Ugo Attardi

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Ugo Attardi (Sori, 12 marzo 1923Roma, 20 luglio 2006) è stato un pittore, scultore e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce in provincia di Genova. Il padre, sindacalista e componente attivo nella 'Federazione dei Marittimi', originario di Santo Stefano Quisquina, piccolo borgo in provincia di Agrigento, è costretto dal regime fascista a lasciare la Liguria per tornare in Sicilia. Trasferitosi insieme alla famiglia a Palermo, incuriosito dalla pittura e dalle sue tecniche, fin da piccolo (nel tempo libero aiutava lo zio paterno, vecchio pittore di ritratti e paesaggi) inizia a frequentare l'Accademia di Belle Arti e successivamente la facoltà di Architettura. Nel 1945 si trasferisce a Roma, ospitato da Pietro Consagra, a sua volta ospite di Renato Guttuso.

Il clima ricco di iniziative culturali e civili del dopoguerra gli consente di riprendere con slancio la propria ricerca. Con alcuni giovani artisti, nel 1948, costituisce il movimento Forma Uno, di orientamento astratto, maturando tuttavia visioni divergenti rispetto al resto del gruppo. I suoi compagni erano Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Concetto Maugeri, Achille Perilli e Giulio Turcato.

Nel 1948 partecipa alla Rassegna nazionale di arti figurative (V Quadriennale Nazionale d'Arte) di Roma.

Nei primi anni cinquanta orienta la sua arte verso l'espressionismo, ispirandosi tra gli altri a Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l'impegno politico all'interno del Partito Comunista Italiano. L'esigenza di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà lo porta ad allontanarsi dall'astrattismo, per studiare una propria forma di espressionismo. Nel 1952 e nel 1954 è invitato alla XXVI ed alla XXVII Biennale di Venezia. Nel 1956, pur nel pieno della crisi dei realismi, espone con successo in una galleria di Trastevere. Nel 1958 partecipa alla fondazione e inizia la collaborazione col giornale di cultura e politica "Città Aperta", insieme a Tommaso Chiaretti, Elio Petri, Renzo Vespignani, Mario Socrate. Nei primi anni sessanta partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1961 fonda il gruppo Il Pro e il Contro, capeggiando a tutte le manifestazioni fino all'ultimo anno, quello dello scioglimento.

Un viaggio in Spagna lo indirizza verso la riscoperta dei classici e all'approfondimento degli studi storici. Si spegne al Policlinico Gemelli di Roma a 83 anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni sessanta lavora alla stesura del romanzo L'erede selvaggio, pubblicato nel 1970 che gli frutterà, nel 1971, il Premio Viareggio nella sezione narrativa[1]. Nel 1967 avvia una notevole attività di scultore: dopo il bassorilievo Addio Che Guevara del 1968, lavora ad alcuni gruppi di legno tra cui L'arrivo di Pizarro del 1968-71 e a bronzi molto enigmatici e sensuali tra i quali La Maga del 1974.

Attardi ha realizzato anche importanti opere pubbliche, tra le quali il gruppo Il vascello della Rivoluzione, omaggio del Governo italiano allo Stato francese in occasione del bicentenario della presa della Bastiglia, esposto temporaneamente a Parigi e installato definitivamente all'EUR (Roma) nei pressi del Palazzo dello Sport, I sogni del re normanno all'interno del nuovo aeroporto internazionale di Palermo, En las Americas in Avenida 9 de Julio a Buenos Aires, l' Ulisse a Battery Park a New York, il Cristo acquisito nella collezione dei Musei Vaticani, e l' Enea, donato al popolo di Malta e collocato all'entrata del porto della Valletta.

Nel 1983 il Centre Georges Pompidou di Parigi gli dedica una manifestazione e un balletto ispirato alle sue opere. Nel 1986 espone alla XI Quadriennale di Roma un legno policromo del 1984 La Cantante. Busto commemorativo di Teresa Gullace (martire della resistenza) realizzato nel 1989 ed esposto nell'atrio dell'omonimo Liceo Scientifico di Roma.

Mostre collettive[modifica | modifica sorgente]

Mostre personali[modifica | modifica sorgente]

  • 1976: Palazzo dei Diamanti (Ferrara)
  • 1981: Rotonda della Besana (Milano)
  • 1983: Galleria Faris (Parigi)
  • 1983: Centre Georges Pompidou (Parigi)
  • 1985: Palazzo Barberini (Roma)
  • 1991: Galleria Spazio 3 (Roma)
  • 1991: Palazzo della Penna (Perugia)
  • 1994: Reale Albergo dei Poveri (Palermo)
  • 1995: J.F.K. Airport (New York)
  • 1995: Galleria Spazio Italia (New York)
  • 1996: Centro Direzionale Alitalia (Roma)
  • 2000: Centro J. L. Borges (Buenos Aires)
  • 2000: Galleria Pavillion (Cordoba)
  • 2001: Galleria Senato (Milano)
  • 2003: Palazzo dei Normanni (Palermo)
  • 2007: Loggiato San Bartolomeo (Palermo)
  • 2008: Ulisse Gallery contemporary Art (Roma)

Tecniche[modifica | modifica sorgente]

Tradizionali nella pittura e nella grafica, in scultura legno e bronzo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 22 febbraio 2006[2]

Opere nei musei[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A.A.V.V., "Attardi, Ugo", in L'enciclopedia di La Repubblica, Utet, Torino, La Repubblica Roma 2003, vol. 2 pag. 365.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Albo d'oro del Premio Viareggio-Rèpaci.
  2. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=173839

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