Salamoia

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La salamoia è una soluzione acquosa, satura o prossima alla saturazione, di un sale avente solubilità definita.

Il termine salamoia è usato, nel linguaggio comune, per designare una soluzione di cloruro di sodio in acqua ad una concentrazione superiore a quella dell'acqua di mare (circa 3,5% in massa di NaCl, variabile a seconda del luogo di rilevazione). La salamoia è anche un semplice metodo di conservazione dei cibi, utilizzato industrialmente nella preparazione di cibi preconfezionati ma diffuso anche in ambito casalingo, che sfrutta l'utilizzo di una soluzione di NaCl, più o meno concentrata, il cui effetto osmotico preserva gli alimenti dal degenerarsi per azione batterica, poiché inibisce lo sviluppo di quest'ultimi.

Spesso il sale è utilizzato sotto forma di salamoie con concentrazione variabile a seconda degli scopi. È importante nelle salamoie la purezza e la qualità dell'acqua utilizzata. La presenza di composti diversi del NaCl può essere la causa di inconvenienti di varia natura ad esempio i sali di magnesio conferiscono sapore amaro. Il rame e il ferro determinano ingiallimento dei vegetali verdi oppure imbrunimenti reagendo con i tannini.

La salagione rappresenta uno dei metodi più antichi utilizzati per la conservazione degli alimenti. I Romani costruirono la Via Salaria, una strada consolare, per potersi approvvigionare di sale dal mare Adriatico.

Materiali[modifica | modifica sorgente]

Le salamoie sono fortemente corrosive per cui il materiale che viene in contatto con esse deve essere resistente alla corrosione. Il metallo più resistente è il nichel. Le leghe usate sono:

Buona resistenza presentano il PVC e altri materiali plastici idonei.

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