Centro Georges Pompidou

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Coordinate: 48°51′38.35″N 2°21′08.68″E / 48.860653°N 2.352411°E48.860653; 2.352411

Centre national d'art et de culture Georges-Pompidou
Il Centre Pompidou nel contesto de Le Marais
Il Centre Pompidou nel contesto de Le Marais
Tipo Arte moderna
Scultura
Dipinti
Arti grafiche
Fotografia
Nuovi media
Cinema
Architettura
Design
Data fondazione 31 gennaio 1977
Indirizzo Place Georges Pompidou
IV arrondissement di Parigi, Francia
Visitatori 5 367 514 MNAM e Bpi (2012)
Sito http://www.centrepompidou.fr

Il Centro nazionale d'arte e di cultura Georges Pompidou si trova a Parigi, in Rue Beaubourg 19: è conosciuto, in francese, anche come Beaubourg. L'edificio è opera dello studio Piano & Rogers.

Il Centro nacque dalla volontà di Georges Pompidou, presidente della repubblica francese dal 1969 al 1974, che volle creare nel cuore di Parigi un'istituzione culturale interamente dedicata all'arte moderna e contemporanea a cui si affiancassero anche libri, design, musica, cinema. Per questo il Centro comprende una grande biblioteca pubblica, la Bibliothèque publique d'information, il Musée national d'art moderne, e IRCAM, un centro, quest'ultimo, dedicato alla musica e alle ricerche acustiche. Collocato all'interno dell'edificio è anche il Centro del design industriale. La struttura è aperta al pubblico dal 31 gennaio 1977.

Attualmente custodisce una collezione di circa 70 mila opere, in cui accanto alle arti visive trovano posto il design, l'architettura, la fotografia e le opere multimediali. Queste opere vengono proposte attraverso forme espositive costantemente rinnovate e vengono spesso accompagnate da cicli di conferenze, incontri, dibattiti, concerti e spettacoli.

Ogni anno il Centro organizza una trentina di esposizioni monografiche o tematiche, raccogliendo in mostre temporanee anche materiale proveniente da altre collezioni.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il pensiero di George Pompidou, l'ubicazione nel centro di Parigi di un nuovo tipo di istituzione culturale, dedicato a tutte le forme di creazione contemporanea, era motivato da una serie di esigenze:

  • il desiderio di frenare il declino di Parigi sulla scena artistica e di mantenere il suo status di importante scenario per l'arte contemporanea a livello mondiale, sempre più contesogli da New York;
  • allo stesso modo, la volontà di aprire la creatività francese verso il mondo e favorire l'espressione di nuove forme d'arte attraverso l'interdisciplinarità;
  • la convinzione che l'arte contemporanea potesse tornare a un più ampio pubblico, a condizione che il governo svolgesse appieno il suo ruolo di mediatore;
  • il desiderio di creare a Parigi un grande monumento che rappresentasse l'architettura della seconda metà del XX secolo, che nella capitale era stata fino a quel momento irrilevante o poco evidente.

Queste aspirazioni, in particolare, generarono accesi dibattiti, riguardanti l'opposizione tra la cultura di massa e la cultura d'élite, le questioni del decentramento culturale e il rapporto tra potere e creatività.

Le origini del progetto[modifica | modifica sorgente]

Alle origini del Centro convergono due distinti progetti, concepiti e sviluppati parallelamente nel corso degli anni sessanta:

  • André Malraux aveva previsto di costruire un Museo del XX secolo, la cui progettazione ha affidato all'architetto Le Corbusier: questo progetto mirava a risollevare dallo stato di abbandono il Musée National d'Art Moderne, che si trovava presso il Palais de Tokyo. Questo museo, che poteva contare su pochissime risorse, ospitava i più importanti artisti del XX secolo, ma aveva un pubblico molto limitato (165 000 visitatori solo nel 1971). Si era prevista, pertanto, la costruzione di un nuovo Museo di Arte Moderna per il quale vennero stanziati 8 milioni di franchi per l'acquisto del terreno e per gli studi preparatori.
  • Il progetto di una grande biblioteca pubblica, nel centro di Parigi, destinata ad alleggerire la Bibliothèque nationale de France, prese consistenza con la decisione di trasferire i Mercati Generali a Rungis. Sotto la guida di Georges Pompidou, non ancora presidente, la nuova biblioteca venne progettata al quinto piano del Centro. Essa avrebbe fornito 1.300 posti, 1.000.000 volumi e 2.000 periodici, in 11.000 metri quadrati. Il programma fu approvato dal ministro della Pubblica istruzione, Alain Peyrefitte, l'11 dicembre 1967.

Gli sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969, Georges Pompidou, divenuto Presidente della Repubblica, decise di costruire un nuovo Museo di Arte Moderna e scelse la piazza di Beaubourg come il solo luogo disponibile. Dato che questa sede avrebbe potuto ospitare anche la grande biblioteca pubblica, fu deciso, nel febbraio 1970, di fondere i due progetti all'interno di un unico centro culturale. Nell'idea del presidente Pompidou, la biblioteca avrebbe avuto lo scopo di attirare i visitatori alla scoperta delle altre attività proposte. "Mi piacerebbe - ha spiegato - che Parigi avesse un centro culturale come già hanno cercato di proporre gli Stati Uniti con un successo finora discontinuo, che sia museo e centro di creazione, dove le arti visive si accompagnino alla musica, al cinema, ai libri, alla ricerca audio-visiva e così via. Il museo non può essere che di arte moderna, dal momento che abbiamo il Louvre. La biblioteca attirerà migliaia di lettori che a loro volta saranno messi in contatto con le arti."[1]

La realizzazione[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1971, una giuria internazionale di architettura, presieduta da Jean Prouvé, scelse, tra 681 progetti presentati, quelli degli architetti Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers. Nel gennaio 1972, Robert Bordaz fu nominato presidente della pubblica istituzione del Centro Beaubourg e responsabile della costruzione del Centro.

Lo status definitivo della nuova istituzione fu istituito con la legge del 3 gennaio 1975: nel frattempo, il Primo Ministro, Jacques Chirac, aveva dovuto lottare duramente contro il nuovo Presidente della Repubblica, Valery Giscard d'Estaing, che voleva fermare il progetto.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

Il Centro Pompidou è stato progettato da Gianfranco Franchini, Renzo Piano, Richard Rogers e Sue Rogers, assieme all'ingegnere britannico Edmund Happold e all'ingegnere strutturista irlandese Peter Rice. Il progetto di questo gruppo di semi-sconosciuti (al tempo) risultò vincente alla gara indetta per realizzare il museo, competizione il cui risultato fu annunciato nel 1971.

Il New York Times, in occasione della vittoria da parte di Rogers del Premio Pritzker nel 2007, scrisse che il design del centro "ha rovesciato l'architettura mondiale". Sin dalla sua costruzione, l'edificio audacemente colorato e dalla struttura evidente è divenuto uno dei simboli dell'architettura del XX secolo.

I diversi colori delle tubature esterne del prospetto del Centre Pompidou sono differenziati in base al loro utilizzo: quelle gialle per l'elettricità, le rosse per gli ascensori e le scale mobili, verde per l'acqua, blu per l'aria.

Bibliothèque publique d'information[modifica | modifica sorgente]

La Bibliothèque publique d’information, conosciuta anche semplicemente come Bpi e fisicamente collocata nel Centro Georges-Pompidou, è la principale biblioteca pubblica parigina, potendo accogliere fino a 2200 visitatori. Si accede alla biblioteca attraverso l'entrata al 19 di rue Beaubourg. Su un totale di otto piani e 45000 del Centro Pompidou, la Bpi occupa un terzo del primo piano e l'intera superficie del secondo e terzo piano, ovvero circa 17 000 M², di cui 10 400 M² dedicate alle sale di lettura. Offre alla consultazione del pubblico circa 400 000 documenti, di cui:

  • 350.000 libri
  • 2.500 riviste, giornali e periodici
  • 7000 mappe
  • Rassegna stampa digitalizzati dai bibliotecari su temi culturali e sociali
  • 2000 spartiti
  • 13.000 CD
  • 2000 documenti audio
  • 1600 documentari
  • Film d'animazione
  • 1.300 materiali didattici per 208 lingue
  • 11 canali televisivi,
  • 2000 documenti elettronici
  • 9000 fotografie della collezione Windenberger

La vocazione principale è quella di una biblioteca d'informazione e la composizione dell'offerta documentale è orientata allo studio generale non specializzato. Le collezioni interessano tutte le discipline e comprendono tanto la produzione straniera quanto la produzione francese.

La Bpi ha alcune caratteristiche che la distinguono dalla maggioranza delle altre biblioteche pubbliche:

  • è un ente pubblico autonomo ed è indipendente dal circuito delle biblioteche municipali di Parigi
  • è aperta tutto l'anno, chiusa solo il martedì e in poche altre occasioni
  • non consente il prestito a domicilio, i documenti sono consultabili esclusivamente sul posto
  • la Bpi non è dotata di magazzino, tutte le collezioni sono ad accesso libero
  • offre un servizio di auto-formazione che propone ai visitatori di apprendere da soli una lingua a scelta

Musée National d'Art Moderne[modifica | modifica sorgente]

L'esposizione "Manège", di Claude Closky.

Il Musée National d'Art Moderne (Museo nazionale d'arte moderna) è un museo d'arte moderna, situato al quarto e quinto piano del Centre Pompidou, allestito negli anni 1980 dall'architetto e designer italiana Gae Aulenti.

Il museo espone opere di: Georges Braque, Marc Chagall, Henri Matisse, Pablo Picasso, Maurice Utrillo, Vasily Kandinsky, Joan Miró e altri artisti.

La fontana Stravinsky[modifica | modifica sorgente]

La vicina fontana Stravinsky (chiamata anche Fontaine des automates), mette in mostra opere di Jean Tinguely e Niki de Saint-Phalle.

Le opere maggiori[modifica | modifica sorgente]

Particolare del museo dentro le scale mobili.

Marc Chagall[modifica | modifica sorgente]

Henri Matisse[modifica | modifica sorgente]

Pablo Picasso[modifica | modifica sorgente]

Vasilij Kandinskij[modifica | modifica sorgente]

Principali mostre temporanee[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Le Monde, 17 ottobre 1972

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]