Polistena

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Polistena
comune
Polistena – Stemma Polistena – Bandiera
Una veduta aerea del centro abitato
Una veduta aerea del centro abitato
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Michele Tripodi (PCdI) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 38°24′00″N 16°04′00″E / 38.4°N 16.066667°E38.4; 16.066667 (Polistena)Coordinate: 38°24′00″N 16°04′00″E / 38.4°N 16.066667°E38.4; 16.066667 (Polistena)
Altitudine 254[1] m s.l.m.
Superficie 11,77 km²
Abitanti 10 719[2] (30-11-2013)
Densità 910,71 ab./km²
Frazioni Primogenito
Comuni confinanti Cinquefrondi, Cittanova, Melicucco, San Giorgio Morgeto, Anoia
Altre informazioni
Cod. postale 89024
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080061
Cod. catastale G791
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 185 GG[3]
Nome abitanti polistenesi
Patrono santa Marina Vergine di Bitinia
Giorno festivo 17 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Polistena
Posizione del comune di Polistena nella provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Polistena nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale
« Polistina edificata in luogo piano, di tanto circoito, di quanto è forse ogn'altra Città della Calabria Superiore. Nella lunghezza, e larghezza è quasi uguale, per quanto hò potuto conoscere coll'offervatione geometrica »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.115, Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601.[4])
« Più basso di S.Giorgio nella pianura si vede un'altra habitatione chiamata anticamenta S.Marina, come dimostraremo di sotto, hoggi si chiama Polistina »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.115, Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601.[4])


Polìstena[5][6] (Polistina in greco-calabro) è un comune italiano di 10.719 abitanti[7] della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.[8][9]

Confina con i comuni di Anoia, Cinquefrondi, Cittanova, Melicucco, San Giorgio Morgeto. In particolare con il comune di Cinquefrondi, Polistena crea una particolare conurbazione.[10] Addirittura Pasquale Scaglione (1808-1880) cultore di storia locale reggina, che scrisse l'opera di storia Locri e Gerace, sosteneva che il tempo delle muse sorgeva nei pressi dell'odierna Polistena-Cinquefrondi. Michele Guerrisi,[11] estensore di una storia di Cinquefrondi, più precisamente, ritiene che il luogo prescelto dai locresi per l'inalzamento del tempio fosse fuori dall'abitato, verso oriente, in prossimità dell'alveo del piccolo fiume Sciarapotamo.

Polistena in passato veniva chiamata la Perla della Piana di Gioia Tauro per la sua posizione geografica, all'interno della Piana di Gioia Tauro.[12][13]

A Polistena, fuori dal centro abitato, vi è un'area industriale, artigianale e commerciale. La città è il secondo comune della provincia e quinto della Calabria per densità abitativa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aspromonte, Piana di Gioia Tauro, Reggio Calabria, Metramo e Parco nazionale dell'Aspromonte.
Vista di Polistena dal monte Cuculo[14]

Polistena è situata nella parte orientale della Piana di Gioia Tauro,[15] a circa 70 km a sud-est di Catanzaro e circa 50 km a nord-est di Reggio Calabria.

Reggiocalabria mappa.png

Sorge sulle pendici del massiccio montuoso dell'Aspromonte, con un territorio prevalentemente collinare a nord e pianeggiante a sud. Il territorio raggiunge un'altezza massima di 305 m s.l.m. e minima di 132 m s.l.m..

Il centro urbano si sviluppa nei pressi dei due principali torrenti della città. Il principale torrente che scorre nel territorio del comune di Polistena è il Vacale, affluente del fiume Metramo. Un'altra fiumara è lo Jerapotamo, affluente del torrente Vacale, oggi coperto dal Viale Rivoluzione d'Ottobre.


Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003


Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calabria#Clima.

Il clima di Polistena è generalmente di tipo mediterraneo.

Polistena[16] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. mediaC) 9 10 11 13 16 21 24 23 22 17 12 9 9,3 13,3 22,7 17 15,6
Precipitazioni (mm) 233 164 155 100 92 44 21 27 83 159 234 221 618 347 92 476 1 533

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Polistena, Morgeti, Altanum, Storia di Polistena#Casegnano, Storia di Polistena#Santa Marina, Magna Grecia e Locri.
Le origini del nome

Il toponimo Polistena deriva dal greco ed è associazione di due termini polis (città) e tena (forte) o tenon (fortezza). Si pensa anche che derivi da polystenos (molto stretto). Polistena (ai tempi era una piana verdeggiante, le prime case costruite in pianura) è situata al centro dell'istmo più breve tra le città magno-greche di Locri e Medma (Rosarno), fu una stazione di passaggio per i locresi che dovevano raggiungere Rosarno colonia da loro fondata. I ritrovamenti archeologici (che sono nel museo di Polistena), evidenziano una forte frequentazione del territorio e ipotizzano la presenza di un qualche aggiornamento urbano prima e dopo l'epoca della colonizzazione Magna Grecia (Morgeti-Itali)

Anticamente Polistena si chiamava Santa Marina, come scrive sul suo libro Girolamo Marafioti nel 1601.[4]

Domenico Valensise studia il libro del Marafioti, che affermava che, gli abitanti di Polistena si trasferirono nel casale di Santa Marina. Nel quale ci riferisce che Re Roberto, concede al Marchese di Gerace, Santa Marina. Afferma Valensise con documenti da lui studiati che Polistena sia sorta sotto l'Imperio di Oriente. I fondatori di questa città non sa, se fossero gli abitanti di Altano o di Locri, si sa però che a tre miglia di Polistena si trovavano le rovine di Altano.[17]

Nel territorio sono stati rinvenuti oggetti di epoca neolitica, mentre altri ritrovamenti di epoca più recente hanno permesso di identificare la presenza di insediamenti romani.[18][19]

I primi documenti che attestano l'esistenza di Polistena risalgono all'XI secolo, quando un villaggio con questo nome viene nominato in occasione di una cessione di alcuni terreni a favore del monastero di Santa Maria di Campoforano. Nel medioevo fu sede di numerosi casati, fra cui, quello dei Milano Franco d'Aragona[20] e poi Riario Sforza.

Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo (di Cittanova) per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum (che va da Cinquefrondi-Polistena-San Giorgio Morgeto).

Terremoto del 1783 e 1894[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi terremoto del 1783, Terremoto di Polistena del 1783 e Terremoto della Calabria meridionale del 1894.
Comparsa di crateri in Contrada Giuseppina.[21][22][23]

Il 5 febbraio 1783,[24] Polistena fu raso al suolo dal terremoto,[25][26] che interessò l'Italia Meridionale, le vittime 2261 su 4600 abitanti circa. La testimonianza del geologo francese Déodat de Dolomieu, che scese in Calabria per studiare gli effetti disastrosi del sisma, riporta in merito a Polistena:

« Avevo veduto Reggio, Nicotera, Tropea... ma quando di sopra un'eminenza vidi Polistena, quando contemplai i mucchi di pietra che non han più alcuna forma, né possono dare un'idea di ciò che era il luogo... provai un sentimento di terrore, di pietà, di ribrezzo, e per alcuni momenti le mie facoltà restarono sospese... »

Polistena fu ricostruita completamente su un altura più a nord su progetto dell'architetto napoletano Pompeo Schiantarelli.[27] Fu realizzato un particolare impianto urbanistico che vide situarsi nella parte alta palazzi con imponenti frontespizi e portali in pietra granitica locale, mentre le fasce meno abbienti ripopolarono il vecchio sito ricostruito sulle muraglie.[28]

Polistena prima del terremoto, era una tranquilla cittadina, il palazzo dei Milano (nel palazzo si trovava un teatro), feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena, era a nord del fiume Jerapotamo che tagliava in due Polistena. Intorno al palazzo del Marchese, si trovavano le case delle altre famiglie nobili tra qui, Lombardi, Rodinò, Rovere, Sergio ed altri ancora. Dall'altra parte del fiume, a sud gli artigiani operai.

Il terremoto del 16 novembre 1894.[29] La scossa delle 6:15 non provoco danni, quella più forte fu quella delle 18:50, che creò gravi lesioni negli archi della chiesa del Rosario, dalla costruzione alta 38 metri si distacco la facciata. Dal censimento del 1881 gli abitanti di Polistena erano 8400.[30][31]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Polistena, Storia di Polistena#Santa Marina, Pino d'Italia, Fiume (araldica) e Torre (araldica).
Gonfalone del comune di Polistena.
Stemma del comune di Polistena.

Nel più antico stemma della città di Polistena, era raffigurata la protettrice dei polistenesi, Santa Marina Vergine. Lo stemma si uso fino ai primi del ottocento, epoca dalla quale si presuma essere stato adottato l'attuale stemma.[32][33]

  • Blasonatura stemma:
« Costituito da una pianura in cui vi sono una torre aurea e un imponente pino. La torre si trova in mezzo a due fiumi. Il fondale è azzurro[34] »
  • Blasonatura gonfalone:
« Il gonfalone è costituito da un drappo di colore verde riccamente adornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento "Comune di Polistena". Le parti di metallo ed i nastri sono argentati. L'asta verticale è ricoperta da velluto verde con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolore sono frangiati d’argento »

Ospedale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena.
L'ospedale di Polistena

L'ospedale è stato fondato nell'aprile del 1905,[35] intitolato a Santa Maria degli Ungheresi.[36][37] Il suo fondatore fu Giuseppe Valensise. L’ospedale di Polistena fu fondato: con la donazione del Valensise, di un fondo di L. 103.966,50, partecipa pure il principe di Ardore e consorte, con donazione di L. 60.000, e il Comitato Ungherese del terremoto del 1908,[38] quest’ultima per interessamento dell’illustre maestro Francesco Jerace.[39]

Nel 1920, per l’opera efficace degli amministratori del tempo, ottenne la concessione dell’apertura di una farmacia con vendita anche al pubblico.

Nel 1947 facendo procedere ai lavori di adattamento della sala operatoria, secondo le richieste dei medici, compreso il primo chirurgo Antonino Guerrisi.[40]

Nel 1973 Raffaele Lagamba,[41] promotore di una raccolta di fondi tra calabresi e loro amici a Brooklyn, N.Y. che donarono un’autoambulanza al Comune di Polistena, passata all'ospedale.

Nell'ospedale è presente il pronto soccorso e il servizio di 118.[42]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Santa Marina Vergine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Polistena.
La Chiesa Matrice.

Il Duomo di Santa Marina Vergine comunemente noto come Duomo di Polistena[43] o Chiesa Matrice è la principale chiesa di Polistena, dedicata appunto a Santa Marina, patrona della città. La chiesa sorge nel centro storico, affacciata su via Michele Valensise. Ricostruita dopo il terremoto del 1783, essa accoglie numerose opere d'interesse artistico. Santa Marina Vergine viene festeggiata il 17 luglio, mentre una più ampia celebrazione che la coinvolge si svolge la prima domenica di agosto e riguarda la cosiddetta Teoria dei Santi, vale a dire una processione di 26 santi venerati nella città di Polistena, che precedono la patrona.[44][45][46][47][48][49]

Opere di rilievo[50]:

  • Pala Marmorea rappresentante la Deposizione, di provenienza Napoletana e precisamente dallo scultore Giovanni Merliano da Nola.E' questa è notizia certa dalle ricerche fatte in una chesetta di Napoli dove esistono ancora altre opere del Merliani ed una seconda pala marmorea.
  • Portella della Resurrezione, bronzo, Tabernacolo pala marmorea, opera di Giuseppe Niglia
  • Cappella del SS. Sacramento del 1893, opera di Francesco Jerace.
  • L’Ultima Cena del 1904, olio su tela di Francesco Jerace.
  • La Resurrezione di Lazzaro, olio su tela di Carmelo Zimatore.
  • Coro ligneo del 1782, opera di Giuseppe Silipo.
  • Statua lignea di Santa Marina Vergine del 1835, opera di Vincenzo Zaffiro.
  • Statua lignea di San Rocco dello scultore Fortunato Morano.nato a Caridà nel 1773.
  • Fonte battesimale del 1782.
  • Statua della madonna del Carmelo e altare, Madonna scolpita dallo stesso Fortunato Morano nel 1773 e altare in stucchi fatto da Francesco Morani nel 1835 dalla benefattrice Signora Pavia.
  • Gli altri stucchi dell'arco maggiore e puttini e fregi di tutta la Chiesa furono eseguiti dallo scultore e Professore di stucchi Fortunato Morano nel 1828 figlio di Francesco lavoro eseguito come da appunti scritti nel 1884.

Santuario di Maria Santissima dell'Itria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di Maria Santissima dell'Itria.
La Chiesa della Trinià.

Il Santuario di Maria Santissima dell'Itria conosciuto anche come Chiesa della Santissima Trinità o semplicemente Chiesa della Trinità è una delle più antiche di tutta Polistena. La chiesa sorge nel centro storico precisante su Piazza Bellavista, poco lontana da Piazza della Repubblica. L’attuale chiesa venne costruita dopo il terremoto del 1783. Al suo interno la chiesa presenta numerose opere molte di esse andarono però distrutte o seriamente danneggiate nell'incendio del 22 maggio 1988, causato da un probabile corto circuito partito dal soffitto in legno a cassettoni. I lavori di restauro terminarono solo nel 1996. Esternamente ricordiamo soprattutto la cupola ricoperta di piastrelle maiolicate policrome. La Madonna dell'Itria, cui è dedicata la chiesa, viene festeggiata il 10 luglio.

Opere di rilievo:

  • L'altare maggiore in marmi policromi (accuratamente restaurato dopo l’incendio del 1988)
  • Gruppo statuario ligneo della Madonna dell'Itria del 1798, opera di Vincenzo Scrivo.
  • Gruppo statuario in legno e cartapesta raffigurante la Deposizione scultori Fortunato e Vincenzo Morani fratelli
  • Pergamo in ferro battuto del 1885, opera di Francesco Tripodi
  • Coro in legno (distrutto nell’incendio del 1988 e mai più ricostruito)
  • Facciata della chiesa, disegni di Francesco Morani e montaggio delle colonne granitiche dal padre di Francesco Jerace.
  • Pala d'altare di Natale Carta (distrutta nell’incendio del 1988)

Chiesa di Maria Santissima del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Polistena).

La Chiesa di Maria Santissima del Rosario[51] chiamata semplicemente Chiesa del Rosario è un monumentale edificio dell’ottocento sorto su quella che era una piccola chiesa dedicata a San Giuseppe (costruita a sua volta dopo il terremoto del 1783). La chiesa è suddivisa in tre navate decorate con opere di scultori locali e non. L’esterno è invece decorato con numerosi ordini di colonne e presenta inoltre due campanili.[52] Maria Santissima del Rosario, cui è dedicata la chiesa viene solitamente festeggiata il 7 ottobre.

Opere di rilievo[52]:

  • Fonte Battesimale con il Cristo, opera di Michelangelo Parlato
  • Medaglione raffigurante Santa Caterina da Siena, opera di Marino Tigani
  • Dipinto raffigurante la Battaglia di Lepanto, opera di Roberto Carignani
  • Le ventuno vetrate istoriate, raffigurante la vita di Gesù, realizzate dalla ditta Fontana di Milano su disegno di Marino Tigani
  • La statua di Maria Santissima del rosario, risalente al periodo ottocentesco fatta da Francesco Morani nato nel 1804. Tale statua viene chiamata settecentesca in quanto la lavorazione è abbinata con mani, piedi in legno e il busto fatto su manichino di canapa.
  • Tutti i lavori in stucco altarini, fregi e principalmente gli altorilievi degli evangelisti sono opera di Francesco Morani e figli Vincenzo ed Emanuele (architetto disegnatore).anno dei lavori 1873.
  • Il tamburo della cupola in cui sono raffiguranti i quattro santi domenicani: San Domenico, Sant’Agostino, San Pietro da Verona e San Raimondo.

Chiesa di San Francesco di Paola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Francesco di Paola (Polistena).

La Chiesa di San Francesco di Paola[53] chiamata semplicemente Chiesa di San Francesco sorge sul largo a cui a dato il nome ovvero Largo San Francesco di Paola, a poca distanza dalla Chiesa del Rosario. L'attuale chiesa, che risale a dopo il terremoto del 1783, presenta un chiaro sviluppo verticale, possiede due campanili e vicino all’ingresso, in due nicchie sono collocate due statue in terracotta.[54] Il santo a cui è dedicata, ovvero San Francesco di Paola, è festeggiato il 2 aprile.

Opere di rilievo.[54]:

  • Una lapide con iscrizioni del 1730, appartenuta al Convento dei Paolotti
  • Pulpito marmoreo con sculture, opera di Michelangelo Parlato
  • Stucchi di tutta la chiesa dei Morani come contratto del 6 settembre 1855 che si conserva ancora.
  • Stucchi restaurati di Salvatore Angilletta
  • Una croce litica del 1739, posizionata nello spazio antistante la Chiesa
  • Due statue lignee di S.Francesco di Paola di cui una dello scultore Francesco Morani nato. 1804 scolpita intorno al 1859-1960 prima della statua di San Francesco scolpita per la Chiesa di Rizziconi.

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa dell'Immacolata Concezione (Polistena).

La Chiesa dell'Immacolata Concezione[55]chiamata semplicemente Chiesa dell'Immacolata è situata nella omonima via, nella parte bassa di Polistena. L'attuale chiesa, che risale a dopo il terremoto del 1783, presenta un esterno sobrio con una grande cupola e un campanile, eretto in anni recenti, separato dal nucleo principale. Nell’interno ricordiamo invece un originale soffitto in legno.[54] L'Immacolata Concezione, cui è dedicata la chiesa, viene festeggiata l'8 dicembre.

Opere di rilievo[54]:

  • Un monumentale altare con marmi policromi del 1771, opera di Varvella e Fluoreano
  • Statue marmorea di Santa Lucia, attribuita da F. Negri Arnoldi a Pietro Bernini
  • Statue marmoree di Santa Caterina e dell'Immacolata Concezione, di provenienza incerta
  • Statua dell'Immacolata de 1833, opera di Vincenzo Zaffiro.
  • Statua di San Diego e San Paschale scolpito da Francesco Morani

Chiesa di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Sant'Anna (Polistena).

La Chiesa di Sant'Anna è la più antica chiesa di Polistena. Fu infatti l'unico edificio a resistere al terremoto del 1783 che rase al suolo l'intera città. Infatti come dice Domenico Valensise,[56] la chiesa non solo resistette al terremoto ma rimase anche aperta al culto e accolse le ceneri dei polistenesi periti nel flagello. I cadaveri vennero infatti trasportati nel largo antistante la Chiesa della SS. Trinità, dove vennero bruciati e le ceneri, una volta raccolte, vennero tumulate nella Cappella. A memoria di tale fatto fu posta un'iscrizione cancellata dall'umidità e dal tempo, su cui si può ancora leggere la parola EXSTINCTOS. La chiesa sorge al di sotto di Piazzale Trinità, vicino al Santuario di Maria Santissima dell'Itria.

Chiesa della Madonna della Catena[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa Madonna della Catena (Polistena).

La Chiesa della Madonna della Catena[57] chiamata semplicemente Chiesa della Catena sorge nella parte bassa della città, ai confini con i comuni di San Giorgio Morgeto e Cittanova. La chiesa, che possiede una singola navata, venne fondata nel 1894 ed eretta nel 1895 da Giuseppe Nicastro, per ricordare l’antica chiesa che sorgeva in quel punto. Ancora oggi continua ad essere meta di numerosi pellegrinaggi, specialmente durante le festività.[54] Maria Santissima della Catena, cui è dedicata la chiesa, viene solennemente festeggiata la terza domenica dopo Pasqua.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli sorge all’interno di Palazzo Riario Sforza, già Palazzo Milano, il quale si affaccia a sua volta su Piazza del Popolo.[54]

Opere di rilievo[54]:

  • Un altare con marmi policromi ed intarsi
  • Un sarcofago marmoreo del settecento, opera di Giovanni Domenico Milano

Chiesa della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa della Santissima Annunziata è una chiesa di modeste dimensioni, sorta nel 1729 per volere dell’Arciprete D. Giuseppe Rovere. Dopo il terremoto del 1783, che la distrusse, venne ricostruita da D. Nicola Jerace,[54] ed è stata restaurata tra il 2013 e il 2014 e riaperta solennemente al culto dopo un lungo periodo di abbandono.

Opere di rilievo[54]:

  • Una statua lignea della Santissima Annunziata.Opera questa degli Scultori Fortunato Morano (Angelo in legno) e la Madonna in cartapesta fatta da Francesco Morani figlio di Fortunato nel 1773 a Caridà.
  • Una lapide con iscrizione originaria cui è stata aggiunta una nuova iscrizione da D. Nicola Jerace

Chiesa del Palazzo Valensise[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del Palazzo Valensise è collocata appunto nel palazzo Valensise. Fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento da mons. Domenico Valensise, sopra quello che restava del Convento dei Domenicani.

Opere di rilievo:

  • La statua lignea del Cristo Risorto, opera del locale artista scultore Francesco Morani, nato nel 1804, mentre la statua fu scolpita nel 1856, e viene portata in processione la domenica di Pasqua, durante la tradizionale "Affrontata.[54]

Comunità Luigi Monti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il terremoto del 1908, nasce a Polistena l'orfanotrofio maschile e femminile.[58] Monsignore Morabito dopo il sisma, decise che bisognava fare qualcosa, per i tanti orfani che il terremoto aveva procurato. All'inizio gli orfani vennero ospitati nei carri merci delle ferrovie, solo dopo l’arrivo dei Frati Maristi nel 1911, vennero ospitati nelle baracche di legno. Nel 1934 arrivarono a Polistena i Frati Concezionisti (I figli dell’Immacolata Concezione), ancora oggi portano avanti l’opera, iniziata dal Beato Luigi Maria Monti.[59][60]

Nel 1960 l’orfanotrofio si trasforma, e viene chiamato Istituto di San Giuseppe. Il 19 novembre 1984, nasce la Comunità Luigi Monti, che si rinnova sia nel metodo educativo che nella struttura. Una speranza per tante famiglie e ragazzi in difficoltà.[61] All'epoca che furono ricostruiti i nuovi locali nel fare le fondamenta e venuto fuori un grande masso di granito che in seguito fu scolpito dallo scultore Francesco Morani nato nel 1935; dal masso di granito è venuto fuori un "Padre che abbraccia l'orfano".

Luoghi d'interesse

  • Antiche condotte d'acqua
  • Casa natale dei Jerace
  • Casa dei Morani
  • Anfiteatro Comunale
  • Museo Civico
  • Cinema Garibaldi
  • Biblioteca Comunale

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Avati, Milano (famiglia) e Riario Sforza (famiglia).

Tutti gli antichi palazzi presenti a Polistena, sono successivi al terremoto del 1783. I più importanti sono:

  • palazzo Riario Sforza, già palazzo Milano.
  • palazzo Avati (sede del Monte dei Paschi di Siena)
  • palazzo Pecora
  • palazzo Giffone
  • palazzo Valensise
  • palazzo Lidonnici
  • palazzo Sigillò
  • villa Giulia, del Barone Rondinò (oggi Napoli)
  • palazzo Tigani
  • palazzi Sofrè, Montiglia (oggi Ammendolea)

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

L'Auditorium comunale nei pressi di piazza della Pace

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza della Repubblica (popolarmente chiamata "Piazza Vara") situata al centro della cittadina.
  • Piazza del Popolo: vi si affacciano i principali palazzi nobiliari della città ed vi si trova al centro il monumento ai caduti. Nel giorno di Pasqua vi si svolge la tradizionale Affruntata
  • Piazza Diaz, riqualificata, sorge nelle vicinanze di via Santa Marina.
  • Piazza Tigani, presso piazza del Popolo: vi si trova al centro una fontana. La piazza prende il nome dal palazzo che vi si affacciava.
  • Piazza Fusco, nel quartiere Brogna.
  • Largo San Francesco di Paola, piazzale di fronte alla chiesa omonima; vi si trova al centro una croce su basamento in pietra risalente al 1739.
  • Piazza Garibaldi: si trova al centro una fontana e una stele che ricorda l'"albero della libertà", innalzato dai giacobini polistenesi nel 1799
  • Piazza 21 Marzo', già piazzetta Municipio, prende il nome dal giorno della manifestazione nazionale antimafia svoltasi nel 2007. Al centro vi sorge una scultura raffigurante Marino Tigani, scultore polistenese.
  • Piazzale della Pace, sul quale si affacciano il municipio, l'Auditorium comunale e la sede del commissariato di polizia.
  • Piazza Valarioti, sulla via Catena, nella zona sud della città. Prende il nome da Giuseppe Valarioti, vittima della 'ndrangheta.
  • Piazzetta Bellavista.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Francesco Jerace#Il monumento ai caduti di Polistena e Marino Tigani#Il monumento ai caduti di Polistena.
Monumento ai caduti di Polistena, in piazza del Popolo

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Italia o villa Giarre, giardino pubblico situato nella zona alta della cittadina.[69][70]
  • Parco della Liberazione[71]
  • Parco Sportivo Juvenilia
  • Villa Santa Maria e Laghetto delle Papere[72][73]
  • Villetta Municipio
  • Parco Giovanni Paolo II

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

I quartieri principali di Polistena sono: il Ponte, la Catena, La Villa Italia, Contrada Villa, Quartiere Brogna e la Stazione-Grecà.

Vista Piana Polistena.jpg
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Vista del quartiere del Ponte di Polistena (si trova in viale Rivoluzione d'Ottobre).[74]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[75]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati dell'Istat[76] nel 2010 a Polistena risiedevano 538 persone di nazionalità straniera, pari al 4,7% circa della popolazione totale. I paesi di origine più rappresentati sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Polistena viene parlato il dialetto calabrese.

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Settimana Santa di Polistena, Affruntata, Processione delle 26 statue di Polistena e Santi patroni cattolici di comuni della Calabria.
Mariaitriapolistena.jpg Affrontata1.JPG
Statua di Maria SS. dell'Itria e "Affruntata" in Piazza del Popolo
  • La festa patronale, si svolge la prima domenica di agosto e consiste nella "Teoria dei Santi", una processione della statua della patrona santa Marina, preceduta dalle altre ventisei statue dei santi venerati in città, portate a spalla da circa 500 portatori vestiti di bianco. Festa della Madonna dell'Itria: si celebra nel secondo week-end di luglio. Al sabato mattina la venerata statua della Madonna, con in braccio il Figlioletto Gesù e sorretta da altre due statue che raffigurano dei monaci Basiliani, viene portata a spalla fino al sagrato della Chiesa della Trinità (dove è custodita) per una simbolica benedizione del mare. Il culto dell'Itria venne introdotto a Polistena proprio dai monaci Basiliani nel secolo XVI, che edificarono la chiesa sul suggestivo promontorio dal quale si ammira l'intera Piana sino al vicino mar Tirreno. L'indomani, cioè la domenica nel tardo pomeriggio, si svolge invece la processione più lunga che si snoda per le vie principali del paese.
    Santa Marina Vergine, protettrice della città di Polistena
    L'imponente gruppo statuario portato in processione (scolpito nel 1798 da un artista di Serra San Bruno di nome Vincenzo Scrivo ) è in legno e ferro ed è parecchio pesante, perciò richiede un gran numero di portatori; tra l'altro tale gruppo statuario subì considerevoli danni e fu eroicamente salvato dalle fiamme da alcuni giovani polistenesi durante l'incendio della Chiesa della Trinità del maggio 1988, ma prontamente restaurato l'anno successivo e restituito al culto dei fedeli.

Nell'affruntata, il Cristo parte in processione dal Duomo preceduto dalla Congrega del SS. Sacramento; la Madonna a sua volta parte dalla Chiesa del SS. Rosario con un velo nero sul capo. Entrambe le processioni, a mezzogiorno in punto, convergono in Piazza del Popolo. La Madonna, appena intravede il figlio risorto, inizia una corsa che la porta ad inginocchiarsi ai suoi piedi e le viene levato dal suo capo il velo nero che sino a pochi minuti prima era il protagonista, mentre la banda cittadina esegue la marcia trionfale del "Mosè in Egitto" di Rossini. Le statue si posizionano una di fianco all'altra per proseguire sino alla vicina Chiesa del SS. Rosario dove vi sarà una breve riflessione, ed infine il Cristo Risorto riparte in Processione sino alla Chiesa di origine.

In agosto si tiene a Polistena la festa di Santa Marina Vergine, protettrice della città da epoca immemorabile, la processione con la “Teoria dei santi” come in passato era la prima domenica. La statua della Santa Patrona, si fa precedere da una lunga Teoria di Santi (26 statue), accompagnata dalle autorità civili e religiose, dalle quattro confraternite, dalle bande musicali e da migliaia di fedeli e visitatori. La caratteristica processione parte dal Duomo, e prosegue nelle vie della città sino ad arrivare in piazza della Repubblica, dove le statue in base alla chiesa di appartenenza si dividono: alcune scendono alla Chiesa della SS. Immacolata, altre salgono alle chiese del SS. Rosario e di San Francesco da Paola, le altre proseguono verso la chiesa della SS. Trinità e verso il Duomo. Questa suggestiva processione, seguita da una moltitudine di fedeli e turisti, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Polistena è sede del 35º distretto scolastico (5 scuole secondarie di secondo grado, scuola superiore) che comprende i comuni di Anoia, Candidoni, Cinquefrondi, Cittanova, Feroleto della Chiesa, Galatro, Giffone, Laureana di Borrello, Maropati, Melicucco, Molochio, Nicotera, Oppido Mamertina, Polistena, Plaesano, Rizziconi, Rosarno, San Ferdinando, San Giorgio Morgeto, San Martino di Taurianova, Taurianova, San Pietro di Caridà, Serrata e Varapodio.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

In città ci sono 6 scuole dell'infanzia, 4 scuole primarie, 2 scuole secondario di primo grado (scuola media), e 5 scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore).

Di seguito sono elencate, le 17 scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado nel comune di Polistena.[78]

  • Scuola dell'infanzia
C.D. Polistena via Trieste.
C.D. Polistena via On.Luigi Longo.
C.D. Polistena via Risorgimento.
C.D. Polistena via P.Nenni.
C.D. Polistena Rione villa Maria.
Istituto comprenisvo "G. Salvemini" via Esperia, e via Diaz.
  • Scuola primaria
C.D. Polistena via Trieste.
C.D. Polistena via On.Luigi Longo.
C.D. Polistena via Esperia.
Istituto comprenisvo "G. Salvemini" Via Vignale (frazione Bela'), e via la Mola (frazione Villa).
  • Scuola secondaria di I grado
Istituto comprensivo "F.Jerace".[79]
Istituto comprensivo "G. Salvemini.
  • Scuola secondaria di II grado
Istituto professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione "G.Renda".[80][81][82][83]
Istituto professionale per i Servizi Commercio e Turistici "G.Renda".
Istituto Magistrale "G.Rechichi".[84]
Istituto Tecnico Industriale "M.M.Milano".[85]
Istituto professionale Odontotecnici "S. Giuseppe".

Biblioteca comunale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biblioteca Comunale di Polistena e Museo civico di Polistena.
Municipio, Biblioteca comunale e Museo civico.

La biblioteca comunale conserva oltre ai circa 60.000 volumi ed opuscoli, tre fondi archivistici ed un'emeroteca che comprende 12 quotidiani nazionali e 5 calabresi; 109 periodici nazionali e 48 calabresi in corso oltre 283 periodici nazionali e 249 calabresi non in corso, per un totale complessivo di 689 testate. Il numero orientativo dei fascicoli è di oltre 150.000.

Nella biblioteca si conserva inoltre l'archivio storico della famiglia Milano, feudataria di Polistena, dichiarato nel 1984 di notevole interesse storico e vincolato dalla Soprintendenza archivistica per la Calabria.


Museo civico[modifica | modifica wikitesto]

Istituzione collegata alla biblioteca, conserva al suo interno: reperti fossili e archeologici; documenti d'arte; antichità locali; una sezione etnografica. In esso si possono ammirare molti reperti della piana di Gioia Tauro, antichi abiti religiosi e busti di marmo.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • L'agorà periodico edito dal duomo cittadino

A Polistena vi era la redazione locale de Il Quotidiano della Calabria

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Storico complesso bandistico "Città di Polistena.[86]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

A Polistena ha sede una delle cinque residenze teatrali calabresi.

  • Teatro stabile città di Polistena.[87]
  • Associazione culturale Francesco Laruffa.[88]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina calabrese.
I maccheroni di casa

La cucina polistenese si può definire, ricca di sapori e condimenti, affonda le sue radici nella tradizione mediterranea. Piatto tipico per eccellenza sono i "maccarruna" (maccheroni conditi con il sugo di carne), pasta al forno.

Tra i secondi piatti vi sono le zeppole, peperonata, polpette, stocco, melanzane ripiene, frittole.

Il dolce tipico sono le nacatole (biscotto fritto a base di uova, strutto e liquori profumati), pitta di San Martino, la pignolata e le Sguta per la festa di Pasqua.

Caratteristica della cucina locale è la preparazione casereccia della salsa di pomodoro e di diversi prodotti in salamoia o sott'olio, quali le olive, i peperoncini piccanti, le sardine e le verdure in giardiniera.[89] soppressata, salsiccia, capocollo, pancetta.

Frutta tipici: arance, clementine, limoni, mandarini, uva, prugne, castagne, fichi (in particolare i fichi secchi), meluni (melone), zipànguli (anguria).

Persone legate a Polistena[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Jerace

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 2008 si è tenuto a Polistena il festival del cinema "Preferisco il rumore del mare" diretto da Mimmo Calopresti, nel corso del quale venivano proiettati film in anteprima o di grande successo e si svolgeva la cerimonia di consegna del premio di cultura cinematografica "Città di Polistena".

  • Il 21 marzo 2007 vi si è tenuta la XII Giornata contro le mafie promossa dall'associazione Libera.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Melicucco in precedenza era frazione di Polistena, è divenuto comune indipendente il 14 luglio 1936.
  • La località "Primogenito", attigua al comune di Melicucco, dista circa 3 km dal centro cittadino e conta 26 abitanti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona industriale, situata lungo la strada provinciale 5, si trovano diverse aziende. Nel centro abitato sono presenti attività commerciali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strada provinciale 4 Inn. SS 111 - Confine Provincia e Strada statale 682 Jonio-Tirreno.

Il centro urbano di Polistena è attraversato a nord e a ovest della città da una tangenziale (chiamata "circonvallazione"), costruita per eliminare l'intenso traffico che si creava nelle strade interne cittadine. Fino al 2003 era di competenza ANAS, poi è passata alla provincia di Reggio Calabria. Il territorio comunale è attraversato da:

Strada statale 682 Jonio-Tirreno, tra Polistena e Cinquefrondi, direzione Cinquefrondi
Tratto finale di via Napoli di Laureana di Borrello, continuando dritti si entra a Stelletanone, girando a destra si continua per la SS 536 per Polistena e Cinquefrondi.
SP 4 - Circonvallazione di Polistena
Tipologia Indicazione
Italian traffic signs - rotatoria.svg Confine con Cinquefrondi
Via On. Luigi Longo: Quartiere Brogna
Via De Gasperi: Stazione
AB-AZ-blau.svg Polistena Centro
Italian traffic signs - ospedale.svg - Sinnbild Innerorts.svg
Zona IndustrialeRWB Industriegebiet.svg
Cimitero Comunale
Strada Provinciale 5 Italia.svg Melicucco
S.G.C. Ionio - TirrenoStrada Statale 682 Italia.svg
AB-AZ-blau.svg
Via Esperia
Anfiteatro Comunale
Inps
Strada Provinciale 35 Italia.svg San Giorgio Morgeto
Italian traffic signs - rotatoria.svg Via Catena
RWB Stadion.svg Stadio Comunale
Strada Provinciale 47 Italia.svg Cittanova
AB-AZ-blau.svg (solo in
dir. nord)
Polistena Sud

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Polistena.

Polistena è dotata di una stazione ferroviaria delle Ferrovie della Calabria sulla linea Gioia Tauro–Cinquefrondi, che è stata inaugurata nel 1929. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Rosarno.

Autobus[modifica | modifica wikitesto]

A Polistena transitano anche una serie di linee automobilistiche gestite dalle seguenti aziende:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Polistena.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 aprile 2005 29 marzo 2010 Giovanni Laruffa Lista Civica Sindaco
30 marzo 2010 in carica Michele Tripodi PdCI Sindaco

Il municipio ha due ingressi in piazza della Pace e in piazza 21 marzo.

Il comune è compreso nel circondario di Palmi[103] e fa parte della regione agraria n. 2. È sede dell'omonimo vicariato della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzetto dello Sport

In città sono presenti diverse società sportive tra cui:

  • A.S.D. Polistena 1961 - girone B calabrese di Promozione. È nata nel 1961.[105]
  • "ASD Polistena Calcio a 5"
  • "ASPI Polistena Basket" - Serie C Regionale
  • "Pallavolo Polistena"[106]
  • "ASD Polistena Bike Team"

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La A.S.D. Polistena,[107][108] o più comunemente chiamata Polistena è la società calcistica della città di Polistena, fondata nel 1961 dall’avvocato Girolamo Ammendolea, Domenico Russo, dal dottore Domenico Mileto e dai signori Giuseppe Fida e Domenico Mercuri. Con il nome di Società Sportiva Polistena, i colori sociali rosso-verdi, si affilia alla F.I.G.C. e partecipa al campionati dilettanti.[109]

Nella stagione 1965-1966, vinse il Gir.B 1 Categoria e la Coppa Disciplina,[110] nella 1966-1967 vice campione calabrese in Prima Categoria.[111] Nel campionato del 1969-1970, sesto posto nel Girone B di 1 Categoria,[112] ammesso alla Promozione. Dove rimane per ben tredici anni, fino al 1983.[113]

I colori della squadra di calcio A.S.D Polistena

Nel 1986-1987, vinse la Prima Categoria, e conquista la Promozione. Rimane in Promozione per sei anni fino al 1993, dove vinse il Girone A del campionato di Promozione Calabria 1992-1993, e per la prima volta partecipa al campionato di Eccellenza Calabria 1993-1994. Il 23 giugno 1989, cambia nome in U.S.Nuovo Polistena, nel 1992 viene nominato presidente il Duca Avvocato Nicola Riario Sforza (già presidente onorario nel 1968). Il tecnico del Polistena, Domenico Lumicisi porta la Società in Eccellenza.

Nel 1995 l’U.S.Nuovo Polistena cambia denominazione e assume il nome di U.S.Polistena, con il presidente Vincenzo D’Agostino. Nella stagione vinse la Promozione Calabria 1998-1999, e la società conquista l’Eccellenza e vi rimane per due stagione. Nel Eccellenza 2000-2001 retrocede nella Promozione, cambia nome in U.S.Polistena.

Il 09 luglio 2003, ritorno in società l’ex presidente Umberto Catalano, con presidente Giuseppe Mauro, che cercò di dare una svolta all’attività calcistica di Polistena dando inizio ad una collaborazione, con la 3 Categoria Luigi Monti e l'Accademia dello Sport e An.S.P.I. Nel campionato di 1 Categoria Gir.D del 2005-2006, si piazza al terzo posto e viene promossa e dopo esclusa. Cambia denominazione in SSD Polistena, vinse il campionati di 2 Categoria G 2009-2010, e il campionato di 1 Categoria C 2011-2012 poi ammesso in Promozione, nello stesso anno vinse la Super Coppa.[114][115]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di Calcio, Via Gagarin.
  • Palazzetto dello Sport, Traversa di Via C. Marx.[116][117]
  • Stadio comunale "Elvio Guida": situato in via F. Gullo, è di proprietà del comune; vi si possono praticare calcio, calcio a 5, atletica leggera.[118]
  • Campo di Pallamano, Via Stazione.
  • Palestra Body Center, Via Togliatti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Polistena: Clima e Dati Geografici, comuni-italiani.it. URL consultato il 26-02-2010.
  2. ^ Dato Istat: popolazione residente al 30 novembre 2013.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b c Girolamo Marafioti pag.115, Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri
  5. ^ Storia Polistena ed il suo territorio [1]
  6. ^ Storia di Polistena [2]
  7. ^ Dato Istat al 30/11/2013
  8. ^ · PDF file Comune Polistena Provincia di Reggio Calabria
  9. ^ Comune di Polistena in Calabria
  10. ^ La conurbazione tra Cinquefrondi e Polistena
  11. ^ http://www.arteculturafotoin.it/calabresi_illustri.html.
  12. ^ Artigianato locale PDF
  13. ^ Polistena (RC) - radiocorriere.tv
  14. ^ Monte Cuculo
  15. ^ Dati su Polistena nell'Enciclopedia Treccani
  16. ^ https://web.archive.org/web/20130224172226/http://www.pikal.org/pdf_progetto2/4_Ambiente.pdf
  17. ^ Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag. 17-22 [3]
  18. ^ Il comune di Polistena
  19. ^ Storia di Polistena sul sito del comune
  20. ^ La famiglia Milano [4]
  21. ^ Foto devestazione di Polistena
  22. ^ Rottura apertasi in Polistena in località “Giuseppina”, sullo sfondo si nota l’acquedotto che è stato distrutto in più parti; ancora oggi ne sono visibili i resti.
  23. ^ Geoitaliani i segni della devastazione
  24. ^ Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.157
  25. ^ Il terremoto a Polistena 1783 foto [5]
  26. ^ Il terremoto di Polistena storia [6]
  27. ^ Libro sul terremoto di Polistena [7]
  28. ^ I terremoti nella piana di Gioia Tauro [8]
  29. ^ Libro terremoto del 1894, Polistena pag.36
  30. ^ Annibale Riccò, "et al.", Il terremoto del 16 novembre 1894 in Calabria e Sicilia, Roma, Tipografia nazionale di G. Bertero e c., 1907. URL consultato il 20 dicembre 2013.
  31. ^ Terremoto 16 novembre 1894 [9]
  32. ^ Comune di Polistena stemma Municipale[10]
  33. ^ Lo Stemma Municipale della Città di Polistena, Giovanni Russo pag.8
  34. ^ Lo Stemma Municipale della Città di Polistena, libro di Giovanni Russo
  35. ^ Comune di Polistena - Relazione Programmatica della Consulta per la Cultura del Comune di Polistena. URL consultato il 14-11-2009.
  36. ^ Maria, Grande Signora degli Ungheresi [11]
  37. ^ Santuari mariani dell'Ungheria (Europa) [12]
  38. ^ Gli aiuti ungheresi terremoto 1908 [13]
  39. ^ Francesco Jerace(Polistena 1853/ Napoli 1937)-scultore: è senza alcun dubbio uno dei più illustri degli ultimi due secoli così come attestato da uno stuolo di famosi critici ed insigni studiosi di belle arti, tra cui annoveriamo il prof. Alfonso Frangipane e la figlia di questi, prof.ssa Raffaella, il prof. Domenico Teti, il prof. Cesare Mulè, prof.ssa Erminia Corace, il Prof. Carlo Stefano Salerno, la prof.ssa Isabella Valente ecc..
  40. ^ Primo chirurgo nella storia dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena (1947-1960). che ha reso possibile l'apertura di un vero e proprio ospedale in luogo di una vecchia infermeria per i poveri.
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  47. ^ Il Samaritano - Duomo di Polistena
  48. ^ Suore Divina Volontà - Duomo di Polistena
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  59. ^ Comunità Padre Monti Calabria
  60. ^ Gioia Tauro: storia, cultura, economia
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  67. ^ Comune di Polistena - portale istituzionale, estate culturale 2014
  68. ^ Monumento ai caduti [17]
  69. ^ L'Amministrazione Comunale recupera l'antica fontana
  70. ^ Comune di Polistena - portale istituzionale, per le vie di Altanum
  71. ^ · PDF Parco Liberazione
  72. ^ Foto laghetto delle Papere
  73. ^ Il comune di Polistena
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  77. ^ Settimana Santa a Polistena [18]
  78. ^ Scuole Polistena (RC) - pubbliche e private
  79. ^ Scuola secondaria di I grado "F.Jerace" (Polistena)
  80. ^ sarà un simbolo per la nostra città" La nuova scuola Alberghiera G.Renda
  81. ^ " Polistena - Gara della Ristorazione 2012 Istituti Alberghieri
  82. ^ ">Gara della Ristorazione fra Scuole Alberghiere di tutta Italia 2013
  83. ^ Istituto Alberghiero Renda
  84. ^ Istituto Magistrale G.Rechichi Polistena - Guida Scuole
  85. ^ Istituto Tecnico Industriale M.M.Milano Polistena
  86. ^ Storia - Storico Complesso Bandistico "Città di Polistena"
  87. ^ Polistena News: Teatro Stabile “Città di Polistena”
  88. ^ Associazione culturale "Francesco Laruffa"
  89. ^ La buona cucina di Calabria" - di Carlo Baccellieri, Edizioni Reghion - Reggio Calabria 1976
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  97. ^ Professore, Antonino Guerrisi nato a Polistena il 25-11-1900 / 27-11-1968, già ordinario di chirurgia medica presso l’Università di Bari. Primo chirurgo nella storia dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena (1947-1960). che ha reso possibile l'apertura di un vero e proprio ospedale in luogo di una vecchia infermeria per i poveri.
  98. ^ Girolamo Tripodi [20]
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  100. ^ Polistena ha celebrato l'arte di Giuseppe Niglia [22]
  101. ^ Giacomo Cacciatore [23]
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  104. ^ Comune di Anzola dell'Emilia
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  107. ^ A.S.D. Polistena
  108. ^ Il sito dell'ASD Polistena
  109. ^ Una foto del primo Polistena Calcio
  110. ^ Foto Polistena Calcio
  111. ^ Gazzetta del Sud - Cosenza - 06 giugno 1967
  112. ^ Foto Polistena 1979-80
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  116. ^ Inaugurazione del Palazzetto dello Sport [26]
  117. ^ Polistena tappa della staffetta Gerusalemme-Roma [27]
  118. ^ Il Campo sportivo comunale [28]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria, Padova, Ad instanza de gl'Uniti, 1601
  • Domenico Valensise, Monografia di Polistena 1863
  • Giovanni Russo, Polistena nelle immagini di ieri, casa editrice Palermo edizioni Priulla 1985
  • Vincenzo Fusco, Dolce paese..., casa editrice Jone, gennaio 1992
  • Ferdinando Sergio, Polistena ieri e oggi, casa editrice La Modernissima, 2001
  • Calcaterra Pasquale Monografia di Polistena Nuove Edizioni Barbaro, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]