Ciminà

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Ciminà
comune
Ciminà – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Domenico Polifroni (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 38°15′00″N 16°08′00″E / 38.25°N 16.133333°E38.25; 16.133333 (Ciminà)Coordinate: 38°15′00″N 16°08′00″E / 38.25°N 16.133333°E38.25; 16.133333 (Ciminà)
Altitudine 313 m s.l.m.
Superficie 48 km²
Abitanti 589[1] (31-08-2011)
Densità 12,27 ab./km²
Comuni confinanti Antonimina, Ardore, Cittanova, Molochio, Platì, Sant'Ilario dello Ionio, Varapodio
Altre informazioni
Cod. postale 89040
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080026
Cod. catastale C695
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti ciminesi
Patrono san Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre e la prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ciminà
Posizione del comune di Ciminà all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Ciminà all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Ciminà (Kymina in greco calabro) è un comune italiano della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita del comune di Ciminà si fa risalire al 1453, ad opera di fuggiaschi Greci e Albanesi di religione cristiana che, scacciati da Costantinopoli da parte dei Turchi, trovarono riparo presso il "Monte dei Tre Pizzi".

Il luogo scelto, impervio e lontano dal mare, garantiva riparo e protezione in caso di attacchi da parte di eventuali invasori. Il posto fu scelto in quanto si prestava bene alla pastorizia e all'agricoltura, specie per quanto riguarda la coltivazione del frumento, inoltre era vicino a delle foreste che potevano essere usato per la produzione di legname.

La nuova comunità non tardò ad attirare ceti feudatari, in particolare la famiglia Marullo di Messina che acquisirono dal re Ferdinando il titolo di Conti di Condojanni nel 1480 dopo aver comprato i terreni e l'investitura del centro. I Marullo oltre a Ciminà erano padroni dei feudi di altri centri vicini quali Careri, Bianco, Bovalino, Precacore e Bruzzano.

In seguito il paese venne acquistato dai Carafa di Roccella Ionica, e mantenuta da questi fino all'abolizione del feudatario nel XIX secolo. Successivamente fu riconosciuta "Università civium", divenendo autonomo nel 1806, dal Governo di Gerace che successivamente ne acquisì la giurisdizione nel 1811, facendo parte del circondario, anche dopo il 1816 quando venne effettuato il "Riordino Generale della Calabria" disposto dai Borboni. Altre famiglie feudatarie abitarono a Ciminà, tra le quali le genovesi Grimaldi e Grillo, trasferite nella locride nel 1500 acquistando il feudo di Gerace, e gli Squarciafico, che acquistarono da Tommaso Merullo la baronia di Precacore e di Sant'Agata.

Le origini del nome

L'origine toponomastica del paese si fa risalire al greco 'kyminà, ossia luogo dove cresce in abbondanza il cumino, pianta della famiglia delle ombrellifere dalle proprietà mediche e culinarie, usata per la conservazione dei cibi e per produrre un liquore chiamato "Kumeel".

Persone legate a Ciminà[modifica | modifica sorgente]

  • Tommaso Merullo da Messina
  • Francesco Antonio Grillo (1744 - 1804), vescovo

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Siti Utili[modifica | modifica sorgente]