Palmi

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Palmi
comune
Palmi – Stemma Palmi – Bandiera
(dettagli)
Palmi vista dal Monte Sant'Elia
Palmi vista dal Monte Sant'Elia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Giovanni Barone[1] (UdC) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 38°22′00″N 15°51′00″E / 38.366667°N 15.85°E38.366667; 15.85 (Palmi)Coordinate: 38°22′00″N 15°51′00″E / 38.366667°N 15.85°E38.366667; 15.85 (Palmi)
Altitudine 228[2] m s.l.m.
Superficie 32,12[8] km²
Abitanti 19 033[9] (31-05-2014)
Densità 592,56 ab./km²
Frazioni Ciambra[3], Cola di Reggio[4], Croce Trodio[4], Forcanello, Girone, Marina di Palmi, Palmi Scalo[4], Pietrenere[4], Pille[4], Pomtevecchio, Prato[4], Prato Superiore, Profania[4], San Fantino[4], San Filippo, San Miceli, Sant'Elia[4], Scinà[4], Taureana[4], Tonnara[4], Vitica[5]
Comuni confinanti Gioia Tauro, Seminara[6]
Altre informazioni
Cod. postale 89015[6]
Prefisso 0966[6]
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080057
Cod. catastale G288
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona B, 888 GG[10]
Nome abitanti palmesi
Patrono San Nicola[6][7]
Giorno festivo 6 dicembre[6][7]
Soprannome La terrazza sullo Stretto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palmi
Posizione del comune di Palmi nella provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Palmi nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale
« Vi è forse, ditemi, un luogo più bello sulla terra? »
(Léon Palustre de Montifaut[11])

Palmi (IPA: ['palmi][12], Palmae in latino[13], Pàrmi in dialetto reggino[14]) è un comune italiano di 19 033 abitanti[9] della provincia di Reggio Calabria.

È sede dell'omonimo circondario[15] che comprende 33 comuni della Piana di Palmi[16] con una popolazione di circa 170.000 abitanti.

Con le vicine spiagge della Marina di Palmi e del Lido di Palmi, la città è un importante stazione balneare[17] anche grazie al suo paesaggio, che ha portato scrittori e poeti a definirla la "terrazza sullo Stretto".[18] In funzione di ciò, gran parte del territorio palmese è vincolato poiché «per le sue incantevoli e varie vedute, per l'incomparabile bellezza panoramica incorniciata dal verde degli ulivi e per i suggestivi tratti di scogliere degradanti sul mare, costituisce un quadro naturale di particolare bellezza».[19]

Oltre ad essere il principale polo amministrativo, direzionale e scolastico del versante tirrenico della provincia, Palmi è anche un centro agricolo e commerciale nonché sede degli uffici di curia della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi[20].

Da secoli la città è anche uno dei centri culturali della Calabria[21] nel campo letterario, musicale, storico e archeologico. Ha dato i natali, tra gli altri, al compositore Francesco Cilea ed al letterato Leonida Repaci ed ospita il complesso museale della Casa della cultura ed il Parco Archeologico dei Tauriani, sulle rovine dell'antica città bruzia di Tauriana. In quest'ultima visse san Fantino, santo più antico della Calabria[22] e la cripta, che contenne le sue spoglie, è attualmente il luogo di culto cattolico più antico della regione[23].

Inoltre a Palmi vengono celebrate due festività di rilevanza nazionale. I due eventi sono la Varia di Palmi, inserita nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, a sua volta Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO[24], e la festa di San Rocco con il "corteo degli spinati".[25]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Baia della Tonnara di Palmi con, sullo sfondo, il pianoro di Palmi ed il monte Sant'Elia.
« Devo considerare Palmi come posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dall'immaginazione umana, in quanto è al di là della possibilità di un disegno »
(Keppel Richard Craven, A tour through the southern provinces of the kingdom of Naples, 1821[26])
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costa Viola, Monte Sant'Elia, Scoglio dell'Ulivo, Scoglio Trachini, Pietra Galera e Petrace.

Palmi sorge sul mar Tirreno, a ridosso delle pendici del Monte Sant'Elia, su di un terrazzamento che sovrasta un tratto di Costa Viola.[27]

Gran parte del territorio comunale è formato da una serie di terrazzamenti collinari che degradano rapidamente sul mare tramite un sistema di falesie, piccole spiagge e scogliere.[27] Su di un terrazzamento a quota 224 metri s.l.m. vi è il centro storico con la casa comunale mentre, in un altro terrazzamento posto più a nord ed avente altezza di circa 100 metri s.l.m., è ubicata la frazione di Taureana. La restante parte della superficie comunale è costituita, a sud, dal Monte Sant'Elia (579 metri s.l.m.) e, a nord-ovest, da un territorio pianeggiante su cui sorgono i quartieri balneari costituenti il Lido di Palmi.

Carta fisica del comune di Palmi.
Spiaggia del Lido di Palmi con gli scogli Agliastro.
La baia della Marina di Palmi, con la spiaggia, fotografata dalla punta Motta.

Oltre il territorio comunale, a nord, si estende la seconda zona pianeggiante per ampiezza della Calabria che prende, tra gli altri, il nome di Piana di Palmi.[28]

Il corso d'acqua principale è il fiume Petrace che segna il confine nord-est del territorio comunale, dalla località Pontevecchio fino alla sua foce sul mar Tirreno. La sua portata media è di circa 8 mc/s.[29]

La punta più ad ovest è denominata Capo Barbi, e da questo promontorio inizia la Costa Viola.[30] Il nome deriva dal fatto che il mare, a poca distanza dalla linea di costa, raggiunge elevate profondità facendo assumere all'acqua un colore blu cupo che il sole, al tramonto (tra maggio e settembre), colora con riflessi viola.[27] Poco più a sud di Capo Barbi vi è la punta Motta.[31]

Tutta la costa di Palmi, nella quale si trovano la baia della Marinella e la baia della Tonnara,[32] è arricchita da grotte marine e costiere, da spiagge e da scogli. Tra le prime vi sono la grotta delle Sirene, la grotta dell'Arcudace e la grotta Perciata. Le spiagge sono quelle della Marinella, di Trachini, della Tonnara e di Pietrenere-Scinà mentre gli scogli principali sono lo scoglio Trachini, Pietra Galera, lo scoglio dell'Isola e gli scogli Agliastro.[33] Tra questi ultimi vi è il celebre scoglio dell'Ulivo, che è uno scoglio sulla cui sommità è cresciuto, nei secoli passati, un albero di olivo.

Una parte del territorio comunale rientra nell'elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.[34]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Palmi è essenzialmente del tipo mediterraneo, caratterizzato da mesi estivi siccitosi ai quali seguono quelli piovosi della stagione invernale.[35]

PALMI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,9 10,1 13,7 16,2 23,4 27,5 30,8 32,6 28,0 23,5 14,6 12,4 10,8 17,8 30,3 22,0 20,2
T. min. mediaC) 5,1 7,1 9,1 11,0 14,8 18,2 21,7 22,0 19,1 14,9 10,1 8,7 7,0 11,6 20,6 14,7 13,5
T. max. assolutaC) 24,2 25,2 27,0 33,0 34,8 38,0 41,3 40,5 38,0 34,0 29,3 26,0 26,0 34,8 41,3 38,0 41,3
T. min. assolutaC) -4,0 -3,0 -0,4 3,0 6,0 10,8 14,4 14,4 9,2 6,5 3,6 0,0 -4,0 -0,4 10,8 3,6 -4,0
Precipitazioni (mm) 119,4 107,4 87,8 72,0 54,9 32,4 16,9 22,5 62,8 123,7 130,4 147,7 374,5 214,7 71,8 316,9 977,9
Giorni di pioggia 12 10 9 7 5 3 2 2 5 9 10 13 35 21 7 24 87

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Circa le origini del nome dato a Palmi è costante la tradizione, nei secoli susseguiti alla sua fondazione, che abbia assunto tale nome a causa delle molte palme che sorgevano nel suo territorio; tant'è che con l'indicazione De Palmis, Ruggiero I conte di Calabria specificava di concedere la chiesa di San Georgium, nel 1085, alla Chiesa di Santa Maria e dei XII apostoli di Bagnara Calabra[37]. Dominus Palmae venne chiamata invece dal barone Iacobus De Roto di Seminara nei registri angioini dei baroni di Calabria del 1333[38] mentre, nei secoli seguenti, gli antichi notari si servirono dell'espressione Civitas Palmarum per indicare Palmi. La quale, nel secolo XVI, da Gabriele Barrio venne chiamata Parma[39] mentre da Fra Lando Alberti venne nominata come Palma[40]. Carlopoli venne pure denominata nel secolo suddetto, in onore del duca Carlo Spinelli che la ricostruì fortificata dopo una devastazione saracena, tanto che nel 1567 sono riportati l'appellativo di oppidum (a conferma della fortificazione) e di Palma nunc Carlopolis ipotizzando che la nuova Carlopoli fu costruita accanto al vecchio centro abitato[41]. Solamente nel 1669 si incomincia a trovare scritta Palmi[42] ma, col cominciare del XVIII secolo, la città venne detta ordinariamente Palme[43], nome che prevalse sempre[44] fino al nuovo assetto del regno di Casa Savoia (1860), in cui si stabilì definitivamente il nome Palmi[45].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tauriana e Storia di Palmi.

Il territorio comunale fu abitato fin dall'Età del bronzo, come testimoniato dai rinvenimenti ottenuti negli scavi condotti nella Grotta della Pietrosa o dai resti di capanne scoperti a Taureana di Palmi[46].

Tabula Peutingeriana con evidenziata Tauriana.

Dal IV secolo a.C., e fino al X secolo, nel territorio comunale si sviluppò la città di Tauriana. Sulla sua fondazione, alcune leggende narrano di una possibile colonizzazione achea dell'area[47]. Altre ipotesi storiche ricollegano la nascita della città alla seconda metà del IV secolo a.C., quando dei gruppi brettii, nello specifico i «Tauriani», si resero autonomi dai lucani, raggiungendo e conquistando una parte della Calabria meridionale[48]. La città è segnalata in atti ufficiali di età successiva, quando Tito Livio asserisce che nel 212 a.C., in occasione della Seconda guerra punica, nel Bruttium vi fu il passaggio dei Taureani sotto la protezione di Roma. Nell'alto medioevo la città crebbe d'importanza diventando sede vescovile.

Nel 951 Tauriana venne distrutta dalle milizie dell'emiro di Palermo Hasan Ibn Alì[49] e, fuggendo, la parte dei taurianensi dedita ai traffici ed alle arti marinaresche si stabilì nella parte alta della costiera, tra il monte Aulinas ed il fiume Metaurus, nella contrada De Palmis dove vi erano alcune case coloniche[50].

Dei primi secoli di vita del piccolo villaggio di Palmi, casale di Seminara, sono giunte ai giorni nostri poche informazioni. Si narra che da Palmi il conte Ruggero I di Sicilia radunò l'armata normanna per muovere alla conquista della Sicilia. Dagli inizi della dominazione normanna, fino al principio del XIII secolo, le uniche notizie riguardano le vicende che accompagnarono i conventi di Sant'Elia lo Juniore e di San Fantino. Le dimensioni dell'abitato nel Trecento dovevano essere contenute, dato che la chiesa di San Nicola era l'unica esistente.

Si rifugiò a Palmi, nel 1495, il re Ferdinando II di Aragona dopo aver subito una sconfitta a Seminara contro le truppe del generale Robert Stuart d'Aubigny.[51]

Il centro abitato fu colpito nel 1549 dai pirati saraceni e distrutto interamente. Pertanto il feudatario duca Carlo Spinelli, decise di riedificare la città fortificandola. In seguito alla sua ricostruzione la città crebbe ulteriormente d'importanza attirando tutti i traffici marittimi delle coste meridionali della Calabria[52].

Indipendente da Seminara nel 1632, nel XVII secolo la città si sviluppò urbanisticamente ed economicamente grazie all'attività commerciale dei suoi abitanti ed al marchese Andrea Concublet che le istituì una "fiera"[53]. Le mura ad est vennero abbattute per permettere l'unione con i nuovi agglomerati che venivano a formarsi, in conseguenza dell'aumento di popolazione. Sempre nel XVII secolo il tessuto urbano, fino a quael momento costituito da rioni distanti tra di loro, si concentrò intorno ad un nodo principale formato dalla nuova "piazza del Mercato".

Disegno di Antonio Minasi, del 1779, intitolato "Prospetto del Faro di Messina, riviera di Scilla-Costiera di Parma, e spiaggia di Gioia".

Nel XVIII secolo Palmi attraversò il periodo più florido della sua storia, fino al 1783 quando fu colpita da un terremoto che la distrusse completamente provocando circa 1.400 morti. La ricostruzione della città avvenne seguendo parzialmente il Piano Regolatore redatto dall'ing. De Cosiron.

La città venne posta a capoluogo di distretto nel 1806. Nel 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e della spedizione dei mille alla Marina di Palmi, e l'evento fece mettere in fuga il numeroso presidio borbonico presente in città. Con l'Unità d'Italia, il distretto venne abrogato e Palmi fu posta a capo dell'omonimo circondario (abolito nel 1927). Nel 1894 la città fu epicentro di un terremoto che produsse numerose rovine e 9 morti[54].

Veduta di Palmi all'inizio del XX secolo.

Nel 1908 Palmi venne nuovamente distrutta, quasi nella sua totalità, dal violento terremoto del 28 dicembre, che provocò nella sola città calabrese circa 600 morti. Il centro abitato venne ricostruito su progetto dell'ing. Pucci, stravolgendo completamente l'assetto urbano dei secoli passati. La ricostruzione, che interessò tutta la prima metà del XX secolo, rese gradevole l'aspetto della città, con l'uniformità delle volumetrie, con il gusto neoclassico dei nuovi edifici e con la realizzazione di monumenti ed opere d'arte.

Il secondo dopoguerra vide lo sviluppo cittadino nel settore terziario, ponendo Palmi come principale polo amministrativo, direzionale e scolastico del versante tirrenico della provincia grazie all'istituzione di scuole di secondo grado, strutture di forze armate, strutture sanitarie e giudiziarie e sedi di altri enti pubblici e privati. Nel 1998 fu istituito dalla Provincia di Reggio Calabria il Circondario della Piana, rinominato nel 2008 Circondario di Palmi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Palmi.

Lo stemma, come segno distintivo, ed il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del 9 marzo 1935 e trascritti nel libro araldico degli enti morali[55].

Gonfalone del comune di Palmi.
Stemma del comune di Palmi.

Lo stemma raffigura una palma in campo azzurro, è sormontato da una corona marchionale ed è contornato da bandiere catturate ai pirati barbareschi. Alla base sono disposti due cannoni che ricordano la Cittadella fortificata e munita di mura e, sotto di esse, a sinistra, è posto un fascio di verghe che simboleggia l'unità del popolo a difesa della città, mentre la testa di moro, disegnata a destra, rammenta l'uccisione di un capo corsaro avvenuta durante una delle incursioni subite dalla cittadina[56].

  • Blasonatura stemma:
« D'azzurro, al palmizio al naturale, terrazzato di verde[57][58] »

Lo stemma del comune di Palmi è stato concesso con decreto del Re del 9 marzo 1935[57][58], ed è stato rinnovato secondo quanto descritto nello Statuto Comunale[59].

  • Blasonatura gonfalone:
« Il gonfalone è costituito da un drappo di colore rosso cremisi riccamente adornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento "Comune di Palmi". Le parti di metallo ed i nastri sono argentati. L'asta verticale è ricoperta da velluto rosso cremisi con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolore sono frangiati d’argento[57][58][60] »

L'attuale gonfalone del comune di Palmi è stato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 70 del 28 dicembre 2004.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 30 aprile 2003[61]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miracolo della Madonna del Carmine di Palmi.

Il 16 novembre di ogni anno viene commemorato il terremoto del 1894, che ebbe in Palmi il suo epicentro[62] e nel quale accadde un evento definito come il "miracolo della Madonna del Carmine". La statua della Madonna del Carmine si fece scorgere dai fedeli per 17 giorni con movimento degli occhi e con cambiamenti di colorazione del volto. La stampa locale e nazionale si occupò dell'avvenimento, e la sera del 16 novembre i fedeli improvvisarono una processione a spalla della statua per le vie cittadine. Quando la processione raggiunse l'estremità della città, il violento terremoto colpì tutto il circondario di Palmi, rovinando gran parte delle abitazioni ma recando solo 9 vittime su circa 15.000 abitanti, poiché la quasi totalità della popolazione era in strada a seguito della processione. Pertanto annualmente, tra sparo di mortaretti, luminarie e bancarelle, viene ricelebrata la processione della statua della Madonna per le stesse vie cittadine percorse nel 1894.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese scomparse di Palmi.

Numerose architetture religiose rilevanti sono state distrutte in passato da terremoti, incendi o scorrerie. Tra queste le principali erano la chiesa di Santa Maria dell'Uccellatore[67], la chiesa di Sant'Elia e di Santa Maria della Pietà[68] e la chiesa del Santissimo Salvatore[69]. Altri luoghi di culto erano le chiese dedicati a San Domenico, a San Filippo Neri, a San Sebastiano, allo Spirito Santo, a San Leonardo, alle Anime del Purgatorio,[68] ed i romitori di San Giorgio[68] e San Michele di Vitica[70].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi, ville e torri[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo San Nicola, sede comunale.
Il palazzo ex sede della Banca Popolare di Palmi, progettato da Marcello Piacentini.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo San Nicola.

I principali palazzi, ville e torri della città sono i seguenti:

  • Palazzo San Nicola (1932), sede attuale del municipio, venne progettato nel 1915 dall'architetto Vittorio Alberto Storchi;[71]
  • Torre civica (1954), detta anche "torre dell'orologio", svolge pure la funzione di campanile del duomo cittadino, sorgendogli accanto, in quanto dotata di campane. Con i suoi quaranta metri d'altezza è l'edificio più alto della città;
  • Palazzo degli Uffici (XX secolo), in stile neoclassico, risulta essere un complesso architettonico di particolare interesse storico, eseguito da maestranze provinciali. Il palazzo propone una costruzione massiccia ed equilibrata, che evidenzia la sua funzione pubblica di marcata derivazione classica. L'immobile è catalogato nell'elenco dei "luoghi della cultura" del Ministero per i Beni Culturali;[72]
  • Palazzo del Tribunale (XX secolo), architettura risalente al periodo fascista, nacque per ospitare il tribunale, la pretura e la corte d'assise del circondario giudiziario di Palmi. Attualmente ospita ancora alcuni uffici del tribunale civile;
  • Palazzo della Caserma dei Carabinieri (XX secolo), in stile neoclassico, è un modello della tipologia edilizia tipica degli edifici pubblici realizzati nella Provincia di Reggio Calabria. Contrassegnato da elementi decorativi della manualità di maestranze provinciali qualificate, l'immobile risulta tra i beni vincolati della Regione Calabria[73] ed è catalogato nell'elenco dei "luoghi della cultura" del Ministero per i Beni Culturali;[74]
  • Palazzo Ambesi Impiombato (XX secolo), in stile nazionalista e progettato dall'architetto Marcello Piacentini;[71]
  • Palazzo della Banca Popolare, anch'esso fu progettato in stile nazionalista dall'architetto Marcello Piacentini, per ospitare la sede della banca popolare cittadina;
  • Palazzo di Giustizia (anni ottanta), architettura moderna che ospita gran parte degli uffici del tribunale di Palmi;
  • Villa Pietrosa, chiamata anche "Villa Repaci" in quanto appartenuta all'omonimo scrittore, fu ristrutturata nel 2008 dal Comune di Palmi tramite concorso[75]. Nelle vicinanze dell'edificio, immerso tra gli ulivi, vi è una piccola grotta ed una "guardiola", cioè un osservatorio per la caccia al pescespada, piantata sullo sprone di una roccia in un luogo dal quale è visibile tutta la Costa Viola.[76]

Altri palazzi e ville di interesse sono il Palazzo Bovi, imponente edificio con mura rosse e aperture in marmo bianco al cui interno vi nacque Nicola Antonio Manfroce,[71] il Palazzo Mezzatesta, sulla cui facciata principale è collocata un'edicola con una riproduzione della Madonna del Carmelo a ricordo dell'evento miracoloso del terremoto del 1894[71] ed il Palazzo Rossi, antico edificio in stile liberty, nel quale lo scrittore Leonida Repaci ambientò un suo romanzo.[71]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Dal Belvedere Managò, sulla cima del monte Sant'Elia, è possibile ammirare la sottostante località Motta, con il teatro all'aperto.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinema Teatro Sciarrone.

La principale struttura teatrale è il Teatro all'aperto (2000) di località Motta, che sorge adagiato su di un terrazzo dal quale è ammirabile lo stretto ed i centri di Scilla e Bagnara Calabra.[77] La struttura, progettata dagli architetti Rosaria Zoccali e Domenico Abbia, ospita numerosi eventi dell'Estate Palmese ed ha una capienza di 1.000 posti. L'altra struttura teatrale, attualmente chiusa in attesa di ristrutturazione,[78] è il Cinema Teatro Sciarrone (1950), edificio di notevole capienza con palcoscenico per scenografie mobili e rotanti.[79] Nel teatro si esibirono artisti quali Adriano Celentano, Katia Ricciarelli, Gino Bramieri e Domenico Modugno che fece realizzare, a quei tempi, l'incasso più alto di tutta la Calabria.[79]

Nel passato in città vi erano alcuni cinema e teatri, di notevole importanza per l'architettura degli edifici. Tra questi vi era il Teatro Nicola Antonio Manfroce, inaugurato il 26 aprile 1893 con un'opera diretta da Francesco Cilea e demolito nel 1938, dopo essere stato danneggiato dal terremoto del 1908, ed il Cinema Teatro Cilea, che fu chiuso al pubblico nel 1979.[80]

Fontane monumentali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fontana della Palma e Fonte di San Rocco.

In città vi sono alcune fontane monumentali, realizzate dal XIX secolo ad oggi. La più importante è senza dubbio la Fontana della Palma (1922), collocata al centro della piazza Amendola e realizzata in stile barocco, del tipo berniniano moderno, dall'architetto Jommi e dallo scultore Giuseppe Sutera. L'opera riprende l'idea dell'antica "fontana del mercato", che era ubicata nell'attuale piazza I maggio fino al 1886. Nel 1977 venne emesso un francobollo, che riproduceva l'opera, all'interno della serie "Fontane d'Italia".[81]

La colonna romana di piazza Matteotti.

L'opera monumentale più antica di tutte è invece il complesso delle Fontane dei Canali (1838), manufatto posto in piazza Lo Sardo che serviva a convogliare le acque provenienti dalle contrade Olmo e Vitica, da cui prendono il nome le varie fontane. Il monumento è stato ristrutturato nel 2011 dall'Associazione Prometeus, con l'inserimento di immagini bronzee raffiguranti scene cittadine e contadine dei secoli passati, ad opera degli artisti Fabio Belloni, Maurizio Carnevali e Achille Cofano.[82]

In piazza Matteotti sorge invece una fontana monumentale, del XX secolo, che ha collocata, al suo centro, una colonna romana proveniente dai ruderi dell'antica Tauriana.[17]

Dello stesso periodo è anche la Fontana Muta, opera che sorge nel rione Ajossa, in piazza Carmine Fiorino, che risulta composta da un muro di sostegno nel quale, centralmente, è collocata la fontana mentre ai due lati di quest'ultima partono due scalinate per accedere al soprastante rione Pille.

Del 2010 è la monumentale Fonte di San Rocco, opera dell'artista Maurizio Carnevali su progetto dell'architetto Bagalà, ubicata nell'omonima piazza. La fontana riproduce una scultura bronzea di San Rocco adagiato, con il cagnolino, nell'atto di abbeverarsi.[83]

L'ultima realizzata, in ordine di tempo (2013), è una fontana che sorge sul lungomare Costa Viola del Lido di Palmi, alle spalle della quale è collocata una stele con la rappresentazione stilizzata di una Madonna con Bambino.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La Torre medievale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre Saracena (Palmi).

L'architettura militare principale è la Torre Saracena, torre di avvistamento costiera risalente al XVI secolo.[84] Fu costruita, nel 1565, dal duca Carlo Spinelli nell'ambito della riedificazione della città avvenuta nel 1549. Era chiamata anticamente "Torre di Pietrenere" per distinguerla dall'altra torre militare cittadina, detta di "Torre di San Francesco", andata distrutta. Il manufatto è tutelato tramite notifica del 16 agosto 1913[85] ed è collocato all'interno del Parco Archeologico dei Tauriani.

Al Lido di Palmi è ubicato il Fortino di Pietrenere. L'opera venne progettata dai francesi durante il periodo di Gioacchino Murat, ad inizio del XIX secolo, e doveva risultare collegata ad una batteria di cannoni collocati vicino ad una torre. La struttura però non venne mai completata, in quanto i borboni ripresero il comando del Regno di Napoli.

Nel centro cittadino sorge invece, in corrispondenza dell'antico borgo della Cittadella, la Torre quadrangolare. L'opera è un bastione che faceva parte della cinta muraria cittadina, del XVI secolo, andata distrutta. Attualmente la torre è in attesa di decreto di vincolo di tutela.[86]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai Caduti.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumento ai Caduti (Palmi) e Mausoleo di Francesco Cilea.

Il monumento principale è il monumento ai Caduti (1932), opera realizzata dell'artista Michele Guerrisi ed inaugurata con una cerimonia alla quale parteciparono Umberto di Savoia e Maria José del Belgio. Il monumento, ubicato in piazza Municipio, è costituito da un gruppo scultoreo con base in blocchi di granito a forma di croce greca, sui quali sorgono due gruppi di figure in bronzo. Il primo gruppo è formato da un soldato ed un fante. Il secondo gruppo è rappresentato da due madri unite nel dolore e nella fede. Alle loro spalle vi sono due colonne di marmo bianco di Carrara. Alla base delle colonne sono incisi i nomi dei 203 cittadini di Palmi caduti durante la Grande Guerra. Sempre nella piazza sorge il monumento al Lavoro (2013), scultura in marmo bianco e acciaio realizzata da Maurizio Carnevali. L'opera rappresenta una palma, simbolo della città. Nel marmo sono incise raffigurazioni del lavoro e della famiglia.[87]

Il mausoleo di Cilea.

Poco distante, in piazza Pentimalli, è ubicato il mausoleo di Francesco Cilea (1962), opera realizzata anch'essa da Michele Guerrisi e dall'architetto Nino Bagalà per ospitare la salma dell'artista palmese. Il mausoleo è costituito da una parete in muratura sulla quale sono disposti dei bassorilievi con raffigurazioni di scene del mito di Orfeo ed Euridice, il tutto attorno ad una scultura bronzea che rappresenta la musa Erato. Il mausoleo contiene una cripta decorata da mosaici contenente le spoglie dei coniugi Cilea. Sopra di esso vi è un piccolo orologio a ricordo dell'antica torre distrutta, con lo sbancamento di parte del rione Spirito Santo, per realizzare l'opera.

L'obelisco della Madonna del Carmine.

Dal suddetto mausoleo, risalendo la via Buozzi, nel belvedere Gi.Sa è collocato il monumento a san Francesco d'Assisi (1987),[88] scultura bronzea realizzata dall'artista Susan Loeb Luppino, per conto della Sovraintendenza per i beni storici. La statua, posizionata su di una base in pietra e marmo con intorno una fontana ed un piccolo giardino, rappresenta il santo con le braccia aperte in segno di protezione verso la città, essendo la stessa posta in un luogo panoramico da cui si può ammirare il centro cittadino e il mar Tirreno.

Riscendendo nel centro storico, in piazza del Carmine, vi sono alcune opere monumentali. La principale è l'Obelisco alla Madonna del Carmine (1983), alta stele di granito sulla cui cima vi è collocata una statua in bronzo della Madonna del Carmine, realizzata dalla ditta De Luca di Napoli in concomitanza con il bicentenario del terremoto del 1783. La stele fu squadrata da maestri d'arte locali. Gli altri monumenti della piazza sono due leoni in bronzo, posti all'ingresso del santuario, raffiguranti uno «il terremoto» e l'altro «la fiducia del popolo nella protezione da parte della Madonna», ed una colonna di marmo, reperto storico provenienti dai ruderi dell'antica Tauriana.[89]

Il monumento delle tre croci sulla cima monte Sant'Elia.

Al di fuori del centro storico, nel belvedere Managò sulla cima del Sant'Elia, è collocato un complesso monumentale composto da: il monumento a Domenico Antonio Cardone, una grande croce di ferro (illuminata di notte e visibile da tutta la piana) ed il monumento delle tre croci (XX secolo). Il monumento delle tre croci fu realizzato ad inizio del XX secolo e rappresenta tre croci bianche, con quella centrale più grande, a ricordo del monte calvario dove Gesù venne crocifisso. Il monumento subì una parziale distruzione durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale per essere ricostruito nel 1949, a cura del corpo cantonieri comunali. Nel 2014 il complesso è stato oggetto di restauro.

In contrada Acqualive vi è un'edicola dedicata alla Madonna del Carmine chiamata «Croce dei morti», avente principalmente una valenza storica commemorativa, mentre nel piazzale Trodio è collocato dal 2014 il Monumento alla Varia di Palmi, realizzato anch'esso da Maurizio Carnevali.

Completa l'elenco dei monumenti cittadini una serie di busti in marmo, collocata all'interno della Villa comunale Giuseppe Mazzini, di personaggi nazionali e locali del passato. Tra questi vi sono Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele III e Nicola Antonio Manfroce.[79]

Punti panoramici[modifica | modifica wikitesto]

« Dalla cima del Sant'Elia, dalla balconata a mare della Villa Comunale, dalla gradinata della Torre, si gode un panorama che non è secondo a nessuno dei più famosi centri della riviera amalfitana »
(Leonida Repaci[90])
Belvedere di località Motta.

I punti panoramici della città sono molti, grazie alla conformazione del territorio comunale. Difatti in molti siti sono collocati dei belvederi dai quali è possibile ammirare tutta la costa tirrenica compresa tra Capo Vaticano e lo stretto di Messina (la costa siciliana è spesso visibile fino al vulcano Etna)[91] e, sullo sfondo del mar Tirreno, le isole Eolie. Per questo, in passato, molti scrittori e poeti hanno definito Palmi una "terrazza sullo Stretto".

Il punto panoramico principale è il Belvedere Managò, posto sulla sommità del monte Sant'Elia,[29] costituito da una serie di balconate realizzate con ringhiere e scale sopra i vari costoni della montagna.[29] Da esso sono visibili tutte le zone suddette, oltre al sottostante centro cittadino e alla Piana di Palmi. Lo stesso panorama è ammirabile, però da un'altitudine minore, anche dal Belvedere Torre,[92] dalla Punta Motta e dalla villa comunale Giuseppe Mazzini. Altri punti panoramici sono collocati a Taureana di Palmi. Precisamente dalla via del Mare, dalla strada provinciale Palmi-Taureana[29] e dal Parco Archeologico dei Tauriani si può ammirare la sottostante rada del Lido di Palmi, dov'è collocato il Porto di Palmi e lo Scoglio dell'Ulivo.[93] Anche la baia dove sorge la Marina di Palmi offre punti panoramici, dalla strada che conduce alla frazione; difatti da essa è possibile ammirare sia la sottostante spiaggia in ghiaia bianca, sia gli speroni di roccia del sovrastante bastione montuoso del monte Sant'Elia.[94]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

La strada romana del parco.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco Archeologico dei Tauriani, Tempio di San Fantino, Grotta della Pietrosa e Grotte di Pignarelle.

I siti archeologici del territorio sorgono principalmente sulle rovine dell'antica Tauriana e lungo la costa. Il più importante di essi corrisponde al Parco Archeologico dei Tauriani "Antonio De Salvo", inaugurato a Taureana nel 2011 nell'area dove avvengono scavi archeologici, in modo sistematico, dal 1995.[95]

All'interno del parco, oltre alla Torre Saracena, sono evidenziabili i resti di un teatro che aveva una capacità di oltre 3.000 spettatori,[96] una strada romana che conduceva alla via Popilia,[97] un santuario romano conosciuto come "la casa di Donna Canfora",[98] una "Casa del mosaico" risalente al I secolo a.C.,[99] un quartiere abitativo nel quale è possibile leggere la sovrapposizione delle strutture romane su quelle brettie[100] ed un villaggio protostorico con capanne risalenti all'Età del bronzo (4.000 anni fa)[101].

Il tempio di San Fantino, la cui cripta sotterranea il luogo di culto più antico della Calabria.

Non lontano dal parco si trova il Tempio di San Fantino, complesso monastico del 1857 adibito attualmente a museo. Il tempio è costituito dalla chiesa ottocentesca, dai ruderi di una chiesa del 1552, da alcune tombe e dalla cripta di San Fantino, luogo di culto cristiano più antico della Calabria.[23]

Testimonianze dell'epoca medievale sono anche le Grotte di Pignarelle, vicino al rione Impiombato, che formano un insediamento rupestre di origine monastica bizantina, realizzato dagli stessi monaci tra l'VI secolo e l'VIII secolo, scavando nell'arenaria. Il complesso è formato da alcune grotte, delle quali la maggiore risulta avere una forma di basilica a tre navate con corridoi laterali che formano un incrocio a forma di croce greca, ed alcuni cunicoli.

Dello stesso periodo, databile quindi all'età imperiale,[102] è anche la Necropoli di Scinà, composta da 64 tombe con corredi funerari aventi datazione del II secolo-III secolo e di epoca tardo antica o alto medievale. Nella necropoli furono rinvenuti oggetti ceramici e monete bronzee.

Testimonianza dell'età preistorica è invece la Grotta della Pietrosa, cavità formata da un unico grande ambiente ipogeo nel quale risulta una frequentazione umana fin dall'Età del Bronzo e del periodo elladico,[103] come dimostrato dalle ceramiche in essa rinvenute.[103]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parchi e giardini[modifica | modifica wikitesto]

Affaccio della Villa comunale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa comunale Giuseppe Mazzini.

La principale area naturale è la Villa comunale Giuseppe Mazzini, parco pubblico del centro storico realizzato nel XIX secolo[79] e rientrante nell'elenco dei Monumenti nazionali. A conferma di ciò, nel 1927, fu emanato un decreto di vincolo per le «scene panoramiche che da quel luogo si godono».[104] All'interno la villa, dalla cui balconata sono ammirabili il mar Tirreno, lo Stretto di Messina, le Isole Eolie, Bagnara Calabra e Scilla, è composta da alberature di alto fusto, da vialetti in sampietrini,[79] da una piccola fontana e da alcuni busti monumentali in marmo.

Altre aree naturali sono il "Parco della Civiltà Contadina", realizzato ad inizio anni novanta nel rione San Giorgio con l'installazione di numerose palme per una superficie di 14.000 m², ed il "Parco Luigi Parpagliolo", nel centro storico e ristrutturato ed arredato nel 2012 con bar, campi da gioco ed alberature.[105]

Sentieri ed escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

« Palmi ha un Dio dalla sua, il Monte Sant'Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo »
(Leonida Repaci[106])
La via del Sale immersa tra gli olivi con, sullo sfondo, il rione Cittadella.

La città di Palmi è una meta privilegiata di escursionismo o trekking.[107] Nel territorio vi sono alcuni percorsi, sul Monte Sant'Elia e sulle falesie che degradano verso piccole spiagge. I percorsi del Sant'Elia, effettuati dagli escursionisti, sono principalmente due. Uno alle pendici della montagna, il "sentiero del Tracciolino", ed uno sulla cima della stessa.[108] Il "sentiero del Tracciolino", il cui percorso è posto a mezza costa lungo il fianco nord-est del monte, è inserito all'interno dei percorsi naturalistici della Calabria, e costituisce col suo itinerario a picco sul mare della Costa Viola, un richiamo per i turisti.[107]

Altri sentieri della città sono: il "sentiero di Rovaglioso", che conduce dal terrazzamento di Palmi Scalo fino alla piccola spiaggia di Rovaglioso, superando il dislivello tra le due zone tramite una serie di tornanti con pavimentazione in pietre e sterrato, immersi tra gli uliveti e le piante di fichi d'India; la "via del sale", antico sentiero che conduceva dalla Marina di Palmi al rione Cittadella,[109] con percorso di interesse naturalistico e storico immerso tra gli olivi, che consente di poter attraversare la "valle degli opifici" dove vi sono resti di antichi opifici dei secoli passati. Tra questi vi è un opificio del 1599, il più antico della Calabria.

Può essere invece considerato un "sentiero marino" il tratto di costa tra Palmi e Bagnara Calabra, raggiungibile solo via mare e meta di gite in barca. I paesaggi mostrano ancora la suggestione di quando furono descritti da Omero.[110]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[111]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010, gli stranieri regolari sono 770 (310 maschi e 460 femmine) pari al 4,10% della popolazione palmese. Le principali comunità rappresentate sono le seguenti[112]:

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla lingua italiana, a Palmi non sono ufficialmente riconosciuti altri idiomi. Molto usato tra la popolazione è il dialetto palmese (parrata parmisana), variante locale del dialetto reggino, a sua volta uno dei dialetti di tipo siciliano (lingua Calabro-Sicula) appartenenti al gruppo meridionale dei dialetti della Calabria. Pertanto il dialetto palmese, che varia anche rispetto a quelli usati nei comuni limitrofi, per evoluzione storica e grammaticale segue grossomodo il dialetto reggino. Principale cultore del dialetto palmese è stato il poeta Pietro Milone, che tra il XIX ed il XX secolo scrisse e pubblicò poesie dialettali dallo stile umoristico e burlesco.[113]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

« Siccome poi nel territorio della Diocesi di Oppido, che viene ora aggregato, è compresa l’illustre città di Palmi, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II unisce in perpetuo al vecchio titolo di Oppido il titolo di Palmi, dal nome della stessa città, in modo che la Diocesi ed il Vescovo possano e debbano essere denominati di "Oppido-Palmi" »
(card. Sebastiano Baggio, Decreto «Quo Aptius», 10 giugno 1979[114])
La chiesa del Crocifisso, luogo di culto più antico del centro storico.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e Diocesi di Tauriana.

La religione più diffusa è quella cattolica di rito romano. Con tale confessione risulterebbe battezzato il 98,1% della popolazione.[115] Il comune fa parte della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, della quale ospita gli uffici di curia,[20] ed inoltre è sede dell'omonimo vicariato.[116] Il territorio comunale è attualmente suddiviso in cinque parrocchie: San Nicola vescovo (eretta presumibilmente nel XIV secolo), Maria Santissima del Soccorso (30 maggio 1733), Maria Santissima del Rosario (anch'essa il 30 maggio 1733), San Fantino (1º novembre 1952) e Santa Famiglia (29 maggio 1994).

La chiesa dell'Immacolata e San Rocco, sede dell'omonima congrega.

Lo Statuto comunale riconosce san Nicola di Bari quale patrono della città «a salvaguardia delle radici cristiane della propria comunità».[117] Va segnalato inoltre che un decreto della "Sacra Congregazione dei Riti" elesse, il 12 settembre 1733, Maria Santissima della Sacra Lettera quale patrona della città[118] e che la devozione popolare, nel corso dei secoli, ha elevato San Rocco al titolo di compatrono e protettore.[119]

La radicata cultura cattolica cittadina è testimoniata anche dall'istituzione di quattro confraternite laiche (dedicate alla Madonna del Rosario di Pompei e della Sacra Lettera, alla Madonna del Carmine, all'Immacolata Concezione e San Rocco ed al Santissimo Sacramento e Madonna del Soccorso) e di alcuni conventi religiosi maschili (Ordine dei Frati Minori Conventuali, Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, Piccoli fratelli di Gesù) e femminili (Suore Missionarie del Catechismo, Ancelle riparatrici del Sacro Cuore di Gesù, Suore Salesiane dei Sacri Cuori).[120]

Nell'antica Tauriana, già sede vescovile, e sul monte Aulinas, prima della fondazione di Palmi, sono nati o hanno vissuto personalità venerate quali santi dalla chiesa cattolica. Queste figure sono san Fantino il Vecchio, san Fantino il Giovane, sant'Elia lo Juniore[121] e san Filarete.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell'umanità
Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
Varia di Palmi 2013 - 004.jpg
La Varia di Palmi
Stato Italia Italia
Inserito nel 2013
Lista Lista rappresentativa del patrimonio
Settore Arti dello spettacolo
Scheda UNESCO (ARENESFR) 00721
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Varia di Palmi e Festa di San Rocco (Palmi).

Sono numerose le antiche tradizioni che si conservano e si tramandano a Palmi nei secoli.[122] Tra queste vi sono la Varia di Palmi, la festa di San Rocco con il "corteo degli spinati", i Giganti, la processione a mare della Madonna dell'Alto Mare[123] e quella di Sant'Elia che percorre antichi sentieri sull'omonimo monte.[124]

La Varia di Palmi, inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, è un enorme carro sacro che rappresenta l'universo e l'assunzione in cielo della Vergine Maria. Sopra il carro, avente un'altezza di 16 metri e trasportato a spalla da 200 portatori (mbuttaturi), trovano posto figuranti umani che rappresentano la Madonna (chiamata "Animella"), il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli.[125] Altri momenti importanti di fede e tradizione dell'evento sono la processione del quadro di Maria Santissima della Lettera e del reliquiario del Sacro Capello e l'elezione popolare dell'Animella.[126] L'edizione del 2013 ha visto la partecipazione di circa 180.000 spettatori.[127]

La processione di San Rocco in via del Concordato.

Sono molte anche le tradizioni che riguardano la festa di San Rocco. La principale è il "corteo degli Spinati" formato da fedeli che, per tutta la processione della statua del santo, per ex voto vestono a torso nudo una cappa di spine (chiamata Spalas) oppure una corona, sempre di spine, a ricordo di quella "indossata" da Gesù sulla Croce.[128] Un'altra forma di ex voto consiste nella deposizione, ai piedi della statua, di cere raffiguranti organi e parti del corpo umano che testimoniano gravi malattie superate oppure operazioni chirurgiche subite. Caratterizzano la processione della statua del santo anche la lunghezza del percorso (oltre 7 km), la durata (circa quattro ore e mezza) e l'elevato numero di fedeli che partecipa alla stessa.[129]

Il reliquario del Sacro Capello della Madonna, custodito nel duomo di Palmi.

Di seguito viene proposto l'elenco completo delle festività religiose secolari svolte annualmente nel centro cittadino:

Nelle frazioni invece sono celebrate le seguenti festività religiose:

Tutte le feste religiose cittadine sono accompagnate dalla "sfilata dei Giganti". I Giganti sono due enormi figure di cartapesta che girano per le vie cittadine, al ritmo di tamburi.[130] Una rappresenta un guerriero saraceno di nome Grifone mentre l'altra una donna bianca di nome Mata.[130] I Giganti di Palmi furono esposti nel 1987, su richiesta della Regione Calabria, al Museo di antropologia ed etnografia di Torino in rappresentanza della cultura e delle tradizioni della Calabria.[131] Nel corso degli anni i Giganti di Palmi hanno avuto modo di "danzare" anche in altre città, come ad esempio Milano, Foligno e Venezia.[131]

Tra le tradizioni folcloristiche della città vi è la particolarità del giorno in cui viene festeggiato il carnevale. Difatti a Palmi il carnevale viene celebrato la domenica successiva al mercoledì delle Ceneri, in periodo quaresimale. L'evento, che prende il nome di "Ottava di Carnevale", è tra l'altro il principale carnevale della Provincia di Reggio Calabria ed uno dei più importanti della regione.[132] La festa, che risale al XIX secolo, probabilmente deve la sua particolarità alla scelta di attirare persone, e quindi di aumentare il commercio locale, in una domenica nella quale non era più celebrato, nei centri vicini, il carnevale. L'evento, dal 1986 rinominato "Ottava di Carnevale della Piana",[133] è organizzato dall'associazione "per Palmi", con il patrocinio del Comune e della Provincia, e vede la partecipazione di carri mascherati provenienti da ogni parte della Calabria e dalla Sicilia.[134]

Enti, istituzioni ed associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Circondario Giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

Palmi è sede di un circondario giudiziario, comprendente i 33 comuni della Piana di Palmi. Il circondario di Palmi rientra, con quello di Locri, nel distretto della corte d'appello di Reggio Calabria. Il tribunale di Palmi fu istituito con regio decreto n. 837 il 25 settembre 1862.[135] Le strutture del circondario giudiziario sono il nuovo Palazzo di Giustizia, il vecchio Tribunale, la Sezione di PIG,[136], gli uffici del Giudice di Pace ed il carcere (realizzato nel 1979 e formato dalla casa circondariale più la casa di reclusione).

Forze dell'Ordine[modifica | modifica wikitesto]

Palmi è sede delle seguenti strutture di forze dell'ordine: Commissariato di Pubblica Sicurezza, Compagnia dei Carabinieri, Compagnia della Guardia di Finanza, Sottosezione della Polizia Stradale - Caserma "Paolo Vinci", Caserma della Polizia Penitenziaria, Distaccamento dei Vigili del Fuoco e Delegazione di spiaggia, struttura della Guardia Costiera. Inoltre è sede di COM della Protezione Civile.

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale Civile Francesco Pentimalli.

Fin dal 1667 a Palmi esiste una struttura ospedaliera, quando vi era un «ospitio Ecc.mi D.ni Marchionis Arenae» poiché avviato grazie al feudatario Andrea Concublet.[137] Nel XIX secolo l'ospedale cittadino era ubicato nel rione Spirito Santo mentre, nello scorso secolo, fu in attività fino agli anni sessanta l'ospedale Regina Margherita nel rione Ajossa.

Il 10 luglio 1969 venne infine inaugurato, in via Bruno Buozzi, l'attuale Ospedale Francesco Pentimalli dotato, tra gli altri, dell'unico centro iperbarico pubblico della Calabria.[138]

Fino all'11 maggio 2007 Palmi era sede dell'Azienda sanitaria locale n. 10, che comprendeva 30 dei 33 comuni della Piana di Palmi. In tale data, l'azienda venne accorpata con l'ASL n. 11 di Reggio Calabria per creare la nuova Azienda Sanitaria Provinciale n. 5.[139] Attualmente, all'interno dell'ASP 5, Palmi è sede del distretto sanitario "Tirrenica", che comprende i comuni che ricadevano nell'ambito della vecchia ASL di Palmi.[140]

Infine, nel campo sanitario, va segnalato che la Regione Calabria ha individuato, nella città di Palmi, la localizzazione più idonea per la costruzione del "Nuovo ospedale della Piana".[141]

Altri Enti pubblici o privati di pubblico interesse[modifica | modifica wikitesto]

Altri enti pubblici, aventi sede di decentramento a Palmi, sono i seguenti: Agenzia delle Entrate,[142] Archivio di Stato,[143] Equitalia,[144] Enel,[145] Eni (Terminale marittimo che connette le condotte di gas sottomarine a quelle di terra)[146] INAIL,[147] INPS,[148] Poste Italiane,[149] Provincia di Reggio Calabria (sede del Servizio Multifunzione decentrato di Palmi[150] e di un centro per l'Impiego), Regione Calabria (sede dell'Osservatorio regionale per il Paesaggio),[151] Snam Rete Gas[152] e SoRiCal[153].

Gli uffici pubblici aventi sede centrale a Palmi sono il Consorzio Acquedotto Vina.[154]

Invece gli enti privati di interesse pubblico che hanno sede di decentramento a Palmi, sono i seguenti: Telecom Italia,[155] CGIL,[156] Ordine degli avvocati,[157] Ordine dei Dottori Commercialisti,[158] AVIS,[159] Croce Rossa Italiana[160] e Distretto Notarile[161].

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 il comune di Palmi ha ottenuto, da Legambiente, il premio di "comune riciclone" del sud Italia nel recupero dell'alluminio.[162]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 venne emesso un francobollo con disegnato la baia della Tonnara e lo Scoglio dell'Ulivo.

Per la sua storia, le sue scuole, i suoi musei ed i suoi personaggi illustri nel campo artistico, Palmi è definita anche la «capitale cultura della piana».[163]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca principale della città è la Biblioteca comunale "Domenico Topa", fondata nel 1890 e divisa in nove sezioni.[164] La biblioteca, sede di uno dei dodici "distretti bibliotecari" della Regione Calabria,[165] dispone di oltre 120.000 volumi ed è specializzata in storia e letteratura della Calabria, con particolare riferimento al XVI secolo, XVII secolo e XVIII secolo.[164] La sua collocazione attuale è all'interno del complesso museale della Casa della cultura.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

La vocazione cittadina, nel campo della ricerca, è attiva fin dal 1673, quando il filosofo Giovanni Alfonso Borelli istituì un «accademia di scienziati che trattavano discipline alle lettere ed alle scienze naturali pertinenti». Dell'accademia facevano parte alcune personalità provenienti dalla Calabria, dalla Puglia e dalla Sicilia.[166]

Attualmente Palmi è sede della Scuola di psicologia applicata "Giuseppe Sergi", ente nato nel 1974 con l'obiettivo di creare un centro di ricerca ed educazione per formare le nuove generazioni.[167] La scuola, oltre a pubblicare riviste del settore, è accreditata dalla Regione Calabria ed ha stipulato convenzioni, per la realizzazione di tirocini, con le facoltà di psicologia della Sapienza - Università di Roma e dell'Università di Urbino.[167] Inoltre a Palmi ha sede l'Istituto Professionale Statale di Architettura.[168]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto d'Istruzione Superiore "Nicola Pizi".

A Palmi sono ubicate diverse scuole di ogni ordine e grado, che fanno della città il maggior polo scolastico della Provincia di Reggio Calabria dopo il capoluogo.[169] Difatti sono circa 6.000[170] gli studenti che frequentano i 43 edifici scolastici[169] presenti in città, con un alto tasso di pendolarismo dai centri del versante tirrenico della provincia. Pertanto Palmi è sede del distretto scolastico n. 34, che comprendente anche i comuni di Cosoleto, Delianuova, Gioia Tauro, Melicuccà, Rizziconi, San Procopio, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Scido, Seminara e Sinopoli.[171]

La scuola superiore più antica è il liceo classico "Nicola Pizi", istituito come ginnasio il 28 luglio 1889 con regio decreto n. 6321 dal re Umberto I.[172] Nel 1909 nacque invece la Colonia Agricola, con il contributo di 250.000 dollari della Croce Rossa Americana, trasformata successivamente in scuola tecnica agraria "Luigi Razza" fino al 1953, quando divenne l'attuale istituto agrario "Luigi Ferraris". Nel 1961 vennero fondati l'Istituto tecnico commerciale "Luigi Einaudi"[173] e l'istituto magistrale "Corrado Alvaro"[174] (attuale liceo linguistico e delle scienze umane) mentre nel 1968 venne fondato, come istituto d'arte, il liceo artistico "Michele Guerrisi". Nel 1971 venne creato il liceo scientifico "Guglielmo Marconi"[175] che, dal 2000, è unito al liceo classico formando l'Istituto d'Istruzione Superiore "N. Pizi".[172] Oltre alle suddette scuole, negli anni sono nati anche un Istituto Professionale di Industria e Artigianato[176] e l'Istituto tecnico privato "Luigi Pascoli".

Università[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011 ha sede a Palmi un polo didattico dell'Università degli Studi Niccolò Cusano,[177] formato dalla Uni.Te.Cal. (Università telematica Calabrese), nel quale sono attivi i corsi di laurea in Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche e Scienze della Formazione.[178]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Unesco Cultural Heritage logo.svg Museo di etnografia e folclore Unesco Cultural Heritage logo.svg
"Raffaele Corso"

Museo di importanza internazionale

La Casa della Cultura ospita il Museo etnografico "Raffaele Corso", fondato nel 1955 raccogliendo oggetti della quotidianità, della fede e del folclore popolare calabrese.[179]

È stato riconosciuto di importanza internazionale dall'UNESCO[179] e, nel suo genere, è il più importante del sud Italia.[21]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casa della cultura.

Il museo principale cittadino è il complesso della Casa della cultura "Leonida Repaci". La sua costruzione iniziò nel 1968, per volontà del Comune di Palmi e del Ministero dei Lavori Pubblici. L'edificio, inaugurato il 17 gennaio 1982,[180] ha una superficie di oltre 2.000 m² ed al suo interno ospita, oltre alla Biblioteca comunale e all'Archivio di Stato, i seguenti musei:

Media[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del centro storico di palmi dal Belvedere GISA.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio King International (1978), emittente storica di Palmi, si occupa di musica, attualità ed eventi cittadini;[182]
  • Radio Pienezza di Vita (1982), emittente della comunità evangelica di Palmi.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

A Palmi ha sede la redazione locale di Calabria Ora e la rivista mensile denominata "La Piana".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio palmese, nell'ultimo decennio, è stato un set naturale nel quale sono stati girati alcuni film cinematografici ed alcune serie televisive. Tra le produzioni cinematografiche vi sono i film Diciotto anni dopo[183] (2010) e The Opening[184] (2013). Per la televisione sono state girate a Palmi scene della serie televisiva Stiamo bene insieme[185] (2002) e della miniserie tv Artemisia Sanchez[186] (2006).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 la città è stata una delle tre sedi, in Calabria, della finale del concorso di bellezza di Miss Italia che ha visto vincitrice l'attrice Anna Kanakis.[187] Nel 2011 il programma di Rai 2 "Due passi in Italia" ha trasmesso una puntata intera in diretta da Palmi.[188]

Inoltre Palmi, per il suo paesaggio, per le sue tradizioni e per i suoi eventi, è stata spesso oggetto di documentari o servizi di programmi televisivi di reti nazionali. Sul suo paesaggio il Tg2 ha realizzato, nel 2011, il servizio "le meraviglie di Palmi"; della Varia di Palmi si sono occupati Gentes nel 2006 e Geo & Geo nel 2009; sulla festa di San Rocco hanno realizzato documentari Unomattina (2009), TV2000 (2003) ed ancora Gentes (2005); il mare del Lido di Palmi è stato invece al centro di servizi di Lineablu[189] e di Geomagazine.[190] Anche di alcuni eventi come "La notte dei sospiri" si è parlato ad Unomattina (2011).[191]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro della Madonna della Sacra Lettera, del XVIII secolo.

Dell'arte cittadina dei secoli passati poco o nulla rimane attualmente, in quanto i vari terremoti che si sono susseguiti nel corso del tempo hanno sempre distrutto ogni forma architettonica ed artistica. Pertanto le uniche opere di valore artistico del passato, arrivate ai nostri giorni, sono alcune statue religiose custodite nelle chiese e sottratte alle macerie, in quanto venerate anche allora dalla popolazione locale. Tra queste, l'opera principale è senza dubbio un pregevole Crocifisso ligneo del XVII secolo, custodito nell'omonima chiesa e realizzato probabilmente da fra' Umile da Petralia. L'opera è segnalata nell'"Inventario degli Oggetti d'Arte d'Italia" da Alfonso Frangipane.[63]

Il Crocifisso ligneo del XVII secolo.

Del XVIII secolo sono invece le statue della Madonna del Soccorso e della Madonna del Carmine, realizzate dall'artista Domenico De Lorenzo[192] e custodite nelle omonime chiese. Sempre del settecento è anche un dipinto, con manta argentata, della Madonna della Sacra Lettera[193] che è collocato nella Concattedrale. Invece al XVII secolo è databile la statua di san Rocco, anche se l'autore a tutt'oggi è ignoto.

Un'opera d'arte può essere considerata anche il carro votivo della Varia di Palmi, inventato da Giuseppe Militano[194] e ricostruito da maestranze locale per ogni edizione della festa.

L'importanza storica di Palmi nel campo artistico[29] è testimonianza, nel XIX secolo, da una scuola comunale di disegno attiva già nel 1888[110] dal pittore Domenico Augimeri, che realizzò molte opere d'arte[195] custodite in vari luoghi della Calabria, tra cui Catanzaro, Cittanova e Reggio Calabria. A Palmi è custodito il suo quadro raffigurante San Giuseppe con Bambino. La conferma dell'importanza rivestita dalla città nel campo artistico fu confermata nel XX secolo dall'artista Michele Guerrisi, che ebbe a Palmi la sua formazione artistica e realizzò alcuni dei più importanti monumenti cittadini,[196] e dall'istituzione di un liceo artistico, di una gipsoteca e di una pinacoteca.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

In città aveva sede, fino al 2009, l'Accademia d'arte drammatica della Calabria, che organizzava corsi per attori di prosa e registi e la formazione professionale di scenografi, truccatori, costumisti, elettricisti, macchinisti e fonici. L'ente era finanziato e accreditato dalla Regione Calabria e dal Fondo sociale europeo riconoscendolo come «idoneo a promuovere l'elevazione del livello culturale dei cittadini nel campo artistico e dello spettacolo».[197]

Per quanto riguarda le attività teatrali, ogni estate Palmi è parte integrante del Magna Grecia Teatro Festival, rassegna itinerante organizzata dalla Regione Calabria e svolta nei principali teatri della regione, tra i quali il teatro all'aperto di località Motta.[198]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica ha svolto un ruolo importante nella storia cittadina fin dalla fine del XVIII secolo. Ciò è dovuto anche alla nascita a Palmi di compositori quali Nicola Antonio Manfroce e Francesco Cilea, che crearono opere liriche come L'Ecuba, L'Arlesiana o Adriana Lecouvreur che riscuoterono successo nei maggiori teatri italiani, dal Teatro San Carlo di Napoli[199] al Teatro alla Scala di Milano[200]. L'opera di Manfroce denominata L'Alzira, venne eseguita nel 1893 all'inaugurazione del nuovo teatro cittadino, con esecuzione diretta da Cilea.[201]

Ai due artisti è stato intitolato il museo musicale cittadino che raccoglie, tra gli altri, numerosi documenti dei due compositori (spartiti, manoscritti, schizzi e bozzetti), cimeli di Vincenzo Bellini,[29] ritratti di Gioachino Rossini e Wolfgang Amadeus Mozart, fotografie con dediche di Giacomo Puccini e Arturo Toscanini.[17]

Dal 1977 Palmi ospita annualmente una «stagione concertistica», organizzata dall'"Associazione amici della musica".[202] All'interno della stagione viene svolto il Concorso Musicale Nazionale Francesco Cilea, concorso per flauto e musica d'insieme più antico d'Italia.[203]

Nella musica leggera va segnalata la partecipazione al Festival di Sanremo 1990 dell'artista palmese Beppe De Francia.[204]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tipica feluca con la quale viene pescato il pesce spada in tutta la Costa Viola.

La gastronomia di Palmi affonda le sue radici nella tradizione mediterranea, ma offre anche note speziate e agrodolci tipiche della cucina spagnola.[205] Tra i primi piatti tipici vi sono la pasta china, timballo di pasta cotto al forno e condito con uova, salame, ragù e pomodoro[206] e la struncatura, pasta costituita da grano duro e farine integrali. Quest'ultima può essere cucinata «alla parmisana», cioè cotta in padella con aglio, alici, peperoncino piccante, pangrattato ed olio extravergine d'oliva,[207] o accompagnata con le sarde, pescespada o seppia.[208]

Esempio di cuddhureddi pasquali, dolci realizzati in Calabria e Sicilia e quindi anche a Palmi.

Tra i secondi piatti vi sono lo stoccafisso preparato con svariate ricette tipiche, la parmigiana di melanzane o di zucchine, la tortiera di alici ed il pesce spada.[208] Quest'ultimo può essere cucinato «alla ghiotta», e cioè farcito con mollica, capperi, olive, pepe nero e poi cotto a vapore o condito con salse differenti,[205] oppure cucinato «in salmoriglio», e cioè grigliato e condito con il salmoriglio che è una salsetta di origine spagnola a base di olio, limone, aglio, sale, pepe nero, prezzemolo e origano.[205]

Tra i biscotti tipici locali vi è lo 'nzuddu, preparato con latte, miele e mandorle e venduto nelle bancarelle della fiera di San Rocco.[205] Tra i dolci vi sono le zeppole nel periodo natalizio, la pignolata e le nacatole per il carnevale ed i cuddhureddi per la festa di Pasqua.[206] I cuddhureddi sono dolci realizzati da farina di grano e zucchero, con la peculiarità di avere inserite delle uova sode (in numero dispari) quali «segno della rinascita».[209]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Spettacolo pirotecnico della festa di San Rocco 2013.

Gli eventi della città di Palmi sono collocati in gran parte all'interno dell'Estate Palmese, contenitore di manifestazioni che inizia a metà luglio per concludersi ai primi di settembre comprendendo, tra gli altri, feste religiose, sagre, concerti musicali e teatrali, spettacoli pirotecnici ed una fiera. Il ruolo di evento centrale dell'Estate Palmese (talvolta denominato "Agosto Palmese") è dato dalla Varia di Palmi, quando celebrata, o dall'annuale festa di San Rocco. Le due feste, al di la dell'aspetto puramente religioso, offrono alcuni eventi civili quali spettacoli pirotecnici e l'esecuzione gratuita, in piazza I maggio, di concerti di artisti di fama nazionale o internazionale. Negli ultimi anni, ad esempio, si sono esibiti Toquinho[210], Tiromancino[211], Gemelli Diversi[212], Edoardo Bennato[213], Ron[214] e Nek. Tra l'altro, nella settimana di ferragosto, alcune strade del centro storico sono occupate dalla Fiera di San Rocco, composta da bancarelle di venditori ambulanti. Fuochi d'artificio e piccole fiere di bancarelle vi sono anche in occasione delle feste della Madonna del Soccorso, della Madonna dell'Alto Mare (a Taureana di Palmi), della Madonna della Montagna e di Sant'Elia (sull'omonimo monte). Sempre nel centro cittadino e al Lido di Palmi, vengono svolte numerose sagre, cinema all'aperto, rassegne e spettacoli musicali di vario genere (jazz, lirico, piano bar, musica leggera). Gli spettacoli teatrali invece sono svolti principalmente al teatro all'aperto di località Motta. Il Magna Graecia Teatro Festival, rassegna teatrale itinerante, porta in scena spettacoli di artisti come Massimo Ranieri o Giorgio Albertazzi mentre "La Notte dei sospiri", spettacolo di varietà organizzato dal 2010, presenta negli anni artisti quali Massimo Giletti, Amadeus, Amedeo Minghi o Alessandro Haber. Fanno da cornice all'Estate Palmese, per tutte le serate del mese di agosto, alcune luminarie installate lungo le principali strade del centro storico.

Al di fuori del contesto estivo l'evento culturale principale della città è il Premio Palmi, riconoscimento assegnato negli anni a personalità come Gian Antonio Stella, Paolo Mieli, Stefano Rodotà e Gianni Riotta.[21]

Persone legate a Palmi[modifica | modifica wikitesto]

Icona bizantina dei Santi Elia e Filarete.
Fotografia di Leonida Repaci.
Ritratto di Francesco Cilea.

Di seguito l'elenco delle personalità legate a Palmi, o comunque al suo territorio.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Palmi con le sue frazioni.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urbanistica di Palmi.

Lo studio dell'area urbana di Palmi, effettuato dalla Provincia di Reggio Calabria tramite il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, individua oltre i confini comunali un primo «anello» di area urbana, formato dall'unione dei comuni di Palmi e Seminara per popolazione di circa 22.700 abitanti, in quanto «Palmi e Seminara presentano caratteri di continuità e di contiguità territoriale, oltre ad una consolidata tradizione di flussi di servizio».[215] Secondo uno studio condotto dalla società Cityrailways[216] sugli urbanismi italiani, l'area urbana (chiamato distretto metropolitano) di Palmi comprenderebbe i comuni di Bagnara Calabra, Melicuccà, San Procopio, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Seminara e Sinopoli per una popolazione totale di 42.535 abitanti. Tornando ai dati del P.T.C.P., Palmi risulta essere anche il principale polo di attrazione della mobilità da parte dei centri della Piana (popolazione totale di oltre 170.000 abitanti), con una domanda di spostamento giornaliera attratta di oltre 10.000 persone per i motivi "casa-lavoro", "casa-scuole" e "casa-affari personali.[217]

Suddivisioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urbanistica di Palmi#Suddivisioni.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Urbanistica di Palmi#Frazioni.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Oliveti tipici della zona.
« Prima di arrivare a Palmi, entriamo in una foresta di olivi, quali non ho mai visto. L'olivo non è più olivo, è un albero fronzuto che spinge verso le nuvole i suoi rami vigorosi e sparge all'intorno un'ombra. »
(Maxime Du Camp, Da Palermo al Volturno: memorie di un garibaldino, 1860[218])

Le aree agricole interessano gran parte del territorio comunale ed i suoi prodotti rivestono un ruolo importante nell'economia locale[21]. Le principali colture agrarie sono rappresentate da oliveti, seminativi, sistemi colturali complessi, vigneti e qualche agrumeto[79].

Uso del terreno nel territorio comunale.

Nelle campagne di Palmi le varietà di olivo più diffuse sono l’ottobratica e la sinopolese. Tali varietà sono utilizzate con il metodo di coltura intensiva, tramite impianti tradizionali costituiti da sesti molto ampi (della misura di 10 x 10 m) e da piante secolari senza impianti di irrigazione[79].

A Palmi, come in tutto il resto della piana, l'olivicoltura rappresenta una sorta di "monumento ambientale" che caratterizza il territorio in quanto, nel corso dei secoli, il sistema olivicolo ha creato una sorta di "bosco di ulivi". Ciò in funzione dell'altezza (15-20 metri) e della sezione al tronco (con superfici fino a 13 m²) degli alberi, dell'età secolare delle piante e, soprattutto, della fittezza della copertura vegetale. Questo paesaggio è stato al centro degli studi di olivicoltori, economisti, studiosi di scienze agronomiche, ambientali e storici.

I seminativi invece interessano piccole superfici. Sono presenti alle quote più elevate, a circa 500 m, dove sono ubicati i piani "della Corona" e di Sant'Elia[79]. Si tratta di aree pianeggianti dove oggi, come nel passato, si coltivano prevalentemente cereali, ortaggi, patate, fagioli ecc., tutti prodotti strettamente legati all'autoconsumo. Non sono infatti presenti aziende che praticano moduli intensivi, date le modeste superfici interessate[79].

I Sistemi colturali complessi sono prevalentemente colture frutticole e orticole praticate alle quote più basse, in prossimità del mare[79].

Infine vi sono i vigneti, che rivestono ad oggi un'importanza molto limitata, coltivati soprattutto nelle zone di mare, in contrada Scinà. I pochi appezzamenti odierni rappresentano una testimonianza di una coltura che un tempo era molto più diffusa. In passato era noto il vino che veniva imbottigliato a Palmi[79]. Questa categoria di uso del suolo assume, tra l'altro, grande significato dal punto di vista culturale e storico. In epoca passata le terre, sottratte al bosco, furono modellate attraverso la costruzione di secolari muri a secco, le armacìe (o armacère), che permettevano la coltivazione dell'uva anche in terreni con forti pendenze.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Vista del borgo marinaro di Pietrenere con le sue spiagge.

Il terziario è il principale traino dell'economia cittadina, soprattutto per la presenza di uffici pubblici e privati (studi legali e professionali). Dal punto di vista del commercio, lo sviluppo di Palmi è servito principalmente da piccole attività, soprattutto boutique dell'abbigliamento e del vestiario, bar e ristoranti, ubicati in gran parte nel centro storico e distribuiti tra il corso Giuseppe Garibaldi e la via Roma. Gli esercizi commerciali di media e grande distribuzione sorgono essenzialmente lungo la Strada statale 18 Tirrena Inferiore, da Palmi verso il fiume Petrace.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Palmi è una delle principali mete turistiche della Provincia di Reggio Calabria per il mare. La spiaggia di Rovaglioso ha ottenuto, nel 2013, il riconoscimento da parte di Legambiente quale spiaggia più bella della Calabria e tra le prime 17 spiagge d'Italia.[219] Le spiagge del Lido di Palmi, che attirano numerosi turisti,[21] nel 2014 hanno ricevuto l'assegnazione di 3 "vele" della Guida Blu, sempre di Legambiente, ponendo la città al secondo posto con Tropea in tutta la costa tirrenica meridionale della Calabria.[220] Inoltre Palmi è anche meta turistica per gli eventi estivi organizzati all'interno dell'Estate palmese. Per quanto riguarda le infrastrutture turistiche, nel centro cittadino sorgono alcune importanti strutture alberghiere mentre nei quartieri marittimi di Taureana e del Lido di Palmi sono ubicati vari alberghi, lidi, ristoranti e campeggi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade di Palmi.png Ferrovie di Palmi.png
Le principali arterie stradali e le tratte ferroviarie del territorio di Palmi.

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stradario di Palmi.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato da due linee ferroviarie: la Ferrovia Tirrenica Meridionale Battipaglia-Reggio Calabria, gestita dalla RFI SpA, e la Ferrovia Gioia Tauro-Palmi-Sinopoli gestita dalle Ferrovie della Calabria. Le stazioni cittadine sono le seguenti:

Porti[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del porto di Palmi.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Palmi.

Nel territorio comunale è presente il porto turistico di Taureana di Palmi. La struttura è il principale scalo turistico del litorale tirrenico della Calabria meridionale, con i suoi 200 posti barca.[221]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani della città vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dall'azienda comunale denominata "Piana Palmi Multiservizi".[222] La PPM è una delle quattro aziende comunali di trasporto pubblico locale presenti in Calabria[223] e Palmi è l'unico comune regionale non capoluogo ad avere tale servizio. Le Ferrovie della Calabria ed alcune società private gestiscono invece i trasporti interurbani tra Palmi e gli altri centri della provincia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Palmi.

L'attuale sindaco in carica è Giovanni Barone, al suo primo mandato. Eletto il 21 maggio 2012, la sua coalizione (PdL, UdC, Nuovo PSI e liste civiche) ha battuto gli altri candidati Salvatore Boemi (PD, IdV e liste civiche), Francesco Trentinella (Noi Sud-Lega Sud e lista civica) e Ottavia Silvana Morgante (liste civiche).[1]

Il municipio ha sede nel palazzo San Nicola, sito in Piazza Municipio.[224]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Palmi è gemellata con le seguenti località:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Palmese 1912.

Tra le società calcistiche cittadine la più antica è l'Unione Sportiva Palmese 1912.[227] La squadra neroverde in passato ha militato per cinque stagioni nel campionato di Serie C perdendo tra l'altro, nel 1935, gli spareggi per l'accesso alla Serie B. Nella sua storia la Palmese ha affrontato, in gare ufficiali di campionato, formazioni blasonate come la Reggina Calcio, il Calcio Catania, l'AS Bari, il Messina e l'Us Lecce, riuscendo ad ottenere alcuni risultati prestigiosi. Tra questi vi sono la vittoria per 1-0 a Bari,[228] il successo in casa contro il Catania sempre per 1-0[229] ed alcune vittorie contro la Reggina (in casa con i risultati di 7-0[230] e 5-0[229] ed in trasferta con il punteggio di 4-0[230] e 4-2[229]). Da segnalare anche le due amichevoli disputate nel 1934, allo Stadio Giuseppe Lopresti, contro l'AS Roma[231] e l'ACF Fiorentina e la partecipazione alla Coppa Italia 1938-1939.

Altre società calcistiche minori, affiliate alla FIGC, sono lo Sporting Palmi e l'Arcudace Palmi mentre l'ASD Space Green, che pratica calcio a 5 e calcio a 7, è affiliata alla UISP.

Sempre nel calcio va ricordata la partita di beneficenza della Nazionale italiana cantanti, che il 18 aprile 1998 affrontò allo Stadio San Giorgio una rappresentativa cittadina denominata Palmi per ricominciare.[232]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Profilo altimetrico della salita del Sant'Elia.

Il 25 maggio 1982 Palmi fu sede di partenza dell'undicesima tappa del Giro d'Italia di ciclismo, con arrivo a Camigliatello Silano. La città è stata attraversata dalla carovana del Giro anche in altre undici edizioni, la prima nel 1930 e l'ultima nel 1989. Inoltre Palmi è stata sede di partenza, o di passaggio, di numerose edizioni del Giro di Calabria e, soprattutto, del Giro della Provincia di Reggio Calabria.[233] Sulla salita del Sant'Elia, tratto di gara spesso decisivo per la vittoria finale della corsa, in passato i più grandi nomi del ciclismo italiano hanno dato spettacolo nella scalata alla vetta.[233] Tra questi vi furono: Fausto Coppi, Gino Bartali, Felice Gimondi, Fiorenzo Magni, Francesco Moser, Gastone Nencini e Vittorio Adorni.[233]

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

In passato il basket è stato uno dei principali sport della città. Negli anni ottanta la società Pallacanestro Palmi fu sponsorizzata dalla banca popolare cittadina e disputò campionati di Serie C2. Attualmente è presente, nei campionati regionali femminili, la società Frizz Palmi.[234]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 nacque l'ASD Pallavolo Palmi, una delle più antiche società di volley della Calabria. Nel palmares della società figurano la partecipazione a due campionati maschili di B1, ad una ventina di campionati femminili di serie C ed una stella di bronzo assegnatale dal CONI.[235]

MeritoSportivo3.png "Stella di bronzo al merito sportivo": ASD Pallavolo Palmi

L'altra società di volley maschile e femminile è la Polisportiva San Nicola. Solo nel settore femminile vi sono anche la Golem Software Palmi (in serie B1) e la ASD Psp Eurofiscon Ekuba Volley. Quest'ultima formazione, nata nel 2009, è la sezione volley di una società denominata "progetto sport Palmi".[236]

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 è nata la società rugbistica Piana Palmi Rugby[237] che riprende una tradizione cittadina, legata a questo sport, risalente agli anni ottanta. Difatti la città, oltre ad essere stata per molto tempo l'unica della provincia ad avere uno stadio di rugby,[238] nel 1997 ebbe una società, il Rugby Club Palmi, che realizzò per due volte il record italiano di punti segnati da una squadra in una partita, battendo in casa prima il Marsala con il punteggio di 175-0 e successivamente il Rugby Nicolosi per 180-0.[239]

Atletica Leggera[modifica | modifica wikitesto]

L'evento podistico principale è il "Trofeo città di Palmi", patrocinato dalla FIDAL e corso per le vie del centro storico.[240] A Palmi vi è una società di Atletica leggera, l'ASD Running Palmi, che tra l'altro organizza, anch'essa in collaborazione con la FIDAL, il trofeo podistico "CorriPalmi".[241]

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti due circoli. L'A.T.D. Circolo Tennis Sant'Elia[242] ed il Circolo Tennis Sporting Palmi[243]. Il primo circolo utilizza i due campi in terra rossa del Sant'Elia mentre il secondo usufruisce del campo in cemento del Parco Parpagliolo.

Golf[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2013 in contrada San Francesco è presente un campo da golf dell'A.S.D. Tauriana Golf Club. Il campo comprende 9 buche (3 da par 3, 4 da par 4 e 2 da par 5) ed un club house.[244]

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

Nel tiro a segno a Palmi hanno sede una sezione TSN ed un poligono di tiro. La sezione venne fondata nel 1884 e rifondata nel 1989.[245] Nel 1997 venne invece inaugurato il poligono di tiro della sezione, in contrada Prato, in un'area di 3.350 m², con poligoni di 10, 25 e 50 metri e locali sociali.[245] Ad oggi la struttura è l'unica in Calabria con poligono di 50 metri.[245]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito viene riportato l'elenco delle società sportive affiliate al CONI:

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Palmi è stata percorsa dal passaggio della fiamma olimpica dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006 il 28 dicembre 2005, proveniente da Reggio Calabria e diretta a Catanzaro.[246]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Schema dello Stadio Giuseppe Lopresti.

I principali impianti sportivi della città sono i seguenti:

  • Stadio Giuseppe Lopresti (1.500 spettatori, calcio);
  • Stadio San Giorgio (1.500 spettatori, rugby e calcio);
  • Campo sportivo Garanta (atletica leggera);
  • Palazzetto dello sport Mimmo Surace (600 spettatori, pallacanestro e pallavolo);
  • Poligono di tiro (tiro a segno);
  • Palestra Lo Scatolone (pallacanestro, pallavolo e tiro con l'arco);
  • Campo da tennis Parco Parpagliolo (tennis);
  • Campo da tennis Sant'Elia (tennis);
  • Centro sportivo Prato (definito la città dello sport, con palestra coperta per la pallavolo, la pallacanestro, il calcio a 5 ed il tennis e campi scoperti per tennis, calcetto e pallamano);
  • CrossPark Gonia (pista per motocross con paddock e tracciato sabbioso di 1,6 km[247]).

Personalità sportive legate a Palmi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personalità sportive legate a Palmi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ministero dell'Interno: Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato il 5 aprile 2014.
  2. ^ a b Palmi: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento. URL consultato il 5 aprile 2014.
  3. ^ Dati Istat 2001. URL consultato il 15 aprile 2014.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Cap 89015. URL consultato il 5 aprile 2014.
  5. ^ Effettivamente, però, secondo l'IStat, le uniche due frazioni del comune, perché distaccate dal centro abitato, sono Ciambra e Sant'Elia. Lo Statuto comunale, invece, non specifica nessuna frazione.
  6. ^ a b c d e Palmi (RC) - Italia: Informazioni. URL consultato il 5 aprile 2014.
  7. ^ a b Lo statuto comunale di Palmi, approvato con delibera C.C. n° 42 del 30 giugno 2008, riporta, all'articolo 5:
    « Il Comune di Palmi, a salvaguardia delle radici cristiane della propria comunità, riconosce, quale festa civica, la ricorrenza di San Nicola, patrono di Palmi, che si celebra il 6 dicembre di ogni anno »
  8. ^ [2]
  9. ^ a b = ISTAT - Bilancio demografico mensile maggio 2014. URL consultato il 01 novembre 2014.
  10. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  11. ^ Palustre de Montifaut, p. 413
  12. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 25 aprile 2013.
  13. ^ Nome ufficiale di Palmi in latino, come riportato anche nel documento "Acta Apostolicae Sedis", scritto da papa Giovanni Paolo II, nel quale viene creata la nuova Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, pag. 1360
  14. ^ Nome dialettale della città, come riportato nel "Vocabolario del dialetto calabrese" di Luigi Accattatis, pubblicato a Castrovillari nel 1895
  15. ^ Circondario di Palmi, rinominato nel 2011 "Servizio Multifunzione Decentrato".
  16. ^ Piana Di Palmi: documenti, foto e citazioni nell’Enciclopedia Treccani Dati della Piana di Palmi sull'Enciclopedia Treccani
  17. ^ a b c Guida Touring, pag. 628
  18. ^ Descrizione di Palmi
  19. ^ Decreto Ministeriale del 22 luglio 1968, Legge 1497/39
  20. ^ a b Elenco Uffici della Curia Vescovile
  21. ^ a b c d e Guida Touring 2003, pag. 155
  22. ^ bios di Fantino il Vecchio. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  23. ^ a b Il Tempio Di San Fantino. URL consultato il 6 maggio 2013.
  24. ^ ANSA, Varia Palmi patrimonio umanità Unesco. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  25. ^ La Stampa viaggi "Palmi, processione con gli spinati" «Incastonata in un magnifico scenario naturale, la località in provincia di Raggio Calabria è nota nel mondo per le sentite celebrazioni del 16 agosto in onore di San Rocco». URL consultato il 22 settembre 2014.
  26. ^ Testo originale consultabile su "A Tour through the southern provinces of the kingdom of Naples" di Keppel Richard Craven, Pubblicato da Rodwell end Martin, 1821, pag. 291
  27. ^ a b c Descrizione della Costa Viola. URL consultato il 5 aprile 2013.
  28. ^ Descrizione della Piana di Palmi nell'Enciclopedia Treccani. URL consultato il 27 aprile 2013.
  29. ^ a b c d e f Guida Touring, pag. 629
  30. ^ Spiggie della Costa Viola. URL consultato il 25 aprile 2013.
  31. ^ Descrizione del Belvedere di Punta Motta. URL consultato il 25 aprile 2013.
  32. ^ Guida Blu, p. 179
  33. ^ Elenco dei "Monumenti naturali della Provincia di RC". URL consultato il 25 aprile 2013.
  34. ^ Elenco delle ZPS della Regione Calabria
  35. ^ Test sui dati pluviometrici di Palmi. URL consultato l'11 marzo 2013.
  36. ^ Clima e dati geografici del comune di Palmi. URL consultato l'11 febbraio 2013.
  37. ^ Giuseppe Pasquale Cirillo, Difesa storica del Diploma onde Ruggiero I, conte di Sicilia e di Calabria nell'anno 1085, fondò la Chiesa di Santa Maria e dei XII Apostoli di Bagnara, Napoli 1754
  38. ^ Vito Capialbi, Memorie per servire alla storia della santa chiesa militese, Napoli, 1835, cronologia dei vescovi pag. 19, annotaz. 3
  39. ^ Gabriele Barrio, De Antiquitate et situ Calabriae, Romae, 1571, Hb. II cap. XVIII
  40. ^ Frà Lando Alberti, Descrizione di tutta Italia, Venezia 1596, v. Calabria, pag. 201
  41. ^ Agostino, pag. 231
  42. ^ Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico del regno di Napoli, Napoli 1797, v. Palma
  43. ^ Thomae Aceti, Annotationes de antiquitate et situ Colabriae, Roma, 1737 Hb. II, cap. XVIII
  44. ^ Ferdinando De Luca e Raffaele Mastriani, Dizionario corografico del Regno di Napoli, Nap. 1858, v. Palme
  45. ^ De Salvo, p. 23
  46. ^ Rinvenimento di resti di un villaggio protostorico di 4.000 anni fa
  47. ^ Settis, pag. 66
  48. ^ ArcheoCalabriaVirtual - Taureana. URL consultato il 12 maggio 2013.
  49. ^ De Salvo, pp. 11-12
  50. ^ De Salvo, p. 15
  51. ^ De Salvo, p. 99
  52. ^ De Salvo, pp. 132-133
  53. ^ De Salvo, pp. 204-210
  54. ^ A. Riccò, E. Camerana, M. Baratta, G. Di Stefano - "Il terremoto del 16 novembre 1894 in Calabria, Relazione Scientifica della comm. incaricata degli studi dal Regio Governo" pag. 33
  55. ^ Art. 4 comma 1 Statuto Comunale
  56. ^ Art. 4 comma 2 dello Statuto comunale di Palmi
  57. ^ a b c Araldica Civica 150. Gli stemmi dei comuni, delle provincie e delle regioni d'Italia. URL consultato il 13 aprile 2014.
  58. ^ a b c Stemma Comune di Palmi. URL consultato il 13 aprile 2014.
  59. ^ Approvato con delibera del Consiglio Comunale nº 42 del 30 giugno 2008 e modificato con delibera del C.C. n. 81 del 29 dicembre 2008 e con delibera del Commissario prefettizio n. 119 del 29 dicembre 2011
  60. ^ Art. comma 3 dello Statuto Comunale
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