Sylvia Earle

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Sylvia Earle durante la cerimonia di premiazione del Premio TED 2009.

Sylvia Alice Earle (Gibbstown, 30 agosto 1935) è un'oceanografa statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Gibbstown nel New Jersey, all'età di 13 anni si trasferì con la famiglia a Clearwater in Florida, qui iniziò a praticare le immersioni subacquee[1]. Nel corso della sua vita si è sposata tre volte[1] ed ha avuto tre figli[2].

Studi e ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Laureata alla Florida State University, ha conseguito il dottorato di ricerca in botanica presso la Duke University con una tesi intitolata "Phaeophyta of the Eastern Gulf of Mexico" ed ha lavorato come ricercatrice associata per l'Harvard University, in seguito ha ricoperto l'incarico di direttrice del Cape Haze Marine Laboratory in Florida[1]. Ha ricevuto 15 titoli accademici ad honorem e ha prodotto più di 150 pubblicazioni scientifiche[3] oltre a numerosi libri di carattere divulgativo e per bambini[4]. Le sue ricerche vertono principalmente sullo studio dell'ecosistema marino attraverso l'esplorazione diretta dei fondali[3]. Nel corso della sua carriera ha preso parte ad oltre 60 spedizioni collezionando più di 6.000 ore di immersioni[3].

Nel 1970 è stata membro del primo gruppo femminile di acquanauti durante lo svolgimento del Progetto Tektite; nell'ambito di questo progetto (Tektite II, missione 6) ha vissuto per 2 settimane, assieme a 4 compagne, in una struttura subacquea posta a circa 15 m (50 ft) sotto il livello del mare nei pressi dell'isola di St. John nelle Isole Vergini americane svolgendo esperimenti e ricerche sulla flora marina[5].

Durante gli anni settanta le sue ricerche l'hanno portata a studiare ed esplorare i fondali delle Galápagos, di Panamá, della Cina, delle Bahamas e diversi punti dell'Oceano Indiano[1].

Nel 1977 ha intrapreso una lunga spedizione di studio per seguire gli spostamenti dei capodogli nell'Oceano Pacifico, questa esperienza è stata poi riassunta nel documentario Gentle Giants of the Pacific che ha contribuito ad accrescere la sua notorietà al di fuori della comunità scientifica[2].

Sylvia Earle all'interno di una JIM suit.

Nel 1980 fonda, assieme al marito Graham Hawkes, le compagnie Deep Ocean Engineering e Deep Ocean Technologies allo scopo di progettare e realizzare veicoli e strutture per l'esplorazione sottomarina[1][6].

Nel 1990 ha momentaneamente abbandonato le compagnie da lei fondate per ricoprire il ruolo di direttore scientifico della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l'agenzia del governo americano che si occupa dello studio e del controllo degli oceani e dei fenomeni ambientali; ha mantenuto questa carica sino al 1992[1].

Dal 1998 fa parte del programma Explorers-in-Residence della National Geographic Society[3].

La Dott.ssa Earle detiene diversi record di immersione in profondità stabiliti durante la sua carriera: nel 1968 ha stabilito il record di immersione in solitaria dentro al sommergibile Deep Diver toccando i 1.000 metri di profondità nelle acque delle Bahamas[4][1]. Nel 1979 immergendosi nelle acque dell'isola di Oahu (Hawaii) ha camminato sul fondo marino ad una profondità di 381 metri stabilendo il record per la massima profondità raggiunta da un essere umano senza l'ausilio di un sommergibile[7]. Durante la missione la dott.ssa Earle, all'interno di una JIM suit, ha esplorato il fondale senza essere collegata al veicolo sottomarino che l'aveva portata sino a quella profondità[1].

In qualità di esperta di ambiente sottomarino ha effettuato studi sui danni provocati all'ecosistema dalle fuoriuscite di petrolio nel Golfo Persico a seguito della Guerra del Golfo, inoltre ha condotto ricerche sull'impatto ambientale di alcuni incidenti petroliferi, in particolare nei casi della petroliera Exxon Valdez in Alaska (1989) e in quello della petroliera norvegese Mega Borg in Texas (1994)[8]. Ha condotto ricerche anche sul disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico[9].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti[4], tra i più importati si possono ricordare: la medaglia dell'Explorers Club (1996)[10], la nomina a Living Legend (leggenda vivente) da parte della Libray of Congress (2000)[11], l'inserimento nella National Women's Hall of Fame (2000)[12], il Premio TED (2009)[13], il Premio Carl Sagan per la comprensione pubblica della scienza (2010)[14].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sylvia A. Earle, Iain H. Grant, Exploring the Deep Frontier: Adventure of Man in the Sea, National Geographic Society, 1980, ISBN 0870443437.
  • Sylvia A. Earle, Sea Change: A Message of the Oceans, Ballantine Books, 1996, ISBN 0449910652.
  • Sylvia A. Earle, Dive: My Adventures in the Deep Frontier, National Geographic Children's Books, 1999, ISBN 0792271440.
  • Sylvia A. Earle, Hello, Fish!: Visiting the Coral Reef, National Geographic Children's Books, 2001, ISBN 0792266978.
  • Sylvia A. Earle, Linda K. Glover, Ocean: An Illustrated Atlas (National Geographic Atlas), National Geographic, 2008, ISBN 1426203195.
  • Sylvia A. Earle, The World Is Blue: How Our Fate and the Ocean's Are One, National Geographic Books, 2009, ISBN 1426205414.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine dell'Arca d'Oro (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Arca d'Oro (Paesi Bassi)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h (EN) Sylvia Earle Biography, Academy of Achievement. URL consultato il 16-12-2012.
  2. ^ a b (EN) Nancy Faber, Sylvia Earle Makes An in-Depth Case for Women's Equality, People, 25-05-1981. URL consultato il 16-12-2012.
  3. ^ a b c d (EN) Sylvia Earle, National Geographic. URL consultato il 16-12-2012.
  4. ^ a b c (EN) Sylvia Earle - About the author, Literati.net. URL consultato il 16-12-2012.
  5. ^ (EN) Don Near, Crystal Blue View of Tektite II, St. John Historical Society, 03-12-2010. URL consultato il 16-12-2012.
  6. ^ (EN) Wallace White, Her Deepness, The New Yorker, 03-07-1989. URL consultato il 16-12-2012.
  7. ^ (EN) Roger Rosenblatt, Sylvia Earle: Call Of The Sea, Time Magazine, 05-10-1998. URL consultato il 16-12-2012.
  8. ^ (EN) Erin Overbey, Back Issues: The Forever Spill, The New Yorker, 14-05-2010. URL consultato il 16-12-2012.
  9. ^ (EN) Joanna Zelman, Sylvia Earle Talks Gulf Oil Spill Effects In Exclusive Interview, The Huffington Post, 13-01-2011. URL consultato il 16-12-2012.
  10. ^ (EN) The Explorers Club Medal, Explorers.org. URL consultato il 16-12-2012.
  11. ^ (EN) Living Legend: Sylvia Earle, Library of Congress. URL consultato il 16-12-2012.
  12. ^ (EN) Women of the Hall - Sylvia A. Earle, Greatwomen.org. URL consultato il 16-12-2012.
  13. ^ (EN) Winners, Tedprize.org. URL consultato il 16-12-2012.
  14. ^ (EN) Carl Sagan Award for Public Understanding of Science, Cssp.us. URL consultato il 16-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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