Cinquefrondi

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Cinquefrondi
comune
Cinquefrondi – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Marco Cascarano (PdL) dal 28/03/2010
Territorio
Coordinate 38°25′00″N 16°06′00″E / 38.416667°N 16.1°E38.416667; 16.1 (Cinquefrondi)Coordinate: 38°25′00″N 16°06′00″E / 38.416667°N 16.1°E38.416667; 16.1 (Cinquefrondi)
Altitudine 257 m s.l.m.
Superficie 29,95 km²
Abitanti 6 453[1] (31-08-2012)
Densità 215,46 ab./km²
Comuni confinanti Anoia, Giffone, Mammola, Polistena, San Giorgio Morgeto
Altre informazioni
Cod. postale 89021
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080027
Cod. catastale C710
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti cinquefrondesi
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo seconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cinquefrondi
Posizione del comune di Cinquefrondi all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Cinquefrondi all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Cinquefrondi (Cincufrùndi anche Cincrùndi in calabrese[2]) è un comune italiano di 6.453 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Il comune, posto a 256 m s.l.m. ai confini della piana di Palmi[3], dista circa 70 km da Catanzaro e 50 km da Reggio Calabria.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cinquefrondi fa parte del Parco nazionale dell'Aspromonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo opere ottocentesche di storia locale[4] si troverebbe nel territorio di Cinquefrondi - Polistena un tempio delle Muse citato dal tardo autore neoplatonico Proclo nel V secolo[5] come fondato dai locresi a nord di Altano e Morgeto. Il secondo Tempio costruito a Cinquefrondi dedicato alla Dea, si trova dove sorge la chiesa SS. Rosario, lo dimostra l'affacciata della stessa chiesa, dove ci sono due basamenti in granito.[6][7]

Indagini archeologiche hanno permesso di rimettere in luce nella località Contrada Mafalda i resti dell'impianto termale di una villa romana in uso nel II-V secolo[8], mentre il territorio circostante ha restituito tracce di frequentazione greca e medievale.[senza fonte]

La famiglia Giffone, che ottenne il titolo di Marchese di Cinquefrondi nel 1611, fondò il Monastero dei Padri osservanti francescani e nel 1695 la chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo (di Cittanova) per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum (che va da Cinquefrondi-Polistena-San Giorgio Morgeto).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il convento di San Filippo d'Argirò (o San Filippo di Agira) si trova in contrada San Filippo, a circa 3 km ad est del centro abitato, sul declivio di una collina a nord del torrente Sciarapotamo, ad una quota di circa 350 m s.l.m., fondato forse nel IX secolo da monaci basiliani provenienti dal monastero di San Filippo d'Argira sulle pendici dell'Etna.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di San Michele arcangelo: festa del patrono cittadino con una fiera di tre giorni nelle vie principali della città, fuochi e spettacoli. Si porta in processione la statua della Vittoria dell'arcangelo Michele su Satana, opera di Vincenzo Scrivo. Alcuni fedeli arrivano alla festa viaggiando a piedi.
  • Festa di San Rocco: si svolge la seconda domenica di settembre, preceduta da una novena durante la quale i bambini chiedono offerte per il santo con vassoi con la sua immagine: le offerte serviranno per i fuochi da sparare. Sui marciapiedi e davanti alle case vengono costruiti i "deserti", ripari di tavole e pali, rivestite all'interno di canne, intrecciate con piante di fiume; all'interno dei "deserti" vengono rappresentati i momenti salienti della vita di san Rocco (il ritiro in una grotta, la sorgente miracolosa, la cura degli appestati, il carcere, la chiesa). Nella rappreentazione compaiono anche i bambini vestiti da carcerati o ammalati.
Durante la processione alcuni dei fedeli portano sulla testa i "pajjaredi" o "spinati", ovvero campane di spine, a forma di pagliaio, e seguono il percorso a piedi nudi. Alla vara del santo vengono attaccati nei giorni precedenti abiti nuovi, portati dai fedeli che nella sacrestia si rivestono con abiti di tutti i giorni; dopo la processione gli abiti sono ricomprati dai loro donatori, per lo stesso prezzo per il quale sono stati realmente pagati. Vengono inoltre offerti anche altri doni o ex-voto, portati in processione sulla statua. Alcuni fedeli accompagnano inoltre la processione suonando la zampogna.

Persone legate a Cinquefrondi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 209.
  3. ^ Dati su Cinquefrondi nell'Enciclopedia Treccani
  4. ^ Pasquale Scaglione (1808-1880), Storie di Locri e Gerace.
  5. ^ Proclo, Epitome de oraculis (opera perduta).
  6. ^ Libro Scaglione pag.10
  7. ^ Floccari pag.26
  8. ^ Nel 1945 Pasquale Creazzo aveva già segnalato materiale archeologico emerso durante l'impianto di una vigna e nel 1995 la Sovrintendenza competente aveva riportato in luce mosaici con decorazione geometrica.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Circondario di Palmi sul sito della provincia. URL consultato il 02-05-2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosanna Giovinazzo, Storia di Cinquefrondi, La Calabria sconosciuta, gennaio-marzo 2007.
  • Simonetta Valtieri, Stages di restauro a Cinquefrondi, Oppido Vecchia e Roccabernarda, ricerca e formazione a servizio del territorio, Ce.Re.Re. Aprile 2002.

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