Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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Ministero per i Beni e le Attività Culturali
della Repubblica italiana
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Ministro Lorenzo Ornaghi
Sottosegretari Roberto Cecchi
Istituito nel: 1974
Istituito da: Governo Moro IV
Sede Collegio Romano
Indirizzo via del Collegio Romano, 27 Roma
Sito web www.beniculturali.it

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche MiBAC, è il dicastero del Governo Italiano preposto alla tutela della cultura, dello spettacolo, alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale, del paesaggio e del turismo.

Il ministero ha la sua sede amministrativa in Via del Collegio Romano, n. 27, in Roma. L'attuale ministro in carica è Lorenzo Ornaghi.

Indice

[modifica] Cenni storici

L'attuale dicastero nacque con la denominazione di Ministero per i beni culturali e ambientali, e venne istituito nel 1974 dal governo Moro IV[1]. Il primo ministro dei beni culturali e ambientali fu Giovanni Spadolini (si rimanda all'Elenco dei ministri per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per la citazione degli altri ministri incaricati dall'istituzione ad oggi).

Il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali, a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del ministero della Pubblica Istruzione, quali le antichità e le belle arti, le accademie e le biblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del ministero degli Interni, come gli archivi di Stato, e della Presidenza del Consiglio dei ministri, come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.

Nel 1998[2] venne poi istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, che raccolse tutte le precedenti competenze e funzioni, alle quali vennero aggiunte: la promozione dello sport e della impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni. L'anno successivo la riforma Bassanini[3] confermò il dicastero riorganizzandone la struttura, e anticipandone l'entrata in vigore dal 2001, rispetto alla generalità degli altri ministeri. Nel 2006, col governo Prodi II le competenze dello sport vennero assegnate al nuovo Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero venne affidata anche la promozione del turismo[4].

[modifica] Organizzazione

La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a livello centrale, nonché di uffici periferici.

[modifica] Premessa

La struttura organizzativa ed amministrativa sono state riorganizzate con DPR n. 91 del 2 luglio 2009. La discussione sulle proposte di modifica è stata particolarmente accesa, ed infatti in pochi anni ne sono state approvate ben tre: l'ultima è appunto quella attuale del mese di luglio 2009, ma si pensi che verso la fine del 2006 i dipartimenti erano stati soppressi, dopo la loro recente istituzione del 2002, riorganizzando il dicastero in direzioni generali. Nel 2007 intervenne la riorganizzazione che istituì 9 direzioni generali (DG)[5]. Quella attuale, voluta dal ministro Sandro Bondi (PdL) riduce le DG da nove ad otto[6], accorpando taluni uffici e competenze, come la DG per l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali e la DG per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure, che vengono accorpate nella DG per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio ed il personale, cui viene scorporata la parte afferente la promozione e la valorizzazione dei beni culturali erigengonola in DG per la valorizzazione del patrimonio culturale, o la DG per le antichità, che accorpa la DG per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici e la DG per i beni archeologici. In altri casi si tratta di modifiche meramente formali, come la DG per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d'autore, che ora viene denominata DG per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore, o la DG per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee ora denominata DG per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee.

[modifica] Strutture centrali

Sono uffici di diretta collaborazione i seguenti:

  • l'ufficio di gabinetto;
  • la segreteria del ministro;
  • l'ufficio stampa;
  • l'ufficio legislativo;
  • l' Organismo Indipendente di Valutazione della performance - OIV

Le strutture proprie del ministero sono:

  • il Segretariato generale, che cura le funzioni proprie del dicastero. È organizzato in quattro servizi:
    • Servizio I (affari generali, tematiche trasversali, coordinamento);
    • Servizio II (osservatorio per le attività internazionali);
    • Servizio III (ufficio studi);
    • Servizio IV (servizio ispettivo).

[modifica] Gli istituti centrali e speciali

Afferiscono inoltre al segretariato generale i seguenti istituti centrali:

Vi è poi un istituto dotato di autonomia speciale, sempre afferente al segretariato generale:

[modifica] Le Direzioni Generali

Dal luglio del 2009 questo è l'attuale assetto del dicastero suddiviso in 8 Direzioni Generali:

  • Direzione Generale per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio ed il personale;
  • Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee;
  • Direzione Generale per le antichità;
  • Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale;
  • Direzione generale per gli archivi;
  • Direzione Generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore;
  • DG per il cinema;
  • Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo.

[modifica] Strutture consultive

Opera presso il ministero il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, quale organo consultivo a carattere tecnico-scientifico in materia di beni culturali e paesaggistici, nonché sette comitati tecnico-scientifici:

  • comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;
  • comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e paesaggistici;
  • comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
  • comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
  • comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti culturali;
  • comitato tecnico-scientifico per la qualità architettonica e urbana e per l'arte contemporanea;
  • comitato tecnico-scientifico per l'economia della cultura.

[modifica] Organi periferici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Soprintendenze, Biblioteche pubbliche statali e Archivio di Stato (Italia).

L'organizzazione periferica del ministero è alquanto variegata: 17 direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici (DRBCP), con competenza pressoché su tutte le regioni italiane, coordinano le soprintendenze suddivise nelle quattro seguenti tipologie:

Le soprintendenze hanno una specifica competenza territoriale che alcune volte coincide con la regione, altre con una o più province.

Le direzioni regionali coordinano anche:

Da notare che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali non ha competenza nelle regioni Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Sicilia, in quanto gli statuti regionali affidano la materia in maniera esclusiva alle predette.

[modifica] Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Presso il ministero opera il comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, quale struttura dei carabinieri specializzata, a dirette dipendenze funzionali del ministro. Gerarchicamente la struttura dipende dal comando generale dei carabinieri.

[modifica] Istituti centrali e istituti con finalità particolari

Vi sono poi una serie di istituti con funzioni speciali sotto il diretto controllo del MiBAC. Oltre ai quattro istituti centrali afferenti al segretariato generale (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Opificio delle pietre dure, Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario eIstituto superiore per la conservazione ed il restauro) essi sono:

[modifica] Enti vigilati

Il ministro vigila anche sui seguenti enti:

[modifica] Elenco dei ministri dei beni culturali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco dei ministri per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana.

[modifica] Note

  1. ^ Decreto legge n. 657, 14 dicembre 1974, convertito, con modificazioni, dalla legge n.5 del 29 gennaio 1975.
  2. ^ Decreto legislativo n. 368 del 20 ottobre 1998 .
  3. ^ Decreto legislativo n. 300 del 1999.
  4. ^ Decreto legge n.181 del 18 maggio 2006.
  5. ^ Cfr. DPR n. 233 del 2007.
  6. ^ DPR n. 91 del 2 luglio 2009.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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