Benestare

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Benestare
comune
Benestare – Stemma Benestare – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Rosario Rocca (Vivere Benestare) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 38°11′00″N 16°08′00″E / 38.183333°N 16.133333°E38.183333; 16.133333 (Benestare)Coordinate: 38°11′00″N 16°08′00″E / 38.183333°N 16.133333°E38.183333; 16.133333 (Benestare)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 18,72 km²
Abitanti 2 549[1] (31-05-2014)
Densità 136,16 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Ardore, Bovalino, Careri, Platì, San Luca
Altre informazioni
Cod. postale 89030
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080008
Cod. catastale A780
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti benestaresi
Patrono san Michele
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Benestare
Posizione del comune di Benestare all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Benestare all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Benestare è un comune italiano di 2.549 abitanti[2] della provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Situato in collina, a pochi chilometri dalla costa Jonica della Locride, gode anche di un'ottima panoramica sull'Aspromonte, dal quale dista una decina di chilometri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune deriverebbe dall'ottima posizione geografica di cui gode.

Secondo alcune fonti storiche in origine fu Buonostare, nome datogli da contadini e pastori che abitavano nella zona dove oggi sorge il paese. Molti ritengono che il nome derivi invece dal latino "bostar-are" ovvero stalla per buoi. In epoca feudale, Benestare fu un casale appartenente a Motta Bubalini (odierna Bovalino Superiore). Compreso nella Baronia di Bianco, appartenne ai Carafa di Roccella, e, quale Casale di Bovalino ne seguì le vicende, passando dal dominio dei Caracciolo di Morano a quello dei Pescara Diano, sotto i quali giunse all'eversione della feudalità (1806). Il terremoto del 1783 vi fece danni valutati 30 000 ducati. L'ordinamento amministrativo disposto dai francesi nel 1806 lo considerò Luogo assegnandolo al cosiddetto Governo di Ardore; la successiva legge del 1811, in virtù della quale venivano istituiti i Comuni, lo riconosceva tale con giurisdizione sul Villaggio di Careri e sul Casale di Cirella. Ma mentre così lo conferma la legge borbonica del 1816, un decreto del 18 luglio 1836, ne distacca Careri che con Natile viene a costituire Comune autonomo. Cirella, invece, continuò ad essere frazione di Benestare fino al 1875, anno in cui fu aggregato al Comune di Platì, dal quale tuttora dipende.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ammendolara, Ancone (Dialetto Greco-Calabro: Angòn), Armerà (Dialetto Greco-Calabro: Almyrà), Belloro, Bosco, Bruca, Canale, Cullaro, Drafà, Esopo (Dialetto Greco-Calabro: Aesopos), Fego (Dialetto Greco-Calabro: Fengo), Ientile, Martilli, Meta, Nasida (Dialetto Greco-Calabro: Nesida), Pignataro, Piraino, Ricciolio, Rodia (Dialetto Greco-Calabro: Rhodià), Russellina, S.Giovanni, Scarparina, Varraro, Zopà.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I casolari ed i vari rioni erano tutti concentrati attorno all’area detta della Timpa, che è difatti la zona più vecchia di Benestare. Essa prese questo nome, perché sorgeva su di un dirupo. Al centro di questa zona, sorse la più antica piazza del paese, l’Ariaporu, luogo d’incontro di numerose generazioni. In questa piazza, si radunavano a sera, i contadini ed i pastori, che stanchi del duro lavoro si riunivano attorno ad un grande falò per raccontarsi le loro vicende. Tra i rioni più antichi si ricordano quelli degli Zzimbegli, della Zzimba, del Vaccaru e della Terrata. La peculiarità più importante, anzi unica, che contraddistingue questo paese dagli altri centri del comprensorio Locrideo, è il suo borgo antico. Tutti gli edifici di quest’ultimo infatti, sono costruiti in gesso. Si tratta di un borgo incantevole, tinto di bianco, un bianco rilucente che nei periodi di luce intensa abbaglia ed affascina tanto i visitatori, quanto gli emigranti di ritorno al paese natio. Le case del centro storico erano tutte costruite e rifinite in gesso, materiale presente in maniera abbondante nel territorio. Fino agli anni ’50-’60, la quasi totalità dei fabbricati era costruita in gesso. Questo per due motivi. Il primo, perché il solfato di calcio è presente in maniera abbondante nelle cave e nel sottosuolo del territorio, quindi di facile reperibilità. Il secondo, perché è un materiale a presa rapida. Nell’arco di una sola giornata era possibile costruire un’abitazione dalle fondamenta al tetto. Con il gesso estratto dal territorio, Benestare ha costruito il suo centro abitato e si è guadagnato l’appellativo di “Paese di gesso”. Calde d’inverno e fresche d’estate (il bianco delle pareti evitava in grandi percentuali l’assorbimento della luce e quindi del calore solare), le case di gesso hanno rappresentato per secoli, un segno distintivo di questa comunità. Tra le famiglie più antiche presenti già dal ‘700, nel paese, ricordiamo gli Albanesi, i Blefari, i Caminiti, i Capogreco, i Ceravolo, i Cristarella, i De Lorenzo, i Fotia, i Garreffa, i Giorgio, i Graziano, i Guidace, i Macrì, i Musolino, i Pascale, i Perri, i Pollifrone, i Pollifroni, i Rocca, i Romeo, gli Scopacasa, e gli Strangio.

Persone legate a Benestare[modifica | modifica wikitesto]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 febbraio: Ricorrenza del Miracolo "da Sudura" (a cura della Confraternita di Santa Maria del Rosario)
  • 19 marzo: Festa di San Giuseppe(a cura della Confraternita di San Giuseppe e Sant'Antonio)
  • 13 giugno: Festa di Sant'Antonio da Padova (a cura della Confraternita di San Giuseppe e Sant'Antonio)
  • 29 settembre: Festa di San Michele Arcangelo (Santo Patrono)
  • Ia Domenica di ottobre: Festa del SS. Rosario (a cura della Confraternita di Santa Maria del Rosario) La festa del Rosario si celebra in onore della Beata Vergine del Santo Rosario, la prima domenica di ottobre, ed è preceduta da una novena di preghiera e riflessione. Il sabato precedente la prima domenica di ottobre, si svolge il tradizionale rito dell’Incoronazione della Vergine del Rosario. La domenica l’effigie della Madonna viene portata in processione per le vie del paese, durante la quale, com’è tradizione, con una gara di spettacoli pirotecnici, si sfidano i migliori fuochisti di fama internazionale; riprende poi e si conclude la processione con la tradizionale “girata della Madonna”. Accanto alle tradizionali manifestazioni religiose e civili e agli spettacoli pirotecnici, la festa del Rosario mette in mostra una tradizione gastronomica da non trascurare. Anticamente e ancora oggi, i pellegrini dopo il doveroso “saluto” al simulacro, fanno visita ai catojia, dove si possono degustare prodotti della cucina locale. Caratteristica particolare è la preparazione del cotto che consiste nella cottura in caldaia (rigorosamente in rame posta su un cerchio di brace), di tutte le parti del maiale, che poi vengono consumate con contorni di olive schiacciate, olio e vino novello. I festeggiamenti che si svolgono in questo centro, da sempre la prima domenica di ottobre, “chiudono” il ciclo dei grandi appuntamenti annuali di manifestazioni di fede e di pietà popolare della Locride.

Luoghi e opere di interesse turistico[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Matrice. Sorge sulla omonima piazzetta Matrice, nella zona più vecchia del paese. È incerta l'epoca della fondazione della Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria della Misericordia, e comunemente chiamata Chiesa del Rosario, che anticamente era economale. Fu elevata a parrocchia nel 1609, dal vescovo Orazio Mattei, che le aveva assegnata quale congrua, il beneficio di S. Michele Arcangelo e le rendite dell'antica Confraternita del Rosario. Il primo parroco è stato Giovanni Sirleto. Si tratta di una chiesa molto bella, in stile classicheggiante; ben decorata in ogni suo angolo compresa la cupola sopra l'altare maggiore di ottima fattura. Fra gli altari vi era quello dedicato alla Vergine Addolorata, con il beneficio omonimo, eretto dalla Duchessa di Benestare, D. Lucrezia Reggio Branciforte, con l'onere di una messa settimanale. Nella Chiesa vi era installata la Confraternita del Venerabile. Nel 1817, l'Arciprete De Romeis ha aggiunto alla chiesa altre due navate e l'ha completamente restaurata. Conserva ancora oggi un altare di marmi pregiati. Di opere d'arte vi sono cinque tele, di alquanto valore, rappresentanti il Battesimo di Nostro Signore, le Anime del Purgatorio, la Madonna del Carmine, San Giuseppe col Bambino e il Cenacolo, le quali anche se non sono firmate, appaiono di ottima fattura e di chiara scuola napoletana. La navata di sinistra è popolata di Santi: San Rocco, San Paolo, San Giovanni apostolo, San Francesco da Paola, Santa Rita, Santa Lucia, Sant'Anna, il Sacro Cuore di Gesù, la Madonna della Misericordia e San Michele Arcangelo. Nella navata centrale vi è l'altare maggiore. Ai lati dello stesso vi sono raffigurati, a grandezza naturale, gli Evangelisti Giovanni, Marco, Matteo e Luca. In fondo alla navata di destra, la più frequentata dai fedeli, preservata dentro una nicchia incorporata egregiamente in un complesso a cupola di gesso - come tutto il resto della chiesa non esclusi i grossi pilastri che separano le navate - si erge maestosa, su di un pregevole altare, l'effigie più amata dai benestaresi: la Madonna del Rosario.

La Chiesa di San Giuseppe recentemente restaurata, risalente al XVI sec. Situata nel rione detto Croce, sorge in un angolo della piazzetta dell'Arciprevitua ed è considerato l'edificio più antico di Benestare, giunto fino ai giorni nostri. È composta da un'ampia navata in fondo alla quale vi è l'altare sul quale è posta una pregevole statua lignea di San Giuseppe, e da un'altra navata, più piccola, riservata a Sant'Antonio da Padova. Danneggiata dal terremoto del 1783, fu rifatta dalla pietà dei fedeli, e dotata dal Duca di Benestare D. Giovanni Pescara, con l'onere di due messe settimanali. Con il terremoto del 1908 riportò nuovi danni, a riparare i quali occorse una spesa di L.4150. In detta Chiesa vi è installata la Confraternita di San Giuseppe e Sant'Antonio, fondata nel 1845, come per decreto di beneplacito dell'8 gennaio di quell'anno.

Il centro storico detto Timpa. Le caratteristiche abitazioni che prevedevano l'esclusivo utilizzo del gesso (minerale abbondantemente presente nel territorio comunale) quale materiale da costruzione, rendono questo borgo unico in tutta l'area della Locride.

Anche la natura che circonda il paese suscita il suo fascino, di particolare interesse il colle di Verraro, ricco di querceti secolari. La vetta più alta, detta monte Canalo, raggiunge i 553 metri sul livello del mare.

Vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato si raggiunge percorrendo la SP2 (ex SS 112 d'Aspromonte), che da Bovalino giunge a Bagnara Calabra.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 dalla fusione delle società ASD Natile 2003 e A.C. Benestare, nasce l'A.S.D. Benestarnatilese.

Nella stagione 2010/11 la Benestarnatilese ha disputato il suo primo campionato, nel girone "D" della 1a Categoria Calabrese.[4]

Nella stagione 2012/13 ha vinto il campionato della 1a Categoria Calabrese - girone "D".[5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º ottobre 2013 il Sindaco di Benestare, Rosario Rocca, ha inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Prefetto di Reggio Calabria, al Presidente del Consiglio Comunale ed a tutti i componenti del Consiglio Comunale, lettera di dimissioni irrevocabili in seguito all'ennessimo atto intimidatorio perpretato ai suoi danni. Il Sindaco scrive testuali parole: "lo stato di isolamento e di abbandono in cui versa il nostro territorio, dimenticato volutamente e tragicamente da uno Stato sordo e assenteista, non mi consente più di rappresentare dignitosamente la mia gente." Il 18 ottobre 2013 il sindaco Rocca ritira le dimissioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Dato Istat al 31/05/2012.
  3. ^ Tratto da: Luigi Castelvetere, Appunti di musica calabrese - Benestare, 2009
  4. ^ Gazzetta del Sud del 02-08-2010
  5. ^ www.approdonews.it
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.