Dialetto greco-calabro

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Greco-calabro (Greka)
Parlato in Italia
Regioni Provincia di Reggio Calabria (Calabria)
Persone ~ 5.000
Classifica non tra le prime 100
Scrittura alfabeto latino
Tipo sintattica
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Greche
  Attiche
   Greco-calabro
Statuto ufficiale
Nazioni Italia
Regolato da Accademia Nazionale della Lingua Greco-calabra
Codici di classificazione
Linguist List ell-cal  (EN)
Diffusione del Greco di Calabria
Diffusione del Greco di Calabria.

Il dialetto greco-calabro[1], o greco di Calabria, è un idioma parlato in provincia di Reggio, in Calabria.
È chiamato localmente greco di Calabria, ed è formalmente una lingua minoritaria appartenente alla minoranza linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tale lingua era parlata in tutta la Calabria meridionale fino al XV-XVI secolo, quando fu progressivamente sostituita dal dialetto romanzo, influenzato comunque dal greco-calabro nella grammatica e in molti vocaboli (nel XVIII secolo il dialetto calabrese aveva ancora moltissimi grecismi). Ancora in età angioina la lingua greca veniva usata in una vasta area, compresa tra Seminara, Taurianova, la valle del Mésima e l'altopiano del Poro, caratterizzata da dialetti, toponimi e forme folcloristiche. Un breve excursus storico consente di verificare la scomparsa progressiva del greco in varie aree calabresi, a partire dal Cinquecento.

Verso la metà del XVI secolo la lingua greca era stata eliminata nel bacino del Petrace, in particolare nell'alta valle del Duverso e del Tasi. Nel corso del secolo successivo il fenomeno regressivo interessò talune valli del versante occidentale dell'Aspromonte che incombono sullo Stretto di Messina, come ad esempio le fiumare di Catona e di Gallico.

Nel corso del XIX secolo la perdita dell'antico idioma interessava centri come Pentedattilo, Africo, Brancaleone, Motta San Giovanni, Montebello Ionico, San Lorenzo; aree del versante ionico dell'Aspromonte.
Nei primi decenni del XX secolo il fenomeno regressivo ha interessato i comuni di Palizzi, Staiti, Cardeto, Roccaforte del Greco, Amendolea e Condofuri.

Durante il periodo fascista le minoranze linguistiche, tra queste anche la comunità linguistica del Greco di Calabria, venivano osteggiate. È sintomatico di un clima così sfavorevole l'usanza, invalsa negli anni trenta, di apostrofare una persona con l'espressione proverbiale «mi sembri un greco», utilizzata con intenti offensivi. L'uso di altre lingue che non fossero l'italiano, dunque considerate dialetti, era considerato dagli stessi parlanti come simbolo di arretratezza e i maestri punivano quegli alunni che venivano sorpresi a parlare in classe un dialetto anziché l'Italiano.

Per molti anni gli ellenofoni di Calabria sono rimasti nell'oblio. Persino in Grecia si ignorava la loro esistenza. La rinascita dell'attenzione su tale fenomeno linguistico si deve al pioneristico lavoro del glottologo e filologo tedesco Gerhard Rohlfs, che contribuì molto alla salvaguardia della lingua. In suo onore la città di Bova ha allestito da ottobre 2012 una mostra multimediale dal titolo “Calabria contadina nelle immagini di Gerhard Rohlfs”, a cura di Antonio Panzarella. La mostra è visitabile presso Palazzo Tuscano, “Centro visita del Parco Nazionale dell’Aspromonte”ed espone le fotografie scattate proprio dal filologo tedesco che,a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, si è recato più volte sul luogo per approfondire i suoi studi su tale dialetto.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

La lingua ha molti punti in comune col neogreco. Discussa è comunque la sua origine: alcuni sostengono che sia un dialetto derivato dal greco bizantino, mentre altri affermano (ed è ormai l'ipotesi che sembra aver preso sempre più piede) che derivi dal greco parlato nella Magna Grecia dal quale si sarebbe evoluta indipendentemente dal greco ellenistico.

Ne è prova il fatto che è una lingua arcaica, che presenta parole che oggi in Grecia sono sconosciute o scomparse, e possiede nel suo vocabolario molte parole derivate dal greco dorico.

Resta comunque il concetto che il greco calabro, diffuso nella provincia di Reggio sia una parte peculiare dei dialetti ellenofoni parlati in Italia, probabilmente con una sua propria evoluzione, distintasi da quella greca molti secoli fa.

Rispetto al neogreco il greco di Calabria ha perso in molti casi la -s finale

neogreco greco di Calabria italiano
gaidaros gadaro asino

inoltre non conosce il futuro, la cui funzione è assolta dal presente indicativo. Si scrive usando caratteri latini.

La definizione di "grecanico" per gli ellenofoni è erronea. Infatti i grecanici sono da essi considerati tutti gli abitanti della Calabria meridionale, che un tempo fu completamente ellenofona. Gli ellenofoni di oggi sono i "Greci di Calabria", ma questa distinzione è poco nota.

lingua[modifica | modifica sorgente]

Il greco calabro viene menzionato nel Red Book dell'UNESCO sulle lingue a rischio di estinzione[2], insieme al greco salentino. Euromosaic lo annovera tra le lingue minoritarie a rischio dell'Unione Europea[3].

Ethnologue lo menziona come greco moderno[4], cosa chiaramente discutibile per via del distacco dal filone principale avvenuto in epoca bizantina, o addirittura in epoca ancora più antica, e alla scarsa intelligibilità tra le due forme. Infatti più che dialetto del greco moderno dovrebbe essere una forma dialettale del greco medioevale o greco bizantino.

Tuttavia questa forma di greco non ha avuto nel tempo sviluppi consistenti rimanendo sempre lingua quotidiana o di uso familiare, senza riuscire ad imporsi in altri usi come quelli amministrativi, ecclesiastici o letterari. Il greco di Calabria ha dunque le caratteristiche peculiari di una lingua anche se l'uso che se ne fa è quello di una lingua minoritaria.

Grammatica del greco di Calabria[modifica | modifica sorgente]

La grammatica della lingua greco calabra è molto semplificata rispetto al greco moderno.

  • La costruzione della frase è identica all'italiano, e segue lo schema Soggetto - verbo - complemento oggetto, dovuta probabilmente a una sorta di "italianizzazione" subita dalla lingua.
  • Allo stesso modo dell'italiano si possono costruire frasi composte da più espressioni concatenate da avverbi, ma i sostantivi si dividono in tre generi: Maschile - Femminile - Neutro;
  • I verbi sono anch'essi semplificati rispetto al greco antico;

Differenze con il dialetto reggino e l'italiano[modifica | modifica sorgente]

Questo è un passo della fiaba tradizionale grecanica "L'asino e il lupo":

(Lingua Italiana)
L'asino e il lupo

Un mattino un asino pascolava beato in un prato d'erba tenera su un piano tra due montagne. Nelle vicinanze scorreva un ruscello, producendo un allegro mormorio con la sua acqua fresca e limpida.

(Dialetto reggino)
U sceccu e u lupu

Na matina, nu sceccu pascolava cuntentu 'ntà nu pratu r'erba frisca 'nta nu chianu ammenzu a ddu muntagni. 'Ntè vicinanzi scurrìva nu ruscellu chi produciva n'allegru mormoriu ca so acqua frisca e pulita.

(Variante del reggino parlata nella Locride)
U ciucciu e u lupu

Nu jornu, i matina, nu ciucciu pascìa cuntentu erba frisca ammenzu ddu' muntagni. Ja' ntê vicinanzi ndavìa nu vajuni chi scindendu, mandava na musica duci câ poca acqua sua frisca e pulita.

(Greco di Calabria)
To gadaro ce o liko

Mia mera, àsce purrì, èna gadàro evòscinne xarapimèno, xòrto xlorò sce èna mmàli mèsa sta vunà. Ecì kondà ixe ena rrìaci pu trèxonda èsteddhe mia mùsika glicì me to lìgo nerò frisko ce catharò.


Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Mappa che mostra le aree del Greco di Calabria (la Vallata della Amendolèa) e del Greco Salentino (il Salento).

Oggi il Greco di Calabria viene parlato solo a Gallicianò, Roghudi, Chorìo di Roghudi, Bova Marina, e nel capoluogo Reggio dove, nei quartieri San Giorgio Extra e Rione Modena, vi sono minoranze ellenofone.

Il numero degli interessati all'uso di tale idioma ammonta a circa 100 persone per lo più anziane, più circa una trentina di parlanti tra i quartieri Arangea e Sbarre nella città di Reggio e un altro ridotto numero a Melito di Porto Salvo, a seguito dell'immigrazione da Roghudi e da Chorìo dopo le alluvioni del 1971 e del 1972.

Il numero di 100 si riferisce comunque a persone che comprendono l'idioma, ma tra queste, nonostante gli sforzi di tutela delle associazioni culturali e degli organi amministrativi, sono appena una cinquina quelle al di sotto dei 60 anni.

Lingua ufficiale[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'approvazione della legge sulle Minoranze Linguistiche ha cominciato ad essere attivo l'IRSSEC, Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenocalabri, di cui fanno parte i rappresentanti delle Associazioni e dei Comuni greco calabri, che sarà l'ente ufficialmente deputato alla cura e alla tutela del patrimonio elleno calabro.

Il comune di Bova Marina ha anche istituito un Osservatorio Permanente per la Lingua e Cultura Greca in Calabria che si occupa del monitoraggio, lo studio, la programmazione e l'organizzazione di attività volte alla salvaguardia della lingua e della tradizione greca della Calabria. L'ente è stato intitolato a Rohlfs e Karanastasis, due fra i maggiori studiosi di minoranze etniche e linguistiche calabresi.

Attività di tutela[modifica | modifica sorgente]

Il governo italiano ha approvato una legge di tutela e di salvaguardia, la 482/1999. Alcune Associazioni greche, come l'Associazione Internazionale degli Ellenofoni (SFEE), hanno stabilito relazioni con le Associazioni greco calabre e hanno invitato ufficialmente i greco-calabri a partecipare ai meeting che si tengono ogni due anni in Grecia. In realtà gli incontri non hanno avuto più seguito dopo il 1999.

La Regione Calabria ha accordato la tutela alle minoranze greche accanto a quelle albanesi ed occitane e ha promosso l'istruzione bilingue. Nel 1993 la stessa regione ha istituito un Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenofoni, IRSSEC, a Bova Marina. Tuttavia l'attività formativa ha avuto inizio molto tardi e risente del problema del reclutamento di insegnanti di lingua per le attività didattiche. Lo stesso dichiarato bilinguismo è rimasto sostanzialmente sulla carta, senza radicarsi nell'amministrazione pubblica: ad esempio solo i comuni di Bova e di Bova Marina Gallicianò hanno cartelli stradali nelle due lingue.

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

Grazie al filologo Rohlfs alcuni studenti universitari si erano associati per pubblicare un pamphlet intitolato La Ionica. Nel 1970 il gruppo si ricostituì come circolo culturale La Ionica e il pamphlet divenne un periodico dove pubblicare poesia e prosa sia in italiano che in greco-calabro. Lo stesso circolo ha stabilito contatti con gli ellenofoni della Grecìa Salentina per creare la UGIM (Unione dei Greci dell'Italia Meridionale) al fine di associarsi per la tutela del bilinguismo e per ottenere riconoscimenti basilari come, ad esempio, le indicazioni stradali in due lingue e degli spazi su radio locali.

Scomparsa La Ionica, si sono formate altre associazioni locali come:

  • Zoí ce glossa (Vita e Lingua) a Reggio;
  • Apodiafázzi (Rialbeggia) a Bova;
  • Cinurio Cosmó (Nuovo Mondo), Jalò tu Vúa;
  • Cumelca a Gallicianò e Roghudi;
  • Odisseas
  • Astro tu Notu"(Stella del Sud) a Bova Marina;
  • Astaki;
  • Spixì ce Sòma (Anima e Corpo).

I punti critici[modifica | modifica sorgente]

L'abbandono progressivo della lingua è dovuto al fatto che essa è stata, e continua ad esserlo, indicata come dialetto e non lingua, subendo peraltro tutti i pregiudizi legati ad una tale associazione, soprattutto l'esser considerata una forma "bassa" di espressione, appannaggio di popolazioni rurali o pastorali e analfabete. La scarsezza di registri linguistici, inoltre, ne condiziona la sopravvivenza.

La lingua si è conservata finché la popolazione greca di Calabria è rimasta isolata sulle montagne dell'Aspromonte. Con il dilagare del fenomeno dell'emigrazione buona parte della popolazione ha lasciato la zona perdendo, col progredire delle generazioni, le forme espressive tipiche. Inoltre la scolarizzazione che incentiva l'uso di altre lingue, come l'italiano, anche nell'uso quotidiano, ha operato un livellamento linguistico, che ha contribuito al diradamento della platea dei parlanti il Greco di Calabria.

Le attività di tutela, anche se riconosciute dagli organi amministrativi, sono di fatto bloccate. La legge promuove la presenza di ellenofoni nelle scuole e nelle università ma, come già detto, non vi sono, o sono rari, insegnanti o lettori con una conoscenza adeguata del greco-calabro da utilizzare per la didattica. L'attività di formazione è dovuta soprattutto all'iniziativa dei gruppi culturali a livello locale, con supporto finanziario di qualche comune.

Anche l'insegnamento nelle scuole non è stato condotto nella forma del bilinguismo, ma, negli anni scorsi, è stato offerto come corso opzionale parallelo alle attività scolastiche o come corso obbligatorio negli asili e nella scuola primaria, grazie ai fondi regionali e della Comunità Europea. Tali attività non sono state portate scientificamente e hanno comunque registrato uno scarso numero di adesioni.

Nelle scuole secondarie, dove, soprattutto nei licei, potrebbe invece essere utile, la situazione è ancora peggiore: insegnamenti riguardanti il greco-calabro vi sono totalmente assenti. Le associazioni culturali, da parte loro, organizzano attualmente soprattutto corsi per adulti.

Il grosso problema resta, comunque, la scarsa conoscenza della lingua da parte degli insegnanti a cui non viene richiesto il bilinguismo come condizione per l'abilitazione all'insegnamento. Qualche attività di formazione sugli stessi docenti viene fatta da qualche associazione culturale come Jalò tu Vúa, ma solo grazie a contributi della Comunità Europea. Quest'ultima associazione ha anche operato per creare una "grammatica greco-calabra". Tuttavia cresce l'interesse, soprattutto tra i giovani, per il neogreco a discapito della forma più arcaica greco-calabra.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

È importante mostrare la presenza di Calabresi nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Infatti i grecisti in questo periodo venivano frequentemente dalla Calabria forse per la presenza di una forte influenza greca. Lo studio e la riscoperta del greco fu opera di due monaci del monastero di Seminara: Barlaam, vescovo di Gerace, e il suo discepolo, Leonzio Pilato. Leonzio Pilato, in particolare, è stato un grecofono nato vicino Reggio di Calabria, importante insegnante e traduttore del greco, coadiutore persino di Giovanni Boccaccio nelle traduzioni delle opere di Omero.

Alla fine degli anni settanta l'associazione Jalò tu Vúa ha formato un gruppo di studio per impostare degli standard metodologici per l'insegnamento del greco-calabro e per redigere una grammatica per le scuole. Quest'ultima è stata pubblicata nel 1979 dal comune di Bova, nella forma di un pamphlet dal titolo La Glossa di Bova. Per le edizioni Iiriti è stata pubblicata nel 2005 la Grammatica sintassi e lessico della lingua grecocalabra di Filippo Violi e, sempre dello stesso autore, un testo per i bambini e i neofiti, dal titolo I Glòssa Dikìma jà ta pedìa.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati interessanti strumenti didattici, soprattutto ad opera di due studiosi uno grecanico: Filippo Violi e l'altro grecofono Filippo Condemi. Il Violi ha inoltre pubblicato l'unica Letteratura esistente sui Greci di Calabria. Altre pubblicazioni letterarie di Filippo Violi riguardano testi antologici e poetici in due volumi dal titolo I Nuovi Testi Neogreci di Calabria, alcuni testi lessicali come Lessico grecanico-italiano Italiano- grecanico, Lessici antropo-toponimici di Bova e Palizzi, di storia Storia della Calabria Greca, calendari trilingue (italiano, greco-calabro e neogreco). Il greco-calabro, penalizzato negli anni passati dalla mancanza di registri letterari e di un uso più elevato della lingua, che per tanti secoli è rimasta a livello di espressione familiare o di uso comune tra contadini e pastori, è oggi in grado di vantare una vasta produzione letteraria.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Greco di Calabria Italiano

JA’ CÌNO PU PAI LARGA

Sce lìgo ene Christòjenna. An tin ecìni cardìa peratomèni sto Stavrò ti i poli mu èdike, drònni mia amètristi nostalgìa: thelo na condofèro sto chorìo-mu.

Mia comèta sce sinertìmata mu perri larga ce canni lucìsi stes poddhè ore sce strata. Innà: i anglisìa tu chorìu-mu! Mbènno: canèna sceri pios imme i monocholìa mu pagònni!

Ene mesanìfto: ston artàri jomàto sce lulùdia jènete o Christò, thamme Ecìno tu sinèrkete asc’emmèna. I spichì canni ena lirì; Esù catevènni an t’astèra ciòla jammèna, Ciùri.

Su sinèrkete? Immo pedì ce èrkommo ode me tin mana-mu ja na fero Essèna ta lulùdia.

L’EMIGRANTE

Tra poco sarà Natale. Dal quel cuore trafitto sulla croce che mi ha regalato la città, trasuda una nostalgia infinita: voglio tornare al mio paese.

Una cometa di ricordi mi porta lontano e rischiara le tante ore di strada. ecco: la chiesa del mio paese! Entro: nessuno mi riconosce, la solitudine mi gela!

È mezzanotte: sull'altare coperto di fiori nasce il Redentore, forse Lui si ricorderà di me!. l'anima traccia un arcobaleno; Tu scendi dalle stelle anche per me Signore.

Ricordi? ero bambino e venivo qui con mia madre per portarti dei fiori.

Mezzi di comunicazione di massa[modifica | modifica sorgente]

Esistono quattro periodici in greco-calabro: I Riza che è trilingue (italiano, greco-calabro e greco moderno) ed è pubblicato dall'associazione Jalò tu Vúa, e CUMELCA, pubblicato dall'associazione omonima. Il primo ha cadenza quadrimestrale ed è scritto e per metà in greco-calabro, come CUMELCA che formalmente è un trimestrale, ma di fatto appare ad intervalli irregolari. Molto più regolari, e di ottima fattura grafica, sono invece i due periodici pubblicati regolarmente dall'Associazione ODISSEAS, e cioè I Fonì Dikìma e I Fonì tu Richudìu. Per il periodico I Fonì Dikìma si veda sul web www.grecanici.it.

Al momento, anche a causa della crisi che affligge il panorama delle radio private locali, non esistono stazioni radio in lingua greco-calabra. Nel periodo tra il 1977 e il 1984, epoca del boom della radiofonia privata e locale, esistevano alcune qualche emittenti, come Radio San Paolo a Reggio, Radio Antenna Don Bosco a Bova Marina e RTM a Melito di Porto Salvo, che trasmetteva programmi in questa lingua.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Gallicianò è la patria della musica moderna e folkloristica greco calabra. Da circa mezzo secolo i suoi figli trasmettono al mondo intero suoni e canti antichi che rispecchiano la tradizione tra questi, il grecofono battezzato "Teodorakis" della musica greco calabra, Attilio Nucera, affermatosi anche nella musica internazionale per i suoi 30 anni nelle capitali europee, dove conobbe i grandi della musica mondiale e con un bakground musicale anche a livello internazionale. Interprete, con studi approfonditi sull’organetto, e le sue melodie, e tonalità. Per la prima volta nella città di Reggio e sicuramente in Italia “la sfida dell’organetto contro la fisarmonica “ tra i vari strumenti: 2 fisarmoniche, il basso, la chitarra, il sassofono, la batteria, e l’organetto

In lingua greco calabra patrocinato dal Comune di Condofuri, fu prodotto e tradotto dallo stesso artista una prima raccolta musicale in karaoke, con 35 canzoni con i testi dei più grandi compositori italiani e stranieri come: Mogol/Battisti, Migliacci/Meccia, Migliacci Feliciano, Rocco Granata, Nannini/Paoli, John Lennon, John Lennon/Paul McCarteney, Bill Haley, Deandrè, Testa-Renis, Robifer/Rossi, Canfora/Amurri, Bigazzi-Polito, Ranieri, Rocky Robert, George Moustaky, Modugno-Bonaccorti, Verde/Modugno, Modugno/Migliacci, Riky Gianco-Detto-Don Backy, Battisti, Magoni-Buscaglione, Totò De Curtis, ecc., in lingua inglese italiana e greca.

Nasce a Bova Marina (RC) l'Associazione Culturale Greco-Calabra "Stella del Sud-Astro tu Notu", Presidente Rag.ra F. Palamara. L'Associazione ha già al suo attivo nel 2012 un Gemellaggio con le Minoranze Linguistiche, Occitana di Guardìa Piemontese, e Arbreshe di Firmo conclusasi con un Festival dei tre Gruppi e che sarà itinerante nei tre paesi di origine. L'Associazione ha lo scopo di promuovere iniziative e svolgere attività per la salvaguardia, la valorizzazione, e la diffusione della lingua greca di Calabria e vernacolo, attraverso delle manifestazioni socio-culturali, convegni, seminari, centri studi di ricerca linguistica, scientifica, canora, folkloristica, sociale e religiosa, confrontandosi con altre minoranze linguistiche, con concorsi di arti poetiche, canore e pittoriche che costituiscono un importante veicolo di promozione, con scambi culturali, gemellaggi nazionali e internazionali ecc.

Esistono anche gruppi folcloristici locali e gruppi di ricerca etnomusicale all'interno delle varie associazioni come la Cum.El.Ca (cumelca.it), i Megàli Ellàda dell'associazione Odisseas, il Delia del Jalò tu Vúa,che cantano in grecanico, dell'Associazione Culturale Greco-Calabra "Stella del Sud – Astro tu Notu", il Gruppo Folk Greco-Calabro "Stella del Sud" che cantano in greco-calabro e "vernacolo". A fine agosto si tiene a Bova Marina "O Nostos" e "STELLA DEL SUD", due festival annuali di musica greco-calabra con la partecipazione di quasi tutti i gruppi grecanici e di altre minoranze linguistiche e dialettali.

L'area ellenofona del reggino ogni estate è sede del festival musicale itinerante Paleariza che, nato come festival di musica grecanica, si è evoluto nelle ultime edizioni coinvolgendo gruppi etnici provenienti da altre realtà musicali di tutto il mondo. L'evento, ormai un appuntamento fisso annuale, costituisce un biglietto da visita etno-turistico e culturale dell’intera area grecanica della provincia reggina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
  2. ^ Endangered languages in Europe: report
  3. ^ Euromosaic - Greek (Griko) in Italy
  4. ^ Ethnologue report for language code: ell

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Nei titoli seguenti è possibile reperire buona parte delle notizie storiche, filologiche, antologiche, letterarie, lessicali e grammaticali più importanti per una conoscenza della storia e della cultura dei Greci e del Greco di Calabria.

Grammatiche[modifica | modifica sorgente]

  • Gerhard Rohlfs, Grammatica storica dei dialetti Italogreci, Monaco di Baviera, 1977;
  • G.A. Crupi, La glossa di Bova, XXXI distretto scolastico della Calabria, Bova Marina (RC), 1979 e Associazione culturale Jonica, Roma, 1980;
  • S. Scott, Grammatica elementare del Greco di Calabria, 1979;
  • V.G. Ferreri, L'idioma dei greci della Bovesìa, in F. Maspero, Esercizi di neogreco, Cisalpina goliardica, Milano, 1987;
  • Filippo Condemi, Grammatica Grecanica, Coop. Contezza, Reggio Calabria, 1987;
  • Filippo Violi (con traduzione in neogreco di Costantino Nikas), La nuova Grammatica e Sintassi Grecanica, Camera del Commercio Italiana per la Grecia, Atene;
  • Filippo Violi Grammatica sintassi e lessico della lingua grecocalabra, Iiriti, Reggio Calabria, 2005;
  • Anastasios Karanastasis, Grammatica degli idiomi greci del Sud Italia, formato WEB in italiano di Iannis Papageorgiadis: www.grecosuditalia.it;

Letterature[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Violi, Storia degli studi e della letteratura popolare grecanica, C.S.E. Bova (RC), 1992
  • Filippo Violi, La storia e la letteratura greca di Calabria. Autori e testi, Rexodes Magna Grecia, Reggio Calabria, 2001;

Saggi Antologici[modifica | modifica sorgente]

  • Fwteinh Kaimakh, EΛΛHNOΦΩΝH KAΛABPIA (από την αρχαιότητα και τo Bυζάντιο μέχρι σήμερα), ekdoseis MILHTOS, 2002;
  • G. Rossi Taibbi - G.Caracausi, Testi neogreci di Calabria, Ist. Siciliano. di St. Bizantini e Neogreci, Palermo, 1959;
  • S. Nucera, Agapao na graspo, Marra, Cosenza, 1987;
  • B. Casile, Strafonghìa sto scotìdi, Quale Cultura-Jaca Book, Cosenza, 1991;
  • Filippo Violi, Pèmmu, jatì?, Centro Studi Ellenofoni, Bova Marina (RC), 1995;
  • Filippo Violi, To Mavro Drapàni, Iiriti ed. 2006, Reggio Calabria
  • S. Nucera, Chimàrri, JacaBook, Cosenza, 1999;
  • Filippo Violi, I Nuovi Testi Neogreci di Calabria, vol. I-II, Iiriti ed. 2005, Reggio Calabria

Racconti, tradizioni popolari, romanzi[modifica | modifica sorgente]

  • Rossi - Taibbi - Caracausi, Testi neogreci di Calabria, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1959;
  • G.A. Crupi, Cento favole esopiche, in La glossa di Bova, Jonica, Roma, 1980;
  • Filippo Violi, Tradizioni popolari greco-calabre, Apodifàzzi, Reggio Calabria, 2001;
  • Filippo Violi, Le radici della nostra cultura, C.S.E., Bova Marina (RC), 1991;
  • S. Nucera, Chalònero, Qualecultura, Vibo Valentia, 1993;
  • F. Violi, Demetra e Persefone: la palma di Bova, in Quaderni di Cultura Grecocalabra, IRSSEC, Bova Marina, 2004.
  • Lucia Anita Nucera "I paesi grecofoni della provincia di Reggio Calabria" Kaleidon editrice - Associazione Culturale Astaki 2006 Con prefazione del prof. Pasquino Crupi.
  • Associazione Astaki DVD "I Greci di Calabria" la lingua, la storia, i paesi, i monumenti, le tradizioni e la musica del popolo grecofono dell'Amendolea. Durata 105' Regia Demetrio Maisano, Voce narrante Marco Zanni, testo e traduzioni Lucia A. Nucera, testo e musica in greco di Calabria Attilio Nucera.

Saggi storici[modifica | modifica sorgente]

  • P. Larizza, La Magna Grecia, Tip.del Senato, Loescher, Roma, 1929;
  • A. Catanea - Alati, Le origini di Bova e del suo nome, Tip. "Italo-Orientale San Nilo", Grottaferrata, 1969;
  • Antonio Piromalli, Inchiesta attuale sulle minoranze etniche e linguistiche in Calabria, Brenner, Cosenza, 1981;
  • C. Longo, Un momento della lenta eutanasia della grecità calabrese, I.S.D. Roma, 1988;
  • Filippo Violi, La grecità calabrese: origini e storia, Apodiafàzzi, Bova (RC), 1997 (in ristampa);
  • Filippo Violi, Storia della Calabria Greca, Kaleidon, Reggio Calabria, 2006;

Studi filologici e linguistici[modifica | modifica sorgente]

ecanica dell'Aspromonte. Aspetti sociolinguistici], 1980. Risultati di un'inchiesta del 1977

  • G. Morosi, I dialetti romaici del Mandamento di Bova, Archivio Glottol. Italiano, vol. IV, pp. 1-116
  • Gerhard Rohlfs, Vocabolario etimologico della grecità dell'Italia Meridionale, Niemeyer, Halle, 1929;
  • Gerhard Rohlfs, Lexicon graecanicum Italiae inferioris, Niemeyer, Tubingen, 1964;
  • Gerhard Rohlfs, Scavi linguistici nella Magna Grecia, Niemeyer, Halle, 1933;
  • Gerhard Rohlfs, Nuovi scavi linguistici nell'antica Magna Grecia, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1972;
  • Gerhard Rohlfs, Calabria e Salento. Saggi di storia linguistica. Studi e ricerche, Longo, Ravenna, 1980;
  • Gerhard Rohlfs, Le origini della grecità in Calabria, Archivio Storico della Calabria e Lucania, 1933;
  • G. Falcone, Il dialetto romaico della Bovesìa, Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Milano, 1973;
  • G. Rossi Taibbi, Testi Neogreci di Calabria (in Prolegomeni), Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1959;
  • M. Katsojannou, Sociolinguistique du grec et de la Grèce, in Plurilinguismes, n. 4, Revue d'Études et de Recherches en Planification Linguistique, Parigi, 1992, pp. 84-111;
  • M. Katsojannou, Voix et conjugaison verbale en Gréco, G.R.E.D.I., Lacito, 1992, pp. 89-104;
  • M. Katsojannou, L'expression du sujet explicitatif en langue Gréco: variation d'actance ou évolution typologique, EURASIE, Lacito, 1993/1994, pp. 127-139;
  • C. Petropoulou, Lingua e dialetto nella Grecìa calabrese: aspetti linguistici e culturali, in A.S.C.L., a. LIX, Roma, 1992.
  • M. F. Stamuli, Morte di lingua e variazione lessicale nel greco di Calabria. Tre profili dalla bovesìa. Università degli Studi di Napoli 'Federico II', 2010, Tesi di Dottorato (http://www.fedoa.unina.it/3394/1/stamuli_maria_francesca_filologia_moderna_xx.pdf);
  • F. Violi, Lessici antropo-toponimici di Bova e Palizzi, UTE-TEL-B, Bova Marina, 2002.
  • F. Violi, Lessico Grecanico-Italiano-Grecanico, Apodiafàzzi, Reggio Calabria, 1997.
  • A. Formica-P. Monteleone, La minoranza di lingua greca in Calabria. Percorsi, segni e disegni d'insularità, Quaderni IRRSAE Calabria, Catanzaro, 1996.
  • A. Formica, Indagine sul campo nelle scuole della Bovesia, L'insegnamento della storia tra memoria locale e dimensione europea: il caso della minoranza grecofona nel Salento e nell'Aspromonte, Congedo editore, Galatina, 1996.
  • P. Monteleone, L'area ellenofona in cifre: dal problema delle origini al quadro di una sconfitta?, L'insegnamento della storia tra memoria locale e dimensione europea: il caso della minoranza grecofona nel Salento e nell'Aspromonte, Congedo editore, Galatina, 1996.

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