Museo del Louvre

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Louvre)

Coordinate: 48°51′41″N 2°20′06″E / 48.861389°N 2.335°E48.861389; 2.335

Museo del Louvre
Louvre at night centered.jpg
Tipo Arte
Indirizzo 99, rue de Rivoli, 75001 Parigi, Francia Francia
Direttore Jean-Luc Martinez
Visitatori 8 888 000[1] (2011)
Sito www.louvre.fr

Il Museo del Louvre (in francese Musée du Louvre, [myze dy luvʁ]) a Parigi, in Francia, è uno dei più celebri musei del mondo e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l'anno.[2]

Si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli.[3]

Il museo ha preso il nome dal palazzo che lo ospita. Originariamente una fortezza, costruita alla fine del XII secolo durante il regno del re capetingio Filippo II,[4] nei rifacimenti successivi fu sede reale e governativa.

La conformazione attuale origina dal XIV secolo, con i lavori di Carlo V.[5] Fu la sede effettiva della monarchia francese fino al 1682, quando Luigi XIV si trasferì nella Reggia di Versailles. Rimase comunque la sua sede formale fino al termine dell'Ancien Régime nel 1789. Fu il governo rivoluzionario a dare piena attuazione a progetti già avviati di trasformazione in museo, inaugurandolo come tale nel 1793, anche se il palazzo continuò ad ospitare enti governativi

Il ruolo centrale della Francia nella storia dell'ottocento contribuì grandemente all'accrescimento delle sue collezioni, che comprendono alcune delle più famose opere d'arte del mondo e manufatti di grande valore storico, come la stele degli avvoltoi e quella di Hammurabi.

Vi sono esposte la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, i due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La zattera della Medusa di Théodore Géricault, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia.

La statua equestre di Luigi XIV rappresenta il punto di origine del cosiddetto Axe historique, anche se il palazzo non è allineato con l'asse stesso.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Louvre attuale è il frutto di una serie di costruzioni successive realizzate nel corso degli ultimi 800 anni.[6]

La vera origine del termine louvre è dibattuta. Altre località francesi portano il medesimo nome. La più conosciuta fa derivare louvre dal latino lupara, cioè "luogo abitato dai lupi".[7] Un'altra ipotesi è quella di Sauval che propone che il nome derivi dall'antico termine Anglo-Sassone leouar che significava castello o fortezza.[3] Edwards, invece, sostiene che il nome derivi dal termine rouvre, che significa quercia, e che si riferisca al fatto che originariamente il palazzo era stato costruito in un bosco.[8] La Potter ipotizza che il Re Filippo II abbia parlato della costruzione chiamandola L'Œuvre (in francese il capolavoro), perché era il palazzo più grande della Parigi nel XII secolo.

In ogni caso, una struttura che serviva da fortezza fu edificata tra il 1190 e il 1202 sotto il regno di Filippo II, allo scopo di difendere Parigi dalle incursioni normanne.[8][9] Non è certo se si trattasse proprio del primo edificio innalzato in quel punto, anche se alcune fonti del tempo si riferiscono al primo Louvre come alla "Nuova Torre", che indicherebbe che in precedenza esistesse una "Vecchia Torre".[4][8]. L'unica parte tuttora rimasta di quell'edificio sono le fondamenta dell'angolo sud-orientale del palazzo.[3][10] In seguito la struttura venne ampliata, principalmente ad opera di Carlo V che nel 1358 fece costruire un muro difensivo attorno alla fortezza e trasformò il Louvre in una residenza reale, anche sovrani di epoca successiva la utilizzarono come prigione .[9]

L'Ala Richelieu del Louvre di notte.

Luigi IX (San Luigi) e Francesco I fecero aggiungere rispettivamente una prigione sotterranea e un edificio collaterale.[4] Francesco fece inoltre ricostruire il Louvre secondo il progetto dell'architetto Pierre Lescot. Dopo la morte di Francesco, sopraggiunta nel 1547, il suo successore Enrico II mantenne il progetto dell'architetto e fece completare le ali occidentale e meridionale decorandole con i bassorilievi di Jean Goujon.[11]

L'opera di rinnovamento di Lescot modificò la struttura del Louvre da quella tipica di una fortezza a quella attuale.[12]

Nel 1594 Re Enrico IV fece unire il Palazzo del Louvre con il Palazzo delle Tuileries, che era stato fatto costruire da Caterina de' Medici. Questo grande progetto richiese la costruzione della Grande Galerie che unì quindi il Pavillon de Flore all'estremità meridionale del complesso con il Pavillon de Marsan che si trova invece a quella settentrionale. Secondo gli storici dell'epoca l'edificio era uno dei più lunghi del mondo.[11]

Nel 1624 Jacques Lemercier progettò la Cour Carrée, che fu chiusa da altre tre ali da Louis Le Vau (originariamente a due piani, ma in seguito rialzate): la corte, realizzata sotto i regni di Luigi XIII e Luigi XIV, quadruplicò le dimensioni dell'antico cortile interno. I lavori si interruppero quando Luigi XIV scelse Versailles come propria residenza. Il Louvre rimase così immutato fino al XVIII secolo quando, su iniziativa di Luigi XV iniziò la sua trasformazione in museo. I lavori tuttavia non procedettero molto fino alla Rivoluzione francese.[8][11]

La Rivoluzione francese[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1791 l'Assemblea nazionale costituente decretò che Louvre e Tuileries avrebbero formato il Palazzo Nazionale, destinato a residenza del re e ad ospitare un'esposizione di scienze e arti a scopo educativo. I sostenitori dell'idea miravano a dimostrare la superiorità del nuovo regime sul vecchio, che nei decenni precedenti non era riuscito a completare la trasformazione in museo, e a fare di Parigi la capitale delle arti e una nuova Atene.[13]

Il Ministro degli Interni Roland nominò una commissione di 6 membri per sovrintendere i lavori. Gli avvenimenti successivi contribuirono all'accelerazione del processo, anche grazie alla confisca di opere d'arte alla Chiesa e agli émigré. Nell'aprile 1793 a Roland succedette Garat ed il museo aprì le sue porte il 10 agosto 1793, in occasione di un festival per la celebrazione del primo anniversario della repubblica.[14] Da novembre dello stesso anno fu ufficialmente Muséum central des arts de la République.

Dal 1794 in poi le vittorie dell'esercito rivoluzionario francese fecero affluire in patria un numero sempre maggiore di opere d'arte provenienti da tutta Europa, con l'obiettivo di trasformare il museo in uno dei più importanti del continente. Particolarmente significativo fu l'arrivo nella collezione dei capolavori provenienti dall'Italia, tra cui anche il Gruppo del Laocoonte e l'Apollo del Belvedere che facevano parte della collezione papale, giunti a Parigi nel luglio 1798 e accolti con fastose cerimonie (per l'occasione venne anche realizzato un vaso di Sèvres celebrativo).

Il numero di queste statue costrinse i curatori del museo a riorganizzare l'esposizione. Il palazzo fu restaurato e inaugurato nel 1800, per essere poi ribattezzato "Musée Napoléon" nel 1802.

La collezione continuò a crescere sotto la direzione di Vivant Denon, grazie ad acquisizioni regolari ed altre forzose (ad esempio la cessione forzata di parte della Collezione Borghese, però pagata da Napoleone più del doppio dell'estimazione fatta da Vivant-Denon) perseguendo il proposito di creare un museo delle arti universale, che racchiudesse tutte le sculture migliori.[15] Napoleone infatti aveva dato disposizione di prelevare sculture, piuttosto che dipinti antichi. Vivant-Denon, più interessato alle pitture, riuscì a riunire un'eccezionale collezione, prelevando opere nelle grandi collezioni tedesche (Kassel, Braunschweig e Berlino), austriache e nelle chiese italiane (nel 1811 fece un viaggio in Toscana con lo scopo di prelevare opere dei primitivi del Duecento e del Trecento, all'epoca quasi dimenticati). La Grande galerie lunga di quattrocento metri fu adattata da l'architetto di Napoleone, Fontaine, e fu pronta per il matrimonio imperiale del 1810. La galleria era divisa in tre sequenze : scuola francese, scuole del Nord, scuola italiana. La collezione si ridusse però notevolmente quando quasi tutte le opere acquisite durante la guerra dovettero essere restituite dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815 : più di 5000 opere d'arte vennero infatti restituite.

Il Grand Louvre e la piramide[modifica | modifica wikitesto]

Piramide del Louvre di notte

Verso il 1874-75, con la ricostruzione del Pavillon de Flore e del Pavillon de Marsan,[5] distrutti durante la Terza Repubblica francese, il palazzo aveva raggiunto la conformazione attuale grossomodo rettangolare. Ad est il pavillion Sully (da Massimiliano di Béthune, duca di Sully), di forma quadrangolare con al centro la piazza Cour Carrée, a nord e a sud due ali, rispettivamente la Richelieu, che dà su Rue Rivoli, e la Denon, che dà sulla Senna, a comprendere la Cour Napoléon, il grande cortile centrale.[16] Nel 1983 il presidente Mitterand propose come uno dei suoi Grandes Operations d'Architecture et d'Urbanisme il rinnovamento dell'edificio museale e la ricollocazione del Ministero delle Finanze, che allora aveva sede nell'ala nord. Il progetto fu ideato da Ieoh Ming Pei e comprendeva una piramide di vetro e acciaio posizionata nella Cour Napoléon, ad illuminare un grande atrio sotterraneo che avrebbe funto da nuovo ingresso principale, oltre al Carrousel du Louvre, una vera e propria città sotterranea con negozi, bar, servizi, auditorium, una grande libreria e una sala per le esposizioni temporanee. Il progetto sollevò molte polemiche e resistenze,[17] malgrado ciò la piramide e l'atrio sotterraneo furono inaugurati il 15 ottobre 1988 e completati nel 1989. La seconda fase del piano, comprendente la Pyramide Inversée che illumina il Carrousel, fu completata nel 1993. Nel 2002 la presenza di visitatori era già raddoppiata rispetto all'apertura della piramide.[18]

Il Louvre-Lens[modifica | modifica wikitesto]

Dal momento che molte delle opere della collezione del Museo del Louvre sono state esposte solo all'interno delle loro sezioni museali - e alcune di esse vi si trovano da circa 200 anni - è stato deciso di creare una sede staccata lontana da Parigi, per sperimentare gli esiti dell'allestimento di nuove esposizioni e per permettere la visione di alcune opere ad un pubblico più vasto. Il patrimonio artistico della nuova sede sarà composto da opere che attualmente fanno parte dell'esposizione permanente del Louvre e non, come molti pensano, da opere da molto tempo dimenticate nei magazzini sotterranei. Saranno esposte fianco a fianco opere di tutte le epoche e di tutte le culture, con l'intenzione di creare un nuovo modo di concepire l'esperienza di una visita al museo. Il completamento del progetto è previsto per la fine 2012; l'edificio dedicato potrà ospitare tra le 500 e le 600 opere, con un nucleo portante dedicato allo studio della rappresentazione della figura umana attraverso i millenni. Si prevede che affluiranno circa 500.000 visitatori all'anno. Originariamente sei città erano candidate per ospitare questo progetto: Amiens, Arras, Boulogne-sur-Mer, Calais, Lens, e Valenciennes. Il 29 novembre 2004 il Primo Ministro francese Jean-Pierre Raffarin ha scelto come sede del nuovo museo del Louvre la città di Lens e il nome scelto è Le Louvre-Lens. Il nuovo museo è aperto.

Il nuovo museo, finanziato dall'amministrazione regionale del Nord-Pas-de-Calais, avrà una superficie di 22.000 m² su due piani l'esposizione semi-permanente ne occuperà circa 5.000, mentre il resto sarà dedicato ad esposizioni temporanee a rotazione. Il progetto comprende anche un teatro polifunzionale. La costruzione si comporrà di una serie di costruzioni di altezza limitata in vetro e acciaio disseminate in un parco di 24 ettari che in precedenza faceva parte di un sito minerario chiuso e riportato allo stato naturale. Si stima che il costo della realizzazione sarà di circa 70 milioni di euro. Il progetto della costruzione è stato scelto dopo una competizione internazionale svoltasi nel 2005. È risultato vincitore il progetto presentato insieme dagli studi Sanaa di Tokio e Imrey Culbert LP di New York.

Accesso al museo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del Louvre

L'accesso principale al museo è la Hall Napoléon sotto la piramide, dove si trovano le biglietterie e gli accessi alle tre ali del museo. Vi si può arrivare direttamente dalla metropolitana di Parigi, in quanto la fermata Palais Royal - Musée du Louvre porta alla zona commerciale sotterranea. Altri ingressi sono il passage Richelieu da rue de Rivoli, la porte des Lions che dà sul quai François Mitterand e quello del jardin du Carrousel.[19]

Direzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del Louvre è stato per lungo tempo gestito dallo Stato, affidato alla Réunion des Musées Nationaux; recentemente invece al Museo è stato concesso un certo potere di autogestione configurandolo come un Établissement Public Autonome, in modo di razionalizzare e migliorare il suo sviluppo.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

In passato il direttore del Louvre era noto con il nome di "Conservateur", mentre attualmente viene definito "Président directeur général" Questi alcuni dei direttori che si sono succeduti nel tempo:

Le sezioni e le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Tori alati dalla testa umana provenienti da Khorsabad

La collezione del Museo del Louvre comprende oltre 380.000 oggetti e opere d'arte[20] e, anche se non è una delle più grandi, è sicuramente una delle più importanti.

Sono in esposizione permanente 35.000 opere, scelte dai curatori delle sue otto sezioni, ed esibite nei 60.600 m² a loro dedicati.[21] Secondo il Resoconto Annuale del 2005[20] i pezzi di proprietà del museo si dividono come segue:

  • 100.000 pezzi di archeologia mediorientale
  • 50.000 pezzi di archeologia egizia
  • 45.000 pezzi di archeologia greca, etrusca e romana
  • 10.000 pezzi di arte islamica
  • 6.550 pezzi di sculture
  • 20.704 pezzi di arti decorative
  • 11.900 pezzi di dipinti
  • 183.500 pezzi di stampe e disegni

Il vanto del museo è la sua raccolta di 11.900 dipinti (6.000 in esposizione permanente e i rimanenti conservati in deposito), che rappresenta la seconda più grande collezione di arte pittorica del mondo dopo quella del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo in Russia.

La sezione stampe e disegni è stata notevolmente ampliata nel 1935, grazie alla donazione della collezione del barone Edmond James de Rothschild (1845 – 1934) che comprendeva più di 40.000 incisioni, quasi 3.000 disegni e 500 libri miniati.

Il museo del Louvre dispone di un grande gruppo di mecenati, constituito da associazioni e aziende [22]. La Societa d'Amici del museo ha comprato più di 700 opere[23] per arricchirlo e aiutarlo finanziariamente.

Le opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Arte antica[modifica | modifica wikitesto]

Civiltà orientali
Arte egizia
Arte greca
Arte etrusca
Arte romana

Scuola italiana[modifica | modifica wikitesto]

Andrea del Sarto
Antonello da Messina
Beato Angelico
Fra Bartolomeo
Giovanni Battista Pittoni
  • Jésus-Christ donnant les clefs du paradis à saint Pierre
  • La Continence de Scipion (1733-1735)
  • Suzanne et les vieillards (1723-1725)
  • Tombeau allégorique de l'archevêque John Tillotson (1630-1694) (1726-1727)
  • Bacchus et Ariane (1720-1725)
  • Mars et Vénus (1720-1725)
  • Polyxène sacrifiée aux mannes d'Achille
  • Didon fonde Carthage
Giovanni Bellini
Jacopo Bellini
Benedetto da Maiano
Sandro Botticelli
Carlo Braccesco
Antonio Canova
Caravaggio
Vittore Carpaccio
Annibale Carracci
Cima da Conegliano
Correggio
Carlo Crivelli
Lorenzo Costa il Vecchio
Fra Bartolomeo
Domenico Ghirlandaio
Giotto
Luca Giordano
Gentile da Fabriano
Guercino
Guido da Siena
Leonardo da Vinci
Lorenzo di Credi o Leonardo da Vinci
Filippino Lippi
Lorenzo Lotto
Francesco Laurana
Maestro di San Francesco
Andrea Mantegna
Carlo Maratta
  • Amorini con ghirlande di fiori
  • Madonna col Bambino e angeli musicanti
  • Ritratto di Maria Maddalena Rospigliosi
Moretto
Michelangelo Buonarroti
Marco Palmezzano
Parmigianino
Perugino
Piero della Francesca
Piero di Cosimo
Pontormo
Raffaello
Rosso Fiorentino
Savoldo
Luca Signorelli
Andrea Solario
Tiziano
Paolo Uccello
  • Battaglia di San Romano, pannello con Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo, 1438 circa
Paolo Veronese
  • Le nozze di Cana, 1563
  • Resurrezione della figlia di Giairo, 1546 ca.
  • Cena in Emmaus, 1559 ca.
  • Crocifissione, 1520 ca.
Marco Zoppo

Scuola francese[modifica | modifica wikitesto]

Henri Bellechose
François Boucher
Paul Cézanne
Jean-Siméon Chardin
Jean Clouet
Jean-Baptiste-Camille Corot
Jacques-Louis David
Edgar Degas
Eugène Delacroix
Georges de La Tour
Jean-Honoré Fragonard
Jean Fouquet
Théodore Géricault
Jean-Auguste-Dominique Ingres
Claude Lorrain
Nicolas Poussin
Enguerrand Quarton
Scuola di Fontainebleau
Antoine Watteau

Scuola fiamminga e olandese[modifica | modifica wikitesto]

Bruegel il Vecchio
Jan van Eyck
Rembrandt
Pieter Paul Rubens
Jan Vermeer
Rogier van der Weyden

Scuola spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Bartolomé Esteban Murillo
Jusepe de Ribera
Diego Velázquez
Francisco de Zurbarán

Scuola tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Albrecht Dürer
Lucas Cranach il Vecchio

Scuola inglese[modifica | modifica wikitesto]

Joshua Reynolds

Oggetti d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna (Spagna)
— 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Rapport d'Activités 2011
  2. ^ Visitatori museo del Louvre su Radio Canada.
  3. ^ a b c Mary Knight Potter, The Art of the Louvre, L.C. Page, 1904, p. 1.
  4. ^ a b c Francis Miltoun, Royal Palaces and Parks of France, L.C. Page & Co, 1910, pp. 114,  115, 76.
  5. ^ a b Palais du Louvre, Wilhelm Ernst & Sohn Verlag. URL consultato il 26 aprile 2015.
  6. ^ Delia Gray-Durant, Art/Shop/Eat Paris, London, A&C Black, 2004, pp.p. 7, ISBN 0-393-32595-4.
  7. ^ J.Bourciez, Phonétique française, Éditions Klincksieck, Poitiers, 2003, p. 89, remarque I.
  8. ^ a b c d Henry Sutherland Edwards, Old and New Paris: Its History, Its People, and Its Places, Cassell and Co., 1893, pp. p.p. 194.
  9. ^ a b Alexandre Gady; Pitt, Leonard, Walks Through Lost Paris: A Journey Into the Heart of Historic Paris, Shoemaker & Hoard, 2006, pp. 112, 113, ISBN 1-59376-103-1.
  10. ^ From Palace to Museum, 800 Years of History, Musée du Louvre. URL consultato il 25 aprile 2015.
  11. ^ a b c (FRDEEN) Palais du Louvre (1993) su Structurae Database. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  12. ^ David Thomson, Renaissance Paris: Architecture and Growth, 1475-1600, Berkeley, University of California Press, 1984, pp. 60-70..
  13. ^ McClellan, 1994, p.93
  14. ^ McClellan, 1994, p.94
  15. ^ Napoleon's invasion of Italy - Sculpture - The Classical Art Research Centre and The Beazley Archive - The University of Oxford
  16. ^ Mignot, p. 13
  17. ^ MITTERRAND HA 'BENEDETTO' IERI LA PIRAMIDE DI VETRO DEL LOUVRE in la Repubblica, 5 marzo 1988. URL consultato il 26 aprile 2015.
  18. ^ Online Extra: Q&A with the Louvre's Henri Loyrette, Bloomberg, 17 giugno 2002. URL consultato il 26 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2013).
  19. ^ Mappa/Informazioni in italiano (PDF), Museo del Louvre. URL consultato il 26 aprile 2015.
  20. ^ a b 2005 Annual Report - Tableau récapitulatif de l’état d'avancement de l'informatisation des collections fin 2005, pg 185
  21. ^ Les incontournables | Musée du Louvre | Paris
  22. ^ Il mecenato del Louvre
  23. ^ Sito ufficiale della Societa d'Amici

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 257711507 · LCCN: n80020283 · GND: 1006837-5 · BNF: cb11865019j (data)