Calabria

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Calabria
regione
Calabria – Stemma Calabria – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
La Calabria vista dal satellite.
La Calabria vista dal satellite.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Presidente Antonella Stasi (facente funzioni, NCD) dal 29/04/2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
38°53′30.48″N 16°35′58.2″E / 38.8918°N 16.5995°E38.8918; 16.5995 (Calabria)Coordinate: 38°53′30.48″N 16°35′58.2″E / 38.8918°N 16.5995°E38.8918; 16.5995 (Calabria)
Altitudine 418[1] m s.l.m.
Superficie 15 079 km²
Abitanti 1 980 533[2] (31-12-2013)
Densità 131,34 ab./km²
Province Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia
Comuni 409
Regioni confinanti Basilicata
Altre informazioni
Lingue italiano, greco, arbëreshë
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-78
Codice ISTAT 18
Nome abitanti calabresi
PIL (PPA) 26.480,9 mln
PIL procapite (PPA) 16.400 €[3]
Cartografia

Calabria – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

La Calabria ([kaˈlaːbɾja]; Calàbbria in calabrese, Καλαβρία in greco) è una regione dell'Italia Meridionale di 1 956 115 abitanti[2], con capoluogo Catanzaro. Confina a nord con la Basilicata e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia ed è bagnata a est dal mar Ionio e ad ovest dal mar Tirreno.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Calabria.

La regione costituisce la punta dello stivale, è bagnata a ovest dal mar Tirreno, a est dal mar Ionio, a nord-est dal golfo di Taranto e a sud-ovest è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina, la cui distanza minima tra Capo Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria è di soli 3,2 km, dovuta al legame geologico presente in profondità tra il massiccio dell'Aspromonte e la catena dei Peloritani.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Superficie della Calabria per zone altimetriche

La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per il 49,2% del suo territorio. Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8% del suo territorio:

Le pianure coprono il 9% del suo territorio e sono tutte di modesta estensione. Le montagne occupano circa il 41%.

l'idrografia[modifica | modifica sorgente]

I fiumi della Calabria non presentano generalmente uno sviluppo significativo a causa della forma stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi perciò sono a carattere torrentizio. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio. Tributano anch'essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'Amato e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente.

Esistono numerosi laghi che sono artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila. I principali sono l'Ampollino, l'Arvo, il Cecita, l'Angitola e il Passante.

Tra le specie ittiche che meritano particolare tutela e che vivono nelle acque dolci calabresi c'è l'alborella meridionale (Alburnus albidus).

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geologia della Calabria.

Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all'Arco calabro, anche detto "Arco Calabro-Peloritano". Si tratta di un dominio semi-circolare che comincia a sud della Basilicata e comprende il settore nordorientale della Sicilia, con i Monti Peloritani. Il basamento della Calabria è costituito principalmente da rocce cristalline e metamorfiche di età Paleozoica, coperte dai successivi sedimenti principalmente Neogenici. Le rocce del substrato sono costituite da diverse unità tettoniche ("falde") sovrapposte le une alle altre e sulle unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.[4].

L'evoluzione Neogenica del Mediterraneo è quella tipica dei sistemi Arco-Fossa di subduzione, caratterizzata da uno slittamento dell'Arco Calabro verso Sud-Est in concomitanza con l'apertura del bacino Tirrenico. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula e dalla piattaforma Ibleo o "Ragusana". Il Tirreno rappresenta il bacino di retro-arco di questo sistema di subduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).

Per la letteratura scientifica precedente al 1973 si riferisce a Ogniben (1973). La letteratura storica è rappresentata dalle pubblicazioni di: Ippolito (1959), Cortese (1895), Limanowski (1913), Quitzow (1935), Caire et al. (1960), Caire (1961), Grandjacquet et al. (1961); Ogniben (1969, 1973), Caire (1970, 1975, 1978), Burton (1971), Amodio-Morelli et al. (1976), Dubois (1976), Grandjacquet and Mascle (1978). Seguono i lavori di Tortorici, 1981; Rossi e Sartori, 1981; Ghisetti e Vezzani, 1981; Moussat, 1983; Patacca et al., 1990; Knott e Turco, 1991; Monaco e Tortorici, 2000; van Dijk, 1992; van Dijk et al., 2000.

La Calabria è una regione ad elevata pericolosità sismica.[5]

Carta Geo-tettonica del Mediterraneo centrale e l'Arco Calabro. La traccia blu indica la posizione della sezione geotettonica qui in basso. Da van Dijk (1992)[4]
Sezione geotettonica dell'Arco calabro. Sinistra: NO; Destra: SE. La posizione della sezione è indicata sulla mappa qui in alto. Da van Dijk (1992)[4]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima calabrese è generalmente di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico che si presenta con un clima più mite. Le temperature in genere lungo le coste non scendono mai sotto i 10 gradi e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino, alla Sila fino all'Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.

Le stazioni meteorologiche ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale presenti nel territorio regionale sono:

Vegetazione[modifica | modifica sorgente]

Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco e pino laricio. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Come non citare il famoso "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco nazionale del Pollino. Questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui Balcani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Calabria, Fatti di Reggio e Storia amministrativa della Calabria.

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al Paleolitico come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Praia a Mare e il graffito del Bos primigenius della Grotta del Romito a Papasidero, una figura di bovide incisa nella roccia 12.000 anni fa. Durante l'era dei metalli giunsero nuove popolazioni, uno degli insediamenti più importanti risalente a quel periodo è il complesso di Torre Galli nei pressi di Vibo Valentia, inoltre, nei pressi di Roccella Ionica, sul finire degli anni sessanta, furono condotti degli scavi che riportarono alla luce una necropoli risalente all'età del ferro, così come, negli anni cinquanta, in contrada Ronzo a Calanna a poca distanza dall'abitato si scoprì la necropoli di un villaggio protostorico databile ai secoli XI- X a.c, importanti reperti ritrovati sono conservati a Reggio Calabria nel Museo nazionale della Magna Grecia.

Mitologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il mito , Aschenez, pronipote di Noè, mercante semita ed inventore della barca a remi, giunse tre generazioni dopo il diluvio universale sulle sponde dove fu fondata Reggio. Ciò è testimoniato dalle informazioni riportate successivamente da Giuseppe Flavio e da San Girolamo[senza fonte].

Più tardi, secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi sarebbero dunque giunti Enotrio e Peucezio (riportato anche come Paucezio), di stirpe enotria e pelasgica, originari della Siria che, trovando il suolo molto fertile, chiamarono la regione "Ausonia" in ricordo dell'Ausonide, fertile zona della Siria.

Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte gli sarebbe succeduto il figlio Italo ("uomo forte e savio" secondo quanto narra Dionigi di Alicarnasso) che regnò su una popolazione "Italòi"[6] che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'Istmo di Catanzaro, che oggi sono la province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia", come riportano Tucidide ("quella regione fu chiamata Italia da Italo, re arcade") e Virgilio (Eneide, III). Sappiamo comunque da Dionigi di Alicarnasso (1 11,2-4; 12,1) e Diodoro Siculo che gli "Ausoni" (abitanti dell'Ausonia) erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C.. Si sa che il popolo degli Enotri si distinse in tre rami, Itali, Morgeti[7] e Siculi.

Periodo italico[modifica | modifica sorgente]

Tali popolazioni dunque (Itali-Ausoni-Enotri, di probabile origine indoeuropea, Italici appartenenti al gruppo latino-falisco), avrebbero abitato prevalentemente le zone costiere. I Lucani (Italici indoeuropei, appartenenti al gruppo osco-umbro), abitavano nella regione che da essi prese il nome di "Lucania", a nord della Calabria. L'entroterra della Calabria (chiamato in seguito dai Romani "Bruttium"), fu abitato principalmente dai Bruzi (di temperamento bellicoso, chiamati Brutti o Bretti, strettamente imparentati coi Lucani) oltre che da genti di origine iberica. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia, l'attuale Cosenza, la quale venne eletta dalle tribù dei Bruzi, dopo essersi coalizzate in una lega, "capitale" della regione. Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della repubblica romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.

Periodo greco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Magna Grecia e Bruzi.
Mura greche al lungomare di Reggio Calabria

Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi, i quali strapparono le terre ai Lucani (costretti a rifugiarsi nell'entroterra e nella parte settentrionale della Calabria), e si mescolarono con gli altri popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, greco-italica, estremamente florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria.

Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton, Locri Epizephyrii, Metauros e Sybaris, e numerose sub-colonie fondate dalle colonie stesse quali: Kaulon, Hipponion, Medma, Terina e Scolacium.

La storia delle poleis magnogreche vide primeggiare politicamente ed economicamente le città di Reggio come padrona dello Stretto di Messina e della Calabria meridionale, di Locri Epizefiri nella parte centrale della regione, e di Crotone in quella settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti interni tra le tre potenze della regione.

Successivamente, con la pressione delle popolazioni italiche dei Bruzi e dei Lucani (che conquistarono anche la gran parte poleis greche), e con l'avvento di Roma, la Magna Grecia iniziò il suo declino, dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le poleis.

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regio III Lucania et Bruttii.
L'antica strada principale di Locri Epizefiri
Gioiosa Jonica Naniglio

Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione romana (nel caso di Locri Epizefiri, Crotone e delle altre città minori). Colonie a diritto Latino furono Copia nel 194 a.C. e Vibo Valentia dedotta nel 192a.C. Quest'ultima fu particolarmente importante I secolo a.C. e nel secolo successivo, ospitò anche l'esercito e la flotta di Cesare e poi di Ottaviano, Appiano la ricorda come una delle città più importanti d'Italia. Unica roccaforte della lingua e cultura greca rimaneva infatti Reggio (tra l'altro sede del Corrector, governatore della Regio III Lucania et Bruttii), che attraverso la Via Popilia collegava il suo porto con Roma; città abitate dai Bruttii erano le colonie di Cosenza, Vibo Valentia, Locri, Crotone e Sibari.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il ducato bizantino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Calabria.
Il thema o ducato di Calabria.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Calabria fu devastata dalle guerre gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente a causa dell'invasione longobarda i Bizantini persero gran parte dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel Salento, formando il ducato di Calabria compreso nel thema di Sicilia.

Successivamente il dominio bizantino in Italia Meridionale fu diviso in: thema di Langobardia, con capitale Bari, e, una volta caduta la Sicilia in mano agli arabi, in thema di Calabria, con capitale Reggio. Quest'ultimo territorio aveva dunque ereditato il nome Calabria, precedentemente usato per designare la penisola salentina; con l'estendersi delle conquisti bizantine fu organizzato anche il thema di Lucania che comprendeva parte dell'odierna Calabria settentrionale.

Durante l'alto medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai centri abitati.

Nel IX e X secolo, la Calabria fu terra di confine tra i Bizantini e gli Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola, soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura del tempo, e patria di numerosissimi santi monaci (san Nilo da Rossano, san Gregorio da Cerchiara ecc).

Le corti normanne[modifica | modifica sorgente]

Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.

  • Roberto conferma in Reggio la capitale del Ducato di Puglia e di Calabria e sede del giustizierato di Calabria, nominandosi egli stesso Duca;
  • In questo periodo Cosenza divenne capitale e sede del giustizierato Val di Crati e Terra Giordana e residenza di Ruggero II, Duca di Calabria che iniziò la costruzione del Castello sui ruderi di una fortezza saracena.
  • Ruggero è invece Conte di Calabria, vassallo del fratello Roberto, con sede a Mileto.

Roberto il Guiscardo fu investito Duca di Puglia, Calabria e Sicilia il 23 agosto 1059 da papa Niccolò II con la formula: per Grazia di Dio e di San Pietro duca di Puglia e Calabria e, se ancora mi assisteranno, futuro Signore della Sicilia.

Periodo angioino e aragonese[modifica | modifica sorgente]

Gioiosa Jonica Castello e Teatro

È di questo periodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1443 Alfonso il Magnanimo d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465 Ferdinando I di Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a Reggio. Il periodo aragonese consacrò Cosenza la più importante città del reame nel campo del diritto(1494-1557). Dopo Napoli diventa la seconda città ad avere una cartografia e nel 1511 nasce l'Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo massimo splendore da Bernardino Telesio, il più grande dei cosentini illustri, definito da Francesco Bacone il primo degli uomini nuovi.

Nel XVI secolo in Calabria fu confermata la divisione nelle due province di Calabria Citeriore (o Citra) e Calabria Ulteriore (o Ultra) governate inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono amministrate da due distinti governatori:

  • uno a Cosenza per la Calabria Citeriore: il capoluogo nel XVI secolo attraversò un impressionante fioritura umanistica e segnò una rinascita intellettuale, tanto che venne definita Atene della Calabria[8];
  • uno a Reggio per 11 anni dal 1582 al 1592, poi a Catanzaro per oltre 220 anni dal 1593 al 1816 per la Calabria Ulteriore[9]. Per un breve periodo fu capoluogo della provincia anche Monteleone.

Era moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di Napoli o Regno delle due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, Borbone, e per un breve periodo il generale di Napoleone, Gioacchino Murat, che fu giustiziato nella cittadina di Pizzo.

Ultimi secoli[modifica | modifica sorgente]

Garibaldi ferito in Aspromonte

L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tuttora possibile ammirare l'albero cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio. In questo periodo anche a Cosenza si manifestarono movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco nel Largo dell'Intendenza tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte, e dei quali ne furono giustiziati soltanto sei[10]. Da questa rivolta presero spunto i Fratelli Bandiera, veneziani che vennero in soccorso ai fratelli calabresi e vennero fucilati presso il Vallone di Rovito insieme ad altri 7 ufficiali il 25 luglio 1844[11]. In seguito i cosentini parteciparono a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre d'indipendenza fino all'impresa dei Mille. Garibaldi fu a Cosenza il 31 agosto del 1860; due mesi dopo, un plebiscito sanzionò l'annessione al Regno d'Italia.
Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Calabria fu divisa amministrativamente nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio, rimarcando esattamente le preesistenti province del Regno delle Due Sicilie.
Nel 1947 la Calabria è una delle 19 regioni (divenute 20 nel 1963 a seguito dell'autonomia del Molise dall'Abruzzo) previste dall'art.131 della Costituzione Italiana.
Nel 1970 venne infine definitivamente istituita la Regione Calabria con Catanzaro capoluogo di Regione.

Giunta e consiglio regionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giunta Regionale della Calabria, Consiglio Regionale della Calabria e Presidenti della Calabria.
Catanzaro - Palazzo Alemanni, sede della presidenza della giunta regionale calabrese

Sin dall'istituzione del regionalismo, avvenuta nel 1970, la Calabria è stata amministrata da governi costruiti sull'accordo predominante tra la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano, con una prima fase a prevalente guida democristiana e una seconda a prevalente guida socialista.

Il primo presidente della Giunta regionale è stato Antonio Guarasci, seguito, nell'ultimo anno di legislatura, da Aldo Ferrara, che ritornerà presidente anche nella legislatura seguente, seppure con un distacco di circa un anno guidato da Pasquale Perugini.

Nella terza e nella quarta legislatura, ossia dal 1980 al 1990, la presidenza è assunta dal PSI dapprima con Bruno Dominijanni, poi con Francesco Principe e, infine, con Rosario Olivo. Nella quinta legislatura, che va dal 1990 al 1995, nella fase di passaggio, a livello nazionale, tra la Prima e la cosiddetta Seconda Repubblica, il governo torna ad avere una guida democristiana con Guido Rhodio e Donato Veraldi, esponenti della transizione verso il Partito Popolare Italiano.

Nel 1995, quando la situazione politica ed elettorale è ormai improntata al bipolarismo, a vincere le elezioni è la coalizione di centrodestra, che indica come presidente Giuseppe Nisticò (1995-1998) e poi Giovambattista Caligiuri (1998-1999), esponenti di Forza Italia. Sul finire della legislatura, tuttavia, per un ribaltone cambia la maggioranza in Consiglio regionale e la giunta passa in mano al centrosinistra, che esprime la presidenza di Luigi Meduri, esponente del Partito Popolare.

Nel 2000, con l'istituzione del nuovo sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la presentazione di coalizioni già costituite all'appuntamento elettorale, a prevalere è il Polo di centro destra guidato da Giuseppe Chiaravalloti, magistrato, indicato da Forza Italia, che governa la regione per l'intero quinquennio.

Nel 2005 la carica di presidente è assunta da Agazio Loiero, originariamente esponente della Margherita che guida la coalizione di centro sinistra. Loiero è stato indicato candidato presidente dal suo schieramento per mezzo di una consultazione fra gli iscritti dei partiti della coalizione.

Nel 2010 Loiero viene sconfitto dal sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti, del Popolo della Libertà, che guida una Giunta regionale di centrodestra.

La sede della Giunta regionale è Palazzo Alemanni, in via Sensales, a Catanzaro, la sede del Consiglio regionale è Palazzo Campanella, in via Cardinale Portanova, a Reggio Calabria.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simboli della Calabria.

Lo stemma della Regione Calabria (approvato ed adottato in versione definitiva con Legge Regionale 15 giugno 1992, n. 6) racchiude in cornice ovale quattro dei simboli che rappresentano la Calabria:

  1. il pino laricio (Pinus nigra laricio)
  2. il capitello dorico
  3. la croce bizantina
  4. la croce potenziata.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Nei tempi antichi le terre dell'attuale Regione erano conosciute come Italia. I Greci indicarono l'origine del nome in Ouitoulía dal vocabolo "Italòi" (plurale di Italós), termine con il quale i coloni achei che giunsero nelle terre dell'attuale Calabria ambiguamente designavano sia i Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell'istmo di Catanzaro, il cui etnonimo era etimologicamente relato al vocabolo indicante il toro, animale sacro ai Vituli e da loro divinizzato, che i tori stessi: il greco italós infatti è di derivazione italica, specificamente deriva dalla osco-umbra uitlu, toro appunto (vedasi il latino uitellus, forma con suffisso diminutivo che significa vitello). Ouitoulía venne così a significare "terra dei Vituli" o "terra dei tori". A supporto di questa ipotesi, si ricorda che nella parte meridionale della penisola calabrese (laddove poi si sviluppò la più grande civiltà italica prima dell'avvento di Roma) esistono toponimi di origine magnogreca (alcuni tradotti in latino dai Normanni) probabilmente facenti capo alla più antica etimologia di terra dei tori (dei bovini): Bova, Bovalino, Taurianova, Gioia Tauro, ecc.

Il nome Calabria designava in origine la regione salentina, ma quando le due penisole dell'Italia meridionale furono unificate dai Bizantini, il nome di Calabria fu usato per identificare anche la regione del Bruzio; successivamente, con la perdita dei possessi bizantini nel Salento in favore dei Longobardi, il nome fu utilizzato per designare soltanto l'attuale penisola calabrese, che mantiene tuttora il nome. Durante il basso Medioevo e l'età moderna il termine Calabria venne trasformato in Calabrie, con lo sdoppiamento del territorio nelle due province napoletane di Calabria Ulteriore e Calabria Citeriore.

Il nome Calabria viene da Calabrī, da confrontare con i Γαλάβριοι (Galábrioi) della Penisola balcanica (dalla quale forse deriva anche l'etnico Calabrī).[12] L'origine sembra essere una radice preromana *cal-/cala-[13] o *calabra-/galabra-, che compare anche in calaverna e calabrosa, nonché in calabria, nome comune della pernice di monte (Lagopus muta),[14] che significherebbe "roccia", "concrezione calcarea o ghiacciata".

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il castello aragonese di Reggio Calabria

La Calabria è sede di alcuni tra i monumenti nazionali italiani. Questa è la lista completa:

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Magna Grecia e Museo Nazionale della Magna Grecia.
Magna Calabria
i Bronzi di Riace, un simbolo del turismo calabrese.
uno dei Dioscuri da Locri Epizephiri.
il Kouros di Reggio
la Testa del Filosofo da Porticello

Con la colonizzazione greca avvenuta tra l'VIII e il VII secolo a.C., vi fu in Calabria uno sviluppo socio-economico notevole; fu questo un periodo in cui venne raggiunta la massima ricchezza economica per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella penisola, unitamente allo splendore culturale ed artistico in letteratura, filosofia e arte, spesso superiore alla stessa madrepatria.

Conseguenza di questa realtà ne fu l'appellativo di Magna Grecia (Megàle Hellàs), che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita lontano dalla Grecia ad una comunità che aveva raggiunto in campo sociale, culturale ed economico, livelli tali da poter essere considerata più grande della stessa madrepatria; tale riferimento infatti si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.

Le genti di civiltà greca approdarono in Calabria nell'ambito di un flusso migratorio motivato dall'interesse per lo sviluppo commerciale e da una sovrappopolazione in madrepatria: così tra il 743 a.C. ed il 730 a.C. gente originaria della città di Calcide fondò, sullo Stretto tra Calabria e Sicilia, le due città di Rhegion (Reggio) e Zancle (Messina), ponendo sotto il controllo della medesima popolazione la via marittima più importante per i commerci con l'Italia tirrenica. Negli anni successivi Greci di stirpe achea diedero vita prima a Sybaris (Sibari, 720 a.C.) e poi a Kroton (Crotone 710 a.C.), spinti dalla necessità di sfuggire carestie e sovrappopolazione. Fra il 710 a.C. e il 690 a.C., un gruppo di servi provenienti dalle regioni della Grecia chiamate Locride, fondarono Locri Epizefiri.

Successivamente per nuove ragioni di sovrappopolazione, commerciali e di controllo del territorio, le nuove città fondarono delle subcolonie che allargarono la presenza greca nella regione, quali: Medma (Rosarno), Metauros (Gioia Tauro), Taurianum (Taureana di Palmi), Hipponion (Vibo Valentia), Laos, Skydros, Terina, Skylletion, Kaulon (vicino Monasterace marina).

Le molteplici dominazioni in Calabria hanno fatto sì che la Calabria sia piena di luoghi d'interesse archeologico. Questa è una breve lista delle aree archeologiche divise per provincia:

  • Provincia di Cosenza:
    • Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza che vanta una vasta collezione archeologica proveniente dalla città e da località diverse della sua provincia;
    • ruderi archeologici d’epoca romana e pre-romana di Piazzetta Antonio Toscano nel centro storico di Cosenza;
    • scavi delle antiche città di Thurii e Sibari;
    • scavi di Laos, nei pressi di Santa Maria del Cedro;
    • Grotta del Romito a Papasidero: caverna preistorica con incisioni risalenti al paleolitico superiore;
    • Blanda antica città rupestre, cui restano alcuni ruderi e testimonianze del luogo, alle porte di Tortora;
    • Temesa, scavi nel territorio di Serra d'Aiello e Campora San Giovanni, luoghi di testimonianza dalla protostoria all'età medievale. Nel comune di Serra d'Aiello si trova il Parco Archeologico di Cozzo Piano Grande, dove è stata rinvenuta un'abitazione d'età brettia. Aperto al pubblico, durante tutto l'anno, l'Antiquarium archeologico comunale.
  • provincia di Reggio Calabria:
    • Rhegion oggi Reggio: parco archeologico Griso-LaBoccetta con resti di templi arcaici, mura greche sul lungomare Falcomatà, mura greche sulla collina del Trabocchetto, mura greche sulla collina degli angeli, agorà/foro in piazza Italia, varie necropoli ellenistiche tra Santa Caterina e San Giorgio Extra, resti dell'Odéon di Reggio in via XXIV maggio, tomba ellenistica di via Tripepi, resti di un Athenaion sotto un bar del lungomare Falcomatà, resti di un grande impianto termale d'epoca romana sul lungomare Falcomatà;
    • Locri Epizefiri, a sud dell'odierna Locri: tempio ionico in contrada Marasà, abitato in Centocamere, tempio di Zeus, Santuario di Persefone in contrada Mannella, necropoli in contrada Lucifero, necropoli in contrada Parapezza, necropoli in Contrada Faraone, Teatro greco in contrada Pirettina;
    • Kaulon, nei pressi di Monasterace marina: base di un tempio dorico ai piedi del promontorio Cocinto vicino al mare;
    • scavi di Medma, presso Rosarno;
    • scavi di Taurianum, presso Taureana di Palmi;
    • scavi di una villa romana in contrada Palazzi a Casignana;
    • scavi di una villa romana Il Naniglio a Gioiosa Ionica;
    • scavi di un teatro greco a Marina di Gioiosa Ionica;
    • scavi in contrada Mella ed in contrada Palazzo ad Oppido Mamertina;
    • parco archeologico ArcheoDeri in contrada San Pasquale a Bova Marina: sinagoga ebraica del IV e V sec. d.C.
  • Provincia di Vibo Valentia:
    • Hipponion, oggi Vibo Valentia: mura della città greca in più punti, resti di un tempio dorico sul colle del telegrafo, resti di un tempio ionico sull'altura del Cofino, resti di un tempio dorico presso la Cava Cordopatri, resti di abitato romano in via XXV aprile e di un impianto termale nella contigua località Sant'Aloe; Dietro la Chiesa della B.M.V. del Rosario sono stati individuati i resti del teatro greco-romano; palazzo Inam resti di abitazioni romane e Necropoli greca (VII-III sec. a.C.); attuale oratorio Salesiano e Viale Kennedy palazzo Muschella: Necropoli greca (VII-IV sec. a.C.) e fornaci ellenistico-romane; altri rinvenimenti dalla preistoria al tardoantico in tutta la città;
    • altri siti nella provincia: resti di un santuario extra-urbano individuato nell'area aeroportuale militare nel comune di Vibo Valentia, tracce di una villa romana in località Trainiti, presso Briatico; Santuario rurale in contrada Passo Murato sul Poro; Altri innumerevoli insediamenti di età protostorica e Classica sono stati localizzati ma sono tuttora da scavare.
    • Torre Galli di Drapia: insediamento protostorico abitato fino al VI sec. a.C. Orsi portò alla luce parte della necropoli dell'età del Ferro e Arcaica;
    • Tropea: tracce d'insediamento preistorico e protostorico; luogo di culto paleocristiano sotto la cattedrale; piazza duomo: tombe V-VI sec., fase con mura di un insediamento greco (Phroyrion), materiale protostorico;loc. Torre Lunga: luogo di culto e di sepolture paleocristiane; contrada Tondo: necropoli romana; contrada Cuntura tombe dell'età del ferro e del V-IV sec.a.C.;
    • Nicotera: insediamenti greci, romani e tardo antichi nelle località: Colle Diale, San Faustina, Comerconi, piano dei Greci, San Francesco, Pugliesa, Sovereto, Casino Mortelletto.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

La natura montagnosa del territorio e lo scarso sviluppo demografico-industriale di molte zone della regione hanno permesso di preservare la maggior parte delle bellezze naturalistiche; infatti in Calabria sorgono tre importanti parchi nazionali:

Oltre ai tre parchi nazionali esistono diverse aree naturali protette e siti di importanza comunitaria.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Di seguito si riportano gli elenchi della popolazione[15] residente nelle provincie calabresi e nei comuni con più di 15.000 abitanti.

Vedute panoramiche dei comuni con più di 30.000 abitanti
# Provincia Abitanti
1 Cosenza Cosenza 712.544
2 Reggio Calabria Reggio Calabria 550.010
3 Catanzaro Catanzaro 359.268
4 Crotone Crotone 172.458
5 Vibo Valentia Vibo Valentia 162.268
# Comune Provincia Abitanti
1 Reggio Calabria Stemma.png Reggio Calabria Reggio Calabria Reggio Calabria 184.937
2 Catanzaro-Stemma.png Catanzaro Catanzaro Catanzaro 88.710
3 Lamezia Terme-Stemma.png Lamezia Terme Catanzaro Catanzaro 70.409
4 Cosenza-Stemma.png Cosenza Cosenza Cosenza 68.568
5 Crotone-Stemma.png Crotone Crotone Crotone 59.288
6 Corigliano Calabro-Stemma.png Corigliano Calabro Cosenza Cosenza 39.252
7 Rossano-Stemma.png Rossano Cosenza Cosenza 36.881
8 Rende-Stemma.png Rende Cosenza Cosenza 34.130
9 Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia Vibo Valentia Vibo Valentia 33.566
10 Castrovillari-Stemma.png Castrovillari Cosenza Cosenza 22.390
11 Acri-Stemma.png Acri Cosenza Cosenza 21.147
12 Gioia Tauro-Stemma.png Gioia Tauro Reggio Calabria Reggio Calabria 19.279
13 Montalto Uffugo-Stemma.png Montalto Uffugo Cosenza Cosenza 19.094
14 Palmi-Stemma.png Palmi Reggio Calabria Reggio Calabria 18.738
15 San Giovanni in Fiore-Stemma.png San Giovanni in Fiore Cosenza Cosenza 17.543
16 Isola di Capo Rizzuto-Stemma.png Isola di Capo Rizzuto Crotone Crotone 17.302
17 Cassano allo Ionio-Stemma.png Cassano all'Ionio Cosenza Cosenza 17.240
18 Siderno-Stemma.png Siderno Reggio Calabria Reggio Calabria 16.902
19 Paola (Italia)-Stemma.png Paola Cosenza Cosenza 16.160
20 Taurianova-Stemma.png Taurianova Reggio Calabria Reggio Calabria 15.401
21 Cirò Marina-Stemma.png Cirò Marina Crotone Crotone 15.107

Stranieri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arbëreshë e Minoranza linguistica greca d'Italia.

I cittadini stranieri residenti in regione sono 74.602[16]. I gruppi più numerosi sono quelli di:

Le minoranze linguistiche riconosciute dallo Stato in Calabria sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti calabresi, Dialetto catanzarese, Dialetto cosentino, Dialetto reggino, Greco di Calabria, Lingua arbëreshë e Lingua occitana.
« A voi fieri Calabresi
che accoglieste ospitali me straniero
nelle ricerche e indagini
infaticabilmente cooperando
alla raccolta di questi materiali
dedico questo libro che chiude nelle pagine
il tesoro di vita del vostro nobile linguaggio. »
(Gerhard Rohlfs, Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria)

La popolazione calabrese presenta ancora oggi un'identità abbastanza variegata, per questo l'insieme dei dialetti parlati nella regione rispecchia tali caratteristiche. Come la maggior parte dei dialetti italiani, il calabrese meridionale come quello settentrionale non hanno alcuna ufficialità.

A causa delle molteplici radici storiche della regione, esistono zone della Calabria in cui si parlano ancora dialetti di diretta derivazione da altre lingue. Nel nord della regione si parla un dialetto derivante dalla lingua napoletana, mentre nel sud della regione si riscontrano numerose somiglianze del dialetto locale con la lingua siciliana, ma complessivamente il vernacolo parlato in tutta la regione è spesso identificato come "calabrese".

Fino al XV-XVI secolo la lingua grecanica era parlata in tutta la Calabria meridionale, oggi perdura solo nelle cittadine di Bova, Roghudi e Gallicianò (in provincia di Reggio Calabria) e in alcuni quartieri di Reggio, storica roccaforte culturale della lingua greca in Italia. Le vie dei paesi dell'area grecanica hanno infatti ancora oggi la doppia nomenclatura: in italiano ed in grecanico.

Più numerose le aree dove si parla la lingua albanese (arbërisht), una variante dell'albanese parlato nel'Albania meridionale. È parlata come madre lingua dalla minoranza etnica e linguistica storica Albanese d'Italia (Arbëreshë).

Nella regione si parla anche l'occitano, nel comune di Guardia Piemontese.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Mappa delle diocesi della Calabria

La religione cattolica è la più diffusa nella regione. Il territorio corrisponde alla Regione ecclesiastica Calabria ed è suddiviso in 11 diocesi ed un'eparchia così ripartite:

Le minoranze religiose cristiane comprendono: Testimoni di Geova in costante crescita, Ortodossi (particolarmente in provincia di Reggio, dati gli antichi legami con la Grecia), Cattolici Italo-Greci, Riformisti-Protestanti (Valdesi, Evangelisti, Mormoni). Altre religioni praticate sono: Islam, Induismo, Bahá'í.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Mappa delle Aziende Sanitarie Provinciali e dei relativi Distretti Sanitari
Mappa della Strutture sanitarie in Calabria al 2011

Il servizio sanitario della Calabria è organizzato comprendendo cinque "aziende sanitarie provinciali" e quattro "aziende ospedaliere". Ciascuna delle cinque ASP è a sua volta suddivisa in zone-distretto. Tale organizzazione territoriale fu creata a seguito della Legge regionale n. 9 dell'11 maggio 2007[17], che accorpò le 11 "Aziende Sanitarie Locali" in cinque Aziende Sanitarie Provinciali.

Questo è l'elenco delle ASP:

Le quattro aziende ospedaliere sono invece le seguenti:

Inoltre in tutto il territorio regionale sono presenti 30 ospedali pubblici così ripartiti:

  • ASP Catanzaro: P.O. di Lamezia Terme, P.O. di Soveria Mannelli, P.O. di Soverato e "San Biagio" di Chiaravalle Centrale;
  • ASP Cosenza: P.O. di Castrovillari, P.O. di Lungro, P.O. di Mormanno, P.O. di San Marco Argentano, "Nicola Giannettasio" di Rossano, "Guido Campagna" di Corigliano Calabro, P.O. di Cariati, "Guido Chidichimo" di Trebisacce, "San Francesco" di Paola, P.O. di Praia a Mare, P.O. di Cetraro, P.O. di San Giovanni in Fiore, "Beato Angelo" di Acri;
  • ASP Crotone: "San Giovanni di Dio" di Crotone;
  • ASP Vibo Valentia: P.O. di Vibo Valentia, P.O. di Serra San Bruno, P.O. di Soriano Calabro, P.O. di Tropea;
  • ASP Reggio Calabria: "Francesco Pentimalli" di Palmi, "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena, "Giovanni XXIII" di Gioia Tauro, P.O. di Locri, "Tiberio Evoli" di Melito Porto Salvo, "Maria Pia di Savoia" di Oppido Mamertina, "Scillesi d'America" di Scilla e "Principessa di Piemonte" di Taurianova.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite nei capoluoghi di provincia[18] prodotto in Calabria dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
26.344,4 27.680,0 28.574,7 29.685,4 31.073,3 31.616,7 32.507,7
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
13.019,9 13.742,4 14.226,9 14.773,2 15.457,0 15.754,8 16.244,1

Di seguito la tabella che riporta il PIL[18], prodotto in Calabria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.341,2 4,13% 1,84%
Industria in senso stretto € 2.851,8 8,77% 18,30%
Costruzioni € 2.013,3 6,19% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 6.301,6 19,39% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 6.856,6 21,09% 24,17%
Altre attività di servizi € 9.408,7 28,94% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 3.734,5 11,49% 10,76%
PIL Calabria ai prezzi di mercato € 32.507,7

È Cosenza la prima città calabrese per quanto riguarda il reddito pro capite denunciato al fisco. Il dato emerge dalla classifica stilata dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia sulla base delle dichiarazioni fiscali del 2011[19]. A Cosenza la media pro capite di reddito è di 25.173,02 euro, seguono Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio e Crotone. La regione presenta un alto tasso di evasione fiscale e di lavoro nero, sempre secondo i dati del Ministero delle finanze le città di Catanzaro e Reggio Calabria guidano la classifica regionale con tassi che sfiorano il 50%.

Di seguito la tabella con i relativi redditi medi dei capoluoghi di provincia:

Stemma Capoluoghi di Provincia Provincia Reddito annuo pro-capite in Euro[20]
Cosenza-Stemma.png Cosenza Provincia di Cosenza 25.173,02
Catanzaro-Stemma.png Catanzaro Provincia di Catanzaro 24.926,56
Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia Provincia di Vibo Valentia 23.292,38
Reggio Calabria Stemma.png Reggio Calabria Provincia di Reggio Calabria 23.265,30
Crotone-Stemma.png Crotone Provincia di Crotone 22.052,90

Criminalità organizzata[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 'Ndrangheta.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università statali:

Università telematiche:

  • Università telematica Calabria (UniTelCal), di Palmi[21]

Istituti artistici di livello universitario:

Istituti di alta formazione artistica riconosciuti ex lege 508/99:

Istituti di formazione religiosa di livello universitario:

Istituti di ricerca:

Musica[modifica | modifica sorgente]

Nel panorama della musica sinfonica e operistica grande ruolo ricoprono tra gli artisti calabresi i due nomi di Francesco Cilea (autore tra le altre dell'Adriana Lecouvreur) e Nicola Antonio Manfroce, entrambi nati a Palmi.

Nel panorama moderno e contemporaneo vi sono diversi artisti calabresi che hanno legato il proprio nome alla tradizione cantautorale italiana, quali Mino Reitano, Mia Martini e la sorella Loredana Bertè, Rino Gaetano e Sergio Cammariere; mentre nella musica rock hanno avuto riscontro anche internazionale le formazioni dei JetLag (autori di un ricercato Jazz rock di matrice progressive) e Il Parto delle Nuvole Pesanti (creatori di un genere definibile "rock calabrese").

La Calabria inoltre vanta una lunga tradizione popolare legata alle diverse sfaccettature della sua cultura, direttamente legata alle molteplici popolazioni che su questa terra hanno lasciato traccia, queste tradizioni sono state portate alla ribalta dai Re Niliu negli anni ottanta, mentre oggi dai QuartAumentata, dai Mattanza, dai Kalamu, dai Totarella e da Mimmo Cavallaro e i TaranProject con la partecipazione di Cosimo Papandrea.

A partire dalla fine degli anni settanta si cominciò a incidere anche la musica folkloristica calabrese, genere spesso intriso della satira tipica dei diversi artisti, prevalentemente sotto l'etichetta Elca Sound, che hanno portato il folk calabro in giro per il mondo, tra cui per citarne alcuni: Otello Profazio, i Calabruzi e Micu u pulici.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

(di rilevanza nazionale o internazionale)

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali calabresi e Cucina Calabrese.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La regione è divisa in cinque province:

  • Catanzaro Catanzaro (15,9% della superficie regionale e 80 comuni)
  • Cosenza Cosenza (44,1% della superficie regionale e 155 comuni)
  • Crotone Crotone (istituita nel 1992, 11,4% della superficie regionale e 27 comuni)
  • Reggio Calabria Reggio Calabria (21,1% della superficie regionale e 97 comuni)
  • Vibo Valentia Vibo Valentia (istituita nel 1992, 7,6% della superficie regionale e 50 comuni)

Aree urbane e metropolitane[modifica | modifica sorgente]

[29][30]

Aree urbane con continuità territoriale
Area Area urbana Cluster Area Metro Regione Metro Note
Reggio Calabria 204.579 266.972 550.813 2.409.813 RM "Arco dello Stretto" con Messina, Catania e Siracusa
Cosenza 135.121 198.258 289.485 782.139 RM "Dorsale calabra"
Catanzaro 114.385 164.416 299.520 Dorsale calabra
Vibo Valentia 87.245 145.683 299.520 Dorsale calabra
Lamezia Terme 70.887 145.683 Catanzaro Dorsale calabra
Crotone 62.237 88.788 123.937 -
Gioia Tauro Rosarno 47.803 145.243 Reggio Calabria Arco dello Stretto
Corigliano Calabro 39.736 77.600 Piana di Sibari Dorsale calabra
Rossano 37.864 - Piana di Sibari Dorsale calabra
Locri 37.494 - 91.866 -
Palmi 34.450 - Reggio Calabria Arco dello Stretto

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sfruttamento del territorio calabrese ed insediamenti urbani

Si tratta di una delle regioni italiane più povere, nonostante l'alto tasso di economia sommersa non faccia in modo di poter quantificare l'effettiva ricchezza della Regione. La presenza di una delle principali organizzazioni criminali, la lontananza dei mercati e la carenza cronica di infrastrutture infatti rende il tessuto economico calabrese notevolmente fragile e troppo legato alle variazioni economiche congiunturali.

Varie zone della regione basano l'intera economia sul turismo estivo soprattutto lungo la costa Ionica catanzarese, nell'area tirrenica reggina e nell'area tirrenica cosentina e reggina, su tutto il versante costiero della provincia di Vibo Valentia. Discretamente sviluppato, nonostante le potenzialità, il turismo invernale in Sila.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vini della Calabria.

Nel settore primario, l'agricoltura è sviluppata soprattutto nella coltivazione di ulivi (la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio, dopo la Puglia), di viti e di agrumi(uno di essi è il bergamotto che è alla base di molti profumi). Il principale mercato agricolo è Catanzaro sede del COMALCA il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra ed anche la pesca è discretamente sviluppata.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Nel settore secondario sono ancora troppo poco sviluppate le industrie alimentari e tessili; nelle zone di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria sono sorte industrie petrolchimiche, metalmeccaniche e chimiche.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Il settore terziario è molto sviluppato a Catanzaro, mentre sono importanti centri commerciali Lamezia Terme e Cosenza.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Un angolo di Tropea
Caratteristico antico borgo di Scilla

La principale risorsa turistica calabrese è il mare, con una lunghissima costa affacciata su tre mari (Tirreno, Ionio e Stretto di Messina), una particolare ricchezza della fauna ittica italiana, in un paesaggio che alterna spiagge e scogliere. Lo scarso sviluppo industriale e l'assenza di grandi città sulla gran parte del territorio ha permesso di preservare per lungo tempo il mare incontaminato, e la Calabria è tuttora considerata un paradiso naturalistico. Gli arrivi nel 2007 sono stati di 1.325.825 italiani e 242.694 stranieri[31].

Il poeta Gabriele d'Annunzio definì il lungomare di Reggio Calabria "il più bel chilometro d'Italia", favorita dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici (Reggio, Locri, Taureana, Crotone, Sibari e Scolacium solo per citarne alcuni) e di bellezze naturali che suscitano l'interesse dei visitatori. Negli ultimi anni si è investito sulla capacità ricettiva di strutture alberghiere, favorendo un incremento delle presenze nella regione.

Le più rinomate località costiere sono: Tropea, Pizzo Capo Vaticano, Reggio Calabria, Soverato, Scilla, Scalea, Sellia Marina, Montepaone, Montauro, Copanello, Palmi, Diamante, Paola, Fiumefreddo Bruzio (uno dei borghi più belli d'Italia), Amantea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo, Roseto Capo Spulico, Corigliano Calabro, Cirò Marina e Roccella Ionica.

Oltre alle ben conosciute mete turistiche costiere, anche l'entroterra calabrese è ricco di storia, di tradizioni, ma anche e soprattutto di arte e cultura. Tra le città culturali più importanti spicca Cosenza che dal 2008 è stata riconosciuta "città d'arte" dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città[32] nota come l'Atene della Calabria". Fortezze, chiese, necropoli, boschi e bacini naturalistici sono elementi caratterizzanti le aree interne delle province di Reggio, Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Il turismo montano si sviluppa soprattutto nella Sila e sull'Aspromonte, dichiarati Parchi Nazionali, che dispongono di infrastrutture per gli sport invernali, soprattutto nei centri di Camigliatello, Lorica e Gambarie.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti della Calabria.

Strade[modifica | modifica sorgente]

L'autostrada A3 e le principali strade statali della Calabria con legenda

La regione è poi attraversata da numerose strade statali che collegano tra loro le principali città ed i centri minori:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie dello Stato:

Ferrovie della Calabria:

Porti[modifica | modifica sorgente]

Porto di Gioia Tauro
  • Porto di Gioia Tauro (I classe): infrastruttura industriale ed è il più grande scalo commerciale del mediterraneo;
  • Porto di Reggio Calabria (II classe): sede della direzione marittima della regione è un'infrastruttura a carattere commerciale/industriale con una parte dedicata alla nautica da diporto, è collegato prevalentemente con Messina, con le Isole Eolie e con Malta. Con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno, è il primo della regione e il secondo in Italia nel settore[33];
  • Porto di Villa San Giovanni (II classe): è una struttura orientata esclusivamente ai trasporti, collega infatti il traffico ferroviario ed il grande traffico stradale tra Calabria e Sicilia;
  • Porto di Vibo Marina (II classe): a funzione turistica, commerciale e industriale;
  • Porto di Crotone (II classe): con un bacino mercantile e uno per la pesca e il diporto;
  • Porto di Corigliano (II classe): grande scalo, commerciale-peschereccio;
  • Porto di Palmi (II classe): scalo turistico peschereccio e porto rifugio della Costa Viola, sorge nel litorale della Tonnara;
  • Porto di Cirò Marina (IV classe): scalo turistico peschereccio, è destinato alla pesca locale e al diporto;
  • Porto di Tropea (IV classe): a funzione prevalentemente turistica.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

La regione è dotata di tre aeroporti, di cui uno con continuità di voli internazionali:

Di seguito la tabella con i dati complessivi del traffico passeggeri dei tre aeroporti calabresi:

Aeroporti della Calabria
Aeroporto Lamezia.jpg Pista Aeroporto Reggio Calabria.jpg Aeroporto di Crotone.jpg
Aeroporto di Lamezia Terme Aeroporto di Reggio Calabria Aeroporto di Crotone
Anno Passeggeri
2012 2.934.326
2011 2.985.389
2010 2.568.663
2009 2.208.460
2008 2.131.615
2007 2.148.330
2006 2.069.146
2005 1.646.431
2004 1.650.588
2003 1.664.284
2002 1.392.887
2001 1.129.516
2000 1.376.383

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Calabria.

Lo sport in Calabria è praticato in molti settori, sia a livello agonistico che amatoriale, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ db-city.com
  2. ^ a b Dato Istat al 31/12/2013
  3. ^ PIL pro capite a parità di potere d'acquisto, dati Istat relativi al 2009
  4. ^ a b c van Dijk, J.P. (1992); "Late Neogene fore-arc basin evolution in the Calabrian Arc (Central Mediterranean). Tectonic sequence stratigraphy and dynamic geohistory. With special reference to the geology of Central Calabria". Geologica Ultrajectina, 92, 288 pp.; si vedano i riferimenti nella lista bibliografica di quest'opera, e anche: van Dijk, J.P., Bello, M., Brancaleoni, G.P., Cantarella, G., Costa, V., Frixa, A., Golfetto, F., Merlini, S., Riva, M., Toricelli, S., Toscano, C., and Zerilli, A. (2000); "A new structural model for the northern sector of the Calabrian Arc". Tectonophysics, 324, 267-320.
  5. ^ Zone sismiche - INGV
  6. ^ http://xoomer.virgilio.it/hdlcam/italo.htm.
  7. ^ http://micheletimpano.blogspot.com/p/san-giorgio-morgeto.html.
  8. ^ Luigi Caruso, Storia di Cosenza, Edizioni di Storia Patria, 1970
  9. ^ Secondo
  10. ^ Istituto di storia del Risorgimento italiano Comitato cosentino, I martiri cosentini del 15 marzo 1844 : celebrazione ad iniziativa della consulta del comitato cosentino del Regio Istituto di storia del Risorgimento italiano: 15 marzo 1937, Cosenza, SCAT, 1937.
  11. ^ Felice Venosta, I fratelli Bandiera e loro compagni martiri a Cosenza : notizie storiche, Milano, C. Barbini, 1863.
  12. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p. 138.
  13. ^ Nomi d'Italia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2009, p. 70.
  14. ^ Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, I, p. 665.
  15. ^ Dato Istat al 30/11/2013
  16. ^ demo.istat – Stranieri residenti al 31 dicembre 2010. URL consultato il 28 settembre 2011.
  17. ^ http://www.regione.calabria.it/sanita/allegati/contesto_organizzativo_inserito_portale.pdf
  18. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  19. ^ La classifica dei redditi nei comuni calabresi stilata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia 2011
  20. ^ La classifica dei redditi nei comuni capoluogo di provincia:regione Calabria - Il Sole 24 ORE
  21. ^ Sito dell'Università telematica Calabria
  22. ^ Sito dell'Accademia internazionale dell'arte
  23. ^ Sito del Politecnico universitario internazionale "Scientia et ars"
  24. ^ Sito dell'Istituto di ricerca regionale educativa di Catanzaro
  25. ^ Sito dell'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) di Cosenza
  26. ^ Scheda UNESCO della "Rete delle grandi macchine a spalla italiane
  27. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  28. ^ Comunicato stampa Comune di Cosenza
  29. ^ http://www.cityrailways.it/storage/pdf/01_urbanismi%20italiani_v1-prot.pdf
  30. ^ http://www.cityrailways.it/storage/pdf/02_urbanismi%20italiani_tavole_v1-prot.pdf
  31. ^ Dati Istat 2007
  32. ^ CITTA'%20D'ARTE ASCA (agenzia stampa quotidiana nazionale)
  33. ^ dati Istat 2006, vedi Lista dei porti italiani per flusso di passeggeri.

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