Pazzano

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Pazzano
comune
Pazzano – Stemma
Pazzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Franco Depace (lista civica) dal 29/03/2010
Territorio
Coordinate 38°28′35″N 16°27′06″E / 38.476389°N 16.451667°E38.476389; 16.451667 (Pazzano)Coordinate: 38°28′35″N 16°27′06″E / 38.476389°N 16.451667°E38.476389; 16.451667 (Pazzano)
Altitudine 460 m s.l.m.
Superficie 15 km²
Abitanti 597[1] (31-01-2012)
Densità 39,8 ab./km²
Comuni confinanti Bivongi, Caulonia, Nardodipace (VV), Placanica, Stignano, Stilo
Altre informazioni
Cod. postale 89040
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080058
Cod. catastale G394
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pazzanesi o pazzaniti
Patrono san Giuseppe
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pazzano
Posizione del comune di Pazzano nella provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Pazzano nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Pazzano (/paʦ'ʦano/, Pazzanu in dialetto calabrese) è un comune italiano di 597 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

È, per numero di abitanti, il paese più piccolo della Vallata dello Stilaro. Nel periodo borbonico fu importante per essere il principale centro minerario di estrazione del ferro di tutto il Mezzogiorno.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Ha una superficie di 15,48 km² con una densità di 46,3 abitanti/km². Si trova nella Vallata dello Stilaro tra il Monte Consolino e Monte Stella (il quale rientra nel territorio comunale) a un'altezza di 460 m s.l.m. L'escursione altimetrica è di 876m con una minima di 216m e una massima di 1092m. La zona è classificata ad alta sismicità.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista climatico ricade nella zona climatica D secondo la Classificazione climatica, i gradi giorno sono 1511 e perciò il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1 novembre al 15 aprile[2].

Di seguito vengono riportati i dati climatici delle medie mensili riferite agli ultimi 30 anni.[3].

PAZZANO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 15,0 15,0 17,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 24,0 20,0 17,0 15,7 20,0 30,0 24,0 22,4
T. min. mediaC) 8,0 8,0 9,0 11,0 15,0 18,0 22,0 22,0 19,0 16,0 12,0 10,0 8,7 11,7 20,7 15,7 14,2
Precipitazioni (mm) 63,0 52,0 43,0 31,0 17,0 9,0 6,0 9,0 29,0 53,0 63,0 59,0 174,0 91,0 24,0 145,0 434,0
Umidità relativa media (%) 72 71 69 68 67 66 64 67 70 72 71 72 71,7 68 65,7 71 69,1

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Letto prosciugato della fiumara Melodare

Nel territorio del comune di Pazzano nascono il torrente Stilaro, dal quale prende il nome tutta la vallata,e un suo affluente, il Melodare (in dialetto Mardari, in un documento del 1094 conosciuto come Merdate). Lungo il suo corso rimangono i resti dell'industria siderurgica calabrese, una serie di mulini: il Mulino do regnante, Gargano, Poteda1, Poteda 2, Mastru Cicciu e Midia. Sono tutti mulini di tipo greco. Sono presenti delle sorgenti, denominate " Femmina Morta", "Fonte dello Schioppo" e Carcareda.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Pazzano (Open Street map)

Mammiferi: lepri, volpi, ghiri, cinghiali, donnole, faine, martore. Nei corsi d'acqua vi è la presenza di trote, mentre si ricorda,in tempi meno siccitosi, la presenza delle anguille che risalivano dal mare lo Stilaro per riprodursi nella parte alta del torrente.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimo della località è incerto e vi sono 4 ipotesi:

  1. La derivazione da un radicale "passus", cioè valico;
  2. Quella che si rifà al nome francese di platea (plateau = ripiano in zona montuosa)
  3. Derivazione dal nome spagnolo di "plata", per cui Pazzano starebbe a indicare una terra metallifera.
  4. Derivazione di tipo prediale dal nome latino Patius e il suffisso -anus[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vista del paese (1965)
Piazza di Pazzano negli anni sessanta del Novecento
Pianta delle montagne delle miniere di ferro di Pazzano. 1833. (Sezione militare dell'Archivio di Stato - Napoli

Pazzano è situato tra il Monte Consolino e il Monte Mammicomito, due massicci calcarei che costituiscono un'eccezione nell'aspetto geologico calabrese e che gli studiosi fanno risalire all'età devoniana o più fondatamente all'epoca giurassica. A questa lontanissime origini ed alle evoluzioni dei millenni successivi, si deve la presenza nella cavità dei monti di giacimenti di Ferro, il cui sfruttamento risalirebbe all'età magno-greca.

Pazzano villaggio normanno e casale minerario di Stilo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miniere di Pazzano.

L'origine del paese è legata infatti all'estrazione dei minerali di Ferro per lo più di limonite e pirite, attività che ha dato origine a un villaggio di minatori in età normanna (come attesta un documento del 1094). La materia prima fornita dalle miniere si ricollega al sorgere nella zona di alcuni rudimentali forni per la fusione del ferro. Da antichi documenti risulta che un tempo Pazzano (o meglio il casale di Pezzano, come veniva chiamato) faceva parte della Contea di Stilo insieme a Guardavalle, Stignano, Camini e Riace. Si sa inoltre, che dal 1325 vi era un prete, che dipendeva dalla diocesi di Squillace, che si occupava della cura delle anime.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferriere Fieramosca.

In un documento del 1333 si legge che esisteva una ferriera di proprietà del convento di Serra San Bruno. Il 10 dicembre 1524 le miniere di Pazzano furono regalate da Carlo V come ricompensa per i servizi prestati a Cesare Fieramosca (fratello di Ettore, vincitore della disfida di Barletta). Nel 1527 le miniere divennero di demanio regio. Nel 1724 il governo vi fece fabbricare i cannoni per l'esercito. Nel 1768 la ferriera fu trasferita a Mongiana ed a Ferdinandea, per la presenza di boschi e corsi d'acqua e, in età borbonica, di veri e propri impianti metallurgici. Nel 1783 vi fu un grave terremoto nella zona che abbassò drasticamente il numero della popolazione (per la precisione a 857 abitanti) con un danno del valore di 20.000 ducati ma nessun morto.

Pazzano comune autonomo[modifica | modifica sorgente]

Pazzano divenne comune autonomo nel 1811 quando la Contea di Stilo venne divisa dal commissario Masci. Il primo sindaco del paese fu Giuseppe Certomà. L'estrazione del materiale comunque continuò fino ai primi decenni della seconda metà dell'Ottocento all'interno del polo siderurgico di Mongiana, quando cadde la dinastia Borbonica e si insediò il nuovo governo d'Italia,il quale privilegiò le attività industriali del Nord, spingendo all'emigrazione anche degli abitanti di Pazzano. Ai tempi del Regno delle due Sicilie Pazzano era un di più importanti centri minerari che rifornivano tutto il Mezzogiorno con 25 miniere.

L'8 marzo del 1917 il comune da in concessione le miniere per 50 anni al Cavaliere Alessandro Casini, al quale subentrò il 28 aprile del 1921 la società genovese Miniera di Pazzano. Quest'ultima concesse in sub appalto le miniere alla Montecatini per circa un anno, ma con lo scadere del contratto, la Montecatini abbandona tutto. In seguito si tentò di riaprire le miniere ma senza esito.

Dagli anni cinquanta in poi anche Pazzano ha subito il fenomeno dell'emigrazione verso il nord Italia per la mancanza di lavoro. Nel 1985 è stato soggetto del film documentario di Daniele Segre Andata e Ritorno.[5].

A Sydney, in Australia, la comunità di emigrati pazzanesi si è stabilità per lo più nel sobborgo di Brookvale, soprannominato anche pazzaniedu, piccolo pazzano, e a Narraweena dove si svolge anche la festa del Santo Salvatore australiana.

Una piccola comunità di emigrati c'è anche ad Aliquippa in Pennsylvania, negli Stati Uniti.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Museo della Cultura Mineraria in costruzione - agosto 2009

Negli ultimi anni si cerca di recuperare il grande valore artistico e culturale di Pazzano che la sua storia ci ha lasciato, dall'eremo di Monte Stella che viene visitato da migliaia di pellegrini alle ormai vecchie miniere. Con l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria si vuole realizzare un museo della Cultura mineraria. A giugno del 2008 sono iniziati i lavori per creare il museo. Nel 2008 è uscito il film documentario ThyssenKrupp Blues, presentato al Festival del Cinema di Venezia, incentrato sulla vita del pazzanese Carlo Marrapodi.

Di recente è stata proposta la possibilità di impiantare su una località di Monte Mammicomito (chjana dei lacchi) delle pale eoliche da ditte private per fornire la zona di elettricità con energie rinnovabili, ma l'iniziativa non è andata in porto dato il forte sospetto che si sarebbe trattato di una speculazione dai contorni poco chiari. A fine 2011 il comune ha installato i suoi primi pannelli fotovoltaici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo (Pazzano).
Chiesa di santa Maria Assunta

Vi si trovano pregevoli statue lignee nonché una tela del XIX secolo del Frangipane e 4 tele di inizio XX secolo raffiguranti gli Evangelisti.

Santuario di Monte Stella[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eremo di Santa Maria della Stella.

Nel 1562 viene posta la statua della Madonna della Stella in sostituzione della icona della Madonna di culto ortodosso. Sin dall'inizio alla statua furono attribuiti poteri taumaturgici. Nel 1643 diventa grancia dell'ordine di San Basilio. Nel 1743 cappelania manuale. Nella suggestiva grotta è collocata la Madonna della Stella., statua di marmo bianco del 1562 di probabile fattura gaginesca. Vi si accede scendendo una lunga scalinata (62 scalini) scavata nella pietra. Nel santuario si trova anche l'immagine dell'Immacolata Concezione e un affresco di arte bizantina (un po' rovinato) raffigurante Santa Maria Egiziaca che riceve l'eucarestia dal monaco Zosimo. L'affresco si ritiene sia del X-XI secolo per le ciocche disordinate della sua capigliatura. Il raffigurare una santa anziché un santo, fa pensare che vi sia stato per un certo periodo un eremitismo femminile. All'interno della grotta vi sono rappresentazioni della Trinità, di Cristo, dell'Arcangelo Michele e la pietà.

Fontana Vecchia, Fontana dei minatori[modifica | modifica sorgente]

Fontana dei minatori

Nata nel XVIII secolo come Fontana per dissetare i minatori che tornavano dal lavoro, utilizzata dai contadini per dissetarsi, di ritorno dal pesante lavoro nelle contrade di campagna di Pazzano, ora con le sue sei bocche è diventato il simbolo di Pazzano.

Bocche delle antiche miniere[modifica | modifica sorgente]

Bocche di miniera

A Pazzano vi erano 25 miniere per l'estrazione del ferro, oramai chiuse, alcune delle quali preservate dal Comune in collaborazione con l'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria per il loro valore nell'archeologia industriale calabrese.

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere aggiornata.


  • Principe Ereditario (Settecento)
  • Carolina (Settecento)
  • S. Ferdinando (Settecento)
  • Regina
  • Noceto
  • Scolo
  • Galleria Italia
  • Galleria Piave
  • Galleria Acqua Calda
  • Contrì
  • San Giuseppe
  • R. Principe
  • Colle di Banno
  • Lucarello
  • S. Maria
  • Perrone
  • Gotto
  • perronello
  • Clementina
  • Clementina II
  • San Carlo
  • San Nicola
  • Campoli
  • Garibaldi
  • San Luigi
  • Grotta Nuova
  • Provvisoria
  • Regina ribasso
  • Melichicchi
  • Umberto I

Mulino idraulico "Vrisa"[modifica | modifica sorgente]

Mulino Vrisa

Mulino del XVIII secolo raggiungibile dal sentierio naturalistico e turistico di Monte Stella che parte dalla Fontana Vecchia.

Chiesa del San Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Di recente è stato rilevato, durante un lavoro di riqualificazione ambientale, che sotto al suolo della Cappella dei minatori è situtata un'altra chiesa di origine bizantina ancora più antica della famosa Cattolica di Stilo. Il nome secondo un atto del 1115 sarebbe Agios Salbavr ovvero Chiesa del Divino Salvatore, viene anche citato nel Syllabus. Nel 2006, da un'analisi georadiologica e termografica fino a 8 metri di profondità si deduce sia di forma tricora, larga 6m x 2,5m. Si studia una possibilità di scavo e recupero, ma la situazione è molto complessa poiché la chiesa si trova sotto un luogo di culto (l'attuale cappella) e vicino a una strada che rende difficile l'operazione[6].

Cappella di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Antica cappella in Località San Rocco, forse di origine bizantina, dal 1600 dedicata al culto di San Rocco, ora in grave stato di abbandono, con crepe a rischio crollo. Nel 2007 è caduto su di essa un traliccio. All'interno è presente quel che resta di un affresco del 1692.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Gli abitanti sono 720, distribuiti in 362 nuclei familiari con mediamente 2,21 componenti per famiglia. Dal 1991 al 2001 c'è stato un calo demografico del 16,25%

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto pazzanese ("pazzanitu" in dialetto) è una variante del Dialetto calabrese meridionale. Ė caratterizzato dalla dittongazione di u e o come gli altri paesi della Vallata dello Stilaro e delle vicine Serre calabresi della Piana di Serra San Bruno. A differenza degli altri paesi della Locride il tempo presente dell'infinito termina in -a anziché in -i. Negli ultimi 60 anni ha subito una profonda evoluzione, assimilando sempre più nuove parole dall'italiano e perdendo quelle più arcaiche.

Viene parlato sia nell'ambiente familiare che al di fuori, e viene spesso preferito all'uso dell'italiano che, quando parlato, subisce il forte accento dialettale. Il dialetto pazzanese è stato usato in forma scritta dal poeta pazzanito Giuseppe Coniglio nelle sue innumerevoli poesie pubblicate in 3 raccolte e nelle sue commedie teatrali, ma anche dallo scrittore Giuseppe Fiorenza in alcuni suoi romanzi in sintesi con l'italiano.

Proverbi, detti e modi di dire di Pazzano[modifica | modifica sorgente]

Nel paese di Pazzano esistono molti e svariati proverbi, detti e modi dire che prendono spunto dalla vita quotidiana e dal mondo contadino. Eccone qui un elenco:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Festa del Santissimo Salvatore a Pazzano
A cumprunta (2000)

Le feste a Pazzano come moltissimi piccoli paesi italiani sono feste prettamente religiose (se si fa eccezione per quella dei 'Mbeati muorti) e sono:

  • 19 marzo - Festa patronale e processione di San Giuseppe

La festa inizia nel pomeriggio con l'esecuzione di marce sinfoniche da parte del complesso bandistico pazzanese alla sera il Santo viene portato in processione per le vie del paese fino alla Fontana Vecchia dove si svolge uno spettacolo pirotecnico al termine si scambiano le offerte come ex voto di "ciciri e cannarozzeda".

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa del S.S. Salvatore.

La festa del S.S. Salvatore è la più importante delle feste di Pazzano, che attira il maggior numero di persone e di emigrati. Dura 3 giorni con una processione della statua del santo per il paese, la veglia notturna e la tradizionale "Cumprunti".

Il pellegrinaggio ha inizio nei pressi della "Fontana vecchia" dal quale si può salire per un sentiero di montagna che porta in cima al Monte Stella.

  • Prima domenica di settembre - Festa di San Rocco

Della durata di tre giorni, la festa si svolge con la processione per le vie del paese, la donazione del tradizionale pane benedetto di San Rocco e uno spettacolo pirotecnico quando il santo arriva al boschetto.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale Ada Saffo Sapere (1983)
  • Circolo Ricreativo Culturale Giovanile Pazzanese (1994)
  • Centro di aggregazione socio-culturale Giuseppe Coniglio (agosto 2007)
  • Associazione Musicale Complesso bandistico città di Pazzano

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Zippuli (Zeppole)
Dolci pazzanesi e della Vallata dello Stilaro

La gastronomia pazzanese è caratteristica della regione Calabria, tipica di una vita contadina. L'antipasto è a base di salami piccanti, soppressata formaggio pecorino, ricotta di capra, olive snocciolate. Il primo piatto è la cosiddetta Pasta e casa, dette anche nel catanzarese scilatelle ai ferri (steli essiccati di ampelodesmo, una graminacea), fatte in casa accompagnate da ragù con carne di capra, la parmigiana, la pasta e lambà (pasta con lumache) ma anche un piatto invernale come la trippa e patate. Per secondi: Malangiani chjni (melanzane ripiene), melanzane fritte, i Pipi chini (peperoni ripieni), Scrajola cu posa (Catalogna con fagioli), carne di cinghiale locale o maiale arrosto. Una volta si cucinavano anche i ghiri, ora non più poiché è illegale la caccia. Accompagnano i secondi il pane fatto in casa e la pitta. I dolci sono composti da paste secche come gli amaretti, i mastazzola, le pignolate, la pitta di San Martino, la Cicerata i viscotta cu lavatu (Biscotti con lievito madre) e i biscotti all'uovo e per finire fichi secchi ripieni di noci. Piatti tipici delle giornate di festa sono la cuzzupa pasquale, i zippuli, la cicerata, i Chjinuli e i laci a Natale, pasta e ceci a San Giuseppe, patrono della città. Per quanto riguarda da bere c'è il vino locale e l'acqua delle vicine fonti della Vrisi e Mangiatorella. La colazione una volta era a base di latte di capra e biscotti o uovo sbattuto con zucchero mentre la merenda prevedeva pane e olio d'oliva.

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Pro Loco
  • Protezione Civile Pazzanese
  • ADMO - Associazione Donatori Midollo Osseo

Persone legate a Pazzano[modifica | modifica sorgente]

Francesco Chiodo[modifica | modifica sorgente]

10 febbraio 1938, pittore. Produttore di numerose opere d'arte surrealiste esposte in manifestazioni nazionali (Tempio d'arte a Roma, Accademia di Marzocco a Firenze...) e internazionali (Gran Prix de la Cote d' Azur...)[8]

Giuseppe Coniglio[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Coniglio - poeta
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giuseppe Coniglio.

2 dicembre 1922 - 13 marzo 2006 poeta, attore, scultore. Poeta autore di diverse opere in dialetto pazzanito e pluripremiato a livello regionale, simbolo della cultura contadina pazzanese. Compositore anche di opere teatrali, celebre Marcu e Filomena e anche scultore di statuette in legno d'erica.

Libero Fiorenza[modifica | modifica sorgente]

31 marzo 1913 - 5 ottobre 1943, giornalista. Fu corrispondente da Pazzano di quotidiani nazionali, sui quali scrisse numerosi suoi articoli, al recupero di alcuni valori locali. Era scrittore, caricaturista e autore di componimenti come i due canti natalizi Notte invernale e Nella Grotta e di un inno alla Madonna di Monte Stella. Morì nella seconda guerra mondiale fucilato dai tedeschi nel Mar Egeo per aver voluto essere fedele ai valori di italianità in cui credeva[9].

Eduardo Pisani[modifica | modifica sorgente]

28 dicembre 1911 - 24 febbraio 1973, giornalista. Di mestiere giornalista, si dedica alla politica locale dal 1946 al 1952, al recupero delle tradizioni del paese, e allo sviluppo delle risorse naturali, nella fattispecie quelle minerarie di Pazzano. Continuerà la sua attività a Crotone dove poi morirà[10].

Ada Saffo Sapere[modifica | modifica sorgente]

Ada Saffo Sapere - poetessa

17 marzo 1893 - 1982, poetessa.

« Ada Saffo Sapere, colei che più si avvicina alla fatica del mio spirito. »
(Acqua e terra, Salvatore Quasimodo[11])

Diplomatasi alla scuola normale di Cosenza a soli 16 anni e iniziando a scrivere poesie dall'età di 13 anni, diverrà insegnante elementare dal 1909 fino al 1933 a Pazzano e per un breve periodo a Polistena. Divenne presidente dell'Unione Donne Italiane della Calabria. Si sposò col belga Henri Stieltjes dopo una lunga relazione epistolare. Durante la sua vita lavora con riviste quali: Roma Letteraria, La vita letteraria, la Rivista Adriatica, 'Quaderni di Poesie, La vita Nazionale e la Rassegna letteraria. Nel 1979 pubblica una raccolta di 39 poesie. Al concorso nazionale di poesie di Soverato del 28 giugno 1980 riceve il premio di miglior poeta del 1979. Le sue ultime poesie note sono del 1982[12]

Luigi Sbarra[modifica | modifica sorgente]

1960 - Dal 2000 è segretario CISL della regione Calabria, dal 16 dicembre 2009 diventa componente della Segreteria Nazionale della CISL[13]. Più volte eletto segretario regionale della CISL è anche membro dell'Esecutivo Nazionale e del Consiglio Generale della CISL Nazionale, nonché componente del Consiglio di Amministrazione del Patronato Inas-Cisl. Nel 2006 ha ricevuto il premio: Mediterraneo - Impegno e civiltà "...per l'instancabile e costante impegno sociale nel territorio calabrese per sostenere la battaglia per lo Sviluppo, il Lavoro, la Legalità, la difesa della Costituzione Repubblicana". Articoli e relazioni di Sbarra da segretario regionale.

Mario Squillace[modifica | modifica sorgente]

7 dicembre 1927, Sacerdote, Scrittore. Nato a Montepaone, ma vissuto a Pazzano per 30 anni a partire dal 1950, che divenne il suo paese adottivo come afferma il sito Soverato.com. dedito alla politica e alla diffusione del cattolicesimo democratico. Autore di molti libri tra cui: Calabria democratica, Calabria vecchia e nuova, Il Patto Gentiloni in Calabria, Un impegno per la Calabria, I cattolici e la Calabria. Pubblicò articoli sui quotidiani: L'avvenire di Calabria, Gazzetta del Sud, L'Avvenire, L'Osservatore Romano[14][15]. Fu anche nominato canonico del Capitolo cattedrale di Squillace e insegnò sociologia e religione all'Università di Catanzaro.

Cosimo Tassone[modifica | modifica sorgente]

20 gennaio 1922, scultore. Autore di sculture in legno.

Roberto Taverniti[modifica | modifica sorgente]

Roberto Taverniti - giornalista

18 febbraio 1888 - 16 settembre 1916, giornalista. Giornalista di inizio Novecento partecipa al giornale Il Divenire sociale, fondatore del giornale Terra Nostra ha combattuto per il risorgimento socio-economico della Calabria e per l'Italia per la quale muore nella prima guerra mondiale[16]

Sandro Taverniti[modifica | modifica sorgente]

29 giugno 1944, scrittore e poeta. Ha scritto Quando Maria Cantava e la raccolta di poesie Dissestate Rime (2007) e il suo ultimo libro Nel paese dei due Re (2010).

Antonio Verdiglione[modifica | modifica sorgente]

? - 10 maggio 1849, Soldato. Patriota italiano che difese Venezia nel 1849 nel II Battaglione. Celebre la sua frase prima di morire al comandante Rossarol: Spetta a me! Serbate la vita per più alte cose.Viva l'Italia![17]

Leggende[modifica | modifica sorgente]

Madonna della Stella

Vi sono varie leggende su Pazzano.

Leggenda sulle origini di Pazzano[modifica | modifica sorgente]

Si narra che una volta nella vallata dello Stilaro dei condannati ai lavori forzati vennero mandati a finire i loro giorni in un luogo isolato, Si scelse allora il burrone tra Monte Stella e il Monte Consolino. I tre condannati erano: Pazzano, Spagnolo e Larcara e alle loro caviglie furono legati dei ceppi. Tutti e 3 riuscirono a liberarsi ma solo Pazzano una volta ritornato su decise di rimanere e fondare un nuovo paese dove poter lavorare. Ed infatti più tardi si scoprirono i ricchi giacimenti di Ferro.

Leggenda della statua della Madonna della Stella[modifica | modifica sorgente]

Nel 1645 Padre Giovanni Fiore da Cropani la mise per iscritto. Pare che quando nel 1562 venne portata la statua su una nave, si fermò improvvisamente a Monasterace e da essa vi partì una luce in direzione della grotta di Monte Stella. La statua poi sopra un vitello si inerpicò fino alla grotta, dalla quale poi incominciò a sgorgare acqua. L'acqua venne raccolta in due giare ma esse miracolosamente non si colmavano mai

Economia[modifica | modifica sorgente]

Uliveti

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

L'economia ora è prevalentemente di sussistenza e legata alle misere pensioni di bracciantato agricolo; un tempo, invece era sostenuta dall'agricoltura con coltivazioni intensive del territorio circostante di uliveti, vigneti, fave, ceci, piselli e grano. Si produce l'Olio extra vergine di oliva della Locride.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Pazzano nel corso della sua storia ha avuto un'industria improntata soprattutto sull'estrazione del ferro dalle cave minerarie (più di 20) collegata con il centro di Mongiana. Dal 1957 (anno della nascita) fino al 1975 Pazzano è stata la sede dell'impresa Sabatino Salvatore & figli specializzata negli autotrasporti e in materiale da costruzione. Successivamente si è trasferita nel comune di Stilo. Attualmente non sono presenti imprese di rilievo.

Sentiero Basiliano

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Salita a piedi per Monte Stella da Pazzano (U schicciu)

L'area turistica principale è rappresentata dalla zona circostante il Santuario di Montestella, che presenta una zona con area pic-nic e l'ostello "Don Mario Squillace". Si tratta di un turismo prevalentemente religioso con il sopracitato eremo di Monte Stella e le feste religiose tradizionali e naturalistico per la bellezza dei luoghi. Da percorrere sicuramente il sentiero molto ripido che porta dalla Fontana vecchia alla cima di Monte Stella rimesso in sesto di recente e attrezzato di luoghi per il ristoro. Lungo il sentiero si può anche visitare il mulino idraulico del XVIII secolo.

Contrade urbane di Pazzano[modifica | modifica sorgente]

Italiano Dialetto Etimologia
Centri
Centri
Chiesa vecchia
Chjesi Vecchja
Crescenzo
Criscienzu
Gurneda
piccola pozza
Fiateria
Fhjateria
Livareda
> Composto da Livara e -eda, dal latino ulivo , -eda suffisso diminutivo dialettale
Manguri
Mulineda
Da: Mulino e da -eda suffisso diminutivo dialettale, zona di piccoli mulini
Ndorra
Olisa
Uolisa
San Nicola
Santu Nicola
Sciorna
Timpareda
Dall'osco Timpa: montagna e da -eda suffisso diminutivo dialettale
Vigniceda
Dal latino: vigna e da -eda suffiso diminutivo dialettale
Vrisi
dal greco: fonte d'acqua

Contrade della campagna di Pazzano[modifica | modifica sorgente]

Pazzano ha numerose contrade e frazioni di campagna nel suo territorio. In origine i nomi erano dialettali, e sono stati, nel passato, tutti tradotti e adattati alla lingua italiana.

Italiano Dialetto Etimologia Italiano Dialetto Etimologia
Acquesante
Argostile
Argastili
έργαστήριον ergasti'rion "officina" in greco
Ca'urà
Contrada Rovatti
Ruvatti
Cognome di Catanzaro
C.va di Calcare
Cannavò
Kanavόs Cognome greco e Siciliano
Cas.o dei Saperi
Chianu 'a Janta
Castiglione
Costa del Medico
Cordella
Cordeda or Kordèla in greco
Colture
Cuturi
Cultura, fondo
Droma
Dròmos Δρομος "strada" in greco
Ficarera
Ficareda
Piccolo albero di fico
F.so Brunia (torrente)
Font.na Pizzicarella
Garciale
Harciali Arkiàle in greco
Humusu
Sorgente Janidangiulu
Probabilmente Janni D'Angelo
Juderiu
Livareda
piccolo ulivo
Lonia
Luonia
Lucariedu
Mandarano
Mandaranu
Jacobus Mandarano
Manili
Sorgente Margadisu
M. Campanaro
Campanaru
Campanile
Martucci
Cognome
Melicchicchi
Malijicchi
Bagolari
Min. di Ferro
Nucitu
Piani Baracche
Chianu de Bbarracchi
Piani della Ziia
Chjani da Ziia
ζυγια zighià acero in greco
Perno
Praca
Praca
πλάχα plàcha pietra piatta in greco
Sant'angiulu
Sciorna
Sciuppatu
S. M.a della Stella
S.S. di Montecucco e di Monte Pecoraro
Samponente
Sorgente Calcarella
Carcareda
Sparacarusu
Sutt'a grutta
Torrente Melodari
Mardari
Tizzana
Tizzana
Villa di Tittius
Tramuntana
Tropiano
Mortida
Mirto Myrtos Μυρτος in greco
V.le Mancusella di Droma
V.ne Ceravolo
Vigniceda
Volo
Volu
Cognome
Zopà
Zopà

Trasporti e vie di comunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Strada Provinciale 9 Italia.svg
Strada Provinciale 95 Italia.svg
Strada Provinciale 98 Italia.svg

Pazzano è situato sulla ex Strada statale 110 di Monte Cucco e Monte Pecoraro (Ora Strada Provinciale 9) la quale a sua volta si può raggiungere dalla costa jonica con la Strada statale 106 Jonica. È collegata al comune di Bivongi con la Strada Provinciale 95 mentre col comune di Stilo con la Strada Provinciale 9 e con Camini dalla Strada Provinciale 98. C'è un servizio pullman offerto dalla Autolinee Federico per cui Pazzano è raggiungibile da Reggio Calabria e dai paesi lungo la strada statale. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Monasterace a 15 km di distanza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il Gonfalone di Pazzano
Pazzano-Stemma.png

Descrizione del Gonfalone di Pazzano nel D.P.R. del 12 ottobre 1987:

« drappo di bianco riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma nero, all'aquila d'argento, linguata, rostrata e ornata di rosso, coronata con corona all'antica di tre punte visibili, d'oro e con l'iscrizione centrata in argento recante la denominazione "Comune di Pazzano". »
Comune di Pazzano

Regno di Napoli - periodo napoleonico[modifica | modifica sorgente]

Sindaco Data elezione
Giuseppe Certomà Eletto nel 1809
Nicola Pisano Eletto nel 1810
Tommaso Graziani Eletto nel 1811
Pasquale Tassone Eletto nel 1813

Regno delle Due Sicilie[modifica | modifica sorgente]

Sindaco Data elezione
Tommaso Graziani Eletto nel 1817
Salvatore Bombardiere Eletto nel 1819
Tommaso Graziani Eletto nel 1822
Nicola Tassone Eletto nel 1824
Nicola Micelotta Eletto nel 1825
Giuseppe Vavalà Eletto nel 1826
Tommaso Graziani Eletto nel 1827
Raffaele De Francesco Eletto nel 1829
Ilario Papello Eletto nel 1832
Tommaso Graziani Eletto nel 1833
Ilario Papello Eletto nel 1835
Domenico Valenti Eletto nel 1836
Francesco Franco Eletto nel 1839
Francesco Franco e B. Bombardieri Eletto nel 1840
Tommaso lentini Eletto nel 1841
Tommaso Graziani Eletto nel 1842
Francesco Franco Eletto nel 1843
Vincenzo Leotta Eletto nel 1844
Giambattista Vavalà Eletto nel 1848
Vincenzo Lentini Eletto nel 1855
Rocco Pisano Eletto nel 1858

Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Sindaco Partito Data elezione
Giambattista Vavalà Eletto nel 1860
Rocco Graziani e Francesco Micelotta Eletti nel 1871
Francesco Graziani Eletto nel 1872
Giuseppe Vavalà Eletto nel 1873
Antonio Franco Eletto nel 1897
Antonio Alecci Eletto nel 1905
Francesco Franco (Commissario) Eletto nel 1907
Rocco Taverniti (Commissario) Eletto nel 1911
Francesco Vavalà Eletto nel 1915

Periodo Fascista[modifica | modifica sorgente]

Nome e cognome Carica Data elezione
Demetrio Cardea Commissario Eletto nel 1924
Salvatore Taverniti Podestà Eletto nel 1925
Mario Taverniti Podestà Eletto nel 1926
Raffaele Citarelli Podestà Eletto nel 1927
Raffaele Citarelli e M. Taverniti Podestà Eletto nel 1930
Mario Taverniti Podestà Eletto nel 1931
Francesco Franco Commissario Eletto nel 1934
Francesco Franco Commissario Eletto nel 1936
Francesco Filocamo Podestà Eletto nel 1938

Repubblica italiana[modifica | modifica sorgente]

Sindaco Partito Data elezione
Francesco Fiorenza Eletto nel 1943
Emilio Amato Eletto nel 1944
Rocco Micelotta Eletto nel 1946
Remo Taverniti Eletto nel 1954
Libero Taverniti Eletto nel 1961
Ilario Papello Eletto nel 1965
Francesco Russo Eletto nel 1969
Stefano Zannino Eletto nel 1971
Francesco Zannino Eletto nel 1973
Francesco Zannino Eletto nel 1978
Salvatore Fiorenza Eletto nel 1984
Salvatore Tassone Eletto nel 1986
Salvatore Tassone Eletto nel 1990
Salvatore Zannino Lista civica Eletto nel 1996
Salvatore Zannino Lista civica Eletto il 05/04/2000
Salvatore Fiorenza Lista civica Eletto il 05/04/2005
Franco Depace Lista civica Eletto il 29/03/2010

Il comune di Pazzano di recente manda a chi ne fa richiesta tra gli emigrati in Italia e all'estero il calendario del paese.

Il comune il 2 novembre 2009 è stato commissariato per scontri politici nella maggioranza durante la valutazione di bilancio.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Giubba US Bivongi Pazzano

L'unica società sportiva presente a Pazzano è la squadra di calcio US Bivongi Pazzano nata nel 1968. Dal 2002/2003 al 2007/2008 gioca in seconda categoria, in quest'ultimo anno vince con due giornate di anticipo (30 marzo 2008) la promozione in Prima categoria[18][19].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Panorama pazzano 12 agosto 2012.jpg

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Panorama di Pazzano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2013.
  2. ^ Pazzano: Clima e Dati Geografici, Comuni-italiani.it. URL consultato il 14 marzo 2009.
  3. ^ Dati meteorologici di Signa degli ultimi 30 anni
  4. ^ Rohlfs 1974, 232
  5. ^ Andata e ritorno, DanieleSegre.it. URL consultato il 14 marzo 2009.
  6. ^ Indagini GeoRadar effettuate presso l'area della Cappella del SS Salvatore del Comune di Pazzano, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Francesco Chiodo, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  9. ^ Libero Fiorenza, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  10. ^ Eduardo Pisani, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  11. ^ Ada Saffo Sapere, Pazzano.net
  12. ^ Ada Saffo Sapere, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  13. ^ Cisl, Sbarra eletto segretario nazionale in adnkronos.com.
  14. ^ CALABRESI DA RICORDARE.Mario Squillace, Soverato.com. URL consultato il 14 marzo 2009.
  15. ^ Don Mario Squillace, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  16. ^ Roberto Taverniti, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  17. ^ Antonio Verdiglione, Pazzano.net. URL consultato il 14 marzo 2009.
  18. ^ PASQUALE MAIDA - US BIVONGI PAZZANO 3 a 4,US Biovngi Pazzano. URL consultato il 14 marzo 2009.
  19. ^ Calabria Ora del 30 marzo 2008

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]