Melicucco

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Melicucco
comune
Melicucco – Stemma Melicucco – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Francesco Nicolaci (lista civica) dal 16/05/2011(2º mandato)
Territorio
Coordinate 38°26′00″N 16°03′00″E / 38.433333°N 16.05°E38.433333; 16.05 (Melicucco)Coordinate: 38°26′00″N 16°03′00″E / 38.433333°N 16.05°E38.433333; 16.05 (Melicucco)
Altitudine 167 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 5 015[1] (31-08-2012)
Densità 835,83 ab./km²
Frazioni San Fili (greco-calabro: Aia Fili')
Comuni confinanti Anoia, Cittanova, Feroleto della Chiesa, Polistena, Rosarno
Altre informazioni
Cod. postale 89020
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080049
Cod. catastale F106
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona C, 1 003 GG[2]
Nome abitanti melicucchesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Melicucco
Posizione del comune di Melicucco all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Melicucco all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Melicucco (Melikùko in greco-calabro) è un comune italiano di 5.015 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Situato nell'area geografica della Piana di Gioia Tauro, si trova a circa 165 metri s.l.m.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Casale della baronia di San Giorgio Morgeto, nella seconda metà del XVI secolo fu venduto da Consalvo II di Cordova a Violante della Quadra. In seguito registrò diversi passaggi di proprietà, venendo assegnato a Cola Tomarchiello da Tropea, a Ottavio Mangeruva, ai Ruffo di Scilla e ai Milano, sotto la cui signoria rimase fino al crollo del sistema feudale, decretato dalle leggi napoleoniche.

Espansosi sul finire del Seicento, fu quasi interamente distrutto dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo che devastò tutta la Piana di Gioia Tauro. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu incluso tra le università del cosiddetto governo di Polistena per poi essere retrocesso a località di questa cittadina.

La nascita del comune è relativamente recente e risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena, è divenuto comune indipendente, comprendendo parti del territorio antecedentemente detenuto da Rosarno e dalla stessa Polistena.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome del comune deriva dal greco melìkokkos che significa "bagolaro".

Descrizione del comune[modifica | modifica sorgente]

Centro pianeggiante di origini medievali, alle tradizionali attività agricole ha affiancato modeste iniziative industriali e terziarie.

Attraversata dalla fiumara Sciarapotamo, si estende nella parte settentrionale della provincia, ai margini della piana di Rosarno, ai piedi dei rilievi collinari, nel bacino del fiume Mesima, tra Rosarno, Feroleto della Chiesa, Anoia, Polistena e Cittanova.

I melicucchesi, con un indice di vecchiaia inferiore alla media, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce tra numerose case sparse e la località San Fili.

Il territorio ha un profilo geometrico ondulato, con differenze di altitudine non molto accentuate.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del paese è prevalentemente agricola, basata sulla produzione dell'olio di oliva e degli agrumi (arance e mandarini). L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti edile, estrattivo, della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi, del vetro e della fabbricazione di strumenti ottici e fotografici, oltre che di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura. Il terziario si compone della rete commerciale (di dimensioni non rilevanti ma sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della comunità) e dell’insieme dei servizi, che comprendono quello bancario.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Il santo patrono è san Nicola di Bari, festeggiato il 6 dicembre con la celebrazione della santa messa e la processione a cui partecipano numerosi fedeli. Grande importanza riveste anche la festa di San Rocco, celebrata il 16 agosto di ogni anno, con riti religiosi, festeggiamenti musicali e giochi pirotecnici preceduti dal "ciuccio", un asino di cartapesta munito di polvere da sparo pirotecnica; la Settimana Santa, nella quale si svolgono (il Venerdì Santo) la passione di Cristo e (Domenica di Pasqua) la famosa "affruntata" tra Gesù risorto e Maria Vergine; la fiaccolata dell'Immacolata, celebrata all'alba di ogni 8 dicembre ed infine il presepe vivente, raffigurazione umana della nascita di Cristo. Molto attesa e seguita la tradizionale novena natalizia durante la quale vengono suonate musiche caratteristiche. Sino a non molti anni addietro si sentiva la zampogna, ma adesso gli zampognari sono stati sostituiti da suonatori di strumenti più moderni.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

La cucina melicucchese si può definire una cucina povera ma, allo stesso tempo, ricca di sapori e condimenti. Piatto tipico per eccellenza sono i "maccarruna", maccheroni conditi con il sugo al sapore di carne di capra e le patate fritte con peperoni e melanzane. La coddara insieme alle salsicce, alla nduja melicucchese e alla soppressata, sono il fiore all'occhiello della tradizione natalizia. Il dolce tipico sono le nacatole, biscotto fritto a base di uova, strutto e liquori profumati. Caratteristica della cucina locale è la preparazione casereccia della salsa di pomodoro e di diversi prodotti in salamoia o sott'olio, quali le olive, i peperoncini piccanti, le sardine e le verdure in giardiniera.

Persone legate a Melicucco[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Mercuri (padre Anacleto) 1905-1967 frate francescano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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