Niccolò Ammaniti

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Niccolò Ammaniti (Roma, 25 settembre 1966) è uno scrittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nato a Roma il 25 settembre 1966, Ammaniti si iscrisse alla facoltà di Scienze Biologiche non completando tuttavia gli studi[1].

La leggenda vuole che quella che sarebbe dovuta essere la sua tesi di laurea, intitolata Rilascio di Acetilcolinesterasi in neuroblastoma, divenne il suo primo romanzo, intitolato branchie![2] e pubblicato dalla casa editrice Ediesse nel 1994, per essere poi acquisito dall'Einaudi nel 1997. Il libro racconta la storia paradossale di un ragazzo romano malato di tumore che si trova catapultato suo malgrado in India, dove è costretto a vivere una serie di sgradevoli e stravaganti avventure. Nel 1999, dal libro è stato tratto il film con Gianluca Grignani e Valentina Cervi Branchie, diretto da Francesco Ranieri Martinotti e sceneggiato insieme a Fulvio Ottaviano; nonostante l'ingente budget, la pellicola si è rivelata un insuccesso[3].

Nel 1995 Ammaniti ha pubblicato, insieme al padre Massimo, famoso medico psichiatra, il saggio Nel nome del figlio, edito da Mondadori[4].

Ha partecipato nel 1996 all'antologia Gioventù Cannibale, curata da Daniele Brolli e pubblicata da Einaudi, con un racconto scritto a quattro mani con Luisa Brancaccio. Sempre nel 1996 ha pubblicato per Mondadori Fango, raccolta di racconti che contiene, tra gli altri, i testi Vivere e morire al Prenestino e L'ultimo capodanno dell'umanità; da quest'ultimo è stato tratto nel 1998 il film di Marco Risi L'ultimo capodanno, alla sceneggiatura del quale collaborò lo stesso Ammaniti.

Nel 1999 è uscito il romanzo Ti prendo e ti porto via, sempre per Mondadori.

La notorietà a livello nazionale giunge per Ammaniti nel 2001, quando pubblica il romanzo Io non ho paura[5], trasposto due anni dopo nell'omonimo film di Gabriele Salvatores.

Nel 2004 ha scritto il soggetto per il film Il siero della vanità, diretto da Alex Infascelli.

Nel 2006 è stato pubblicato il romanzo Come Dio comanda, edito da Mondadori, accolto con favore dal pubblico, ma con alterni giudizi dalla critica[6][7][8], nonostante nel 2007 il romanzo si aggiudichi il premio Strega; il libro è stato inoltre adattato per il grande schermo, nuovamente da Salvatores, nel film Come dio comanda (2008).

Ha da poco consegnato all'Einaudi la sua ultima fatica, dal titolo provvisorio di R. S. V. P.. Il romanzo dovrebbe uscire in autunno.

[modifica] Stile

Il percorso letterario di Niccolò Ammaniti si può dividere in due fasi: la prima, quella degli esordi, in cui lo stile, ancora ibrido, risente molto probabilmente della giovane età dell’autore. Ne fanno parte branchie!, Fango e Seratina (il racconto d’apertura di Gioventù cannibale, scritto a quattro mani con Luisa Brancaccio). Ammaniti gioca con la scrittura, sperimenta nuovi codici: frasi corte, scene violente, personaggi dalla psicologia impenetrabile e complessa, situazioni grottesche che sfiorano il limite del verosmile. Ai modelli letterari, che comunque rimangono prevalentemente americani (Stephen King e Joe Lansdale), vengono preferiti i nuovi media: televisione, fumetti, videogames.

A far però da padrone incontrastato nella scena culturale italiana degli anni Novanta è senza dubbio il cinema. Nasce un nuovo filone denominato pulp – dal celeberrimo film di Quentin Tarantino: Pulp fiction - volto a indicare pellicole in cui predominano scene forti dai contenuti altamente crudi e cinici. Lo stesso Ammaniti dichiara di nutrirsi di cultura bassa e pop (horror, splatterpunk, pornografia). I suoi racconti, strutturati con periodi brevi e caratterizzati da un ritmo rapido e incalzante, sembrano infatti dei canovacci cinematografici, delle vere e proprie sceneggiature.

La seconda fase, che inizia nei primi anni del nuovo millennio, presenta invece una prosa più funzionale alla storia, la trama si fa più lineare e la scrittura più raffinata e fluida. Ammaniti, ormai lontano da suggestioni più propriamente pulp, descrive atmosfere che perdono pagina dopo pagina, la sensazione di sogno grottesco, avvicinandosi sempre più al reale e a situazioni autentiche. Vi rientrano i romanzi Io non ho paura e Come Dio comanda, tra le cui pagine sembra di intravedere l’influenza di Mark Twain e di Charles Dickens, appartenenti entrambi ad un filone letterario in cui protagonisti sono quasi sempre i bambini ritratti con uno stile che alterna vicendevolmente realismo e moralismo da fiaba.

Tra queste due fasi si inserisce Ti prendo e ti porto via, una storia di formazione, dove a formarsi è prima di tutto lo stesso autore; sempre meno affascinato dal filone del grand guignol. Un romanzo dove viene dato maggiore spazio ai sentimenti, dove all'erotismo si preferiscono gli affetti profondi, allo sconforto per una vita predestinata, la speranza di un possibile riscatto.

[modifica] Romanzi

[modifica] Trasposizioni cinematografiche

[modifica] Note

  1. ^ http://www.strega.it/ammaniti.html
  2. ^ http://www.strega.it/ammaniti.html
  3. ^ Flop italiani su CorrieredellaSera.it
  4. ^ http://www.niccoloammaniti.it/page/bio.php
  5. ^ http://www.niccoloammaniti.it/page/bio.php
  6. ^ http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&ID_articolo=489&ID_sezione=80&sezione=Il%20libro
  7. ^ http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=129494&START=1&2col=
  8. ^ http://xl.repubblica.it/recensionidettaglio/31923

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