Ritratto di Elisabetta Gonzaga

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Ritratto di Elisabetta Gonzaga
Ritratto di Elisabetta Gonzaga
Autore Raffaello
Data 1504-1505 circa
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 52,5 cm × 37,3 cm 
Ubicazione Galleria degli Uffizi, Firenze

Il Ritratto di Elisabetta Gonzaga è un dipinto a olio su tavola (52,5x37,3 cm) attribuito a Raffaello Sanzio, databile al 1504-1505 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'opera doveva essere nelle raccolte ducali di Urbino, portate a Firenze nel 1625 con la dote di Vittoria Della Rovere. È citata sicuramente per la prima volta il 14 agosto 1773, quando da palazzo Pitti venne trasferita al guardaroba granducale. Fin da allora l'attribuzione è stata piuttosto problematica. Nell'inventario del 1784 è riferita alla scuola di Bellini, mentre in quello del 1825 a Andrea Mantegna, nome che compare per tutto il XIX secolo.

Fu Durand Greville (1905) a riferirlo per primo a Raffaello, mentre Crowe e Cavalcaselle ipotizzarono Francesco Bonsignori, G. Novelli pensò a Giovan Francesco Caroto, Filippini a Cesare Tamaroccio, e Bode a un maestro veronese influenzato da Mantegna. Favorevoli all'attribuzione raffaellesca furono Gronau, Ortolani, Longhi, Volpe, Camesasca, seguiti in tempi più recenti da Meyer zur Capellen (2001). Un altro filone critico lega l'opera a Francesco Francia (Brizio, Salvini), ipotesi che tuttavia non è lontana dall'attribuzione raffaellesca, poiché alcuni studiosi riconoscono nel giovane pittore di Urbino un'influenza del bolognese Francia, mediata indirettamente dal collega della bottega paterna Timoteo Viti, già attivo proprio a Bologna.

Oggi l'opera in galleria è esposta con attribuzione a Raffaello, come il vicino Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro, col quale forma un sorta di pendant.

Le fonti antiche ricordano comunque un ritratto eseguito da Raffaello per Elisabetta Gonzaga, donna colta, conoscitrice delle lettere e delle arti che fu sua committente, in particolare lo riferisce Antonio B. Negrini negli Elogi di Castiglione. Sul retro della tavola si legge infatti l'iscrizione "Isabella Mantovana, moglie del duca Guido[baldo]", ma ciò è spiegabile col fatto che la duchessa fosse solita firmarsi Isabetta.

La datazione proposta per il dipinto si basa su dati stilistici e su una valutazione dell'età della duchessa, nata nel 1471, quindi poco più che trentenne. L'opera è molto simile al Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro, cortigiana di Elisabetta, oggi al Baltimore Museum of Art.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Elisabetta Gonzaga, moglie di Guidobaldo I da Montefeltro, è ritratta a metà figura in una posa frontale piuttosto inconsueta e di sapore arcaicizzante, leggermente impacciato.

I capelli sono probabilmente raccolti in un coazzone, una lunga treccia che si vede in un suo ritratto su medaglia al British Museum. Indossa un abito pregiato, di tessuto scuro con inserti che formano strisce orizzontali e verticali raffinatamente alternate. Lo scollo è quadrato e presenta un bordo chiaro con ricami dorati, con soggetti probabilmente allegorici. Anche lo scorpione-gioiello tenuto sulla fronte è un'"impresa", forse apotropaica, collegabile al monile a forma di "S" ("Scorpio"), che Baldassarre Castiglione nel Cortegiano ricorda nelle proprietà della duchessa.

Una lunga catena, sciolta ai lati e annodata nel passaggio al centro, pende dal collo.

Il paesaggio richiama modelli leonardeschi, soprattutto nello sperone di roccia incombente sulla destra, simile a quello che si vede nella Madonna Terranuova, attribuita pure agli stessi anni.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]