Oppido Mamertina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oppido Mamertina
comune
Oppido Mamertina – Stemma
La Cattedrale
La Cattedrale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Domenico Giannetta (Forza Italia) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 38°18′00″N 15°59′00″E / 38.3°N 15.983333°E38.3; 15.983333 (Oppido Mamertina)Coordinate: 38°18′00″N 15°59′00″E / 38.3°N 15.983333°E38.3; 15.983333 (Oppido Mamertina)
Altitudine 342 m s.l.m.
Superficie 58 km²
Abitanti 5 356[1] (30-04-2012)
Densità 92,34 ab./km²
Frazioni Castellace, Messignadi, Piminoro, Tresilico, Zurgonadio
Comuni confinanti Cosoleto, Platì, Rizziconi, San Procopio, Santa Cristina d'Aspromonte, Seminara, Sinopoli, Taurianova, Varapodio
Altre informazioni
Cod. postale 89014
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080055
Cod. catastale G082
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti mamertini, oppidesi
Patrono Maria SS. Annunziata
Giorno festivo 25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Oppido Mamertina
Posizione del comune di Oppido Mamertina nella provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Oppido Mamertina nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Oppido Mamertina (Oppidù, Ofidus in dialetto greco-calabro) è un comune italiano della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Millenaria città episcopale è sede della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi che copre una superficie di circa 930 km², suddivisa in 66 Parrocchie e 4 Vicariati foranei per una popolazione di 186.500 cattolici[2].

L'abitato si trova alle falde dell'Aspromonte sul versante nord-occidentale. Ricostruito, su progetto degli ingegneri napoletani Antonio Winspeare e Francesco La Vega[3], dopo il terremoto del 1783, presenta un moderno impianto a scacchiera con ampie vie rettilinee ed ortogonali e grandi piazze[4]. Conserva numerosi palazzi nobiliari del XIII e XIX sec. con artistici portali in granito[5], tra questi, Palazzo Migliorini[6] in stile neoclassico napoletano e Palazzo Zerbi[6] in stile tardo barocco. Caratteristiche e pittoresche sono le tortuose vie della città medievale e del Centro Storico dei quartieri Tresilico e Zurgonadio.

Il territorio di Oppido ha una stratificazione storico-archeologica di notevole rilievo[7]. In località Torre Cillea e Torre Inferrata sono documentate presenze comprese tra i secoli VII e III a.C. ricollegabili ad area di abitato e di necropoli. Sono stati portati alla luce i resti di un nucleo di genti indigene ellenizzate prima e successivamente di una comunità brettia[8]. In contrada Mella, nei pressi della città medievale di Oppido, è stato rinvenuto un insediamento risalente al III - I sec. a.C. e reperti riferibili all'età neolitica e all'età del ferro. Nel cuore dell'Aspromonte, in località Palazzo, è stata costruita nel IV sec. a.C. all'estremità di un lungo serro che domina l'intero territorio di Oppido, una struttura fortificata che, protetta da un avancorpo, accoglieva una guarnigione in pianta stabile. La città medievale[9] è munita di castello e di grandi mura difensive ancora oggi in gran parte visibili, di una importante Cattedrale, ricca di palazzi, chiese, conventi, nel Seminario si insegnavano lettere, filosofia, dogmatica, teologia morale, sacra scrittura, canto gregoriano, storia sacra e profana, geografia, oratoria, poetica, estetica, storia della filosofia[10].

Le origini di Oppido si perdono nella notte dei tempi. La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sulla antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I sec. a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamerto. Nel 1056 fu conquistata da Ruggero Il Normanno e divenne Ducato durante la dominazione angioina, fu a lungo contesa tra angioini ed aragonesi.

Ospita, tra l'altro, sedi scolastiche di scuola superiore[11], che da diversi anni accolgono centinaia di studenti provenienti da tutta la Piana di Gioia Tauro: l'ITIS a indirizzo informatico e telecomunicazione, il liceo Scientifico e quello Classico gestito dal Clero. La Curia vescovile, il Seminario Vescovile, l'Episcopio, l'Archivio Diocesano, il Museo Diocesano d'Arte Sacra[12], il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana[13], il costituendo Museo Storico-Archeologico di Palazzo Grillo, l'Ospedale Maria Pia di Savoia, un Centro di riabilitazione per disabili ed una Casa Famiglia per malati di AIDS[14] gestite dall'Ente Morale famiglia Germanò, l'RSA don Loria, il Giudice di Pace[15], la Piscina ed il Teatro comunale, il Santuario Maria SS delle Grazie in Tresilico.

L'attività produttiva si basa principalmente sulla produzione di olio e in parte sulla lavorazione di legname e sull'attività silvopastorali e commerciali. È altresì presente un'importante settore terziario. Parte del territorio di Oppido, circa il 35%, è stato dichiarato di rilevante interesse ambientale ed incluso nel perimetro del Parco Nazionale dell'Aspromonte. L'intero territorio del Comune di Oppido, di Santa Cristina d'Aspromonte e di Scido costituiscono il Parco Antropico del Mamerto (istituito con Delibera del Consiglio Provinciale n.30 del 18.07.01)

Oppido Mamertina ha fatto da sfondo narrativo nel romanzo di Don Luca Asprea Il previtocciolo, nel quale viene descritto il tessuto socio-culturale della Calabria subito dopo il terremoto del 1908.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell'Aspromonte e scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro e, caratterizzato da formazioni geologiche di varia natura, presenta, quindi, una fauna e una flora particolarmente diversificata.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Nelle fascia del territorio che di estende al centro della Piana dominano le coltivazioni dell'ulivo. Le distese degli alberi di ulivo secolari, che grazie al clima propizio raggiungono altezza e proporzioni ragguardevoli, unitamente agli agrumeti sono la prevalente caratteristica paesaggistica nonché una delle principali risorse economiche.

Le zone collinari presentano una spiccata eterogeneità. Ai boschi di ulivo si uniscono i numerosi boschi di castagno, di noce e le pinete che progressivamente si estendono fino alle zone più alte e la macchia mediterranea, tra i crinali impervi, cresce rigogliosa. Sotto i mille metri è il leccio a farla da padrone unitamente ai boschi di quercia. In montana, poi, le vette sono coperte dai faggi, dal pino laricio e dall'abete dei nebrodi.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco Nazionale dell'Aspromonte.

Oltre alle numerose specie migratrici, nel territorio di Oppido è stanziale la tipica diversificazione faunistica del versante tirrenico dell'Aspromonte.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

I corsi d'acqua principali sono il torrente Boscaino, il torrente Marro, il torrente Tricuccio ed il torrente Duverso. Il maggiore in termini di portata d'acqua è il torrente Petrace (anticamente denominato Metauros, in greco: Μεταυρος), ove confluiscono gli altri, che delimita il confine comunale a ovest.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nomi storici

Oppido Mamertina nel corso della sua storia ha avuto differenti nomi:

  • Mamertion o Tauriana, insediamento greco-romano;
  • Tauroentum oppidum, I sec d.C. (con tale nome, probabilmente, Gaio Plinio Secondo definì la città di Oppido.
  • Oppidum, durante epoca tardo-romana;
  • Oppido o Sant'Agata, XI sec.;
  • Oppido, regno di Napoli;
  • Oppido Mamertina, unità d'Italia.

La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sulla antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I sec. a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamertion (in latino: Mamertium)[16].

Mamertion[modifica | modifica sorgente]

Piazza Regina Margherita, Palazzo Grillo (Palazzaccio)

Nella nota contrada Mella,[17] poco distante da Oppido, insiste un vasto e complesso sito archeologico. Giacciono, ancora in gran parte sepolti nonostante la massiccia campagna di scavi, i resti della mitica Mamerto, citata negli scritti di Strabone[18]. La sua origine è legata alle vicende dei Mamertini (cultori del dio Marte), popolo di mercenari provenienti per lo più dalla Campania. Arrivati in Sicilia, partendo dalla Sila Tauricana (entroterra sopra Reggio e Locri) dove si erano stanziati abbandonando il Sannio per scongiurare una pestilenza, furono assoldati dal tiranno di Siracusa Agatocle. Alla sua morte si spinsero verso nord fino a Messina conquistandola. Dopo l'avvio della Prima guerra punica, del quale furono i principali responsabili, schiacciati dalla potenza di Roma e Cartagine, lasciarono l'isola e ritornarono in questo lembo di Calabria dove trovarono stabile rifugio in un abitato italico fondando così Mamerto. Questo termine però nel tempo si perse a causa della mescolanza con la cultura ed il lessico dei popoli locali, e visto che l'insediamento dei mamertini avvenne nella Sila Tauricana da qui il nome Tauriana (la città del monte Taurus). Il legame tra le città di Tauriana e di Mamertion è insito inequivocabilmente nelle fonti (Alfio di Messana, Strabone, Catone, Stefano Bizantino), le due città sono sorte con ogni evidenza nello stesso territorio, sono cioè la stessa cosa. Significativi sono i numerosi ritrovamenti di mattonacci e di tegole recanti la scritta TAYRIANYM e dei bolli statati contraddistinti dall'etnico TAYPIANOYM comprovanti una piena autonomia politica. Ben presto la città diventa un importante centro economico e commerciale assumendo un ruolo preminente nello sfruttamento e nella gestione del potenziale economico dell'alto bacino del Metauros, usufruendo anche di uno sbocco commerciale sul Tirreno tramite l'emporio portuale di Taurianum alla foce del fiume[19].

Il Parco archeologico di Mella è quindi un sito di grande interesse[20]. Numerosi sono stati i ritrovamenti sia in termini di rilievi urbanistici (strade lastricate larghe più di 7 metri, lungo le quali si allineano grandi edifici civili in un contesto culturale pienamente urbanizzato), che numismatici: numerosissime monete appartenenti alle zecche o autorità di Roma, Metaponto, Bretii, Valentia, Locri Epizefiri, Rhegion, Cartaginesi in Italia, Catana, Siracusa e Mamertini[21]. Queste ultime, in ragione del 28,35% del totale, in una concentrazione così elevata che non trova riscontro in Italia Meridionale. Sono stati ritrovati anche statuette in bronzo, mattonacci, tegole, testine di terra cotta, macine, collane in metallo, ceramiche, utensili vari, anfore da trasporto, lucerne, unguentari ecc. Purtroppo (da secoli) queste aree archeologiche sono state "visitate" da antichi e moderni tombaroli[22], ma ancora solo una minima parte del vasto sito è stata portata alla luce. Il proseguimento degli scavi iniziati negli anni ottanta porterà (come sta già portando) ad una ridefinizione della storia della Piana di Gioia Tauro e di una parte importante della storia dell'Italia Meridionale, colmando finalmente le lacune dei testi antichi giunti fino ai nostri giorni.

Oppidum[modifica | modifica sorgente]

Pianta medievale di Oppido Mamertina di Giovan Battista Pacichelli(1634-1695)
Portale sec. XV

Posta a brevissima distanza dal Parco Archeologico di Mella la città medievale[23] giace all'ombra dei taciti ulivi, in una cornice di rara bellezza. Il sito, per la sua estensione e densità di resti, è particolarmente affascinante ed interessante. La città era protetta da possenti mura e vi si accedeva grazie alle due porte poste agli estremi del lungo asse principale (ben visibili, tanto le mura quanto le porte) sul quale si affacciano gli edifici più importanti i cui resti sono ancora visibili. La città ospitava il Seminario e l'imponente Cattedrale con l'Episcopio (della Cattedrale persistono oltre le vestigia perimetrali, la scalinata esterna ed interna ed il campanile). Dallo stradone principale si diramavano tortuosamente le vie e viuzze che danno forma al caratteristico contesto urbano. Ospitava anche, oltre a numerose chiese, il Convento dei Frati Paolotti ed il Convento dei Frati Francescani Osservanti e fuori le mura il Convento dei Frati Cappuccini e due carceri, uno ecclesiastico e l'altro civile nel Castello Angioino-Aragonese che, accanto alla porta nord, si innalza poderoso ancora ben conservato[24].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oppido Vecchia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Beni Urbanistici[modifica | modifica sorgente]

Centro storico di Tresilico, Messignadi e Piminoro.

Piazze Oppido Centro[modifica | modifica sorgente]

Piazza Umberto I, Piazza Regina Margherita, Piazza Francesco Marino Zuco, Piazza Concesso Barca, Piazza Salvatore Albano, Piazza San Rocco, Piazza Santuario, Piazza Conia, Piazza San Leone, Piazza Pia Rosa Vorluni.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Grillo, Palazzo Malarbì, Palazzo Migliorini, Palazzo Grillo(Palazzaccio), Palazzo Lucisano, Palazzo Zerbi, Palazzo Germanò, Palazzo Spinelli, Palazzo Cananzi, Palazzo Vorluni, Villa Ferraris in stile liberty, Palazzo Episcopale.

Particolare Cappella del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Cattedrale (dedicata all'Assunta), Chiesa dell'Oratorio(o dell'Annunziata), Chiesa di San Giuseppe, Chiesa Abbazia, Santuario Maria SS delle Grazie, Chiesa di San Leone Magno, Chiesa della Divina Pastora, Chiesa di San Nicola, Chiesa di Castellace di sopra, Chiesa dell'Assunta, Chiesa di Afanto (Loc. Zervò), Chiesa di Quarantano, Cappella Caia-Musicò, Cappella del Seminario Vescovile, Episcopio, Convento dei Domenicani (ruderi Messignadi), Calvarietto Maria SS Annunziata (Oppido Vecchia), Convento dei Frati Francescani o Paolotti o Minori o Osservanti e dei Frati Zoccolanti (ruderi Oppido Vecchia).

Architetture difensive[modifica | modifica sorgente]

Castello Angioino-Aragonese, Cinta Murarie, Fortezza di località Palazzo.

Architetture del lavoro[modifica | modifica sorgente]

Mulini, Frantoi, Centrale idroelettrica dismessa.

La cattedrale[modifica | modifica sorgente]

Interno cattedrale di Oppido Mamertina

La cattedrale di Oppido Mamertina è la sede della cattedra del vescovo ed in quanto tale è l' Ecclesia Mater della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Dedicata a Maria Assunta, in stile neoclassico, è tra gli edifici sacri più grandi della Calabria e con i suoi 33 metri primeggia su tutti in altezza[25]. Il campanile (non ancora del tutto completato), progettato dell'ingegnere Pasquale Epifanio ed iniziato dal vescovo Domenico Crusco nel settembre del 1997, domina la piana di Gioia Tauro coi suoi 50,10 metri di altezza ed è, presumibilmente, la costruzione più alta della Calabria[26].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Oppido Mamertina.
Episcopio

Santuario e culto di Maria SS. delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Santuario Maria SS. delle Grazie

S.E. mons. Raspini vescovo di Oppido il 2 luglio del 1958 ha elevato la Chiesa parrocchiale di Tresilico a Santuario Mariano in onore di Maria SS. delle Grazie[27]. Il fervente culto alla Vergine dispensatrice di Grazie è da secoli scandito nella sua stessa storia. Il popolo infatti era già profondamente legato alla Vergine del Pilar raffigurata in una pregevole scultura in marmo del '700, ancora oggi conservata nel Santuario. La prima statua in legno, ordinata sul modello della Madonna del Pilar, venne portata a Tresilico nel 1832. Questa statua, che raffigura la Madonna in piedi con Gesù bambino in braccio, serviva per essere omaggiata in processione e oggi è conservata ed esposta al pubblico in un vano al piano terra del Palazzo Vorluni residenza questa della pia Rosa Vorluni alla quale la Madonna è apparsa molte volte. Infatti tra il 1835 ed il 1837 sono successi i fatti miracolosi che il dott. Gaetano Morizzi ha raccontato nel suo libro "Fiori di Grazie", la Madonna è apparsa appunto a Rosa Vorluni e in queste apparizioni indicava alla "Pia devota" e per mezzo di lei, al dottor Morizzi, il modo per guarire chi a Lei si era rivolto. Il 2 ottobre del 1836 Rosa Vorluni, mentre si trovava in chiesa, ebbe l'ennesima apparizione, che portò alla realizzazione dell'attuale statua venerata nel Santuario.

Queste le parole con le quali il Morizzi descrisse l'evento:

« Ravvisa una amabile Signora di ordinaria statura, che a suo modo di intendere, uguagliar poté a palmi sei circa, assisa su di ricca sedia ornata a fiori, e con pometti dalla parte della spalliera, da dentro i quali uscivano due mazzetti di gelsomini. Sostenea sul sinistro ginocchio il Bambino rivolto alla mammella dell'istesso lato, che sembrava aver lasciato da fresco, prossimo così a dormire. Sostenuto in tal posizione dalla Madre colla sinistra mano per sotto le ascelle, reggea colla desta le gambe, che vacillavano, in atto che il tronco inclinava per la parte della spalla della medesima. Le pupille della Madre che incantavano, rivolte erano alquanto sul volto del dormicchiate fanciullo. La posizione era dell'intutto maestosa, autorevole, ed amabile: il capo cinto era da nobilissimo diadema frascato a fiori; circa il colorito degli abiti, no ritrovo a quale dei naturali colori paragonarlo, adattati però alla regale forma, ed in modo assai simmetrico. Il "pio soggetto", una volta che ebbe ammirato in tutto il suo splendore la celeste visione, si sentì dire dalla Vergine come la richiesta positura fosse a motivo di restar Ella seduta tra il popolo tresilicese a dispensar grazie. Un atteggiamento, invero, assai contrario a quello tenuto da un amico, che in casa d'altri ristà alzato e in attesa di potersi congedare da un momento all'altro. Con questo la Madonna voleva significare la concessione di una sua permanente protezione sul capo dei suoi amati figli di Tresilico. Ciò detto la visione si dileguò. »

La Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giuseppe

La Chiesa di San Giuseppe o chiesa della Madonna del Buon Consiglio[28] XVI secolo sorgeva anticamente accanto al convento dei Minimi, ancor prima quindi che il centro abitato della nuova città si espandesse intorno ad essa.

Nei sotterranei della chiesa sono presenti dei locali particolarmente interessanti e suggestivi, come le cripte utilizzate per l'essiccazione dei cadaveri detti colatoi o putridarium. Questi venivano posti in posizione seduta e legati con un particolare sistema di fermi in ferro, tutte le nicchie sono collegate da canali di scolo dove confluiva il materiale biologico della decomposizione. Ad essiccazione avvenuta, legati ai fermi in ferro, rimanevano in quella peculiare posizione gli scheletri dei monaci lì sepolti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Giuseppe (Oppido Mamertina).

L'Abbazia[modifica | modifica sorgente]

Abbazia

Fin dall'antichità, infatti le prime notizie risalgono al 1596, la chiesa Abbazia e la relativa Parrocchia detta San Nicola extra moenia fu sempre retta da un canonico col titolo di abate. Nella pianta prospettica del Pacichelli la chiesa è disegnata in posizione centralissima dietro la cattedrale, ciò induce ad ipotizzare come la chiesa così evidenziata non fosse in origine quella di San Nicola extra moenia proprio perché il termine stesso si riferisce ad un edificio sito al di fuori delle mura della città. Molto probabilmente si sarà verificato, per motivi che non conosciamo, qualche spiacevole evento che avrà consigliato di trasferire la parrocchia dentro le mura cittadine mantenendo però il titolo originario. Infatti tra il 1510 ed il 1525 dalle documentazioni vaticane emerge l'esistenza di una chiesa parrocchiale di Oppido definita San Nicola del Campo extra moenia od extra muros, presumibilmente si tratta dalla prima circoscrizione[29]. Dopo il disastroso terremoto del 5 febbraio 1783, anche l'Abbazia fu riedificata nella sede di contrada Tuba e ad essa fu assegnata una porzione di territorio. La relativa Parrocchia mantenne il nome di San Nicola extra moenia. All'interno si possono ammirare numerosi dipinti di Domenico Mazzullo, due pregiate statue in marmo del 1500 rappresentanti San Pietro e San Paolo poste ai lati dell'altare maggiore. Quest'ultimo è impreziosito dall'incastro di molti pezzi di altare proveniente da chiese dirute della città medievale. La chiesa ospita le spoglie mortali del vescovo Ignazio Greco.

Governarono l'Abbazia dal 1783 ai nostri giorni i seguenti abati: Domenico Licopoli (1784-1804), Giuseppe Frascà (1804-1807), Francesco Licopoli (1807-?), Ambrogio Casciari (1837-1871), Domenico Polistena (1871-1878), Paolo Farina (1878-1879), Carmelo Puja (1880-1886), Domenico Polistena (1886-1905), Bruno Palaia (1906-1952), Francesco Zappia dal 1955[30].

Il Castello[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Oppido Mamertina[31] fu costruito a cavallo tra il X e XI secolo; si presenta oggi di matrice aragonese, ma sotto la bardatura si intravede in uno dei torrioni, a causa di uno squarcio formatosi qualche decennio addietro, una massiccia costruzione cilindrica, indicativa della precedente fattura bizantina o normanna. La sua funzione era, evidentemente, residenziale e difensiva.

Castello di Oppido Mamertina

Resistette, nel 1056, all'assedio che il primo Ruggero d'Altavilla pose col suo esercito[32] e più tardi fu la residenza della sorella del secondo Ruggero, feudataria del tempo. Nella seconda metà XV secolo era controllato dagli aragonesi che si sostituirono al dominio angioino. I bastioni scarpati presentano un motivo decorativo ad archetti su mensole tra due codoni, molto simile a quello del Castello di Reggio Calabria. Una parte dei sotterranei fungevano da carcere civile; fu abbandonato dopo il terremoto del 1783.

Beni archeologici[modifica | modifica sorgente]

Necropoli pre-ellenica, necropoli protostorica, Parco Archeologico di Mella (antica Mamerto) sec. III-I a. C., resti di antico abitato ellenistico, vestigia greche e romane, località Palazzo III a.C., Oppido Vecchia (città medievale).

Beni ambientali[modifica | modifica sorgente]

Uliveti, Piani di Zervò, Piani di Zillastro, Parco Nazionale dell'Aspromonte, Parco Antropico del Mamerto, Acque sorgive naturali a m. 1060 slm, Fiumare: Boscaino, Marro, Ferrandina, Calabro, Duverso.

Altro: Portale di Palazzo Princi, Torre dell'Orologio, Monumento ai Caduti (Concesso Barca), Fontana in Ghisa dei primi del 900, Cristo di Zervò.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[33]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Oppido Mamertina è millenaria Sede vescovile[34]. Non si conosce la data certa dell'istituzione della diocesi. Il più antico documento che attesta storicamente la sede episcopale è datato 1045. È un atto di donazione di immobili che privati cittadini oppidesi fecero al vescovo, presumibilmente a Mons. Nicola che è il primo vescovo di cui si abbia notizia[3]. È quindi agevole desumere che l'elevazione di Oppido a sede vescovile sia avvenuta ancor prima di quell'anno.

Nel 1979 con decreto "Quo Aptius" della Congregazione per i Vescovi la Diocesi di Oppido Mamertina fu ampliata con l'annessione alla stessa di numerose parrocchie prima appartenenti alla Diocesi di Mileto. La Cattedrale, di notevoli dimensioni, è dedicata all'Assunta e fu ricostruita più volte a causa dei danni subiti coi sismi del 1894 e 1908. Patrona di Oppido e di tutta la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi è Maria SS Annunziata.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e Cattedrale di Oppido Mamertina.

Il culto della Madonna Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Il simulacro della Madonna Annunziata, custodito nella cattedrale, è una opera lignea realizzata nel 1841 da un artista napoletano, Arcangelo Testa, su commissione del vescovo Francesco Maria Coppola[35]. Altre due opere dello stesso artista e cioè la Madonna delle Grazie e della Pastorella sono situate nel Santuario di Tresilico e nella chiesa Parrocchiale di Piminoro.

La statua arrivò con un bastimento alla marina di Gioia dove ad accoglierla vi era una folla di cittadini insieme al vescovo, presbiteri, seminaristi, autorità civili e militari e venne sistemata in cattedrale sotto un baldacchino di damasco rosso dove rimase fino al 1879, quando il comune ordinò un trono in legno dorato sul quale porre la statua. Il trisello e la statua poi furono collocati all'interno di un grande armadio in legno intagliato a mano e ben presto definito, per le sue proporzioni, cappella stipo, voluto dal sindaco del tempo e realizzato nel 1900 dall'artista Salvatore Caridi. L'imponente custodia, che uscì indenne dal terremoto del 1908, si trova nella cappella in fondo alla navata sinistra della cattedrale e ospita il grande trono processionale della statua del Testa.

Il canonico Pignataro, nel suo studio su "Il culto di Maria SS. Annunziata in Oppido di Calabria", fa risalire il culto dell'Annunziata al periodo in cui dominava nella diocesi il rito bizantino. Nel 1600 il culto pubblico all'Annunziata è testimoniato da atti notarili e da relationes ad Limina dei vescovi del tempo. All'epoca si venerava ad Oppido un'immagine miracolosa della Madonna Annunziata, opera attribuita ad un pittore di Costantinopoli di nome Lucae e realizzata nel XII sec.. Questa Immagine veniva esposta soltanto il 25 marzo di ogni anno, e in casi particolari di urgenza, quindi in periodo di gravi calamità. Questo raro evento rappresentava un momento particolare per gli abitanti di tutta la diocesi che manifestavano atti di commozione e solennità; in cattedrale il clero, sia secolare che regolare, era presente in abiti da cerimonia e l'annuncio veniva dato dai rintocchi delle campane di tutte le chiese cittadine e dagli spari delle artiglierie del castello[36].

Nel 1743, secondo quanto viene narrato da Francesco Saverio Grillo e riportato dall'Arc. Giovanni Sposato nel suo "Culto e Grazie di Maria SS. Annunziata", fu istituita una seconda festività in onore della Vergine a ricordo del miracolo che la Madonna ha compiuto a favore del popolo oppidese liberandolo dalla peste.

Alcuni autori criticano il riferimento all'anno 1743 quale quello della pestilenza, in quanto non vi sono documenti del tempo che ne parlano. Sostengono che quell'anno è da richiamare solo per l'istituzione della seconda festività, detta del ringraziamento, forse il miracolo, invece, avvenne qualche decennio prima come emerge da una relatio del 1673 del vescovo Ragni dove si parla di una pestilenza diffusasi in diocesi due anni prima e cioè nel 1671. Lo storico Nicolantonio Gangemi, parla del miracolo della Madonna e lega cronologicamente la grazia concessa, alla peste successiva all'anno 1665 e accenna ad una ruota di carro custodita nella cattedrale come ex voto, a testimonianza della peste cessata all'invocazione della Beata Vergine. Tuttavia, anche se vi sono discordanze ed incertezze sull'anno esatto del miracolo, questo è richiamato in diversi documenti ed è vivo nella memoria storica del popolo oppidese. In ricordo di tale avvenimento e in ringraziamento alla Madonna, fu introdotta, una seconda festa in suo onore, chiamata del ringraziamento appunto o della gratitudine. Ancora oggi la suggestiva festa dell'Annunziata, che è la patrona di Oppido Mamertina e diocesi, si celebra in due date distinte, il 25 marzo di ogni anno e la prima domenica dopo ferragosto e richiama un afflusso di fedeli sempre più preponderante.

Santuario Maria Santissima Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Il 15 agosto dell'anno 2013 il vescovoFrancesco Milito ha conferito alla chiesa che ospita la sua cattedrale il titolo di santuario Mariano in onore di Maria SS. Annunziata, patrona della città di Oppido Mamertina e diocesi[37]. Il vescovo ha dedicato una preghiera di ringraziamento alla Vergine e ha fatto dono di una teca di cristallo contenente una rosa d'oro e un proiettile disarmato.

Strutture sanitarie[modifica | modifica sorgente]

Ospedale "Maria Pia di Savoia". Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale Maria Pia di Savoia.

Postazione SUEM 118. Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Poliambulatorio Specialistico. Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Centro Riabilitazione per disabili. Ente Morale Famiglia Germanò. È una struttura sanitaria altamente specializzata nella cura e riabilitazione di disabili.

Centro malati di AIDS. Ente Morale Famiglia Germanò. Unica struttura in Calabria, è un centro di assistenza, cura e supporto ai sieropositivi e ai malati di AIDS in fase terminale.

RSA Don Loria. Ente Morale Famiglia Germanò.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Oppido Mamertina ospita 16 scuole tra pubbliche e private[38]. Scuole dell'infanzia, scuole primarie, scuole primarie di I grado e scuole primarie di II grado. L'offerta formativa di istruzione di queste ultime si divide tra:

  • ITIS ad indirizzo informatico e telecomunicazione[39];
  • Liceo Scientifico;
  • Liceo Classico.

Musei e biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Museo Diocesano di Arte Sacra. Ospita molti oggetti di Arte sacra di particolare interesse Storico-artistico, che testimoniano la storia della diocesi di Oppido e dei suoi Vescovi prima e dopo il terremoto del 1783.
  • Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana. Sono esposti antichi oggetti in uso all'artigianato locale ed alle attività contadine, nonché antichi telai per i lavori femminili di tessitura.
  • Costituendo Museo Archeologico. Destinato all'esposizione dell'innumerevole materiale archeologico proveniente dai vari siti presenti nel territorio comunale, in particolar modo del Parco Archeologico di Mella e della città medievale.
  • Costituendo Museo Maria SS. delle Grazie. Adibito nei locali di Palazzo Vorluni dove verranno esposti gli oggetti sacri dell'omonimo Santuario nonché antiche statue in marmo e reperti inerenti alla vita della Pia Rosa Vorluni a ricordo dell'apparizione mariana che quest'ultima ebbe nel 1836.
  • Aula Capitolare della Cattedrale.
  • Biblioteca Comunale;
  • Biblioteca Diocesana;
  • Archivio Diocesano.

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Teatro Comunale

Sala Vescovile della Comunità[40]

Teatro Scuola Elementare

Media[modifica | modifica sorgente]

  • Tele Radio Mamertinaweb[41]
  • Radio Emme Calabria, emittente radiofonica.
  • Televittoria, storica tv della Piana di Gioia Tauro, che trasmetteva da Oppido Mamertina e Cosoleto, titolare dei canali 21 e 22 uhf; il primo fu ceduto a Telemia che divenne così la tv dei due mari.

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Coro Polifonico Maria SS. Annunziata. Fondato nel 1977 dal maestro Don Vincenzo Tropeano. Si è esibito in diverse occasioni in varie città d'Italia, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Ha avuto il privilegio di cantare nella Cappella privata del Papa in Vaticano in presenza di Sua Santtà Giovanni Paolo II[42].
  • Orchestra Giovanile di Fiati Mamertina Giuseppe Rechichi.
  • Complesso Bandistico Municipale F. Cilea[43]. Fondato dal maestro Luigi Giofrè intorno al 1830 è tra i più antichi Complessi Musicali della Calabria[44].
  • Ente Morale Famiglia Germanò[46].
  • Società Operaia di Mutuo Soccorso fondata nel 1865.
  • ARS MUSICA, Associazione Culturale no-profit[47].
  • Geppo Tedeschi.
  • Gli Amici della Cattedrale.
  • Ricerca Alternativa.
  • Associazione Onlus I Ponti.
  • AVIS sezione comunale "Giuseppe Mittica".
  • Circolo Operaio.
  • A.S.D. Tennis Club Oppido Gianni Caruso[50].
  • S.C. Mamerto Onlus.
  • Moto Club Centauri D'Aspromonte[51].
  • Compagnia Teatrale Mamerto Teatro[52].
  • Movimento Difesa Del Cittadino[53].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La Cattedrale Santuario Maria SS. Annunziata è gemellata con la Basilica dell'Annunciazione di Nazaret[54].

Carcere Mandamentale[modifica | modifica sorgente]

Il carcere di Oppido Mamertina rappresenta l'emblema dello spreco di denaro pubblico. I lavori iniziati nel 1983, voluti e interamente finanziati dal Ministero della Giustizia (circa 4 miliardi delle vecchie lire) su indicazione della speciale commissione per l'edilizia penitenziaria, portarono al completamento della struttura nel 1994. Una struttura moderna e pienamente confortevole con celle singole e doppie - sia maschili che femminili per una capienza complessiva di 130 posti - tutte fornite di bagni autonomi.

Nonostante le condizioni disumane in cui vivono i carcerati italiani e quotidianamente denunciate causa il sovraffollamento carcerario nazionale (circa 68 mila detenuti a fronte di circa 45 mila posti) e regionale (circa 3.000 detenuti a fronte di circa 2.000 posti)[55], il carcere mandamentale di Oppido non è entrato mai in funzione[56].

Eventi religiosi e civili[modifica | modifica sorgente]

  • Festa dell'Annunziata (Cattedrale), si festeggia in due eventi distinti (25 marzo e per volere del vescovo Mons. Milito dall'anno 2013 la c.d. festa del ringraziamento si celebrerà il 15 agosto. In questa data la cattedrale di Oppido Mamertina sarà elevata a Santuario Mariano in onore di Maria SS. Annunziata Patrona di Oppido e di tutta la diocesi).
  • Festa di Maria SS. delle Grazie (Santuario Tresilico, 2 luglio);
  • Festa di Santa Rita da Cascia (Chiesa Abbazia, 22 maggio);
  • Festa di San Giuseppe (omonima Chiesa, 19 marzo);
  • Festa della Madonna dei Campi (Chiesa Oratorio, seconda domenica di novembre);
  • Festa della Divina Pastora (omonima Chiesa Piminoro, seconda domenica di luglio);
  • Festa di San Vincenzo Ferrer (Chiesa San Nicola di Mira Messignadi, prima domenica di agosto);
  • Festa dell'Assunta (omonima Chiesa Castellace, giovedì di agosto dopo la festa dell'Annunziata);
  • Commemorazione della Battaglia dello Zillastro (prima domenica di settembre) Si ricorda la tragica battaglia avvenuta l'8 settembre del 1943, a poche ore dall'entrata in vigore dell'armistizio, tra i paracadutisti italiani e le truppe anglo-canadesi;
  • Concerti: Natalizio (23 dicembre), Lirico (26 dicembre), Banda Comunale "Cilea" (6 gennaio), Coro Polifonico Maria SS Annunziata;
  • Agosto Mamertino: Rappresentazioni teatrali; manifestazioni ed iniziative socio-culturali; musica classica, leggera, popolare ed etnica; degustazione prodotti tipici.
  • Fiera dell'Annunziata (25 marzo)[57]: Esposizioni artistiche di pittura e scultura, prodotti culinari locali, attrezzature agricole ed industriali, strumenti per la musica popolare(zampogne, organetti e tamburelli).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune è compreso nel Circondario di Palmi[58].

Persone legate a Oppido Mamertina[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il comune comprende le seguenti frazioni: Castellace, Messignadi, Piminoro, Tresilico

Tresilico e Zurgonadio vista la conurbazione con Oppido centro sono ormai considerati quartieri della città. Altri quartieri sono: Tuba, Pretura, Nucijari, Calvario, Pilieri.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

I principali impianti sportivi sono:

  • Stadio Comunale (calcio),
  • Campetto Comunale di Calcio a 5,
  • Campi da tennis Comunali,
  • Piscina Comunale (nuoto),
  • Palestra Comunale (pallavolo),
  • Campo di tiro al piattello.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Diocesi di Oppido Mamertina - Palmi :: Cenni Storici
  3. ^ a b Rocco Liberti, Tra il Rosso e il Riganati, sul sito dell'Università della Calabria
  4. ^ A spasso con Mestolo a Oppido Mamertina (Reggio Calabria)
  5. ^ Oppido Mamertina in Area dello Stretto.it
  6. ^ a b Provincia di Reggio Calabria, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Allegato II, pag. 29
  7. ^ Sistema Museale Virtuale della Magna Grecia
  8. ^ Università degli Studi della Basilicata
  9. ^ Visual Italy Reggio Calabria: Oppido Mamertina
  10. ^ Raffaele Aversa, Gregorio Aracri da Stalettì, Cosenza 1969, p.28.
  11. ^ Scuole a Oppido Mamertina
  12. ^ I Musei della Calabria in rete, Museo Diocesano di Arte Sacra di Oppido Mamertina
  13. ^ Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Oppido Mametina in Area dello Stretto.it
  14. ^ Consiglio Regionale, Centro Malati AIDS Oppido Mamertina
  15. ^ Ministero della Giustizia
  16. ^ Filippo Cluverio, Italia antiqua auctoris methodo, verbis, et tabulis geographicis retentis contracta opera, LEYDEN, 1624, lib.IV, cap.15
  17. ^ Maurizio Paoletti, Località Mella, in Archeologia ad Oppido Mamertina. Immagini e ipotesi. Oppido M. 1999, pag.13
  18. ^ Strabone, Rerum geographicarum: "Super has urbes(riferendosi alle montagne soprastanti Reggio e Locri) Bretii mediterraneam occupant, ubi Mamertium situm est, et Sylva picis ferax, quam Brettianam vocant..."
  19. ^ </ Università degli Studi di Genova, Elena Insolera
  20. ^ Liliana Costamagna, Paolo Visonà: Oppido Mamertina, ricerche archeologiche nel territorio e in contrada Mella, Roma 1999, Gangemi Editore.
  21. ^ Giorgia Gargano, Rinvenimenti di monete nel territorio di Oppido Mamertina, academia.edu
  22. ^ Corriere della Calabria
  23. ^ Gazzetta del Sud Oppido Vecchia
  24. ^ Comunità Montana vtm, Oppido medievale
  25. ^ Mobitaly.it La Cattedrale di Oppido Mamertina
  26. ^ Archivio Parrocchiale Cattedrale, Pasquale Epifanio, Estratto del Progetto Campanile, pp. 3-4.
  27. ^ Santuario Maria SS. delle Grazie, nel sito ufficiale
  28. ^ Mobitaly.it Chiesa di San Giuseppe
  29. ^ Rocco Liberti, Momenti e figure della vecchia e nuova Oppido.
  30. ^ Rocco liberti, La Cattedrale di Oppido Mamertina, Quaderni Mamertini n. 23, pp.30-33.
  31. ^ Provincia di Reggio Calabria CASTELLI nella provincia, Volume 7, 2002 Marina di Gioiosa Ionica, Grafiche Femia editore, pag. 24-25
  32. ^ Enciclopedia Teccani.it voce Oppido Mamertina
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  34. ^ Indirizzo Vescovado
  35. ^ Statua dell'Annunziata di Oppido Mamertina, in La Pietà Popolare in Italia
  36. ^ Rocco Liberti, La Cattedrale di Oppido Mamertina, Quaderni Mamertini n. 23, pp.26-30
  37. ^ Diocesi di Oppido Mamertina - Palmi :: La Cattedrale di Oppido Mamertina elevata a “Santuario Mariano” in onore di Maria SS. Annunziata
  38. ^ Scuole ad Oppido Mamertina, su tuttitalia.it
  39. ^ Oipamagazine.it
  40. ^ http://www.oppido-palmi.chiesacattolica.it/home_diocesi/00022833_Home.html
  41. ^ MamertinaWeb - YouTube
  42. ^ http://www.coroppido.it/pages/chisiamo.html
  43. ^ http://www.orchestreharmonie.it/classificac.asp?id=58&ed=4&l=3&n=69
  44. ^ A.C.M "Città di Capo d'Orlando" .:: RADUNO 2004 ::
  45. ^ Home
  46. ^ http://www.famigliagermano-onlus.it/strutture.php
  47. ^ Ars Musica
  48. ^ MESOGAIA - Associazione Culturale che nasce dalla concreta e tangibile testimonianza di persone accomunati da una condivisione di intenti
  49. ^ http://www.ilgiornaledellapianadigioiatauro.it/-%20Il%20Giornale%20della%20Piana%20di%20Gioia%20Tauro%202012/Oppido%20Mamertina%20-%20Fiera%20dell'Annunziata%202012.htm
  50. ^ A.s.d. Tennis Club Oppido Gianni Caruso - Oppido Mamertina (Reggio Calabria)
  51. ^ CENTAURI D'ASPROMONTE | Motoclub in Italia
  52. ^ teatro
  53. ^ MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - Oppido Mamertina - Corso Aspromonte 79 | Tutto consumatori
  54. ^ Diocesi di Oppido Mamertina - Palmi - La solennità della Beata Vergine Annunziata, Patrona della Diocesi
  55. ^ Viaggio dentro l'inferno delle carceri italiane - Video - Corriere TV
  56. ^ Tab
  57. ^ Fiera dell'Annunziata, in edicoladipinuccio.it
  58. ^ Circondario di Palmi sul sito della provincia. URL consultato il 22 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Candido Zerbi, Della Città, Chiese e Diocesi di Oppido Mamertina e dei suoi Vescovi, Roma, 1876.
  • Rocco Liberti: Oppido Mamertina ieri ed oggi nelle immagini II, Oppido 1985, Diaco Editore.
  • Rocco Liberti: Quaderni Mamertini, n.29, n.34, Bovalino 2002, Diaco Editore.
  • Rocco Liberti: "Un Paese un Culto" Tresilico e la Madonna delle Grazie, 1979, GM Edizioni.
  • Antonio Roselli: "Vicende e fermenti popolari nel e per il Comune di Oppido Mamertina (1927-1945)" in Rogerius di Luglio /Dicembre 2010 , a. XIII, n. 2
  • Arc. Mons. Francesco Zappia: La Cappella della Madonna Annunziata, Cattedrale di Oppido Mamertina, Marina di Gioiosa Jonica 2000, Femia Editore.
  • Ministero per i beni e le attività culturali, La valorizzazione dei siti archeologici: obiettivi, strategie e soluzioni. Paestum 2008, editore MP Mirabilla. Pag. 24-25 a cura di Rossella Agostino.
  • Nuovissima Enciclopedia Universale (NEU), Voce Oppido Mamertina, 1967, Società Italiana Editrice, Padova.
  • Nuova Enciclopedia Universale, Voce Oppido Mamertina, 1984, Fabbri Editore, Milano.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]