Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

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Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
MiBAC.jpg
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla MiBACT
Istituito 1974
da Governo Moro IV
Ministro Dario Franceschini
Sottosegretario Francesca Barracciu, Ilaria Borletti Buitoni,
Sede Collegio Romano
Indirizzo via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma
Sito web www.beniculturali.it

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, noto anche con l'acronimo MiBACT, è il dicastero del Governo Italiano preposto alla tutela della cultura, dello spettacolo, e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale e del paesaggio e alle politiche inerenti al turismo.

L'attuale ministro della Cultura è Dario Franceschini.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale dicastero nacque dallo scorporo dal Ministero della pubblica istruzione con la denominazione di Ministero per i beni culturali e ambientali, e venne istituito nel 1974 dal governo Moro IV[1]. Il primo ministro dei beni culturali e ambientali fu Giovanni Spadolini (si rimanda all'Elenco dei ministri per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per la citazione degli altri ministri incaricati dall'istituzione ad oggi).

Il nuovo ministero, programmaticamente definito "per" i beni culturali, a rimarcare la volontà di creare un organo prevalentemente tecnico, raccolse, in buona parte, le competenze e le funzioni in materia che erano prima del Ministero della Pubblica Istruzione, quali le antichità e le belle arti, le accademie e le biblioteche. A queste competenze e funzioni se ne aggiunsero alcune del Ministero dell'Interno, come gli archivi di Stato, e della Presidenza del Consiglio dei ministri, come la discoteca di Stato, l'editoria libraria e diffusione della cultura.

Nel 1998[2] venne poi istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, che raccolse tutte le precedenti competenze e funzioni, alle quali vennero aggiunte: la promozione dello sport e della impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni. L'anno successivo la riforma Bassanini[3] confermò il dicastero riorganizzandone la struttura, e anticipandone l'entrata in vigore dal 2001, rispetto alla generalità degli altri ministeri.

Nel 2006, col governo Prodi II le competenze dello sport vennero assegnate al nuovo Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Anche la promozione del turismo, precedentemente affidata al Ministero dello Sviluppo Economico, venne affidata alla Presidenza, presso il nuovo Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, tuttavia la responsabilità di questa struttura venne affidata al ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli, che era anche vicepremier. Col governo Monti il dipartimento venne unificato a quello per gli affari regionali e all'ufficio per lo sport creando il Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport.

Nel 2013 il governo Letta affida al Ministro Massimo Bray le competenze del turismo al Ministero, che assume dunque l'attuale denominazione di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.[4]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura organizzativa del dicastero è piuttosto complessa, ed è stata oggetto di ripetute modifiche. La struttura ministeriale dispone di uffici di diretta collaborazione del ministro e uffici propri del dicastero, a livello centrale, nonché di uffici periferici. Nel 2014 è prevista un'ulteriore riorganizzazione del Ministero, in seguito al conferimento delle nuove competenze riguardanti il turismo.

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

La struttura organizzativa ed amministrativa sono state riorganizzate con DPR n. 91 del 2 luglio 2009. La discussione sulle proposte di modifica è stata particolarmente accesa, ed infatti in pochi anni ne sono state approvate ben tre: l'ultima è appunto quella attuale del mese di luglio 2009, ma si pensi che verso la fine del 2006 i dipartimenti erano stati soppressi, dopo la loro recente istituzione del 2002, riorganizzando il dicastero in direzioni generali. Nel 2007 intervenne la riorganizzazione che istituì 9 direzioni generali (DG)[5]. Quella attuale, voluta dal ministro Sandro Bondi (PdL) riduce le DG da nove ad otto[6], accorpando taluni uffici e competenze, come la DG per l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali e la DG per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure, che vengono accorpate nella DG per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio ed il personale, cui viene scorporata la parte afferente la promozione e la valorizzazione dei beni culturali erigengonola in DG per la valorizzazione del patrimonio culturale, o la DG per le antichità, che accorpa la DG per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici e la DG per i beni archeologici. In altri casi si tratta di modifiche meramente formali, come la DG per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d'autore, che ora viene denominata DG per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore, o la DG per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee ora denominata DG per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee.

Strutture centrali[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Collegio Romano - sede amministrativa del Ministero
Complesso Monumentale di San Michele a Ripa - sede della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC), dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e di altri uffici del Ministero

Sono uffici di diretta collaborazione i seguenti:

  • l'ufficio di gabinetto;
  • la segreteria del ministro;
  • l'ufficio stampa;
  • l'ufficio legislativo;
  • l' Organismo Indipendente di Valutazione della performance - OIV.

Le strutture proprie del Ministero sono:

  • il Segretariato generale, che cura le funzioni proprie del dicastero. È organizzato in quattro servizi:
    • Servizio I (affari generali, tematiche trasversali, coordinamento);
    • Servizio II (osservatorio per le attività internazionali);
    • Servizio III (ufficio studi);
    • Servizio IV (servizio ispettivo).

Gli istituti centrali e speciali[modifica | modifica wikitesto]

Afferiscono inoltre al segretariato generale i seguenti istituti centrali:

Vi è poi un istituto dotato di autonomia speciale, sempre afferente al segretariato generale:

Le Direzioni Generali[modifica | modifica wikitesto]

Dal luglio del 2009 questo è l'attuale assetto del dicastero suddiviso in 8 Direzioni Generali:

Strutture consultive[modifica | modifica wikitesto]

Opera presso il Ministero il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, quale organo consultivo a carattere tecnico-scientifico in materia di beni culturali e paesaggistici, nonché sette comitati tecnico-scientifici:

  • comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;
  • comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e paesaggistici;
  • comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
  • comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
  • comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti culturali;
  • comitato tecnico-scientifico per la qualità architettonica e urbana e per l'arte contemporanea;
  • comitato tecnico-scientifico per l'economia della cultura.

I comitati durano in carica tre anni e possono riunirsi in seduta congiunta a richiesta del Ministro o del Segretario generale per l’esame di questioni a carattere interdisciplinare.

Organi periferici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Soprintendenze, Biblioteche pubbliche statali e Archivio di Stato (Italia).

L'organizzazione periferica del Ministero è alquanto variegata: 17 direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici (DRBCP), con competenza pressoché su tutte le regioni italiane, coordinano le soprintendenze suddivise nelle quattro seguenti tipologie:

  • le Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici;
  • le Soprintendenze per i beni storici, artistici ed etnoantropologici;
  • le Soprintendenze per i beni archeologici;
  • le Soprintendenze archivistiche.

Le soprintendenze hanno una specifica competenza territoriale che alcune volte coincide con la regione, altre con una o più province.

Le direzioni regionali coordinano anche:

Da notare che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali non ha competenza nelle regioni Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Sicilia, in quanto gli statuti regionali affidano la materia in maniera esclusiva alle predette.

Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Presso il Ministero opera il comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, quale struttura dei carabinieri specializzata, a diretta dipendenza funzionale del ministro. Gerarchicamente la struttura dipende dal Comando generale dell'Arma dei Carabinieri.

Istituti centrali e istituti con finalità particolari[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono poi una serie di istituti con funzioni speciali sotto il diretto controllo del MiBAC. Oltre ai quattro istituti centrali afferenti al segretariato generale (Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Opificio delle pietre dure, Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e Istituto superiore per la conservazione ed il restauro) essi sono:

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro vigila anche sui seguenti enti:

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Il ministero esercita i diritti dell'azionista per le seguenti società, le cui azioni sono detenute dal Ministero dell'Economia e delle Finanze:

  • Ales SpA[7], istituita nel 1999, è la società che fornisce "servizi qualificati finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali". Ales è una società in house al MIBACT e nel 2012 ha gestito 27 progetti impiegando 545 persone[8].
  • Arcus SpA[9], istituita nel 2004, è la "società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo". Arcus è una società in house al MIBACT e ad altri ministeri e nel 2010 aveva in gestione progetti per 105 milioni di euro[10].
  • Cinecittà Luce SpA[11], erede dell'Istituto Luce, è la società[12] che conserva il ricco patrimonio multimediale italiano della prima metà del 1900, produce contenuti multimediali ed è proprietaria degli studios di Cinecittà.

Elenco dei ministri dei beni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei ministri per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto legge n. 657, 14 dicembre 1974, convertito, con modificazioni, dalla legge n.5 del 29 gennaio 1975.
  2. ^ Decreto legislativo n. 368 del 20 ottobre 1998.
  3. ^ Decreto legislativo n. 300 del 1999.
  4. ^ Legge 24 giugno 2013 n.71 sul sito della Gazzetta Ufficiale http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-25&atto.codiceRedazionale=13G00117&elenco30giorni=false
  5. ^ DPR n. 233 del 2007.
  6. ^ DPR n. 91 del 2 luglio 2009.
  7. ^ http://www.ales-spa.com/index.php
  8. ^ http://www.ales-spa.com/includes/php/file/view.php?codice=343
  9. ^ http://www.arcusonline.org/
  10. ^ http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_controllo_enti/2012/delibera_92_2012.pdf
  11. ^ http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1391082290204_CINECITTA_SPA.pdf
  12. ^ http://www.cinecitta.com/IT/it-it/cms/1/home.aspx

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]