San Lorenzo (Italia)

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San Lorenzo
comune
San Lorenzo – Stemma
Veduta di San Lorenzo
Veduta di San Lorenzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Michela Fabio (commissario prefettizio) dal 04/07/2013
Territorio
Coordinate 38°01′00″N 15°50′00″E / 38.016667°N 15.833333°E38.016667; 15.833333 (San Lorenzo)Coordinate: 38°01′00″N 15°50′00″E / 38.016667°N 15.833333°E38.016667; 15.833333 (San Lorenzo)
Altitudine 787 m s.l.m.
Superficie 64 km²
Abitanti 2 611[1] (30-09-2012)
Densità 40,8 ab./km²
Frazioni Chorio, Contrada Croce, Lanzina, Marina di San Lorenzo, San Fantino, San Pantaleone, Santa Maria
Comuni confinanti Bagaladi, Condofuri, Melito di Porto Salvo, Montebello Jonico, Roccaforte del Greco
Altre informazioni
Cod. postale 89069
Prefisso 0965
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080073
Cod. catastale H959
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti laurentini
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Lorenzo
Posizione del comune di San Lorenzo all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di San Lorenzo all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

San Lorenzo è un comune italiano di 2.611 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sede di pretura fino alla prima metà del Novecento, il paese è oggi quasi disabitato ma ha rivestito nei secoli un'importanza rilevante nel comprensorio.

San Lorenzo ha avuto un ruolo importante per lo sbarco di Garibaldi a Melito Porto Salvo. Alberto Mario, uno dei 250 garibaldini che, sbarcati a Scilla, dopo il fallito tentativo di conquistare il vicino forte di Altafiumara, sono stati inseguiti dai borbonici per l'Aspromonte, era uno dei cronisti dell'impresa dei Mille. Egli ha scritto le sue memorie nel libro La Camicia Rossa, edito prima in edizione inglese nel 1865 e successivamente in italiano nel 1870. In questa opera, con dovizia di particolari, descrive come il popolo di San Lorenzo abbia accolto i fuggiaschi garibaldini, braccati sull'Aspromonte, disperati e affamati.

Riporta Alberto Mario: «Il momento era grave. Il nemico dieci volte più poderoso, c'inseguiva come un limiero. Qualche giorno ancora ed avrebbeci presi o gettati in mare. Capitò il signor Rossi, Sindaco di San Lorenzo, e ci ha invitati colassù, in quell'eccelso apice, per la vita e per la morte».

Era il 18 agosto del 1860. Garibaldi doveva ancora sbarcare a Melito. E l'intendente di Reggio aveva immediatamente scritto al Ministero dell'Interno di Napoli: «il Giudice di Melito mi avvisa che nel Comune di San Lorenzo si è veduta una banda di circa dugento armati ed io subito ho dato preghiera al Comandante delle Armi che spedisse colà un distaccamento di truppa».

Garibaldi, da Giardini di Taormina, ove era in attesa con i piroscafi Torino e Franklin, aveva avuto segnalazione che quella zona aspromontana era presidiata dai garibaldini e dal popolo di San Lorenzo e decise di sbarcare nella notte tra il 18 e 19 agosto nell'antistante spiaggia di Melito. Appena sbarcato, Garibaldi inviò verso San Lorenzo un corriere al galoppo, recante al maggiore comandante il messaggio: "Sbarcai a Melito. Venite. G. GARIBALDI".

Bruno Rossi e i laurentini insieme coi garibaldini raggiunsero Garibaldi e si avviarono con lui alla conquista di Reggio. Il popolo di Melito si era defilato, non aveva dato alcun appoggio a Garibaldi, forse per paura che venisse rigettato a mare nel qual caso gli abitanti sarebbero restati inermi alla mercé della repressione borbonica. Dice il giudice di Melito Marco Centola: «Tutte le persone notabili, compresi i liberali ed i funzionari ed impiegati pubblici erano scomparsi […] Il signor Antonino Amato, Sindaco di Melito, di scarsa istruzione e ricco di meriti politici, si trovava a Reggio e non poté tornare che dopo la resa di quella città».

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • la Chiesa di San Lorenzo che conserva all’interno una statua marmorea della Madonna della Neve del XVI secolo e la statua lignea di San Lorenzo del Settecento. Nella stessa piazza Regina Margherita, si trova un olmo antico che costituisce con la sua base in pietra locale un vero e proprio monumento naturale

Nei dintorni:

  • la Chiesa di San Fantino, costruita nel 1953 sulla parte rimasta in piedi dell’antico monastero costruito dai monaci basiliani;
  • la Chiesa di San Pasquale Baylon, in frazione Chorio del XIX secolo;
  • la Chiesa SS Trinità, in frazione Marina;
  • la Chiesa di San Pantaleone nell’omonima frazione;
  • la Chiesa di San Francesco in località Lanzina;
  • il Castello dei Baroni, la cui edificazione risale alla fine del Settecento;
  • il santuario della Maria SS. Assunta della Cappella, ubicato nell’omonima località, costruito nel XVII secolo e che conserva una suggestiva icona della Madonna Nera risalente con molta probabilità al XII secolo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 228 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

India India 146 5,07%

Romania Romania 42 1,46%

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il comune è amministrato da un commissario prefettizio a seguito delle dimissioni del sindaco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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