Oppido Mamertina

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Oppido Mamertina
comune
Oppido Mamertina – Stemma
La Cattedrale
La Cattedrale
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Sindaco Bruno Barillaro (centro) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 38°18′0″N 15°59′0″E / 38.3°N 15.98333°E / 38.3; 15.98333 (Oppido Mamertina)Coordinate: 38°18′0″N 15°59′0″E / 38.3°N 15.98333°E / 38.3; 15.98333 (Oppido Mamertina)
Altitudine 342 m s.l.m.
Superficie 58 km²
Abitanti 5 356[1] (30-04-2012)
Densità 92,34 ab./km²
Frazioni Castellace, Messignadi, Piminoro, Tresilico, Zurgonadio.
Comuni confinanti Cosoleto, Platì, Rizziconi, San Procopio, Santa Cristina d'Aspromonte, Seminara, Sinopoli, Taurianova, Varapodio
Altre informazioni
Cod. postale 89014
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080055
Cod. catastale G082
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti oppidesi
Patrono Maria SS. Annunziata
Giorno festivo 25 marzo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Oppido Mamertina
Posizione del comune di Oppido Mamertina nella provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Oppido Mamertina nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Oppido Mamertina (Oppidù, Ofidus in dialetto greco-calabro) è un comune italiano della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

L'abitato si trova alle falde dell'Aspromonte sul versante nord-occidentale. Ricostruito, su progetto degli ingegneri napoletani Antonio Winspearee e Francesco Lavegna[2], dopo il terremoto del 1783, presenta un moderno impianto a scacchiera con ampie vie rettilinee ed ortogonali e grandi piazze[3]. Conserva numerosi palazzi nobiliari del XIII e XIX sec. con artistici portali in granito[4], tra questi, Palazzo Migliorini[5] in stile neoclassico napoletano e Palazzo Zerbi[6] in stile tardo barocco. Caratteristiche e pittoresche sono le tortuose vie della città medievale e del Centro Storico dei quartieri Tresilico e Zurgonadio.

Il territorio di Oppido ha una stratificazione storico-archeologica di notevole rilievo[7]. In località Torre Cillea e Torre Inferrata sono documentate presenze comprese tra i secoli VII e III a.C. ricollegabili ad area di abitato e di necropoli. Sono stati portati alla luce i resti di un nucleo di genti indigene ellenizzate prima e successivamente di una comunità brettia[8]. In contrada Mella, nei pressi della città medievale di Oppido, è stato rinvenuto un insediamento risalente al III - I sec. a.C. e reperti riferibili all'età neolitica e all'età del ferro. Nel cuore dell'Aspromonte, in località Palazzo, è stata costruita nel IV sec. a.C. all'estremità di un lungo serro che domina l'intero territorio di Oppido, una struttura fortificata che, protetta da un avancorpo, accoglieva una guarnigione in pianta stabile. La città medievale[9] è munita di castello e di grandi mura difensive ancora oggi in gran parte visibili, di una importante Cattedrale, ricca di palazzi, chiese, conventi, nel Seminario si insegnavano lettere, filosofia, dogmatica, teologia morale, sacra scrittura, canto gregoriano, storia sacra e profana, geografia, oratoria, poetica, estetica, storia della filosofia[10].

Le origini di Oppido si perdono nella notte dei tempi. La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sulla antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I sec. a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamerto. Nel 1056 fu conquistata da Ruggero Il Normanno e divenne Ducato durante la dominazione angioina, fu a lungo contesa tra angioini ed aragonesi.

È millenaria Sede vescovile[11]. Nel 1979 con decreto "Quo Aptius" della Congregazione per i Vescovi la Diocesi di Oppido Mamertina fu ampliata con l'annessione alla stessa di numerose Parrocchie prima appartenenti alla Diocesi di Mileto. La Cattedrale, di notevoli dimensioni, è dedicata all'Assunta e fu ricostruita più volte a causa dei danni subiti coi sismi del 1894 e 1908. Patrona di Oppido e di tutta la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi è Maria SS Annunziata.

Ospita, tra l'altro, sedi scolastiche di scuola superiore[12], che da diversi anni accolgono centinaia di studenti provenienti da tutta la Piana di Gioia Tauro: l'ITIS a indirizzo informatico e telecomunicazione, il liceo Scientifico e quello Classico gestito dal Clero. La Curia vescovile, il Seminario Vescovile, l'Episcopio, l'Archivio Diocesano, il Museo Diocesano d'Arte Sacra[13], il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana[14], il costituendo Museo Storico-Archeologico di Palazzo Grillo, l'Ospedale "Maria Pia di Savoia", un Centro di riabilitazione per disabili ed una Casa Famiglia per malati di AIDS[15] gestite dall'Ente Morale famiglia Germanò, l'RSA don Loria, il Giudice di Pace[16], la Piscina ed il Teatro comunale, il Santuario Maria SS delle Grazie in Tresilico.

L'attività produttiva si basa principalmente sulla produzione di olio e in parte sulla lavorazione di legname e sull'attività silvopastorali e commerciali. È altresì presente un'importante settore terziario. Parte del territorio di Oppido, circa il 35%, è stato dichiarato di rilevante interesse ambientale ed incluso nel perimetro del Parco Nazionale dell'Aspromonte. L'intero territorio del Comune di Oppido, di Santa Cristina d'Aspromonte e di Scido costituiscono il Parco Antropico del Mamerto (istituito con Delibera del Consiglio Provinciale n.30 del 18.07.01)

Oppido Mamertina ha fatto da sfondo narrativo nel romanzo di Don Luca Asprea Il previtocciolo, nel quale viene descritto il tessuto socio-culturale della Calabria subito dopo il terremoto del 1908.

Indice

Frazioni[modifica]

Il comune comprende le seguenti frazioni:

Castellace (Dialetto Greco-Calabro: Kastelàki),

Messignadi (Dialetto Greco-Calabro: Mesoignadi, Mesignade, Messiniade),

Piminoro (Dialetto Greco-Calabro: Poemin Oros),

Tresilico (Dialetto Greco-Calabro: Trisi'liko),

Zurgonadio.

Tresilico e Zurgonadio vista la conurbazione con Oppido centro sono ormai considerati quartieri della città. Altri quartieri sono: Tuba, Pretura, Nucijari, Calvario, Pilieri.

Cenni Storici[modifica]

La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sulla antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I sec. a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamertion (in latino: Mamertium)[17].

Mamertion[modifica]

Piazza Regina Margherita, Palazzo Grillo (Palazzaccio)

Nella nota contrada Mella,[18] poco distante da Oppido, insiste un vasto e complesso sito archeologico. Giacciono, ancora in gran parte sepolti nonostante la massiccia campagna di scavi, i resti della mitica Mamerto, citata negli scritti di Strabone[19]. La sua origine è legata alle vicende dei Mamertini (cultori del dio Marte), popolo di mercenari provenienti per lo più dalla Campania. Arrivati in Sicilia, partendo dalla Sila Tauricana (entroterra sopra Reggio e Locri) dove si erano stanziati abbandonando il Sannio per scongiurare una pestilenza, furono assoldati dal tiranno di Siracusa Agatocle. Alla sua morte si spinsero verso nord fino a Messina conquistandola. Dopo l'avvio della Prima guerra punica, del quale furono i principali responsabili, schiacciati dalla potenza di Roma e Cartagine, lasciarono l'isola e ritornarono in questo lembo di Calabria dove trovarono stabile rifugio in un abitato italico fondando così Mamerto. Questo termine però nel tempo si perse a causa della mescolanza con la cultura ed il lessico dei popoli locali, e visto che l'insediamento dei mamertini avvenne nella Sila Tauricana da qui il nome Tauriana (la città del monte Taurus). Il legame tra le città di Tauriana e di Mamertion è insito inequivocabilmente nelle fonti (Alfio di Messana, Strabone, Catone, Stefano Bizantino), le due città sono sorte con ogni evidenza nello stesso territorio, sono cioè la stessa cosa. Significativi sono i numerosi ritrovamenti di mattonacci e di tegole recanti la scritta TAYRIANYM e dei bolli statati contraddistinti dall'etnico TAYPIANOYM comprovanti una piena autonomia politica. Ben presto la città diventa un importante centro economico e commerciale assumendo un ruolo preminente nello sfruttamento e nella gestione del potenziale economico dell'alto bacino del Metauros, usufruendo anche di uno sbocco commerciale sul Tirreno tramite l'emporio portuale di Taurianum alla foce del fiume[20].

Il Parco archeologico di Mella è quindi un sito di grande interesse[21]. Numerosi sono stati i ritrovamenti sia in termini di rilievi urbanistici (strade lastricate larghe più di 7 metri, lungo le quali si allineano grandi edifici civili in un contesto culturale pienamente urbanizzato), che numismatici: numerosissime monete appartenenti alle zecche o autorità di Roma, Metaponto, Bretii, Valentia, Locri Epizefiri, Rhegion, Cartaginesi in italia, Catana, Siracusa e Mamertini[22]. Queste ultime, in ragione del 28,35% del totale, in una concentrazione così elevata che non trova riscontro in Italia Meridionale. Sono stati ritrovati anche statuette in bronzo, mattonacci, tegole, testine di terra cotta, macine, collane in metallo, ceramiche, utensili vari, anfore da trasporto, lucerne, unguentari ecc. Purtroppo (da secoli) queste aree archeologiche sono state "visitate" da antichi e moderni tombaroli[23], ma ancora solo una minima parte del vasto sito è stata portata alla luce. Il proseguimento degli scavi iniziati negli anni ottanta porterà (come sta già portando) ad una ridefinizione della storia della Piana di Gioia Tauro e di una parte importante della storia dell'Italia Meridionale, colmando finalmente le lacune dei testi antichi giunti fino ai nostri giorni.

Oppidum[modifica]

Pianta medievale di Oppido Mamertina di Giovan Battista Pacichelli(1634-1695)
Portale sec. XV

Posta a brevissima distanza dal Parco Archeologico di Mella la città medievale[24] giace all'ombra dei taciti ulivi, in una cornice di rara bellezza. Il sito, per la sua estensione e densità di resti, è particolarmente affascinante ed interessante. La città era protetta da possenti mura e vi si accedeva grazie alle due porte poste agli estremi del lungo asse principale (ben visibili, tanto le mura quanto le porte) sul quale si affacciano gli edifici più importanti i cui resti sono ancora visibili. La città ospitava il Seminario e l'imponente Cattedrale con l'Episcopio (della Cattedrale persistono otre le vestigia perimetrali, la scalinata esterna ed interna ed il campanile). Dallo stradone principale si diramavano tortuosamente le vie e viuzze che danno forma al caratteristico contesto urbano. Ospitava anche, oltre a numerose chiese, il Convento dei Frati Paolotti ed il Convento dei Frati Francescani Osservanti e fuori le mura il Convento dei Frati Cappuccini e due carceri, uno ecclesiastico e l'altro civile nel Castello Angioino-Aragonese che, accanto alla porta nord, si innalza poderoso ancora ben conservato[25].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oppido Vecchia.

Diocesi[modifica]

Non si conosce la data certa dell'istituzione della diocesi. Il più antico documento che attesta storicamente la sede episcopale è datato 1045. È un atto di donazione di immobili che privati cittadini oppidesi fecero al vescovo, presumibilmente a Mons. Nicola che è il primo vescovo di cui si abbia notizia[26]. È quindi agevole desumere che l'elevazione di Oppido a sede vescovile sia avvenuta ancor prima di quell'anno.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e Cattedrale di Oppido Mamertina.

Il Culto della Madonna Annunziata[modifica]

Il simulacro della Madonna Annunziata, custodito nella cattedrale, è una pregiatissima opera lignea realizzata nel 1841 da un artista napoletano d'eccezione, Arcangelo Testa, su commissione del vescovo Coppola[27]. Altre due opere dello stesso artista e cioè la Madonna delle Grazie e della Pastorella possono essere ammirate rispettivamente nel Santuario di Tresilico e nella chiesa Parrocchiale di Piminoro.

La statua arrivò con un bastimento alla marina di Gioia dove ad accoglierla vi era una folla di oppidesi in festa insieme al vescovo, presbiteri, seminaristi, autorità civili e militari e venne sistemata in cattedrale sotto un baldacchino di damasco rosso dove rimase fino al 1879, quando il Comune ordinò un trono in legno dorato sul quale porre la statua. Il trisello e la statua poi furono collocati all'interno di un grande armadio in legno artisticamente intagliato a mano e ben presto definito, per le sue proporzioni, cappella stipo, voluto dal sindaco del tempo e realizzato nel 1900 dall'artista Salvatore Caridi. L'imponente custodia, che uscì indenne dal terremoto del 1908, si trova nella cappella in fondo alla navata sinistra della cattedrale e ospita il grande trono processionale della statua del Testa.

Il Canonico Pignataro, nel suo studio su "Il culto di Maria SS. Annunziata in Oppido di Calabria", fa risalire il culto dell'Annunziata al periodo in cui dominava in diocesi il rito bizantino. Nel 1600 il culto pubblico all'Annunziata è testimoniato da atti notarili e da relationes ad Limina dei vescovi del tempo. All'epoca si venerava ad Oppido un'immagine miracolosa della Madonna Annunziata, opera attribuita ad un pittore di Costantinopoli di nome Lucae e realizzata nel XII sec.. Questa Immagine veniva esposta soltanto il 25 marzo di ogni anno, e in casi particolari di urgenza, quindi in periodo di gravi calamità. Questo raro evento rappresentava un momento particolare per gli abitanti di tutta la diocesi che manifestavano atti di indicibile commozione e solennità; in cattedrale il clero, sia secolare che regolare, era presente in abiti da cerimonia e l'annuncio veniva dato dai rintocchi delle campane di tutte le chiese cittadine e dagli spari delle artiglierie del castello[28].

Nel 1743, secondo quanto viene narrato da Francesco Saverio Grillo e riportato dall'Arc. Giovanni Sposato nel suo "Culto e Grazie di Maria SS. Annunziata", fu istituita una seconda festività in onore della Vergine a ricordo del miracolo che la Madonna ha compiuto a favore del popolo oppidese liberandolo dalla peste.

Queste le parole dell'Arc. Sposato:

« "nel 1743, essendovi la peste a Reggio, i deputati dell'antica Oppido spediti per politica missione al Conte Moony, inviato con supremo comando dal Governo Spagnolo, ritornati in patria, portarono il contagio pestilenziale. Parecchi paesi della provincia erano stati assaliti dal fiero morbo; ed anche ad Oppido regnava il terrore e la desolazione (...) si pregava, si gemeva, si agonizzava; una sola speranza restava in quel frangente terribile, ed era la Vergine Protettrice della povera città... . Il monatto che guidava il carro funebre(...)passando dinanzi ad una statuetta della Vergine Annunziata, poco lungi dalla seconda porta della città, in uno slancio supremo di fede, fissando devotamente la sacra immagine: Maria, esclamò, fate che sia l'ultima. Allora, si ruppe il carro all'istante; ed una delle ruote di esso si poggiò, roteando, al pilastro che sorreggeva la statuetta; l'altra si disperse precipitando, per la china sottostante; ed il morbo scomparve"[29]»

Alcuni autori criticano il riferimento all'anno 1743 quale quello della pestilenza, in quanto non vi sono documenti del tempo che ne parlano. Sostengono che quell'anno è da richiamare solo per l'istituzione della seconda festività, detta del ringraziamento, forse il miracolo, invece, avvenne qualche decennio prima come emerge da una relatio del 1673 del vescovo Ragni dove si parla di una pestilenza diffusasi in diocesi due anni prima e cioè nel 1671. Lo storico Nicolantonio Gangemi, parla del miracolo della Madonna e lega cronologicamente la grazia concessa, alla peste successiva all'anno 1665 e accenna ad una ruota di carro custodita nella cattedrale come ex voto, a testimonianza della peste cessata all'invocazione della Beata Vergine. Tuttavia, anche se vi sono discordanze ed incertezze sull'anno esatto del miracolo, questo è richiamato in diversi documenti ed è vivo nella memoria storica del popolo oppidese. In ricordo di tale avvenimento e in ringraziamento alla Madonna, fu introdotta, una seconda festa in suo onore, chiamata del ringraziamento appunto o della gratitudine. Ancora oggi la suggestiva festa dell'Annunziata, che è la Patrona di Oppido Mamertina e diocesi, si celebra in due date distinte, il 25 marzo di ogni anno e la prima domenica dopo ferragosto e richiama un afflusso di fedeli sempre più preponderante.

Risorse culturali ed ambientali[modifica]

Santuario Maria SS. delle Grazie
Castello di Oppido Mamertina

Beni Urbanistici[modifica]

Centro storico di Tresilico, Messignadi e Piminoro.

Piazze Oppido Centro[modifica]

Piazza Umberto I, Piazza Regina Margherita, Piazza Francesco Marino Zuco, Piazza Concesso Barca, Piazza Salvatore Albano, Piazza San Rocco, Piazza Santuario, Piazza Conia, Piazza San Leone.


Beni archeologici[modifica]

Necropoli pre-ellenica, necropoli protostoica, Parco Archeologico di Mella (antica Mamerto) sec. III-I a. C., resti di antico abitato ellenistico, vestigia greche e romane, località Palazzo III a.C., Oppido Vecchia (città medievale).

Chiesa di San Giuseppe

Beni ambientali[modifica]

Uliveti, Piani di Zervò, Piani di Zillastro, Parco Nazionale dell'Aspromonte, Parco Antropico del Mamerto, Acque sorgive naturali a m. 1060 slm, Fiumare: Boscaino, Marro, Ferrandina, Calabro, Duverso.

Altro: Portale di Palazzo Princi, Torre dell'Orologio, Monumento ai Caduti (Concesso Barca), Fontana in Ghisa dei primi del 900, Cristo di Zervò.

Beni architettonici[modifica]

Oppido ospita numerosi beni architettonici di notevole pregio:

Architetture civili[modifica]

Palazzo Grillo, Palazzo Malarbì, Palazzo Migliorini, Palazzo Grillo(Palazzaccio), Palazzo Lucisano, Palazzo Zerbi, Palazzo Germanò, Palazzo Spinelli, Palazzo Cananzi, Palazzo Vorluni, Villa Ferraris in stile liberty, Palazzo Episcopale.

Particolare Cappella del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina

Architetture religiose[modifica]

Chiesa Cattedrale (dedicata all'Assunta), Chiesa dell'Oratorio(o dell'Annunziata), Chiesa di San Giuseppe, Chiesa Abbazia, Santuario Maria SS delle Grazie, Chiesa di San Leone Magno, Chiesa della Divina Pastora, Chiesa di San Nicola, Chiesa di Castellace di sopra, Chiesa dell'Assunta, Chiesa di Afanto (Loc. Zervò), Chiesa di Quarantano, Cappella Caia-Musicò, Cappella del Seminario Vescovile, Episcopio, Convento dei Domenicani (ruderi Messignadi), Calvarietto Maria SS Annunziata (Oppido Vecchia), Convento dei Frati Francescani o Paolotti o Minori o Osservanti e dei Frati Zoccolanti (ruderi Oppido Vecchia).

Abbazia

Architetture difensive[modifica]

Castello Angioino-Aragonese, Cinta Murarie, Fortezza di località Palazzo.

Architetture del lavoro[modifica]

Mulini, Frantoi, Centrale idroelettrica dismessa.


La Cattedrale[modifica]

La Cattedrale di Oppido Mamertina è la sede della cattedra del Vescovo ed in quanto tale è l'ecclesia mater della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Dedicata a Maria Assunta, in stile neoclassico, è tra gli edifici sacri più grandi della Calabria e con i suoi 33 metri primeggia su tutti in altezza[30]. Il campanile (non ancora del tutto completato), progettato dell'ingegnere Pasquale Epifanio auspice il giudice Antonino Pignataro nonché il vescovo Mons. Domenico Crusco che, nel settembre del 1997, pose la prima pietra, domina la Piana di Gioia Tauro coi suoi 50,10 metri di altezza ed è, presumibilmente, la costruzione più alta della Calabria[31].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Oppido Mamertina.
Interno Cattedrale di Oppido Mamertina
Episcopio

Santuario e culto di Maria SS. delle Grazie[modifica]

S.E. mons. Raspini vescovo di Oppido il 2 luglio del 1958 ha elevato la Chiesa parrocchiale di Tresilico a Santuario Mariano in onore di Maria SS. delle Grazie[32]. Il fervente culto alla Vergine dispensatrice di Grazie è da secoli scandito nella sua stessa storia. Il popolo infatti era già profondamente legato alla Vergine del Pilar raffigurata in una pregevole scultura in marmo del '700, ancora oggi conservata nel Santuario. La prima statua in legno, ordinata sul modello della Madonna del Pilar, venne portata a Tresilico nel 1832. Questa statua, che raffigura la Madonna in piedi con Gesù bambino in braccio, serviva per essere omaggiata in processione e oggi è conservata ed esposta al pubblico in un vano al piano terra del Palazzo Vorluni residenza questa della pia Rosa Vorluni alla quale la Madonna è apparsa molte volte. Infatti tra il 1835 ed il 1837 sono successi i fatti miracolosi che il dott. Gaetano Morizzi ha raccontato nel suo libro "Fiori di Grazie", la Madonna è apparsa appunto a Rosa Vorluni e in queste apparizioni indicava alla "Pia devota" e per mezzo di lei, al dottor Morizzi, il modo per guarire chi a Lei si era rivolto. Il 2 ottobre del 1836 Rosa Vorluni, mentre si trovava in chiesa, ebbe l'ennesima apparizione, che portò alla realizzazione dell'attuale statua venerata nel Santuario.

Queste le parole con le quali il Morizzi descrisse l'evento:

« Ravvisa una amabile Signora di ordinaria statura, che a suo modo di intendere, uguagliar poté a palmi sei circa, assisa su di ricca sedia ornata a fiori, e con pometti dalla parte della spalliera, da dentro i quali uscivano due mazzetti di gelsomini. Sostenea sul sinistro ginocchio il Bambino rivolto alla mammella dell'istesso lato, che sembrava aver lasciato da fresco, prossimo così a dormire. Sostenuto in tal posizione dalla Madre colla sinistra mano per sotto le ascelle, reggea colla desta le gambe, che vacillavano, in atto che il tronco inclinava per la parte della spalla della medesima. Le pupille della Madre che incantavano, rivolte erano alquanto sul volto del dormicchiate fanciullo. La posizione era dell'intutto maestosa, autorevole, ed amabile: il capo cinto era da nobilissimo diadema frascato a fiori; circa il colorito degli abiti, no ritrovo a quale dei naturali colori paragonarlo, adattati però alla regale forma, ed in modo assai simmetrico. Il "pio soggetto", una volta che ebbe ammirato in tutto il suo splendore la celeste visione, si sentì dire dalla Vergine come la richiesta positura fosse a motivo di restar Ella seduta tra il popolo tresilicese a dispensar grazie. Un atteggiamento, invero, assai contrario a quello tenuto da un amico, che in casa d'altri ristà alzato e in attesa di potersi congedare da un momento all'altro. Con questo la Madonna voleva significare la concessione di una sua permanente protezione sul capo dei suoi amati figli di Tresilico. Ciò detto la visione si dileguò. »

La Chiesa di San Giuseppe[modifica]

La Chiesa di San Giuseppe o chiesa della Madonna del Buon Consiglio[33] XVI sec. sorgeva anticamente accanto al convento dei Minimi, ancor prima quindi che il centro abitato della nuova città si espandesse intorno ad essa.

Nei sotterranei della chiesa sono presenti dei locali particolarmente interessanti e suggestivi, come le cripte utilizzate per l'essiccazione dei cadaveri. Questi venivano posti in posizione seduta e legati con un particolare sistema di fermi in ferro, tutte le nicchie sono collegate da canali di scolo dove confluiva il materiale biologico della decomposizione. Ad essiccazione avvenuta, legati ai fermi in ferro, rimanevano in quella peculiare posizione gli scheletri dei monaci lì sepolti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Giuseppe (Oppido Mamertina).

L'Abbazia[modifica]

Fin dall'antichità, infatti le prime notizie risalgono al 1596, la chiesa Abbazia e la relativa Parrocchia detta San Nicola extra moenia fu sempre retta da un canonico col titolo di abate. Nella pianta prospettica del Pacichelli la chiesa è disegnata in posizione centralissima dietro la cattedrale, ciò induce ad ipotizzare come la chiesa così evidenziata non fosse in origine quella di San Nicola extra moenia proprio perché il termine stesso si riferisce ad un edificio sito al di fuori delle mura della città. Molto probabilmente si sarà verificato, per motivi che non conosciamo, qualche spiacevole evento che avrà consigliato di trasferire la parrocchia dentro le mura cittadine mantenendo però il titolo originario. Infatti tra il 1510 ed il 1525 dalle documentazioni vaticane emerge l'esistenza di una chiesa parrocchiale di Oppido definita San Nicola del Campo extra moenia od extra muros, presumibilmente si tratta dalla prima circoscrizione[34]. Dopo il disastroso terremoto del 5 febbraio 1783, anche l'Abbazia fu riedificata nella sede di contrada Tuba e ad essa fu assegnata una porzione di territorio. La relativa Parrocchia mantenne il nome di San Nicola extra moenia. All'interno si possono ammirare numerosi dipinti di Domenico Mazzullo, due pregiate statue in marmo del 1500 rappresentanti San Pietro e San Paolo poste ai lati dell'altare maggiore. Quest'ultimo è impreziosito dall'incastro di molti pezzi di altare proveniente da chiese dirute della città medievale. La chiesa ospita le spoglie mortali del vescovo Ignazio Greco.

Governarono l'Abbazia dal 1783 ai nostri giorni i seguenti abati: Domenico Licopoli (1784-1804), Giuseppe Frascà (1804-1807), Francesco Licopoli (1807-?), Ambrogio Casciari (1837-1871), Domenico Polistena (1871-1878), Paolo Farina (1878-1879), Carmelo Puja (1880-1886), Domenico Polistena (1886-1905), Bruno Palaia (1906-1952), Francesco Zappia dal 1955[35].

Il Castello[modifica]

Il Castello di Oppido Mamertina[36] fu costruito a cavallo tra il X e XI secolo; si presenta oggi di matrice aragonese, ma sotto la bardatura si intravede in uno dei torrioni, a causa di uno squarcio formatosi qualche decennio addietro, una massiccia costruzione cilindrica, indicativa della precedente fattura bizantina o normanna. La sua funzione era, evidentemente, residenziale e difensiva. Resistette, nel 1056, all'assedio che il primo Ruggero d'Altavilla pose col suo esercito[37] e più tardi fu la residenza della sorella del secondo Ruggero, feudataria del tempo. Nella seconda metà XV secolo era controllato dagli aragonesi che si sostituirono al dominio angioino. I bastioni scarpati presentano un motivo decorativo ad archetti su mensole tra due codoni, molto simile a quello del Castello di Reggio Calabria. Una parte dei sotterranei fungevano da carcere civile; fu abbandonato dopo il terremoto del 1783.

Musei e Biblioteche[modifica]

Museo Diocesano di Arte Sacra. Ospita molti oggetti di Arte sacra di particolare interesse Storico-artistico, che testimoniano la storia della diocesi di Oppido e dei suoi Vescovi prima e dopo il terremoto del 1783.

Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana. Sono esposti antichi oggetti in uso all'artigianato locale ed alle attività contadine, nonché antichi telai per i lavori femminili di tessitura.

Costituendo Museo Archeologico. Destinato all'esposizione dell'innumerevole materiale archeologico proveniente dai vari siti presenti nel territorio comunale, in particolar modo del Parco Archeologico di Mella e della città medievale.

Costituendo Museo Maria SS. delle Grazie. Adibito nei locali di Palazzo Vorluni dove verranno esposti gli oggetti sacri dell'omonimo Santuario nonché antiche statue in marmo e reperti inerenti la vita della Pia Rosa Vorluni a ricordo dell'apparizione mariana che quest'ultima ebbe nel 1836.

Aula Capitolare della Cattedrale.

Biblioteca Comunale;

Biblioteca Diocesana;

Archivio Diocesano.

Strutture Sanitarie[modifica]

Ospedale "Maria Pia di Savoia". Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale Maria Pia di Savoia.

Postazione SUEM 118. Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Poliambulatorio Specialistico. Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Centro Riabilitazione per disabili. Ente Morale Famiglia Germanò. È una struttura sanitaria altamente specializzata nella cura e riabilitazione di disabili.

Centro malati di AIDS. Ente Morale Famiglia Germanò. Unica struttura in Calabria, è un centro di assistenza, cura e supporto ai sieropositivi e ai malati di AIDS in fase terminale.

RSA Don Loria. Ente Morale Famiglia Germanò.

Scuole[modifica]

Il Comune di Oppido Mamertina ospita 16 scuole tra pubbliche e private[38]. Scuole dell'infanzia, scuole primarie, scuole primarie di I grado e scuole primarie di II grado. L'offerta formativa di istruzione di queste ultime si divide tra:

ITIS ad indirizzo informatico e telecomunicazione[39];

Liceo Scientifico;

Liceo Classico.

Impianti Sportivi[modifica]

I principali impianti sportivi sono:

  • Stadio Comunale (calcio),
  • Campetto Comunale di Calcio a 5,
  • Campi da tennis Comunali,
  • Piscina Comunale (nuoto),
  • Palestra Comunale (pallavolo),
  • Campo di tiro al piattello.

Forze dell'ordine[modifica]

Carabinieri Comando Stazione Centrale;

Carabinieri Comando Stazione Castellace;

Comando Polizia Locale;

Caserma Corpo Forestale dello Stato.

Carcere Mandamentale[modifica]

Il carcere di Oppido Mamertina rappresenta l'emblema dello spreco di denaro pubblico. I lavori iniziati nel 1983, voluti e interamente finanziati dal Ministero della Giustizia (circa 4 miliardi delle vecchie lire) su indicazione della speciale commissione per l'edilizia penitenziaria, portarono al completamento della struttura nel 1994. Una struttura moderna e pienamente confortevole con celle singole e doppie - sia maschili che femminili per una capienza complessiva di 130 posti - tutte fornite di bagni autonomi.

Nonostante le condizioni disumane in cui vivono i carcerati italiani e quotidianamente denunciate causa il sovraffollamento carcerario nazionale (circa 68 mila detenuti a fronte di circa 45 mila posti) e regionale (circa 3.000 detenuti a fronte di circa 2.000 posti)[40], il carcere mandamentale di Oppido non è entrato mai in funzione[41].

Territorio[modifica]

Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell'Aspromonte e scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro e, caratterizzato da formazioni geologiche di varia natura, presenta, quindi, una fauna e una flora particolarmente diversificata.

Flora[modifica]

Nelle fascia del territorio che di estende al centro della Piana dominano le coltivazioni dell'ulivo. Le distese degli alberi di ulivo secolari, che grazie al clima propizio raggiungono altezza e proporzioni ragguardevoli, unitamente agli agrumeti sono la prevalente caratteristica paesaggistica nonché una delle principali risorse economiche.

Le zone collinari presentano una spiccata eterogeneità. Ai boschi di ulivo si uniscono i numerosi boschi di castagno, di noce e le pinete che progressivamente si estendono fino alle zone più alte e la macchia mediterranea, tra i crinali impervi, cresce rigogliosa. Sotto i mille metri è il leccio a farla da padrone unitamente ai boschi di quercia. In montana, poi, le vette sono coperte dai faggi, dal pino laricio e dall'abete dei nebrodi.

Fauna[modifica]

Oltre alle numerose specie migratrici, nel territorio di Oppido è stanziale la tipica diversificazione faunistica del versante tirrenico dell'Aspromonte.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco Nazionale dell'Aspromonte.

Idrografia[modifica]

I corsi d'acqua principali sono il torrente Boscaino, il torrente Marro, il torrente Tricuccio ed il torrente Duverso. Il maggiore in termini di portata d'acqua è il torrente Petrace (anticamente denominato Metauros, in greco: Μεταυρος), ove confluiscono gli altri, che delimita il confine comunale a ovest.

Eventi religiosi e civili[modifica]

Festa dell'Annunziata (Cattedrale), si festeggia in due eventi distinti (25 marzo e per volere del vescovo Mons. Milito dall'anno 2013 la c.d. festa del ringraziamento si celebrerà il 15 agosto. In questa data la cattedrale di Oppido Mamertina sarà elevata a Santuario Mariano in onore di Maria SS. Annunziata Patrona di Oppido e di tutta la diocesi).

Festa di Maria SS. delle Grazie (Santuario Tresilico, 2 luglio);

Festa di Santa Rita da Cascia (Chiesa Abbazia, 22 maggio);

Festa di San Giuseppe (omonima Chiesa, 19 marzo);

Festa della Madonna dei Campi (Chiesa Oratorio, seconda domenica di novembre);

Festa della Divina Pastora (omonima Chiesa Piminoro, seconda domenica di luglio);

Festa di San Vincenzo Ferrer (Chiesa San Nicola di Mira Messignadi, prima domenica di agosto);

Festa dell'Assunta (omonima Chiesa Castellace, giovedì di agosto dopo la festa dell'Annunziata);

Commemorazione della Battaglia dello Zillastro (prima domenica di settembre) Si ricorda la tragica battaglia avvenuta l'8 settembre del 1943, a poche ore dall'entrata in vigore del'armistizio, tra i paracadutisti italiani e le truppe anglo-canadesi;

Concerti: Natalizio (23 dicembre), Lirico (26 dicembre), Banda Comunale "Cilea" (6 gennaio), Coro Polifonico Maria SS Annunziata;

Agosto Mamertino: Rappresentazioni teatrali; manifestazioni ed iniziative socio-culturali; musica classica, leggera, popolare ed etnica; degustazione prodotti tipici.

Fiera dell'Annunziata (25 marzo)[42]: Esposizioni artistiche di pittura e scultura, prodotti culinari locali, attrezzature agricole ed industriali, strumenti per la musica popolare(zampogne, organetti e tamburelli).

Radio[modifica]

  • Radio Emme Calabria

Televisioni[modifica]

  • Televittoria, storica tv della Piana di Gioia Tauro, che trasmetteva da Oppido Mamertina e Cosoleto, titolare dei canali 21 e 22 uhf; il primo fu ceduto a Telemia che divenne così la tv dei due mari.

Nomi storici[modifica]

Oppido Mamertina nel corso della sua storia ha avuto differenti nomi:

Personaggi noti[modifica]

  • Antonino Pignataro Magistrato di Cassazione e Presidente di Tribunale;[senza fonte];
  • Domenico Antonio Malarbì (Oppido 1732-Napoli 1784) Prefetto dell'Università di Malta e Rettore del Collegio di Filosofia e Matematica[44];
  • Francesco Migliorini (Oppido 1744-Palermo 1811) Ministro di Grazia e Giustizia e dell'Ecclesiastico[45];
  • Francesco Marino Zuco[46](Oppido 1853-Genova 1919) Chimico[47] e medico, famoso per aver ideato il processo Marino Zuco per la ricerca di medicina legale su arsenico ed antimonio;
  • Luigi Morizzi (Nicotera 1891 - Oppido M. 1956) Fotografo e Poeta
  • Salvatore Albano[48] (Oppido 1839-Firenze 1893) Scultore[49];
  • Concesso Barca (Oppido 1877 - Bagno a Rispoli 1968) Scultore, tra le sue innumerevoli opere l'Altare Maggiore della Cattedrale di Reggio Calabria[50], Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Otto e Novecento, Rubbettino editore, 2001.;
  • Domenico Carbone Grio[51] (1893-1905) Scrittore e scienziato;
  • Giuseppe Nunziato Muratore (1796-1860) Musicista-compositore.[senza fonte]
  • Don Luca Asprea, pseudonimo di Carmine Ragno, autore del romanzo autobiografico "Il previtocciolo"

Galleria Fotografica[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[53]

Amministrazione[modifica]

Il comune è compreso nel Circondario di Palmi[54].

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Rocco Liberti, Tra il Rosso e il Riganati, sul sito dell'Università della Calabria
  3. ^ http://www.mondodelgusto.it/2012/09/25/spasso-mestolo-oppido-mamertina-reggio-calabria/
  4. ^ Oppido Mamertina in Area dello Stretto.it
  5. ^ Provincia di Reggio Calabria, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Allegato II, pag. 29
  6. ^ Provincia di Reggio Calabria, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Allegato II, pag. 29
  7. ^ Sistema Museale Virtuale della Magna Grecia
  8. ^ Università degli Studi della Basilicata
  9. ^ http://www.visual-italy.it/IT/reggiocalabria/oppido-mamertina-citta-fantasma/
  10. ^ Raffaele Aversa, Gregorio Aracri da Stalettì, Cosenza 1969, p.28.
  11. ^ Indirizzo Vescovado
  12. ^ Scuole a Oppido Mamertina
  13. ^ I Musei della Calabria in rete, Museo Diocesano di Arte Sacra di Oppido Mamertina
  14. ^ Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Oppido Mametina in Area dello Stretto.it
  15. ^ Consiglio Regionale, Centro Malati AIDS Oppido Mamertina
  16. ^ Ministero della Giustizia
  17. ^ Filippo Cluverio, Italia antiqua auctoris methodo, verbis, et tabulis geographicis retentis contracta opera, LEYDEN, 1624, lib.IV, cap.15
  18. ^ Maurizio Paoletti, Località Mella, in Archeologia ad Oppido Mamertina. Immagini e ipotesi. Oppido M. 1999, pag.13
  19. ^ Strabone, Rerum geographicarum: "Super has urbes(riferendosi alle montagne soprastanti Reggio e Locri) Bretii mediterraneam occupant, ubi Mamertium situm est, et Sylva picis ferax, quam Brettianam vocant..."
  20. ^ </ Università degli Studi di Genova, Elena Insolera
  21. ^ Liliana Costamagna, Paolo Visonà: Oppido Mamertina, ricerche archeologiche nel territorio e in contrada Mella, Roma 1999, Gangemi Editore.
  22. ^ Giorgia Gargano, Rinvenimenti di monete nel territorio di Oppido Mamertina, academia.edu
  23. ^ Corriere della Calabria
  24. ^ Gazzetta del Sud Oppido Vecchia
  25. ^ Comunità Montana vtm, Oppido medievale
  26. ^ Rocco Liberti, Tra il Rosso e il Riganati, sul sito dell'Università della Calabria
  27. ^ Statua dell'Annunziata di Oppido Mamertina, in La Pietà Popolare in Italia
  28. ^ Rocco Liberti, La Cattedrale di Oppido Mamertina, Quaderni Mamertini n. 23, pp.26-30
  29. ^ Giovanni Sposato, Culto e Grazie di M. SS. Annunziata, pag. 29
  30. ^ Mobitaly.it La Cattedrale di Oppido Mamertina
  31. ^ Archivio Parrocchiale Cattedrale, Pasquale Epifanio, Estratto del Progetto Campanile, pp. 3-4.
  32. ^ Santuario Maria SS. delle Grazie, nel sito ufficiale
  33. ^ Mobitaly.it Chiesa di San Giuseppe
  34. ^ Rocco Liberti, Momenti e figure della vecchia e nuova Oppido.
  35. ^ Rocco liberti, La Cattedrale di Oppido Mamertina, Quaderni Mamertini n. 23, pp.30-33.
  36. ^ Provincia di Reggio Calabria CASTELLI nella provincia, Volume 7, 2002 Marina di Gioiosa Ionica, Grafiche Femia editore, pag. 24-25
  37. ^ Enciclopedia Teccani.it voce Oppido Mamertina
  38. ^ Scuole ad Oppido Mamertina, su tuttitalia.it
  39. ^ http://www.mamertiscom.it/
  40. ^ http://www.corriere.it/inchieste/viaggio-dentro-carceri-italiani-dove-sovraffollamento-148percento-peggiore-europa-la-serbia/5314e79e-63bc-11e1-b5fe-fe1dee297a67.shtml
  41. ^ http://www.rosariopalumbo.it/DOC/proposta%20utilizzazione%20carcere%20mandamentale.pdf
  42. ^ Fiera dell'Annunziata, in edicoladipinuccio.it
  43. ^ http://www.clubarche.it/ARCHENEWS/AutoriSel2005.htm
  44. ^ http://www.fil.unical.it/artTeti/IL%20QUOTIDIANO%2026.02.12.pdf
  45. ^ http://www.fil.unical.it/artTeti/IL%20QUOTIDIANO%2026.02.12.pdf
  46. ^ La Chimica Italiana all'inizio del secolo XX
  47. ^ Chimici Italiani
  48. ^ A. Panzetta, Dizionario degli Scultori Italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Torino 1994, Allemandi editore.
  49. ^ Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Otto e Novecento, Rubbettino editore, 2001.
  50. ^ Cattedrale di Reggio Calabria, Opere
  51. ^ CalabriaOnline
  52. ^ Enzo Le Pera, “Arte di Calabria tra Ottocento e Novecento”, prefazione di Tonino Sicoli, Rubbettino editore, Soveria Mannelli 2001
  53. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  54. ^ Circondario di Palmi sul sito della provincia. URL consultato in data 22 settembre 2011.

Bibliografia[modifica]

  • Candido Zerbi, Della Città, Chiese e Diocesi di Oppido Mamertina e dei suoi Vescovi, Roma, 1876.
  • Rocco Liberti: Oppido Mamertina ieri ed oggi nelle immagini II, Oppido 1985, Diaco Editore.
  • Rocco Liberti: Quaderni Mamertini, n.29, n.34, Bovalino 2002, Diaco Editore.
  • Rocco Liberti: "Un Paese un Culto" Tresilico e la Madonna delle Grazie, 1979, GM Edizioni.
  • Arc. Mons. Francesco Zappia: La Cappella della Madonna Annunziata, Cattedrale di Oppido Mamertina, Marina di Gioiosa Jonica 2000, Femia Editore.
  • Ministero per i beni e le attività culturali, La valorizzazione dei siti archeologici: obiettivi, strategie e soluzioni. Paestum 2008, editore MP Mirabilla. Pag. 24-25 a cura di Rossella Agostino.
  • Nuovissima Enciclopedia Universale (NEU), Voce Oppido Mamertina, 1967, Società Italiana Editrice, Padova.
  • Nuova Enciclopedia Universale, Voce Oppido Mamertina, 1984, Fabbri Editore, Milano.

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