Agazio Loiero

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Stemma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Agazio Loiero
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Luogo nascita Santa Severina
Data nascita 14 gennaio 1940
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione Consulente editoriale
Partito
Legislatura X, XI, XIV
Gruppo
Coalizione
Circoscrizione
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
[ Pagina istituzionale]
Stemma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen.
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Titolo di studio
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Legislatura XIII
Gruppo CCD, UDEUR
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Incarichi parlamentari
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Agazio Loiero (Santa Severina14 gennaio 1940) è un politico italiano. Già ministro degli Affari regionali, dal 2005 è presidente della Giunta regionale della Calabria.

Esponente del Partito Democratico, ha militato nella Democrazia Cristiana, nel CCD, nel CDU, nell'UDR, nell'UDEUR, nella Margherita e ha fondato, nel 2006, il Partito Democratico Meridionale confluito nel Partito Democratico.

Indice

[modifica] Primi anni

Originario di Santa Severina, in provincia di Crotone, vive a Catanzaro. Laureato in lettere e filosofia, è giornalista pubblicista, ha scritto per il Messaggero, la Gazzetta del Sud e l'Unità.

Militante della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale di Catanzaro (dal 1980) e segretario provinciale della DC (dal 1984). È stato eletto deputato nel 1987 e riconfermato, per il secondo mandato consecutivo, nel 1992.

Nel 1994 come esponente del Partito Popolare, nato in seguito all'opera di rinnovamento della DC, viene candidato per il Patto per l'Italia nel collegio uninominale di Catanzaro, senza però risultare eletto deputato. Viene eletto senatore nelle elezioni politiche successive candidato dal Centro Cristiano Democratico (CCD). Nel prosieguo degli anni, seguendo la corrente di Clemente Mastella che guida un gruppo di parlamentari del CCD, allontanatesi dalla Casa delle libertà. Aderisce, così, all'UDR prima e all'UDEUR successivamente, componenti più favorevoli alla collaborazione con il centrosinistra.

[modifica] Da ministro a presidente della Calabria

Nell'ottobre 1998, in seguito alla costituzione del primo Governo D'Alema viene nominato sottosegretario ai Beni Culturali; nel dicembre del '99, diventa invece ministro per i Rapporti col Parlamento nel D'Alema bis; nell'aprile 2000 assume invece la delega di ministro per gli Affari regionali nel neo-costituito Governo Amato.

Alle successive elezioni politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Isola di Capo Rizzuto, in rappresentanza della coalizione di centrosinistra nell'ambito della nuova aggregazione centrista e riformista della Margherita, di cui l'UDEUR inizialmente fa parte. Quando la Margherita decide di diventare un vero e proprio partito unitario, nonostante il fatto che l'UDEUR scelga di staccarsene e di proseguire la sua strada autonomamente, Loiero rimane nella Margherita e diventa un esponente di primo piano a livello nazionale del partito guidato da Francesco Rutelli.

Viene nominato vicepresidente del gruppo parlamentare della Margherita e, mentre svolge la sua attività di deputato, nel 2004 viene proposto dal suo partito come candidato alla presidenza della Regione Calabria. L'investitura si formalizza il 28 novembre 2004, quando ottiene il consenso dell'80% dell'assemblea dei delegati del centrosinistra riunita a Lamezia Terme successivamente a una consultazione degli iscritti. Con le elezioni regionali del 2005, nella coalizione dell'Unione, viene eletto presidente con oltre il 60% dei voti, prevalendo sul candidato del centrodestra e già sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Durante i primi mesi del suo mandato riceve quattro minacce di morte che sembrano provenire da esponenti della 'Ndrangheta. Loiero vive da allora sotto scorta. [1]

[modifica] La fondazione del PDM e gli sviluppi recenti

A distanza di un anno, e alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, decide di autosospendersi dalla Margherita per una serie di incomprensioni interne e accusando una scarsa rappresentatività a livello nazionale nella formazione delle liste: così, annuncia di voler sostenere una lista alternativa, supportato dal sostegno di alcuni consiglieri e assessori regionali e da rappresentanti territoriali della Margherita calabrese. Nel marzo 2006, proprio in seguito a questa decisione, Loiero e i suoi fedelissimi non vengono più considerati sostenitori del partito (ovvero la loro militanza nel partito viene considerata "cessata").

Loiero fonda quindi il Partito Democratico Meridionale, un soggetto politico che alle elezioni politiche si schiera per i candidati della Lista Consumatori e che si pone, sempre all'interno del centrosinistra e nell'ambito della leadership di Romano Prodi, in una condizione di attesa verso la nascita del "Partito Democratico", proposto da Prodi per mettere insieme definitivamente le componenti dell'alleanza dell'Ulivo. La Lista Consumatori in Calabria ottiene il 5% sia alla Camera sia al Senato e riesce ad eleggere un senatore, Pietro Fuda, vicino a Loiero.

La decisione di Loiero di fondare un nuovo partito sconvolge gli equilibri politici del centrosinistra calabrese: in Giunta regionale, i partiti chiedono un rimpasto anche alla luce del fatto che la Margherita, in pratica, era rimasta senza rappresentanti nell'esecutivo (in quanto anche l'unico assessore DL aveva aderito al partito di Loiero). Questa rimodulazione si svolge a settembre del 2006, con la nascita di una nuova giunta regionale (Loiero-bis).

La crisi, tuttavia, si ripeterà nuovamente alcuni mesi dopo: oggetto del contendere, in questa circostanza, è la gestione dei fondi strutturali che l'Unione europea eroga in favore degli enti locali per il periodo 2007-2013. Loiero nomina un dirigente di sua fiducia, mentre i Democratici di Sinistra, sostenuti dalla |Margherita, chiedono una gestione collegiale.

Così, a novembre, il vicepresidente Nicola Adamo e l'assessore alla Salute Doris Lo Moro (esponenti dei DS) si dimettono dalla Giunta regionale, seguiti a ruota dall'assessore Demetrio Naccari Carlizzi della Margherita: i DS e la Margherita si costituiscono come l'Ulivo e affrontano le varie situazioni in maniera unitaria. Nelle settimane successive si autosospende anche l'assessore di Rifondazione Comunista e preoccupazioni vengono espresse dai Popolari UDEUR.

Il 22 dicembre 2006, Loiero annuncia al Consiglio regionale la risoluzione della crisi, che prevede l'istituzione di un'apposita delega alla gestione dei fondi comunitari ad un nuovo assessore dell'Ulivo. Nasce, così, il Loiero-ter, che ricalca praticamente la Giunta precedente ad eccezione di un componente.

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Subito dopo si è candidato nelle primarie del Partito Democratico in una lista che sostiene Rosy Bindi.

[modifica] Circostanze giudiziarie

Nel 1994 viene imputato per peculato e abuso d'ufficio in uno dei tanti filoni dello scandalo dei fondi neri SISDE: l'accusa è di aver usato segretarie assunte e stipendiate dal servizio segreto civile per mettere in piedi un ufficio raccomandazioni personali. Tali capi d'accusa decadono nel 2000 per prescrizione.

Nel novembre 2006 gli viene notificato un avviso di garanzia per un suo coinvolgimento in un'indagine sulla sanità in Calabria, condotta dal pubblico ministero Luigi de Magistris; nel novembre 2007 viene chiesto il rinvio a giudizio per Loiero ed altri ed è in corso l'udienza preliminare davanti al giudice del tribunale di Catanzaro.

[modifica] Note

  1. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/23/loiero_minacce.shtml

[modifica] Curiosità

[modifica] Collegamenti esterni

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