (4 gol, 1959-1960; 4 gol, 1960-1961)
Luigi Milan (4 gol, 1960-1961)
Kurt Hamrin (4 gol, 1963-1964; 5 gol, 1965-1966)
Juan Seminario (4 gol, 1963-1964)
Gabriel Batistuta (8 gol, 1995-1996)
Adrian Mutu (4 gol, 2009-2010)
Kurt Hamrin (6 gol, 1960-1961)
Kurt Hamrin (8 gol, 1962; 6 gol, 1966-1967)
Luciano Chiarugi (5 gol, 1971-1972)
Fulvio Bernardini (1956)
Giuseppe Chiappella (1966)
Bruno Pesaola (1970)
Cesare Prandelli (2006; 2007)
Cesare Prandelli (2009)
Luca Toni (2006)
Luca Toni (2005-2006)
Adrian Mutu (2006-2007)

La Fiorentina e le Nazionali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Enrico Albertosi, campione d'Europa nel 1968 con l'Italia.

Il giocatore del Fiorentina che conta più presenze nella propria nazionale è Rui Costa, che, tra il 1993 e il 2004, ha vestito la maglia del Portogallo 94 volte, segnando 26 reti;[160] dietro di lui vi sono Gabriel Omar Batistuta, con 78 presenze e 56 reti nella nazionale argentina tra il 1991 e il 2002,[161] e Giancarlo Antognoni, con 73 presenze e 7 reti nella nazionale italiana tra il 1974 e il 1982.[162] Considerando solo la maglia azzurra, dietro ad Antognoni vi sono Riccardo Montolivo con 37 presenze durante la permanenza in Fiorentina e Giancarlo De Sisti con 29 incontri giocati.[163] All'agosto 2013, la Fiorentina ha fornito 69 giocatori alla nazionale di calcio italiana;[164] il primo viola a vestire la maglia azzurra fu Alfredo Pitto, il 15 novembre 1931, nella gara tra Italia e Cecoslovacchia.[7]

Sette sono stati i campioni del mondo gigliati con la maglia dell'Italia; Mario Pizziolo nel 1934 (il quale vinse anche la Coppa Internazionale 1933-1935), Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Francesco Graziani, Daniele Massaro e Pietro Vierchowod nel 1982 e Luca Toni nel 2006; inoltre, l'argentino Daniel Alberto Passarella vinse la Coppa del Mondo nel 1986.[165] 36 sono i calciatori convocati nella storia di questa competizione durante il periodo di militanza nella Fiorentina; il maggior numero di convocati nella fase finale si registrò nel 1982, quando furono sei i convocati dalle nazionali partecipanti a quella manifestazione; oltre ai cinque già citati, vi era il centrocampista argentino Daniel Bertoni.[165] Il giocatore con maggiori presenze ai Mondiali è stato Giancarlo Antognoni, con 11 presenze (5 nel 1978 e 6 nel 1982), mentre il miglior marcatore viola ai Mondiale fu Gabriel Batistuta con 9 reti (4 nel 1994 e 5 nel 1998).[165]

Enrico Albertosi e Giancarlo De Sisti sono invece gli unici calciatori italiani della Fiorentina ad aver vinto un Europeo con gli "Azzurri", nel 1968.[166] Due sono i campioni olimpici, entrambi nel 1936, Achille Piccini e Alfonso Negro.[167] Tra i calciatori non italiani, il greco Zisis Vryzas fu campione d'Europa nel 2004,[168] mentre Gabriel Batistuta nel 1993 ha vinto la Coppa America segnando una doppietta in finale; lo stesso centravanti argentino e il brasiliano Felipe Melo hanno vinto la FIFA Confederations Cup, rispettivamente nel 1992, risultando anche capocannoniere del torneo, e nel 2009.[169][170]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès dell'ACF Fiorentina.
La vittoria della Coppa Italia 1960-1961.

Altre competizioni[modifica | modifica sorgente]

1952-1957
1966
1975

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Record e statistiche dell'ACF Fiorentina e ACF Fiorentina nelle competizioni internazionali.
La Fiorentina 1968-1969, campione d'Italia ed imbattuta in trasferta (prima formazione a centrare il record nel girone unico a 16 squadre).

La Fiorentina ha disputato, nel corso della sua storia, 87 stagioni sportive, partecipando a 79 campionati di Serie A, a 7 di Serie B e a uno di Serie C2.[171] Ha vinto per 2 volte il campionato italiano, nel 1955-1956 e nel 1968-1969, giungendo seconda in 5 tornei e terza in 6 (16,88% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni). Dall'avvento del girone unico, i Viola sono stati per 5 volte campione d'inverno (1934-1935, 1953-1954, 1955-1956, 1981-1982 e 1998-1999). Si trovano al quinto posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929 con 2741 punti, dietro a Juventus, Inter, Milan e Roma.[171][172] Al giugno 2012, dei 2420 incontri nella massima serie, 962 sono state le vittorie dei Viola, 762 i pareggi e 734 le sconfitte, con 3362 gol segnati e 2812 subiti.[173]

La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Firenze contro il Modena, il 10 maggio 1942 nella Serie A 1941-1942,[174] mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 0-8, subìto il 22 febbraio 1952 dalla Juventus al Comunale di Torino nel campionato 1952-1953;[174] il 7 ottobre 1928 i bianconeri hanno inoltre inferto ai Viola la peggior sconfitta in tutte le serie della loro storia, uno 0-11 nella Divisione Nazionale 1928-1929.[175] L'incontro con più gol vinto fu un 6-4 contro il Padova, il 6 aprile 1996, nella Serie A 1995-1996. Tra le sconfitte, quelle con il maggior numero di reti furono il 3-7 al "Franchi" contro il Milan il 4 ottobre 1992, nel campionato 1992-1993, e un 2-8 a Roma contro la Lazio, il 5 marzo 1995, nella stagione 1994-1995.[174] Mentre la sconfitta casalinga con maggior scarto è uno 0-5 contro la Juventus del 17 marzo 2012.[175]

La squadra gigliata fu per due volte miglior attacco del campionato e per otto miglior difesa, mentre fu la peggior difesa per tre volte e peggior attacco per due.[176] Le squadre più affrontate dai Viola in Serie A sono Juventus, Inter e Roma, ciascuna con 151 incontri.[177] A livello di coppe nazionali, a fronte delle 6 vittorie in Coppa Italia (quarta nella classifica, dietro a Juventus e Roma, con 9 successi, e all'Inter con 7 successi, la Fiorentina ha disputato 9 finali di tale torneo.[178] Ha partecipato inoltre a due finali di Supercoppa italiana, vincendone una, nel 1996. Per quanto riguarda il numero di tifosi, il 25 novembre 1984 venne stabilito il record di presenze nello stadio Artemio Franchi per una partita dei Gigliati, quando 58 271 spettatori assistettero a Fiorentina-Inter.[179]

La Fiorentina vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe internazionali; di esse, 5 sono relative a Coppe dei Campioni/Champions League, 5 Coppe delle Coppe e 16 a Coppe UEFA/Europa League; in Europa, assieme alla Fiorentina, solo altri dodici club hanno disputato una finale in tutte e tre le principali competizioni gestite dall'UEFA[3] Fu inoltre la prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale,[155] nonché la prima squadra italiana a vincere un trofeo europeo, la Coppa delle Coppe 1960-1961, battendo in finale i Rangers per 2-0 a Glasgow il 17 maggio 1961 e per 2-1 a Firenze il 27 maggio.[26][28] La finale di Coppa UEFA 1989-1990, persa contro la Juventus, ha visto per la prima volta due squadre dello stesso paese contendersi un trofeo continentale. Includendo altre competizioni europee, come Coppa Grasshoppers, Coppa Mitropa, Coppa delle Alpi, Torneo Anglo-Italiano e Coppa di Lega Italo-Inglese, le finali continentali disputate dalla Fiorentina sono 11, con 4 vittorie; oltre la Coppa delle Coppe nel 1961, i Viola hanno vinto una Coppa Grasshoppers 1957, Mitropa Cup nel 1966 contro il Jednota Trenčín[26] e una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975 contro il West Ham United.[34] La vittoria più ampia fu un 6-1 a Firenze contro l'Elfsborg, l'8 novembre 2007, in Coppa UEFA, mentre il passivo maggiore venne subìto dai Viola il 7 novembre 1984 a Bruxelles, con la sconfitta per 6-2 contro l'Anderlecht, sempre in Coppa UEFA.[155] La Fiorentina si è classificata al 33º posto nella classifica dei migliori club europei del XX secolo stilata dall'IFFHS[180] e al 67º per quanto riguarda il decennio 2001-2010.[181]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 1 1928-1929 78
Serie A 76 1931-1932 2013-2014
Serie A-B Centro-Sud 1 1945-1946
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928 7
Serie B 5 1929-1930 2003-2004
Serie C2 1 2002-2003 1

La Fiorentina non ha mai militato nel 3º livello dei campionati italiani di calcio. Nel 2002 – dopo la retrocessione in Serie B e il fallimento dell'Associazione Calcio Fiorentina – la neonata Florentia Viola venne ammessa d'ufficio in Serie C2 per meriti sportivi (scalando 2º al 4º livello); nel 2003, dopo la vittoria del girone B di C2, la società viola – in virtù della contemporanea radiazione del Cosenza Calcio 1914 dai campionati professionistici – venne promossa d'ufficio direttamente in Serie B, nuovamente per meriti sportivi (salendo dal 4º al 2º livello), col nuovo nome di ACF Fiorentina.

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica sorgente]

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 5 1956-1957 2009-2010
Coppa UEFA/UEFA Europa League 14 1972-1973 2014-2015
Coppa delle Coppe UEFA 5 1960-1961 1996-1997

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria dell'ACF Fiorentina.

Il nucleo storico della tifoseria viola è la Curva Fiesole, dove si trovano la maggior parte dei gruppi collettivi e dei Viola club, che, sin dagli anni settanta, hanno una condotta non politicizzata e completamente apartitica.[182] I primi tifosi viola cominciarono ad unirsi nella prima metà degli anni sessanta, con la nascita di alcuni Viola Club come il Vieusseux e il 7bello, tuttora presenti nella curva Fiesole;[183] nel 1965 venne costituito il Centro di Coordinamento dei Viola Club.[184] Il gruppo più noto della Fiesole è stato quello degli Ultras Viola; fondati nel 1973 da Stefano Biagini detto "il Pompa", leader carismatico del tifo fiorentino per lunghi anni,[182] furono costretti allo scioglimento nel 1983, a causa di turbolenti scontri con i tifosi romanisti.[185] Nel 1986, agli Ultras succedette nella leadership del tifo il Collettivo Autonomo Viola, scioltosi anch'esso nel 2011.[185][186]

Manifestazione del gemellaggio tra Torino e Fiorentina nella stagione 1981-82.

I sostenitori della Fiorentina sono quantificabili in oltre 1,2 milioni in Italia secondo il più recente sondaggio di settore condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2010 sul quotidiano la Repubblica:[187] con il 2,1% di preferenze da parte del campione esaminato, il club fiorentino risulta essere il sesto più sostenuto in Italia, a pari merito con il Cagliari.[188]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

I tifosi della Fiorentina sono storicamente gemellati con l'Hellas Verona addirittura fin dal 1973[189]; con il Catanzaro, a partire dalla finale di Coppa Italia 1965-1966 e cresciuto agli inizi degli anni ottanta ed, infine, con il Torino, per il comune sentimento anti-juventino e per la vicinanza della società viola a quella granata dopo la tragedia di Superga.[190][191][192]

In Europa, la Fiorentina ha stretto altre amicizie in occasione delle sue partecipazioni alle competizioni UEFA; con lo Sporting Lisbona, originato dai buoni rapporti del viola club Settebello con i tifosi bianco-verdi[193], con gli inglesi dell'Aston Villa, con cui nel 2013 si è rafforzata l'amicizia[194], e con l'Újpest, rivali storici in Ungheria del Debrecen, incontrato nella Champions League del 2009, amicizia favorita dal colore sociale in comune[195].

La tifoseria della Fiorentina è legata amichevolmente anche con il Modena, per la comune avversione nei confronti del Bologna, e con la Colligiana, soprattutto in chiave anti-senese[189][192].

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivalità dell'ACF Fiorentina, Derby dell'Appennino e Derby calcistici in Toscana.
Ultras viola in un Fiorentina-Juventus degli anni ottanta.

La rivalità più forte e sentita dalla tifoseria viola è quella contro la Juventus; questa ha origine negli anni cinquanta, quando la Fiorentina si trovava stabilmente nelle zone alte del calcio italiano.[196] Si è acuita ulteriormente durante gli anni, con i contestati episodi del campionato 1981-1982, con alcuni striscioni fiorentini che inneggiavano alla strage dell'Heysel nel 1985, con la finale di Coppa UEFA 1989-1990 e con la cessione di Roberto Baggio dalla squadra viola a quella bianconera.[196][197]

I tifosi viola sono inoltre rivali della Roma, frutto di un gemellaggio degli anni settanta conclusosi malamente,[192] con la Lazio, per il vecchio gemellaggio della tifoseria fiorentina con quella romanista, con la Salernitana, anche per l'eliminazione della Fiorentina dalla Coppa UEFA 1998-1999 dopo una partita giocata a Salerno e interrotta dopo il primo tempo a causa del lancio di una bomba carta da parte di alcuni sostenitori della Salernitana,[198] con il Napoli, il Brescia, il Chievo ed il Pescara, per l'ostilità di tali tifoserie nei confronti degli ultras dell'Hellas Verona, e con il Genoa, da quando i tifosi viola si gemellarono con la Sampdoria (amicizia durata fino al 1989-90).[192] Vi sono inoltre forti attriti contro il Milan, l'Atalanta, l'Inter, il Palermo, la Reggina, il Perugia e l'Ascoli.[192] Si registrano rapporti non ottimali anche con Cagliari, Vicenza, Cesena, Sampdoria, Ternana, Parma, Udinese, Padova e Avellino.[199]

La vicinanza di Firenze con altre città dell'Italia centrale e in particolare toscane ha portato a considerare gli incontri sportivi tra queste dei veri e propri derby; il più famoso e storico è il derby dell'Appennino, giocato tra Fiorentina e Bologna, nato per motivi prevalentemente geografici, ma anche storici.[192] Esistono inoltre il derby dell'Arno, incontro che vede di fronte i Viola e l'Empoli,[200] ed il derby guelfi-ghibellini tra Fiorentina e Siena.[201] Anche con le altre squadre toscane, come Lucchese e Pisa vi è rivalità.[192]

Organico[modifica | modifica sorgente]

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

I dati sono aggiornati al 18 luglio 2013.

Area tecnica[90]

  • Direttore sportivo: Daniele Pradè
  • Dir. tecnico e Resp. settore giovanile: Eduardo Macía
  • Allenatore: Vincenzo Montella
  • Allenatore in seconda: Daniele Russo
  • Allenatore fisico: Emanuele Marra
  • Training Load analyst: Cristian Savoia
  • Collaboratori tecnici: Nicola Caccia, Stefano Desideri, Riccardo Manno
  • Analisi tattiche: Simone Montanaro
  • Allenatore portieri: Alejandro Rosalen Lopez
  • Preparatore atletico recupero infortunati: Damir Blokar

Area sanitaria[90]

  • Responsabile sanitario: Paolo Manetti
  • Coordinatore e responsabile scientifico: Giorgio Galanti
  • Medici sociali: Jacopo Giuliattini, Luca Pengue
  • Masso-fisioterapisti: Stefano Dainelli, Maurizio Fagorzi
  • Fisioterapisti: Francesco Tonarelli, Luca Lonero, Filippo Nannelli, Simone Michelassi
L'allenatore Vincenzo Montella

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Manuel Pasqual, capitano della Fiorentina dalla stagione 2013-2014

Rosa, numerazione e ruoli sono aggiornati al 12 agosto 2014.[202]

N. Ruolo Giocatore
1 Brasile P Neto
2 Argentina D Gonzalo Rodríguez
4 Argentina D Facundo Roncaglia
6 Perù C Juan Manuel Vargas
7 Cile C David Pizarro
8 Germania C Marko Marin
10 Italia C Alberto Aquilani
11 Colombia C Juan Cuadrado
12 Romania P Ciprian Tătărușanu
13 Ucraina C Oleksandr Iakovenko
14 Cile C Matías Fernández
15 Montenegro D Stefan Savić
17 Spagna C Joaquín
19 Argentina D José Basanta
20 Spagna C Borja Valero
21 Italia P Cristiano Lupatelli
22 Italia A Giuseppe Rossi
23 Italia D Manuel Pasqual (capitano)
N. Ruolo Giocatore 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png
24 Italia P Luca Lezzerini
25 Australia C Joshua Brillante
27 Polonia C Rafał Wolski
28 Spagna D Marcos Alonso
29 Italia A Federico Bernardeschi
30 Senegal A Khouma el Babacar
32 Italia C Andrea Lazzari
33 Germania A Mario Gómez
38 Italia C Leonardo Capezzi
39 Italia C Jacopo Petriccione
40 Serbia D Nenad Tomović
55 Egitto D Ahmed Hegazy
66 Camerun A Steve Leo Beleck
72 Slovenia C Josip Iličič
88 Italia D Cristiano Piccini
93 Brasile C Octávio
Marocco A Mounir El Hamdaoui

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Artemio Franchi, Violachannel.tv. URL consultato il 4 agosto 2014.
  2. ^ Nella ragione sociale del sodalizio, l'espressione ACF rimanda idealmente all'acronimo della previgente società nata nel 1926 e fallita nel 2002, l'Associazione Calcio Fiorentina, il cui marchio fu acquistato dalla famiglia Della Valle il 15 giugno 2003. Il rimando è tuttavia puramente storico e non giuridico, in quanto la nuova dirigenza optò per non riprendere esattamente la denominazione della fallita antenata, onde evitare di esporsi a possibili cause risarcitorie intentate da creditori della Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori.
  3. ^ a b In Europa, assieme alla Fiorentina, solo dodici club hanno disputato una finale in tutte e tre principali competizioni gestite dall'UEFA (in ordine cronologico per raggiungimento della terza finale mancante nelle tre principali competizioni europee): Liverpool, Amburgo, Juventus, Real Madrid, Ajax, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Valencia, Porto, Arsenal, Atlético de Madrid e Chelsea.
  4. ^ Andrea Claudio Galluzzo, Torrigiani e Ridolfi, il Florence Football Club e la Fiorentina in museofiorentina.it, 7 agosto 2013.
  5. ^ Roberto Vinciguerra, 29 agosto 1926 – 26 agosto 2010 - Tanti Auguri Fiorentina!, Violanews.com, 26 agosto 2010. URL consultato il 16 agosto 2013.
  6. ^ Andrea Claudio Galluzzo, Aldo Capanni, La nascita dell'Associazione Fiorentina del Calcio, Museofiorentina.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  7. ^ a b c d La Fiorentina di via Bellini, Violachannel.tv. URL consultato il 16 agosto 2013.
  8. ^ Il Club Sportivo infatti indossava una maglia completamente bianca, mentre la Libertas una completamente rossa. Origini dell'A.C. Fiorentina, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  9. ^ Campionato 1928-29 Div.Naz. girone B, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  10. ^ Mosti, 2004, op. cit., pagg. 18-20.
  11. ^ a b La maglia viola compie oggi 81 anni, Violanews.com. URL consultato il 16 agosto 2013.
  12. ^ a b c d Andrea Claudio Galluzzo, Francesco Maria Varrasi, Gianfranco Lottini, David Bini, Il marchese Ridolfi, l'ingegner Nervi e lo stadio di Firenze, Museofiorentina.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  13. ^ David Bini, Andrea Claudio Galluzzo, Breve storia dello stadio di Firenze, Museofiorentina.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  14. ^ a b Baldasso, 2007, op. cit., pag. 9
  15. ^ Brera, 1998, op. cit., pag. 492
  16. ^ Campionato 1934-35 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  17. ^ Gianfranco Lottini, Roberto Vinciguerra, 75º Anniversario dell'esordio internazionale della Fiorentina, Museofiorentina.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  18. ^ Campionato 1937-38 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  19. ^ a b c d e f g h Il ritorno in A e il primo titolo: la Coppa Italia 1939/1940, Violachannel.tv. URL consultato il 16 agosto 2013.
  20. ^ Il primo scudetto 1955/1956, Violachannel.tv. URL consultato il 9 agosto 2013.
  21. ^ a b Baldasso, 2007, op. cit., pagg. 9-23
  22. ^ Brera, 1998, op. cit., pag. 265
  23. ^ a b 1956/57: Gento raddoppia per il Real, Uefa.com. URL consultato il 16 agosto 2013.
  24. ^ La Grande Fiorentina alla finale di Madrid del 1957, Museofiorentina.it, 16 agosto 2013.
  25. ^ Coppa Grasshopper, Museofiorentina.it. URL consultato il 25 novembre 2012.
  26. ^ a b c d e f g h i j k Il decennio d'oro con il secondo scudetto e altri 4 titoli: 1960/1970, Violachannel.tv. URL consultato il 16 agosto 2013.
  27. ^ Baldasso, 2007, op. cit., pag. 49
  28. ^ a b Brera, 1998, op. cit., pag. 512
  29. ^ Baldasso, 2007, op. cit., pag. 50-51
  30. ^ a b Brera, 1998, op. cit., pag. 377-378
  31. ^ Baldasso, 2007, op. cit., pag. 55
  32. ^ Campionato 1968-69 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 16 agosto 2013.
  33. ^ a b c Brera, 1998, op. cit., pag. 379
  34. ^ a b c d e La Coppa Italia e il successo di Lega: gli anni '70, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  35. ^ Campionato 1971-72 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  36. ^ Brera, 1998, op. cit., pag. 518
  37. ^ Jack W. Plunkett, Plunkett's Sports Industry Almanac 2007, Sports Industry Market Research, Statistics, Trends and Leading Companies, 2007, ISBN 1-59392-073-3.
  38. ^ Campionato 1977-78 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  39. ^ a b c d e f Gli anni '80, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  40. ^ a b c d Campionato 1981-82 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  41. ^ Mosti, 2004, op. cit., pagg. 119-120.
  42. ^ Antognoni tuttavia rimase fermo cinque mesi per un infortunio alla testa, dopo uno scontro con il portiere genoano Martina.
  43. ^ Brera, 1998, op. cit., pag. 628
  44. ^ a b Campionato 1989-90 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 settembre 2010.
  45. ^ a b c d e La caduta in B e la rinascita, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  46. ^ Brera, 1998, op. cit., pag. 624
  47. ^ Bocchio, 2002, op. cit., pag. 127
  48. ^ a b c Il tramonto di Vittorio Cecchi Gori e il fallimento: 4 agosto 2002, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  49. ^ a b Calcio, procedura di fallimento per la Fiorentina in Corriere della Sera, 28 giugno 2001. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  50. ^ Chiara Basevi, Il sindaco deposita il nuovo nome Preziosi diventa l'uomo del futuro in Corriere della Sera, 2 ottobre 2002, p. 11. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  51. ^ a b c d L'era Della Valle. Dalla C2 alla A: 2002/2004, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  52. ^ a b Marchio: facciamo chiarezza..., Fiorentina.it. URL consultato il 29 ottobre 2010.
  53. ^ a b Serie A, salvezza e due Champions sul campo: 2004/2005, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  54. ^ 4° Posto, Semifinale UEFA e Viola Fair: 2007/2008, Viola Channel. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  55. ^ Pierluigi Todisco, Fiorentina, che peccato - Nei quarti va il Bayern in La Gazzetta dello Sport, 9 marzo 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  56. ^ Classifica 2010-2011 in Legaseriea.it. URL consultato il 5 agosto 2012.
  57. ^ Classifica 2011-2012 in Legaseriea.it. URL consultato il 5 agosto 2012.
  58. ^ a b c Salvi, 2008, op. cit., pag. 161-163
  59. ^ Origini dell'AC Fiorentina, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  60. ^ a b Campionato 1926-27 1^ Div. Girone C, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  61. ^ La Fiorentina bianca, rossa e viola in Museofiorentina.it. URL consultato il 7 agosto 2013.
  62. ^ Campionato 1929-30 Serie B, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  63. ^ a b c d e f g h i Storia della maglia viola, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  64. ^ a b c Gianfranco Lottini, Massimo Cecchi, David Bini, Maglia viola e pantaloncini bianchi, viola e neri..., Museofiorentina.it. URL consultato il 4 luglio 2013.
  65. ^ a b Campionato 1978-79 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  66. ^ a b Campionato 1986-87 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  67. ^ a b c Campionato 1995-96 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  68. ^ Campionato 1997-98 Serie A, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  69. ^ a b c Campionato 2002-03 Serie C2, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  70. ^ a b Campionato 2003-4 Serie B, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  71. ^ a b Joma Sport nuovo sponsor ufficiale ACF Fiorentina in Joma-sport.com. URL consultato il 1º settembre 2012.
  72. ^ (EN) The top 50 football kits in The Times, 26 settembre 2007. URL consultato il 20 settembre 2010.
  73. ^ Fiorentina e Lotto presentano le nuove maglie 2011-2012, Passionemaglie.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  74. ^ a b c Il Giglio, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  75. ^ Simbolo societario nell'era Cecchi Gori, Fiorentinamuseo.it. URL consultato il 7 febbraio 2014.
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