Pazzano
| Pazzano comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Franco Depace (lista civica) dal 29/03/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°28′35″N 16°27′6″E / 38.47639°N 16.45167°ECoordinate: 38°28′35″N 16°27′6″E / 38.47639°N 16.45167°E | ||||
| Altitudine | 460 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 15 km² | ||||
| Abitanti | 605[1] (31-08-2012) | ||||
| Densità | 40,33 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Bivongi, Caulonia, Nardodipace (VV), Placanica, Stignano, Stilo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 89040 | ||||
| Prefisso | 0964 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 080058 | ||||
| Cod. catastale | G394 | ||||
| Targa | RC | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | pazzanesi o pazzaniti | ||||
| Patrono | san Giuseppe | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Pazzano nella provincia di Reggio Calabria |
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| Sito istituzionale | |||||
Pazzano (/paʦ'ʦano/, Pazzanu in dialetto calabrese) è un comune italiano di 605 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.
È, per numero di abitanti, il paese più piccolo della Vallata dello Stilaro. Nel periodo borbonico fu importante per essere il principale centro minerario di estrazione del ferro di tutto il Mezzogiorno.
Geografia [modifica]
Ha una superficie di 15,48 km² con una densità di 46,3 abitanti/km². Si trova nella Vallata dello Stilaro tra il Monte Consolino e Monte Stella (il quale rientra nel territorio comunale) a un'altezza di 460 m s.l.m. L'escursione altimetrica è di 876m con una minima di 216m e una massima di 1092m. La zona è classificata ad alta sismicità.
Clima [modifica]
Dal punto di vista climatico ricade nella zona climatica D secondo la Classificazione climatica, i gradi giorno sono 1511 e perciò il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1 novembre al 15 aprile[2].
Di seguito vengono riportati i dati climatici delle medie mensili riferite agli ultimi 30 anni.[3].
| PAZZANO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 15,0 | 15,0 | 17,0 | 19,0 | 24,0 | 28,0 | 31,0 | 31,0 | 28,0 | 24,0 | 20,0 | 17,0 | 15,7 | 20 | 30 | 24 | 22,4 |
| T. min. media (°C) | 8,0 | 8,0 | 9,0 | 11,0 | 15,0 | 18,0 | 22,0 | 22,0 | 19,0 | 16,0 | 12,0 | 10,0 | 8,7 | 11,7 | 20,7 | 15,7 | 14,2 |
| Precipitazioni (mm) | 63,0 | 52,0 | 43,0 | 31,0 | 17,0 | 9,0 | 6,0 | 9,0 | 29,0 | 53,0 | 63,0 | 59,0 | 174 | 91 | 24 | 145 | 434 |
| Umidità relativa (%) | 72 | 71 | 69 | 68 | 67 | 66 | 64 | 67 | 70 | 72 | 71 | 72 | 71,7 | 68 | 65,7 | 71 | 69,1 |
Idrografia [modifica]
Nel territorio del comune di Pazzano nascono il torrente Stilaro, dal quale prende il nome tutta la vallata,e un suo affluente, il Melodare (in dialetto Mardari, in un documento del 1094 conosciuto come Merdate). Lungo ilsuo corso rimangono i resti dell'industria siderurgica calabrese, una serie di mulini: il Mulino do regnante, Gargano, Poteda1, Poteda 2, Mastru Cicciu e Midia. Sono tutti mulini di tipo greco. Sono presenti delle sorgenti, denominate " Femmina Morta", "Fonte dello Schioppo" e Carcareda.
Flora e fauna [modifica]
- La vegetazione tipica è la macchia mediterranea: castagni, lecci, pini, querce e faggi; nelle zone più degradate domina la gariga con l'ampelodesmo come graminacea dominante.
- La fauna era, un tempo, rappresentata da uccelli come coturnici, merli, tordi, beccacce, colombacci, tortore, quaglie, mentre i passeriformi:passero, passero solitario, averle, cince, usignoli, capinere, zigoli sono comuni nelle campagne.I rapaci più diffusi: corvi imperiali, gheppi, poiane, e di notte diffonde il suo canto suggestivo l'assiolo (in dialetto pazzanese: Jhiò).
Mammiferi: lepri, volpi, ghiri, cinghiali, donnole, faine, martore. Nei corsi d'acqua vi è la presenza di trote, mentre si ricorda,in tempi meno siccitosi, la presenza delle anguille che risalivano dal mare lo Stilaro per riprodursi nella parte alta del torrente.
Etimologia [modifica]
L'etimo della località è incerto e vi sono 4 ipotesi:
- La derivazione da un radicale "passus", cioè valico;
- Quella che si rifà al nome francese di platea (plateau = ripiano in zona montuosa)
- Derivazione dal nome spagnolo di "plata", per cui Pazzano starebbe a indicare una terra metallifera.
- Derivazione di tipo prediale dal nome latino Patius e il suffisso -anus[4]
Storia [modifica]
Pazzano è situato tra il Monte Consolino e il Monte Mammicomito, due massicci calcarei che costituiscono un'eccezione nell'aspetto geologico calabrese e che gli studiosi fanno risalire all'età devoniana o più fondatamente all'epoca giurassica. A questa lontanissime origini ed alle evoluzioni dei millenni successivi, si deve la presenza nella cavità dei monti di giacimenti di Ferro, il cui sfruttamento risalirebbe all'età magno-greca.
Pazzano villaggio normanno e casale minerario di Stilo [modifica]
| Per approfondire, vedi Miniere di Pazzano. |
L'origine del paese è legata infatti all'estrazione dei minerali di Ferro per lo più di limonite e pirite, attività che ha dato origine a un villaggio di minatori in età normanna (come attesta un documento del 1094). La materia prima fornita dalle miniere si ricollega al sorgere nella zona di alcuni rudimentali forni per la fusione del ferro. Da antichi documenti risulta che un tempo Pazzano (o meglio il casale di Pezzano, come veniva chiamato) faceva parte della Contea di Stilo insieme a Guardavalle, Stignano, Camini e Riace. Si sa inoltre, che dal 1325 vi era un prete, che dipendeva dalla diocesi di Squillace, che si occupava della cura delle anime.
| Per approfondire, vedi Ferriere Fieramosca. |
In un documento del 1333 si legge che esisteva una ferriera di proprietà del convento di Serra San Bruno. Il 10 dicembre 1524 le miniere di Pazzano furono regalate da Carlo V come ricompensa per i servizi prestati a Cesare Fieramosca (fratello di Ettore, vincitore della disfida di Barletta). Nel 1527 le miniere divennero di demanio regio. Nel 1724 il governo vi fece fabbricare i cannoni per l'esercito. Nel 1768 la ferriera fu trasferita a Mongiana ed a Ferdinandea, per la presenza di boschi e corsi d'acqua e, in età borbonica, di veri e propri impianti metallurgici. Nel 1783 vi fu un grave terremoto nella zona che abbassò drasticamente il numero della popolazione (per la precisione a 857 abitanti) con un danno del valore di 20.000 ducati ma nessun morto.
Pazzano comune autonomo [modifica]
Pazzano divenne comune autonomo nel 1811 quando la Contea di Stilo venne divisa dal commissario Masci. Il primo sindaco del paese fu Giuseppe Certomà. L'estrazione del materiale comunque continuò fino ai primi decenni della seconda metà dell'Ottocento all'interno del polo siderurgico di Mongiana, quando cadde la dinastia Borbonica e si insediò il nuovo governo d'Italia,il quale privilegiò le attività industriali del Nord, spingendo all'emigrazione anche degli abitanti di Pazzano. Ai tempi del Regno delle due Sicilie Pazzano era un di più importanti centri minerari che rifornivano tutto il Mezzogiorno con 25 miniere.
L'8 marzo del 1917 il comune da in concessione le miniere per 50 anni al Cavaliere Alessandro Casini, al quale subentrò il 28 aprile del 1921 la società genovese Miniera di Pazzano. Quest'ultima concesse in sub appalto le miniere alla Montecatini per circa un anno, ma con lo scadere del contratto, la Montecatini abbandona tutto. In seguito si tentò di riaprire le miniere ma senza esito.
Dagli anni cinquanta in poi anche Pazzano ha subito il fenomeno dell'emigrazione verso il nord Italia per la mancanza di lavoro. Nel 1985 è stato soggetto del film documentario di Daniele Segre Andata e Ritorno.[5].
Oggi [modifica]
Negli ultimi anni si cerca di recuperare il grande valore artistico e culturale di Pazzano che la sua storia ci ha lasciato, dall'eremo di Monte Stella che viene visitato da migliaia di pellegrini alle ormai vecchie miniere. Con l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria si vuole realizzare un museo della Cultura mineraria. A giugno del 2008 sono iniziati i lavori per creare il museo. Nel 2008 è uscito il film documentario ThyssenKrupp Blues, presentato al Festival del Cinema di Venezia, incentrato sulla vita del pazzanese Carlo Marrapodi.
Di recente è stata proposta la possibilità di impiantare su una località di Monte Mammicomito (chjana dei lacchi) delle pale eoliche da ditte private per fornire la zona di elettricità con energie rinnovabili, ma l'iniziativa non è andata in porto dato il forte sospetto che si sarebbe trattato di una speculazione dai contorni poco chiari. A fine 2011 il comune ha installato i suoi primi pannelli fotovoltaici.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo [modifica]
| Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo (Pazzano). |
Vi si trovano pregevoli statue lignee nonché una tela del XIX secolo del Frangipane e 4 tele di inizio XX secolo raffiguranti gli Evangelisti.
Santuario di Monte Stella [modifica]
| Per approfondire, vedi Eremo di Santa Maria della Stella. |
Nel 1562 viene posta la statua della Madonna della Stella in sostituzione della icona della Madonna di culto ortodosso. Sin dall'inizio alla statua furono attribuiti poteri taumaturgici. Nel 1643 diventa grancia dell'ordine di San Basilio. Nel 1743 cappelania manuale. Nella suggestiva grotta è collocata la Madonna della Stella., statua di marmo bianco del 1562 di probabile fattura gaginesca. Vi si accede scendendo una lunga scalinata (62 scalini) scavata nella pietra. Nel santuario si trova anche l'immagine dell'Immacolata Concezione e un affresco di arte bizantina (un po' rovinato) raffigurante Santa Maria Egiziaca che riceve l'eucarestia dal monaco Zosimo. L'affresco si ritiene sia del X-XI secolo per le ciocche disordinate della sua capigliatura. Il raffigurare una santa anziché un santo, fa pensare che vi sia stato per un certo periodo un eremitismo femminile. All'interno della grotta vi sono rappresentazioni della Trinità, di Cristo, dell'Arcangelo Michele e la pietà.
Fontana Vecchia, Fontana dei minatori [modifica]
Nata nel XVIII secolo come Fontana per dissetare i minatori che tornavano dal lavoro, utilizzata dai contadini per dissetarsi, di ritorno dal pesante lavoro nelle contrade di campagna di Pazzano, ora con le sue sei bocche è diventato il simbolo di Pazzano.
Bocche delle antiche miniere [modifica]
A Pazzano vi erano 25 miniere per l'estrazione del ferro, oramai chiuse, alcune delle quali preservate dal Comune in collaborazione con l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria per il loro valore nell'archeologia industriale calabrese.
- Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
- Principe Ereditario (Settecento)
- Carolina (Settecento)
- S. Ferdinando (Settecento)
- Regina
- Noceto
- Scolo
- Galleria Italia
- Galleria Piave
- Galleria Acqua Calda
- Contrì
- San Giuseppe
- R. Principe
- Colle di Banno
- Lucarello
- S. Maria
- Perrone
- Gotto
- perronello
- Clementina
- Clementina II
- San Carlo
- San Nicola
- Campoli
- Garibaldi
- San Luigi
- Grotta Nuova
- Provvisoria
- Regina ribasso
- Melichicchi
- Umberto I
Mulino idraulico "Vrisa" [modifica]
Mulino del XVIII secolo raggiungibile dal sentierio naturalistico e turistico di Monte Stella che parte dalla Fontana Vecchia.
Chiesa del San Salvatore [modifica]
Di recente è stato rilevato, durante un lavoro di riqualificazione ambientale, che sotto al suolo della Cappella dei minatori è situtata un'altra chiesa di origine bizantina ancora più antica della famosa Cattolica di Stilo. Il nome secondo un atto del 1115 sarebbe Agios Salbavr ovvero Chiesa del Divino Salvatore, viene anche citato nel Syllabus. Nel 2006, da un'analisi georadiologica e termografica fino a 8 metri di profondità si deduce sia di forma tricora, larga 6m x 2,5m. Si studia una possibilità di scavo e recupero, ma la situazione è molto complessa poiché la chiesa si trova sotto un luogo di culto (l'attuale cappella) e vicino a una strada che rende difficile l'operazione[6].
Cappella di San Rocco [modifica]
Antica cappella in Località San Rocco, forse di origine bizantina, dal 1600 dedicata al culto di San Rocco, ora in grave stato di abbandono, con crepe a rischio crollo. Nel 2007 è caduto su di essa un traliccio. All'interno è presente quel che resta di un affresco del 1692.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[7] 
Gli abitanti sono 720, distribuiti in 362 nuclei familiari con mediamente 2,21 componenti per famiglia. Dal 1991 al 2001 c'è stato un calo demografico del 16,25%
Dialetto [modifica]
Il dialetto pazzanese ("pazzanitu" in dialetto) è una variante del Dialetto calabrese meridionale. Ė caratterizzato dalla dittongazione di u e o come gli altri paesi della Vallata dello Stilaro e delle vicine Serre calabresi della Piana di Serra San Bruno. A differenza degli altri paesi della Locride il tempo presente dell'infinito termina in -a anziché in -i. Negli ultimi 60 anni ha subito una profonda evoluzione, assimilando sempre più nuove parole dall'italiano e perdendo quelle più arcaiche.
Viene parlato sia nell'ambiente familiare che al di fuori, e viene spesso preferito all'uso dell'italiano che, quando parlato, subisce il forte accento dialettale. Il dialetto pazzanese è stato usato in forma scritta dal poeta pazzanito Giuseppe Coniglio nelle sue innumerevoli poesie pubblicate in 3 raccolte e nelle sue commedie teatrali, ma anche dallo scrittore Giuseppe Fiorenza in alcuni suoi romanzi in sintesi con l'italiano.
Proverbi, detti e modi di dire di Pazzano [modifica]
Nel paese di Pazzano esistono molti e svariati proverbi, detti e modi dire che prendono spunto dalla vita quotidiana e dal mondo contadino. Eccone qui un elenco:
- Pana e mantu 'on grava tantu (Pane e mantello non pesano molto) - Cibo e vestiti non pesano mai tanto
- Tu volarissi a gutti chjna e da mujjhieri mbiaca (Tu vorresti la botte piena e la moglie ubriaca) - Volere troppo
- U puorcu sempa a Jjhianda s'insonna (Il maiale si sogna sempre la ghianda) - Una persona desidera sempre la stessa cosa
- Chjanu chjanu u malatu leva u sanu (Pian piano il malato porta il sano)
- A guttareda cuntina percia a petra (La goccia in continuazione buca la pietra) - A poco a poco si raggiunge un obbiettivo
- S'u ciucciu 'on mbola u mbiva,a' vojjia u hrischi (Hai voglia a fischiare se l'asino non vuol bere) - Se uno è testardo non c'è niente da fare
- L'erba chi non mbue ti nescia avanzi a porta (L'erba che non vuoi ti cresce davanti alla porta) - Ti ritrovi sempre chi non vorresti
- Nu patra nuotrica cientu hijjuoli, cientu hijjuoli 'on nuotricannu nu patra (un padre nutre cento figli, cento figli non nutrono un padre)
- Chistu lu dassu chistu lu pijjiu, passa lu tiempu miu e nudu 'nda pijjiu! (Questo lo lascio questo lo prendo, passa il mio tempo e nessuno ne prendo!) - Deciditi!
- Uomu mutu 'on po' essara servutu (La persona che sta in silenzio non può essere servita)
- Iungiti cu'i miegju tue e fanci i spisi (Unisciti con i migliori tuoi, e fagli le spese)
- 'A paura guarda a vigna (no a sipala) (La paura salvaguardia la vigna e non il cespuglio)
- Cuosi in cumuni, jettali adu cahuni (Le cose in comune buttale nell'immondizia)
- U disperatu ti dispera (Il disperato ti dispera)
- U piedi chi camina 'nta notta, malanova porta (Il piede che cammina nella notte brutte notizie porta) - Chi gira di notte non è una buona persona
- Si vue u gabbi u maluvicinu curcapti prestu a sira e levati prestu u matinu (se vuoi fregare il vicino cattivo coricati presto la sera e alzati presto al mattino)
- Meggjiu mammata u ti ciangi ca u suli a marzu u ti tingia
- Cui allimita cu fjumari e cu cafuni, e suffruttariu ma mai patruni! (chi ha dei confini con fiumare o burroni, e usufruttario ma non padrone)
- Si bbue u vidi u nemicu morira, dassalu u parra e non ci rispundira (Se vuoi vedere il nemico morire, lascialo parlare e non gli rispondere)
- Cu dassa ca pue, on ficia casa mai (Chi dice "poi" non ha mai fatto casa) - Non bisogna mai rimandare
- Prima d'arruri nci vola a 'bbertenza ca duoppu nci vola a pacenzia (Prima dell'errore ci vuole prudenza, accortezza che dopo ci vuole la pazienza)
- I guai da pignata i sapa a cucchjiara chi di vota (I guai della pentola (di terracotta) li sa il cucchiaio che li mescola) - I problemi li sa chi li ha
- Tuttu lu nostru amari è cu disignu, tu non ami ammia dommu ti dugnu (tutto il nostro amore ha un fine, tu non mi ami perché non ti dia) - Ci si fa dei favori per averne in cambio.
- Cu nci lava a testa all'asinu perda u tiempu e du sapuni (Chi lava la testa all'asino perde il tempo e il sapone)
- Cana e tristi cana, amaru a casa chi non ndava
- Pèmmu amicizia u dura, na tahareda ava u vacia e natta ava u vena (Per far durare un'amicizia, un cesto deve andare e un altro tornare indietro) - In un'amicizia duratura si dà e si riceve vicendevolmente.
- Hha bene e scordati, hhai mala e guardati!
- A da bon'ura! Cu' vola mala a mmia duommu 'nci scura,duommu 'nc' arviscia e duommu u si hida mancu u pisscia
- Cu vola u menta paci si trova a mmienzu a guerra
- Cu lavura fundu e cu lavura chjanu... All'aria ni vidimu pellegrinu Chi si impegna tanto e chi poco...I risultati diversi verranno al momento del raccolto
- Cu duna a rrobba prima co mora, vola pijjhatu a testa cu na mazzola
- Sa 'nbidia fussa guadara ognunu a rafaria!
- On aju uoghjiu pe i variduni e vaju untandu cuordi e campani?!
- T'abbaca mu lu fai lu mussu a fungi, a prima mu fatighi e poi mu mangi
- Dio ti libbera do poveru arriccutu e do riccu appezzentutu (Che dio ti liberi del povero arricchito e del ricco impoverito)
- Do sentimientu d'attu trasa e niesci, do tue on nescira mai
- Cu cunta u suo doluri, perda mienzu onuri, Chi racconta il suo dolore, perde mezzo onore
- U jumbarusu ammienzu a via,jia guardandu chidu e l'atti e du suo on su vidìa
- Po cazzuni 'on c'è riparu (Per lo stupido non c'è salvezza)
- Trasutu u santu, hinuta a hesta (Entrato il santo, finita la festa)
- Puru i pulici hannu a tussi (Pure le pulci hanno la tosse) - Pure i più piccoli si permettono di parlare
- A matinata facia a jornata (la mattinata fa la giornata)
- Ligna do stiessu cugnu (Legna dello stesso ceppo) - Tale padre tale figlio
- A cuda è dura a scorciara (La coda è dura da grattare) - La fine è più difficile
- Tenisti l'asinu finu ada cuda e mo u libberi?
- On da vola mancu cu a panata!
- Nci vola a manu do Signuri! (Ci vuole la mano di Dio) - Ci vuole chissà cosa! (nello svolgere una mansione)
- T'allonga u cuodu! (Ti si allunga il collo!)
- Mo tutti i vucatori diventaru servetta (Ora tutti gli strofinacci sono diventati tovaglioli)
- Mangia pana a tradimientu! (Mangia pane a tradimento)
- Cana e mandra! (Cane di gregge!)
- Cudizza e paghjia (coda di paglia)
- Cangiara barritta (Cambiare berretto) - Cambiare opinione
- Dei muorti a nivi ad i puorti (Dei morti la neve alle porte)
- Picciulu cuomu na spinzia (piccolo come il piccolo del passero)
- Senti e quala pruppitu vena a predica (Senti da che pulpito viene la predica)
- Ogni spiritu leva ndomini
- A mala vanda ti nesciru i capidi (I capelli ti sono cresciuti dalla parte sbagliata)
- A testa e chi non pensa è de cucuzza
- Perdira a bussola (perdere la bussola) - Perdere il senno.
- Ogni lignu ava u fumu sue (Ogni legno ha proprio fumo) - Ogni persona ha i suoi problemi.
- A tramuntana a prima levata, u sciruoccu nta ritardata.
- Quando a neghja vacia a mari pighja e zappa e vai a zappari, quandu a neghja vacia susu mentati to cupusu. (Quanto le nuvole vanno verso il mare prendi la zappa e zappa, quando va su mettiti nel "ricovero" (al riparo))
- Cu pota facia, cu sapa dicia (Chi può fa, chi sa dice)
- Annata bisesta a cunta cu resta (L'anno bisestile lo racconta chi resta)
- A vacabbunderia ti mangia l'ossa (Il vagabondeggiare ti mangia le ossa)
- Fessa cu si mangia cincu pana o cu nci duna? (Fesso chi si mangia 5 panini o chi glieli da?)
- Quando chjova metti acqua adi gadini?
- U manzognaru ava u m'ava bona memoria (Chi dice menzogne deve avere buona memoria)
- Cu si curriva ava u m'ava utili! Chi si offende deve ricavarne un guadagno
- On spendira suordi a candiesci Non spendere soldi a caso
- trovati chjiusu e vidi cu t'apara trovati in un posto chiuso e vedi chi ti apre!
- Si non ti raspi cu l'unghji tui on ti nda cacci mangiasuni! Se non ti gratti con le tue unghie il prurito non lo levi!
- Pe tri calli e spiezzi perdi a gadina!
Wikiquote contiene citazioni sui Proverbi pazzanesi- Proverbio pazzanese su Youtube
- Detto Pazzanese su Youtube
- Canzone religiosa dialettale pazzanese
- 'u tripu da cona' - su YouTube
Tradizioni e folclore [modifica]
Le feste a Pazzano come moltissimi piccoli paesi italiani sono feste prettamente religiose (se si fa eccezione per quella dei 'Mbeati muorti) e sono:
- 19 marzo - Festa patronale e processione di San Giuseppe
La festa inizia nel pomeriggio con l'esecuzione di marce sinfoniche da parte del complesso bandistico pazzanese alla sera il Santo viene portato in processione per le vie del paese fino alla Fontana Vecchia dove si svolge uno spettacolo pirotecnico al termine si scambiano le offerte come ex voto di "ciciri e cannarozzeda".
- Prima domenica dopo il 5 agosto - Festa del Santissimo Salvatore
| Per approfondire, vedi Festa del S.S. Salvatore. |
La festa del S.S. Salvatore è la più importante delle feste di Pazzano, che attira il maggior numero di persone e di emigrati. Dura 3 giorni con una processione della statua del santo per il paese, la veglia notturna e la tradizionale "Cumprunti".
- 14-15 agosto - Pellegrinaggio alla grotta santuario della Madonna della stella.
Il pellegrinaggio ha inizio nei pressi della "Fontana vecchia" dal quale si può salire per un sentiero di montagna che porta in cima al Monte Stella.
Della durata di tre giorni, la festa si svolge con la processione per le vie del paese, la donazione del tradizionale pane benedetto di San Rocco e uno spettacolo pirotecnico quando il santo arriva al boschetto.
Cultura [modifica]
- Biblioteca Comunale Ada Saffo Sapere (1983)
- Circolo Ricreativo Culturale Giovanile Pazzanese (1994)
- Centro di aggregazione socio-culturale Giuseppe Coniglio (agosto 2007)
- Associazione Musicale Complesso bandistico città di Pazzano
Cucina [modifica]
La gastronomia pazzanese è caratteristica della regione Calabria, tipica di una vita contadina. L'antipasto è a base di salami piccanti, soppressata formaggio pecorino, ricotta di capra, olive snocciolate. Il primo piatto è la cosiddetta Pasta e casa, dette anche nel catanzarese scilatelle ai ferri (steli essiccati di ampelodesmo, una graminacea), fatte in casa accompagnate da ragù con carne di capra, la parmigiana, la pasta e lambà (pasta con lumache) ma anche un piatto invernale come la trippa e patate. Per secondi: Malangiani chjni (melanzane ripiene), melanzane fritte, i Pipi chini (peperoni ripieni), Scrajola cu posa (Catalogna con fagioli), carne di cinghiale locale o maiale arrosto. Una volta si cucinavano anche i ghiri, ora non più poiché è illegale la caccia. Accompagnano i secondi il pane fatto in casa e la pitta. I dolci sono composti da paste secche come gli amaretti, i mastazzola, le pignolate, la pitta di San Martino, i viscotta cu lavatu (Biscotti con lievito madre) e i biscotti all'uovo e per finire fichi secchi ripieni di noci. Piatti tipici delle giornate di festa sono la cuzzupa pasquale, i zippuli, la cicerata, i Chjinuli e i laci a Natale, pasta e ceci a San Giuseppe, patrono della città. Per quanto riguarda da bere c'è il vino locale e l'acqua delle vicine fonti della Vrisi e Mangiatorella. La colazione una volta era a base di latte di capra e biscotti o uovo sbattuto con zucchero mentre la merenda prevedeva pane e olio d'oliva.
Associazioni [modifica]
- Pro Loco
- Protezione Civile Pazzanese
- ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo
Personalità legati a Pazzano [modifica]
Francesco Chiodo [modifica]
10 febbraio 1938, pittore. Produttore di numerose opere d'arte surrealiste esposte in manifestazioni nazionali (Tempio d'arte a Roma, Accademia di Marzocco a Firenze...) e internazionali (Gran Prix de la Cote d' Azur...)[8]
Giuseppe Coniglio [modifica]
| Per approfondire, vedi Giuseppe Coniglio. |
2 dicembre 1922 - 13 marzo 2006 poeta, attore, scultore. Poeta autore di diverse opere in dialetto pazzanito e pluripremiato a livello regionale, simbolo della cultura contadina pazzanese. Compositore anche di opere teatrali, celebre Marcu e Filomena e anche scultore di statuette in legno d'erica.
Libero Fiorenza [modifica]
31 marzo 1913 - 5 ottobre 1943, giornalista. Fu corrispondente da Pazzano di quotidiani nazionali, sui quali scrisse numerosi suoi articoli, al recupero di alcuni valori locali. Era scrittore, caricaturista e autore di componimenti come i due canti natalizi Notte invernale e Nella Grotta e di un inno alla Madonna di Monte Stella. Morì nella seconda guerra mondiale fucilato dai tedeschi nel Mar Egeo per aver voluto essere fedele ai valori di italianità in cui credeva[9].
Eduardo Pisani [modifica]
28 dicembre 1911 - 24 febbraio 1973, giornalista. Di mestiere giornalista, si dedica alla politica locale dal 1946 al 1952, al recupero delle tradizioni del paese, e allo sviluppo delle risorse naturali, nella fattispecie quelle minerarie di Pazzano. Continuerà la sua attività a Crotone dove poi morirà[10].
Ada Saffo Sapere [modifica]
17 marzo 1893 - 1982, poetessa.
| « Ada Saffo Sapere, colei che più si avvicina alla fatica del mio spirito. » |
| (Acqua e terra, Salvatore Quasimodo[11]) |
Diplomatasi alla scuola normale di Cosenza a soli 16 anni e iniziando a scrivere poesie dall'età di 13 anni, diverrà insegnante elementare dal 1909 fino al 1933 a Pazzano e per un breve periodo a Polistena. Divenne presidente dell'Unione Donne Italiane della Calabria. Si sposò col belga Henri Stieltjes dopo una lunga relazione epistolare. Durante la sua vita lavora con riviste quali: Roma Letteraria, La vita letteraria, la Rivista Adriatica, 'Quaderni di Poesie, La vita Nazionale e la Rassegna letteraria. Nel 1979 pubblica una raccolta di 39 poesie. Al concorso nazionale di poesie di Soverato del 28 giugno 1980 riceve il premio di miglior poeta del 1979. Le sue ultime poesie note sono del 1982[12]
Luigi Sbarra [modifica]
1960 - Dal 2000 è segretario CISL della regione Calabria, dal 16 dicembre 2009 diventa componente della Segreteria Nazionale della CISL[13]. Più volte eletto segretario regionale della CISL è anche membro dell'Esecutivo Nazionale e del Consiglio Generale della CISL Nazionale, nonché componente del Consiglio di Amministrazione del Patronato Inas-Cisl. Nel 2006 ha ricevuto il premio: Mediterraneo - Impegno e civiltà "...per l'instancabile e costante impegno sociale nel territorio calabrese per sostenere la battaglia per lo Sviluppo, il Lavoro, la Legalità, la difesa della Costituzione Repubblicana". Articoli e relazioni di Sbarra da segretario regionale.
Mario Squillace [modifica]
7 dicembre 1927, Sacerdote, Scrittore. Nato a Montepaone, ma vissuto a Pazzano per 30 anni a partire dal 1950, che divenne il suo paese adottivo come afferma il sito Soverato.com. dedito alla politica e alla diffusione del cattolicesimo democratico. Autore di molti libri tra cui: Calabria democratica, Calabria vecchia e nuova, Il Patto Gentiloni in Calabria, Un impegno per la Calabria, I cattolici e la Calabria. Pubblicò articoli sui quotidiani: L'avvenire di Calabria, Gazzetta del Sud, L'Avvenire, L'Osservatore Romano[14][15]. Fu anche nominato canonico del Capitolo cattedrale di Squillace e insegnò sociologia e religione all'Università di Catanzaro.
Cosimo Tassone [modifica]
20 gennaio 1922, scultore. Autore di sculture in legno.
Roberto Taverniti [modifica]
18 febbraio 1888 - 16 settembre 1916, giornalista. Giornalista di inizio Novecento partecipa al giornale Il Divenire sociale, fondatore del giornale Terra Nostra ha combattuto per il risorgimento socio-economico della Calabria e per l'Italia per la quale muore nella prima guerra mondiale[16]
Sandro Taverniti [modifica]
29 giugno 1944, scrittore e poeta. Ha scritto Quando Maria Cantava e la raccolta di poesie Dissestate Rime (2007) e il suo ultimo libro Nel paese dei due Re (2010).
Antonio Verdiglione [modifica]
? - 10 maggio 1849, Soldato. Patriota italiano che difese Venezia nel 1849 nel II Battaglione. Celebre la sua frase prima di morire al comandante Rossarol: Spetta a me! Serbate la vita per più alte cose.Viva l'Italia![17]
Leggende [modifica]
Vi sono varie leggende su Pazzano.
Leggenda sulle origini di Pazzano [modifica]
Si narra che una volta nella vallata dello Stilaro dei condannati ai lavori forzati vennero mandati a finire i loro giorni in un luogo isolato, Si scelse allora il burrone tra Monte Stella e il Monte Consolino. I tre condannati erano: Pazzano, Spagnolo e Larcara e alle loro caviglie furono legati dei ceppi. Tutti e 3 riuscirono a liberarsi ma solo Pazzano una volta ritornato su decise di rimanere e fondare un nuovo paese dove poter lavorare. Ed infatti più tardi si scoprirono i ricchi giacimenti di Ferro.
Leggenda della statua della Madonna della Stella [modifica]
Nel 1645 Padre Giovanni Fiore da Cropani la mise per iscritto. Pare che quando nel 1562 venne portata la statua su una nave, si fermò improvvisamente a Monasterace e da essa vi partì una luce in direzione della grotta di Monte Stella. La statua poi sopra un vitello si inerpicò fino alla grotta, dalla quale poi incominciò a sgorgare acqua. L'acqua venne raccolta in due giare ma esse miracolosamente non si colmavano mai
Economia [modifica]
Agricoltura [modifica]
L'economia ora è prevalentemente di sussistenza e legata alle misere pensioni di bracciantato agricolo; un tempo, invece era sostenuta dall'agricoltura con coltivazioni intensive del territorio circostante di uliveti, vigneti, fave, ceci, piselli e grano.
Industria [modifica]
Pazzano nel corso della sua storia ha avuto un'industria improntata soprattutto sull'estrazione del ferro dalle cave minerarie (più di 20) collegata con il centro di Mongiana. Dal 1957 (anno della nascita) fino al 1975 Pazzano è stata la sede dell'impresa Sabatino Salvatore & figli specializzata negli autotrasporti e in materiale da costruzione. Successivamente si è trasferita nel comune di Stilo. Attualmente non sono presenti imprese di rilievo.
Turismo [modifica]
L'area turistica principale è rappresentata dalla zona circostante il Santuario di Montestella, che presenta una zona con area pic-nic e l'ostello "Don Mario Squillace". Si tratta di un turismo prevalentemente religioso con il sopracitato eremo di Monte Stella e le feste religiose tradizionali e naturalistico per la bellezza dei luoghi. Da percorrere sicuramente il sentiero molto ripido che porta dalla Fontana vecchia alla cima di Monte Stella rimesso in sesto di recente e attrezzato di luoghi per il ristoro. Lungo il sentiero si può anche visitare il mulino idraulico del XVIII secolo.
Contrade della campagna di Pazzano [modifica]
Pazzano ha numerose contrade e frazioni di campagna nel suo territorio. In origine i nomi erano dialettali, e sono stati, nel passato, tutti tradotti e adattati alla lingua italiana.
| Italiano | Dialetto | Etimologia | Italiano | Dialetto | Etimologia |
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Trasporti e vie di comunicazioni [modifica]
Pazzano è situato sulla ex Strada statale 110 di Monte Cucco e Monte Pecoraro (Ora Strada Provinciale 9) la quale a sua volta si può raggiungere dalla costa jonica con la Strada statale 106 Jonica. È collegata al comune di Bivongi con la Strada Provinciale 95 mentre col comune di Stilo con la Strada Provinciale 9 e con Camini dalla Strada Provinciale 98. C'è un servizio pullman offerto dalla Autolinee Federico per cui Pazzano è raggiungibile da Reggio Calabria e dai paesi lungo la strada statale. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Monasterace a 15 km di distanza.
Amministrazione [modifica]
| Sindaco | Partito | Data elezione |
|---|---|---|
| Salvatore Zannino | Lista civica | Eletto il 05/04/2000 |
| Salvatore Fiorenza | Lista civica | Eletto il 05/04/2005 |
| Franco Depace | Lista civica | Eletto il 29/03/2010 |
Il comune di Pazzano di recente manda a chi ne fa richiesta tra gli emigrati in Italia e all'estero il calendario del paese.
Il comune il 2 novembre 2009 è stato commissariato per scontri politici nella maggioranza durante la valutazione di bilancio.
Sport [modifica]
| Il Gonfalone di Pazzano | |
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Descrizione del Gonfalone di Pazzano nel D.P.R. del 12 ottobre 1987:
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L'unica società sportiva presente a Pazzano è la squadra di calcio US Bivongi Pazzano nata nel 1968. Dal 2002/2003 al 2007/2008 gioca in seconda categoria, in quest'ultimo anno vince con due giornate di anticipo (30 marzo 2008) la promozione in Prima categoria[18][19].
Curiosità [modifica]
- Il circolo ricreativo Culturale Giovanile Pazzanese dal 19 marzo 2004 pubblica il giornalino bimestrale: "Che c'è...?" con l'intento di divulgare le notizie su Pazzano agli emigrati e non, che vogliono ancora mantenere i legami con esso.
Galleria fotografica [modifica]
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Grotta del Santuario di Monte Stella
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2012.
- ^ Pazzano: Clima e Dati Geografici, Comuni-italiani.it. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Dati meteorologici di Signa degli ultimi 30 anni
- ^ Rohlfs 1974, 232
- ^ Andata e ritorno, DanieleSegre.it. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Indagini GeoRadar effettuate presso l'area della Cappella del SS Salvatore del Comune di Pazzano, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Francesco Chiodo, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Libero Fiorenza, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Eduardo Pisani, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Ada Saffo Sapere, Pazzano.net
- ^ Ada Saffo Sapere, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Cisl, Sbarra eletto segretario nazionale, adnkronos.com.
- ^ CALABRESI DA RICORDARE.Mario Squillace, Soverato.com. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Don Mario Squillace, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Roberto Taverniti, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Antonio Verdiglione, Pazzano.net. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ PASQUALE MAIDA - US BIVONGI PAZZANO 3 a 4,US Biovngi Pazzano. URL consultato in data 14 marzo 2009.
- ^ Calabria Ora del 30 marzo 2008
Bibliografia [modifica]
- Franco Taverniti, Pazzano d'altri tempi, 1990
- Mario Squillace, L'eremo di S. Maria della Stella, edizioni Grottaferrata, 1965
- Oreste Camillo Mandalari, Roberto Taverniti giornalista e combattente..., Archivio Storiografico dei Reduci di Guerra, 1936
- C. Maruhn, Le miniere di ferro di Pazzano e Stilo (proprieta Fazzari), Forzani e C. tipografi del Senato (1893)
- Antonio Primaldo Coco, Il diruto casale di Pazzano, 1914
- Ferruccio Richeldi, Pazzano di Serramazzoni, TEIC, 1978
- Danilo Franco, Il ferro in Calabria, kaleidon editore, agosto 2003
- Giorgio Metastasio, Il giallo minerario di Pazzano
Voci correlate [modifica]
- Festa del S.S. Salvatore
- Monte Stella
- Eremo di Santa Maria della Stella
- Locride
- Vallata dello Stilaro
- Stilaro
- Comunità montana Stilaro-Allaro
- Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria
- Serre Calabresi
- Parco naturale delle Serre
- Costa dei gelsomini
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito del comune. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Circolo ricreativo culturale giovanile pazzanese. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Istituto Comprensivo Statale. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Informazioni su Pazzano, Comuni italiani.it. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Pazzano, italiaindettaglio.it. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Pazzano nel sito GAL altalocride. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Storia di Pazzano. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Comunità Montana Stilaro Allaro. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Ecomuseo delle ferrerie e fonderie di Calabria. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Foto di Pazzano su Flickr. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Gonfalone di Pazzano. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Pazzano nell'associazione Conoscere la Locride. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Pazzano nel sito della GAL Alta Locride. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- Frazioni e contrade di Pazzano. URL consultato in data 15 marzo 2009.
Template:Comunità montana Stilaro-Allaro-Limina
