San Michele sconfigge Satana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Michele sconfigge Satana
San Michele sconfigge Satana
Autore Raffaello Sanzio e aiuti
Data 1518
Tecnica olio su tavola trasportata su tela
Dimensioni 268 cm × 160 cm 
Ubicazione Musée du Louvre, Parigi

San Michele sconfigge Satana è un dipinto a olio su tavola trasportato su tela (268x160 cm) di Raffaello e aiuti, datato 1518 e conservato nel Museo del Louvre di Parigi L'opera è firmata e datata sull'orlo della veste di san Michele: "RAPHAEL VRBINAS FACEBAT M.D.XVIII".

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'opera venne commissionata nel 1517 da Lorenzo duca d'Urbino, tramite suo zio Leone X, per omaggiare l'alleato Francesco I di Francia. Fu inviata in Francia, assieme alla Sacra Famiglia, nel giugno 1518. È detta anche il Gran san Michele per distinguerla dalla tavola di analogo soggetto, anch'essa conservata al Louvre, ma di dimensioni ben più ridotte (31x27 cm), databile al 1505 circa. La scelta del santo era legata all'Ordine di San Michele, di cui il re era Gran maestro, e l'atteggiamento battagliero alludeva alla crociata contro i Turchi che il papa tentò vanamente di organizzare.

Venne restaurata più volte, dal Primaticcio, nel 1537-1540, e in seguito dal Guélin, nel 1685: tali interventi, uniti al trasporto su tela nel 1737 (una pratica assai diffusa in Francia), hanno compromesso la superficie pittorica. Il maestro dipinse alcune parti soltanto, oltre a ideare la composizione, avvalendosi probabilmente dell'aiuto di Giulio Romano. Dell'opera esistono numerose copie antiche, a testimonianza della sua celebrità.

San Michele è ritratto a piena figura, mentre incede eroico sopra il demonio schiacciandolo col piede e preparandosi a colpirlo con la lancia appuntita. I drappi svolazzanti amplificano il senso di movimento, che riecheggia esempi michelangioleschi. Satana, che regge il forcone, è rappresentato in un efficace scorcio, tra rocce in cui si vedono fiamme, quali accessi agli Inferi. Ha corna che gli spuntano dai capelli crespi e ali di uccellaccio, ben diverse da quelle col piumaggio iridescente del santo. L'orchestrazione dei colori è magistrale, così come l'uso espressivo ed incidente della luce, che faranno scuola per i classicisti del XVII secolo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Pittura