Agazio Loiero

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Agazio Loiero
Agazio Loiero a Levico.jpg

Presidente della Regione Calabria
Durata mandato 20 aprile 2005 –
29 marzo 2010
Predecessore Giuseppe Chiaravalloti
Successore Giuseppe Scopelliti

Ministro per i Rapporti col Parlamento
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Gian Guido Folloni
Successore Patrizia Toia

Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Katia Bellillo
Successore Enrico La Loggia

Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Durata mandato 10 maggio 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Alberto Ronchey (da Ministro)
Successore Giampaolo D'Andrea

Segretario federale del
Movimento per le Autonomie
con Giovanni Pistorio
Durata mandato 26 luglio 2012 –
12 gennaio 2013
Predecessore Raffaele Lombardo

Dati generali
Partito politico Movimento per le Autonomie (dal 2011)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-1996)
CCD (1996-1998)
UDR (1998-1999)
UDEUR (1999-2002)
DL (2002-2006)
PDM (2006-2007)
PD (2007-2011)
on. Agazio Loiero
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Agazio Loiero
Professione Consulente editoriale
Legislatura X, XI, XIV
Gruppo Democrazia Cristiana (X, XI)
Margherita-L'Ulivo (XIV)
Coalizione L'Ulivo (XIV)
Circoscrizione Calabria
Pagina istituzionale
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Legislatura XIII
Gruppo CCD, UDEUR
Circoscrizione Calabria
Collegio 4 - Catanzaro
Pagina istituzionale

Agazio Loiero (Santa Severina, 14 gennaio 1940) è un politico italiano, già deputato, senatore, ministro, è stato presidente della Giunta regionale della Calabria dal 2005 al 2010.

Ha iniziato la sua attività politica nella Democrazia Cristiana e, dopo il suo scioglimento, ha militato nel PPI e nel CCD. Da deputato, ha in seguito aderito al progetto dell'UDR e dell'UDEUR collocandosi nell'area del centrosinistra. Ha dunque militato nella Margherita e ha fondato, nel 2006, il Partito Democratico Meridionale rivolto a dare un assetto federale al nascente Partito Democratico, di cui è stato tra i 45 fondatori. Ha infine lasciato il PD aderendo al movimento regionale "Autonomia e Diritti" e in seguito al Movimento per le Autonomie dove è stato nominato coordinatore nazionale il 22 ottobre 2011 carica che ricopre fino al 26 luglio 2012 quando viene nominato nuovo Segretario federale del Movimento per le Autonomie assieme a Giovanni Pistorio, lascia la carica di segretario del Movimento per le Autonomie il 12 gennaio 2013 quando il Presidende Raffaele Lombardo si candida con il centrodestra.

Originario di Santa Severina, in provincia di Crotone, vive a Catanzaro. Laureato in lettere e filosofia, è giornalista pubblicista; ha scritto per il Messaggero, la Gazzetta del Sud e l'Unità. Sua figlia è Valentina Loiero, inviata del TG5.

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Militante della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale di Catanzaro (dal 1980) e segretario provinciale della DC (dal 1984). È stato eletto deputato nel 1987 e riconfermato, per il secondo mandato consecutivo, nel 1992.

Nel 1994 come esponente del Partito Popolare Italiano, nato in seguito all'opera di rinnovamento della DC, viene candidato per il Patto per l'Italia nel collegio uninominale di Catanzaro, senza però risultare eletto deputato. Viene eletto senatore nelle successive elezioni del 1996 candidato dal Centro Cristiano Democratico (CCD). Nel prosieguo degli anni, seguendo la corrente di Francesco Cossiga e Clemente Mastella che guida un gruppo di parlamentari del CCD che si allontanano dal centrodestra, aderisce prima al progetto neo-centrista dell'UDR e poi all'UDEUR.

Da ministro a presidente della Calabria[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 1998, in seguito alla costituzione del primo Governo D'Alema viene nominato sottosegretario ai Beni Culturali; nel dicembre del 1999, diventa invece ministro per i Rapporti col Parlamento nel D'Alema bis; nell'aprile 2000 assume invece la delega di ministro per gli Affari regionali nel neo-costituito Governo Amato.

Alle successive elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio uninominale di Isola di Capo Rizzuto, in rappresentanza della coalizione di centrosinistra nell'ambito della nuova aggregazione centrista e riformista della Margherita, di cui l'UDEUR inizialmente fa parte. Quando i soggetti promotori si fondono per costituire un vero e proprio partito unico (nonostante l'UDEUR non vi aderisca), Loiero rimane nel gruppo parlamentare della Margherita e aderisce al nuovo partito, di cui diventa un esponente di primo piano a livello nazionale con la nomina a vicepresidente del gruppo parlamentare alla Camera.

Il congresso regionale della Margherita nel 2004 lancia la sua candidatura ai partiti del centrosinistra come presidente della Regione Calabria. L'investitura vien formalizzata il 28 novembre, quando ottiene l'82% dei consensi alle prime Primarie tenute in Italia a Lamezia Terme. Il suo avversario è il Rettore dell'Università della Calabria, prof. Gianni Latorre. Alle successive elezioni regionali del 2005 viene eletto presidente della Regione (guidando la coalizione de L'Unione) con il 59% dei voti, prevalendo con un margine di 20 punti sul candidato del centrodestra e sindaco in carica di Catanzaro Sergio Abramo.

Durante i primi mesi del suo mandato riceve quattro minacce di morte che sembrano provenire da esponenti della 'Ndrangheta. Loiero è vissuto fino a quasi tutto il 2012 sotto scorta[1].

La fondazione del PDM e gli sviluppi successivi[modifica | modifica sorgente]

A distanza di un anno, e alla vigilia delle elezioni politiche del 2006 si auto-sospende dalla Margherita per una serie di incomprensioni e accusando il partito nazionale della mancata partecipazione nella formazione delle liste: così, annuncia di voler sostenere una lista alternativa, supportato dal sostegno di alcuni consiglieri e assessori regionali e da rappresentanti territoriali della Margherita calabrese.

Nel marzo 2006, proprio in seguito a questa decisione, Loiero e i suoi fedelissimi abbandonano la Margherita e danno vita ad un nuovo soggetto di stampo meridionalista, il Partito Democratico Meridionale, che si propone l'obiettivo di sollecitare la nascita del "Partito Democratico" già in cantiere a livello nazionale su proposta di Romano Prodi, considerato l'approdo finale del movimento. Alle elezioni politiche, il PDM candida suoi esponenti nella Lista Consumatori-Democrazia Cristiana, che in Calabria ottiene il 5% e riesce ad eleggere un senatore (Pietro Fuda) che al senato rappresenterà la Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza.

La decisione di Loiero di fondare un nuovo partito sconvolge gli equilibri politici del centrosinistra calabrese: in Giunta regionale, i partiti, ed in primo luogo la Margherita, chiedono un rimpasto che si svolge negli ultimi mesi del 2006 in cui non mancano momenti di scontro tra Loiero e i rappresentanti DS e DL alla Regione, soprattutto in merito alla gestione dei fondi strutturali concessi dall'Unione Europea per il 2007-2013.

A maggio 2007 viene nominato fra i 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico. In occasione delle elezioni primarie costitutive del PD (ottobre 2007), annuncia il suo sostegno alla candidatura di Rosy Bindi a segretario nazionale[2], che in Calabria raggiunge il suo risultato più alto (30%).

Nel frattempo la Giunta regionale guidata da Loiero si caratterizza per i tagli all'apparato burocratico regionale, con una drastica riduzione delle ASL che vengono rese provinciali (passano da undici a cinque), delle Comunità Montane, dei Consorzi di Bonifica.

A giugno 2008 viene ridotta l'entità della sua scorta[3].

Ad ottobre 2009 viene eletto nell'assemblea nazionale del PD come capolista dell'aggregazione "La Calabria con Bersani", di cui è promotore, a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani a segretario nazionale.

La sconfitta alle elezioni regionali 2010 e la nomina a Segretario federale del MPA[modifica | modifica sorgente]

Su sua proposta, il Consiglio Regionale della Calabria approva una legge che istituzionalizza le "primarie" per la scelta del candidato alla carica di Presidente della Regione, prevedendo che i vari schieramenti possano organizzare delle apposite consultazioni di cui saranno tenuti a rispettare l'esito. Il Consiglio Regionale approva una norma che fa slittare l'applicazione della legge alla legislatura seguente, tuttavia il Partito Democratico decide di organizzare ugualmente le consultazioni primarie, che si svolgono il 14 febbraio 2010 e che riconfermano, malgrado un'ampia parte del Pd proveniente dai DS si batta per un candidato a lui alternativo, Loiero come candidato presidente con il 54%, facendolo prevalere sui due sfidanti. Entrambi provenienti dal vecchio PCI, uno dei quali è Giuseppe Bova, Presidente del Consiglio regionale in carica.

Alle elezioni regionali, che si tengono il 28 e 29 marzo 2010, guida la coalizione di centrosinistra composta dal PD e dai partiti minori della sinistra (senza il sostegno dell'Italia dei Valori, che promuove una candidatura autonoma). Viene sconfitto dal candidato del centrodestra, Giuseppe Scopelliti, fermandosi al 32,2% dei consensi.

Il 2 febbraio 2011 annuncia l'abbandono del PD, con un atteggiamento critico nei confronti del segretario Bersani per la gestione commissariale del partito in Calabria. Aderisce al gruppo consiliare del movimento "Autonomia e Diritti", lista da lui ispirata nelle precedenti elezioni provinciali e regionali. Il 22 settembre 2011, nel frattempo rimasto unico consigliere regionale del gruppo A&D,si federa mantenendo la propria autonomia con il Movimento per le Autonomie fondato dal governatore siciliano Raffaele Lombardo. Il 22 ottobre 2011 viene nominato nuovo coordinatore nazionale del Movimento per le Autonomie carica che mantiene fino al 26 luglio 2012, quando viene nominato dal Comitato Federale del movimento nuovo segretario federale, assieme a Giovanni Pistorio; i due succedono alla guida del Partito a Raffaele Lombardo, dimessosi dall'incarico. Il 12 gennaio 2013 Loiero lascia il Movimento per le Autonomie[4], quando l'ex Presidente della Regione Siciliana decide di portare a destra l'MpA, restando nel centrosinistra con il suo movimento Autonomia e diritti[5].

Circostanze giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Fondi neri Sisde[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 viene imputato per peculato e abuso d'ufficio in uno dei tanti filoni dello scandalo dei fondi neri SISDE: l'accusa è di aver usato in un ufficio creato dell'on Vincenzo Scotti, all'epoca Ministro dell'Interno, segretarie assunte e stipendiate dal servizio segreto civile per mettere in piedi un ufficio raccomandazioni personali. Tali capi d'accusa decadono nel 2000 per assoluzione.

'Ndrangheta: assolto su richiesta del PM[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994 La Procura antimafia di Reggio Calabria chiede ed ottiene il rinvio a giudizio di Loiero per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito del processo tirreno che vide coinvolte le famiglie 'ndranghetiste dei Piromalli-Molè, secondo l'accusa:Loiero avrebbe offerto in campo politico-istituzionale, ove poteva operare nella sua veste di deputato, favori, raccomandazioni e vantaggi economici nel settore delle opere pubbliche finanziate dallo Stato o da altri enti pubblici che interessavano l’associazione mafiosa, in cambio anche dell’appoggio in occasione delle competizioni elettorali. Fac-simili elettorali di Agazio Loiero furono trovati a casa di un affiliato al clan Piromalli ma nel 1997 Loiero venne assolto dalla Corte d'assise di Palmi perché il fatto non sussiste in quanto la 'ndrina dei Piromalli aveva tentato di conquistare l'allora Deputato Loiero per la costruzione della centrale Enel di Gioia Tauro ma senza riuscirci poiché Loiero si oppose a quella centrale, l'assoluzione era stata chiesta dalla pubblica accusa in sede di requisitoria[6][7]. Un processo nel quale Loiero era entrato da imputato e ne è uscito da parte lesa.

Inchiesta Why not: assolto dalla suprema Corte di Cassazione per "non aver commesso il fatto"[modifica | modifica sorgente]

L'ex Presidente della Regione Calabria Loiero è stato coinvolto anche nell'Inchiesta Why Not condotta dall'allora Pubblico Ministero Luigi de Magistris,un'indagine nata per far luce su presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo della Calabria, il politico è stato accusato per il reato di abuso d'ufficio; indagato e rinviato a giudizio, Assolto in primo grado con Rito abbreviato, in appello(gennaio 2012) la Corte d'appello di Catanzaro lo condanna ad un anno di reclusione sempre con Rito abbreviato[8]. Il 2 ottobre 2013 la Corte di cassazione lo assolve definitivamente per non aver commesso il fatto[9]. Assoluzione senza rinvio.

Inchiesta sanità: assolto su richiesta del PM[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre 2006 gli viene notificato un avviso di garanzia per un suo coinvolgimento in un'indagine sulla sanità in Calabria, condotta dal pubblico ministero Luigi de Magistris; Loiero viene accusato di associazione a delinquere e turbativa d'asta, ma il 29 febbraio 2008 l'imputato Loiero viene prosciolto dal Giudice dell'udienza preliminare, anche questa volta, su richiesta del PM[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente della Regione Calabria Successore Coat of arms of Calabria.svg
Giuseppe Chiaravalloti 20 aprile 2005 - 29 marzo 2010 Giuseppe Scopelliti
Predecessore Ministro per gli Affari Regionali Successore Emblem of Italy.svg
Katia Belillo 25 aprile 2000 - 11 giugno 2001 Enrico La Loggia
Predecessore Ministro per i Rapporti col Parlamento Successore Emblem of Italy.svg
Gian Guido Folloni 22 dicembre 1999 - 25 aprile 2000 Patrizia Toia
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Successore Emblem of Italy.svg
Alberto Ronchey (da Ministro) 10 maggio 1998 - 22 dicembre 1999 Giampaolo D'Andrea
Predecessore Deputato del Collegio Uninominale Isola di Capo Rizzuto Successore
Rosario Olivo 2001 - 2006 nuova legge elettorale