Cittanova (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
« ...gode [...] di un vasto ed incantevole panorama che dall'anfiteatro di monti e di colli che lo circondano da tre parti si spazia nella sottostante pianura che finisce al golfo di Gioia, donde comincia l'azzurra distesa del mar Tirreno. »
(V. De Cristo, Il terzo centenario delle origini di Cittanuova..., Tip. Domenicana, 1918)
Cittanova
comune
Cittanova – Stemma Cittanova – Bandiera
Villa Comunale "Carlo Ruggiero" (entrata)
Villa Comunale "Carlo Ruggiero" (entrata)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Francesco Cosentino (Cittanova Cambia) dal 27/05/2014
Territorio
Coordinate 38°21′00″N 16°05′00″E / 38.35°N 16.083333°E38.35; 16.083333 (Cittanova)Coordinate: 38°21′00″N 16°05′00″E / 38.35°N 16.083333°E38.35; 16.083333 (Cittanova)
Altitudine 400[1] m s.l.m.
Superficie 61,8[2] km²
Abitanti 10 365[3] (31-12-2013)
Densità 167,72 ab./km²
Comuni confinanti Antonimina, Canolo, Ciminà, Gerace, Melicucco, Molochio, Polistena, Rizziconi, Rosarno, San Giorgio Morgeto, Taurianova
Altre informazioni
Cod. postale 89022
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080028
Cod. catastale C747
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 423 GG[4]
Nome abitanti cittanovesi
Patrono san Girolamo
Giorno festivo 30 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cittanova
Territorio del comune di Cittanova nella provincia di Reggio Calabria
Territorio del comune di Cittanova nella provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Cittanova è un comune italiano di 10.365 abitanti[3] della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il Flagello. Testimonianze e cause.
Cittanova schiantarelli 1783 5feb.jpg

"Dopo un terribile interno muggito la terra tremando distrusse Casalnuovo (...). Le strade avea larghe, dritte, le case basse pel timore de' terremoti, ciascuna di essi con un albero, ed una pergola avanti(...). Non vi rimase pietra sopra pietra, tutto fu pareggiato al suolo, tetti sconvolti, sassi schiantati, alberi infranti. Quasi la metà della popolazione di Casalnuovo perì schiacciata sotto le rovine(...)."[5]

"Per la rovina degli Edificj e per la gran perdita degli Abitanti fu funestissima la sorte di Casalnuovo. Paese edificato dopo il Tremuoto del passato secolo: imperocché tutte le Abitazioni, i Trappeti e le altre Case di campagna furono distrutte in maniera che nemmeno le fondamenta rimasero intatte."[6]

Leggendo la storia degli edifici siti in Cittanova, salta subito all'occhio la serie delle ricostruzioni effettuate in seguito agli eventi sismici. Il 5 febbraio 1783 una violentissima scossa diede inizio ad una serie di sismi che provocarono migliaia di morti e cambiarono per sempre il panorama esistente, generando frane, smottamenti, fratture nel terreno, fenomeni di liquefazione, piccoli laghetti. La genesi di quei terremoti venne provocata dalla faglia di Cittanova; il terremoto del 1783 fu con molta probabilità il primo ad essere studiato in loco da sismologi e spedizioni scientifiche ed uno dei più distruttivi dell'area Mediterranea. Il disegno soprastante, eseguito da P. Schiantarelli, mostra la dislocazione della pianura di Cittanova e della Strada del Mercante dovute all'evento del 5 febbraio. Sono visibili due scaglioni, il più basso misurato da due membri della spedizione Borbonica; il livello superiore è affetto da uno smottamento, come mostrato al centro dell'immagine. Questa stampa è probabilmente la prima nella storia della sismo-geologia a mostrare una faglia di superficie.[7]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La cittadina si trova ai piedi dell'Aspromonte, posta su terreni quaternari alluvionali, costituiti da sabbie e ghiaie incoerenti che coprono gli ampi terrazzi degradanti verso il Golfo di Gioia. Cittanova domina la piana di Gioia Tauro dalla terrazza più alta, quella confinante col massiccio delle Serre, quasi a contatto tra le due formazioni litologiche: alluvionale e cristallina. Questa conformazione geologica favorisce la propagazione dei sismi, in quanto l'incoerenza della coltre alluvionale viene aumentata durante i terremoti dalla formazione cristallina contigua e sottostante. Cittanova ha quindi un'alta sismicità, in particolare il territorio è attraversato dall'omonima faglia che fa parte del sistema di faglie Serre-Aspromonte, lunga 15 chilometri e tuttora attiva.

L'altitudine è di 400 m s.l.m.[1] (riferita alla Casa comunale), l'altitudine minima nel territorio comunale è di 77 m s.l.m. mentre quella massima è di 996 m s.l.m.[1]. La superficie è di 61,8 km²[2] (65% circa in territorio pianeggiante coltivato a ulivi e 35% in territorio montuoso boschivo e di pascoli naturali), la distanza dal capoluogo è di 75 km.

I corsi d'acqua principali sono le fiumare Serra e Vacale.

Vette principali: Altopiano della Melìa (m. 1.000), Zomaro (m. 920) e Monte Cùcudo (m. 725).

Zòmaro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zomaro.

Località montana a 12 chilometri da Cittanova, Zomaro è situato sull'Altopiano della Melìa, all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte.

L'altopiano è ricco di flora, fauna e acque sorgive.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è mediterraneo. La piana di Gioia, aperta sul mare ma riparata dai venti, aumenta l'umidità di Cittanova, rendendone i terreni particolarmente fertili.

Cittanova[8] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. mediaC) 9 10 11 13 16 21 24 23 22 17 12 9 9,3 13,3 22,7 17 15,6
Precipitazioni (mm) 233 164 155 100 92 44 21 27 83 159 234 221 618 347 92 476 1 533

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita di questa cittadina può essere datata al 12 agosto 1618 con il bando di edificazione del "Nuovo Casale di Curtuladi" o Casalnuovo di Curtuladi, in seguito denominato solamente Casalnuovo, sorto per iniziativa del primo principe di Gerace, Giovan Geronimo (Girolamo) Oliva-Grimaldi, come centro di raccolta delle popolazioni dei casali precedentemente presenti in zona ma spopolati da una serie di epidemie. Era infatti intenzione del feudatario costruire nella zona un casale per poter agevolmente controllare l'importante via che univa il Tirreno allo Ionio tramite il Passo del Mercante, per far questo aveva però bisogno dell'assenso del sovrano Filippo III di Spagna, ottenuto proprio in conseguenza del terremoto.

Il casale, grazie anche alle immunità elargite nei primi anni dal principe, si sviluppò abbastanza velocemente ed ancor più dopo il terremoto del 27-28 marzo 1638. Furono costruite case molto basse (per paura di eventuali sismi futuri) e numerose chiese e conventi; la popolazione continuò ad aumentare e nel 1669 contava già 128 nuclei familiari.

Il 5 febbraio 1783 un sisma di incredibile potenza, denominato il Flagello, distrusse completamente il paese causando circa 2.000 vittime (tra cui la feudataria Maria Teresa Grimaldi). Casalnuovo venne comunque ricostruito sullo stesso sito e ricominciò ad espandersi, tanto che nel 1807 i francesi disposero che divenisse capoluogo di governo con giurisdizione su Radicena, Jatrinoli, Vatoni, Gioia e San Martino.

Il 1º gennaio 1842 il Circondario di Casalnuovo fu diviso in due circondari distinti: l'uno formato da Casalnuovo, l'altro composto dal comune di Radicena, dal comune di Iatrinoli e dai villaggi di San Martino e Terranova.[9]

Il 1º aprile 1852 con decreto № 129 di Ferdinando II di Borbone[10], su istanza del decurionato, il consiglio comunale dell'epoca, assunse il nome di Cittanuova, in seguito semplificato in Cittanova.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune di Cittanova

Lo stemma, approvato con Decreto reale del 29 aprile 1924 e registrato alla Corte dei conti il 17 maggio 1924, Reg. 1 Fin., Foglio 180, ha la seguente descrizione:

« Troncato: sopra d'azzurro al pino al naturale nodrito sulla cima di un monte di verde movente dalla partizione, accompagnato da una stella di sei raggi d'oro, posta al canto destro; sotto di Grimaldi, losangato d'argento e di rosso a cinque fusi per ciascuna fila, ma senza il motto dei Grimaldi. Lo scudo sarà cimato dalla corona di Comune»

Il pino presente nello stemma richiama un albero trisecolare realmente esistito e coevo della città, distrutto da un fulmine nel 1980. L'albero si trovava nei pressi della chiesa dei Santi Cosma e Damiano. La descrizione del gonfalone è la seguente:

« Drappo rosso caricato dello stemma comunale con la scritta in oro “Comune di” (sopra) “Cittanova” (sotto). Le parti in metallo e i cordoni sono dorati»

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Durante il secondo conflitto mondiale il paese subì, diversi bombardamenti anglo-americani che provocarono numerose vittime e la distruzione quasi totale delle abitazioni. La popolazione sopportò gli avvenimenti bellici con coraggiosa determinazione e generosa solidarietà, prodigandosi, nonostante i rischi delle ripetute incursioni aeree, nell'assistenza ai feriti. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche. 1943/1944 - Cittanova (RC)[11]»
— Cittanova, 14 maggio 2010

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

20 febbraio 1943: data del bombardamento anglo-americano che causò 105 vittime.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Matrice[modifica | modifica sorgente]

La facciata principale della Chiesa Matrice

La Chiesa Matrice di Cittanova, dedicata a San Girolamo, fu costruita pochi anni dopo il sisma del 1783. L'opera venne portata avanti da Maria Antonia Grimaldi Serra, figlia della principessa di Gerace Maria Teresa Grimaldi, morta a causa del terremoto, le cui spoglie - traslate dal diroccato convento dei padri alcantarini nel 1793 - riposano nella Cappella dell'Immacolata, all'interno della chiesa stessa.

La Chiesa ha un'architettura ottocentesca, dalle forme pseudo-barocche. In origine era a navata unica, in seguito vennero aggiunte due navate laterali e rifatto l'interno in stile neoclassico.

Opere di rilievo:

  • Crocifisso ligneo del 1600;
  • Pietà lignea del 1866 opera di Francesco Biangardi;
  • Statua dell'Immacolata del 1800;
  • Statua lignea settecentesca di San Girolamo opera di Domenico De Lorenzo;
  • Statua lignea settecentesca del Cristo Risorto opera di Domenico De Lorenzo;
  • Varette (29 statue lignee, periodo: 1821-1893) opera di Francesco e Vincenzo Biangardi;
  • Statua della Vergine opera di Michele Guerrisi.

Santuario di Maria Santissima del Rosario[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di Maria Santissima del Rosario.
Santuario di Maria SS. del Rosario

Edificato nel 1823, sul luogo dove sorgeva una chiesa distrutta dal Flagello.

Ad una navata, in stile barocco, l'interno ospita affreschi, stucchi, angeli e statue di gesso. La Chiesa è sottoposta a tutela monumentale (legge 906.1939). Nel 1999 è stata elevata a Santuario.

Opere di rilievo:

Chiesa di San Rocco

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

A navata unica e tra le più grandi della provincia di Reggio Calabria, la chiesa venne costruita sul sito dove sorgeva precedentemente il Convento degli Alcanterini edificato nel 1728. Il terremoto del 1783 distrusse completamente il complesso monastico, si salvarono solo le statue di San Rocco e San Pasquale, un calice di argento cesellato ed una colonna di pietra sormontata da una croce in ferro. La ricostruzione fu intrapresa a partire dal 1835, su progetto dell'architetto Vincenzo Tarsitani, e la Chiesa di San Rocco venne completata nei primi anni del XX secolo grazie all'impegno del sacerdote Giacomo Petropaolo.

Opere di rilievo:

  • Statua lignea di San Rocco del XVIII secolo;
  • Statua lignea di San Pasquale del XVIII secolo;
  • Organo a canne del 1919 costruito dalla ditta Busetti di Torino (recentemente restaurato).

Chiesa della Sacra Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Costruita al posto di un frantoio nel 1887. La chiesa è a tre navate, e custodisce diverse statue lignee e dipinti.

Opere di rilievo:

  • Dipinto dell'Addolorata del 1500.
  • Due Dipinti della Madonna col Bambino del 1500.
San Giuseppe
Madonna della Catena

Chiesa dei SS. Cosma e Damiano[modifica | modifica sorgente]

Edificata a metà 1800 dal notaio Tommaso Marvasi sui resti di una cappelletta distrutta dal terremoto, e restaurata dai suoi discendenti in epoche successive, la Chiesa dedicata ai SS. Cosma e Damiano ospita statue lignee di scuola napoletana e tele del XVI-XVII secolo.

Opere di rilievo:

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Anche questo edificio fu edificato su una chiesetta preesistente distrutta dal terremoto del 1783. Nel 1865, in seguito ad una sottoscrizione tra gli artigiani ed i falegnami del paese, fu eretta una cappella dedicata a San Giuseppe; nel 1948 venne aggiunto l'altare in marmo.

Opere di rilievo:

Chiesa della Madonna della Catena[modifica | modifica sorgente]

La più antica del paese, gli storici ritengono che sul sito vi fosse precedentemente una chiesa bizantina intitolata a Santa Maria del Campo. La struttura originaria fu costruita ad opera degli abitanti di San Giorgio Morgeto col nome di Santa Maria di Campoforano e dedicata all'Assunta. In seguito all'epidemia di colera che colpì la Piana a metà Ottocento, la vecchia chiesa fu ricostruita ed ampliata, a cura dell'arciprete Domenico Luzio, come ringraziamento a Maria nel 1854, e dedicata alla Madonna della Catena. Tuttavia l'antico nome non venne dimenticato, così come la venerazione per l'Assunta, celebrata tutt'oggi con processioni e preghiere.

Opere di rilievo:

  • Statua lignea dell'Assunta.

Chiesa del Calvario[modifica | modifica sorgente]

Edificata nel 1912, all'interno ospita due statue in cartone romano che vengono utilizzate nell'allestimento del "simburcu" (sepolcro), durante i riti di Pasqua.

Opere:

  • Statua dell'Addolorata ai piedi della Croce in cartone romano;
  • Statua di Gesù Morto in cartone romano.

Chiesa di S. Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Riedificata nel 1746 sui resti della chiesa omonima risalente al XVII secolo, questo piccolo luogo di culto si trova in contrada Malizia, fuori dal centro abitato.

Opere:

  • Pala d'altare in olio su lamiera della Madonna delle Grazie, opera del pittore messinese Bonaccorsi (1901).

Chiesetta del Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

Restaurata nel 1974, questa caratteristica chiesetta, interamente rivestita in pietra, è sita in via San Pasquale. All'interno è posto un monumentale Crocifisso bronzeo già venerato nel Convento di San Pasquale (o degli Alcanterini) del 1728.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Villa Comunale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa comunale di Cittanova.
Interno della Villa

La Villa Comunale "Carlo Ruggiero" di Cittanova è un "Monumento Nazionale d'interesse storico–naturalistico" riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Orto botanico di circa 25 ettari, ospita molte specie vegetali rare o del tutto uniche in Italia. Grazie alle particolari condizioni del terreno, oltre alle tipiche piante della vegetazione mediterranea, sono presenti numerose piante esotiche (Sequoie della California, Cedri del Libano, Alberi dei Tulipani, ecc.).

Fu costruita a proprie spese da Carlo Ruggiero e donata al Comune con delibera del 29 marzo 1880, durante il suo mandato di sindaco (1880-1885). Il progetto fu dell'ingegnere svizzero Enrico Fehr, già progettista della villa Mazzini di Messina.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Fregio ottocentesco

Presenti nel centro storico della cittadina, i palazzi furono costruiti tra il 1700 ed il 1800; una delle loro caratteristiche peculiari sono i portali in granito e arenaria, abbelliti da gattoni e balconi lavorati da scalpellini dell'epoca.

Edificati principalmente intorno alla Chiesa Matrice ed alla Chiesa del Rosario, molti palazzi sono tuttora abitati e ben conservati mentre altri versano in totale abbandono.

Tra i più importanti:

  • Palazzo Calfapietra, costruito nel 1762.
  • Palazzo Germanò, prima metà del XIX secolo.
  • Palazzo Adornato, costruito nel XVIII secolo e ristrutturato nel 1804, fu nell'ordine: Convento, Municipio e Pretura. L'edificio ospitò anche un trappeto a trazione animale.
  • Palazzo Cavaliere, prima metà dell'Ottocento.
  • Palazzo Tarsitani, ricostruito ai primi dell'Ottocento, venne negli anni ampliato e rimaneggiato, qui nacque Domenico Tarsitani.
  • Palazzo Muratori, costruito nel 1750, danneggiato dall'evento del 1783, fu subito riedificato.
  • Palazzo Cannatà, attuale sede municipale, fu edificato nella prima metà dell'Ottocento. In passato fu adibito a Carcere Mandamentale e a Sede dell'Ufficio di Conciliazione.

Fontane[modifica | modifica sorgente]

Fontana dell'Olmo (1730)

Una particolarità di Cittanova sono le fontane monumentali, presenti sin dalle origini della cittadina. Nel corso degli anni hanno subito vari spostamenti rispetto ai luoghi originari di costruzione.

Tra le più importanti, c'è "Fontana dell'Olmo" sita in piazza Cavaliere (già largo Olmo) costruita nel 1730. In origine era situata davanti alla Chiesa Madre dell'antico Casalnuovo. Rimasta integra dopo il terremoto del 1783, fu spostata nei Giardini Pubblici e nel 1932 trasferita nella collocazione attuale. Sulla fontana vennero incise le date dei trasferimenti.

Altre fontane degne di nota: "Fontana di Pietra", "Fontana Masotta" e le vasche che ornano la Villa Comunale.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti (1924)

All'interno della villa comunale, è possibile ammirare il Monumento ai caduti della I guerra mondiale, statua di gusto prettamente ottocentesco[15] opera dello scultore Michele Guerrisi.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

La particolare collocazione della cittadina, ai piedi della montagna e tra due fiumare, permette di visitare molti luoghi naturali, meta di turisti e amanti del trekking.

Vacale[modifica | modifica sorgente]

Il torrente Vacale in estate è una delle mete preferite dalle famiglie, ricco di vegetazione e di piccole cascate, le caratteristiche "gurne" (piscine) sono l'ideale per fare il bagno. In passato si usava fare il bucato tra le sue sponde col sapone fatto in casa, tradizione tuttora in uso.

Verso Zomaro

Gli escursionisti hanno la possibilità di risalire il letto della fiumara fino alla parte montuosa, tra ontani e querce da sughero. In alcuni punti è possibile visitare antichi frantoi in disuso.

Villaggio Zomaro[modifica | modifica sorgente]

Popolato quasi esclusivamente in estate, il villaggio è circondato da boschi e sentieri naturali.

Luoghi da visitare: "Casa del Principe" , posta tra tassi ed abeti, la spianata di "Santu Trabuss", il laghetto a Crocco.

Percorsi escursionistici: Sentiero Italia e Sentiero del brigante.

Vi è inoltre un sentiero che parte dal Passo del Mercante e arriva al villaggio, il percorso è di media difficoltà e si articola in un contesto storico - naturalistico - archeologico, caratterizzato dalla presenza di resti archeologici, risalenti secondo alcuni storici locali, alle vicende del 70-72 a.C. che videro coinvolte le truppe di Marco Licinio Crasso e l'esercito di schiavi guidati da Spartaco[16].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[17]

Nel 1815: 6.105 ab.[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[19] i cittadini stranieri residenti erano 701 persone (il 6,63% della popolazione). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Marocco Marocco 400 (3,78%, il 57,06% della popolazione straniera)
  • Romania Romania 216 (2,04%)

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

"La Pietà" - Varetta usata nella processione dei "Misteri"

Riti Pasquali[modifica | modifica sorgente]

La sera del Giovedì Santo, i fedeli mantengono viva la tradizionale "visita ai simburchi" (v. ai sepolcri). All'interno delle chiese vengono allestiti degli altari con pane azimo, spighe di grano, pane e vino. Nella chiesa del Calvario, addobbata a lutto, viene posto "u simburcu", con la statua del Cristo morto. Durante la serata, i fedeli che seguono questa tradizione visitano tutte le chiese cittadine.

L'alba del Venerdì Santo comincia con la "processione della Croce", poche ore dopo, la "processione dei Misteri" parte dalla Chiesa Matrice e arriva alla Chiesa del Calvario. I Misteri vengono usati per rappresentare la Via Crucis e sono costituiti da statue lignee ottocentesche, portate a spalla. Vengono esposte solo il giovedì ed il venerdì Santo; al gruppo di Varette opera del Biangardi, viene aggiunta la statua del Cristo Morto di autore sconosciuto. Il venerdì Santo si chiude con la "menza missa", una cerimonia in cui viene deposto dalla Croce il Corpo del Cristo Morto e consegnato alla Madre Addolorata.

La mattina di Pasqua ha luogo uno degli eventi più sentiti dai fedeli, la tradizionale "Affruntata"[20]. La rappresentazione avviene tra la Chiesa Matrice e la Chiesa del Rosario e consiste nella simulazione, con statue portate a spalla, degli incontri tra San Giovanni, la Madonna ed il Cristo Risorto.

Festa di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa dedica tre giorni di ricorrenze religiose in onore del Santo, in passato le donne si riunivano la sera della novena per cantare antiche cantilene che ricordavano la vita di San Rocco. È tuttora viva la tradizione di appendere ai balconi delle lampade di carta colorata.

Visita alla Madonna della Grotta[modifica | modifica sorgente]

Un tradizionale pellegrinaggio a piedi, tra fiumare e sentieri di montagna, viene intrapreso dai fedeli la notte del 30 aprile. La meta è il Santuario della Madonna della Grotta di Bombile di Ardore. Il culto di questa statua risale al 1500 ed è vivo in tutta la provincia di Reggio Calabria; durante i giorni di pellegrinaggio i fedeli di solito bivaccano all'aperto, tra bancarelle e chiassosi suonatori di tarantella. Il 28 maggio 2004 una frana ha completamente distrutto il Santuario, risparmiando la statua, recuperata nel 2007 e trasferita nella Chiesa Parrocchiale dello Spirito Santo di Bombile.[21]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

In attività dal 1991, la biblioteca comunale "Vincenzo De Cristo" ha una dotazione di 5.000 volumi con specifici indirizzi concernenti il settore ragazzi e Calabria[22].

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Cittanova 7 scuole dell'infanzia (1 paritaria), 2 scuole primarie, 1 scuola secondaria di I grado e 3 scuole secondarie di II grado.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo Civico di Storia Naturale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo civico di storia naturale (Cittanova).

Inaugurato nel 1996, il Museo espone circa 2.000 reperti divisi in 6 sezioni[23]:

  • Petrografia e Mineralogia;
  • Paleontologia;
  • Zoologia dei vertebrati;
  • Zoologia degli invertebrati;
  • Botanica;
  • Micologia.

Museo delle Varette[modifica | modifica sorgente]

Inaugurato nel 2013, la struttura ospita le varette del venerdì Santo: sculture in legno di tiglio scolpite nell'800 dagli artisti Vincenzo e Francesco Biangardi. Oltre alle varette, il museo espone la statua del Cristo Risorto opera dell'artista Domenico De Lorenzo e la Maria Addolorata. Ogni gruppo scultoreo è introdotto da un pannello storico esplicativo.[24][25]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Ha sede a Cittanova 1 radio locale, a diffusione regionale, attiva dal 1976[26]: Radio Eco Sud.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Uno dei prodotti tipici della zona è il pesce stocco, utilizzato come ingrediente principale di diverse pietanze. Importato dalla Norvegia, lo stoccafisso viene trattato con le acque aspromontane per ammorbidirlo e renderlo più gustoso. Tra le miriadi di pietanze a base di questo pesce, si segnalano:

  • stocco e patate;
  • stocco crudo in insalata;
  • ventricelle di stocco con funghi;
  • frittelle di stocco con patate e peperoni.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Tra i vari eventi culturali che si svolgono a Cittanova, da segnalare come "appuntamenti fissi":

  • "L'Estate Cittanovese" (Sagre, Teatro dialettale, Concerti);
  • "Fiera del libro e dell'Editoria Calabrese";
  • "Sfilata delle Macchine d'Epoca";
  • "Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica";
  • "Cittanova Floreale" (Fiera Botanica);
  • "Tradizionandu - Etno festa";
  • "Festa Nazionale dello Stocco";
  • "Carnevale Cittanovese".
Alberto Cavaliere

Persone legate a Cittanova[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia cittanovese è basata in prevalenza sulle risorse agricole. Presenti anche piccole industrie ed una significativa produzione di olio di oliva.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Strade ed autostrade[modifica | modifica sorgente]

Posizione di Cittanova (in rosso) nella prov. di Reggio Calabria

Cittanova è situata lungo la Strada Provinciale 1 (già Strada Statale 111) Gioia Tauro-Locri. L'SP1, costruita in epoca borbonica era (fino all'apertura nel 1990 della S.G.C. Jonio-Tirreno) la principale via di collegamento tra la costa ionica e la costa tirrenica. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto gli svincoli autostradali di Gioia Tauro e Rosarno sull'Autostrada A3 sono le uscite consigliate per raggiungere la destinazione.

Altre strade che raggiungono Cittanova sono:

  • La strada provinciale 47 Cittanova-Polistena che collega la cittadina alla S.G.C. Jonio-Tirreno.
  • La strada provinciale 33 Cittanova-Rizziconi-Gioia Tauro

È inoltre previsto che il Comune venga toccato dalla nuova Pedemontana della Piana di Gioia Tauro che interesserà inoltre i territori comunali di Laureana di Borrello, Feroleto della Chiesa, Maropati, Melicucco, Anoia, Cinquefrondi, San Giorgio Morgeto, Taurianova, Molochio, Terranova Sappo Minulio, Varapodio, Oppido Mamertina, Scido, Delianuova, Santa Cristina d'Aspromonte, Cosoleto[29].

Linee ferroviarie[modifica | modifica sorgente]

Cittanova è dotata di una stazione ferroviaria delle Ferrovie della Calabria sulla linea Gioia Tauro–Cinquefrondi, attualmente sospesa. La stazione è stata inaugurata il 1º giugno 1924. La stazione delle FS più vicina è quella di Gioia Tauro (24 km).

Autobus[modifica | modifica sorgente]

Le Ferrovie della Calabria assicurano collegamenti con gli altri paesi più importanti: Reggio Calabria, Palmi, Gioia Tauro, Siderno, Locri, Catanzaro e Rende (sede dell'Università della Calabria)

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Gli aeroporti più vicini sono:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

L'indirizzo del municipio è Viale Aldo Moro 1. La classificazione climatica è D.

Fa parte della Comunità montana Versante Tirrenico Settentrionale che ha sede in Cinquefrondi.

È compreso nel Circondario di Palmi

Parte del suo territorio è compreso nel Parco Nazionale dell'Aspromonte.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cittanova è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

  • 600px Rosso e Giallo.png Cittanovese

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

  • Giallo e Rosso.svg A.S.D. Edilferr Cittanova C5

Numeri di telefono utili[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Tuttitalia.it - Comune di Cittanova (RC). URL consultato il 25 giugno 2013.
  2. ^ a b Cittanova nell'Enciclopedia Treccani. URL consultato il 25 giugno 2013.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Biblioteca scelta di Opere Italiane antiche e moderne vol. 464- Carlo Botta, Storia d'Italia, vol. ottavo, pag.237, Silvestri, Milano, 1844. Google Libri. Riportato il 22 novembre 2007.
  6. ^ Istoria e teoria de' tremuoti in generale: ed in particolare di quelli della ...;Di Giovanni Vivenzio, Stamperia Reale, Napoli 1783. Google Libri. Riportato il 22 novembre 2007.
  7. ^ Galli, P. e Bosi, V.,2002. Paleoseismology along the Cittanova fault: implications for seismotectonis and earthquake recurrence in Calabria (southern Italy) Journal of geophysical research, vol. 107, no. b3, 10.1029/2001jb000234, 2002
  8. ^ http://www.pikal.org/pdf_progetto2/4_Ambiente.pdf
  9. ^ Collezione delle leggi e decreti emanati nelle provincie continentali dell'Italia meridionale. Google Libri. Riportato il 25 ottobre 2012.
  10. ^ Collezione delle leggi e decreti emanati nelle provincie continentali dell'Italia meridionale. Google Libri. Riportato il 21 marzo 2012.
  11. ^ le onorificenze, i conferimenti e gli elenchi dei decorati della Repubblica italiana. URL consultato il 9 giugno 2013.
  12. ^ L'alba della Piana (luglio 2009) - lalbadellapiana.it
  13. ^ Rosa Maria Cagliostro, Atlante del barocco in Italia: Calabria, De Luca Editori d'Arte, 2002, ISBN 8880164538. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  14. ^ Comune di Cittanova - Lista informazioni turistiche. URL consultato il 9 dicembre 2013.
  15. ^ Michele Guerrisi in Dizionario Biografico - Treccani. URL consultato il 9 giugno 2013.
  16. ^ Domenico Raso, Zomaro. La montagna dei sette popoli, Laruffa, 2001, ISBN 887221159X.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Dizionario statistico de'paesi del regno delle Due Sicilie. Google Libri. Riportato il 14 aprile 2012.
  19. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  20. ^ Finale dell'Affruntata di Cittanova - YouTube
  21. ^ Santuario della Madonna della Grotta di Bombile - italiasullarete.it
  22. ^ areadellostretto.it - Biblioteca De Cristo - Cittanova. URL consultato il 12 giugno 2013.
  23. ^ Museo civico di storia naturale Cittanova - lascienzaneimusei.it. URL consultato il 12 giugno 2013.
  24. ^ Cittanova (RC): il Museo delle Varette pronto ad illuminare la città. Lunedì l’inaugurazione. URL consultato il 27 settembre 2013.
  25. ^ Calabria: a Cittanova apre lunedi' Museo delle 'Varette'. URL consultato il 27 settembre 2013.
  26. ^ Radiospeaker.it - scheda Radio Eco Sud. URL consultato il 9 giugno 2013.
  27. ^ R. Accademia medico-Chirurica di Torino, Giornale delle scienze mediche, Volumi 49-50, 1864. URL consultato il 1º gennaio 2011.
  28. ^ Gazzetta medica italiana. Stati Sardi, 1859. URL consultato il 1º gennaio 2011.
  29. ^ Relazione Pedemontana prov. RC - cittanovattiva.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Arturo Zito de Leonardis, Cittanova di Curtuladi, Cosenza, MIT, 1986.
  • Arturo Zito de Leonardis (a cura di), Onoranze ai benefattori:[…] con notizie storiche e d'ambiente su Cittanova[…], Cosenza, MIT, 1970.
  • Rocco Lentini (a cura di), Un paese del sud - Cittanova 1618-1948, Istituto Arcuri, 2005.
  • Ornella Milella (a cura di), Cittanova e i Grimaldi. Storia, economia, società, architettura, Città Calabria, 2006, ISBN 88-88948-44-9..
  • Raffaele Romano Giovinazzo, Cittanova - La vita economica e sociale. La Cassa Rurale e Artigiana, 1920 - 2004, Soveria Mannelli, Rubbettino Industrie grafiche ed editoriali, 2004.
  • Vincenzo De Cristo, Prime memorie storiche di Cittanova, Potenza, 1892.
  • Vincenzo De Cristo, Cittanova nei fasti del Risorgimento italiano dal 1799 al 1870, Messina, tipografia San Giuseppe, 1913.
  • Vincenzo Longo, Saggio fonetico sul dialetto di Cittanova, Pisa, Franco Pancallo Editore, 1937, ISBN 978-88-6456-120-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]