Taxus baccata

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Tasso
Taxus baccata MHNT.jpg
Taxus baccata
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Taxaceae
Genere Taxus
Specie T. baccata
Nomenclatura binomiale
Taxus baccata
L.
Nomi comuni

Albero della morte

Il tasso (Taxus baccata L.) è un albero dell'ordine delle conifere, molto usato come siepe ornamentale o pianta isolata potata secondo i criteri dell'ars topiaria. È conosciuto anche con il nome di "albero della morte".

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Portamento[modifica | modifica sorgente]

Cupo[non chiaro] albero o arbusto di color verde scuro, largamente piramidale con rami ascendenti o patenti orizzontalmente.

Il tasso è un albero sempreverde di seconda grandezza (tra i 10 e i 20 metri d'altezza), con una crescita molto lenta, per questo motivo in natura spesso si presenta sotto forma di piccolo albero o arbusto, tuttavia in condizioni ottimali può raggiungere i 15 – 20 metri di altezza; la chioma ha forma globosa irregolare, con rami molto bassi.

Corteccia[modifica | modifica sorgente]

È di colore bruno rossastro, inizialmente è liscia ma con l'età si solleva arricciandosi e dividendosi in placche. I giovani rami sono verdi.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono lineari, leggermente arcuate, lunghe fino a 3 cm e di colore verde molto scuro nella pagina superiore, più chiare inferiormente; sono inserite sui rami con un andamento a spirale, in due file opposte. Sono molto velenose.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

È una specie per lo più dioica ma esistono segnalazioni di individui monoici. I fiori maschili sono raggruppati in amenti, quelli femminili si trasformano in arilli. L'impollinazione è anemofila.

Arilli[modifica | modifica sorgente]

Particolare degli arilli
il seme
Illustrazione di T. baccata

La pianta, essendo una Pinophyta, non produce frutti (solamente le Angiosperme ne producono).

Quelli che sembrano i frutti in realtà sono degli arilli, ovvero delle escrescenze carnose che ricoprono il seme. Inizialmente verdi, rossi a maturità, contengono un solo seme, duro e molto velenoso; la polpa invece è innocua e commestibile.

Gli uccelli favoriscono la diffusione della pianta: mangiano gli arilli e ne digeriscono la polpa, mentre i semi veri e propri riescono ad attraversare intatti il processo digestivo e, espulsi, si insediano nel terreno dando origine ad un nuovo esemplare. Il tasso è quindi una pianta zoofila (o a riproduzione ornitogama), che si serve degli animali per riprodursi: senza gli animali gli arilli cadrebbero al suolo e non crescerebbero per la mancanza di luce e la concorrenza con la pianta madre per i sali minerali del terreno. Un seme di tasso può impiegare fino a due anni dalla messa a dimora per germinare, pertanto i propagatori utilizzano principalmente le talee, che comunque richiedono alte concentrazioni di ormone radicale per sviluppare le prime radici.[1]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'areale di questa specie comprende le zone dall'Europa settentrionale al Nordafrica e al Caucaso.

Preferisce i luoghi umidi e freschi, ombrosi, con terreno calcareo. E' specie minoritaria presente nella faggeta, ma l'intenso utilizzo nel passato ne ha limitato oggi la presenza.

In Italia si trova in zone montane, non molto frequentemente. Nella foresta Umbra del Gargano, nella zona di Palena, Pescocostanzo provincia dell'Aquila, nella Vallelonga Prati D'Angro - Villavallelonga (AQ), nella Macchia delle Tassinete a Cingoli e nella Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo (AQ) e sui monti Ernici di Sora (Fr)[senza fonte], sono presenti diversi esemplari imponenti.

Il Parco dei Nebrodi ospita, all'interno del bosco della Tassita, alcuni annosi esemplari all'interno di una faggeta del versante settentrionale di Monte Pomiere. Numerosi esemplari si trovano anche nell'Area naturale protetta di interesse locale Nuclei di Taxus Baccata di Pratieghi.

In Sardegna l'area di Sos Nibberos copre una superficie di circa 7 ettari che ricade completamente all'interno della Foresta Demaniale Monte Pisanu. È stata dichiarata "monumento Naturale" con il decreto n. 24 del 29 gennaio 1994 dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sarda ai sensi della L.R. n. 31/89. Rappresenta una formazione vegetale di notevole importanza scientifica, storico-culturale e paesaggistica popolata da tassi, pressoché millenari che raggiungono anche un metro di diametro e altezze sui 15 metri.

Principi attivi[modifica | modifica sorgente]

Il principio attivo responsabile della tossicità di rami, foglie e semi, dove è presente in percentuale variabile fra lo 0,5 e il 2%, è un alcaloide, la tassina. Ha effetto narcotico e paralizzante sull'uomo e su molti animali domestici. Gli organi che ne contengono di più sono le foglie vecchie.

Molte di queste sostanze tossiche, alle dosi presenti nella pianta, possono essere usate come principi attivi di prodotti chemioterapici per la lotta ad alcune forme di cancro, in particolar modo la tassina è utilizzata in alcune forme neoplastiche a livello ovarico.[2]

Farmacognosia[modifica | modifica sorgente]

Il tasso è una tra le piante più tossiche presenti sul territorio italiano.
Diversi sono i principi attivi in esso contenuti:[senza fonte]

  • Tassina -> glucoside cardioattivo
  • Olio di tasso -> sostanza fortemente irritante
  • Altri principi attivi, tra cui: efedrina

Tutte le parti della pianta sono tossiche ad eccezione dell'arillo (parte carnosa di colore rosso che circonda il seme); il loro grado di tossicità varia a seconda della stagione, del sesso della pianta e dalla sua età. Anche processi denaturanti, quali essiccazione e disidratazione non diminuiscono il suo potere tossico.
Sintomatologia:

  1. Apparato gastroenterico:
    Il soggetto presenta forti dolori colici, con diarrea e vomito.
  2. Apparato cardiocircolatorio:
    L'animale va incontro a vasodilatazione periferica, con aumento della frequanza cardiaca e diminuzione dell'intensità del polso periferico. La vasodilatazione porta l'animale ad andare incontro a ipotermia
  3. Apparato respiratorio:
    Le alterazioni vasodinamiche che si creano portano il soggetto ad avere un ridotto afflusso ematico a livello polmonare con sintomatologia quale dispnea, atteggiamento a "fame d'aria", polipnea

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome comune deriva dal greco taxon che significa "freccia", e l'appellativo di albero della morte nasce proprio dal suo impiego nella fabbricazione di dardi velenosi e dalla sua caratteristica tossicità, oltre al fatto che veniva utilizzato nelle alberature dei cimiteri.

Propagazione e coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Cresce molto lentamente e si propaga abbastanza facilmente per talea oppure per propaggine e abbastanza difficilmente per seme. È stato molto usato come specie da ars topiaria e tuttora viene spesso impiegato per formare grandi siepi formali, oltre che come esemplare singolo. Sono state selezionate varie cultivar ornamentali, caratterizzate da portamento colonnare, fogliame di colore giallo dorato o caratterizzate da crescita ridotta.

Interessante è la sua propagazione ornitogama del seme. Alcuni uccelli si cibano dell'arillo prodotto dal Tasso e ingoiando interamente il seme contenuto nell'arillo stesso. Il seme viene successivamente defecato dall'uccello e così trasportato altrove.

Molto longevo, è difficile stabilirne l'età perché gli anelli di crescita del legno non sono sempre visibili a causa di particolari strutture (chiamate cordoni di risalita) che ne impediscono la corretta datazione, inoltre spesso il centro del tronco diventa cavo con il passare del tempo. Nel Giardino dei semplici di Firenze è presente un tasso piantato da Pier Antonio Micheli nel 1720. A Cavandone, Verbania, esiste un tasso messo a dimora agli inizi del XVII secolo, con quasi quattrocento anni di età, presso l'Eremo di Fonte Avellana un tasso ha una età che i monaci tramandano essere di oltre mille anni e ritenuto essere il più antico d'Italia.

Ne esistono esemplari di 1500 – 2000 anni di età.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Storicamente il tasso è il legno per eccellenza nella costruzione di archi, e sin dalla preistoria è attestato il suo utilizzo per la fabbricazione di quest'arma. Per esempio, l'arco della mummia del Similaun era in tasso. Ma la fama acquisita dal legno di questa pianta è dovuta soprattutto alla larghissima diffusione che ebbe durante il Medioevo nella costruzione di archi da guerra, soprattutto in Inghilterra (il famoso arco lungo era di tasso). Le caratteristiche che lo rendono così adatto alla fabbricazione di archi sono l'enorme resistenza, sia alla compressione che alla trazione, e l'incredibile elasticità. Ora viene utilizzato come porta trofei per la caccia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rivista "Agricoltura", novembre 2006, pag.102,103
  2. ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.73

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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